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PARMA-JUVE APRE SERIE A, L’1/9 LAZIO-ROMA ALLE 18

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Saranno i campioni d’Italia della Juventus ad aprire il campionato 2019-2020 di Serie A. I bianconeri di Maurizio Sarri, sabato 24 agosto alle 18, saranno di scena al Tardini per affrontare il Parma di mister D’Aversa. In serata, alle 20.45, Fiorentina-Napoli, mentre domenica 25 i due posticipi saranno Udinese-Milan alle 18 e Inter-Lecce alle 20.45.
Per quel che riguarda la seconda giornata, si aprirà venerdì 30 agosto con Bologna-Spal alle 20.45. Sabato 31 in programma Milan-Brescia alle 18 e il big-match Juventus-Napoli alle 20.45. Domenica 1 settembre, alle 18, Lazio-Roma
Questo il programma:
1ª GIORNATA ANDATA
Sabato 24 agosto 2019 ore 18.00   Parma      – Juventus
Sabato 24 agosto 2019 ore 20.45   Fiorentina – Napoli
Domenica 25 agosto 2019 ore 18.00 Udinese    – Milan
Lunedì 26 agosto 2019 ore 20.45   Inter      – Lecce
2ª GIORNATA ANDATA
Venerdì 30 agosto 2019 ore 20.45    Bologna  – Spal
Sabato 31 agosto 2019 ore 18.00     Milan    – Brescia
Sabato 31 agosto 2019 ore 20.45     Juventus – Napoli
Domenica 1 settembre 2018 ore 18.00 Lazio    – Roma
(ITALPRESS).

IL TORO DILAGA IN UNGHERIA, 4-1 AL DEBRECEN

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Due su due e accesso al terzo turno di qualificazione. Operazione completata dal Torino di Walter Mazzarri che batte il Debrecen per 4-1 nella gara di ritorno e con un punteggio globale di 7-1 accede all’ultimo turno di qualificazione per la prossima Europa League. Nella trasferta in Ungheria il Toro conferma la supremazia mostrata nel match di andata ad Alessandria e si impone grazie alle reti di Simone Zaza, Armando Izzo, Andrea Belotti e Vincenzo Millico. Una vittoria che porterà i granata a giocarsi l’incontro decisivo per l’ingresso alla fase a gironi della Europa League contro la vincente della sfida tra Esbjerg e Soligorsk. Nel tardo pomeriggio di Debrecen il Torino domina agevolmente fin dalle prime fasi della gara. Mazzarri lancia Zaza titolare per sostituire l’assente Iago Falque ed è proprio l’attaccante ex Juve a creare la prima palla gol al 12′ con un tiro a botta sicura ribattuto nei pressi della linea da Kusnyir.
Appuntamento col gol rinviato di soli 13 minuti quando Meite sulla trequarti si libera e trova il filtrante per Zaza che rientra sul mancino e calcia sul palo lontano trovando la rete dell’1-0. Poi al 32′ arriva il raddoppio con Berenguer che pesca Ansaldi sulla sinistra, cross in mezzo per Izzo che a porta sguarnita appoggia col destro per il 2-0. Dopo la rete del raddoppio anche Mazzarri sorride salvo poi preoccuparsi verso la fine del primo tempo quando è costretto a sostituire Baselli per un problema fisico, al suo posto Rincon. Nella seconda frazione un calo di concentrazione del Toro permette ai padroni di casa di esaltarsi. Al 49′ Trujics sfiora il gol con un gran tiro sul quale Sirigu si oppone egregiamente. Ma tre minuti più tardi il Debrecen sfrutta un’imprecisione difensiva degli ospiti e colpisce con Garba che di testa deposita in rete il cross di Varga. Dopo aver subito la rete il Torino si sveglia e torna a comandare agevolmente il gioco tanto che al 70′ cala il tris chiudendo definitivamente l’incontro.
Belotti guida la ripartenza e al limite dell’area chiede l’uno-due da Zaza che di tacco gli accomoda il pallone davanti al portiere dove il Gallo non può sbagliare. Nel recupero c’è spazio anche per la rete del baby Millico (classe 2000) che sfrutta la respinta del portiere sul tiro di Zaza e di testa ribadisce in rete per il gol del 4-1. Abbracci e sorrisi, l’euro-Toro è pronto a tornare grande e ora attende la sua avversaria per sognare la fase a gironi dopo tanti anni di assenza.
(ITALPRESS).

ROSSI “MAI PENSATO RITIRO, MA A LUGLIO FA NOTIZIA”

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“Corro quest’anno e anche il prossimo, perchè ho un contratto firmato. Lo sanno tutti e lo sa anche chi ha scritto che mi ritiro. Nel mese di luglio che c’è poco, però, la notizia che fa più click è che Valentino smette. Non ci ho mai pensato”. È categorico Valentino Rossi, che ai microfoni di Sky MotoGP, smentisce le voci di un suo possibile ritiro a fine stagione, visti i risultati poco lusinghieri di questo 2019. Rossi è andato in vacanza con tre gare non concluse e l’ottavo posto in Germania. “Ci ho pensato molto durante questa pausa, dove ho avuto la possibilità di riposarmi per tornare più carico. La prima parte della stagione è stata molto dura per noi, non abbiamo avuto buoni risultati e dobbiamo concentrarci per ottenere dei risultati migliori in questa seconda” spiega il “Dottore” che sul diverso comportamento delle M1 del compagno di squadra Vinales e del team Petronas con Fabio Quartararo, aggiunge: “Nelle ultime gare, ma anche da Jerez, Quartararo e Maverick si sono dimostrati molto forti e questo vuol dire che anche la moto è competitiva, per questo dobbiamo trovare nuove maniere per cercare il giusto feeling e guidare al massimo la moto”. “Il problema delle ultime gare è stato che non siamo stati abbastanza veloci. Abbiamo provate diverse cose, ma non siamo stati competitivi e quindi dobbiamo trovare il modo di portare la moto davanti”. A chi gli chiede se pensa già alla stagione 2020 con il test di lunedì qui a Brno, il pilota Yamaha, risponde: “è più importante la gara di domenica. Non so cosa succederà lunedì. Ne discuteremo dopo la gara, spero ci sia qualcosa di nuovo e capire qualcosa per il prossimo anno”. 

“È ridicolo quello che è successo. Non solo bisogna capire e leggere le risposte ma anche le domande, perchè è facile estrapolare una sola parte e fare uno scandalo. Io non ho mai detto che Valentino va in pensione o di licenziare Rossi in questa stagione o che non guida la prossima. Sono fake news create dai giornalisti” dice Lin Jarvis, Managing Director Yamaha Motor Racing sulle notizie rimbalzate in questi giorni su un possibile pre pensionamento di Valentino Rossi che ha un contratto con il team dei tre diapason fino al 2020.

AZZURRINI KO, ALLA SPAGNA 2^ TURNO EUROPEI U19

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La nazionale italiana Under 19 di football americano, dopo la sconfitta con la Danimarca, subisce un’altra battuta d’arresto per mano della Spagna e viene relegata al torneo di consolazione per il 7 e 8 posto. Il primo possesso offensivo va alla Spagna e viene sfruttato egregiamente con le corse di Quince Lopez. Il RB spagnolo macina terreno e guadagna 3 primi down in 3 giocate ma avvicinatisi all’end zone la difesa azzurra si risveglia e costringe gli avversari ad accontentarsi di un field goal. Ottimo invece il kickoff return italiano, rovinato però da due falli importanti che penalizzano l’attacco.
Al drive successivo, nonostante il primo down guadagnato da Tenconi e Boni, la linea d’attacco italiana inizia a soffrire gli avversari e Rossi subisce un duro sack che costringe l’Italia a ridare l’ovale agli spagnoli. Tutt’altra storia la O-Line iberica, che consente invece al QB Maffrand di leggere e trovare i suoi ricevitori sul campo. Anche questa volta però il secondario italiano regge bene e riconsegna palla alla propria offense.
Proprio in questo drive vediamo il primo segno di vita dell’attacco italiano, con la splendida ricezione ad una mano di Rinaldi, concretizzata all’azione successiva con il TD pass di Costanzi; con la trasformazione di Salsa, il risultato sale 7 – 3 per gli azzurri. La Spagna tuttavia, non tarda a restituire il colpo e torna prepotentemente in campo macinando yard con le corse di Quince Lopez. Sarà poi Fernandez, eludendo il secondario italiano, a siglare il 7 – 10 (trasformazione di Cuenca).
Gli azzurrini rientrano in attacco e Rossi comincia a sganciare siluri e a trovare soluzioni personali. Il buon drive viene poi coronato da un’altra ricezione in endzone di Rinaldi, che riporta l’Italia in vantaggio per 14 – 10 (trasformazione di Salsa). Rientrati in attacco, gli spagnoli sono costretti ad un terzo e fuori dall’ottima prestazione difensiva italiana; mentre il successivo drive azzurro è di nuovo condizionato dalla pressione della linea difensiva spagnola e un altro sack costringe l’Italia al punt.
Con 2 minuti sul cronometro, l’attacco spagnolo riparte dalle proprie 17 ma riesce subito a togliersi dalla scomoda situazione con un’ottima ricezione di Castagno, che viene fermato poco prima della end zone. Qui le due squadre si danno battaglia e, nonostante l’ottima difesa e le penalità a favore, l’Italia riesce a compromettersi con un fallo antisportivo regalando altri 4 tentativi. Questi vengono ovviamente sfruttati dalla Spagna e da Quince Lopez, che entra in end zone e riporta la Spagna in vantaggio. Alla fine del secondo quarto, con l’extra point di Cuenca, le squadre tornano negli spogliatoi sul 14 – 17.
Rientrati in campo al terzo quarto, Rossi comincia a colpire i suoi bersagli prediletti e permette a Brovelli, Boni e Rinaldi di conquistare la metà campo avversaria con dei buoni after catch. Ma se una penalità vanifica il touchdown di Brovelli, all’azione successiva un intercetto di Masero termina definitivamente il drive offensivo italiano. Niente da fare neanche nei drive successivi per le formazioni d’attacco, condizionate da tante penalità e tanti incompleti dei ricevitori.
La situazione sembra sbloccarsi ancora una volta con una spettacolare ricezione in torsione di Rinaldi, se non fosse per un altro fallo in linea d’attacco che vanifica di nuovo il tutto. Tornati in campo gli spagnoli quindi, si ricomincia con il gioco via terra e con una corsa esterna di 30 yard è Cuenca a superare la metà campo. Sempre lui, dopo uno screen play di Garcia eseguito alla perfezione, chiude il drive in bellezza entrando in end zone per il 23-14. Nel finale l’attacco italiano sembra entrare ancor più in difficoltà, con la linea d’attacco che continua a cedere e a condizionare tutto il timing offensivo. Altra storia per gli spagnoli, che riescono a trasformare un terzo down con una rocambolesca quanto spettacolare ricezione di 35 yard per Castagno. E nonostante il drive offensivo non porti a nessuna segnatura, pochi minuti dopo è il DB Minguez ad intercettare il lancio di Rossi e a riportarlo in endzone per il 29 – 14 (EP no good). Nel finale cambio in cabina di regia per l’Italia, con il neocampione di II divisione Ines Raven che entra in campo e prova a dare una svolta positiva al match. A 3 minuti dalla fine la scelta si rivela esatta e con un lob pass ben eseguito, Rinaldi scavalca il secondario e riceve il suo secondo TD. Con l’extra point di Salsa, le distanze si accorciano e si va sul 21 – 29.
L’ultimo drive toglie tuttavia ogni speranza all’Italia, con Cuenca che continua a correre, a guadagnare yard, ma soprattutto a far scorrere il prezioso tempo che rimane all’Italia; sarà però Martin a chiudere definitivamente il match segnando un TD e riallungando per 36 – 21 (trasformazione di Cuenca). MVP della difesa va all’italiano El Mechri, che nonostante la sconfitta mette a segno 7.5 placcaggi; mentre il migliore in attacco è l’elusivo Quince Lopez, con 17 portate per 82 yard.

SIGLATA A ROMA NUOVA INTESA ICS-LND-FIDOCOM

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Siglata oggi a Roma, presso la sede dell’Istituto per il Credito Sportivo, la convenzione tra la banca pubblica dello Sport e la Cultura, la Lega Nazionale Dilettanti e Fidicom Garanzia al Credito 1979, per la concessione di mutui alle società e associazioni del calcio dilettantistico affiliate alla LND. Caratteristica principale dell’accordo è la possibilità di garantire integralmente i mutui concessi dall’Istituto per il Credito Sportivo attraverso la sinergia tra due distinti strumenti di garanzia: il Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva gestito dal Credito Sportivo, che garantirà i mutui per l’80% dell’importo, ed il Confidi Fidicom che coprirà il rimante 20%. Lo stanziamento di un apposito Fondo da parte della LND consente di controgarantire Fidicom per le garanzie rilasciate, riducendone quindi il prezzo finale per società e associazioni sportive. Le condizioni dei mutui, che hanno una durata fino a 15 anni, sono particolarmente convenienti proprio in virtù dell’assetto delle garanzie a presidio delle operazioni. La convenzione mette inizialmente a disposizione delle affiliate LND un plafond di mutui di 4,5 milioni di euro da destinare prevalentemente a interventi di messa a norma e in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche ed efficientamento energetico, oltre che a ristrutturazioni e realizzazioni di nuovi impianti per il calcio. “L’accordo siglato oggi con il Credito Sportivo e con Fidicom rappresenta una grande novità per lo sviluppo dell’impiantistica sportiva in Italia. – ha dichiarato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia – favorire la realizzazione di strutture moderne ed efficienti costituisce un fattore imprescindibile per le attività del calcio dilettantistico e per la crescita delle nostre Società, con ricadute positive sui territori di riferimento, creando così un circuito virtuoso. Migliorando la qualità degli impianti, migliora anche l’offerta sportiva. La firma di questa convenzione è l’ulteriore testimonianza dell’impegno della LND nell’individuare soluzioni concrete a sostengo dei suoi club”. “Questo accordo – ha dichiarato il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo Andrea Abodi – è solo il punto di partenza della collaborazione con la LND e Fidicom, nata dall’analisi, dalla ricerca e dal confronto con i Comitati Regionali e le società per contribuire in maniera concreta allo sviluppo del calcio dilettantistico, attraverso la riqualificazione e la realizzazione di nuovi impianti. Il Credito Sportivo è già pronto ad aumentare in maniera significativa il suo impegno, fornendo opportunità incentivate per migliorare le infrastrutture ad alto profilo di socialità in tutte le regioni, che sono alla base della crescita del movimento calcistico italiano”. “Siamo molto motivati dalla sottoscrizione dell’accordo – ha dichiarato il consigliere delegato di Fidicom Umberto Pirelli – Da sempre Fidicom, supporta le imprese di minori dimensioni; quindi è stato naturale condividere l’impegno del Credito Sportivo e della Lega Nazionale Dilettanti. Il risultato è un plafond a favore delle società calcistiche di minore dimensione, che rappresentano l’ossatura dell’attività educativa dello sport a favore dei nostri giovani, della famgilie e comunità territoriali”. Fidicom è stata assistita dallo studio Feliziani e associati in qualità di advisor finanziario e dallo studio legale Tonelli in qualità di advisor legale.

ALLA FRANCESE FRAPPART LA SUPERCOPPA UEFA

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Per la prima volta nella storia, sarà un arbitro donna a dirigere uno degli appuntamenti più importanti dell’Uefa. Toccherà infatti a Stephanie Frappart, 35 anni, arbitrare la finale di Supercoppa Europea tra Liverpool e Chelsea: i due club inglesi, vincitori rispettivamente delle ultime edizioni di Champions League ed Europa League, si affrontaranno il prossimo 14 agosto al Besiktas Park di Istanbul. Nel mese di luglio, la direttrice di gara francese aveva fischiato nella finale del Mondiale femminile tra Stati Uniti ed Olanda e nel 2017 arbitrò la semifinale dell’Europeo, sempre femminile, tra Inghilterra e Olanda. “Stephanie se lo merita, ha dimostrato nel corso di un certo numero di anni che lei è uno dei migliori arbitri di sesso femminile, non solo in Europa, ma in tutto il mondo – ha detto il presidente della Commissione Arbitri dell’Uefa, Roberto Rosetti – Ha la capacità di arbitrare sul palcoscenico più importante, come ha dimostrato nella finale di Coppa del Mondo femminile di quest’anno. Spero che questa partita a Istanbul le fornirà ancora più esperienza proprio nel pieno della sua carriera arbitrale”. Frappart ha già fatto la storia in Francia, diventando il primo arbitro donna a dirigere nel mese di aprile una partita di Ligue 1, tra Amiens e Strasburgo. Nel mese di giugno le è stato annunciato il suo ingresso permanente nel pool degli arbitri del massimo campionato transalpino per la stagione 2019/20. Frappart però non è stata il  primo arbitro donna designato ad una partita maschile dell’Uefa: la svizzera Nicole Petignat ha infatti diretto tre partite del turno di qualificazione di Coppa Uefa tra il 2004 e il 2009. Al Var, per la finale di Supercoppa, ci sarà il francese Clement Turpin dalla Francia, coadiuvato dal connazionale Francois Letexier, dal tedesco Mark Borsch e dall’italiano Massimiliano Irrati.

LIBERE BAGNATE, HAMILTON OK FERRARI INSEGUONO

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Pioggia, pista scivolosa e tanto traffico. Il venerdì del Gran Premio d’Ungheria regala pochi spunti di confronto tra le scuderie che all’Hungaroring hanno dovuto affrontare condizioni miste tra chi ha provato la simulazione qualifica con gomma soft e chi, invece, si è concentrato su un lavoro differenziato per poi testare le gomme intermedie quando la pioggia è aumentata d’intensità. A guidare la classifica tempi complessiva è Lewis Hamilton che nelle libere 1 sull’asciutto ha stampato il giro veloce in 1’17″233 mentre nel pomeriggio, con una pista più lenta e che ha presentato condizioni più complicate, è stato Pierre Gasly a registrare il giro veloce in 1’17″854. Ferrari conservativa con Charles Leclerc e Sebastian Vettel distanti dai tempi competitivi, impegnati soprattutto nel lavoro di controllo delle nuove parti portate a Budapest.
E dunque, dopo la disastrosa gara di Hockenheim, la Mercedes torna a comandare con Hamilton che ha fermato il cronometro sul minuto e 17 basso nella prima sessione. Un tempo registrato nei primi run prima della momentanea interruzione del lavoro per pioggia per poi dedicare la seconda parte a una simulazione su gomma media. Mattinata a due facce, però, in casa delle frecce d’argento con Bottas che ha perso tutti i 90 minuti a causa di un problema riscontrato alla sua powerunit nel primo out-lap. Macchina sui cavalletti e grande lavoro per poter permettere al finlandese di scendere in pista nel pomeriggio. All’inseguimento di Hamilton si son piazzati Verstappen e Vettel a poco più di un decimo e divisi tra loro per un solo millesimo. La Red Bull è parsa più stabile rispetto a una Ferrari leggermente più nervosa, seppur sui giri di Vettel (terzo) e di Leclerc (sesto) abbia influito il tanto traffico in pista, specialmente nella parte finale del tracciato.
Condizioni ancor più difficoltose nelle prove libere 2 dove 18 piloti su 20 sono entrati in pista non appena il semaforo verde ha dato il via alla sessione, proprio per sfruttare minuti preziosi di lavoro in avvio prima dell’arrivo della pioggia. Ma l’incidente a muro della Toro Rosso di Alexander Albon ha forzato gli organizzatori a esporre la bandiera rossa interrompendo le libere dopo soli 4 minuti. Alla ripresa della sessione è Gasly a far segnare il giro più veloce con gomma soft con 64 millesimi di vantaggio sul compagno di squadra Verstappen che ha montato gomma media. Hamilton invece chiude terzo con mescola dura registrando un gap di un decimo mentre Bottas, risolti i problemi tecnici, ha concluso la sessione in quarta posizione con gomma media. Pochi giri a disposizione di Leclerc (settimo a +0.998 con gomma media) e Vettel (tredicesimo a +1.400 con gomma dura). Analisi e approfondimenti rinviati alla giornata di sabato dove per le libere 3 e per le qualifiche è previsto sole e temperature sui 25 gradi.

QUARTARARO IN VETTA AL VENERDI’

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Al ritorno in pista dopo tre settimane di vacanze è Fabio Quartararo in sella alla M1 del team Petronas Yamaha SRT a dettare il passo, mettendosi dietro anche il leader incontrastato della prima parte della stagione, Marc Marquez. Con 1’55″802 il giovane francese dalle chiare origini siciliane resta davanti al portacolori della HRC Honda anche se per soli 25 millesimi. Più distanti gli altri piloti, con le due Ducati di Jack Miller (Pramac Racing e Andrea Dovizioso (Ducati Team), che stampano la stessa prestazione cronometrica a 269 millesimi da Quartararo. Dopo le buone prestazioni nella sessione del mattino, Maverick Viñales con la Yamaha ufficiale del Monster Energy, chiude il venerdì come quinto, più lento di soli 13 millesimi rispetto alla coppia in sella alle GP19. Un venerdì ricco di problemi, invece, per il suo collega di box, Valentino Rossi. Il “Dottore” deve fare i conti con la rottura del motore che lo costringe a tornare ai box per prendere l’altra moto. Alla fine ottiene il nono tempo a sette decimi dalla M1 del team satellite.
Una prestazione che dovrebbe consentirgli di entrare direttamente nella Q2 delle qualifiche, visto che per sabato è prevista pioggia per la FP3. Sempre secondo questi calcoli, dentro la manche decisiva, dovrebbero esserci anche Alex Rins, sesto con la Suzuki davanti alla seconda Yamaha Petronas di Franco Morbidelli e alla Honda LCR di Cal Crutchlow. Tra i piloti potenzialmente già in Q2 anche Danilo Petrucci, decimo con la seconda Ducati ufficiale ed alle prese con il solito problema dell’ingresso in curva. Più staccate dalla vetta le Aprilia di Aleix Espargaro e Andrea Iannone, rispettivamente quindicesimo e diciottesimo; così come Francesco Bagnaia, ultimo con la seconda Ducati del Pramac Racing.