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TREGUA CONI-SPORT E SALUTE, FIRMATO ACCORDO

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Con Giancarlo Giorgetti garante, Giovanni Malagò e Rocco Sabelli hanno siglato la tregua tra il Comitato olimpico nazionale e la nuova “Sport e Salute”. Grazie all’intervento “decisivo” del sottosegretario con delega allo sport, come ha spiegato Malagò, il Coni e la società per azioni governativa hanno firmato l’accordo che stabilisce la cornice economico-finanziaria tra le due realtà, in attesa del contratto di servizio che dovrà essere sottoscritto entro il 30 settembre. “Giorgetti ci ha inviato una mail ieri sera manifestandoci la disponibilità del Governo verso alcuni temi e ribadendo che la politica sportiva resta in capo al Coni – ha precisato Malagò ringraziando anche Sabelli per la disponibilità al dialogo – Tutto questo va declinato nei fatti e lo faremo dopo l’estate, intanto firmiamo questo accordo che, senza la lettera di Giorgetti, non avremmo mai siglato”. Sul tavolo restano ora altri temi, a cominciare dalla legge delega sulla riforma dello sport che il Senato potrebbe approvare già la prossima settimana e che, secondo Malagò, ha alcuni punti da modificare perché in contrasto con la Carta Olimpica. Un messaggio oggi condiviso e rilanciato a gran voce dai rappresentanti del Consiglio nazionale del Coni.
(ITALPRESS).

SVEZIA E AUSTRIA DOMANI IN CAMPO PER IL TITOLO

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Il Campionato Europeo Under 19 di football americano giunge alle sue fasi finali e domani, nei due stadi bolognesi Bernardi ed Arcoveggio, andranno in scena i quattro match che decreteranno la classifica finale. Svezia e Austria in corsa per il primo posto, mentre Francia e Danimarca lotteranno per la medaglia di bronzo. Le partite precedenti invece, vedranno Spagna e Finlandia sfidarsi per il quinto posto e Italia e Norvegia per gli ultimi due. Domenica 4 agosto, alle ore 21 all’Arcoveggio si affronteranno per il titolo Austria e Svezia.
L’Austria non ha trovato ostacoli nel suo percorso verso le finali, vincendo facilmente contro la Spagna 61 – 7 e battendo la Danimarca per 45 – 6. La Svezia ha invece percorso una strada più tortuosa, ottenendo il primo successo contro la Norvegia per 20 – 7 e vincendo di un soffio con la Francia per 7 – 0. La loro spread offense ha faticato molto contro la Francia, risvegliandosi solo nella seconda metà di gioco con il QB Ekberg, che è andato a segno con una corsa.
Il DE svedese Nilsson e il resto della difesa hanno poi fatto il resto, neutralizzando la wing-t avversaria e ronzando intorno all’ovale per tutto il match. Tuttavia, questo non sarà sufficiente contro l’Austria, il cui attacco ha dimostrato un gioco vario e consolidato. In attacco il WR Wikstrom dovrà lavorare parecchio contro il secondario austriaco, mentre Cimrell avrà bisogno dell’aiuto della sua OL per creare spazi.
Sull’altro versante, il QB austriaco Gruner avrà differenti armi a disposizione e potrà contare sull’aiuto di RB come Haslwanter e Schulz, potendo variare anche sui lanci con Touré e Berghammer.
Alle ore 17, sempre all’Arcoveggio Danimarca e Francia si contenderanno il terzo posto. La wing-t francese avrà un nuovo avversario domenica contro la Danimarca, ancora inespressa durante il torneo. Guidati dall’esperto Collomb, i francesi dovranno correre pesantemente sul fronte difensivo danese. Con 4 RB differenti infatti, nei nomi di Redval, Cyril, Yans ed Elias, la Francia dovrà sfoderare tutto il proprio running game.
Problemi in vista per il backfield danese invece, composto da Espersen e Lillie che dovranno vedersela con l’atletica linea difensiva della nazionale francese.
I due QB della Danimarca inoltre, hanno sofferto una pressione tremenda nelle ultime due partite e dovranno scrollarsi la tensione di dosso se vorranno trovarsi con i propri ricevitori. Al Bernardi, invece, alle 12.30 è in palio il quinto posto che si contenderanno Spagna e Finlandia. Il team finlandese, impressionante nell’annientare la Norvegia 29 – 0, affronterà la Spagna. Brava quest’ultima a sfruttare le debolezze difensive italiane e ad avanzare per la battaglia per il quinto posto. Il RB iberico Quince Lopez ha saputo infatti sfoderare il suo potenziale nell’ultimo match, correndo per circa 90 yard; il suo alter ego svedese Barrow è tuttavia riuscito a superarlo in yardaggio e a segnare 2 TD. Ottima anche l’ultima prestazione dello starter QB Korkalainen, che ha collezionato ben 155 yard di passaggio. Lo spagnolo Maffrand è stato però capace di battere il suo “collega”, con 232 yard nell’ultima partita contro l’Italia, di cui 109 sul WR Castagno. Quest’ultimo sarà una vera minaccia per i DB finlandesi, mentre la difesa spagnola dovrà riuscire a contenere le corse di Barrow e Unal.
Sempre al Bernardi, alle ore 9, scenderà in campo l’Italia che dovrà battere la Norvegia per non chiudere all’ottavo e ultimo posto. I due team disperatamente alla ricerca della loro prima vittoria, Italia e Norvegia, si sfideranno per non arrivare ultimi in classifica. Bene gli azzurrini al primo turno contro la Danimarca, partita persa per 17 – 6 che ha però sorpreso molti osservatori. A rimanere sorpresi in negativo, tuttavia, anche i giocatori italiani, sconfitti dalla Spagna per 36 – 21. Il QB italiano Rossi è comunque tra i passing leader fino ad ora; e con i pericolosi WR Rinaldi e Brovelli dovrebbe essere in grado di mettere in difficoltà il secondario norvegese.
Sull’altro lato il QB Myhrer, schierato ricevitore nella seconda metà contro la Finlandia, ha completamente recuperato dall’infortunio alla mano e ricomincerà titolare. Questo farà una grande differenza rispetto all’ultima partita, durante la quale la Norvegia ha collezionato solamente 40 yard.

IL NUOVO PALERMO PRENDE FORMA E RICOMINCIA DALLA D

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Il Palermo è pronto a ripartire dopo la mancata iscrizione della vecchia società al campionato cadetto. Dopo un incubo lungo diversi anni si ricomincia dalla serie D con un società “fatta in casa” e che pone come punto di partenza il senso di appartenenza. Nella prima conferenza stampa dopo il via libera all’iscrizione nel campionato Dilettanti è stato presentato il nuovo staff societario e tecnico.
L’ex arbitro Gianluca Paparesta svolgerà un lavoro di consulenza, si occuperà della promozione del brand e dei diritti televisivi. L’area tecnica sarà affidata a Renzo Castagnini. Il settore giovanile è stato affidato a Rosario Argento, mentre il direttore sportivo del settore giovanile è Leandro Rinaudo. Ad allenare il Palermo sarà invece Rosario Pergolizzi, classe 1968 che ha guidato la formazione Primavera rosanero conquistando lo scudetto nella stagione 2008-2009. Ha anche allenato la prima squadra, assieme a Renzo Gobbo, per 3 partite dopo l’esonero di Francesco Guidolin nella stagione 2006-2007 in serie A, venendo poi esonerato per lasciare nuovamente il posto al tecnico di Castelfranco Veneto.
Altre esperienze in panchina per Pergolizzi con Portogruaro, Pavia, Ascoli e Marsala. Nell’ultima stagione ha guidato l’Under 17 dell’Empoli. “Da 50 anni aspettavo questo momento – afferma il presidente Dario Mirri – Vi regalerò una società trasparente. Cambia tutto, mai più marchi di cui non si capisce niente o procuratori che non si sa quale lavoro fanno. Il Palermo è ora di Palermo ed è visibile a tutti. Io sono un presidente come tutti voi, sono un vero tifoso e l’amministrazione comunale avrà la possibilità di controllare quello che c’è dentro il Palermo, renderemo pubblici i bilanci. Non è possibile che ci hanno ridotto così, ci hanno veramente calpestato, il Palermo per me è un pezzo importante della mia vita – ha continuato Mirri – Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci viene a colonizzare. Siamo stati la tifoseria più civile d’Italia e li abbiamo fatti andare via con indifferenza. Questo stadio si chiama Renzo Barbera non perché ci ha portato in Europa League, ma perché ha fatto tutto quello che voglio fare io, dare tutto se stesso. La maglia del Palermo? La decidono i tifosi. Abbiamo chiesto allo sponsor tecnico di fare un sondaggio, la maglia è nostra. La campagna abbonamenti? Siamo stati in dubbio se farla, ma la faremo e io mi riprenderò il mio posto in gradinata dove sto da 50 anni e ci distingueremo da chi viene a vedere solo l’Inter e la Juventus”.
“Porto i saluti degli Stati Uniti – afferma il vicepresidente del Palermo, l’imprenditore italo-americano Tony Di Piazza – Il Palermo è un marchio all’estero. Rappresentare i tifosi rosanero è per me un grandissimo onore. Cercheremo di starvi vicino dall’estero. Vogliamo portare le famiglie allo stadio, seguiamo il modello inglese. Volevo il Palermo da solo? Gestire tutto dagli Usa sarebbe stato forse troppo perché mi avrebbe tolto tempo per i miei interessi. Ho riconosciuto tramite Gianluca Paparesta che c’erano impressioni positive sulla famiglia Mirri. Farlo da solo e non riuscire a dare il massimo sarebbe stato controproducente”.
Per l’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola non sarà la prima esperienza nel capoluogo siciliano. “Un ritorno che non mi aspettavo, affronto questa avventura con senso di responsabilità – afferma -. Ci siamo messi subito a lavoro e, scelto lo staff, stiamo già lavorando per allestire la squadra. Ci sarà qualche big del passato? Dobbiamo rispettare diversi parametri e c’è un certo numero di giovani da tenere obbligatoriamente in campo”.
“Prenderemo gente di categoria perché dobbiamo vincere e tutti ci attenderanno al varco come la squadra da battere – ha proseguito Sagramola -. Il piano investimenti è di 15 milioni in tre anni. Il programma è di spendere circa un milione e mezzo per la D e sei milioni per la C, oltre i ricavi. Si va avanti con capitale propri senza indebitamento”. Nella nuova società ci sarà spazio anche per l’azionariato popolare con la messa a disposizione del 10% a un ente rappresentativo di almeno 100 tifosi”.

(ITALPRESS).

ROMA VINCE 3-2 AMICHEVOLE DI LUSSO COL LILLE

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Al suo settimo impegno pre-campionato, la Roma prosegue il suo ‘percorso netto’ con una vittoria per 3-2 dallo Stade Pierre Mauroy, nella prestigiosa amichevole con i vice-campioni di Francia del Lille. Dopo i test contro Tor Sapienza, Trastevere, Rieti, Gubbio, Ternana e Perugia, i giallorossi di Fonseca mettono ko anche la squadra di Galtier nel giorno della sua presentazione e con la Ligue 1 ormai prossima (esordio l’11 agosto con il Nantes). I capitolini, senza gli indisponibili Pastore, Nzonzi, Santon, Karsdorp e Veretout, e con Coric, Defrel e Olsen con le valigie già pronte, si schierano col 4-2-3-1: Pau Lopez tra i pali; Florenzi, Juan Jesus, Fazio e Kolarov in difesa, Diawara e Cristante a centrocampo, Under, Zaniolo e Kluivert a supporto di Dzeko, punta unica. I transalpini, che hanno appena ceduto Leao al Milan e Pepè all’Arsenal, ci mettono poco a prendere il pallino del gioco, sospinti da un ispirato Weah, figlio dell’ex attaccante del Milan. Ed è lui a firmare il vantaggio per i suoi al 19′: uno-due con Bamba, su cui Pau Lopez interviene per poi arrendersi al tap-in del neo beniamino di casa. Il quale al 24′ spara alto al volo, un minuto prima della grande chance per Remy, che spreca la superiorità numerica concludendo centralmente. Nel finale di tempo, Ikonè grazia l’estremo spagnolo, mentre Cristante non fa male al tiro. In avvio di ripresa, la Roma ribalta la situazione. Al 6′ tocca ad Under, ispirato da Dzeko, siglare l’1-1, mentre è Zaniolo, al 17′, infilare l’1-2 dopo aver colto rocambolescamente la traversa. Inizia la sarabanda dei cambi in casa Roma (dentro anche Pellegrini e Spinazzola) e il Lille ne approfitta per pareggiare al 28′ con Araujo, servito però in posizione di probabile off-side. Il match sembra indirizzato sul pari ma nel recupero ecco il ‘colpaccio’ giallorosso: Dzeko difende palla e serve Cristante, che incrocia di sinistro e fa scorrere i titoli di coda.

MILAN SCONFITTO AI RIGORI DAL MANUTD, BRILLA SUSO

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Altra prestazione convincente, sul piano del gioco, del nuovo Milan targato Marco Giampaolo. Al Principality Stadium di Cardiff, nella loro terza e ultima gara della “International Champions Cup” 2019, i rossoneri, dopo due immeritate sconfitte di misura, hanno pareggiato, per 2-2, contro il Manchester United, prima di arrendersi ai rigori (per 7-6). Seppur indietro nella preparazione rispetto ai rivali, che cominceranno la Premier il prossimo weekend, Gigio Donnarumma, Romagnoli e compagni hanno comandato il gioco per lunghi tratti della sfida. In quello che era il primo match di ICC in Europa, davanti a circa 65.000 spettatori, sugli scudi un ispirato Suso, autore del primo gol dei rossoneri e ispiratore della seconda marcatura del team italiano: una autorete di Lindelof dopo una deviazione di testa di Castillejo.
A inizio gara Giampaolo ha optato per il consueto modulo 4-3-1-2, schierando Calabria, Romagnoli, Musacchio e Ricardo Rodriguez davanti a Gigio Donnarumma; Borini, Biglia e Calhanoglu nella zona nevralgica; con Suso alle spalle del tandem d’attacco composto da Castillejo, Piatek. In pratica gli stessi undici titolari dell’ultima uscita, contro il Benfica.
Fuori causa l’infortunato Theo Hernandez, il convalescente Caldara e i “rientranti” Kessié, Paquetà, Bennacer e Laxalt. In scena nel sceondo tempo Daniel Maldini, secondogenito di Paolo, Reina, il neo acquisto Krunic, il “mai partito” André Silva, il recuperato Bonaventura, Conti, Strinic, Brescianini e Gabbia. Solo panchina per l’ultimo arrivato in rossonero, ovvero il portoghese Leao.
Dopo poco più di 13 minuti il vantaggio degli inglesi, siglato da Rashford, con la difesa del Milan dormiente. Al 26′ il momentaneo 1-1, grazie a un bel mancino a fil di palo di Suso. Nella ripresa, al quarto d’ora, il sorpasso dei rossoneri: cross dello stesso Suso, pallone deviato prima da Castillejo e poi da Lindelof, quindi in fondo alla rete. Infine, al 27′, il 2-2, firmato dal neo entrato Lingard, col quale le due squadre sono andate ai rigori. Dagli undici metri decisiva la parata di De Gea sul tiro debole di un intimorito Daniel Maldini.

MARC MARQUEZ, POLE IMPOSSIBILE A BRNO

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Marc Marquez si esalta quando le condizioni della pista sono di difficile lettura e per i suoi avversari non c’è storia. Come lo stesso campione in carica e leader incontrastato della classifica ha detto nel post qualifiche del Gran Premio della Repubblica Ceca, gli si “è chiusa la vena” e su una pista ancora bagnata ha montato le gomme slick realizzando un giro incredibile, mettendo in mostra le sue straordinarie doti di guida. Miglior tempo ottenuto forse con qualche rischio, ma che lo lancia verso l’ennesimo primato, visto che raggiunge le 58 pole position in carriera, eguagliando il record di Mick Doohan.
Secondo tempo per un altro esperto delle condizioni difficili, Jack Miller. Il pilota del Pramac Racing si conferma il miglior dei piloti Ducati anche se è staccato di 2″524 dal campione di Cervera. Con le condizioni difficili si rivede Johann Zarco. Il francese del team Red Bull KTM Factory Racing, passato attraverso la Q1 è stato al comando fino a quando Marquez non ha dato il via alla sua qualifica show. Per lui la terza piazzola che gli permette di tornare in prima fila dopo il GP della Malesia della passata stagione ed una prima parte del 2019 molto difficile.
Ad aprire la seconda fila c’è un Andrea Dovizioso che ha preferito non rischiare, sapendo che partire quarto in una gara come quella di domani che potrebbe essere asciutta potrebbe permettergli di giocarsi la vittoria con Marquez. Al fianco del forlivese l’altra KTM di Pol Espargaro e la Suzuki di Alex Rins, protagonista di uno scontro di pista e nella corsia dei box con il pole-man. Valentino Rossi con il settimo tempo e la terza fila è il primo dei piloti Yamaha; mentre il suo compagno di squadra Maverick Viñales è nono. Tra i due l’altra Ducati ufficiale di Danilo Petrucci. Veloce nelle libere del venerdì, Fabio Quartararo con la M1 del team Petronas chiude la Top10. In quarta fila anche il team mate Franco Morbidelli, dodicesimo, dietro anche alla Honda LCR di Cal Crutchlow. Cosi’ come il fratello maggiore nella classe regina, Alex Marquez firma la pole position nel GP della Repubblica Ceca della Moto2. Con un ultimo giro con le gomme slick, con la pista che si stava sempre piu’ asciugando, ferma il cronometro su 2’06″787, rifilando due secondi a Sam Lowes che domenica gli partira’ a fianco.
In prima fila anche Lorenzo Baldassarri che ha girato quattro secondi piu’ lento. Seconda fila tutta italiana con Nicolo’ Bulega, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi. Un po’ d’Italia nella classe più piccola, con la pole di Tony Arbolino. Il pilota della VNE Snipers, girando in 2’18″020, ha preceduto il britannico della Petronas Sprinta John McPhee, secondo a 0″440, e l’altro azzurro Niccolo’ Antonelli (SIC58), terzo a 0″802.

VERSTAPPEN IN POLE, HAMILTON 3° E LECLERC 4°

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Tanto desiderata e alla fine è arrivata: la prima pole position della carriera di Max Verstappen ha un sapore speciale. Il pilota olandese della Red Bull è autore di un sabato perfetto sul circuito dell’Hungaroring, a Budapest, dove domani si disputerà la dodicesima tappa del Mondiale di Formula 1. Verstappen è veloce, preciso e soprattutto ha 18 millesimi in più, rispetto alla Mercedes di Valtteri Bottas, che fanno esplodere le migliaia di tifosi orange presenti sugli spalti ungheresi. Solo terzo Lewis Hamilton che precede le due Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel, apparse distanti soprattutto nel secondo e nel terzo settore. “E’ incredibile, sono molto contento di oggi – sono state le prime dichiarazioni a caldo di Verstappen – c’è comunque una gara ancora da fare, che è la cosa più importante, ma è una pole molto bella e grandiosa per il team”. Ha fermato il cronometro sull’1’14″572 l’olandese che ha tremato quando Valtteri Bottas è passato sul traguardo, un testa a testa conclusosi con un distacco di appena diciotto millesimi: “Ho perso la pole per un margine molto piccolo e mi è capitato già diverse volte quest’anno – ha dichiarato con rammarico il pilota finlandese – ma in Q3 ho comunque avuto ottime sensazioni”.
Non è sembrato mai in lotta per la pole position Lewis Hamilton che domani partirà dalla seconda fila e proverà a rimontare: “E’ stata una sessione di qualifica molto difficile -ha ammesso il cinque volte campione del Mondo – La macchina non mi è sembrata la stessa rispetto alle prove libere 3, ho lottato contro la macchina ma non migliorava mai”. Poi le due Ferrari che pagano mezzo secondo di ritardo rispetto alla Red Bull di Verstappen, nonostante un primo settore nel quale le ‘rosse’ volano ma nella parte guidata, secondo e terzo settore, perdono parecchio rispetto alle concorrenti. “Non sono contento al 100% del mio giro – ha sottolineato Vettel che partirà quinto – penso che ho perso un po’ di tempo nel secondo settore, ma alla fine la verità è che non siamo abbastanza forti”. Davanti al tedesco c’è Charles Leclerc che nel corso del Q1 ha rischiato di mandare tutto alle ortiche, andando a sbattere il posteriore della macchina proprio nell’ultima curva, per fortuna nessuna conseguenza alla monoposto del ferrarista che ha potuto continuare le sue qualifiche.
“E’ stato un errore che non era necessario fare, sono due errori in due Gran Premi. Devo concentrarmi di più, non è accettabile – ha ammesso con sincerità il pilota monegasco che poi ha proseguito nell’analisi della qualifica – oggi siamo lontani, l’errore non ha inciso così tanto, ci aspettavamo di fare fatica questo week-end e queste qualifiche confermano la nostra opinione”. Una gara che scatterà domani alle 15:10 e che vivrà il suo momento cruciale in partenza visto che storicamente è difficile superare in questo circuito. E a ‘Super Max’ andrebbe bene così.
(ITALPRESS).

SCHUMI JR TRIONFA IN UNGHERIA, 1^ VITTORIA IN F.2

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Primo trionfo per Mick Schumacher in Formula 2. A Budapest, il 20enne pilota del Team Prema – ottavo ieri nella Feature Race che ha aperto il fine settimana in terra ungherese – si è piazzato davanti a tutti in gara-2. Schumi jr, allievo della Ferrari Driver Academy, si è messo alle spalle Nobuharu Matsushita e Sergio Sette Camara.
Campione in carica della terza serie europea, il figlio del sette volte campione del mondo Michael, scattato dalla pole, è stato molto abile nel conquistare la traiettoria interna e difendersi dagli attacchi dell’esperto pilota del Sol Levante Matsushita, che in passato aveva vinto per ben due volte in suolo ungherese. Partito bene, Schumacher ha accumulato un lieve vantaggio che l’ha messo al riparo da ogni attacco di Matsushita, cogliendo cosi’ il primo successo nella seconda serie davanti al nipponico e al brasiliano Sette Camara.
“Sono molto contento, è stata una corsa fantastica ed è qualcosa di molto speciale”, ha commentato Schumi Jr a fine gara.