Con 79 Gran premi vinti in carniere e cinque successi sulla pista di Silverstone, domenica sera Lewis Hamilton potrebbe diventare, in caso di successo, il primo pilota a trionfare per sei volte sul circuito britannico. “È un privilegio essere qui, perchè il GP di Gran Bretagna è il più speciale dell’anno, per le tante persone che vengono a vederci, con tante bandiere britanniche sugli spalti e quindi c’è adrenalina, c’è pressione. Ci sarà tutta la mia famiglia che verrà a vedermi” rivela il cinque volte campione del mondo della Mercedes. “Sono qui per migliorare. L’ultima gara è stata diffcile per me, ma speriamo che anche domenica sia una bella battaglia e speriamo di avere un’opportunità per migliore” dice il leader della classifica piloti.
“Comunque nel team non c’è preoccupazione, non veniamo qui con sensazioni negative, anche se siamo consapevoli che Red Bull e Ferrari hanno fatto dei passi avanti rispetto alle gare precedenti e per questo ci aspettiamo di essere più vicini: anche l’anno scorso la Ferrari è stata più veloce e anche la Red Bull con il nuovo motore sembra poterlo esserlo” afferma Hamilton che dice di non pensare ai record: “non sono uno che guarda tanto ai record e che possa succedere non è una motivazione per me, anche perchè voglio restare per tanti anni e vincere ancora qui. Il non pensarci ti aiuta a concentrarti sul lavoro che fai, ad essere diligente a non lasciare nulla di intentato. Su questa pista siamo stati sempre molto forti e speriamo di trovare la nostra area ottimale anche in questo weekend”.
HAMILTON “FERRARI VELOCE, HA FATTO PASSI AVANTI”
INTER, ECCO CONTE “NIENTE LIMITI, SERVE FEROCIA”
Niente limiti, nonostante un evidente gap da colmare con Napoli e, soprattutto, Juventus. Antonio Conte si presenta così nel pianeta nerazzurro, con l’ad Beppe Marotta al suo fianco: nessuna promessa se non quella di dare tutto e ‘sudare la maglia’. “Non ho la bacchetta magica”, “testa bassa e pedalare”, “serve la cultura del ‘noi’ e non quella dell”io'”: questi i principali concetti del Conte-pensiero. “Dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Ferocia, grande voglia di lavorare e grande spirito di sacrificio è ciò che pretenderò dai miei giocatori. Chi non segue queste idee è giusto che si faccia da parte”, sottolinea Conte, “allineato alla volontà del club” sulla decisione di tener fuori dal progetto Icardi e Nainggolan. “Abbiamo la stessa visione, anche per questo è stato semplice scegliere l’Inter”. L’idea è partire con la difesa a tre, ma “nessun dogma fisso”. “C’è da lavorare tanto sotto ogni punto di vista. La Champions? Dovremo fare il massimo in ogni competizione, partendo con l’obiettivo che niente è impossibile, pur sapendo che ci sono delle difficoltà enormi. Stiamo cercando buoni giocatori e uomini straordinari”. Di mercato ha parlato Marotta: “Lukaku e Barella? Serve pazienza. Per Dzeko siamo in fase interlocutoria”, le parole dell’ad, che ha escluso al momento l’ipotesi Icardi-Juve e la possibilità di uno scambio con Dybala. Bisogna fare attenzione al bilancio, ma Conte risponde con una ‘puntura’ a Marotta: “Io top player? Per me i top dobbiamo averli in campo…”.
USA VINCONO MONDIALI DONNE, 2-0 ALL’OLANDA
Gli Stati Uniti hanno vinto per la quarta volta, la seconda consecutiva, i Mondiali di calcio femminili. Nella finalissima giocata al Parco Olimpico di Lione, davanti a 58.000 spettatori, le americane si sono confermate campionesse iridate, bissando il successo del 2015, battendo per 2-0 le giocatrici dell’Olanda, campionesse d’Europa in carica.
Sugli scudi il capitano degli Stati Uniti, ovvero l’attaccante Megan Rapinoe, balzata agli onori delle cronache per la sua battaglia, contro ogni forma di disuguaglianza e di discriminazione, portata avanti per contestare in particolare le politiche adottate dal presidente degli Usa, Donald Trump. A nulla sono valsi gli ottimi interventi del portiere (e capitano Orange) Sari Van Veenendaal, che più volte ha arginato le avanzate delle americane, soprattutto nel corso del primo tempo. A firmare il 2-0 odierno proprio la Rapinoe (dagli undici metri), giunta al 50° sigillo in Nazionale e al sesto centro in questa kermesse iridata, e Rose Lavelle.
Dopo una prima fase di studio, la gara si è accesa intorno alla metà della prima frazione, prima del cooling break, quando l’estremo difensore delle europee ha respinto in tuffo un bel tiro al volo della Ertz. Al 38′ la stessa Van Veenendaal si è superata prima sulla Mewis e poi sulla Morgan, con l’aiuto del palo. Dopo due minuti copione simile: tiro insidioso del centravanti Usa e gran risposta del portiere Orange.
Nella ripresa le due reti che hanno deciso i Mondiali. Al 14′ la Van Der Gragt ha fermato con le “brutte” la Morgan in area di rigore. Dagli undici metri ha sbloccato il risultato la Rapinoe. A metà della seconda frazione, poi, ha raddoppiato la Lavelle con un mancino preciso da appena dentro l’area. Nel finale poche emozioni; a seguire il via alla festa conclusiva, tutta a stelle e striscie.
(ITALPRESS).
IL BRASILE VINCE LA COPPA AMERICA, PERU’ KO IN FINALE
Il Brasile vince la Coppa America edizione 2019. Nella finale disputata nel mitico Maracana, la squadra di Tite ha battuto il Perù 3-1. E’ stato Everton al 15′ a sbloccare il match appoggiando di piatto alle spalle del portiere peruviano un ottimo assist dalla destra di Gabriel Jesus. Al 42′ episodio in area del Brasile: l’arbitro, il cileno Vargas, ricorre alla Var e decreta un penalty che Guerrero trasforma spiazzando l’ex romanista Alisson. La reazione del Brasile, però, trascinato da un pubblico delle grandi occasioni, è immediata e si trasforma in rete del 2-1 in chiusura di tempo grazie a Gabriel Jesus che trasforma in oro un prezioso assist di Arthur che aveva rubato palla a centrocampo. Dal 70′, il Brasile rimane in dieci per il rosso proprio all’autore del secondo gol per doppia ammonizione, ma i padroni di casa reggono l’urto e controllano l’offensiva finale del Perù. Anzi, al 90′ segnano con Richarlison su rigore la rete del 3-1 finale.
Per la nazionale verdeoro si tratta del nono trionfo della propria storia nella competizione davanti al pubblico amico e nel mitico stadio di Rio. Finisce invece in finale il sogno del Perù, che dopo aver eliminato a sorpresa l’Uruguay ai quarti di finale, è riuscito a estromettere dall’ultimo atto i campioni in carica del Cile (3-0) approdando alla finale dopo 44 anni di assenza. La Blanquirroja guidata da Ricardo Gareca torna a casa delusa ma anche fiduciosa per il suo futuro.
(ITALPRESS).
FONSECA “NIENTE PROMESSE MA QUALCOSA VINCEREMO”
“Non faccio promesse ma qualcosa vinceremo. Riporteremo entusiasmo nella tifoseria giallorossa. Sono molto felice di essere qui. Sono molto motivato per il fatto di lavorare in questa squadra e in questa citta’ meravigliosa”. Si e’ presentato cosi’, nella sua prima conferenza stampa da allenatore della Roma, il tecnico portoghese Paulo Fonseca. L’ex Shakhtar ha affermato di avere le idee chiare. “Non sara’ la mia Roma ma la Roma di tutti. Sono motivato io ma lo sono anche il direttore sportivo e tutta la squadra. Vogliamo costruire una squadra forte. Lo faremo con criterio: cerchiamo giocatori di qualita’. Nel frattempo abbiamo fatto tre grandi acquisti, come Spinazzola, Diawara e Pau Lopez. Stiamo lavorando: con Petrachi c’e’ molto feeling”, ha spiegato Fonseca. “Dzeko? Non ho ancora parlato con lui. Voglio che restino qui solo quelli che sono motivati e che vogliono lottare per il team. Higuain? Se dovesse arrivare ne parlero’ con piacere. Ora pero’ non mi sembra giusto parlare di giocatori che sono in altre squadre, preferisco discutere dei calciatori che sono nella nostra rosa”, ha puntualizzato il portoghese. Messaggi chiari per gli esperti, come Dzeko, Perotti e Pastore, ma anche pr i giovani, come Zaniolo. “Lui e’ un giocatore di grande talento, nel quale crediamo molto. Per me quello che conta sono il presente ma anche il futuro: ogni calciatore deve dimostrare di meritare questa maglia per oggi e per l’avvenire. Tutti devono mettere i propri interessi dietro quelli della squadra”, ha affermato Fonseca. A ruota il portoghese ha “sfiorato” il discorso legato alla romanita’. “Conosco discretamente Lorenzo Pellegrini e Florenzi, perche’ li ho affrontati da avversario. Ora devo conoscerli come uomini, questo e’ per me un aspetto molto importante. Il loro ruolo in campo? Faremo diversi esperimenti e capiremo insieme quale e’ la posizione migliore per loro”, ha detto il tecnico lusitano. “Il club, come me, esige determinate cose dai giocatori. Quello del capitano e’ un ruolo di importanza cruciale. Tutti devono avere pero’ particolari sentimenti e caratteristiche, che io ritengo fondamentali per costruire un team forte e unito”, ha precisato Fonseca. “Florenzi e’ uno dei capitani di questo gruppo: faremo tutti insieme le giuste valutazioni. Quella della fascia e’ una questione che analizzeremo presto ma le probabilita’ che lui continuera’ a essere il nostro capitano sono molto elevate”, ha dichiarato il portoghese. “Io mi pongo l’obiettivo di tornare subito in Champions League. Voglio costruire una squadra forte, ambiziosa e coraggiosa. Un team in grado di giocare sempre bene, anche quando non si vince, e di rendere orgogliosi i propri tifosi. Non faccio promesse. Ho due anni di contratto: potremo vincere in futuro con questa squadra: non e’ una promessa ma una convinzione”, ha voluto sottolineare il neo allenatore giallorosso. “Cominceremo a lavorare domani: ci vorra’ un po’ di tempo per far assimilare ai giocatori i miei dettami tattici ma sono convinto che con questi calciatori e con quelli che stanno per arrivare potremo costruire una Roma forte”, ha ribadito Fonseca. “Ho la convinzione che possiamo fare bene. Tutti possiamo migliorare. Questo e’ un campionato difficile e per me si tratta di una sfida emozionante. Non ho mai esitato quando mi ha chiamato la dirigenza della Roma: sono convinto di poter lavorare al meglio qui. Il modulo? Non e’ questa la cosa piu’ importante. Contano le dinamiche della squadra. I dettami del tecnico sono fondamentali ma bisogna vedere bene le caratteristiche dei vari giocatori a disposizione. Dobbiamo migliorare il nostro modo di difendere. Per me il miglior modo di difendere e’ mantenere il piu’ possibile la palla. Bisogna difendere lontani dalla propria porta e pressare sempre con intensita’ gli avversari. Per me l’intensita’ e’ fondamentale”, ha concluso Fonseca.
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GIAMPAOLO ARRIVA AL MILAN “PROMETTO LAVORO”
Marco Giampolo è entrato ufficialmente, in punta di piedi, nel mondo Milan. Al fianco del nuovo tecnico rossonero, nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Milan, Maldini, Boban e Massara. “Parlare di obiettivi oggi non ha senso. Si guarda verso il risultato finale sempre ma ora devo costruire i vari step di lavoro. Non vengono prima i calciatori e poi la squadra, mai. La differenza la fanno i calciatori che si mettono al servizio del team. Ora bisogna che tutti promettiamo meno e lavoriamo di più. Io, per me, posso promettere da ora in poi tanto lavoro e professionalità”, ha affermato Giampaolo. “Sono motivatissimo. Questo è uno dei club più grandi al mondo. Per me è una grande opportunità, che penso di aver meritato sul campo. Sono qui per cogliere questa avventura. Credo di essere arrivato in rossonero nel momento giusto della mia carriera”, ha precisato l’ex Samp. “Il Milan ha sempre cercato di raggiungere i risultati attraverso un modo di essere, attraverso il gioco, e spesso ci è riuscito. Questa squadra ha e deve avere sempre una chiara identità, che sia riconoscibile per tutti. I giocatori si devono riconoscere in quello che fanno e i tifosi devono riconoscersi in loro. Vogliamo offrire un calcio apprezzabile. Dobbiamo giocare per l’obiettivo massimo: siamo il Milan. Da domani parlerò con i calciatori. Poi creeremo una mentalità chiara e un modo di giocare preciso. Il mio motto è giocare a testa alta, sempre”, ha concluso il neo allenatore rossonero.
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ANCELOTTI LANCIA IL NAPOLI “ADESSO VOGLIAMO VINCERE”
“Sono convinto che quest’anno vedremo un Napoli migliore, con meno incognite e un gioco collaudato. Da scudetto? Dobbiamo ambire a giocare per vincere. Siamo stati competitivi lo scorso anno, ora dobbiamo alzare l’asticella e cercare di vincere qualcosa”. Queste le parole dell’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti nella conferenza stampa organizzata a Dimaro, sede del ritiro estivo degli azzurri. “Nella passata stagione non è stato fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, ci è rimasto un po’ di rammarico per la seconda parte dell’anno. Ma abbiamo avuto delle sensazioni positive nel finale, anzi ottime, soprattutto nella partita con l’Inter e vogliamo ripartire da lì”, ha spiegato Ancelotti.
Il tecnico del Napoli, alla seconda stagione in Campania, si è poi soffermato sugli obiettivi di mercato. “James Rodriguez? È un calciatore che conosco molto bene, ha tanta qualità. Purtroppo al momento non è un giocatore del Napoli: magari lo sarà, magari no, ne parleremo quando e se sarà un nostro giocatore perché a me non piace parlare dei calciatori delle altre società. Stiamo valutando tante possibilità, perché la società vuole migliorare la rosa e lo farà. C’è molto tempo da qui a fine agosto – ha sottolineato Ancelotti – L’unica cosa certa è che io non ho dato l’ok per la cessione di alcun giocatore: la società vuole tenere tutti i migliori, se poi qualcuno vorrà cambiare aria sarà valutato”.
Negli ultimi giorni si è anche parlato di un interessamento del Napoli per Mauro Icardi, con una maxi offerta già pronta per l’Inter. Ancelotti, però, sembra allontanare questa ipotesi: “Icardi è un ottimo giocatore, molto apprezzato da tutti e anche da me, ma nulla di più. Non mi focalizzerei sul profilo di un centravanti da area di rigore, mi concentrerei più sul profilo di un calciatore che possa migliorare la qualità della rosa – ha spiegato – E poi ci piacerebbe trovare un giocatore con il profilo di Fabian Ruiz. Il centrocampista moderno deve saper giocare in tutte le posizioni della mediana: ne abbiamo due come lo spagnolo e Zielinski, ora speriamo di trovarne un altro”. Infine una battuta per il nuovo acquisto Manolas: “È un grande difensore centrale, uno dei migliori in circolazione e con Koulibaly formerà una coppia formidabile. Potremo proporre un calcio più offensivo tenendo una linea più alta e giocando anche uno contro uno in difesa”, ha concluso Ancelotti.
TUFFO CON LO SCOOTER, DENUNCIATO BALOTELLI
La “scommessa” del tuffo col motorino potrebbe costare cara a Mario Balotelli. Il calciatore è stato infatti denunciato all’autorità giudiziaria dalla Polizia Locale di Napoli per istigazione a delinquere ed esercizio di gioco d’azzardo nell’ambito delle indagini per l’episodio accaduto sabato scorso a Mergellina, sul lungomare di Napoli, e ripreso in un video poi postato sui social e diventato subito virale.
Nelle immagini si vede un amico di Balotelli lanciarsi in acqua a bordo di uno scooter, in cambio, sembrerebbe, di 2 mila euro.
Le indagini sono affidate al Reparto della Polizia Ambientale dei vigili urbani di Napoli. I magistrati, adesso, valuteranno se ci sono gli estremi del reato.
Il Testo Unico dell’Ambiente vieta l’abbandono di rifiuti pericolosi e il getto pericoloso di cose. Il motorino però sarebbe stato recuperato poco dopo l’accaduto ed è stato poi ritrovato in via Andrea D’Isernia.











