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BERTOLINI “CHE AVVENTURA, ORA IL PROFESSIONISMO”

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“Dispiace, perchè stavamo vivendo un’avventura importante, ma giustamente ha vinto la squadra più forte. Le ragazze ora hanno piu’ consapevolezza nelle loro qualità, nessuna di loro aveva mai partecipato a un Mondiale e quindi anche l’aspetto emotivo, che è stato il nostro punto di forza, ha comportato anche un dispendio di energie incrediible. è un punto di partenza. C’è una base per poter lavorare per il futuro”. Così la ct azzurra Milena Bertolini all’indomani della sconfitta con l’Olanda che ha sancito l’eliminazione ai quarti dell’Italia ai Mondiali femminili. Bertolini si è presentata in conferenza stampa a Valenciennes con tutto lo staff tecnico e medico al completo “perchè in questo Mondiale ci sono state due squadre che hanno lavorato: una che scende in campo ed è la più importante, ma dietro c’è una squadra che ha lavorato forte e bene, con passione, intensità e competenza”.
Bertolini è tornata sulla questione professionismo al femminile: “Mi auguro di sì, che ci si arrivi, credo che queste ragazze si meritino il professionismo, non so in che modo e in che formula, ma devono avere le stesse opportunità delle colleghe all’estero. E’ la differenza che si vede soprattutto quando entri tra le prime 8 o 16 del mondo: le mie ragazze hanno dato tanto, senza pero’ potersi confrontare ad armi pari”. La ct è comunque “orgogliosa di quello che le ragazze hanno smosso in Italia, hanno fatto appassionare gli italiani. Credo sia questo il vero successo di questo Mondiale”.

 

AD ASSEN VINCE VINALES DAVANTI A MARQUEZ

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Finalmente Maverick. Un super Vinales vince la prima gara stagionale in MotoGP tagliando davanti a tutti il traguardo sul circuito di Assen: lo spagnolo della Yamaha si è reso protagonista di una gara strepitosa che lo ha visto condurre per larghi tratti dei 26 giri in programma in un Gran Premio d’Olanda condizionato dal vento, riuscendo a tener dietro Marquez e costringendolo ad accontentarsi del secondo posto. Il leader della classifica piloti si tiene stretti però i venti punti raccolti oggi sul tracciato olandese, che gli consentono di allungare su uno spento Dovizioso, quarto dietro a Fabio Quartararo, partito dalla pole position e sul podio per il secondo weekend consecutivo. Nota dolente per la Yamaha è Valentino Rossi, costretto ancora una volta al ritiro, si tratta del terzo consecutivo in una stagione che sta prendendo una piega davvero negativa.
La gara inizia con una partenza non eccezionale di Quartararo che viene passato all’interno da Rins e da Mir che guadagna subito tre posizioni. Il pole-man francese scivola in terza posizione e viene subito insidiato da Vinales e Marquez. Nel corso del terzo giro un errore in curva costa carissimo a quello che fino ad allora era il leader della gara: Alex Rins cade ed è costretto al ritiro mentre si trovava in testa. Passano due giri e anche Valentino Rossi è out per un’improvvisa chiusura dell’anteriore: contatto con Nakagami nel tentativo disperato di rimonta da parte del ‘Dottore’, entrambi finiscono giù sulla ghiaia nei pressi della curva 8. Nel frattempo è lotta serrata davanti tra Quartararo, che si riprende la prima posizione, e Marc Marquez che lo tallona. Vinales stacca Dovizioso e si forma un terzetto per la lotta al primo posto, con lo spagnolo della Yamaha che sembra quello più veloce e balza in testa a undici giri dal termine. Le prestazioni del rookie francese cominciano a calare nel finale e a giocarsi la vittoria ad Assen sono i due spagnoli: il leader del Mondiale della Honda non riesce però a tenere il passo e così Viñales può festeggiare il tanto atteso ritorno al successo, il primo in questa stagione.
Al termine della gara il pilota iberico della Yamaha non nasconde l’emozione per questa giornata perfetta: “E’ bellissimo vincere, sinceramente Assen è uno dei tracciati che mi piace di più. Sono senza parole. Dopo un lungo periodo senza vittorie oggi sto vivendo un sogno a occhi aperti”. Decisamente soddisfatto anche Marc Marquez, che vede incrementare il proprio vantaggio in classifica sui due piloti Ducati: “Mi sono accontentato del secondo posto quando ho visto che Viñales era troppo lontano, ho fatto dei calcoli. Aver preso venti punti qui onestamente è come una vittoria”.
In Moto2 vittoria per Augusto Fernandez che precede Brad Binder e l’italiano dello Sky Racing Team Luca Marini: a due giri dal termine clamoroso incidente tra Baldassarri e Marquez, entrambi out mentre lottavano per la vittoria. In Moto3 doppietta tutta italiana con Tony Arbolino che vince davanti a Lorenzo Dalla Porta, il ceco Kornfeil completa il podio.

VERSTAPPEN TRIONFA IN AUSTRIA, LECLERC 2°

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Spettacolo, sorpassi, polemiche e caos nel finale di gara. Al Gran Premio d’Austria è successo veramente di tutto e nella marea orange è Max Verstappen a trionfare. Il pilota olandese della Red Bull strappa il primo successo stagionale interrompendo l’egemonia Mercedes, e lo fa davanti a un Charles Leclerc beffato da una ruotata a tre giri dal termine del GP. Un’attesa di oltre tre ore prima di conoscere il verdetto dell’investigazione della direzione gara sul sorpasso di Max che con un ruota a ruota in curva 3 ha spinto Leclerc oltre i limiti della pista. Un’attesa ricca di polemiche e di notizie fake dalla possibile penalità, con un falso documento divenuto virale alle 18:13, fino al ‘no further action’ delle ore 19:46 con l’episodio catalogato come ‘incidente di gara’. Ciò non toglie una vera e propria magia di Verstappen, capace di condurre una rimonta epica. Mentre Leclerc, come in Bahrain, sfiora il primo successo in carriera. Due ragazzini ad animare la F1 in una giornata ‘no’ per i big con Bottas terzo e ben distante dal duo di testa e con Vettel quarto davanti a un anonimo Hamilton. Al via Leclerc difende la prima posizione soprattutto grazie a una partenza disastrosa di Verstappen che da secondo scivola in settima posizione.
Ottimo, invece, lo spunto di Vettel che in sei giri supera Verstappen, Norris e Raikkonen per poi mettersi all’inseguimento di Hamilton. Passo ai limiti della perfezione per Leclerc che da leader della gara tiene le Mercedes distanti con circa 4-5 secondi e sono proprio le frecce d’argento a muovere il primo passo. Al 22° giro Bottas torna al pit-stop in contemporanea con Vettel ma in casa Ferrari le gomme non vengono montate tempestivamente consentendo così al finlandese di guadagnare circa 5 secondi sul tedesco. Un giro più tardi Leclerc si ferma per montare gomma dura mentre Hamilton prende la leadership della gara e nel tentativo di allungare sulla concorrenza rovina l’ala anteriore. Inevitabile il pit-stop per il campione del mondo che al 31° giro cambia l’ala e le mescole per poi tornare addirittura in quinta posizione alle spalle di Verstappen. Ed è l’olandese ad animare il GP con il sorpasso su Vettel al 50° giro e sei tornate più tardi su Bottas per poi mettersi a caccia di Leclerc. Strategia differente in casa della Rossa con Vettel chiamato nuovamente al pit-stop per montare la gomma soft per superare Hamilton riappropriandosi della quarta posizione.
E negli ultimi giri un super Verstappen beffa Leclerc dopo una lunga lotta con un ruota a ruota che manda su tutte le furie il monegasco, finito oltre i limiti della pista. “Questo si chiama gareggiare, altrimenti chiudiamo la F1 – ha commentato Verstappen nel post gara – È stata una lotta col coltello fra i denti, nulla d’irregolare”. Di tutt’altro avviso, invece, Leclerc: “Non è stato sportivo, non mi ha lasciato spazio all’esterno e sono dovuto andare fuori dalla pista”. Decisione non condivisa ma rispettata dal team principal della Rossa Mattia Binotto: “La penalità non è corretta ma la rispettiamo, non vogliamo cadere nelle solite discussioni. Ci prenderemo comunque la nostra rivincita”. E il prossimo appuntamento è il Gran Premio della Gran Bretagna, in programma nel weekend 12-14 luglio. La Ferrari cestina un’altra chance di vittoria, la Red Bull ne approfitta ma mai come oggi la Mercedes esce dal paddock completamente ridimensionata. La F1 è tornata a far divertire mentre la Fia con il suo regolamento, interpretabile o meno, continua a lasciare tante perplessità.
(ITALPRESS).

SPAGNA CAMPIONE D’EUROPA UNDER 21, GERMANIA KO

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La Spagna batte la Germania 2-1 e vince gli Europei Under 21. Fabian Ruiz e Olmo decidono la sfida decisiva dello stadio Friuli e permettono alle furie rosse di vendicare la finale del 2017 vinta dai tedeschi grazie ad un gol di Weiser. Si tratta della quarta finale nelle ultime cinque edizioni per la Spagna e l’approccio delle furie rosse alla partita è ottimo: Fabian Ruiz riceve palla sulla trequarti, punta la porta e da fuori area scocca un tiro che non lascia scampo a Nübel per l’1-0 spagnolo. La reazione tedesca fatica ad arrivare e per assistere al primo tiro in porta della Germania bisogna aspettare il 24’: Amiri scarica per Öztunali il cui tiro trova la risposta in tuffo di Sivera. La Spagna controlla il gioco e concede poco agli uomini di Kuntz, ma al 34’ Vallejo rischia di complicare il cammino: il difensore del Real Madrid entra in modo duro su Wadschmidt e rimedia solo il giallo al termine di un prolungato controllo Var. Si tratta dell’unica sbavatura della prestazione di Vallejo autore di due interventi provvidenziali nel giro di cinque minuti: al 38’ la Germania è pericolosa con un diagonale di Amiri deviato in angolo dal centrale del Real Madrid costretto a ripetersi dopo un errore maldestro di Sivera sulla conclusione di Dahoud.
Al 53’ dopo una prima frazione di gioco sotto tono si accende Luca Waldschmidt con un mancino dalla distanza che termina a lato, prima di riprovarci con un tiro centrale e bloccato dall’estremo difensore spagnolo. La soluzione dalla distanza sembra essere la via obbligata per la Germania mai pericolosa con azioni manovrate: al 63’ è Amiri a tentare la via della rete da fuori area, ma senza successo. La Spagna, in difficoltà per i primi venti minuti del secondo tempo, si riaffaccia al 66’ dalle parti di Nübel e trova il raddoppio: Fabian Ruiz calcia dai venticinque metri, il portiere dello Schalke non trattiene e Olmo sulla ribattuta mette in rete con un pallonetto. La Germania subisce il contraccolpo, lascia spazi e rischia di subire il tris al 75’: Firpo serve in profondità Fabian Ruiz che sfiora il palo in diagonale. Serve una giocata individuale alla Germania per provare a riaprire la partita e la scossa arriva all’88’: Amiri si coordina dalla distanza e batte Sivera siglando il gol del 2-1 definitivo. Spagna campione d’Europa e per le “Furie Rosse” quello conquistato in Italia è un titolo che vale doppio, visto che permette loro di raggiungere gli azzurri in testa alla classifica dell’albo d’oro con cinque trionfi ciascuno.
(ITALPRESS).

AZZURRI SUPER IN CDM SLALOM A TACEN

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L’Italia della canoa slalom fa il bis sulle acque slovene di Tacen conquistando due medaglie d’oro nella terza tappa di Coppa del Mondo: nel C1 maschile con Roberto Colazingari e nel K1 femminile con Stefanie Horn, entrambi al primo successo in carriera. Sul fiume Sava, a Tacen, sabato dedicato alle prime finali della canadese maschile e del kayak femminile. L’Italia guidata dai direttori tecnici Daniele Molmenti ed Ettore Ivaldi conquista il gradino più alto del podio in entrambe le categorie. Il giusto riconoscimento dopo mesi di duro lavoro e interni periodi di raduni in giro per il mondo, in un anno cruciale come quello delle qualificazioni olimpiche. Roberto Colazingari nel C1 mette a segno un manche con traiettorie perfette chiudendo con il miglior il tempo di 87.48, lasciando a 1.36 di distacco il favorito e padrone di casa, lo sloveno Anze Bercic (88.84), che si accontenta dell’argento. Medaglia di bronzo per lo slovacco Alexander Slafkovsky (89.56). Italia che aveva portato in finale anche il C1 di Stefano Cipressi, il quale conclude la sua prova in sesta posizione con il crono di 96.24, appesantito da un tocco in porta 10. Esce, invece, in fase semifinale con il 16° posto (96.51) Raffaello Ivaldi. Per Roberto Colazingari, 26enne in forze al C.S. Carabinieri, si tratta del primo trionfo in massima categoria, dopo l’oro mondiale under 23 conquistato a Penrith, in Australia, nel 2014. “Finalmente è arrivata questa medaglia che aspettavo da tanto. I miei coach ci credevano – spiega Colazingari –  e io ho lavorato molto durante l’inverno per raggiungere questo livello. Avevamo cominciato  bene la stagione in Australia, poi l’Europeo e la prima prova di coppa non sono andati benissimo. Ci siamo concentrati molto su questa gara ed è andata bene grazie anche ad percorso congeniale e un po’ di fortuna. E’ una cosa davvero grande per me, spero sia l’inizio di un grande percorso di crescita”. Neanche mezz’ora dopo arriva il secondo trionfo di giornata con Stefanie Horn che conferma i pronostici e sul suo canale preferito ritrova la carica e la sicurezza necessarie per affermarsi con determinazione a bordo del suo K1. L’atleta della Marina Militare doma le acque di Tacen con agilità ed eleganza; lascia correre sulla corrente l’imbarcazione e su metà percorso recupera acqua terminando in 94.13, tempo che la porta davanti per soli 26 centesimi alla slovena Eva Tercelj, argento in 94.39, e per 91 all’ucraina Viktoriia Us, bronzo in 95.04. Un successo annunciato dopo che l’azzurra, 28 anni, era stata la migliore sia nella run di qualifica di ieri che nella semifinale di stamattina. La prima medaglia d’oro in carriera dopo il bronzo dello scorso anno sempre in coppa. “Ho fatto due ottime prove nella prima run e in semifinale mi sentivo bene e avevo buone sensazioni anche in finale”, spiega la Horn. “Questo è un canale che mi piace molto e che conosco molto bene e tutto ciò mi ha sicuramente aiutata a tenere sotto controllo la pressione. A  Londra infatti ero anadata bene in semifinale ma in finale la pressione mi ha giocato un brutto tiro. Qui sono scesa in acqua anche per divertimi e questo ha fatto la differenza”. “E’ stata una bella gara costruita con testa e cuore da entrambi gli atleti – ha commentato il dt Daniele Molmenti – Stefanie ha dominato tutto il weekend dimostrando di essere in ottima forma, di avere una buona conoscenza del percorso ed una grande capacità tecnica. Quella di Colazingari e stata una gara costruita al meglio: abbiamo iniziato fare un lavoro di psicologia sportiva che gli ha permesso di entrare in finale e concludere una prova al massimo delle sue capacità sia fisiche che psicologiche”. Il  programma di domani: dalle 09:00 si torna in acqua con semifinali e finali il C1 donne con Chiara Sabattini (09:36) e per il K1 uomini con Zeno Ivaldi (10:53) e Giovanni De Gennaro (11:17). Le finali andranno in onda in diretta su Eurosport 2 dalle ore 12:00.

DJOKOVIC E KERBER DA BATTERE A WIMBLEDON

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Roger Federer e Rafael Nadal nella stessa parte, quella bassa, del tabellone. Wimbledon era già entrato nel vivo nei giorni scorsi per la polemica scatenata dal campione spagnolo, che non aveva accettato di buon grado di essere stato scavalcato, nelle gerarchie degli organizzatori, da ‘King Roger’. Due titoli nello Slam sull’erba per il maiorchino, otto per il fuoriclasse di Berna, che è appena andato in doppia cifra ad Halle. Lunedì scatta il torneo con più tradizione al mondo e la ‘febbre’ a Londra è già alta: per Federer il primo ostacolo è il sudafricano Lloyd Harris, per Nadal il giapponese Yuichi Sugita. Il grande favorito resta però Novak Djokovic: il serbo, numero 1 del ranking mondiale e campione uscente, quattro volte trionfatore a Wimbledon, debutta contro il tedesco Philipp Kohlschreiber. Nove azzurri (numero record eguagliato) impegnati nel primo turno sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club. Fabio Fognini, numero 10 della classifica mondiale e 12esima testa di serie, esordira’ contro lo statunitense Frances Tiafoe, numero 39 Atp: il 32enne di Arma di Taggia si e’ aggiudicato l’unico confronto diretto, nel 2017, al primo turno del Roland Garros. Il secondo azzurro compreso nel seeding, ovvero Matteo Berrettini, 20esimo del ranking mondiale e 17esima testa di serie, debuttera’, a causa del forfait di Borna Coric, non più con il moldavo Radu Albot, ma contro lo sloveno Aljaz Bedene, numero 86 della classifica mondiale, che nelle sei precedenti partecipazioni nel “Tempio” vanta il terzo turno nel 2017 come miglior risultato. In parita’ (1 a 1) il bilancio dei precedenti, entrambi disputati sulla terra di Budapest, negli ottavi, con affermazione del 29enne di Lubiana nel 2018 e rivincita quest’anno del capitolino, poi vincitore del torneo. Marco Cecchinato, numero 40 Atp, ritrova invece l’australiano Alex De Minaur, numero 29 del ranking e 25esima testa di serie, l’avversario che al suo esordio nel main draw del Major su erba lo ha eliminato in quattro set al primo turno dodici mesi fa. Poca fortuna al sorteggio anche per Thomas Fabbiano, numero 102 della classifica Atp: il 30enne di San Giorgio Jonico ha pescato di nuovo il greco Stefanos Tsitsipas, numero 6 del ranking mondiale e settimo favorito del seeding, che lo ha stoppato lo scorso anno al terzo turno. Una testa di serie come primo ostacolo anche per Paolo Lorenzi, numero 107 del ranking Atp: Il 37enne senese e’ stato infatti sorteggiato contro il russo Daniil Medvedev, numero 13 della classifica mondiale e 11esimo favorito del seeding. Il cileno Nicolas Jarry, numero 55 del ranking mondiale, sara’ l’avversario di Andreas Seppi, numero 71 Atp. Lorenzo Sonego, numero 75 Atp, trovera’ lo spagnolo Marcel Granollers, numero 105 Atp, proveniente dalle qualificazioni. Il piemontese potrebbe recitare il ruolo dell’outsider, visto che proprio oggi ha conquistato il suo primo titolo Atp in carriera, battendo in finale, sull’erba di Antalya, il serbo Miomir Kecmanovic, che si e’ arreso con il punteggio di 6-7(5) 7-6(5) 6-1, dopo due ore e 47 minuti di gioco. Per quanto riguarda i due italiani promossi dal seeding cadetto, Salvatore Caruso, numero 125 della classifica mondiale, ritrovera’ il francese Gilles Simon, numero 25 Atp e 20esima testa di serie, sconfitto dal 26enne siciliano al secondo turno di Parigi nell’unica sfida fra i due. Andrea Arnaboldi, numero 209 Atp, dovra’ invece fare i conti con il 40enne croato Ivo Karlovic, numero 80 della classifica mondiale. Per quanto concerne il tabellone femminile, la numero 1 Wta e del seeding avrà subito la cinese Saisai Zheng, mentre la tedesca Angelique Kerber, numero 5 e campionessa uscente, appena sconfitta in finale a Eastbourne da Karolina Pliskova, esordirà con la connazionale Tatjana Malek Maria. Per l’americana Serena Williams c’è invece subito la qualificata azzurra Gatto-Monticone, alla prima presenza nel tabellone principale del Major british. La 31enne torinese numero 162 del ranking mondiale, dopo aver centrato la sua prima qualificazione ad un main draw Slam a Parigi si e’ ripetuta anche sui prati londinesi di Roehampton: per lei esordio contro Serena Williams, numero 11 del ranking e del seeding, sette volte trionfatrice sui prati londinesi (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016) e finalista in altre tre occasioni (2004, 2008 e lo scorso anno). Tra le due non ci sono precedenti. Camila Giorgi affrontera’  invece l’ucraina Yastrenska, 19 anni da compiere il prossimo 11 luglio e numero 36 Wta, una delle sei giocatrici che in questa stagione hanno gia’ vinto piu’ di un titolo. La 27enne di Macerata, numero 41 del ranking mondiale, si e’ aggiudicata in tre set l’unico precedente nel primo turno delle qualificazioni di Strasburgo (terra) nel 2017.

POLE QUARTARARO AD ASSEN, VALENTINO ROSSI PARTE 14°

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 Il fulmine Fabio Quartararo si abbatte ancora su tutta la concorrenza. Il pilota della Yamaha conquista la pole position del Gran Premio d’Olanda, ottava tappa del Mondiale di MotoGP, e lo fa con una progressione in qualifica da applausi. Il giovane francese nel secondo tentativo mette in fila due giri semplicemente perfetti e non lascia scampo alla concorrenza in una qualifica anomala. “Incredibile questa sensazione di velocità nell’ultimo settore – ha commentato a caldo – c’era molto vento, sono entrato davvero forte alla curva 15 e abbiamo trovato questa pole position in un circuito mitico come quello olandese”. Al secondo posto c’è Maverick Vinales che ha provato in tutti i modi a rimanere attaccato al pilota transalpino ma alla fine ha pagato oltre un decimo e domani promette battaglia: “Per poco non ho trovato la pole position, ma sono comunque contento – ha affermato il pilota spagnolo – c’è ancora margine di miglioramento, possiamo far meglio nel settore 3 che per me è il più difficile”.

Terzo un ottimo Alex Rins sulla Suzuki che mette in fila un Marc Marquez guardingo che non riesce mai a cambiare passo, ma comunque può esultare visto il sabato disastroso dei suoi avversari per il titolo Mondiale. La Ducati infatti non riesce a salire di giri nel momento decisivo con Danilo Petrucci che limita i danni ed è settimo, mentre invece Andrea Dovizioso non trova un buon giro e termina addirittura undicesimo: domani servirà una grande rimonta per poter lottare per le primissime posizioni. Va ancora peggio a Valentino Rossi, costretto a disputare il Q1 per via dell’annullamento del suo crono buono nelle prove libere tre per una irregolarità. Il pilota di Tavullia non fa la differenza e non riesce ad accedere alla Q2 e si deve accontentare di un amaro quattordicesimo posto. Penalizzato di tre posizioni il portoghese Miguel Oliveira, che dunque scatterà ventesimo, per guida irresponsabile e per aver ostacolato un altro pilota che stava facendo il suo giro veloce.

In Moto2 grande pole position, la prima in carriera, per l’australiano Remy Gardner che si piazza davanti a Binder e Xierge con Fabio Di Giannantonio sesto, mentre in Moto3 Niccolò Antonelli partirà davanti a tutti in una prima fila che vedrà al semaforo verde scattare anche Tony Arbolino dalla terza piazza. Il programma domenicale prevede alle 11 la gara della Moto3, alle 12,20 quella della Moto2 e alle 14 la gara della MotoGP.

 

POLE DI LECLERC IN AUSTRIA, HAMILTON PENALIZZATO

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Charles Leclerc concede il bis. Dopo la pole position firmata a sorpresa in Bahrain, il 21enne pilota della Ferrari si ripete in Austria. Ma questa volta la sua partenza al palo era annunciata. Veloce per quasi tutte le prove libere, ha confermato l’ottimo stato di forma suo e della SF90, rintuzzando gli attacchi di Lewis Hamilton e della Mercedes, realizzando anche il nuovo record del Red Bull Ring con il suo 1’03″003. Una prestazione stratosferica che il cinque volte campione del mondo non è riuscito a migliorare, risultando più lento di due decimi e mezzo. Un risultato che comunque non gli permetterà di partire dalla prima fila, visto che è stato penalizzato con tre posizioni in griglia per essere stato di impedimento (Impeding, ndr) a Raikkonen alla curva 3 nel suo giro lanciato nel corso del Q1.
The Hammer scivola, quindi, in terza fila proprio al fianco del finlandese della Alfa Romeo Racing. Guadagna la prima, invece, Max Verstappen che con la sua Red Bull si era piazzato a quattro decimi, più veloce di uno dell’altra Mercedes di Valtteri Bottas che, invece, adesso aprirà la seconda. Insieme al finnico si schiererà il sempre più sorprendente Lando Norris con una McLaren in crescita di prestazioni. In quarta fila, più lento di soli 13 millesimi rispetto al compagno di squadra, Antonio Giovinazzi, in una giornata storica per il team del Biscione con entrambi i piloti qualificati in Q3. Al fianco del pilota pugliese l’altra Red Bull di Pierre Gasly. Dalla quinta, invece, partiranno Sebastian Vettel e Kevin Magnussen. Il tedesco della Ferrari non è riuscito ad esprimere tutta la potenzialità della sua monoposto come il compagno di squadra, fallendo molto probabilmente una prima fila tutta rossa, perchè fermato da un problema meccanico al termine della Q2. Niente di grave, come rivelato dal team principal Mattia Binotto, ma impossibile da risolvere sul momento perchè era necessario smontare il motore della sua Ferrari.
Vettel, senza tempo nella manche decisiva, guadagna comunque una posizione in virtù della penalizzazione pagata da Kevin Magnussen per la sostituzione del cambio sulla sua Haas powered Ferrari, dopo essersi qualificato con un ottimo quinto tempo.