Il Circus della MotoGP si è spostato subito ad Assen per il Gran Premio d’Olanda ed il grande favorito della vigilia è sempre lui, Marc Marquez, che può contare su 37 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso, rimasto incolpevole protagonista nella caduta innescata da Jorge Lorenzo al via del GP di Catalunya. “Mancano ancora dodici gare, ma sono contento della performance in generale: stiamo girando bene e siamo riusciti a gestire al meglio le questioni che si presentano nei weekend” dice Marc Marquez leader della MotoGP dopo la gara di Barcellona. “Certamente ci saranno dei momenti in cui dovremo essere più concentrati e continuare a provare” aggiunge il campione del mondo della Hrc Honda. “Qui ad Assen e nella prossima al Sachsensenring (Germania, ndr) speriamo di ottenere dei risultati simili agli ultimi per goderci al meglio le vacanze. Per questo per questo weekend speriamo se non nella vittoria, almeno nel podio”.
Terzo al traguardo della gara catalana, Danilo Petrucci è quarto nel mondiale con 42 punti da recuperare al campione del mondo della Hrc Honda. “Veniamo da un momento positivo con il podio a Barcellona dopo la vittoria al Mugello. Siamo riusciti a portare a casa un podio e soprattutto sono stato fortunato a non essere rimasto coinvolto nella caduta generale dei piloti” afferma il ternano. “Penso che sarà difficile stargli dietro ma penso che possiamo lottare per il podio anche per questa gara” conclude Petrucci. Quarto nella gara catalana ma terzo nella graduatoria iridata, due punti dietro a Dovizioso, Alex Rins pensa di poter fare una buona gara con la sua Suzuki. “Ho cercato di arrivare sul podio ed è quello che ho cercato di fare provando a superare Petrucci, ma per le condizioni o per altri motivi non ce l’ho fatta” ammette il pilota della Suzuki.
“Ho sofferto nel cercare du sorpassare le Ducati, ma sono comunque tornato a casa con dei punti e questo è la cosa importante” dice Rins che sull’appuntamento di Assen, aggiunge:
“Questo è un buon circuito per la Suzuki, ma anche per la Yamaha. L’anno scorso eravamo tutti in un gruppo compatto e io mi sono divertito molto a sorpassare, soprattutto nelle curve veloci e per questo cercherò di ripetermi”.
MARQUEZ “PERFORMANCE OK, MA MANCANO 12 GARE”
SARRI “QUI PER CONIUGARE DIVERTIMENTO E VITTORIE”
“Le prime sensazioni sono chiare: ho la consapevolezza di essere arrivato in un club importantissimo. Ho la fortuna di arrivare qui dal Chelsea, che è un altro club che negli ultimi anni è diventato molto importante ma la storia è totalmente diversa. Qui c’è una storia centennale; mentre al Chelsea la storia è solamente ventennale. A parte questo le sensazioni le danno le persone. Qui ho visto un gruppo coeso. La società è snella e fatta di persone molto coerenti e compatte fra loro”. Queste le prime parole di un’intervista al neo allenatore bianconero, Maurizio Sarri, pubblicata oggi dai canali social ufficiali della Juventus.
“La scelta di andare all’estero fatta lo scorso anno era molto ponderata. In Premier c’è grande visibilità: è il campionato più importante e più ricco del mondo. C’è un grande livello tecnico e ci sono strutture importanti. Poi c’è un’atmosfera pazzesca. Noi, come serie A, siamo costretti un po’ a rincorrere in questo momento, sperando di tornare quello che eravamo venti anni fa”, ha aggiunto Sarri.
“Dopo una stagione all’estero, era il momento di tornare a casa. La Juventus è stata la società che mi ha cercato con più convinzione e con più compattezza, da parte di tutta la dirigenza. Tutto ciò mi ha colpito e mi fatto decidere di andare nella società che fino a poco a prima era la nemica storica contro la quale avevo combattuto, anche in maniera forte. Non puoi di certo pensare di sconfiggere la Juve se non tiri fuori il 120 per cento”, ha spiegato il tecnico dei bianconeri.
“Tutte le esperienze maturate negli ultimi anni mi aiuteranno sicuramente: bisogna arrivare sempre a trasmettere la propria filosofia di calcio ma più sali nella gerarchia dei valori e più devi rispettare i vari giocatori e le loro caratteristiche. Ogni squadra è come un figlio: una squadra non sarà mai uguale a un’altra che hai allenato prima”, ha continuato Maurizio Sarri.
“Cristiano Ronaldo? E’ più facile per un grande giocatore far diventare bravo un allenatore che non il contrario. Nel corso degli anni capisci che puoi incidere come allenatore fino a certo punto e che poi la differenza, per andare oltre, la fanno la qualità dei calciatori. Obiettivi? Le vittorie sono solo frutto del lavoro. Qui c’è un’eredità difficile. Nei prossimi cinque anni sarà difficile ripetere ciò che è stato fatto nelle ultime cinque stagioni”, ha chiarito il neo allenatore della Juve.
“Bisogna dimenticarsi di tutte queste responsabilità e cercare di divertirsi e di far divertire, possibilmente coniugando vittorie e risultati positivi e cercando di far proseguire alla Juve la striscia di vittorie degli ultimi anni. In Europa siamo nelle prime dieci società di top livello. Quando ti alzi la mattina l’obiettivo è sempre uno: vincere. L’Allianz Stadium? Questo stadio è di concezione inglese, quindi mi piace molto”, ha puntualizzato Sarri.
(ITALPRESS).
GERMANIA E SPAGNA SI GIOCHERANNO L’EUROPEO U.21
Sarà ancora Germania-Spagna la finale dell’Europeo Under 2-1. A Reggio Emilia, infatti, gli iberici hanno battuto 4-1 la Francia; mentre i tedeschi si sono imposti 4-2 su una buona Romania. Nella sfida del pomeriggio, decisive le doppiette di Amiri e Waldschmidt (inutile quella del rumeno Puscas) per l’accesso all’ultimo atto della competizione continentale dove i tedeschi affronteranno la vincente tra Francia e Spagna. L’inizio di gara è equilibrato e il risultato si sblocca solamente grazie a una giocata individuale. Al 21’ Amiri ruba palla a centrocampo, si invola verso l’area di rigore e lascia partire una conclusione che Radu non legge bene. L’1-0 della Germania scuote la Romania che affida la reazione allo svantaggio alla qualità del suo attacco: Hagi viene steso da Baumgartl in area e conquista il calcio di rigore, concesso al Var dall’israeliano Grinfeld. Al 27’ dagli undici metri Puscas batte Nubel e sigla l’1-1. La formazione di Radoi tiene bene il campo e controlla il pallino del gioco nella metà campo tedesca impegnando Nubel in più di una occasione: al 30’ è fondamentale l’intervento del portiere tedesco per togliere dalla porta il pallone calciato da Baluta da fuori area. Ma al 44’ l’estremo difensore dello Schalke 04 non può fare nulla per evitare il 2-1 della Romania: Ivan crossa in area, Puscas svetta indisturbato e trova l’angolo vincente di testa.
La Germania subisce il contraccolpo e prima del duplice fischio rischia di subire il tris: Puscas anticipa la difesa sugli sviluppi di un cross e impegna Nubel che questa volta evita la tripletta dell’attaccante. Nella ripresa la Romania sembra approcciare col piglio giusto ma una ingenuità di Hagi costa agli uomini di Radoi il pareggio tedesco: l’ex Fiorentina stende Dahoud in area e Waldschmidt non sbaglia e firma il pari. Al 20’ del secondo tempo la stanchezza e il caldo si fanno sentire, i ritmi si abbassano e le due squadre si affacciano più raramente dalle parti dei due portieri. Le uniche occasioni sono rappresentate dalle conclusioni dalla distanza, come all’82’ quando Dahoud non trova la porta dai trenta metri. Nel finale la Germania ha una clamorosa palla gol: Pascanu legge male la traiettoria di un lungo lancio, il neo entrato Nmecha penetra in area e spara alto a tu per tu con Radu. Ma la rete è solo rimandata all’89’: Waldschmidt si incarica di un calcio di punizione e con la traiettoria bassa beffa la barriera e il portiere del Genoa. Ma la festa del gol non è ancora finita: Nmecha conquista un calcio di punizione, fa espellere Pascanu e regala il pallone vincente ad Amiri, autore del definitivo 4-2 su calcio di punizione dal limite dell’area.
A Reggio Emilia, invece, gli iberici hanno battuto 4-1 la Francia che si era illusa passando in vantaggio al 16′ grazie al rigore trasformato da Mateta. Gli spagnoli, però, non ci stanno, spingono e dopo un paio di interventi miracolosi di Bernardoni, sulla respinta dello stesso portiere transalpino, arriva il pari di Roca al 28′. Le giovani furie rosse di De la Fuente continuano a spingere e al 5′ di recupero si portano in vantaggio con il penalty trasformato da Oyarzabal, andando al riposo sul 2-1. Tornati in campo, avvio bruciante della Spagna che va ancora in gol con Dani Olmo. Al 18′ fuori Oyarzabal e dentro Mayoral che quattro minuti più tardi cala il poker per gli iberici e partita chiusa. La finale domenica sera, ore 20.45, alla Dacia Arena di Udine.
PETRACHI NUOVO DIRETTORE SPORTIVO DELLA ROMA
“Gianluca Petrachi assumerà la carica di direttore sportivo della Roma, a partire dal 1° luglio 2019. Il dirigente ha firmato un contratto che lo legherà alla società giallorossa fino al 2022”. Lo ha reso noto lo stesso club capitolino.
“Sono contento di dare il benvenuto a Gianluca nel nostro team”, ha dichiarato il ceo della Roma, Guido Fienga. “Sono certo che con la sua competenza rappresentera’ una risorsa importante all’interno del management del club”, ha aggiunto Fienga.
Nel 2006 Petrachi viene nominato responsabile dell’area tecnica del Pisa, per poi assumere la carica di direttore sportivo. Durante la sua gestione la squadra toscana sale dalla C alla B e sfiora la promozione in A, sfumata solo ai playoff. Nel 2009 il ds approda al Torino, con cui conquista la serie A e l’accesso all’Europa League.
“La Roma rappresenta per me un’avventura ambiziosa e incredibilmente stimolante”, ha dichiarato Petrachi. “Conosco bene le aspettative di un club e di una piazza così importanti, proprio per questo ho accettato immediatamente questa sfida”, ha aggiunto il nuovo ds giallorosso.
(ITALPRESS).
MARQUEZ “AD ASSEN NECESSARIO ESSERE PRECISI”
“Assen è un circuito in cui è necessario essere molto precisi ed è difficile essere coerenti. Per essere forte nel veloce cambio di direzioni è molto importante andare bene”. Così Marc Marquez alla vigilia del fine settimana ad Assen, sede del Gran Premio d’Olanda della motoGp. “Non vedo l’ora di correre di nuovo lì – ha detto il pilota spagnolo della Honda, leader della classifica generale – dove abbiamo avuto delle belle battaglie in passato e messo su un grande spettacolo per i tifosi. Sono sicuro che domenica sarà una grande gara: il tempo dovrebbe essere buono, quindi sono fiducioso che possiamo avere un buon week-end”. “Siamo venuti qui dopo il nostro week-end più consistente dell’anno a Barcellona – le parole dell’altro iberico della Honda, Jorge Lorenzo – Il risultato finale non è stato come volevamo, ma per tutto il week-end siamo stati in grado di essere competitivi e continuare a migliorare la moto. Questo è quello che voglio fare di nuovo questo fine settimana. Se continuiamo a lavorare in questo modo con il Repsol Honda Team, possiamo ancora essere veloci come fatto a Barcellona”.
DI BIAGIO SALUTA L’UNDER 21 “ORA SONO SUL MERCATO”
È un addio, quello di Luigi Di Biagio, abbastanza ovvio dopo l’eliminazione di una Nazionale under 21 partita con i favori del pronostico e non arrivata neppure alla semifinale. Ma rivendica non solo l’onestà intellettuale e dunque il fatto che non si possa parlare di disfatta, perché l’Italia ha giocata alla pari con tutte le migliori nazionali, ma soprattutto per aver fatto cambiare mentalità ai ragazzi, ora pronti ad un assetto tattico non solo offensivo, ma sempre propositivo. “In senso assoluto – ha detto l’ormai ex ct degli azzurrini in una conferenza stampa all’Admiral Hotel di Zola Predosa (Bo)- ho fatto un ottimo lavoro, se l’obiettivo era rilanciare il calcio italiano e competere con le massime squadre europee, con tanti ragazzi che vanno in nazionale A. Poi le note dolenti che sono quelle dell’Europeo. Non posso essere contento. Ma non si parli di fallimento perché è così se non si gioca e non si calcia in porta. Per questo dal 1° luglio non sarò più allenatore. La mia esperienza finisce qui. Ringrazio tutti, da Sacchi, Abete, a Viscidi, che mi ha dato l’opportunità di crescere e fare una bella esperienza”. Poi ha continuato: “Il responsabile principale sono io. Mi fa piacere che si dica che per tre partite la squadra ha giocato bene, che ha fatto più tiri in porta di tutti e subito meno tiri. Nella mia esperienza, per l’80% delle partite abbiamo giocato meglio degli altri. E quando si dice che non giochiamo a calcio, che i ragazzi non corrono e il gioco non ha un senso logico, la gente è in malafede”. “Sicuramente richiamerei i sei arrivati dalla Nazionale A, ma non erano al meglio e hanno dovuto fare allenamenti specifici. Inoltre ho prestato all’under 20 qualche giocatore che purtroppo non è tornato. Abbiamo 50 giocatori tra under 19, 20 e 21 e abbiamo ottenuto ottimi risultati”. L’ex centrocampista di Roma e Inter, dopo aver ripercorso brevemente le sue esperienze all’Europeo di categoria, è pronto per nuovi percorsi: “Dal 1° luglio sono sul mercato. Finora per rispetto della federazione non ho risposto ai club che mi hanno cercato a febbraio o marzo. Ora se qualcuno mi chiama sono disponibile sia per la A che per la B. Non conta la categoria ma la motivazione. Comunque avrei lasciato al 99,99% per motivi di stimoli. Certo, le Olimpiadi sarebbero stato uno stimolo, ma avrei dovuto pensarci. Ora ho lo stimolo per affrontare altre avventure. La cosa principale che i maestri ci hanno lasciato è che non conta se vinci ma come vinci. Abbiamo cambiato la mentalità dei ragazzi, che con la Spagna andavano a pressare il portiere. L’idea del doppio playmaker per la prima squadra, mi ha detto Mancini, gli è venuta guardando noi. Credo quindi che la cosa più importante sia stata far cambiare ai ragazzi la mentalità. La partita di ieri tra Romania e Francia? L’abbiamo guardata durante il pasto dopo l’allenamento. Io ci ho sempre creduto e anche ieri ci credevo”. Poi una battuta su Kean e Zaniolo: “Un allenatore deve lasciare dentro e fuori qualcosa. È stato un rischio e per me sono come figli. E quando punisci i figli stai male. Ma loro hanno chiesto subito scusa. Ho avvisato subito Mancini e il presidente ma quello che mi hanno detto un giorno ve lo racconterò”. Di Biagio prosegue la sua disamina con una autocritica: “Il salto di qualità lo devo fare io perché se giochiamo bene e non vinciamo la colpa è mia. Loro devono migliorare ma in discussione mi devo mettere io. L’unico messaggio che posso mandare è che i giovani abbiano più spazio visto che solo il 33% di loro gioca nelle loro squadre. Però se i giovani non giocano non sarà solo colpa degli allenatori”. Tornando alle partite dell’Europeo: “Non farei scelte diverse perché se si conclude così tanto in porta faccio fatica a fare cambi perché la squadra gira. Forse nel secondo tempo con la Polonia avremmo potuto fare traversoni bassi e non cross alti. Ma non mi rimprovero nulla. Chi vince l’Europeo? Avevo detto noi, l’Inghilterra e le tre rimaste. Mi sento che la finale possa essere Germania-Spagna. L’Italia è fuori dall’Europeo perché con la Polonia ci è mancato qualcosa. Colpa solo nostra alla quale non si può rimediare”.
MALAGO’ “TROVARE SUBITO MANAGER E DONNE CAPACI”
Una volta finiti i festeggiamenti per l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi del 2026, la macchina organizzativa si e’ gia’ messa in moto per la creazione della governance. “Bisogna trovare un amministratore delegato e un direttore generale che gestiscano la macchina a tempo pieno. Secondo me e’ sbagliato pensare a un solo nome, ma ci devono dei responsabili dei vari settori. Devono essere di professionisti molto specializzati, il mio auspicio e’ che ci siano donne di sport capaci. Sarebbe un bel segnale”, ha detto il presidente del Coni Giovanni Malago’ a margine della 134esima seduta del Cio, facendo anche i nomi di Diana Bianchedi e Anna Riccardi, “due fuoriclasse”. “Sono d’accordo con il sottosegretario Giorgetti: serve un manager di peso per il Comitato organizzatore, siamo in piena condivisione per quel che riguarda l’identikit e le competenze – ha aggiunto. Certo non sta a me decidere, lo faremo tutti insieme con gli altri stakeholder, ma il Comitato sara’ per meta’ privato, con sponsor di supporto, e per meta’ pubblico. Poi decideremo la forma giuridica: se sara’ snello comportera’ piu’ rischi, se sara’ piu’ blindato magari potrebbe esserci piu’ burocrazia”. Sicuramente “avra’ una sede a Milano e una piu’ piccola a Cortina, con presidi nelle altre localita’ per cui so che gli enti locali stanno gia’ mettendo a disposizione i loro uffici”, conclude Malago’, che conferma il suo ruolo da “presidente del Comitato, ma senza deleghe di gestione”.
LE AZZURRE STENDONO LA CINA E VOLANO AI QUARTI
L’Italia femminile continua la sua corsa nei Mondiali di calcio. Le azzurre di Milena Bertolini hanno battuto la Cina, per 2-0, grazie alle reti (una per tempo) siglate da Giacinti e Galli. Sabato, alle 15, Sara Gama e compagne affronteranno, a Valenciennes, l’Olanda che ha battuto 2-1 il Giappone.
Allo stadio della Mosson di Montpellier, l’Italia ha dettato legge, dimostrando fin dalle prime battute più cattiveria, maggiore tecnica e miglior organizzazione rispetto alle asiatiche. Molto bene la linea difensiva azzurra, guidata dal duo Gama-Linari, quanto mai attiva la centravanti Giacinti, puntuale e precisa la Galli, sempre brava nel farsi trovare pronta quando chiamata in causa dal ct Bertolini (anche oggi è entrata dalla panchina e ha messo il suo zampino sul successo dell’Italia).
Già al 10′ la Giacinti aveva sbloccato il risultato ma era scattata in offside sul lancio della Girelli. A ruota, tre minuti dopo, la stessa attaccante del Milan ha tentato di sorprendere il portiere avversario, sfiorando il palo. Al terzo tentativo, al 15′, la Giacinti ha fatto centro: la Bonansea ha servito in profondità la Bartoli, anticipata però dalla Shimeng. Sulla respinta, la 19 azzurra ha anticipato tutte e ha firmato l’1-0. Dopo la mezzora la stessa Giacinti è stata fermata nuovamente in fuorigioco. Stessa sorte è toccata, dall’altra parte, al termine del primo tempo, alla Wang Shanshan, che aveva colpito il palo.
Nella ripresa, subito, al 4′, la Galli (in campo dal 39′ al posto della Girelli) ha trafitto la Shimeng per la seconda volta, segnando ancora con un bel destro da fuori area. Poi azzurre in controllo, sino alla festa finale. Prosegue il sogno “mundial” dell’Italia che adesso si giocherà l’accesso alle semifinali contro l’Olanda che in serata si è imposta per 2-1 sul Giappone.
(ITALPRESS).










