Ancora una doppietta Mercedes. A Le Castellet, Lewis Hamilton chiude primo con un buon margine sul compagno di squadra Valtteri Bottas, che negli ultimi giri è stato costretto a difendersi dall’assalto di Charles Leclerc, terzo al traguardo. Quinta l’altra Rossa, quella guidata da Sebastian Vettel (giro più veloce all’ultimo respiro e quindi punto aggiuntivo per il tedesco), preceduta dalla Red Bull di Max Verstappen.
“Non è stata una gara semplice, proprio per nulla – assicura Hamilton, che allunga nella classifica mondiale -. Qualcosa puo’ sempre capitare, è tutto al limite e devi far funzionare bene motore e carburante oltre a gestire le gomme. Ho cercato di non forzare troppo verso la fine per non usurare le gomme”.
Secondo Bottas “Hamilton non è imbattibile, devo solamente lavorare di piu’. Dovrò esaminare meglio alcuni aspetti. In gara non è successo più di tanto ma sono fiero del team per questo risultato. Ora sarà importante capire cosa posso fare meglio”.
Leclerc ha sfiorato il secondo posto nel finale: “Negli ultimi due giri stavo riprendendo Bottas abbastanza velocemente, ci ho creduto fino agli ultimi metri del GP. Ho dato davvero tutto”.
DOPPIETTA MERCEDES IN FRANCIA, TERZO LECLERC
MILANO-CORTINA ESAME VICINO, MALAGO’ “OTTIMISTI”
E’ arrivato il grande giorno per la scelta della sede per le Olimpiadi invernali 2026: il Cio a Losanna decidera’ chi scegliere tra le due candidate Milano-Cortina e Stoccolma-Are. Alla vigilia del voto da parte del Cio, la delegazione italiana e’ al completo, con il testa il presidente del Coni Giovanni Malago’. “Il piu’ grave errore ora e’ alzare la testa, siamo veramente pancia a terra e in questi ultimi giorni si dorme poco e si lavora h24. La squadra e’ compattissima e ognuno sa qual e’ il proprio obiettivo. E’ dura, ma sono ottimista”.
“C’è un’impressione generale di rispetto e ammirazione per la nostra candidatura che ci lascia ben sperare” ha detto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. “La sensazione è che, se non sbagliamo, vinciamo noi. Noi dobbiamo fare il nostro compito, poi si vedrà” ha aggiunto.
Intanto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire al comitato promotore di Milano-Cortina un video-messaggio di sostegno alla candidatura per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Nel filmato di due minuti, che sarà proiettato domani, il capo dello Stato si rivolge direttamente al presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, e a tutti i membri del Cio, ribadendo il suo “pieno sostegno” a Milano-Cortina. In precedenza proprio Bach aveva inaugurato la nuova sede del Comitato olimpico internazionale, a 125 anni dalla fondazione. “Vogliamo che la Casa Olimpica incorpori tre elementi, ovvero sostenibilità, credibilità e gioventù, gli stessi tre pilastri dell’Agenda olimpica 2020. Pierre de Coubertin 125 anni fa fondò il Cio all’università Sorbona di Parigi, pensando ai Giochi come strumento per portare la pace fra popoli e nazioni. Le Olimpiadi – ha affermato Bach – devono prosperare per diventare un elemento ancora più potente di pace universale”.
“Abbiamo lavorato bene, in modo coeso, il dossier anche a detta della commissione e’ molto bello, i posti sono fantastici. Abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare nel modo migliore. Adesso siamo nelle mani di Giove. C’e’ sempre il solito cauto ottimismo e spero che domani ce ne sia molto di piu’. Tutto il Paese e’ con noi e i sondaggi lo confermano” le parole del Governatore della Lombardia Attilio Fontana.
“Vedo che stiamo facendo tutto il possibile e anche oggi abbiamo fatto un bel pressing alla presentazione del nuovo building del Cio” ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala. A chi gli chiedeva quanti fossero gli indecisi, Sala ha risposto: “A questo punto non penso tantissimi, ma da un po’ di dialoghi che abbiamo avuto, l’impressione e’ qualcuno sia ancora li’ a pensarci o a far pesare il suo voto”. “Bisogna toccare le leve giuste – ha aggiunto Sala -. Noi abbiamo cercato di dare garanzie sui palazzetti, che per alcuni sport sono fondamentali, in altri casi conta piu’ la capacita’ organizzativa generale, spesso i votanti sono portatori di interessi”.
Presenti anche molti atleti olimpionici azzurri, che domani saranno protagonisti nella presentazione della candidatura italiana con l’intenzione di aumentare l’appeal per Milano-Cortina. Tra loro Sofia Goggia, Michela Moioli e Arianna Fontana.
“Questa vigilia la vivo in modo particolarmente tranquillo perche’ non e’ una cosa che dipende da me. Ci sono apprensione e aspettative, e’ un sogno bellissimo poter portare le Olimpiadi in Italia” ha detto Sofia Goggia.
“La parola chiave di queste Olimpiadi secondo me potrebbe essere sostenibilita’ ambientale e riqualificazione del territorio” ha aggiunto Michela Moioli, che allo SwissTech Convention Center prendera’ la parola. “Abbiamo studiato per questa presentazione, abbiamo fatto le prove e daremo il 100%. E’ un esperienza nuova, si sente la stessa agitazione che c’e’ prima di una gara”.
Emozioni sentite anche da un’altra atleta coinvolta, la pattinatrice Arianna Fontana: “Viviamo quelle emozioni e il nervosismo pre-gara e si sente anche eccitazione, voglia di fare bene e portare queste olimpiadi a casa – ha detto l’azzurra -. Fino alla fine sogneremo. Il fatto di avere due regioni coinvolte e spese pubbliche divise con il supporto di diverse comunita’…Siamo tutti carichi, speriamo davvero che domani vada tutto per il verso giusto”.
(ITALPRESS).
AZZURRINI BATTONO IL BELGIO MA CHIUDONO SECONDI
Vittoria con speranza. A Reggio Emilia gli azzurrini di Di Biagio tornano al successo battendo il Belgio per 3-1 grazie ai gol di Nicolò Barella, Patrick Cutrone e Federico Chiesa ma chiudono il girone A dell’Europeo Under 21 in seconda posizione. Il netto 5-0 della Spagna ai danni della Polonia relega l’Italia al secondo posto, in attesa dunque dei risultati degli altri gironi (in particolare Romania-Francia) nella speranza di ottenere la qualificazione come migliore seconda del torneo. Cambio modulo e interpreti per Di Biagio dal 1′ che lancia Locatelli, panchina punitiva per Kean dopo il ritardo nell’allenamento di rifinitura. Schema 4-2-3-1 con Cutrone unica punta e con gli inserimenti di Calabresi e Pezzella sulle fasce difensive. È proprio Pezzella a dar vita alla prima palla gol dell’Italia con un ottimo spunto dalla sinistra, cross in mezzo e colpo di testa in tuffo di Barella che termina incredibilmente a lato. Poi al quarto d’ora una bella triangolazione tra Locatelli e Cutrone si conclude con il tiro alto di Chiesa da buona posizione. Col passare dei minuti la manovra degli azzurrini cala d’intensità e da Bologna arrivano notizie tutt’altro che rassicuranti con il netto 3-0 della Spagna. Preoccupazione e un pizzico di nervosismo con il sorriso e la speranza ritrovata solamente al 44′ grazie al gol di Barella.
È il talento del Cagliari a sbloccare l’incontro sul finale di frazione con una rete col sinistro a fil di palo dopo un rimpallo fortunato in piena area. E il secondo tempo parte nel migliore dei modi: dopo soli 8 minuti Pezzella trova il dribbling sul fondo, la passa per Pellegrini che crossa in mezzo per il colpo di testa in girata di Cutrone che firma il 2-0. Cresce l’entusiasmo e l’Italia crea numerose palle gol sfiorando la rete più volte soprattutto al 65′ con Locatelli che calcia a lato a tu per tu con il portiere e con una doppia chance Mandragora-Cutrone sulla quale De Wolf è impeccabile. Ma a gelare gli azzurrini ci pensa Verschaeren che al 78′ dal limite dell’area supera il diretto marcatore e calcia col destro sul secondo palo trovando una traiettoria imprendibile per Meret siglando così il 2-1. All’87’ Mancini riaccende l’Italia colpendo il palo di testa su calcio d’angolo e due minuti più tardi Chiesa realizza un eurogol per il 3-1. Nel finale di gara da segnalare l’espulsione di Mbenza con il forcing degli azzurrini che però non porta a un’altra rete. La notte del verdetto è rinviata: gli azzurrini danno il massimo e conquistano altri tre punti, ma chiudono dietro la Spagna. Ora la palla passa agli altri.
(ITALPRESS).
MANCINI “L’OBIETTIVO E’ VINCERE EUROPEI E MONDIALI”
“Che gli sportivi italiani non avessero più affetto per la Nazionale era grave. La Nazionale è la squadra di tutti, ha regalato incredibili momenti collettivi di felicità. Quando siamo arrivati c’era demoralizzazione perché, almeno noi, non avevamo mai visto l’Italia fuori dal Mondiale. Però purtroppo questi momenti capitano. Il calcio è così, non sai neanche perché, a volte. A volte si incolpano gli allenatori, però sono cose che sono capitate a tutte le Nazionali”. Così il ct della Nazionale, Roberto Mancini, in una lunga intervista firmata da Walter Veltroni pubblicata oggi sulle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando abbiamo iniziato non c’era una sola persona, anche tra gli addetti ai lavori, che dicesse ‘Però se ne può venir fuori’ – sottolinea il coach della Nazionale – Tutti dicevano ‘Non ci sono giocatori, non c’è niente’. Ma in Italia sono sempre nati, i giocatori di calcio. Una delle poche cose che c’è sempre stata. Magari può capitare un momento senza fenomeni come Totti, Del Piero… Però i giocatori bravi sono sempre usciti, avevo fiducia. Poi, guardi, nel mondo gli unici due fenomeni sono Messi e Ronaldo che, comunque, stanno andando verso una certa età. Non ci sono più squadre inarrivabili. Forse solo la Francia è un po’ più avanti perché è una squadra giovane, è campione del mondo. Però le altre stanno ricostruendo. Per questo non dobbiamo precluderci nessun obiettivo. Si può, nulla ce lo proibisce”. “Il momento di Zaniolo? E’ normale – spiega il tecnico azzurro – Lui sta conoscendo una pressione eccessiva, hanno persino iniziato a paragonarlo a Totti, che non c’entra proprio niente. Lui, anche per il ruolo, è totalmente diverso. Poi a lui è capitato tutto così all’improvviso… Non aveva mai giocato in serie B, tantomeno in serie A. Il suo talento gli ha fatto fare il salto, all’improvviso. Perciò è stato normale che negli ultimi mesi avesse un calo, sia fisico che psicologico. Roma non è una città semplice dove giocare. Però lui ha qualità e in sei mesi è migliorato. Dalla prima volta che l’ho chiamato a Coverciano è un altro giocatore”. La Nazionale sta viaggiando a vele spiegate verso Euro2020: “Dobbiamo fare dei punti per migliorare ulteriormente il ranking. Abbiamo un anno, prima dell’Europeo, in cui dobbiamo cercare di migliorare molto. In questi dodici mesi possiamo poi trovare qualcuno che ancora non è venuto fuori. Capita spesso, prima di un Europeo o di un Mondiale. Sono contento per come i ragazzi si comportano, per quello che fanno. Sono contenti quando vengono in Nazionale, si divertono, e questo è molto importante”. I suoi obiettivi sono quantomeno ambiziosi: “Il mio programma è vincere gli Europei e vincere i Mondiali. Questo è il mio programma. Non so se le altre Nazionali sono d’accordo. Però il nostro pensiero comune è questo. Anche perché l’Italia non vince gli Europei dal ’68, è ora di farlo”. Detto che dei campioni del passato prenderebbe nella sua Nazionale Totti e che ammira e considera un fratello Vialli, a Mancini manca un po’ allenare un club: “Mi manca in questi mesi, quando passano quattro mesi tra una partita e l’altra. Sono tanti. Ma essere l’allenatore della Nazionale è una esperienza prestigiosa”.
INAUGURATO PLAYGROUND UBI BANCA A TORINO
E’ stato inaugurato stamattina alla presenza di Marco belinelli, unico giocatore italiano ad aver vinto il titolo Nba, il nuovo campo da basket realizzato in Piazza d’Armi a Torino con il contributo di Ubi Banca e collaborazione della stessa lega americana di basket professionistico. Il campo è arancio, blu e rosso e la raffigurazione e a bordo campo spiccano i loghi delle 30 franchigie Nba. Belinelli ha prima aiutato a segnare il primo canestro del nuovo campo, e poi si è messo a disposizione dei fans e dei tanti appassionati che hanno affollato l’area anche per seguire un torneo 3 contro 3 organizzato in collaborazione con Fisb, clinic con coach NBA e spettacoli di freestyle, oltre alla partecipazione di Special Olympics. “La partnership con UBI Banca prevede iniziative che apprezzo moltissimo. Riqualificare i playground delle città – dice Marco Belinelli, guardia dei San Antonio Spurs – è importante perché i ragazzi e le ragazze devono avere delle strutture facili da raggiungere e ben conservate per poter giocare e divertirsi. Lo sport è un aspetto molto importante e deve far parte della quotidianità di tutti. Io sono cresciuto giocando al campetto con i miei amici, e sono arrivato dove sono anche grazie a questo”. “Il nostro intervento vuole consegnare alla città un luogo nel quale sport e socialità possano trovare una sintesi attorno a valori positivi e sani del basket, quali lo spirito di squadra, il fairplay e l’inclusione”, afferma Marco Franco Nava, Responsabile della Macro Area Territoriale Nord Ovest di UBI Banca.
Lo scorso anno la Banca ha effettuato un intervento simile a Roma all’interno del Parco della Cecchina, ristrutturando e restituendo alla città un playground ora utilizzato da ragazzi e famiglie. Una progettualità che è parte integrante del recente rinnovo della partnership triennale con National Basketball Association (NBA) annunciato ad inizio giugno, che conferma l’Istituto quale Official Bank in Italia e partner esclusivo nell’ambito del retail banking. “NBA è orgogliosa di sostenere ancora una volta l’evento ‘Enjoy NBA’ di UBI Banca per presentare alla comunità del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto un nuovo fantastico campo da basket”, dichiara Mark Osikoya, EME Associate Vice President, Global Partnerships di NBA. La partnership tra Ubi Banca e Nba è testimoniata anche dai dodici mila clienti che hanno aderito ai prodotti dedicati: dalla Enjoy NBA, la carta prepagata con IBAN disponibile nelle 30 versioni delle franchigie della Eastern e Western Conference, alla carta di credito Hybrid NBA, che consente di rateizzare anche i singoli acquisti superiori ai 250 euro.
GIAMPAOLO “CHE CHANCE, SONO FELICE E MOTIVATO”
“Ho lavorato sodo, mi sono impegnato tanto per ottenere questa chance. Il Milan è il Club più titolato in Europa e uno dei più importanti. Per me è una grandissima opportunità, sono felice e motivato”. Così Marco Giampaolo, a Milan Tv, racconta le sue emozioni pochi giorni dopo aver preso le redini tecniche dei rossoneri. “Il percorso è stato lungo, sarà ancora lungo perché non c’è mai fine, non si finisce mai di costruire idee, progetti e cose – spiega l’ex mister della Sampdoria – Però, per il momento, sono contento di iniziare in questo grande Club e sono molto motivato. Devo dire che sono già riposato, non vedo l’ora di ricominciare”. Un percorso che è iniziato con i primi incontri con Maldini e Boban: “Sono stato colpito dalla loro serietà, dalla loro competenza e passione. Maldini e Boban trasmettono il significato di Milan, di cosa significa giocare nel Milan, allenarlo o far parte di questo Club. Sono persone di livello e di spessore. Poi, una delle cose che gli ho detto è che ci conosceremo lavorando insieme perché adesso, magari, possiamo raccontarci di tutto ma le esperienze maturate giorno dopo giorno sul campo di lavoro poi affinano le interazioni tra gli uomini; la loro storia, però, racconta molto, così come la loro passione che è stata contagiosa”. Giampaolo, da avversario, ha incontrato molte volte il Milan: “All’inizio ci perdevo spesso, ultimamente abbiamo ottenuto qualche vittoria, probabilmente perché allenavo squadre più competitive. Giocare a San Siro è sempre un’emozione particolare; da avversario per me ha significato questo e non a caso è la Scala del calcio, lo considero lo stadio più affascinante d’Italia se rimaniamo nell’ambito nazionale. Giocare a San Siro è sempre una grande emozione”. Che campionato sarà il prossimo è presto detto: “Negli ultimi anni è stato sempre più competitivo. Quest’anno col ritorno di Sarri e di Conte e comunque con tanti bravi allenatori in serie A, credo che sarà un campionato ancor più competitivo rispetto allo scorso. C’è stata un’inversione di tendenza, un cambio di mentalità da parte di tante squadre. Anche le piccole hanno l’ambizione di andarsela a giocare a San Siro tanto per stare in tema e quindi le differenze, alcune volte, sono sottili; gli equilibri sono spostati da piccole cose, alcuni particolari che possono fare la differenza. Lo ritengo un campionato impegnativo”. Che tipo di Milan sarà quello di Marco Giampaolo? “La storia del Milan racconta di un club e di una squadra che ha sempre ricercato la bellezza, l’estetica oltre che il risultato. O meglio, raggiungere il risultato attraverso la bellezza del gioco perchè il Milan ha cultura di gioco. Il Club rossonero ha vinto titoli proponendo calcio, adesso non ho la presunzione di paragonarmi a quel Milan ma quello deve essere l’obiettivo. La mission, la visione deve essere quella di giocare un calcio appetibile e affascinante e poi, attraverso quel calcio, arrivare a vincere le partite. In quanto a cultura, penso di essere in un Club dove c’è conoscenza di cosa significhi giocare a calcio, perché è stato abituato in questo modo”. “Sono ansioso anche di entrare dentro Milanello, ho sempre sentito parlare benissimo delle strutture, dell’organizzazione, della possibilità di lavorare bene e quindi probabilmente anticiperò di qualche giorno la data del raduno – conclude Giampaolo – per prendere conoscenza con l’ambiente rossonero il prima possibile”.
POLE HAMILTON IN FRANCIA, LECLERC 3° E VETTEL 7°
Ottantasei pole position per scrivere un’altra pagina importante nella storia della Formula 1. Lewis Hamilton colpisce ancora una volta e lo fa al Gran Premio di Francia registrando il nuovo record del Circuit Paul Ricard con un tempo in 1’28″319. Dopo un weekend di lotta corpo a corpo con Valtteri Bottas, il campione del mondo (proprio come nel 2018) piazza la zampata nel momento decisivo rifilando oltre due decimi di gap al finlandese. Qualifica dai due volti, invece, per la Ferrari che posiziona Charles Leclerc in terza posizione sulla griglia di partenza mentre Sebastian Vettel scivola addirittura settimo, costretto dunque a una grande rimonta in gara. In casa Mercedes battaglia accesa fin dalla Q1 tra Bottas e Hamilton con il finlandese che sigla il giro veloce in 1’30″550 mentre il leader del campionato prende 59 millesimi di distacco. Chi si piazza appena dietro alle due frecce d’argento è Leclerc che paga solamente 97 millesimi di gap, mentre Vettel scivola addirittura in decima posizione. Il tutto a causa del grosso miglioramento della pista, nei minuti finali, che permette a Renault e McLaren, tra tutte, di avvicinarsi sensibilmente ai big. A farne le spese Kvyat, Grosjean, Stroll, Russell e Kubica, tutti eliminati dopo i primi 18 minuti.
Lampo di Vettel, invece, nella Q2 che con gomma media si piazza a soli 69 millesimi dal gran tempo di Bottas (1’29″437) a parità di mescola. Terzo tempo di Hamilton che continua a perdere sul compagno di squadra mentre Leclerc chiude con poco più di due decimi di ritardo. Sorprende Giovinazzi che per la seconda volta in carriera trova la qualificazione alla Q3. Eliminati Albon, Raikkonen, Hulkenberg, Perez e Magnussen. Ma nel momento clou della Q3 è Hamilton a trovare la zampata straordinaria per la pole position: giro record in 1’28″319 con oltre due decimi di vantaggio su Bottas: “Valtteri fa dei giri epici e la Ferrari è sempre pronta a morderci le caviglie – ha sottolineato un Hamilton entusiasta – Fare le pole quest’anno non era assolutamente semplice”. Bottas rilancia però subito la sfida, fin dalla prima curva della gara di domani: “Volevo la pole ma sono contento della seconda posizione. È lunga la strada dalla partenza a curva uno, devo concentrarmi sul via”. Terzo crono per Leclerc con un gap importante sulle frecce d’argento, ma il monegasco resta comunque fiducioso per la gara: “Spero di poter lottare con le Mercedes, oggi meglio di così non potevo fare”.
Vettel, invece, a causa di un problema nel primo tentativo non riesce a ottimizzare il giro e chiude settimo alle spalle anche di Verstappen e delle due McLaren di Norris e Sainz: “Non penso abbia influito l’errore in quel giro. È mancato il feeling con la macchina ed è stata una parte finale di qualifica un po’ strana. Il risultato è inferiore alle aspettative, ma domani in gara cercheremo di divertirci”. Chiudono la top-10 delle qualifiche Ricciardo, Gasly e l’italiano Giovinazzi. Appuntamento rinviato alla gara di domenica 23 giugno con la partenza programmata per le ore 15:10. Sarà nuovamente sfida in famiglia tra Hamilton e Bottas con la Ferrari chiamata a mettere i bastoni tra le ruote alle frecce d’argento che, dopo due gare di astinenza, preparano la sesta doppietta stagionale.
TRONCHETTI “LUNA ROSSA ENTUSIASMERÀ IL PAESE”
In vista dell’America’s Cup, in programma in Nuova Zelanda nel 2021, al Circolo della Vela di Palermo e’ stato presentato il Team Luna Rossa Prada Pirelli.
Il trofeo rappresenta la massima competizione velica, da sempre giocata sul doppio livello sportivo e tecnologico.
“Siamo i main sponsor di questa avventura che diventerà entusiasmante per tutto il paese” ha detto il vicepresidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.
“L’accostamento di Pirelli all’America’s Cup – ha aggiunto Tronchetti Provera – significa sfide piu’ avanzate, dove la tecnologia e l’impegno umano prevalgono. Pirelli da questo punto di vista e’ sempre in prima linea, lo siamo nella Formula 1, lo siamo nello sci e lo siamo anche nella vela. Pirelli e lo sport sono un connubio perfetto perche’ noi lavoriamo sulla frontiera della tecnologia per dare sempre la possibilita’ di avere delle performance eccezionali. Ovunque ci sono dei campioni e dove c’e’ vera sfida, Pirelli e’ sempre lieta di essere impegnata”.
“Velisti? Vedremo un po’, dobbiamo capire come saranno. Non sappiamo ancora chi sarà alla conduzione di queste barche perché dobbiamo ancora valutare. Sicuramente ci sarà spazio per Spithill e Bruni saranno sicuramente all’interno della barca. Speriamo sia una bella sfida”, ha detto il presidente del team Luna Rosa Patrizio Bertelli.
“Ancora una volta un’eccellenza che sembrava quasi lontana e irraggiungibile diventa vita quotidiana per Palermo – ha detto il sindaco, Leoluca Orlando -. Prima la scherma, adesso la vela, fra qualche giorno gli internazionali di tennis femminile e a ottobre la mezza maratona: insomma per Palermo dovrò smettere di dire ‘ancora una conferma’”.










