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ITALBASKET PRONTA PER LE UNIVERSIADI 2019

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Il basket italiano è pronto per le Universiadi di Napoli. Presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma è stata presentata la Nazionale maschile che sarà protagonista, dal 4 all’11 luglio, nel torneo universitario più importante del mondo. Presenti, tra gli altri, il numero uno della Federazione italiana pallacanestro Gianni Petrucci, il presidente dell’Associazione sportiva Luiss Guido Carli Luigi Abete, il Generale nonché Capo del 5° reparto dell’Aeronautica Militare Vincenzo Romano e il commissario tecnico dell’Italia senior maschile Meo Sacchetti. “Le Universiadi di Napoli sono una grande manifestazione che si svolgerà in Italia e avrà un successo straordinario – ha dichiarato il presidente della Fip Gianni Petrucci – Abbiamo una squadra straordinaria, che cercherà di andare avanti il più possibile. Ai ragazzi voglio dire che indossare la maglia azzurra vi emozionerà: emozionate anche noi”.

L’Italia, allenata da Andrea Paccariè, nella prima fase affronterà il Canada (4 luglio ore 20), la Norvegia (5 luglio ore 20) e la Germania (6 luglio ore 20). Le prime due del girone accederanno alla seconda fase dove si decideranno i primi otto posti della manifestazione napoletana. “La nostra idea è quella di essere competitivi, non possiamo porci un traguardo”, ha affermato coach Andrea Paccariè.  Alle Universiadi l’Italia del basket ha collezionato tre medaglie nella sua storia: la prima, a Torino, nel 1959 con la Nazionale maschile che conquistò l’argento mentre a Fukuoka e a Taegu, rispettivamente nel 1995 e nel 2003, fu la Nazionale femminile a portare a casa un oro e un argento. “Quando indossi questa maglia ti metti una corazza perché trasmetti qualcosa. Questa maglia vi dà uno stimolo per fare qualcosa di speciale – ha affermato il coach della Nazionale senior Meo Sacchetti – Sono convinto che, se riuscirete a tirare fuori anche quello che pensate di non avere, sicuramente otterrete dei buoni risultati”.

La Nazionale universitaria è nata anche grazie al prezioso aiuto dell’Università Luiss Guido Carli e dell’Aeronautica Militare: “La maglia azzurra dà sempre grandi emozioni per chi crede nei valori dello sport, della civiltà e della tolleranza – ha dichiarato il presidente dell’Associazione sportiva della Luiss Luigi Abete – Chi la indossa deve portare avanti questi valori”. “Avere il marchio Italia sullo stemma dell’Aeronautica Militare ci ha riempito d’orgoglio – ha sottolineato il Generale Vincenzo Romano – Anche noi abbiamo fatto un gioco di squadra”. La finalissima del torneo è in programma l’11 luglio al PalaDelMauro di Avellino. Sia la finale che le semifinali verranno trasmesse in diretta su Rai2.

 

 

IL CILE PARTE COL PIEDE GIUSTO, 4-0 AL GIAPPONE

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L’Uruguay chiama, il Cile risponde. Dopo la vittoria travolgente della Celeste sull’Ecuador per 4-0, la Roja fa altrettanto calando il poker nella sfida del Morumbi di San Paolo contro il Giappone che completa la prima giornata del gruppo C di Coppa America. I vincitori delle ultime due edizioni trovano però il vantaggio solo sul finale del primo tempo con Pulgar: angolo dalla destra di Aranguiz e stacco imperioso del centrocampista del Bologna. Nella ripresa, dopo nove minuti, il raddoppio lo firma Edu Vargas, con un destro di prima intenzione su assist di Isla e la sfortuna deviazione di Ueda. I Samurai Blu, col giovanissimo Kubo appena acquistato dal Real Madrid in campo per 90 minuti, crollano nel finale: all’82’ altro cross di Aranguiz e colpo di testa in tuffo sul secondo palo di Alexis Sanchez mentre un minuto dopo è il Nino Maravilla a servire in profondità Vargas, pallonetto a scavalcare il portiere giapponese in uscita e 4-0 finale. Unica nota stonata l’infortunio per Arturo Vidal, costretto a uscire nella ripresa. Cile e Uruguay sono così in testa al girone pari in tutto, stanotte torna in campo il gruppo A: si parte con Bolivia-Perù, a seguire Brasile-Venezuela.

ARRIVA IL GP DI FRANCIA, FERRARI FIDUCIOSA

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In Francia con ottimismo. La Formula Uno torna in pista nel weekend con la 60esima edizione del Gp transalpino, ospitata anche quest’anno dal circuito Paul Ricard a Le Castellet. Un appuntamento che in 17 occasioni ha sorriso alla Ferrari, pronta a confermare i progressi visti in Canada. “Dallo scorso anno il Gran Premio di Francia è tornato sulla pista del Paul Ricard e credo che in questa stagione saremo avvantaggiati rispetto al 2018 perché avremo molti più dati dai quali cominciare per lavorare in questo weekend – l’analisi di Sebastian Vettel – La pista ha lunghi rettilinei e curve di diverse velocità, molte delle quali sono state riasfaltate lo scorso anno. Avremo gomme di una mescola più dura rispetto a Montreal e quindi la gara sarà presumibilmente ancora una volta basata su un’unica sosta. Le condizioni meteo possono essere imprevedibili con temperature altissime ma anche molto vento. Lo scorso anno la mia gara venne compromessa da un incidente capitato al primo giro (contatto con Bottas, ndr), ma credo che la nostra vettura abbia il potenziale per ottenere un buon risultato al Paul Ricard”.

“Quella francese è una pista piuttosto nuova per me, nonostante si trovi molto vicina a dove vivo – dice invece Charle Leclerc – Di sicuro ho degli splendidi ricordi della mia prima volta al Paul Ricard lo scorso anno perché per la prima volta sono riuscito ad accedere al Q3 nella mia carriera in Formula 1. Credo che non dimenticherò mai quel sabato. Venendo al circuito, devo dire che ha una conformazione piuttosto anonima, con vie di fuga infinite. Questo fa sì che sia facile cercare il limite nelle prove libere perché è piuttosto improbabile finire contro le barriere. Sono contento di tornare a Le Castellet, e sono convinto di poter fare bene”. Mattia Binotto, team principal del Cavallino, assicura che “dopo il Canada sicuramente abbiamo voglia di tornare in pista e di confrontarci nuovamente coi nostri avversari. In Francia avremo qualche piccola evoluzione, elementi che rappresentano per noi un passo utile a definire la direzione da percorrere nello sviluppo della monoposto. Ciò che porteremo non sarà la soluzione ai nostri problemi, ma il riscontro tecnico di queste evoluzioni sarà importante per i passi successivi. Quella del Paul Ricard è stata già l’anno scorso una pista complicata per noi, sappiamo che come tipologia non è particolarmente favorevole al nostro pacchetto, ma nulla è mai scontato e quindi saremo pronti a fare del nostro meglio”.

TOTTI LASCIA LA ROMA “PER LA SOCIETÀ ERO UN PESO”

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“Oggi potevo anche morire, era meglio”. Oltre un’ora di conferenza stampa al Salone d’Onore del Coni per comunicare una decisione già annunciata: Francesco Totti lascia la Roma. Lo ha fatto comunicando le sue dimissioni in “una lettera dove scrivo poche parole, alcune frasi per me impensabili, inimmaginabili. E’ arrivato questo fatidico giorno, per me molto brutto, molto pesante, ma viste le condizioni penso sia stato doveroso e giusto prendere questa brusca decisione anche perchè non ho la possibilità operativa di lavorare con l’area tecnica della Roma”. Parla senza peli sulla lingua l’ex capitano giallorosso, quasi costretto a fare questa scelta, “e non per colpa mia ma non sono mai stato coinvolto nel progetto tecnico. Sono stato un peso per la società, un personaggio troppo ingombrante, sia da calciatore che da dirigente. Il pensiero fisso di alcune persone era levare i romani dalla Roma e alla fine sono riuscite a ottenere quello che volevano. Da otto anni a questa parte, da quando sono arrivati, gli americani hanno cercato in tutti i modi di metterci da parte, hanno voluto questo e ci sono riusciti”. Nel mirino di Totti c’è soprattutto Franco Baldini, braccio destro del presidente James Pallotta. “Con Baldini un rapporto non c’è mai stato e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è perchè penso che alla Roma ci siano degli equivoci, dei problemi interni della società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. Troppi galli a cantare non servono. Quando canti da Trigoria il suono non si sente perchè l’ultima parola spettava a chi era a Londra. Era inutile dire quello che pensavi, era tempo perso. Non mi hanno mai reso partecipe, mi chiamavano quando erano in difficoltà: in due anni avrò fatto 10 riunioni, mi chiamavano sempre all’ultimo, come se mi volessero accantonare da tutto e dopo un po’ il cerchio si stringe e subentra il rispetto verso la persona”. Totti, che rivela di essersi speso per provare a portare Antonio Conte sulla panchina giallorossa, esclude di tornare con la proprietà attuale e annuncia che “questo mese valuterò tutte le offerte che ci sono sul piatto e quella che mi fa stare meglio la prenderò con tutto il cuore. Ho ricevuto anche un’offerta da una squadra italiana, stamattina”. Ma il suo cuore sarà sempre giallorosso. “Se tornerò allo stadio? In alcune partite sì, magari vado in curva Sud con Daniele De Rossi”.

Non si è fatta attendere la risposta della club giallorosso che si è detto “estremamente amareggiato nell’apprendere che Francesco Totti ha annunciato di lasciare la Società e di non assumere la posizione di Direttore Tecnico dell’AS Roma. Gli avevamo proposto questo ruolo dopo la partenza di Monchi ed eravamo ancora in attesa di una risposta. Riteniamo che il ruolo offerto a Francesco sia uno dei più alti nei nostri quadri dirigenziali: una posizione che ovviamente richiede dedizione e impegno totali, come ci si aspetta da tutti i dirigenti all’interno del Club” si legge nella nota pubblicata in serata. “Eravamo pronti a essere pazienti con Francesco e ad aiutarlo a mettere in pratica questa trasformazione da grande calciatore a grande dirigente. Il ruolo di Direttore Tecnico è la carica in cui credevamo potesse crescere e in cui ci siamo proposti di supportarlo durante la fase di adattamento”. Quindi totale smentita di quanto dichiarato dall’ex capitano giallorosso: “Nonostante comprendiamo quanto sia stato difficile per lui decidere di lasciare l’AS Roma dopo trent’anni, non possiamo che rilevare come la sua percezione dei fatti e delle scelte adottate dal Club sia fantasiosa e lontana dalla realtà. Riguardo ai ripetuti riferimenti al suo possibile ritorno con l’insediamento di una nuova proprietà, in aggiunta alle informazioni raccolte da lui stesso in tutto il mondo circa soggetti interessati al Club, ci auguriamo che questa non sia un’anticipazione inopportuna di un tentativo di acquisizione: scenario che potrebbe essere molto delicato in considerazione del fatto che l’AS Roma è una società quotata in borsa”. Quindi la nota si conclude in maniera perentoria: “La proprietà non ha alcuna intenzione di mettere la Roma in vendita adesso o in futuro. Auguriamo a Francesco buona fortuna per quello che deciderà di fare”.

 

BERTOLINI “BELLO VIVERE ITALIA-BRASILE DA CT”

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Domani, ai mondiali di calcio femminile, andrà in scena (alle 21 italiane) il big match Italia-Brasile. In pochi avrebbero scommesso che le azzurre si sarebbero presentate alla vigilia della sfida contro la nazionale verde-oro con il pass per gli ottavi di finale già in tasca. Ma la doppietta di Barbara Bonansea con l’Australia e i cinque gol rifilati alla Giamaica hanno stravolto il copione di un girone che ora vede le italiane in pole position. Un primato da difendere con le unghie domani sera a Valenciennes (diretta su Rai 1 e Sky Mondiali, canale 202) in uno “Stade du Hainaut” gremito e vestito a festa per l’occasione.
Per mantenere il primo posto del girone, che garantirebbe una settimana piena per preparare l’ottavo di finale da giocare il 25 giugno a Montpellier contro una delle terze dei gruppi A, B o F, basterebbe un pareggio. Anche perdendo di misura l’Italia potrebbe restare al comando del Gruppo C qualora nell’altro incontro del girone l’Australia non battesse in goleada la Giamaica.
Milena Bertolini non vuole però fare calcoli: “Affronteremo la partita per vincerla – avverte il ct azzurro in conferenza stampa – sapendo che chiudere il girone da primi, secondi o terzi fa un’enorme differenza. Arrivando al terzo posto dovremmo scontrarci con delle super potenze”. Come al solito il tecnico non dà indicazioni sulla formazione: “Più tardi abbiamo l’allenamento di rifinitura, domani valuterò chi giocherà sapendo che abbiamo tante calciatrici che possono essere titolari. Italia-Brasile ha grande fascino perché racchiude la storia del calcio, è bellissimo poterla vivere da ct. E’ una partita che unirà tanto, ha un valore simbolico molto importante”.
“La squadra sta bene, le ragazze chiaramente sono un po’ affaticate perché abbiamo giocato due partite impegnative dal punto di vista fisico e mentale. Questa gara ci farà capire a che punto siamo nel nostro percorso di crescita, incontriamo una squadra molto forte con giocatrici di grande esperienza e qualità”, conclude la Bertolini.
(ITALPRESS).

L’URUGUAY PARTE FORTE, CONTRO L’ECUADOR 4-0

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L’Uruguay parte forte nella 46esima edizione della Coppa America: battendo 4-0 l’Ecuador al Mineirao di Belo Horizonte. La gara si fa subito in discesa per la Celeste del Maestro Tabarez, avanti gia’ al 6′ con Lodeiro che raccoglie in area un cross di Luis Suarez, evita Quinteros con un sombrero e batte Dominguez. Proprio Quinteros al 24′ salta col gomito alto per contrastare Lodeiro e viene espulso, lasciando i suoi in dieci. E in superiorità numerica l’Uruguay dilaga: al 33′ spettacolare rovesciata in area di Cavani su torre di Godin, al 44′ cala il tris Luis Suarez che, su angolo dalla sinistra, è pronto alla deviazione vincente sul secondo palo dopo la spizzata di Caceres. Nella ripresa, al 33′, il quarto gol è una sfortunata autorete di Mina Meza dopo una carambola in area. Tabarez a fine partita smorza però i facili entusiasmi: “Il dolce è molto buono ma fa male ai denti. Il calcio regala sempre sorprese e dobbiamo essere pronti”. Celeste subito in testa al girone C con i primi tre punti, a mezzanotte a San Paolo l’altra gara del gruppo che metterà di fronte Giappone e Cile.

FOGNINI E GIORGI N.1 D’ITALIA, BERRETTINI SCALA IL RANKING

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Nessuna novità nella Top Ten Atp che vede sempre Fabio Fognini in decima posizione, traguardo tagliato dopo il Roland Garros. Novak Djokovic è per la 256esima settimana al comando (quinto nella classifica All Time, dietro Jimmy Connors a quota 268), con un ampio margine su Rafa Nadal mentre al terzo posto c’è sempre Roger Federer. A seguire, più staccato, Dominic Thiem, seguito da Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas il cui esordio sull’erba è stato infelice (subito fuori a Stoccarda e Den Bosch), quindi Nishikori, Anderson, Khachanov e il 32enne di Arma di Taggia che si conferma il migliore degli azzurri. Bel salto in avanti per Matteo Berrettini: il trionfo nella Mercedes Cup permette al giovane romano di scalare 8 posizioni e conquistare il suo best ranking (n.22). Scivola indietro di un posto Cecchinato (da 39^ a 40^), guadagnano qualcosa Seppi (69^), Sonego (74^) e Lorenzi (96^) mentre torna fra i primi 100 Fabbiano (99^). Traguardo vicino anche per Stefano Travaglia, che grazie alla finale raggiunta a Shymkent passa da 112^ a 103^.

Nessun movimento di rilievo nelle posizioni di vertice della classifica Wta. Naomi Osaka vive un’altra settimana da regina anche se resta tallonata da Ashleigh Barty (252 i punti che le separano) mentre Kiki Bertens, sconfitta ieri nella finale di Den Bosch, si avvicina alla terza posizione occupata da Karolina Pliskova. Distanze ridotte anche fra Kvitova e Kerber, settima la Svitolina di un soffio davanti alla Halep, poi Stephens e Sabalenka a completare la Top Ten. In attesa di rivederla in campo una volta risolti i problemi fisici che l’hanno condizionata in questo 2019, Camila Giorgi resta la migliore delle italiane, stabile in 39^ posizione. La 27enne marchigiana è l’unica azzurra fra le prime 100, poi Paolini (151^), Gatto-Monticone (164^) e Trevisan (166^). Risale di oltre un centinaio di posti Sara Errani, ora 257^ grazie al successo nel torneo ITF di Roma – Antico Tiro a Volo.

Queste le nuove classifiche:
ATP
1. Novak Djokovic (Srb) 12715 (–); 2. Rafael Nadal (Esp) 7945(–); 3. Roger Federer (Sui) 6420 (–); 4. Dominic Thiem (Aut)4685 (–); 5. Alexander Zverev (Ger) 4360 (–); 6. Stefanos Tsitsipas (Gre)  4215 (–); 7. Kei Nishikori (Jpn) 4040 (–); 8. Kevin Anderson (Rsa) 3565 (–); 9. Karen Khachanov (Rus) 2980 (–); 10. Fabio Fognini (Ita) 2785 (–); 22. Matteo Berrettini 1505 (+8); 40. Marco Cecchinato 1130 (-1); 69. Andreas Seppi 770 (+3); 74. Lorenzo Sonego 732 (+2); 96. Paolo Lorenzi 572 (+1); 99. Thomas Fabbiano 557 (+5).

WTA
1. Naomi Osaka (Jpn) 6377 (–); 2. Ashleigh Barty (Aus) 6125 (–); 3. Karolina Pliskova (Cze) 5685 (–); 4. Kiki Bertens (Ned)5425 (–); 5. Petra Kvitova (Cze) 4925 (–); 6. Angelique Kerber (Ger) 4675 (–); 7. Elina Svitolina (Ukr) 3967 (–); 8. Simona Halep (Rou) 3963 (–); 9. Sloane Stephens (Usa) 3682 (–); 10. Aryna Sabalenka (Blr) 3565 (–); 39. Camila Giorgi 1345 (–).

PRESENTATO IL 23° PREMIO FAIR PLAY MENARINI

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Un’edizione ricca di stelle. Al Salone d’Onore del Coni, a Roma, è stata presentata la XXIII edizione del Premio Internazionale Fair-Play Menarini e sono stati svelati i nomi dei premiati del prossimo 4 luglio a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. “Sono contento, è impressionante il numero ventitré – ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò –  Io le ho viste tutte, ho visto crescere questa tradizione che oggi ha un risalto formidabile vista anche la qualità dei premiati”.

I riconoscimenti andranno a Kakhaber Kaladze (Fair Play),  Arthur Antunes Coimbra in arte Zico (Una vita per lo sport), Svetlana Khorkina e Gianni De Magistris (Personaggi mito), Gabriela Szabo e Daniele Bennati (Fair Play modello di vita), Derartu Tulu e Antonello Riva (Carriera nel Fair Play), Ivan Zazzaroni (Narrare le emozioni), Franco Causio e Georgi Glushkov (Sport e vita), Comitato Olimpico Sammarinese (I valori sociali dello sport), Dorothea Wierer (Promozione dello sport), Mauro Balata (Fair Play e solidarietà), Federica Brignone (Modello per i giovani), Kiara Fontanesi (Fair Play e ambiente), Enrico Castellacci (Fair Play e salute), Andrea Giani (Premio speciale Sustenium Energia e cuore), Manuel Bortuzzo (Lo sport oltre lo sport), Caterina Ceccarelli (Premio Speciale Fiamme Gialle “Studio e sport”). Nato nel 1997 con l’obiettivo di una più profonda sensibilizzazione verso i grandi valori dello sport, il Premio Fair Play-Menarini ha visto, negli anni, protagonisti campioni, personaggi e istituzioni che si sono eticamente distinti in una sfera d’azione che lega l’ambito sportivo alla società civile. “Poter presentare ogni anno in questa sala il Premio Fair Play-Menarini ci riempie di orgoglio e soddisfazione – ha spiegato il presidente dell’Associazione Premio Internazionale Fair Play Angelo Morelli – non possiamo invece esprimere a parole quanto grande è l’emozione di essere riusciti anche quest’anno ad ospitare così tanti campioni provenienti da più parti del mondo”.

 

Castiglion Fiorentino per il settimo anno di fila sarà il teatro della cerimonia di premiazione: “Il lavoro che è stato fatto è di altissimo impegno e sacrificio – ha rimarcato il sindaco Mario Agnelli – La nostra città è grata e riconoscente allo sport italiano”. “E’ il settimo anno consecutivo che Menarini decide di associare il proprio nome a una iniziativa meravigliosa come il premio Fair Play Menarini, in un momento in cui c’e’ tanto bisogno di fair play, non solo nello sport dove questi valori sono sicuramente unici ed essenziali per raggiungere in modo corretto dei risultati, ma in una societa’ civile che ne ha sempre piu’ bisogno. Quindi il nostro intento e’ quello di fare del premio Fair Play Menarini la vera cassa mediatica di diffusione dei valori del fair play” le parole di Ennio Troiano, Direttore Corporate HR Gruppo Menarini, a margine della conferenza di presentazione odierna al Foro Italico.