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ESORDIO VINCENTE BRASILE NEL SEGNO DI COUTINHO

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Philippe Coutinho si veste da Neymar e il Brasile parte col piede giusto. Nella notte italiana, al Morumbi di San Paolo, la 46esima edizione della Coppa America si apre col successo verdeoro per 3-0 sulla Bolivia. Dopo un primo tempo avaro di emozioni, è l’attaccante del Barcellona a prendersi la scena: al 5′ realizza il rigore concesso, con l’aiuto della Var, per un mani di Jusino sul pallone calciato da Richarlison, mentre tre minuti dopo firma il raddoppio insaccando di testa da pochi passi sul cross di Firmino. A chiudere i conti, a cinque minuti dalla fine, ci pensa Everton con un gran destro dal limite sul palo più lontano. “Alla fine, con un po’ di pazienza, siamo riusciti a sbloccarla, abbiamo tenuto di più la palla e abbiamo creato delle belle occasioni, ci siamo meritati la vittoria”, esulta il capitano Dani Alves. Di sicuro la vittoria contro la Bolivia è un primo passo per riconquistare i tifosi verdeoro dopo tante delusioni: a fine primo tempo, in un Morumbi con tanti posti vuoti, sono scattati i fischi. “Quando non giochi bene, non puoi aspettarti grande comprensione da parte del pubblico, succede anche nei grandi club – riconosce il ct Tite – Ma la squadra è in crescita”. Altra nota stonata della serata i cori omofobi intonati dai tifosi brasiliani a ogni rimessa dal fondo del portiere boliviano Carlos Lampe: non una novità visto che la Federazione verdeoro è stata multata dalla Fifa per 123 mila franchi svizzeri per episodi simili durante le qualificazioni agli ultimi Mondiali. Oggi alle 21 italiane l’altra partita del gruppo A fra Perù e Venezuela a Porto Alegre, Brasile di nuovo in campo martedì a Salvador de Bahia contro la Vinotinto.

DI PAOLA “FISE IN OTTIMO MOMENTO DI SALUTE”

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“Il nostro sport sta vivendo un momento importante di salute sportiva”. Il presidente della Fise Marco Di Paola, intervenuto a Palermo per prendere parte alla festa del cavaliere nel corso della quale ha premiato i protagonisti dei più importanti risultati agonistici del 2018, nel corso di un’intervista all’ITALPRESS ha affrontato alcuni temi cari alla Federazione che guida. E’ ancora ben impresso nella memoria il recente exploit, l’ennesimo, del concorso Piazza di Siena a Roma, che quest’anno ha anche richiamato dopo alcuni anni la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Piazza di Siena quest’anno si è rivelata un’edizione meravigliosa, sempre più green. Il nostro sport sta crescendo, così come l’attenzione delle famiglie che cercano lo sport come componente dell’educazione per i propri figli. Compito della Federazione è quello da una parte di dare risposta a questa domanda delle famiglie italiane, dall’altra riuscire a trovare all’interno di questa grandissima base di atleti le giuste motivazioni e le capacità per tirare fuori atleti che vanno verso quel primato olimpico, che rappresenta la missione federale” ha detto il numero uno della Fise, che assisterà ai campionati regionali di salto ad ostacoli in programma alla Favorita.
L’Italia sta piano piano ritrovando la sua vocazione di Paese organizzatore di eventi di livello mondiale. Dagli Europei Under 21 di calcio alla Ryder Cup di golf, passando per la corsa per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina, questo nuovo fermento organizzativo ha contagiato anche la Fise, che lavora alacremente ed in maniera convinta verso questa direzione. “La politica attuale del Coni di cercare la promozione del nostro Paese per la sua magnifica bellezza attrattiva per il turismo, stiamo cercando di seguirla tutti. La nostra federazione ha proposto due candidature importanti: una l’ha ottenuta, grazie anche all’appoggio del Governo, con l’organizzazione degli Europei giovanili di dressage in programma quest’anno a Cattolica, mentre per il 2022 siamo candidati per ospitare i WEG (World Equestrian Games), i Mondiali di tutti gli sport equestri. E’ una candidatura sostenuta trasversalmente da diverse istituzioni, ad iniziare dal sottosegretario Giorgetti, passando per il Coni e per tutte le realtà e autorità sportive nazionali che cercano di supportarla. Naturalmente non sarà semplice, sono tanti i Paesi che ambiscono a questa assegnazione, attendiamo la fine dell’anno per conoscere l’esito finale” ha detto Di Paola, la cui presenza in Sicilia sollecita la proposta di rivivere eventi di alto livello, vista la grande tradizione equestre e una struttura come quella della Favorita.
“A Palermo abbiamo la fortuna di avere questo campo meraviglioso che il Comune, che ringrazio, ci consente di utilizzare. Questo, come Piazza di Siena, rappresenta un palcoscenico importante, dal momento che lo sport è un bene comune, delle famiglie. La Federazione deve fare crescere il nostro sport e per fare questo abbiamo bisogno di queste strutture che tutti ci invidiano e che rappresentano dei punti di attrazione e focali dell’attività sportiva. La Fise sta sempre più cercando di portare le attività in piazza, in queste meravigliose location, questo va fatto nel rispetto del bene culturale e della natura. L’intervento non deve essere invasivo, si tratta di monumenti nazionali che abbiamo la fortuna di utilizzare, ma vanno rispettati e restituiti migliori e più puliti di come sono stati ricevuti”.
(ITALPRESS).

BERRETTINI NON SI FERMA, FINALE A STOCCARDA

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Prima finale sull’erba per Matteo Berrettini, che domani proverà ad aggiudicarsi la “Mercedes Cup”, Atp 250 da 679.015 euro in corso sui campi verdi di Stoccarda, in Germania. Il 23enne romano, numero 30 del ranking mondiale, si è imposto per 6-4 7-5 sul tedesco Jan-Lennard Struff, numero 38 Atp, in un’ora e 15 minuti di gioco. Berrettini sfiderà domani Felix Auger-Aliassime, 18enne di Montreal e settima testa di serie, approdato direttamente in finale grazie al forfait del connazionale Milos Raonic. Non ci sono precedenti fra i due.

Sarà la terza finale stagionale per l’azzurro, quarta in carriera, dopo le tre raggiunte sulla terra battuta: a Gstaad 2018 e Budapest in questa stagione aveva conquistato il trofeo (sulla terra svizzera battendo Bautista Agut e su quella ungherese superando Krajinovic), mentre a Monaco sempre quest’anno ha ceduto sul filo di lana a Garin.
Il successo su Struff è stato meno semplice di quanto non dica il punteggio. Sul 2-1 per il tedesco è stato Berrettini a dover fronteggiare due palle break (il romano non ne aveva concesse fin qui nel torneo) prima di cogliere il 2-2. Però nel settimo gioco, alternando aggressività e difesa sulle accelerazioni dell’avversario, è stato l’azzurro a togliere la battuta al tedesco grazie a un passante di rovescio e a un diritto appena lungo del 29enne di Warstein. Un vantaggio che ha confermato nei due turni successivi, incamerando la prima frazione dopo mezz’ora esatta. Nel secondo set Struff ha dovuto salvare una palla break sia nel gioco di apertura che nel terzo, però sul 5-5 – messo sotto pressione da alcune risposte di Berrettini – ha ceduto il servizio e il 23enne romano ha gestito con lucidità la situazione, chiudendo a zero il game che gli ha spalancato le porte della finale.

DI BIAGIO E AZZURRINI PRONTI ALL’EURO DEBUTTO

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A quasi ventiquattro ore dal debutto nel campionato europeo Under 21 il Ct Gigi Di Biagio ha una certezza per la formazione che scenderà in campo in un Dall’Ara tutto esaurito da giorni. E’ quella che riguarda il portiere. Tra i pali, infatti, ci sarà Alex Meret. Lo ha annunciato il mister incontrando i giornalisti alla vigilia della partita. “Oggi facciamo l’ultimo allenamento. Ho un paio di dubbi e mi rimarranno fino a domani”, ha spiegato Di Biagio. La formazione, dunque, la conosceremo solo poco prima del fischio d’inizio. “Il ruolo del portiere non è come gli altri – ha spiegato Di Biagio – ma non mi sento di dire che non verrà mai cambiato”.
“L’obiettivo – ha aggiunto il mister – è cercare di fare la gara, attaccare e fare gol conservando l’equilibrio giusto per non dare molte chance agli avversari”. La Spagna è un’avversaria temibile, ma “vista la formula del torneo questa non è la prima gara del torneo, è un sedicesimo perché ogni partita diventa decisiva”, ha spiegato il mister degli azzurrini. Brucia ancora la sconfitta contro le Furie Rosse nella semifinale del  2017,  quando una  tripletta  di  Saúl  Ñíguez  permise alla  Spagna  di  vincere  3-1  a  Cracovia,  col  gol della  bandiera  degli  italiani  messa  a  segno  da  Federico  Bernardeschi. 
“Quella semifinale la perdemmo in dieci. La speranza è che riusciremo a giocare contro di loro 11 contro 11 e di competere alla grande. Magari sarà la volta buona che li battiamo”, ha concluso Di Biagio. “Questa è l’occasione per tutti di dimostrare quello che valiamo. Sarà la vittoria del gruppo”, ha detto il centrocampista azzurro Nicolò Barella incontrando i giornalisti con il mister. In questi giorni, però, Barella come altri compagni di squadra è al centro delle trattative del calciomercato. Argomento che fa fatica a sfondare nel ritiro azzurro. “Questa è un’occasione troppo importante per noi per pensare ad altro. Io e gli altri pensiamo alla Spagna e alle altre partite. Ho già avvisato tutti che devo stare sereno e dare una mano ai compagni. Non penso ad altro”, ha aggiunto Barella. In campo, nell’allenamento aperto solo per i primi quindici minuti, l’atmosfera è buona e c’è attesa per l’esordio in un Dall’Ara tutto esaurito, tanto che gli organizzatori invitano chi non ha il biglietto a non recarsi allo stadio proprio perché non c’è alcuna possibilità di entrare. La serata si aprirà con l’esibizione del rapper Rocco Hunt, autore della nazional song ‘Benvenuti in Italy’. Tra i 30mila spettatori che domani affolleranno lo stadio Dall’Ara di Bologna ci saranno anche dieci studenti del Reale Collegio di Spagna, fondato nel 1364 dal cardinale Gil de Albornoz per accogliere i giovani spagnoli che frequentano l’Università di Bologna. “Noi abbiamo il cuore diviso – racconta Valentin Navarro, uno degli studenti – perché siamo spagnoli ma ci piace tanto l’Italia”. I ragazzi sono pronti a seguire gli undici di Luis De La Fuente a Reggio Emilia dove la Spagna giocherà un’altra partita ed eventualmente anche nelle altre città nel caso il cammino della nazionale spagnola dovesse proseguire”.
(ITALPRESS).

QUARTARARO IMPRENDIBILE, ROSSI E DOVI IN SECONDA FILA

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Fabio Quartararo conferma quanto di buono fatto vedere nelle prove libere, confermandosi il più veloce anche nelle qualifiche del Gran Premio di Catalunya. El Diablo, sulla pista di Montmelò di mette tutti dietro, bissando la pole position ottenuta a Jerez de la Frontera. La Spagna porta bene al giovane pilota francese dalle chiare origini siciliane che mette la sua Yamaha Petronas davanti a tutti, a cominciare dal campione del mondo e leader della MotoGP Marc Marquez. Il pilota HRC che venerdì si era dedicato alla ricerca del set up migliore con le gomme a disposizione per l’occasione in vista della gara, in qualifica paga solo 15 millesimi al rookie della classe regina. La giornata è sicuramente favorevole alla M1 che piazza altri due suoi piloti alle spalle del campione di Cervera. Staccati di due decimi da Quartararo e, racchiusi in quaranta millesimi, infatti, troviamo Franco Morbidelli con l’altra Petronas Yamaha che ha guadagnato una posizione rispetto a quella conquistata in Q2 per la penalizzazione inflitta a Maverick Vinales. Lo spagnolo della Monster Energy Yamaha, infatti, è stato retrocesso di tre piazze per aver ostacolato proprio Quartararo nel suo ultimo giro. I commissari hanno giudicato il suo andare molto lentamente una manovra pericolosa e quindi passerà da chiuderà la prima fila all’ultima in seconda, preceduto anche dal compagno di team Valentino Rossi, quarto e dalla prima delle Ducati ufficiali, quella di Andrea Dovizioso, quinto.
Danilo Petrucci, vincitore dell’ultima gara al Mugello, invece, con il settimo tempo aprirà la terza. Al suo fianco si schiereranno Alex Rins con la Suzuki e Cal Crutchlow con la Honda del team LCR. Il britannico ha fatto meglio dell’altra HRC ufficiale di Jorge Lorenzo che chiude la Top10. Domani la gara sarà lunga e con le temperature elevate previste sarà anche molto dura. Importante sarà la scelta delle gomme. Fabio Quartararo, vincitore nel 2018 in Moto2 partendo proprio dalla pole, tenterà il bis, forte anche del fatto che al Catalunya chi parte dalla pole, negli ultimi anni è sempre passato per primo anche sotto la bandiera a scacchi.

CONTINUA RISALITA ITALIA, ORA È 14^ IN RANKING FIFA

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Chiamatelo effetto Mancini. L’Italia continua a risalire nel ranking Fifa: le vittorie contro Grecia e Bosnia nelle qualificazioni a Euro2020 consentono agli azzurri di scalare altre tre posizioni rispetto a due mesi fa e sono ora 14esimi. Al comando c’è sempre il Belgio, che allunga sulla Francia seconda, a seguire Brasile e Inghilterra. Il successo nella Nations League permette al Portogallo di passare dal settimo al quinto posto, scavalcando Croazia e Uruguay. La Celeste passa da sesta a ottava, superata anche dalla Spagna, a chiudere la Top Ten ci sono Svizzera e Danimarca. Si porta a ridosso delle prime dieci la Germania, 11esima, mentre in 14esima posizione, oltre all’Italia, c’è pure l’Olanda. In ripresa anche Austria (26^, +8), Irlanda del Nord (28^, +5) e l’Ungheria di Marco Rossi (42^, +9), best ranking per il Kosovo, che si migliora di 6 posti ed è 121^. Questa la classifica:

 1. Belgio                  1746 punti (–)
 2. Francia                 1718 punti (–)
 3. Brasile                 1681 punti (–)
 4. Inghilterra             1652 punti (–)
 5. Portogallo              1631 punti (+2)
 6. Croazia                 1625 punti (-1)
 7. Spagna                  1617 punti (+2)
 8. Uruguay                 1615 punti (-2)
 9. Svizzera                1605 punti (-1)
10. Danimarca               1589 punti (–)

14. ITALIA                  1569 punti (+3)

PARTE RIVOLUZIONE MILAN, MALDINI DT E RITORNO BOBAN

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In attesa di sciogliere il nodo allenatore, con Marco Giampaolo sempre più vicino a raccogliere l’eredità di Rino Gattuso, il Milan si rinnova dietro la scrivania. Com’era nell’aria da giorni, Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico mentre torna in rossonero come chief football officer (direttore operativo) Zvonimir Boban.
Per l’ex capitano rossonero, fin qui direttore dello sviluppo strategico dell’area sportiva, il ruolo che fino a qualche settimana fa apparteneva a Leonardo: si occuperà di tutte le attività e le priorità che riguardano la direzione tecnica, rappresentate dalla campagna trasferimenti, la pianificazione dei vari settori in vista del raduni estivi e degli impegni di precampionato. “Paolo esprime qualità e valori che sono alla base del nostro club – le parole dell’amministratore delegato Ivan Gazidis – Sono felice di averlo alla guida della nostra area sportiva. Con lui potremo puntare alla costruzione di un club moderno formato da professionisti di altissima qualità”.

Boban, 50 anni, giocatore rossonero dal 1992 al 2001 e un palmares ricco di 4 scudetti e una Champions, arriva invece dall’esperienza al fianco di Gianni Infantino alla Fifa: vicesegretario generale, l’ex fantasista croato si è occupato di progetti come la Var, il nuovo format del Mondiale per club e il processo di candidatura per i Mondiali del 2026.
Al Milan sarà invece responsabile del coordinamento e della supervisione delle attività sportive, lavorando a stretto contatto con Gazidis  e Maldini. “Guardandomi indietro, mi sento realmente soddisfatto del contributo dato ai grandi cambiamenti che ci sono stati negli ultimi tre anni – il congedo di Boban – E’ estremamente difficile lasciare la Fifa ma ho seguito il mio cuore e la mia passione: il Milan è la mia famiglia, Milano e l’Italia sono la mia casa. Cercherò di dare il mio contributo per riportare il Milan lì dove deve essere, un club protagonista e vincente. Quando Paolo mi ha chiamato per avere la mia disponibilità, sono salito in macchina e sono andato a Milano a casa sua, in piena notte, per capire lo stato delle cose. Dopo aver parlato con Ivan e la proprietà, tutto era chiaro ed eccomi qua, nella città, nel mio club che amo e nella terra che mi ha dato tanto. Spero di poter ripagare tanta fiducia”. Boban ringrazia anche Infantino “che, seppur interista, è stato un vero amico e ha capito che questa era una chiamata simile a quella sua di tre anni fa. Impossibile dire di no”.

“Non potrò mai ringraziare abbastanza Zvonimir per tutto quello che ha fatto per la Fifa e per il calcio – lo saluta proprio il numero uno della Federazione internazionale – Il suo impegno e il suo entusiasmo sono incredibili, è stato una risorsa intestimabile per noi. Nessuno incarna il calcio meglio di lui, che ha sempre lavorato per il bene di questo sport. Molti dei cambiamenti positivi che abbiamo portato avanti in questi tre anni non sarebbero mai potuti arrivare senza Zvone. Ha mostrato lo stesso impegno, lo stesso cuore, la stessa passione che lo caratterizzavano da giocatore. Ci mancherà tantissimo ma gli auguro lo stesso successo in questa sua nuova sfida nella sua squadra del cuore”. A godersi ora Boban sarà il Milan. “Per le sue caratteristiche, la sua esperienza e le sue capacità, sono certo che contribuirà in modo determinante alla crescita della nostra area sportiva e garantirà un valore aggiunto determinante nelle relazioni del nostro Club con le maggiori istituzioni calcistiche – lo accoglie Gazidis – Insieme a Paolo Maldini ho al mio fianco due manager di indiscussa qualità e competenza, in grado di trasferire la nostra visione e fare le scelte più adeguate per costruire un Milan sempre più competitivo e di successo”.

EURO U.21, ITALIA E SPAGNA IN TESTA PER VALORE ROSE

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Se ci fosse un campionato europeo Under 21 per valore delle rose in campo, allora la Spagna con i suoi 437,30 milioni di euro avrebbe già vinto. Per fortuna così non è e la vittoria si conquisterà sul terreno di gioco a partire da domenica 16 giugno. Grazie, però, ai dati di Transfermarkt si può giocare un torneo parallelo che mette a confronto i valori di mercato dei giocatori delle dodici nazionali impegnate nella competizione. In particolare, guardando alle squadre del girone A, quello dell’Italia di Gigi Di Biagio, è appunto la Spagna a guidare la classifica. Segue l’Italia con 423,80 milioni di euro, seconda assoluta, e il Belgio con 93,40 mln. Fanalino di coda per la Polonia con i suoi 37,38 milioni di euro.
Quanto, invece, ai 23 di mister Di Biagio è Federico Chiesa a guidare questa singolare classifica con 60 milioni di euro. Subito dopo l’attaccante della Fiorentina si piazzano lo juventino Moise Kean e il romanista Nicolò Zaniolo con 40 milioni di euro ciascuno. Tra i 36 milioni di euro di Barella e i 10 di Pinamonti, che però ha dovuto abbandonare la squadra a causa di un problema al ginocchio, ci sono ben dodici giocatori.
Dai sei milioni di euro in giù ci sono 8 azzurrini. Arturo Calabresi del Bologna con 1,8 mln e Lorenzo Montipò sono quelli con il valore di mercato più basso.
Per quanto riguarda gli altri gironi, nel gruppo B Serbia e Danimarca sono le squadre con le rose che superano i 100 milioni di euro: 137,2 la Serbia e 105,60 la Danimarca. Nel gruppo C, invece, Inghilterra e Francia sfondano quota 300 milioni di euro: i bleus valgono 360 milioni di euro e gli U21 di Sua Maestà 305,50. In questo girone c’è anche la squadra con il valore della rosa più basso di tutto il torneo: la Romania di mister Matei Mirel Radoi con 51,55 milioni di euro.
(ITALPRESS).