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ABODI INAUGURA “SCAMBIA LIBRI”, NUOVO PROGETTO ICS

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Il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo Andrea Abodi ha inaugurato il nuovo progeto culturale dell’Ics, “Scambia Libri”. Per l’occasione, presso la Sala Consiglio è stato presentato “Memorie di un rinnegato”, libro scritto dal noto scrittore e giornalista Giampiero Mughini che parla dei ricordi di una vita e una appassionante narrazione dell’ultimo mezzo secolo del nostro Paese. “Nel caso di questo libro io preferisco, al termine autobiografia, il termine romanzo di formazione – ha osservato Mughini durante la presentazione – Io racconto tutte le vicende, le occasioni e la mia anima”. La presentazione è stata anche  l’occasione per l’Ics per inaugurare il progetto “Scambia Libri”, idea innovativa di uno scambio gratuito di libri inaugurata con un allestimento molto originale posto all’ingresso della sede dell’Istituto in via Vico a Roma, dove sarà possibile porre i propri libri e condividere opinioni, osservazioni e commenti su un segnalibro dedicato. La libreria, posta su una originale poltrona ricoperta da una bandiera tricolore, è stata scoperta dal presidente dell’Ics Andrea Abodi e dallo stesso Giampiero Mughini. “Oggi parte uno di questi progetti culturali che hanno il presupposto principale di curare il nostro benessere – ha affermato il numero uno dell’Istituto per il Credito Sportivo – Inauguriamo scambia libri, per chi entra a lavorare in questo luogo sarà anche l’occasione per prendere o lasciare un libro. Da qualche tempo cerchiamo di curare anche il benessere di chi lavora con noi e vogliamo che ci sia collaborazione: grazie a questa opportunità miglioriamo la qualità della vita del lavoro”. Il progetto “Scambia Libri” è finalizzato a valorizzare il patrimonio letterale del nostro Paese e ad allenare la mente e la coscienza grazie alla lettura e al libero scambio di pensieri e opinioni. Una continuità culturale visto che, già da qualche mese, all’Ics ha preso il via, grazie alla collaborazione dell’Associazione Mecenate 90, il progetto culturale “AllenaMente” che, attraverso varie iniziative, unisce la passione per la lettura e per i libri a quella per la condivisione delle risorse e del sapere.

(ITALPRESS).

 

MAURIZIA CACCIATORI A SPORT DIGITAL MARKETING

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Al via lo Sport Digital Marketing Festival 2019, evento di formazione top in Italia per
specializzarsi in marketing digitale dello sport. Ieri a Riccione speciale anteprima stampa con Maurizia Cacciatori tra le protagoniste. “E’ un grande piacere e un grande onore presenziare a questo evento – ha dichiarato l’ex stella del volley azzurro in un’intervista rilasciata all’agenzia Italpress -. Il digitale ormai è entrato prepotentemente nello sport, qui si parlerà di cambiamenti, di team vincenti, di come gestire nel miglior modo il digitale, una sorta di confronto, di collaborazione e comunicazione, sono qui con grande entusiasmo e piacere”. Ex atleta di grande successo e mamma di due bambini, Maurizia Cacciatori ha grande ammirazione per chi riesce ad abbinare i successi nello sport alla vita da madre. “Persone che conosco bene personalmente e che ammiro particolarmente, perchè essere performanti nello sport comporta dei grandi sacrifici ed esserlo anche come madre, lo dico da mamma di due bambini, è molto tosto”. “Studio e guardo queste donne, i loro sguardi sono cambiati, hanno in più quella dolcezza materna, ma la loro determinazione è sempre unica – spiega Maurizia Cacciatori -. A queste persone vanno i complimenti, sono mamme e sportive che sono un esempio per tutte le donne che lavorano, che non si tirano mai indietro e che hanno carattere”. In questi giorni riflettori puntati sul Mondiale femminile di calcio con le azzurre che hanno vinto e convinto all’esordio. “Il calcio è degli uomini e delle donne, lo stanno dimostrando queste ragazze straordinarie che stanno facendo qualcosa di incredibile – dice Maurizia Cacciatori -. Sono giocatrici con belle personalità e che comunicano in maniera costruttiva, è sempre un grande piacere seguirle. Mi dà tanta gioia e tanta emozione vedere questa squadra così agguerrita e che ha conquistato i suoi spazi passo dopo passo. La pallavolo femminile forse ha avuto un percorso più semplice, nel calcio ci sono più difficoltà, ma queste ragazze adesso giocano a testa alta, non hanno nessun timore reverenziale nei confronti di nessuno, sono davvero una gran bella squadra”.

Dal calcio al volley femminile. Le azzurre vincono e divertono nella Volleyball Nations League e per Maurizia Cacciatori non è una sorpresa. “Dico sempre che il Mondiale dello scorso anno in cui abbiamo vinto l’argento perdendo la finale con la Serbia rimane un grande rammarico, ma io lo vedo anche come una grande opportunità – spiega l’ex stella dell’Italvolley -. Questa è una Nazionale molto giovane, formata da giocatrici che vanno tutelate e rispettate, sono protagoniste nel campionato italiano e sono tra le più forti al mondo. Hanno un allenatore straordinario come Mazzanti, sono sicura che ci daranno tante soddisfazioni”.

(ITALPRESS).

FROOME COSTRETTO A SALTARE IL TOUR 2019

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Chris Froome non prenderà il via al prossimo Tour de France, pronto a scattare il 6 luglio da Bruxelles (Belgio). Una rovinosa caduta durante la ricognizione del percorso della cronometro del Giro del Delfinato lo ha costretto al ritiro dalla corsa transalpina del World Tour e a dire addio ai sogni di pokerissimo alla Grande Boucle. Una brutta notizia per gli amanti del ciclismo e del 34enne britannico nato in Kenya, che aveva programmato tutta la stagione per il Tour, saltando anche il Giro d’Italia. Froome, tra i sette corridori, con Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Vincenzo Nibali e Alberto Contador, ad avere vinto tutti e tre i grandi Giri, è finito sull’asfalto in discesa, colto di sorpresa da una folata di vento proprio mentre aveva tolto una mano dal manubrio per pulirsi il naso. Il fuoriclasse del Team Ineos è terminato così addosso ad un muretto nei pressi di Roanne: subito soccorso dai medici presenti sul tracciato, è stato poi trasportato in eliambulanza all’ospedale di Saint Etienne. Il suo team manager, Dave Brailsford, è stato il primo ad ufficializzare il forfait al Tour di Froome, vittima di una frattura scomposta al femore. Assai probabile, quanto prima, un intervento chirurgico, anche se c’è chi parla già di un infortunio che potrebbe segnare la fine della sua carriera. Di certo, Froome, due volte bronzo olimpico nella prova a cronometro, non lotterà per la maglia gialla già messa in bacheca nel 2013, 2015, 2016 e 2017. Uno choc per la sua stessa squadra, erede del Team Sky, che dovrà ora decidere in fretta se dare i gradi di capitano all’altro britannico Geraint Thomas, campione in carica al Tour, o all’emergente Egan Bernal, scalatore colombiano in grado di fare quanto prima l’agognato salto di qualità.

ROSSI A CACCIA DI RISCATTO “MA C’E’ DA LAVORARE”

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“Dopo il week-end complicato del Mugello ci dirigiamo a Barcellona, una pista che mi piace molto”. Valentino Rossi è pronto al riscatto in Catalogna dopo la delusione nel Gp d’Italia. “Sicuramente sarà un altro fine settimana difficile in Spagna, perché non siamo stati molto competitivi ultima volta, e abbiamo bisogno di lavorare duro – spiega il fuoriclasse pesarese della Yamaha – Ma proveremo a fare del nostro meglio per risolvere i problemi e per ottenere il miglior risultato possibile. Lunedì ci sarà anche una giornata di test e cercheremo di lavorare nel miglior modo possibile e sfruttare al meglio l’occasione”. “Non vedo l’ora di essere al mio GP di casa – le parole dell’altro centauro della Yamaha, lo spagnolo Maverick Vinales – Montmeló è una pista molto speciale per me, si tratta di un circuito che mi piace molto. Lì posso sentire tutto il supporto dei miei fans, ha un’atmosfera straordinaria. Spero di poter rispondere con un buon risultato, e perché no, con un podio. Questo è sempre il nostro obiettivo”. “Mugello è stata una gara molto difficile perché era fisicamente molta impegnativa. Dobbiamo continuare a lavorare duramente per essere in grado di trovare il punto debole della moto, così saremo in grado di continuare a combattere per avvicinarci alla testa della classifica. Cercheremo di mantenere alta la concentrazione – conclude Vinales – e di mostrare ai tifosi la nostra parte migliore”.

AZZURRE VERSO GIAMAICA “MA PIEDI PER TERRA”

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“Dopo la vittoria con l’Australia c’è stata un’ondata di entusiasmo, è stata una grande impresa, ma non abbiamo ancora fatto nulla”. Cristiana Girelli in poche parole sintetizza lo stato d’animo delle azzurre a 48 ore dalla sfida contro la Giamaica, secondo impegno per l’Italia di Milena Bertolini in un Mondiale iniziato come meglio non poteva. Sono 10.000 i biglietti venduti (1 milione i tagliandi venduti per le 52 partite del Mondiale) per un incontro da dentro o fuori per le caraibiche e che può regalare all’Italia la qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo. I tre gol incassati con il Brasile all’esordio dimostrano che la difesa giamaicana è tutt’altro che imperforabile, ma guai ad abbassare la guardia contro una nazionale che sa di avere l’ultima chance per restare aggrappata al Mondiale. Attenzione soprattutto a Khadija ‘Bunny’ Shaw, pericolo numero uno per la difesa azzurra, una difesa in cui potrebbe trovare ancora spazio Elisa Bartoli. Entrata in campo nella ripresa con l’Australia, ha contribuito alla rimonta dell’Italia: è stata lei una delle due protagoniste della conferenza stampa odierna insieme a Cristiana Girelli, di professione attaccante e con 29 gol all’attivo la miglior marcatrice del gruppo. “Giocare questo Mondiale è un sogno che avevo sin da bambina – ha dichiarato il difensore della Roma – vincere al 95’ in rimonta è stato bellissimo e battere l’Australia ci ha dato coraggio, forza e consapevolezza. Ora non bisogna commettere l’errore di sottovalutare la Giamaica, dobbiamo entrare in campo con lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto all’esordio. Loro hanno qualche mancanza tattica e tecnica, ma a livello fisico e di corsa sono davvero forti. Giocando di squadra potremmo metterle in difficoltà”. Nata e cresciuta a Roma, Elisa Bartoli è soprannominata ‘Il Gladiatore’. “E’ per la grinta che metto in campo. La mia filosofia di vita è fare ciò che mi va di fare nel migliore dei modi, non mi faccio influenzare dai pregiudizi delle persone”. Ha una sorella, Claudia, che ha una scuola di surf a Cerveteri (“ma non faccio surf, è pericoloso”), un’ammirazione sconfinata per Totti e De Rossi (“ho pianto ai loro addii”) e un ex ‘pendolino’ come modello: “Amo Cafù, un terzino offensivo, tecnico. Un giocatore da ‘sombrero’”. Venerdì ritroverà come avversarie due compagne di squadra nella Capitale, il difensore Allyson Swaby e l’attaccante Trudi Carter. “La loro fisicità ci metterà in difficoltà. Sono simpatiche e allegre, a Roma si sono ambientate bene”. Sulle squadre da evitare nel prosieguo del torneo ha le idee chiare: “La Germania è sempre difficile da affrontare e poi mi ha impressionato la Francia”. Anche Cristiana Girelli invita a non sottovalutare la Giamaica: “Dobbiamo restare con i piedi per terra, la Giamaica è una squadra molto tosta, ma sappiamo che vincere vorrebbe dire passaggio del turno assicurato”. Si definisce ‘allegra’ e ‘solare’ Cristiana Girelli che con l’Australia ha potuto contare sull’affetto di tutti i suoi cari: “Allo stadio c’erano i miei genitori, mia sorella, mia nipote e mio cognato. Incrociare i loro sguardi e vederli cantare l’inno in tribuna è stato emozionante. Speriamo di andare avanti, così mi raggiungeranno ancora”. Sempre generosa in campo, Girelli non è il tipo di calciatrice che vive solo per il gol: “Credo che nel calcio moderno un attaccante debba essere utile alla squadra, a volte mi accusano di correre troppo. Con l’Australia nel primo tempo eravamo un po’ impaurite anche per l’emozione dell’esordio, nella ripresa ci siamo dette di avere più coraggio. Ho arretrato un po’ il mio raggio d’azione, ho fatto una partita di sacrificio”. Dopo il successo sull’Australia si è esibita con le compagne nella ‘Macarena’: “Una musica di vent’anni fa, ci piacciono i revival: ti uniscono e di danno la giusta grinta prima di scendere in campo”. E in campo non c’è bisogno di nascondere la propria femminilità: “Mi piace curare il look, siamo donne e tante di noi si struccano prima di giocare. Non ci vedo nulla di male”.

BELINELLI “CHIAMA” HACKETT IN NBA E TIFA POZZECCO

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“Sono molto contento per Ettore, ovviamente mi mancherà a San Antonio e non posso nasconderlo. So che aveva molta voglia di dimostrare ancora tanto e Milano gli ha dato questa possibilità di fare il doppio ruolo e quindi gli auguro il meglio”. Lo ha dichiarato all’ITALPRESS Marco Belinelli, a proposito del doppio ruolo presidente-allenatore che l’Olimpia Milano ha affidato a Ettore Messina, a margine del suo intervento allo Sport Digital Marketing Festival 2019. “Sono molto contento di essere a questo evento, vicino casa. Penso che i social siano molto importanti usati nel modo giusto e sono qui per raccontare come vivo tutto questo dall’America e in Italia quando torno” ha detto l’azzurro che si sta già preparando ai Mondiali in programma a settembre in Cina. Un Mondiale dal quale l’Italbasket manca dal 2006, quando in Giappone con Belinelli in rosa la squadra di Recalcati uscì agli ottavi di finale battuta dalla Lituania. “Speriamo possa andare bene, siamo molto carichi in vista di questo appuntamento, cercheremo di fare il massimo. Sono molto contento di ritrovare i miei compagni di squadra e proveremo a fare il miglior risultato possibile” ha detto l’ex giocatore di Bologna che spera di accogliere presto in Nba Daniel Hackett.
“Sono stato molto contento quest’anno per Daniel che ha vinto sia il campionato che l’Eurolega. Penso sia un ragazzo con molta energia e un gran fisico, spero che lui un giorno raggiunga me e Gallinari in Nba”. In questi giorni, intanto, va in scena l’inedita finale scudetto tra Venezia e Sassari e per capire dove è indirizzato il proprio tifo da spettatore non ci vuole molto. “Sono molto amico di Pozzecco, ha fatto un miracolo con Sassari. Giocano una bella pallacanestro piena di energia, sarà certamente una bellissima finale, ma sarei molto contento se alla fine vincesse il Poz”.
(ITALPRESS).

SQUADRE AZZURRE OLIMPICO AVANZANO AI MONDIALI

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Parte bene per l’Italia la seconda giornata dei Campionati Mondiali di tiro con l’arco a ‘s-Hertogenbosh, in Olanda. Nel primo turno degli scontri diretti a squadre vincono sia le donne che gli uomini (con uno spareggio da brivido): successi di fondamentale importanza perché permettono agli azzurri di lottare domani anche per la conquista dei pass per le Olimpiadi di Tokyo2020. Per essere sicuri di volare in Giappone i terzetti devono arrivare almeno ai quarti di finale. Scoccate anche le frecce dei primi turni delle eliminatorie individuali dell’arco olimpico: l’Italia resta in gara al maschile con Mauro Nespoli e Marco Galiazzo, al femminile con Tatiana Andreoli e Vanessa Landi. Eliminati, invece, David Pasqualucci e Lucilla Boari. Il primo passo è stato fatto questa mattina con un brivido per Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci che hanno avuto la meglio sulla Malesia (Mohamad, Nor Hasrin, Zolkepeli) allo shoot off con il punteggio di 5-4 (27-26). Dopo i primi due set il match è fermo sul 2-2, gli azzurri stavano dominando la terza volée ed erano a un passo dal portarsi sul 4-2 quando, all’ultimo tiro, si è letteralmente spezzata la cocca sulla freccia di Mauro Nespoli. Sarebbe bastato un 7 per portare la partita in vantaggio e invece la freccia è caduta a terra e l’Italia si è trovata improvvisamente con uno 0 nello score e sotto 2-4. Nella quarta volée agli avversari bastava un punto per ottenere il passaggio del turno: per l’Italia sarebbe significato salutare la possibilità di accedere ai Giochi Olimpici di Tokyo prendendo i 3 pass maschili. Ma gli azzurri non si perdono d’animo e, con la tensione alle stelle, nel quarto set Mauro Nespoli piazza il 10 decisivo all’ultimo tiro che vale la vittoria del parziale (55-54) e il 4-4 che porta diretti allo spareggio. Anche lo shoot off è roba per cuori forti: la Malesia mette dentro un 9-9-8, l’Italia risponde con un 8-9-X che vale il 27-26 e la possibilità di giocarsi domani il pass Olimpico contro la Cina. Il Direttore Tecnico Mauro Berruto, al suo esordio Mondiale nel tiro con l’arco, abbraccia i ragazzi e spiega l’accaduto: “E’ andata nel miglior modo possibile perché abbiamo non solo vinto, ma anche allenato una situazione imprevista come questa. Durante l’ultima freccia della terza volée, quando stavamo dominando, è esplosa la cocca della freccia di Mauro Nespoli e così tutto è tornato in gioco. I ragazzi a quel punto hanno reagito ad una situazione difficile e portato a casa il risultato. Sono felice e orgoglioso di quello che hanno fatto, domani ci giochiamo l’obiettivo più grande”.

Decisamente meno rischi per Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Vanessa Landi che non lasciano scampo alla Mongolia (Altangerel, Bishindee, Ganbold). La sfida è un dominio azzurro e termina 6-0 con i seguenti parziali in favore delle italiane: 55-53, 55-49, 55-51. Domani alle 15,45 la selezione maschile affronterà la Cina (Ding, Feng, Wei) e in caso di vittoria si prenderà tre carte per le prossime Olimpiadi. Alle 16,30 toccherà alle donne sfidare la Gran Bretagna (Bettles, Folkard, Pitman) con lo stesso obiettivo. Se entrambi i terzetti dovessero riuscire a vincere conquisterebbero tutti i posti disponibili per i prossimi Giochi a cinque cerchi. Nella tarda mattinata gli arcieri dell’olimpico sono tornati sulla linea di tiro per i primi scontri diretti individuali. Tra gli uomini vince i primi due scontri e vola ai sedicesimi di finale Marco Galiazzo che prima ha la meglio sull’australiano Taylor Worth per 6-4 e poi si ripete con lo stesso punteggio sul colombiano Andres Piras. Al prossimo turno l’olimpionico azzurro affronterà la testa di serie numero uno del mondo e del tabellone, il coreano Lee Woo Seok. Fuori dai giochi David Pasqualucci che perde al primo turno lo scontro con lo statunitense Jack Williams per 6-0. Resta in gara Mauro Nespoli che grazie al sesto posto conquistato ieri al termine delle 72 frecce di ranking round ha avuto accesso diretto ai sedicesimi di finale dove affronterà il turco Samet Ak. Sono due anche le azzurre che restano in gara nell’arco olimpico individuale. Vanessa Landi batte 6-2 la brasiliana Ane Marcelle Dos Santos e 6-4 la svedese Elin Kattstrom, al prossimo turno se la vedrà con la moldava Alexandra Mirca. Doppio successo anche per Tatiana Andreoli che prima si sbarazza facilmente della cilena Isabella Bassi per 6-0 e poi vince 6-4 contro la Bielorussa Hanna Marusawa. Ai sedicesimi di finale l’azzurra affronterà la francese Audrey Adiceom. Eliminata al primo turno Lucilla Boari, battuta dall’estone Triinu Lilienthal per 7-3 in un match a dir poco sfortunato, visto che l’azzurra mette a segno due 28 e tre 27, ma l’avversaria è riuscita a fare ancora meglio, per poi abbassare vertiginosamente la media punti nel match successivo. Le sfide individuali dell’arco olimpico si svolgeranno giovedì 13 giugno dalle ore 15, quando in programma ci saranno tutti gli scontri fino alle semifinali.

ALIA GUAGNI “STIAMO VIVENDO UN SOGNO”

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Dopo il successo all’esordio con l’Australia, la Nazionale Femminile ha raggiunto Reims, dove venerdì spera di brindare alla qualificazione agli ottavi di finale. Contro la Giamaica, che ha iniziato il suo Mondiale incassando tre gol dal Brasile, le azzurre avranno a disposizione il primo match point per il passaggio del turno: con un’altra vittoria l’Italia ipotecherebbe gli ottavi e, se l’Australia non riuscisse a battere il Brasile, sarebbe sicura di chiudere il girone nelle prime due posizioni. Torneranno a lavorare sul campo anche le ragazze che hanno giocato con l’Australia. Un match, quello con le “Matildas”, che ha confermato tutte le qualità di Alia Guagni, dalla spinta continua che riesce a garantire alla duttilità che le consente di spostarsi da una fascia all’altra: “Stiamo bene – le parole in conferenza stampa del difensore della Fiorentina – è stato un inizio importante: abbiamo giocato una partita bellissima e siamo molto contente. Con la Giamaica non sarà una gara facile, è una squadra molto preparata sotto il profilo atletico, corrono davvero tanto e ci daranno del filo da torcere”.
Dall’estate 2013 all’estate 2015 è stata a Seattle, dove ha giocato in Seconda Divisione scoprendo una nuova realtà. Poi è tornata in Italia, nella sua Firenze, e due anni fa si è tolta la soddisfazione di vincere il primo scudetto della storia delle viola: “Lì una bambina che inizia a giocare a calcio è ben vista – racconta – se in un impianto sportivo ci sono dieci campi, su nove giocano delle bambine. E’ una realtà che in Italia stiamo iniziando ad intraprendere adesso e ci vorranno anni per raggiungere quel livello. L’obbligo imposto alle società professionistiche maschili di dotarsi di squadre femminili, i risultati raggiunti dalla Nazionale e gli investimenti fatti dalla Federazione sono la dimostrazione che questo è un periodo di svolta”. Laureata in Scienze Motorie, ama viaggiare e cucinare, in futuro vorrebbe una famiglia e dei figli, ma per ora pensa solo a godersi questo Mondiale: “Non siamo abituate a tutto questo clamore, a fare interviste e conferenze stampa ogni giorno. E’ bello perché ti fa capire che il movimento sta crescendo, ma non dobbiamo mai perdere di vista ciò che più conta, il rettangolo di gioco. Era un sogno poter raggiungere questi obiettivi e stiamo realizzando quel sogno”. Milena Bertolini alla vigilia dell’esordio con l’Australia aveva chiesto ‘compattezza’, una qualità che l’Italia ha mostrato di avere: “La nostra arma vincente è il gruppo, siamo molto unite e dove non riesce ad arrivare una singolarmente arrivano le altre. Negli ultimi due anni siano cresciute tantissimo a livello fisico, anche se i nostri punti di forza restano tattica e tecnica”.
Difensore solo sulla carta, aiutata da una falcata da centometrista impiega solo pochi secondi ad arrivare da un’area di rigore all’altra: “Ho iniziato come centrale di difesa, sono diventata terzino e poi a Firenze ho iniziato a giocare anche avanti: quando vedo lo spazio attacco”. Non è un caso quindi che il suo modello sia Samuel Eto’o, un attaccante di ruolo sempre pronto a sacrificarsi: “E’ il tipo di giocatore che più mi si avvicina: veloce, di spinta, poi è un dettaglio che lui sia un attaccante e io un difensore. Perché un modello maschile e non femminile? Quando ho iniziato io non si vedevano le partite delle donne in tv, era difficile avere un’icona femminile. Ora le  cose stanno cambiando, magari nelle nuove generazioni ci sarà una bambina che vorrà diventare come Bonansea o Giugliano”. O magari come Alia Guagni? “Perché no”. Intanto, dopo il record di ascolti televisivi, continua a crescere l’entusiasmo intorno alle Azzurre. Venerdì la gara con la Giamaica sarà trasmessa alla Casa Internazionale delle Donne a Roma (via San Francesco di Sales), un’iniziativa patrocinata dalla Uisp che prevede anche un dibattito su ‘Donne e calcio’ moderato da Sara Tardelli, figlia del Campione del Mondo di Spagna ’82.
(ITALPRESS).