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IN CANADA PER VETTEL POLE BATTICUORE, LECLERC TERZO

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Emozione rossa a Montreal. Sebastian Vettel strappa una pole position da record al Gran Premio del Canada con un ultimo giro da urlo. Il pilota tedesco della Ferrari torna in pole dopo quasi un anno dall’ultima volta (17 GP di fila) con un giro pazzesco in 1’10″240. Dopo quattro gare di fila il Cavallino interrompe la striscia della Mercedes piazzando Vettel davanti a Lewis Hamilton per soli due decimi mentre Charles Leclerc piazza l’altra Rossa in terza posizione con un gap di oltre sei decimi a causa di una correzione importante nell’ultimo giro. Beffa per Valtteri Bottas che termina in sesta posizione alle spalle della Renault di Daniel Ricciardo e della Red Bull di Pierre Gasly. Nella Q1 parte forte la Ferrari che piazza in vetta l’uno-due Vettel-Leclerc con il pilota tedesco che porta il limite sull’1’11″200 con appena 14 millesimi di vantaggio sul compagno di squadra.
La Mercedes, invece, accumula un leggero distacco con Bottas e Hamilton rispettivamente in terza e quarta posizione. Sessione ‘fatale’ per Perez, Raikkonen, Stroll, Russell e Kubica, eliminati sotto la bandiera a scacchi. Risposta Mercedes nella Q2 con Hamilton che firma il giro veloce in 1’11″010 con gomma media, Bottas alle sue spalle per 85 millesimi mentre le Ferrari chiudono leggermente distanti con Vettel (3°) e Leclerc (5°) a parità di gomma ma con un tentativo in meno rispetto alle frecce d’argento. Seconda fase di qualifica, però, chiusasi anzitempo a causa del botto violento di Magnussen (virtualmente 10°) contro il Muro dei Campioni: bandiera rossa ed esclusione immediata dei piloti fuori dalla top-10 tra cui spicca Verstappen, autore di un errore nel primo tentativo con gomma media. Dietro di lui eliminati anche Kvyat, Giovinazzi, Albon e Grosjean.
Nell’ultima fase Hamilton sigla la pole provvisoria in 1’10″493 davanti a entrambe le Rosse mentre il compagno di squadra cestina il primo tentativo a causa di un bloccaggio dopo curva 1. Ma nel secondo run è Vettel a stampare il giro veloce in 1’10″240 siglando il nuovo record della pista, tempo con il quale mette alle sue spalle Hamilton e Leclerc. Bottas scivola in sesta posizione dietro a Ricciardo e Gasly mentre Hulkenberg, Norris, Sainz e Magnussen completano la top-10. “Sono pieno di adrenalina, è stato bellissimo – ha commentato Vettel con grande entusiasmo – Speriamo di portarci questo slancio positivo anche in gara, le Mercedes sono comunque velocissime”. Soddisfatto anche Hamilton per aver piazzato la sua Mercedes in mezzo alle Rosse: “Non sono deluso, le Ferrari sono più veloci di noi e sono riuscito a mettermi in mezzo. Ho fatto tutto il possibile”. Leclerc invece esterna tutta la sua delusione: “Ho sbagliato nel terzo settore, purtroppo non sono riuscito a seguire bene l’evoluzione della pista”.
Appuntamento dunque rinviato a domani sera con il GP del Canada che scatterà alle ore 20:10. E per la prima volta Vettel proverà a guidare il gruppo per cancellare tutte le negatività di inizio stagione.

AZZURRI DOMINANO AD ATENE, 3-0 ALLA GRECIA

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Bella, vincente e convincente. L’Italia del Mancio funziona anche in trasferta. Dopo le due vittorie casalinghe nelle prime due gare delle qualificazioni agli Europei del 2020, gli azzurri calano il tris ad Atene battendo 3-0 la Grecia allo stadio Spyros Louis. Tre vittorie su tre, dunque, per una Nazionale che conferma che la strada tracciata da Mancini è quella del gioco, del palleggio e di una mentalità offensiva che non si vedeva da tempo. In 33 minuti 3 gol: apre Barella al 24°, raddoppia Insigne al 30°, triplica Bonucci al 33°. Ellenici confusi, senza idee e privi della spinta dei tifosi ammutoliti da un avvio straripante di un’Italia schierata con il 4-3-3 dal ct. Sirigu tra i pali, Florenzi ed Emerson esterni, Bonucci e Chiellini in mezzo, quindi una mediana tutta qualità con Jorginho in regia, Barella e Verratti interni. In attacco Chiesa e Insigne larghi, Belotti punta centrale. Azzurri subito padroni del campo, buon fraseggio e idee chiare. Il trio di centrocampo funziona, quello offensivo anche, trascinato da un Belotti che interpreta al meglio il ruolo di centravanti boa e che dimostra subito che Mancini ha visto bene nel considerarlo il più in forma. E’ il “Gallo” che al 24° salta in modo netto Manolas e dalla sinistra mette in mezzo una palla all’indietro che Barella spinge in rete di piatto. Pochi minuti dopo, al 30°, Insigne sfodera il suo marchio di fabbrica infilando Barkas con uno splendido destro a girare. Grecia alle corde, al tappeto la manda Bonucci che di testa segna sul cross di Emerson. Ci sarebbe spazio anche per lo 0-4 al 43°, ma Barella prima e Insigne poi si fanno murare dal portiere. Si va negli spogliatoi sullo 0-3 e con un’Italia più che convincente.
Nella ripresa il ct greco cambia due pedine, ma gli azzurri continuano a dominare e a offrire bel gioco, mentre l’arbitro Taylor non se la sente di infierire, ignorando un fallo da rosso di Samaris già ammonito. Cala un po’ il ritmo degli azzurri e la Grecia ha una reazione d’orgoglio con Fortounis che impegna un attento Sirigu. Insigne e Chiesa falliscono lo 0-4, Florenzi e ancora Insigne ci vanno vicini, ma va bene così. E’ un’Italia che continua nel suo percorso di crescita, che vince e convince, che in testa alla classifica a punteggio pieno e con 11 gol realizzati e 0 subiti. Martedì un’altra prova: a Torino arriva la Bosnia oggi sconfitta in Finlandia.
(ITALPRESS).

TERZA TAPPA TROFEO OPTIMIST ITALIA KINDER+SPORT

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Il futuro della vela si è ritrovato come sempre spensierato e felice alla terza tappa del Trofeo Optimist Italia Kinder + Sport, manifestazione riservata ai ragazzini dai 9 ai 15 anni organizzata nel week end dal Circolo Nautico Marina di Carrara in collaborazione con l’Associazione Italiana Classe Optimist e la Federazione Italiana Vela, che – come sempre – ha schierato gli ufficiali di regata per Comitato e Giuria. Questa prima giornata ha offerto condizioni di vento leggero, comunque sufficiente per rispettare il programma con tre regate che sono state concluse per entrambe le categorie cadetti e juniores. Come sempre lo spettacolo si è presentato già dalla prima mattinata nel piazzale del Club Nautico, appena i giovani timonieri (oltre 300) hanno issato le vele: un colpo d’occhio a cui non ci si abitua mai e che ogni volta sorprende con le decine e decine di vele e ragazzini, pronti per prendere il mare. Spettacolo che naturalmente è proseguito in acqua, tra partenze e bordi di poppa e lasco, in cui le barche man mano si allineano creando suggestive file indiane.
Per quanto riguarda la classifica provvisoria dopo le tre prime regate tra i più grandi juniores parità tra il bi-campione del mondo Marco Gradoni (Tognazzi Village) e il francese fedelissimo alle regate Kinder + Sport italiane Zou Schemmel: entrambi hanno realizzato tre primi nelle rispettive batterie rossa e blu. Terzo, con due primi e un quarto nella batteria gialla, Davide Nuccorini (Circolo della Vela Roma). Un solo punto dietro Enrico Coslovich (Circolo Vela Muggia), che precede Niccolò Pulito (Tognazzi Martine Village). Ottimo sesto il greco Ioannidis, che ha guadagnato con il primo della terza prova quattro posizioni nella classifica generale. Prima ragazza, nona assoluta, ancora una portacolori del Tognazzi Marine Village, Sophie Fontanesi. Tra i più piccoli cadetti di 8 e 9 anni questa prima giornata ha visto senza avversari il triestino Francesco Tesser (Triestina della Vela), che con 3 primi ha accumulato un vantaggio di 10 punti su Tommaso Geiger della vicina Muggia. Terza e prima femmina Sara Anzellotti (Lega Navale Ostia), che dopo un settimo ha piazzato due terzi assoluti. Alle sue spalle la siciliana (NIC Catania) Gilda Nasti, molto regolare (5-4-5). Domenica conclusione con partenza prima regata alle ore 12.

AGNELLI “SUPERLEGA? NIENTE ANCORA DECISO”

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“Gli ultimi due mesi hanno fatto si’ che alcuni club siano venuti qui a Malta con scettismo e paura che le decisioni fossero state gia’ prese. Ma in questi due giorni scetticismo e paura sono stati scacciati: i club hanno capito che e’ l’inizio di un nuovo processo”. Per Andrea Agnelli l’Eca e’ piu’ compatta che mai al termine dell’assemblea generale straordinaria a Malta sul futuro delle competizioni europee dopo il 2024. “Niente e’ scolpito sulla pietra – ci tiene a precisare Agnelli sul progetto di riforma – Molto deve essere discusso ed e’ un processo lungo. Tutti vorremmo delle risposte subito ma si tratta di aspettare qualche mese, c’e’ tempo davanti a noi e dobbiamo coinvolgere tutti coloro che dovranno essere parte di questo processo”. L’11 settembre a Nyon si ritroveranno Uefa, Eca e Leghe “per confrontarsi su diverse idee ma quando proviamo ad affrontare le diverse questioni, dobbiamo farlo al di la’ dell’interesse nazionale, riuscendo a trovare soluzioni che siano nell’interesse di tutto il calcio europeo. Dobbiamo tutti provare a capire le posizioni degli altri e se e quando arrivaremo a una soluzione che soddisfa il 70-80%, sara’ un risultato molto positivo”.  Il presidente dell’Eca non nasconde un certo fastidio per i tanti pregiudizi sorti attorno al progetto di riforma che l’Associazione sta portando avanti. “Lo stesso Ceferin ha ricordato che l’Eca ha portato alcune idee al tavolo che sono state sviluppate dalla Uefa e presentate a tutti quelli che sono coinvolti in questo processo. Tutti i club sanno che niente e’ ancora deciso, che siamo aperti e che e’ una consultazione aperta a tutte le parti coinvolte”.
(ITALPRESS).

MANCINI “IN GRECIA SENZA PAURA E PER VINCERE”

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Per la classifica, ma anche per confermare che questa Italia che sta crescendo è sulla strada giusta. Ad Atene Roberto Mancini si aspetta una Nazionale che confermi le buone prestazioni offerte contro Finlandia e Liechtenstein che hanno fruttato i primi sei punti e il conseguente primato del girone di qualificazioni agli Europei del 2020. Adesso, però, il livello delle avversarie si alza, domani la Grecia ad Atene, poi la Bosnia in casa a Torino. “Saranno due gare difficili perché sono le due squadre con cui lotteremo per il primo posto del girone”, ha spiegato in conferenza stampa il commissario tecnico azzurro, consapevole che oltre a dover fare i conti con Manolas e compagni ci sarà da affrontare un ambiente caldo. “I giocatori sono tutti esperti anche se c’è qualche giovane che non ha giocato molto in Europa; ma non c’è paura, semmai la voglia di giocare bene in uno stadio che sarà pieno. Noi siamo l’Italia e dobbiamo scendere in campo per vincere”, dice senza mezzi termini Mancini che sta lavorando soprattutto sulla mentalità di una Nazionale che punta sul gioco e che ha come idea quella di imporre le proprie qualità contro qualsiasi avversario.
“Dobbiamo continuare a giocare con la stessa mentalità, sapendo che in partita possono succedere episodi che cambiano il match – ha spiegato il Mancio -. Giochiamo da tante gare nello stesso modo. Questa è una di quelle partite in cui possiamo dimostrare la nostra crescita, incontreremo un avversario forte e tecnico, ma vogliamo entrare in campo e vincere. Sarà un match duro, dovremo dimostrare di essere cresciuti contro una squadra tecnica. Ho visto tutti bene in questi giorni, anche gli attaccanti. Ora stiamo valutando chi giocherà”. A Coverciano gli azzurri hanno studiato gli avversari in sala video, Mancini li presenta così: “Non sappiamo ancora come giocherà la Grecia, ha adottato due moduli diversi nelle ultime due partite, non sarà una gara semplice. E’ una squadra che sta cambiando qualcosa, ci sono giocatori di valore e tecnici, negli ultimi mesi sta producendo un buon gioco, a livello tecnico. Hanno cambiato diverse cose, quando finisce un ciclo ci vuole un po’ di tempo per rinnovare. Un po’ come noi. Abbiamo massimo rispetto per l’avversario”.
La qualificazione alla kermesse continentale, ma non solo nella lista dei traguardi da tagliare per Mancini. “L’obiettivo che vogliamo raggiungere in vista degli Europei è di utilizzare un sistema di gioco a prescindere dai giocatori. Ci vorrà del tempo, ma la mentalità è buona. E’ sempre stata buona fin dal primo giorno. Mancini ha le idee chiare e non le nasconde: “L’Italia non può non partecipare a Europei e Mondiali. Quello che è stato è stato, non possiamo più far nulla. Non era mai accaduto negli ultimi 60 anni, è stato un dispiacere per tutti. Adesso dobbiamo fare in modo che non succeda mai più”.
Al fianco di Mancini il capitano azzurro Giorgio Chiellini: “La partita con la Grecia – spiega – sarà dura per situazioni tecniche e ambientali. Dobbiamo fare una bella gara per vincerla. Loro hanno una coppia centrale che conosciamo tutti: Manolas-Papastathopoulos, giocatori di fama internazionale. Hanno degli ottimi elementi, hanno cambiato allenatore e stanno facendo bene. Oltre a questo, ci aspettiamo un ambiente caldo. E si fa sempre fatica in situazioni del genere. Dovremo tenere le antenne dritte perché il match sarà di alto livello”.
(ITALPRESS).

PETRUCCI RASSICURA DOVI “TOGLIERÒ PUNTI A MARQUEZ”

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Il Mugello potrebbe essere il primo passo di una ‘santa alleanza’ anti-Marquez. Domenica scorsa Danilo Petrucci ha vinto la sua prima gara in MotoGp in sella alla Ducati, un successo dedicato ad amici e familiari ma soprattutto ad Andrea Dovizioso, più compagno di squadra che rivale come ha ribadito anche oggi il pilota ternano ai microfoni di Sky. “E’ sembrato strano averlo ringraziato, ma tutto quello che Andrea fa per me non si vede e ci tenevo, è partita da lui l’idea di darmi una mano”. Il Dovi, del resto, è stato fra i primi a complimentarsi (“goditela, te lo meriti” le sue prime parole nel parco chiuso), pensiero rimasto immutato anche a distanza di qualche giorno. “E’ stata una gara stupenda, molto bella, credevamo di poter vincere ma alla fine Danilo se l’è meritata, aveva bisogno di questo risultato. Me l’aspettavo? Avevo visto che era sul pezzo, che aveva l’occhio giusto”. Dovizioso si è dovuto accontentare della terza piazza, alle spalle di Marquez che ora guida il Mondiale con 12 punti di vantaggio sul forlivese. Petrucci è più dietro e se possa ambire a inserirsi nella lotta “lo scopriremo”, aggiunge Dovizioso. “Danilo ha tanto potenziale, lo avevo visto anche l’anno scorso e per questo ho deciso di aiutarlo – continua il forlivese – Sapevo che poteva giocarsi la vittoria e, visto il rapporto che ci lega, avere un compagno di squadra così competitivo è solo un vantaggio. Abbiamo stile diversi ma la possibilità di lavorare insieme è un valore aggiunto”. Ma Petrux, più che un avversario, si sente un alleato nella corsa iridata. “Adesso l’unica cosa che conta è togliere punti a Marquez – assicura – Le gerarchie non cambiano, io dovevo vincere una gara per una soddisfazione personale ma il team ha un obiettivo più grande e dobbiamo raggiungerlo”.

DI BIAGIO “VINCERE EURO U21? SIAMO FORTI, CI PROVEREMO”

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“So di avere un’ottima nazionale, una squadra forte, ma conosco anche la formula del cavolo di questo Europeo e so quali potrebbero essere i fastidi. Giochiamo in casa e vedo solo vantaggi: dobbiamo sfruttare questa forza esterna, questo grande entusiasmo. Sono ottimista di natura, tutti ci chiedono di vincere e noi ci proveremo”. Queste le parole del commissario tecnico dell’Italia under 21 Luigi Di Biagio in conferenza a Formello, dove la squadra è in ritiro in vista dell’Europeo di categoria. “Qui a Formello la preparazione è stata buona e stiamo recuperando dei giocatori che non erano al top. Poi le partite ci diranno se abbiamo fatto le cose giuste – ha sottolineato Di Biagio – Nel biennio di amichevoli ci è mancata qualche vittoria ma le prestazioni sono state fatte e abbiamo anche portato 8-10 giocatori in nazionale A: questa è la vittoria più grande perché ci hanno chiesto di rilanciare il calcio giovanile e noi stiamo facendo molto di più di quello che potevamo. Manca la ciliegina sulla torta, l’ultimo pezzettino: speriamo di vincere con under 21, under 20 e under 19, ma il percorso fatto è la cosa più importante”.

Di Biagio si è poi soffermato sulle scelte dei convocati e sulla rinuncia forzata all’infortunato Calabria: “Abbiamo perso un elemento di primissima scelta ma non era nelle condizioni di poter anche solo rischiare – ha spiegato il ct degli azzurrini parlando del terzino del Milan – La salute viene prima di tutto, non c’erano le condizioni per provare fino all’ultimo. Questa cosa mi ha un po’ condizionato perché in quel ruolo ho anche altri giocatori che mi hanno dato tanto e non sono in ottime condizioni come Adjapong e Depaoli. Ma alla fine sono molto sereno. Se porterò riserve? No, a differenza degli altri anni non voglio portare ragazzi in esubero, perché non è una cosa bella. Qualcuno potrebbe tornare con noi in caso di infortunio o forse no: le valutazioni saranno a 360 gradi, se entro il 15 dovesse farsi male qualche giocatore decideremo”. Diversi giocatori convocati da Di Biagio sono ancora impegnati con la nazionale maggiore, mentre Pinamonti sta disputando il Mondiale under 20: “Per lui facciamo il punto partita dopo partita – ha dichiarato il ct – Doveva essere già qui dal 29 maggio, ma abbiamo voluto dare una mano all’under 20 e tra l’altro il ragazzo da capitano ci teneva molto. Speriamo vada in finale, anche se per noi potrebbe essere un problema: valuteremo di gara in gara come va”.

“Dobbiamo valutare anche come stanno andando i giocatori in nazionale A, per esempio ho Kean e Chiesa tra gli attaccanti e io sono rimasto con Cutrone – ha proseguito Di Biagio – Bisogna bilanciare tutto quanto, ogni sei ore i programmi potrebbero cambiare, siamo in continuo contatto con i vari staff. Zaniolo? Può fare più ruoli, le sue caratteristiche soprattutto atletiche mi danno la possibilità di scegliere. Meret o Audero? Non ho ancora scelto. Invece mi spiace molto per Luca Pellegrini: doveva essere con noi come Pinamonti, ha giocato tanto quest’anno in Serie A, ma avere due ragazzi in arrivo a metà mese poteva essere un problema”. Infine una battuta sulla Spagna, prima avversaria degli azzurrini nell’esordio del 16 giugno: “Hanno ottimi giocatori, ma anche noi siamo molto forti e non credo siano così contenti di affrontarci”, ha concluso Di Biagio.

NADAL TRAVOLGE FEDERER, FINALE N.12 A PARIGI

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Roger Federer crolla sotto i colpi dell’eterno rivale e Rafa Nadal vede all’orizzonte il 12esimo trionfo al Roland Garros, Novak Djokovic o Dominic Thiem permettendo che, per la pioggia concluderanno la loro sfida sabato a mezzogiorno. Il 39esimo confronto fra i due fuoriclasse che da oltre un decennio se le suonano di santa ragione in giro per il mondo si risolve per la 26^ volta a favore del mancino di Manacor: 6-3 6-4 6-2 la lezione inflitta a Re Roger in due ore e 25 minuti di gioco. Troppo ampio il divario fra i due sul rosso, terreno di caccia prediletto di Nadal e soprattutto a Parigi, dove si è aggiudicato 92 incontri su 94 e ha una striscia ancora aperta di 65 set vinti su 67 dalla sconfitta con Djokovic ai quarti nel 2015. Federer, tornato a calcare i campi del Roland Garros dopo 4 anni di assenza, si era imposto negli ultimi sei confronti ma erano stati tutti sul veloce e sulla terra l’ultimo successo resta datato 2009, in finale a Madrid. Quasi imbarazzante la superiorità del maiorchino, che a parte un passaggio a vuoto a inizio secondo set – quando lo svizzero è riuscito a strappargli la battuta per la prima e unica volta – non ha sbagliato nulla. Reattivo, veloce, chirurgico: Nadal ha azzannato la partita sin dai primi scambi, mettendo sotto pressione il campione di Basilea.

Che dal canto suo ha cercato di opporsi come ha potuto ma senza efficacia: il rovescio non ha inciso, tante le ‘stecche’ sul dritto e anche a rete sono arrivati errori grossolani per uno specialista del suo calibro. Ma giocare alla soglia dei 38 anni la semifinale di uno Slam, per di più su una superficie che non gli è mai andata particolarmente a genio, è un’impresa davanti alla quale ci si può solo togliere il cappello. Di fronte, poi, aveva un Nadal capace di vincere anche la resistenza del vento e con tutte le carte in regola per portare a casa il 18esimo Slam. Prima, però, dovrà fare i conti con il vincente della seconda semifinale. Ma per sapere se affronterà Novak Djokovic o Dominic Thiem, dovrà attendere il pomeriggio di sabato. Il match tra il serbo, numero uno del mondo e del seeding e l’austriaco, quarta forza in campo, infatti, e’ stato interrotto per la pioggia. Il risultato era su un set pari, 6-2 3-6, 3-1 per l’austriaco che andrà alla battuta. La ripresa del match, Giove Pluvio permettendo, è per mezzogiorno.

Finale inedita invece fra le donne, dove si sfideranno Ashleigh Barty e Marketa Vondrousova, 42 anni in due. L’australiana, numero 8 del tabellone, mette fine alla favola di Amanda Anisimova, classe 2001 capace di eliminare la campionessa uscente e due volte finalista a Parigi, Simona Halep. La giovane americana accarezza l’impresa: sotto 5-0 dopo appena 15 minuti, annulla due set point e rimonta fino ad aggiudicarsi il tie-break (7-4), poi nel secondo parziale parte a razzo andando sul 3-0. Sull’orlo del precipizio, però, la Barty si rianima, infila sei game consecutivi e completa l’opera nell’ultimo e decisivo set (6-3): prima finale nello Slam per lei che da lunedì sarà almeno numero 3 del mondo, 2 dovesse diventare la prima australiana dai tempi di Evonne Goolagong Cawley ad alzare la coppa Suzanne Lenglen. Prima però dovrà fare i conti con l’altra enfant prodige del torneo, Marketa Vondrousova, 19enne ceca che nell’altra semifinale ha negato a Johanna Konta il sogno di riportare il tennis britannico femminile in una finale di un Major dal 1977, quando Virgina Wade trionfò a Wimbledon.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

La svolta del match nel primo set quando la finalista degli ultimi Internazionali va a servire sul 5-3: la Vondrousova, mai oltre gli ottavi nelle otto precedenti partecipazioni a uno Slam, annulla due set-point e finisce con l’imporsi per 7-5 7-6(2), arrivando all’ultimo atto senza perdere nemmeno un set ed emulando Ana Ivanovic, ultima finalista sotto i 20 anni nel 2007.