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THOMAS FA BIS AL TOUR, FRATTURA E RITIRO PER NIBALI

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Geraint Thomas fa il bis mentre Vincenzo Nibali è costretto al ritiro per la frattura di una vertebra. Dopo aver vinto ieri sul traguardo di Albertville indossando la maglia gialla, il corridore del team Sky si è ripetuto anche oggi sul mitico traguardo dell’Alpe d’Huez, diventando il primo britannico ad imporsi su questa salita ed anche il primo a farlo in maglia gialla. In passato, sul traguardo che Bugno e soprattutto Pantani hanno dominato in lungo e largo, c’era riuscito anche Lance Armstrong ma questo primato come gli altri sono stati cancellati per effetto della squalifica. Questo doppio successo targato Thomas, tuttavia, non cambia le gerarchie in casa Sky. Almeno a parole, anche se nel finale la maglia gialla ha tirato per Froome (che alla fine perde 14″) e solo negli ultimi 500 metri, vedendo il compagno non brillante, ha cercato e trovato la vittoria precedendo Dumoulin (che perde 6″) e Bardet (che perde 9″ ma guadagna due posizioni nella generale). Peccato per Vincenzo Nibali, che era in ottima forma, ma è stato bloccato da una caduta (tanto pubblico e tante moto) a 4 km dalla conclusione che gli ha fatto perdere terreno dai primi proprio mentre Froome iniziava la sua “frullata”. Accortosi di quanto accaduto, però, insieme a Thomas e Dumoulin ha cercato di aspettare il siciliano, fino a quando Bardet – probabilmente all’oscuro di tutto – ha scatenato la bagarre finale. E Nibali ha comunque tagliato il traguardo con 13″ di ritardo dal vincitore limitando non poco i danni a 23″ totali come Roglic. “Quando Froome ha accelerato l’ho seguito, poi c’e’ stato un rallentamento e sono andato giù” il racconto del messinese. “Stavo bene, la condizione c’era, ci credevo fortemente, la gamba girava bene, avevo delle buone sensazioni, il primo attacco (a 9,4 km dall’arrivo, ndr) era una prova per capire come stessero gli altri”. Lo Squalo dello Stretto è stato poi portato all’ospedale di Grenoble per accertamenti: confermata la frattura della decima vertebra toracica e Tour concluso in anticipo.

La tappa è stata caratterizzata da una lunga fuga di Steven Kruijswijk, sesto in classifica alla partenza con 2’40” di ritardo da Thomas e ottavo dopo l’arrivo con 3’43” dalla maglia gialla. L’olandese ha iniziato l’ultima salita con oltre 4′ di vantaggio sul gruppo, ma il corridore del Team Lotto non è riuscito in quella che sarebbe stata un’impresa dal momento che nel lungo falsopiano prima dell’ascesa finale il team Sky, e tra tutti l’ottimo Egan Bernal, ha iniziato a tirare a tutta riportando il gruppo compatto. Nell’ultima salita, era stato Vincenzo Nibali a provarci per primo a 9,4 km dalla vetta, ma il tentativo del messinese è solo “esplorativo”, così come lo è quello a 8,6 dalla fine di Nairo Quintana che poco dopo si stacca lasciando sul campo 57″. Ai 7 dall’arrivo tocca a Landa e Bardet, quest’ultimo sembra voler fare sul serio e prosegue da solo per un pò, poi ai 4,5 km dall’arrivo la maglia gialla Thomas spiana la strada a Froome confermando che il capitano del team Sky è il britannico. La caduta di Nibali rallenta un pò tutto, in realtà Froome non è brillante come al solito e Thomas ha via libera per mettere a segno la seconda vittoria consecutiva e rinsaldare la sua leadership. Dopo la brutta caduta di domenica sul pavè e il forte ritardo in classifica generale accumulato in questi ultimi giorni, Rigoberto Uran ha alzato bandiera bianca e si e’ ritirato; stessa sorte anche per Andre Greipel e Fernando Gaviria. Domani 13a tappa, Bourg d’Oisans-Valence di 169,5 km con qualche saliscendi, ma senza particolari sussulti. Si profila una fuga da lontano o un arrivo in volata.
(ITALPRESS).

TRAPATTONI “HO FIDUCIA IN MANCINI”

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“A Mancini come ct azzurro da ex allenatore della Nazionale suggerisco di fare sempre quello che si sentirà di fare in piena coscienza. Lui ha già dimostrato tutto il suo valore in passato e quindi, quando andrà incontro a delle difficoltà, sia indulgente con sé stesso e sia sereno perché allenare gli azzurri non è facile ma è comunque un piacere da potersi godere visto anche la sua storia e il suo pedigree”. Lo ha detto Giovanni Trapattoni parlando con i giornalisti a margine del premio “Fair Play-Menarini” ricevuto dall’ex tecnico di Juventus, Inter e Bayern Monaco, a Castiglion Fiorentino.
“Pioli? L’ho avuto come giocatore, ne conosco la professionalità, la preparazione e l’ambizione. Gli voglio bene, lui sa come mi comportavo con lui e con la squadra, sa bene cosa Firenze esige, e che piazza sia. Firenze ha cultura, storia, ha avuto dei grandissimi campioni. Pioli ha esperienza a sufficienza e saggezza per poter gestire al meglio una squadra come quella che ha a disposizione. Federico Chiesa a esempio mi piace molto. Il padre può consigliarlo al meglio, anche perché, come il figlio adesso, ha già giocato in una piazza come quella di Firenze”, ha aggiunto Giovanni Trapattoni.
(ITALPRESS).

CINI ED ENRICO GAROZZO CONQUISTANO IL MAIN DRAW

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Altri due azzurri superano le ‘forche caudine’ dei gironi eliminatori ai Mondiali di Wuxi. Ci riescono, nello specifico, la debuttante Chiara Cini nel fioretto femminile ed Enrico Garozzo nella spada maschile. La prima in ordine cronologico a conquistare il pass per il tabellone principale è Chiara Cini. La 28enne fiorettista pisana, bronzo individuale agli Assoluti del 2016, raggiunge cosi le altre tre azzurre Alice Volpi, Arianna Errigo e Camilla Mancini, già ammesse di diritto al main draw come teste di serie. Nelle eliminatorie, l’atleta del C.S. Pisa Antonio Di Ciolo ha sconfitto l’israeliana Dvorkin (5-3), la srilankese Prakashma (5-1), la francese Blaze (5-2) e la spagnola Marino (5-1), perdendo poi con la portoghese Oliveira (5-3) e la cilena Inostroza (5-3). “Alla fine l’obiettivo era qualificarsi per il tabellone principale e ce l’ho fatta – spiega la fiorettista toscana – Il girone poteva andare meglio, ma anche peggio: sono soddisfatta, ho dato il massimo, avendo momenti positivi e negativi. Però mi sono saputa riprendere e portare a casa la qualificazione. Ho affrontato bene e con tranquillità le avversarie più forti, mi sono invece fatta sorprendere da rivali che, sulla carta, ritenevo meno quotate. In pedana però bisogna sempre tirare al massimo, sono state più brave loro”. Cini ha dovuto fare i conti anche con l’emozione della ‘prima volta’: “C’è stata un po’ di tensione, era il mio primo Mondiale: l’atmosfera non era come in Coppa del Mondo, ma ho rotto il ghiaccio. Ora sono più tranquilla e carica, ho toccato con mano questo famigerato Mondiale e c’è nulla che mi spaventa troppo”. Missione compiuta, con qualche sforzo supplementare, anche per Enrico Garozzo, che strappa la qualificazione al main draw della prova di spada maschile. Il 29enne di Acireale, tesserato per i Carabinieri, ha dovuto superare due assalti, oltre al girone eliminatorio, per raggiungere in tabellone gli altri tre azzurri, l’iridato 2017 Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli. Garozzo, fratello maggiore del fiorettista Daniele, oro olimpico a Rio de Janeiro, tornera’ in pedana lunedi’ per la gara che assegnera’ le medaglie iridate, sfidando al primo turno Fichera in derby tutto isolano. Nella fase a gironi, Garozzo ha totalizzato tre vittorie (5-2 sullo srilankese Mudiyanselage, 5-3 sull’australiano Burgun e 5-4 sull’israeliano Herpe) e due sconfitte (4-3 con il ceco Beran e 5-2 col portoricano Masonet). L’azzurro ha poi portato a casa i due assalti ad eliminazione diretta contro il danese Jorgensen (15-9) e lo svizzero Pittet (15-7). “Sono soddisfatto, soprattutto nei due assalti finali sono riuscito ad esprimere la mia scherma migliore – il commento del siciliano, argento olimpico a squadre a Rio2016, allenato da Andrea Candiani – Adesso si resetta, ho due giorni di riposo per recuperare lo sforzo fisico e poi ci sara’ la gara vera”. Il ct Sandro Cuomo ha svelato un aneddoto: alla fine del suo Europeo, Garozzo gli ha chiesto se lo avrebbe ugualmente convocato per Wuxi. “Ringrazio Sandro che non mi ha mai messo in discussione, pero’ mi sentivo legittimato anche prima, per i risultati ottenuti negli ultimi sei anni. Alle volte un atleta non vede le cose in maniera obiettiva, fortunatamente Sandro me lo ha fatto capire molto bene”. Il suo Mondiale e’ appena iniziato e sognare in grande e’ dovuto: “Il primo obiettivo era scavallare la prima giornata, per il mio valore ora punto alle medaglie”. Domani, nella terza ed ultima giornata dedicata alle fasi di qualificazione, l’unica schermitrice azzurra in pedana sarà Loreta Gulotta nella prova di sciabola femminile. La 31enne siciliana delle Fiamme Gialle, guidata dal tecnico Lucio Landi, avrà il compito non semplice di accodarsi nel tabellone principale a Irene Vecchi, bronzo mondiale lo scorso anno a Lipsia, Rossella Gregorio e Martina Criscio, ammessa in extremis come testa di serie grazie al forfait di due atlete tra le prime sedici del ranking mondiale. (ITALPRESS).

ICS FIRMA CONVENZIONE CON FEDERBADMINTON

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Firmata la convenzione “Top of the Sport” tra l’Istituto per il Credito Sportivo e la Federazione Italiana Badminton, che festeggia 40 anni dalla prima trasferta europea e il decennale della prima partecipazione ai Giochi Olimpici. Uno sport dalle radici antichissime, con oltre 2mila anni di storia.
A siglare il protocollo d’intesa nella sede dell’Istituto il Presidente di ICS, Andrea Abodi, e il Presidente della FIBa, Carlo Beninati. L’accordo avrà durata triennale e consentirà a tutte le Società affiliate alla Federazione Italiana Badminton, con la sola referenza della Federazione e il supporto del Fondo di Garanzia, di accedere al Mutuo “light” 2.0 FSN per importi dai 10 mila ai 60 mila euro, per realizzare, ristrutturare e riqualificare impianti sportivi, migliorandoli anche con nuove attrezzature. La durata massima del finanziamento è di 7 anni, con una procedura istruttoria semplificata che rende più facile l’accesso al credito. Inoltre, la Convenzione consente alla Federazione, grazie al plafond di 30 milioni di euro dedicato a CONI, CIP e Federazioni Sportive Nazionali, di ottenere finanziamenti a tasso zero rimborsabili in 15 anni per la realizzazione o il miglioramento di impianti federali e l’acquisto di attrezzature sportive di alto livello.
“La Federazione Italiana Badminton ha tra i suoi scopi fondamentali quello di favorire la partecipazione all’attività sportiva da parte di chiunque, in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità, promuovendo e adottando, in un’ottica di responsabilità sociale, ogni iniziativa utile al perseguimento dei propri scopi. – ha dichiarato il Presidente Beninati – Per questo esprimo particolare soddisfazione nell’annunziare la firma di un Protocollo d’Intesa tra la Federazione Italiana Badminton e l’ICS Istituto per il Credito Sportivo a favore della stessa FIBa e delle proprie associazioni affiliate, per ottenere finanziamenti a medio e lungo termine, volti alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e miglioramento di impianti sportivi, compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili relativi a dette attività”.   
“La Convenzione firmata con la Federazione Badminton – ha dichiarato il Presidente Abodi – rappresenta un fattore di crescita di tutto il movimento, attraverso lo sviluppo di una solida base di infrastrutture dedicate e funzionali, al servizio delle società, degli atleti e dei tecnici, ai quali non faremo mai mancare il nostro supporto. Insieme alla FIBa vogliamo migliorare l’impiantistica sostenendo lo sport italiano a tutti i livelli: dall’avviamento all’attività dei giovanissimi nelle scuole, allo sviluppo dei settori giovanili, fino ad arrivare agli atleti di vertice e alla Maglia Azzurra, passando per quell’infinito universo di società sportive animate ogni giorno dalla competenza di dirigenti appassionati, che hanno bisogno necessariamente anche di strutture moderne, accessibili e sicure”.
(ITALPRESS).

TAS ACCOGLIE RICORSO, MILAN IN EUROPA LEAGUE

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Il Tas di Losanna restituisce l’Europa League al Milan. Cancellata la squalifica comminata dalla Uefa, che aveva escluso il club rossonero dalle competizioni sportive europee per la prossima stagione a causa del mancato rispetto dei regimi del fair play finanziario nel triennio 2014-2017. Il Tribunale arbitrale, si legge nel dispositivo, ha parzialmente accolto le istanze della società rossonera e, pur riconoscendo “il mancato adempimento, da parte del Milan, del requisito del pareggio di bilancio”, annulla dunque la decisione della Camera arbitrale dell’Organo di Controllo Finanziario per club della Uefa “nella parte in cui stabilisce l’esclusione del Milan dalla prossima competizione Uefa per la quale si sarebbe, altrimenti, qualificato nelle due stagioni successive (ovvero la stagione 2018/19 o la stagione 2019/20)”. Il Tas, quindi, rinvia il caso alla stessa Camera arbitrale “per l’irrogazione di una sanzione disciplinare proporzionata”. L’esclusione dall’Europa League, insomma, è stata giudicata eccessiva dal Tribunale arbitrale il cui collegio “ha ritenuto che alcuni elementi rilevanti non fossero stati adeguatamente considerati dalla camera arbitrale, o che gli stessi non potessero essere adeguatamente considerati al momento dell’emanazione della decisione appellata (il 19 giugno 2018), tra cui, in particolare, l’attuale situazione finanziaria del club, significativamente migliorata in seguito al recente cambio di proprietà dello stesso”. Rigettata “la richiesta del Milan di ordinare all’Uefa la conclusione un accordo transattivo”, il Tas ha così deciso di rinviare il caso alla Camera arbitrale ritenendola “in una posizione migliore” rispetto allo stesso Tribunale sportivo “per irrogare una sanzione disciplinare proporzionata sulla base dell’attuale situazione finanziaria del club”. “Riconquistato ció che avevamo raggiunto sul campo”, esulta su Twitter il capitano Leonardo Bonucci mentre svanisce il sogno della Fiorentina di giocare l’Europa League. L’Atalanta, che in caso di esclusione del Milan sarebbe stata ammessa direttamente alla fase a gironi, debutterà invece nel secondo turno di qualificazione contro i bosniaci del Sarajevo: andata giovedì prossimo al Mapei Stadium di Reggio Emilia alle 20.30, ritorno il 2 agosto in Bosnia alle 20.15.
(ITALPRESS).

VERSTAPPEN A TEMPO DI RECORD

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Max Verstappen firma il miglior tempo del venerdì di qualifica del Gran Premio di Germania e lo fa scendendo sotto il record della pista di Hockenheim che apparteneva a Michael Schumacher. Con il suo 1’13″085 l’olandese della Red Bull dimostra che anche le monoposto austriache sono in grado di battagliare con Mercedes e Ferrari anche su questo circuito. Per lui qualche momento di tensione per un problema di olio che lo ha costretto a lungo al box. Problema che però sembra sia stato risolto senza troppe conseguenze. “Tutto risolto. Tutto è andato bene e la macchina sta funzionando in modo positivo. Speriamo di ripeterci domani, ma sappiano che in qualifica sarà più difficile” ha detto Verstappen che sulle previsioni che parlano di possibile pioggia, aggiunge: “Vedremo come saranno le condizioni domani”. Vicinissimo Lewis Hamilton, più lento di soli 26 millesimi. Il campione in carica, fresco di rinnovo con la Mercedes è stato sempre tra i più veloci anche se le argentee monoposto hanno mostrato di dover ancora lavorare per essere al meglio su tutti i settori della pista. Ad un decimo da Verstappen l’altra Mercedes di Valtteri Bottas. Dietro al finlandese che ha anche lui rinnovato, anche se per una sola stagione, la prima delle Ferrari. Sebastian Vettel paga 225 millesimi all’olandese, ma è stato sempre molto veloce sia sul giro secco che nel passo gara. “La macchina ha funzionato bene. E’ stato un un venerdì normale” ha detto a fine giornata il tedesco della Ferrari che oggi aveva tantissimi fans a fare il tifo per lui.
“Anche se oggi faceva paerecchio caldo e’ stato bello vedere tante bandiere Ferrari anche se siamo in Germania. So che dovrebbero arrivarne altri visto che è previsto il tutto esaurito” ha aggiunto Seb che sul lavoro svolto ha concluso: “Credo che abbiamo fatto le scelte giuste con le gomme. Abbiamo fatto dei test di comparazione. Forse ci manca qualcosa sul giro secco rispetto agli altri, ma possiamo migliorare. Oggi è solo venerdì”. Un decimo dietro al suo compagno di squadra Kimi Raikkonen. “Se domenica la temperatura sarà calda come oggi, la scelta delle gomme sarà importantissima, perchè saranno messe a dura prova come in Austria” dice il finlandese. “Ma domani potrebbero esserci condizioni diverse per le qualifiche” aggiunge Kimi. “Chi farà meglio il lavoro e avrà il miglior pacchetto avrà piu possibilità” afferma. “Siamo andati discretamente forti in gran parte delle piste e poi oggi è solo venerdì, la giornata in cui proviamo tante cose e cerchiamo di imparare”. Del gruppetto dei tre top team, l’unico ad essere rimasto lontano come tempo sul giro secco è stato Daniel Ricciardo, tredicesimo a un secondo e sei decimi dal team mate, dopo essere stato il più veloce al mattino. Ma l’australiano non sembra troppo preoccupato, anche perchè per aver sostituito il motore sulla sua Red Bull partirà in fondo allo schieramento. “Parto ventesimo e arrivo primo!” annuncia sorridendo. Intanto nella Top10 del venerdì troviamo altre tre monoposto motorizzate Ferrari, le due Haas che sono seste e settime con Grosjean e Magnusseon, a nove decimi e 1″1 da Verstappen e, Charles Leclerc con la Alfa Romeo Sauber, ottavo a circa 1″3. Quindi la Renault di Nico Rosberg e la prima delle Force India di Esteban Ocon. Nella FP1 si è rivisto Antonio Giovinazzi che con la Sauber di Ericsson ha effettuato 23 giri ottenendo il diciannovesimo tempo.
(ITALPRESS).

TOUR RIPARTE SENZA NIBALI, POLEMICHE SU SICUREZZA

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Rispetto per i corridori. Nel giorno della 13esima tappa vinta da Peter Sagan, a tenere banco al Tour de France è ancora la caduta di Vincenzo Nibali, causata non dalle moto della Gendarmeria come ricostruito in un primo momento ma da uno spettatore sprovveduto. La cinghia della sua macchina fotografica ha agganciato il manubrio della bici del corridore siciliano, che cadendo a terra ha rimediato la frattura della decima vertebra toracica. “Il referto pesa tantisismo, il mio Tour finisce qui – la resa dello Squalo dello Stretto – Per la mia salute è giusto fermarsi e recuperare. La caduta? C’erano fumogeni e un po’ di tifosi in mezzo alla strada, credo che abbiano superato le barriere. Nella corsa bisogna fare i conti con tutto”, ha poi chiosato diplomaticamente Nibali, costretto a lasciare mentre era in piena corsa per la vittoria, quarto in classifica generale a 2’37” da Thomas. “I campioni del Tour fanno rispettati – l’invito al pubblico di Christian Prudhomme, direttore della Grand Boucle – La stragrande maggioranza dei tifosi già lo fa e i corridori non vanno fischiati nè soprattutto toccati, anche se si tratta di una spinta che vuole essere affettuosa. Non vogliamo vedere spettatori che corrono dietro ai corridori, che si mostrano davanti alle telecamere, che si fanno un selfie”. Prudhomme ha però messo in chiaro che per le tappe sui Pirenei non saranno prese misure di sicurezza speciali, una decisione che non deve aver fatto piacere a Chris Froome, piuttosto duro su quanto accaduto ieri. “E’ responsabilità degli organizzatori proteggere i corridori”, ci ha tenuto a sottolineare il vincitore dell’ultimo Giro, che con grande onestà ha smentito il presunto accordo sull’Alpe d’Huez con Thomas, Dumoulin e Bardet per aspettare Nibali dopo la caduta. Solidale col corridore siciliano e i due Sky fischiati dal pubblico Romain Bardet: “Questi non sono comportamenti che ci piace vedere sulle strade, spero che lo sport si riprenda i suoi diritti e che la lotta sia corretta fino alla fine”.

Tornando al presente, i 169,5 chilometri che da Bourg d’Oisans portano a Valence si risolvono come da previsioni in volata, una volta neutralizzata la lunga fuga a quattro di De Gendt, Schar, Scully e Claeys. Con quasi tutti gli specialisti ormai fuori dai giochi (Gaviria, Groenewegen, Cavendish, Kittel e Greipel), la spunta Peter Sagan, che si tiene sempre più stretta la maglia verde: l’ultimo colpo di reni permette al campione del mondo di beffare Kristoff e Demare e centrare il terzo successo personale in questa edizione. Tutto tranquillo invece in testa alla corsa, con Geraint Thomas in giallo con 1’39” su Froome e 1’50” su Dumoulin. Domani tappa ‘collinare’ sul Massiccio Centrale dove nel finale, sullo strappo del Cote du Grand Chataignier (4^ categoria, pendenze medie al 7,4%), potrebbe esserci spazio per qualche scaramuccia fra i big di classifica.
(ITALPRESS).

EN PLEIN ITALSCHERMA, SI QUALIFICA ANCHE GULOTTA

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Ultimo giorno dedicato alle qualificazioni ai Mondiali di Wuxi, con l’Italscherma che può brindare ad un prestigioso en plein. Dopo Aldo Montano (sciabola), Rossella Fiamingo e Alberta Santuccio (spada), Chiara Cini (fioretto) e Enrico Garozzo (spada), a superare le fasi preliminari è anche la sciabolatrice Loreta Gulotta. La 31enne siciliana delle Fiamme Gialle, seconda a Orleans in questa stagione di Coppa del Mondo, ha concluso il proprio raggruppamento con quattro vittorie (5-0 sull’ucraina Voronina, 3-2 sulla schemitrice di Singapore Huimin, 5-3 sulla brasiliana Trois e 5-1 sulla thailandese Srinualad) e due sconfitte (5-3 contro la greca Georgiadou e 5-3 contro la giapponese Aoki), raggiungendo nel main draw le compagne di nazionale Irene Vecchi, bronzo ai Mondiali di Lispia del 2017, Rossella Gregorio e Martina Criscio, quest’ultima, numero 18 del ranking, inserita tra le prime sedici teste di serie del grazie all’assenza di due tra le top 16 del ranking internazionale. “Sono molto contenta – spiega l’azzurra dopo essere entrata tra le 64 che si contenderanno il podio iridato – Nonostante non abbia ottenuto tutte vittorie, ho superato la fase preliminare. Sono partita a pallettoni ed ho finalmente respirato l’aria del Mondiale: sono entusiasta di tirare e non vedo l’ora di gareggiare martedì. Il girone, come ogni schermitore sa, è una prova particolare perché bisogna attaccare e staccare la tensione di continuo e ogni avversaria, sulle 5 stoccate, è temibilissima”.  Da domani si inizia con le fasi finali di ogni gara. Nella prima giornata, si assegneranno le medaglie di spada femminile sciabola maschile. Nella prova di spada femminile, che comincerà alle ore 9.30 locali (le 3.30 in Italia), saliranno in pedana, per i colori azzurri, Mara Navarria, numero 1 del ranking mondiale e del tabellone, chiamata ad affrontare l’ungherese Anna Kun nel primo turno, Rossella Fiamingo, oro mondiale individuale a Kazan2014 e Mosca2015, che sfiderà invece nel primo assalto di giornata la spagnola Sara Fernandez Calleja, e Giulia Rizzi ed Alberta Santuccio, che dovranno affrontarsi nel derby azzurro. Per quanto riguarda la sciabola maschile (10.50 locali, 4.50 italiane), tenteranno l’impresa Luigi Samele, che esordirà contro il portacolori di Hong Kong Ho Tin Low, il campione olimpico di Atene2004 Aldo Montano, che incrocerà le lame contro il francese Maxence Lambert, Luca Curatoli, chiamato ad affrontare il britannico Jonathan Webb nel primo match di giornata, ed Enrico Berrè, che troverà subito sulla sua strada il georgiano Beka Bazadze.
(ITALPRESS).