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IL SETTEROSA BATTE AGILMENTE LA FRANCIA

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Il Setterosa termina il preliminare degli Europei di pallanuoto battendo agilmente la Francia per 11-3 (parziali 3-1, 2-1, 2-0, 4-1). Ora attende Grecia-Olanda (alle 20.30) e Spagna-Russia (alle 22) per conoscere il posizionamento nel girone e l’incrocio nei quarti di finale, in programma lunedì.
Dopo le facili vittorie con Israele (21-2) e Croazia (24-3), la sconfitta con la Grecia (7-6) e il pareggio con l’Olanda (6-6), il successo maturato con le transalpine pone in evidenza l’attenzione riposta sull’equilibrio difensivo, che continua a garantire un alto rendimento, e sui movimenti in attacco per facilitare la finalizzazione, ancora migliorabile come nei momenti topici dei confronti con elleniche e vice campionesse continentali, malgrado l’evidente mole di gioco e le occasioni prodotte.
La Francia era arrivata al confronto con le azzurre segnando 35 gol e subendone 43: settima percentuale di efficienza del torneo (32,1%) e di difesa (66,6%), a dimostrazione del miglioramento prestativo delle transalpine comunque sempre battute nei recenti scontri diretti. L’Italia l’ha inchiodata sull’1/9 in superiorità numerica, lasciandola senza reti per 16 minuti.
La partita è sempre condotta dall’Italia, avanti con Tabani dopo pochi secondi e sul 2-0 con una controfuga finalizzata da Queirolo che segue due parate sicure di Gorlero. Le transalpine tornano sotto con Millet che trasforma la terza superiorità numerica (1/3), ma risponde Avegno per l’1/2 in più che chiude il parziale sul 3-1. Emmolo in superiorità numerca (2/4) e Garibotti dal perimetro alimentano il vantaggio a metà secondo tempo, prima che Daule accorci per il 5-2 del cambio campo. Il ritmo resta piuttosto basso, come il punteggio che premia le difese spesso vincenti nel duello in inferiorità (Francia sul 25%, Italia al 33%). Nel terzo tempo le azzurre salvano altre tre azioni in meno (1/7) e se ne vanno. Garibotti segna prima in diagonale, poi in più (3/7), quindi per l’8-2 di inizio quarto parziale. Successivamente Queirolo alza la media in superiorità per il 9-2 (4/10) ed Emmolo segna la seconda controfuga. Il massimo vantaggio lo realizza Bianconi per l’11-2 (5/11). Infine, la Francia torna al gol con una beduina di Mahieu dopo 16 minuti.
(ITALPRESS).

ACUTO DI FRAILE, THOMAS RESTA IN GIALLO

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Omar Fraile ha vinto oggi la quattordicesima tappa dell’edizione numero 105 del Tour de France, la Saint Paul Trois Chateaux-Mende di 188 chilometri. Lo spagnolo dell’Astana si è imposto sul traguardo dell’Occitania in fuga solitaria. Alle sue spalle il francese Julian Alaphilippe (Quick Step Floors), secondo a 6″, con poco vantaggio nell’ordine sul belga Jasper Stuyven (Trek Segafredo, terzo), sullo slovacco Peter Sagan (Bora Hansgrohe, quarto) e sull’italiano Damiano Caruso (Bmc, quinto).
Tutti appaiati ma molto indietro sono giunti lungo le cime del Massiccio Centrale i “big” della corsa. Esattamente con 18 minuti di svantaggio rispetto al vincitore di giornata è transitato sulla linea dell’arrivo il gruppetto dei migliori della classifica generale. Resta in maglia gialla il britannico Geraint Thomas (Sky). Su lui, della top ten virtuale, ha guadagnato qualche secondo (otto per la precisione) soltanto lo sloveno Primoz Roglic (Lotto NL Jumbo); di contro hanno perso qualche secondo il colombiano Nairo Quintana (Movistar) e il francese Romain Bardet (AG2R La Mondiale). Più staccati, infine, lo spagnolo Mikel Landa (Movistar), che ha perso altri 30″, e l’irlandese Daniel Martin (UAE Emirates), che per via di una foratura ha accumulato quasi due minuti in più di ritardo.
Immutato oggi il distacco dei diretti inseguitori rispetto al leader della classifica generale Thomas: il connazionale e compagno di squadra Chris Froome è secondo a 1’39”, l’olandese Tom Dumoulin (Sunweb) è terzo, a 1’50”. Saranno loro tre a contendersi il successo finale. Bello e un po’ “giallo” il derby in casa Sky fra Thomas e Froome, da non sottovalutare Dumoulin, anche oggi apparso in gran spolvero, che può contare sulla sua abilità nelle prove a cronometro, come la penultima e forse decisiva tappa di questo Tour, in scena sabato prossimo da Saint Pee sur Nivelle a Espelette.
Raggiante al traguardo Fraile, alla prima vittoria alla Grande Boucle. “Per me è tutto incredibile. Ho lavorato molto per questo successo: non potevo nemmeno sognarlo così bello. Quando è iniziata la salita finale sentivo bene le gambe e ho provato ad attaccare, forzando al massimo. Poi i metri conclusivi me li sono goduti: è di certo la vittoria più importante della mia carriera”, ha detto lo spagnolo.
Domani è in programma la quindicesima frazione di questa corsa gialla, la Millau-Carcassonne, di 181.5 chilometri, collinosa, con qualche piccola insidia. Lunedì poi la carovana osserverà il secondo e ultimo giorno di riposo della kermesse, prima delle difficili tappe pirenaiche che condurranno il plotone alla crono di sabato e al traguardo finale, in programma domenica prossima lungo i Campi Elisi di Parigi.
(ITALPRESS).

MILAN, AL VIA ERA ELLIOTT CON SCARONI PRESIDENTE

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Prende corpo il nuovo Milan targato Elliott. L’assemblea dei soci del Milan, infatti, dopo aver “scaricato” i componenti del vecchio Cda di stampo cinese e l’ex Ad Marco Fassone, rimossi dal loro incarico “per giusta causa”, ha infatti nominato un nuovo Consiglio d’Amministrazione e un nuovo presidente. La nuova era del club ha il volto dell’ex Ad di Eni ed Enel Paolo Scaroni, nominato presidente della società di via Aldo Rossi, che assume anche ad interim il ruolo di amministratore delegato. La figura del successore di Marco Fassone (rimosso a causa “delle modalità con cui ha gestito e comunicato i contratti con la società, la responsabilità nella predisposizione dei piani e la struttura del mercato cinese” secondo la Rossoneri SportInvestment Lux, la società attraverso la quale il fondo Elliott gestisce il Milan) è già stata identificata e molto presto diventerà esecutiva, non appena il nuovo Ad potrà liberarsi dal suo attuale impegno. Indizi che portano ad uno tra l’attuale amministratore delegato della Roma Umberto Gandini (per lui sarebbe un ritorno in rossonero) e quello del direttore esecutivo dell’Arsenal Ivan Gazidis. In Cda, oltre a Scaroni, sono stati eletti Marco Patuano – che rappresentava il fondo Elliott anche nel precedente Cda – Franck Tuil, Giorgio Furlani, Gianluca D’Avanzo, Alfredo Craca, Stefano Cocirio e Salvatore Cerchione.
Il Cda del Milan, riunitosi subito dopo l’assemblea, tornerà presto a riesaminare un nuovo business plan per il club, “che presenti un chiaro percorso per riconquistare lo status da Champions League” si legge nel comunicato. Il Consiglio esaminerà anche un nuovo budget per il club con “l’obiettivo finale di rafforzare la competitività della squadra, in conformità alle norme UEFA sul Fair Play Finanziario”. Come chiarito ieri nella decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport di revocare il divieto alla partecipazione alla UEFA Europa League, “il Collegio … ha rilevato in particolare che l’attuale situazione finanziaria del Club è ora migliore, in seguito al recente cambio di proprietà del Club”. Elliott ha già espresso il suo forte sostegno al club, con un aumento di capitale previsto di 50 milioni di euro e ritiene che i cambiamenti di oggi siano fondamentali per il successo del club nel lungo periodo. Paolo Scaroni, Presidente Esecutivo, ha detto di “essere felice di avere l’opportunità di guidare il Consiglio di Amministrazione del Milan” e si è detto “grato per la fiducia e il sostegno dei miei colleghi membri del Consiglio”.
“Questo è un momento cruciale nella storia del club e siamo tutti grati di avere un nuovo proprietario impegnato a riportare il Milan al suo antico splendore – ha aggiunto -. A livello del Consiglio, faremo tutto il possibile per mettere l’allenatore e i giocatori nella posizione di avere successo. C’è molto da fare e siamo ansiosi di sfruttare il momentum positivo creatosi oggi”. Paul Singer, fondatore, Co-CEO di Elliott Management Corporation ha dichiarato che “l’elezione di un nuovo Consiglio d’Amministrazione segna un ulteriore passo per riportare il Milan sulla giusta strada. Elliott è ben attrezzata per fornire stabilità finanziaria e adeguata supervisione, elementi fondamentali per il successo sul campo e un’esperienza di livello mondiale per i tifosi. Riconosciamo il posto di primo piano che AC Milan occupa nel mondo del calcio e siamo consapevoli della responsabilità che deriva dal possedere una franchigia così storica”.
(ITALPRESS).

IN GERMANIA POLE A TEMPO DI RECORD PER VETTEL

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Pole position a tempo di record per Sebastian Vettel. Il tedesco della Ferrari risponde all’attacco di Valtteri Bottas e ferma il cronometro su 1’11″212 migliorando il precedente primato che apparteneva dal 2004 a Michael Schumacher. In prima fila, comunque, ci sarà Bottas che si è fermato a due decimi, riuscendo, comunque, a stare davanti all’altra Ferrari del connazionale Kimi Raikkonen che paga 335 millesimi al tedesco. Dalla seconda fila scatterò anche Max Verstappen che, però, è stato più lento di sei decimi rispetto a Vettel. In terza fila le due Haas motorizzate Ferrari di Kevin Magnussen a un secondo e di Romain Grosjean a 1″3. Quarta fila tutta gialla con le Renault di Nico Hulkenberg e Carlos Sainz che è riuscito per 25 millesimi a far scivolare in quinta Charles Leclerc con la Sauber motorizzata Ferrari. Decimo posto in griglia per Sergio Perez con la Force India. Lewis Hamilton bloccato da problemi alla sua Mercedes alla fine del Q1 scatterà dalla settima fila con il quattordicesimo tempo; mentre Daniel Ricciardo, che non ha girato nella Q2 sarà comunque ultimo in griglia per aver sostituito la power unit sulla sua Red Bull.
Sebastian Vettel si gode la pole position nel Gran Premio di casa, migliorando il record che
apparteneva al suo grande idolo, Michael Schumacher dal 2004.”Devo ringraziare tutte le persone che sono venute qui a sostenermi. Spero vi siate divertiti e spero di potervi dare altre emozioni domani” dice a caldo il tedesco della Ferrari che ha poi elogiato la sua Ferrari. “Gia’ nel Q1 sentivo che la macchina poteva gare di piu’, qualcosa di speciale. Continuavo a migliorare giro dopo giro e sapevo di avere ancora qualcosa da poter spremere dal motore. E’ stato un grande giro con grande adrenalina” conclude Seb che ha rintuzzato l’attacco portatogli da Valtteri Bottas. “Credo che sia stato un giro quasi perfetto. Forse potevo migliorare di qualche centesimo, ma non dei due decimi che mancavano. Loro sono stati piu’ veloci; vediamo domani, dove sara’ cruciale la partenza. Avremo la stessa mescola e a livello di passo siamo vicini” ricorda il finlandese della Mercedes. Terzo tempo e seconda fila per Kimi Raikkonen che si rammarica per una piccola sbavatura che anche oggi gli ha impedito di realizzare la pole. “Nel primo tentativo ho fatto un piccolo errore alla curva 12 e sono andato di traverso. Quindi nel secondo sono stato piu’ cauto a causa di quell’errore. Potevo fare di piu’ ma non ci sono riuscito” ammette Kimi. “Domani cercheremo di fare la nostra gara e correremo di squadra. Il terzo posto e’ abbastanza buono come punto di partenza. Vediamo domani”. Per Lewis Hamilton, invece, la partenza sarà ad handicap visto che partirà in quattordicesima posizione per via del problema che l’ha bloccato alla fine della Q1. “Non ho capito cosa sia successo – dice -. Ovviamente cercavo di portare la macchina in pista ma mi hanno detto di fermarmi e allora ho cercato di spingere ma poi ho capito che dovevo fermarmi. E’ solo la mia voglia di non arrendermi mai” afferma il campione del mondo della Mercedes che poi esclude che sia stato il suo passaggio sul cordolo a creare il problema. “No, abbiamo sfruttato il cordolo nello stesso modo in ogni giro” afferma. “Prima del cordolo credo ci sia stata una una rottura dello sterzo”. Quindi sulle sue possibilita’ di rimontare e lottare per le posizioni del podio, si nasconde: “Non credo sia possibile perchè è una delle peggiori per i sorpassi. Farò quello che posso e vedremo”.

“La pole di oggi c’è e mi affido alla certezza. Da parte della Squadra Corse, gli dedichiamo questa pole e gli siamo vicini, a lui e alla sua famiglia”. Maurizio Arrivabene, portato in Ferrari proprio da Sergio Marchionne, dedica attraverso Sky la pole conquistata da Vettel a Hockenheim all’ormai ex presidente della Rossa che a causa delle sue condizioni di salute ha dovuto anticipare il suo addio a Maranello.

(ITALPRESS).

STICCHI DAMIANI “AFFRANTO PER CONDIZIONI MARCHIONNE”

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“Sono profondamente addolorato in questo momento così delicato per la grande famiglia automobilistica italiana e così drammatico per Sergio Marchionne, la sua famiglia e quanti gli sono vicini”. Lo ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Il rapporto tra Aci e Fiat, ora FCA, ha radici nella nostra fondazione e non si può ridurre alla mera dimensione istituzionale ma si è sempre arricchito del costante confronto e di stima a livello personale”, ha aggiunto il numero uno di Aci.
“In questo momento, il mio pensiero e il mio sostegno, come quello di tutta l’Aci, va a chi in queste ore ha la grande responsabilità di continuare lo straordinario percorso di successi di Fca, che coinvolge decine di migliaia di lavoratori, in Italia e nel Mondo. Sono certo che, sotto la guida di John Elkan, sapranno proseguire il formidabile lavoro e insegnamento svolto in questi anni da Sergio Marchionne, che ho avuto l’onore di conoscere e apprezzare anche per le indiscutibili doti umane oltre che manageriali, campione per visione, capacità e passione per l’auto”, ha concluso Sticchi Damiani.
(ITALPRESS).

NAVARRIA D’ORO A WUXI, SCIABOLATORI A SECCO

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Fiducia, determinazione e crudeltà. Sono i tre ingredienti che, assieme ad un cuore grande così, portano in dote a Mara Navarria l’oro nella spada individuale ai Mondiali di Wuxi. E’ la fresca 33enne friulana dell’Esercito a regalare all’Italscherma la prima medaglia, quella più preziosa, sulle pedane cinesi, al termine di una gara che, per dirla con il ct Sandro Cuomo, è da archiviare come perfetta. La certezza del podio era giunta al termine dell’assalto dei quarti di finale vinto per 15-9 contro la campionessa europea 2018, l’estone Katrina Lehis, un’autentica lezione di scherma che faceva seguito all’esordio sicuro contro l’ungherese Anna Kun (15-9), al successo per 15-11 sulla francese Auriane Mallo e all’assalto vincente negli ottavi contro la statunitense Katharine Holmes (15-9). In finale, ecco un’altra big come la rumena Ana Maria Popescu, la stessa che aveva spento troppo presto le ambizioni di Rossella Fiamingo. Un match in discussione solo all’inizio, poi la classe della campionessa di Carlino, che utilizza l’apnea per allenarsi al meglio, viene fuori alla grande.
“Il lavoro paga, porterò questa medaglia a casa e spero di riutilizzarla per il nostro ottavo anniversario di matrimonio, che sarà tra una settimana. Oggi mi sono sentita davvero bene – il commento della Navarria, che a Wuxi ha anche messo in bacheca la Coppa del Mondo – Sono arrivata qui da numero uno e ho finito da numero uno. Questo mi ha pesato un po’, però mi sono sentita una persona normale, a posto con me stessa, e questo mi ha aiutato match per match”.

Si attendeva il tifone Anbi, ma su Wuxi si è abbattuto l’uragano Navarria: “Credo nella natura, sono nata nella natura: il tempo era incazzato, e questo era un rimando, visto che qui i palazzetti sono chiusi e affollati e manca l’aria. La natura è un fattore importante”. L’oro conquistato in Cina, rimarca, “è frutto di un lavoro costruito e non apparitene solo a me, ma anche a Roberto Cirillo, che è il mio maestro, a mio marito, a mio figlio (il piccolo Samuele, ndr) e a tutta la mia famiglia, che c’è sempre in fondo alla pedana”. A 33 anni appena compiuti l’udinese si è finalmente consacrata: “Sono friulana, testarda, ma anche fantasiosa, come dimostra la mia scherma, per via del mio sangue siciliano. In più, ho accanto il gruppo sportivo dell’Esercito, che mi sostiene, e la federazione, che è un grande famiglia. Sandro (il ct, Cuomo, ndr) poi ci ha messo sempre a disposizione quello di cui avevamo bisogno. Non ho mollato, ho cambiato la mia vita per continuare a fare questo sport e sono felice di essere arrivata a questo traguardo. Devo realizzare, ancora non me ne rendo conto, volevo vincere ogni match e anche l’ultimo, quando i secondi non passavano mai: il regalo di compleanno me lo sono fatta da sola – conclude Navarria – con questo oro si sta davvero bene”. Stoppate prima le altre tre italiane. Rossella Fiamingo, reduce dalle ‘forche caudine’ dei gironi, saluta al secondo turno. La 27enne catanese, argento ai Giochi di Rio de Janeiro e due volte iridata in carriera (Kazan e Mosca), dopo aver sconfitto all’esordio la spagnola Sara Fernandez Calleja per 15-6, cede alla rumena, e sua ‘bestia nera’, Ana Maria Popescu per 15-8. “E’ stato un match brutto, con lei avevo già perso agli Europei e insieme avevamo tirato in ritiro ad Hong Kong. Purtroppo a volte le emozioni ti fregano… – spiega la siciliana dei Carabinieri ancora con gli occhi lucidi – Sono stata più a pensare a come non prenderle che a fare la mia scherma. Sapevo che con lei sarebbe stato un assalto complicato, in cui bisognava avere tanta sicurezza. Lei ne ha avuta tanta, io molto poca: le mie carte migliori, lucidità e determinazione, non le ho giocate”. “E’ una stagione in cui mi sento bene, meglio dell’anno scorso, ma non arrivano i risultati – prosegue l’etnea, fidanzata con il nuotatore Luca Dotto – Fa parte del gioco, però non perdo le speranze:  non mi piace mollare e continuerò a sbattere la testa finché non arriverà il momento giusto. Bisogna sbloccare qualcosa: ci sono momenti in cui riesci a rendertene conto e sistemare la situazione – conclude Fiamingo – altre in cui ha la meglio l’emotività”.

Fuori al secondo turno anche Giulia Rizzi che, vittoriosa per 15-11 nel derby con Alberta Santuccio, non riesce a superare la francese Laurence Epee, vincente per 15-14. Va ancora peggio agli sciabolatori azzurri: in tre arrivano sino agli ottavi per poi riporre nel cassetto i proprio sogni. Luigi Samele si è arrende per 15-5 al numero 1 del ranking, il coreano Gu Bongil, mentre Luca Curatoli esce per mano dell’altro coreano Kim Junghwan (15-10) e Enrico Berrè non la spunta con l’ungherese e campione in carica Andras Szatmari (15-13), mandato poi a casa per 15-9 dal russo Kamil Ibragimov (l’oro, invece, se lo mette in tasca il coreano Kim Junghwan). In precedenza, Samele aveva prima regolato lo schermitore di Hong Kong Tin Low (15-14) e poi il tedesco Richard Huebers (15-11), Curatoli si era imposto sul britannico Jonathan Webb (15-8) e sul francese Maxence Lambert (15-9) e Berrè aveva messo al tappeto il georgiano Beka Bazadze (15-8) e il russo Dmitry Danilenko (15-12). Proprio Lambert si era preso la briga di togliere dal torneo, al debutto, il campione olimpico di Atene2004, Aldo Montano, costretto alla resa con il punteggio di 15-13. “Sono dispiaciuto e rammaricato – commenta il quasi 40enne livornese, oro olimpico ad Atene2004, oro iridato nel 2011 a Catania – Nel finale ho tentato la rimonta, ma quando esci subito da un Mondiale non ci sono commenti da fare: c’è tanto dispiacere, mi ero preparato nel migliore dei modi per arrivare qui al meglio. Le premesse erano buone, non sono riuscito a mettere qualcosa in più in pedana. C’è grande dispiacere e rammarico. La prova a squadra? Come sempre mi rimboccherò le maniche perché la squadra è forte e ha la possibilità di fare bene”. Per Montano questo 2018 non è stato fin qui indimenticabile: “E’ stata una stagione non brillante, speravo di avere qui quell’acuto che finora non c’è stato, ma non è avvenuto. Speriamo accada più avanti”. Tornando sul match perso con Lambert, il campione toscano prova ad approfondire l’analisi: “Non è stato un blocco, sennò avrei perso 15-4, ma sono mancate spensieratezza, libertà e spavalderia. Non è scattato quello che avrei sperato e che avevo nelle corde. Mi è mancato il quid, quella libertà che ti permette di mettere 2-3 punti in più. L’avversario non è tra i più scemi, sa fare scherma e attacca bene, io non sto difendendo bene e in attacco ho commesso qualche errore che mi è costato, però il problema non è stato tecnico ma emotivo. Non ho tirato fuori – termina Montano – tutto quello che avevo dentro”.

Domani, per la quinta giornata dei Mondiali cinesi, si disputeranno le gare individuali di spada maschile e di fioretto femminile, che vedranno impegnati otto azzurri. Ad inaugurare la giornata sarà, alle 8.30 locali (le 2.30 in Italia) la gara di spada maschile, con protagonisti Paolo Pizzo, Andrea Santarelli, Marco Fichera ed Enrico Garozzo. Questi ultimi due, alle 8.50 (le 2.50 italiane), si sfideranno nel derby azzurro che decreterà chi avanzerà al secondo turno di giornata. Alle 9.50 (le 3.50 in Italia) sarà invece la volta del fioretto femminile, con quattro azzurre in pedana: Alice Volpi, reduce dall’argento iridato dello scorso anno e dal bronzo europeo 2018, Arianna Errigo, vicecampionessa europea lo scorso mese di giugno a Novi Sad, Camilla Mancini e Chiara Cini, che ha staccato il pass per il primo turno del tabellone principale, grazie ai successi nella fase preliminare svoltasi venerdi 20.
(ITALPRESS).

FOGNINI TRIONFA A BASTAD, PER LUI E’ IL 7° TITOLO ATP

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Fabio Fognini ha vinto oggi la finale dello “SkiStar Swedish Open”, torneo Atp 250 con un montepremi pari a 501.345 euro, disputato sui campi in terra rossa di Bastad, in Svezia. Per il tennista ligure, numero 15 del ranking Atp e terzo favorito del tabellone, è il settimo titolo internazionale della carriera, dopo i successi centrati ad Amburgo e Stoccarda nel 2013, a Vina del Mar nel 2014, a Umago nel 2016, a Gstaad lo scorso anno e San Paulo in questa stagione. Nel match decisivo odierno il numero uno azzurro ha sconfitto il francese Richard Gasquet, numero 29 del mondo e quarta forza del seeding, col punteggio di 6-3 3-6 6-1.
Questa in Scandinavia per il 31enne ligure era la sedicesima finale in carriera nei tornei Atp. Per il 32enne di Beziers, invece, era la trentunesima finale nel circuito: 15 i trofei presenti a oggi nella bacheca del francese.

In serata è arrivata anche la vittoria di Marco Cecchinato nel “Plava Laguna Croatian Open”, torneo Atp 250 dotato di un montepremi pari a 501.345 euro in corso sui campi in terra rossa di Umago. Il tennista palermitano, terza testa di serie, ha battuto in due set l’argentino Guido Pella, 6-2 7-6 (4) in un’ora e 40′ di gioco. Per Cecchinato è il secondo titolo dopo quello conquistato a Budapest lo scorso aprile.
(ITALPRESS).

DE LAURENTIIS “CAVANI NON TORNA, MAI CERCATO”

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E’ il solito fiume in piena il presidente Aurelio De Laurentiis, che dal ritiro del “suo” Napoli è tornato a parlare, ai microfoni di Sky Sport, del club azzurro, in particolare di mercato. “Arriverà Cavani? Falso. Trattative con il fratello o con il Psg? Falso. Non è mai stata un’idea concreta, per quello che mi riguarda. Il Chelsea su Callejon? Non mi risulta, falso. E’ vero, invece, che Inglese è il nostro giocatore più cercato, sono in tanti a chiedermelo”, ha detto il numero uno del club azzurro.
“Per Hamsik in passato sono arrivate offerte dal Milan allenato da Allegri e dalla Juventus, sempre guidata da Allegri, che è innamorato di Marek. Alla Cina non ho mai creduto. Io sono presente lì con delle unità lavorative in maniera costante, so come lavorano e come la pensano. Si dice di tutto di più ma prima di mettere denaro e vedere cammello ce ne passa”, ha aggiunto De Laurentiis.
“Ochoa? Non lo so, non sarebbe male. Digne? Non so chi sia. Mertens-Florenzi?. E’ possibile che alla Roma passi per la capa di prendere Mertens ma non lo scambieremmo con Florenzi. Arias è tra i sei terzini che stiamo valutando. Ghoulam da metà settembre sarà con noi. Rodrigo è un gran giocatore ma noi abbiamo già tanti attaccanti. Ancelotti deve avere tempo di valutare ciò che ha a disposizione; poi eventualmente agiremo”, ha aggiunto il presidente del club partenopeo.
“La Spal per Grassi non ha offerto abbastanza. Può andare al Parma, se presenterà le condizioni economiche e finanziarie giuste. C’è anche il Cagliari interessato ma pure due club stranieri, dei quali non posso fare il nome. Stiamo trattando sulla base di 15 milioni più 3 di bonus. Ciciretti non andrà al Genoa”, ha concluso De Laurentiis.
(ITALPRESS).