Lewis Hamilton risponde a Sebastian Vettel vincendo in casa del tedesco che, partito dalla pole e al comando della gara per 52 giri, si fa tradire dalla pioggia e finisce contro le protezioni perdendo una grossa occasione per allungare ancor di più in testa al mondiale piloti. Invece, il campione in carica, partito dalla 14a piazza per i problemi della qualifica, si trova servita su un piatto d’argento una vittoria insperata, trionfando per la quarta volta nel GP di Germania, eguagliando il record di Michael Schumacher. Giornata nera, più del cielo che sovrasta il MotorDrome di Hockenheim, per la Ferrari che da un possibile uno-due, raccoglie solo il terzo posto con Kimi Raikkonen che si deve accodare anche al connazionale Valtteri Bottas per una doppietta Mercedes che, così, si riprende la testa di entrambe le classifiche iridate. Sebastian Vettel paga un errore che, speriamo, non sarà determinante al termine della stagione. Ma nelle condizioni in cui si è corsa la terza parte della gara, con la pioggia che aumentava e poi diminuiva per poi aumentare ancora una volta, l’errore è sempre dietro ogni curva e, sfortunatamente è accaduto al campione tedesco proprio al tornante che ha frenato in ritardo bloccando il posteriore e perdendo il controllo della sua Ferrari. Non un grosso errore che però ha avuto un impatto enorme sulla gara e quindi anche nella lotta per il titolo, come ha sottolineato lo stesso Seb a fine corsa.
Un vero peccato perchè tutto era stato costruito nella maniera giusta, anche con il simpatico siparietto via radio tra Raikkonen e il suo ingegnere che, con la scusa del dover mantenere la vita delle sue gomme, gli ha chiesto di lasciar passare il compagno di team, con il finlandese che gli rispondeva “dimmelo chiaramente, devo farlo passare?”. Come ha fatto al 39° giro. Ordine di scuderia che è arrivato anche per Valtteri Bottas che, dopo aver tentato di passare Hamilton quando è rientrata ai box la safety car per l’incidente di Vettel, si è sentito chiedere di mantenere la posizione e non attaccare il team mate. Quarto al via, Max Verstappen ha mantenuto la posizione anche al traguardo, nonostante i tanti pit stop, per montare e poi ritogliere le gomem da pioggia. Non è andata bene al suo compagno di squadra Daniel Ricciardo che, partito ultimo e dopo essere rientato tra i primi dieci ha posteggiato la sua Red Bull lungo la pista al 29° giro. Quinto posto finale per Nico Hulkenberg con la Renault davanti alla Haas di Romain Grosjean e alle due Force India di Sergio Perez e Esteban Ocon. A chiudere nei punti anche Marcus Ericsson con la Sauber e Brendon Hartley con la Toro Rosso. In classifica generale ora Hamilton comanda con 188 punti, con 17 punti di vantaggio su Vettel e la Mercedes con 8 sulla Ferrari tra i costruttori.
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GRANDE DELUSIONE VETTEL, VINCE HAMILTON
ACUTO NIELSEN, THOMAS LEADER, SAGAN 100^ VERDE
Magnus Cort Nielsen ha vinto in Linguadoca; Geraint Thomas è ancora il leader della corsa; mentre Peter Sagan è in maglia verde per la 100^ volta in carriera. Queste, in sintesi, le notizie dell’odierna quindicesima tappa dell’edizione numero 105 del Tour de France, la Millau-Carcassonne, di 181.5 chilometri.
Il danese Nielsen, della Astana, ha preceduto sul traguardo della città medievale del sud della Francia, in volata, i due compagni della fuga decisiva, ovvero lo spagnolo Jon Izagirre (Bahrain Merida, secondo) e l’olandese Bauke Mollema (Trek Segafredo, terzo). Con esattamente 13 minuti e 11″ di ritardo, tutti appaiati, sono giunti poi all’arrivo i protagonisti in chiave vittoria finale di questa Grande Boucle. Immutata dunque la classifica generale della corsa, guidata sempre dal britannico Thomas (Sky), maglia gialla, davanti al connazionale e compagno di squadra Chris Froome, secondo a 1’39”, e all’olandese Tom Dumoulin (Sunweb), terzo a 1’50. Sempre in maglia verde, invece, lo slovacco Sagan. Il campione del mondo, della Bora-Hansgrohe, indossa per la centesima volta in carriera la casacca che spetta al leader della classifica a punti del Tour de France. Sagan ha di fatto ipotecato la maglia verde fino a Parigi (gli manca pochissimo per la matematica vittoria), dove sarà premiato come miglior “uomo a punti” per la sesta volta.
Lo slovacco ha dunque stracciato il record di 87 maglie verdi che deteneva Erik Zabel ed eguaglierà sui Campi Elisi domenica lo stesso ex sprinter tedesco, “fermo” a quota 6 classifiche a punti del Tour. Zabel le vinse consecutivamente fra il 1996 e il 2001; Sagan ha vinto dal 2012 al 2016. Nella Grande Boucle dello scorso anno invece il campione del mondo è stato fermato dalla giuria della corsa al termine del terza tappa per un discusso contatto con Cavendish.
Intanto, a sorridere oggi è Nielsen. “Ringrazio il mio team per avermi dato questa grande opportunità. Oggi tutto è andato bene: è stato tutto perfetto. La tattica della squadra è risultata più che giusta: nel finale in effetti sono abbastanza veloce e i miei compagni hanno puntato sul sottoscritto. La vittoria di iere di Omar Fraile (anche lui Astana, ndr) mi ha spronato a tentare il tutto per tutto oggi”, ha detto il vincitore di giornata, alla prima vittoria al Tour in carriera.
Intanto, dall’Italia Nibali ha postato due video. Il siciliano è già al lavoro per recuperare e cancellare in fretta l’infortunio e l’incidente dell’Alpe d’Huez. Tornando in Francia, invece, sembra imminente la denuncia contro ignoti da parte degli organizzatori del Tour in merito a quanto accaduto proprio sull’Alpe d’Huez, in particolare contro chi ha acceso fumogeni.
Domani la carovana gialla osserverà il secondo e ultimo giorno di riposo di questa Grande Boucle. Da martedì la corsa entrerà nel vivo con le difficili tappe pirenaiche che condurranno il plotone alla crono di sabato (forse decisiva) e al traguardo finale, in programma domenica lungo i Campi Elisi di Parigi.
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FOGNINI E CECCHINATO VOLANO NEL RANKING ATP
ROMA (ITALPRESS) – Due azzurri fra i migliori 25 al mondo. Il giorno dopo la doppia impresa sull’asse Bastad-Umago, l’Italia si gode Fabio Fognini al 14esimo posto della classifica Atp – vicino al suo best ranking, numero 13, datato 31 marzo 2014 – e Marco Cecchinato al 22esimo, miglior risultato di sempre per il tennista palermitano che rispetto a lunedì scorso guadagna cinque posizioni. In risalita anche Andreas Seppi (da 50^ a 48^) mentre perde terreno Matteo Berrettini, indietro di nove posizioni (84^), esce dalla top 100 dopo oltre 4 anni Paolo Lorenzi. Per quanto riguarda il vertice, resta saldamente al comando Rafa Nadal con un ampio margine su Roger Federer, terzo Alexander Zverev seguito da Del Potro, Anderson, Dimitrov e Cilic. Unica novità lo scambio di posizioni fra Thiem e Isner, con Djokovic a chiudere la Top Ten.
Top Ten invariata invece nella classifica Wta al termine di una settimana che ha visto Alize Cornet vincere a Gstaad e Anastasija Sevastova prendersi il titolo a Bucarest. Simona Halep guida la graduatoria precedendo Caroline Wozniacki e Sloane Stephens, quarta la campionessa di Wimbledon Angelique Kerber, seguita da Elina Svitolina, Caroline Garcia, Garbine Muguruza, Petra Kvitova, Karolina Pliskova e Julia Goerges. Due le italiane fra le prime cento al mondo: la migliore resta Camila Giorgi, sebbene la marchigiana perda una piazza rispetto all’ultima classifica (da 35^ a 36^), e Sara Errani, che pur non giocando per colpa della squalifica si ritrova da 74^ a 72^. Lontane dalla Top 100 tutte le altre, a partire da Deborah Chiesa che balza indietro di 16 posti ed è 159^, ancora più giù Jasmine Paolini (182^) e Martina Trevisan (190^). Queste le nuove classifiche:
ATP: 1. Rafael Nadal (Esp) 9310 (–); 2. Roger Federer (Sui) 7080 (–); 3. Alexander Zverev (Ger) 5665 (–); 4. Juan Martin Del Potro (Arg) 5395 (–); 5. Kevin Anderson (Rsa) 4655 (–); 6. Grigor Dimitrov (Bul) 4610 (–); 7. Marin Cilic (Cro) 3905 (–); 8. Dominic Thiem (Aut) 3665 (+1); 9. John Isner (Usa) 3490 (-1); 10. Novak Djokovic (Srb) 3355 (–); 14. Fabio Fognini 2190 (+1); 22. Marco Cecchinato 1740 (+5); 48. Andreas Seppi 996 (+2); 84. Matteo Berrettini 687 (-9).
WTA: 1. Simona Halep (Rou) 7571 (–); 2. Caroline Wozniacki (Den)6740 (–); 3. Sloane Stephens (Usa) 5463 (–); 4. Angelique Kerber (Ger) 5305 (–); 5. Elina Svitolina (Ukr) 5020 (–); 6. Caroline Garcia (Fra) 4730 (–); 7. Garbine Muguruza (Esp) 4620(–); 8. Petra Kvitova (Cze) 4550 (–); 9. Karolina Pliskova (Cze) 4485 (–); 10. Julia Goerges (Ger) 3980 (–); 36. Camila Giorgi 1316 (-1); 72. Sara Errani 841 (+2).
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PARMA RESTA IN A MA CON -5, CALAIÒ SQUALIFICATO 2 ANNI
PARMA (ITALPRESS) – Due anni di squalifica per Emanuele Calaiò e cinque punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di serie A: la terza promozione di fila è salva ma in casa Parma ha destato parecchia incredulità e delusione la sentenza di primo grado emessa in tarda mattinata dal Tribunale Nazionale Federale in merito agli sms inviati da Calaiò al suo ex compagno di squadra De Col alla vigilia della gara con lo Spezia, quella che ha sancito il ritorno fra i big. Il Tribunale, che martedì scorso si era riunito per ascoltare i soggetti coinvolti, ha sposato quasi in toto la linea della Procura Federale che aveva richiesto quattro anni di stop nei confronti dell’attaccante, accusato di tentato illecito, e verso la società crociata – deferita a titolo di responsabilità oggettiva – una pena afflittiva di due punti in meno nell’ultimo torneo cadetto, con conseguente ripescaggio in massima serie del Palermo ammesso come parte interessata, o, in via “subordinata”, l’alternativa di sei punti da applicare nella stagione sportiva ormai alle porte. “Ebbene – si legge nel comunicato del Tfn presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino – alla luce dei principi testè enunciati, questo Tribunale ritiene provato che Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito previsto dall’art. 7, comma 1, CGS, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica. E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara”.
La risposta del Parma, nonostante il mantenimento della categoria, non si è fatta attendere e si tradurrà, in termini concreti, nel ricorso in secondo grado presso la Corte Federale di Appello. “Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale – si legge nel comunicato ufficiale del club – Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia”. Una vicenda che dunque è ancora lontana dalla parola “fine” se non per la Procura che si ritiene soddisfatta della sentenza e delle sue annesse motivazioni in quanto il Tribunale Figc ha riconosciuto l’impianto accusatorio.
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HAMSIK “DIMENTICA” CINA “PRONTO A DARE MASSIMO”
La Cina lo ha tentato, parecchio, “mi avrebbe cambiato la vita e ho detto che volevo andarci, non mi nascondo. Ma alla fine non se n’è fatto niente e per me sarà ancora un onore indossare questa maglia, ce la metterò tutta dal primo all’ultimo minuto come sempre”. Marek Hamsik guarda avanti senza rimpianti. Il suo futuro si chiama ancora Napoli, per la felicità anche di Carlo Ancelotti che mai avrebbe voluto fare a meno di lui. “Mi ha chiamato un paio di volte mentre ero in Slovacchia – racconta Hamsik a Sky – Mi ha sempre detto di volermi in squadra, di non andare via e alla fine è stato così. Penso che sia contento che io sia rimasto e lo sono anch’io, è sempre bello quando un allenatore ti vuole. Stiamo lavorando benissimo, sereni, ieri abbiamo fatto una bella partita e ci faremo trovare pronti per inizio campionato. A chi assomiglia Ancelotti fra gli allenatori che ho avuto qui? Mi ricorda Reja, per la sua serenità. Viviamo tranquillamente questo ritiro, è una persona eccezionale e tutto questo ci aiuterà a esprimere le nostre migliori qualità. Ci aspetta ancora una settimana lunga ma sta finendo, non vediamo l’ora di giocare partite importanti”. Dove Hamsik figurerà come regista, ruolo che Ancelotti gli sta ritagliando in questo pre-campionato. “Mi piace, è qualcosa di nuovo – confessa lo slovacco – Sapevo che in futuro poteva essere il mio ruolo, il mister ha voluto cambiarmelo già adesso e sono contento”.
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F.1, TRONCHETTI PROVERA “MONDIALE NON E’ CHIUSO”
“C’e’ una cosa da sottolineare, la Ferrari ha dimostrato di essere competitiva. Purtroppo c’e’ stato un errore evidentemente importante ai fini del campionato, ma con una macchina cosi’ competitiva il campionato non e’ chiuso”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, all’indomani del Gp di Germania vinto in rimonta da Lewis Hamilton dopo l’uscita di pista di Sebastian Vettel mentre si trovava al comando. “Certi errori purtroppo capitano, sono capitati anche a Hamilton in passato, ma sarà un campionato avvincente e le prossime gare vedranno una bella sfida soprattutto tra Mercedes e Ferrari – ha aggiunto a ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento -. Anche la Red Bull ha ripreso passo, le ultime gare sono state molto affascinanti. Sara’ una bella battaglia, con macchine separate da pochi decimi di secondo. Abbiamo visto sorpassi, errori, ma anche magnifiche rimonte, quello che ha fatto Hamilton ha dello straordinario. E’ da campione”. Con la nuova proprieta’ americana del circus “i rapporti sono ottimi, di collaborazione. Lavoriamo per creare ancora piu’ spettacolo, a Monza creeremo una serie eventi per maggiore pubblicita’, quello che conta e’ lo spettacolo in pista, attraverso il regolamento vogliamo far si’ che siano piu’ facili i sorpassi e che emerga la capacita’ dei piloti, perche’ la gente vuole vedere i campioni”.
Pneumatici Pirelli sempre piu’ decisivi: “I nostri – ha sottolineato Tronchetti Provera – lavorano per continuare a migliorare, il vero giudice del miglioramento sono i piloti, che hanno dato tutti giudizi estremamente positivi: per noi tutti e’ una bella soddisfazione che un’azienda italiana riesca a far valere il proprio valore nel mondo”.
Al momento le condizioni per proseguire a fornire il Mondiale di Formula 1 “ci sono. E’ partita una gara, noi parteciperemo, se le condizioni economiche saranno ragionevoli andremo fino in fondo.
L’esclusivita’? La prevede il nuovo contratto, lavoriamo su quella, per noi – ha concluso – non e’ un tema quello della competizione, abbiamo 1.200 gare e siamo in competizione con tutti, e’ una cosa che ci stimola. Si va verso la monofornitura per evitare grossi differenziali tra un team e l’altro”.
(ITALPRESS).
VOLPI ORO, ERRIGO BRONZO, SCIABOLATORI KO
Alice Volpi sul tetto del mondo. Sulle pedane cinesi di Wuxi, la 26enne delle Fiamme Oro, papà senese e mamma brasiliana, fa esplodere tutto il suo potenziale, riuscendo a vincere quell’oro iridato che l’anno scorso a Lipsia lasciò sulla lama della russa Deriglazova. Un’impresa, quella della campionessa italiana, che vive la giornata perfetta. Dopo aver sconfitto all’esordio la filippina Samantha Catantan (15-4), si impone agevolmente anche contro la russa Adelina Zagidullina (15-6), poi liquida negli ottavi l’ucraina Kateryna Chentsova per 15-2. Ai quarti si aggiudica il derby con Camilla Mancini per 15-9 e in semifinale, col punteggio di 15-7, esclude la tunisina Ines Boubakri. Più teso l’assalto per l’oro, che la Volpi fa suo sulla francese Ysaora Thibus per 15-12. “Sono felicissima, ancora non ci sto credendo… – dice emozionata la poliziotta, che quest’anno in Coppa del Mondo si è imposta ad Algeri ed è giunta seconda a Cancun, St.Maur e Torino – Ho vinto con il cuore e ce l’ho fatta. Sul 14 avevo ancora paura, pero’ l’ho messa e alla fine ce l’ho fatta. Fino all’ultimo non ho mai smesso di lottare, andava messa quella botta che non misi l’anno scorso”.
La sua classe, dopo il successo agli Assoluti, e’ ora definitivamente esplosa:”Purtroppo non bastava solo il talento, serviva anche tanto lavoro. Devo dire grazie ad Annalisa Coltorti (la preparatrice atletica, ndr), al mio tecnico Giovanna Trillini e a tutto lo staff azzurro. Grazie a loro ce l’ho fatta”. La prima dedica e’ per il nonno paterno, scomparso a Pasqua. Un ricordo che la commuove:”La dedico a lui, ho aspettato tutto l’anno e spero mi abbia visto. E anche a Daniele (Garozzo, il fidanzato, ndr) che e’ qua e che mi dice di non mollare quando sono stanca, a babbo, mamma e mio fratello, che ha appena fatto la maturita’”. Da domani, promette l’azzurra, “iniziero’ a pensare alla gara a squadre: ricaricheremo le batterie, siamo pronte”. L’Italscherma a Wuxi sta festeggiando solo medaglie al femminile: “Stamattina mi sono commossa vedendo l’ultima stoccata di Mara (Navarria, ndr) e anche questo mi ha dato un grande stimolo. La ringrazio, e’ stata stupenda anche lei”. Per lei anche i complimenti della sua squadra del cuore, la Fiorentina, mentre per l’Italscherma il bottino sale a due ori e un bronzo perché poco prima si era fermata in semifinale la corsa di Arianna Errigo. Messa al tappeto la canadese Naomi Moindrot-Zilliox (15-5), la 30enne brianzola dei Carabinieri stende anche l’austriaca Olivia Wohlgemuth (15-8) ed entra nel tabellone delle 8 imponendosi sulla tedesca Leonie Ebert per 15-5. In semifinale sbarca eliminando per 15-11 sull’americana Nzingha Prescod, poi la luce si spegne e crolla contro la Thibus per 15-2.
“Sono arrivata troppo scarica in semifinale e mi dispiace: stavo bene e avevo tirato bene, ero stata brava sino a quel momento ma in semifinale non ho avuto la stessa determinazione – racconta Errigo, iridata a Budapest 2013 e Kazan 2014 e vice-campionessa olimpica a Londra – Mi dispiace, ero venuta qui per vincere e avevo tutte le carte in regola per farlo. Quest’anno e’ un bronzo che mi va stretto, anche se devo ricordare che e’ la mia settima medaglia in otto Mondiali disputati e questo mi rende orgogliosa. Certo, oggi potevo fare molto di piu'”.
Brava la Mancini ad entrare ancora nella finale a 8 (alla fine è settima). Tutti fuori, invece, gli azzurri impegnati nella prova individuale di spada maschile. A cominciare da Paolo Pizzo, campione uscente e iridato anche a Catania 2011, che batte all’esordio il sudafricano Pavel Tychler (15-6) per poi arrendersi all’ucraino Roman Svichkar (15-14). “Sto soffrendo molto ma ci metto sempre la faccia. Ho una certa maturità, una volta mi sarei nascosto dietro un angolo…” le parole del 35enne catanese dell’Aeronautica, già iridato a Catania 2011, che abdica al ‘trono’ dopo l’oro di Lipsia 2017. Fuori anche gli altri due compagno di squadra: Marco Fichera, uscito vincente al debutto nel derby con Enrico Garozzo (15-4), si fa sorprendere dal kazako Dmitry Alexanin (5-4), ‘tradito’ da una strategia delle priorità che stavolta lo penalizza; Andrea Santarelli, infine, superato il primo ostacolo di giornata, il cinese Xue Yangdong (15-4), si ferma di fronte al russo Sergey Khodos (9-8). Domani si concludera’ il programma delle gare individuali, con le prove di sciabola femminile (Rossella Gregorio, Loreta Gulotta, Martina Criscio, Irene Vecchi) e fioretto maschile (Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Giorgio Avola e Andrea Cassarà), ma prenderanno il via anche i primi turni delle gare a squadre di spada femminile e sciabola maschile. Ad iniziare per prime saranno le sciabolatrici.
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GATTUSO “BONUCCI PARLI CON CLUB, MIRABELLI? AMAREZZA”
“Non ho ancora avuto un confronto con la proprieta’. Abbiamo passato due settimane intense di lavoro, c’e’ grande tranquillita’, poi e’ normale che questi cambiamenti comportano delle novita’. Abbiamo il dovere di dare il massimo, non siamo in cerca di alibi. Fino a questo momento non posso far altro che ringraziare tutte le persone che circondano il mondo Milan. Mirabelli? Se sono qua al Milan e’ perche’ lui ha creduto in me a novembre dello scorso anno. Il merito e’ suo e di Fassone. Io ora sono un professionista, c’e’ grande rammarico e grande amarezza, ma bisogna guardare avanti. Devo pensare a fare il mio lavoro”. A dirlo il tecnico del Milan, Gennaro Gattuso, in conferenza stampa a Los Angeles, dove i rossoneri si trovano per l’International Champions Cup. “Se mi esporrei per Mirabelli? In questo momento non penso che sia corretto nei confronti di un direttore che lavora da tanti anni come Massimiliano e penso che ora devo pensare a fare il mio – replica Gattuso, come si legge su ‘milannews.it’ -. Sto lavorando con persone nuove, con le quali ci siamo appena conosciuti. Devo affrontare le difficolta’. L’obiettivo e’ quello di mettere la squadra nelle condizioni migliori. Non mi piace fasciarmi la testa prima di spaccarmela”.
Capitolo mercato. Leonardo Bonucci andrà via? “Ho parlato con Leo, e fino a quando fara’ parte del mio spogliatoio vorro’ sempre vedere il Bonucci che ho visto fino ad oggi. Per il suo futuro dovra’ parlare con la societa’. Penso che quando un giocatore esprime un suo desiderio, e’ giusto affrontare in modo serio e ragionato il discorso”. Per il centrale della Nazionale si parla addirittura di un clamoroso ritorno alla Juventus. In un momento molto particolare per il club rossonero, Gattuso dice la sua sul mercato e sottolinea, in conferenza stampa a Los Angeles, dove si trova per l’International Champions Cup, che “sia la vecchia che la nuova societa’ sanno quali siano le pedine mancanti. Penso che l’importante sia andare a prendere giocatori in grado di migliorare la rosa. Vedremo cosa succedera’. Preferenze? Si’, ne ho. In generale dovremo andare a prendere giocatori funzionali”.
(ITALPRESS).










