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OLIMPIADI2026, L’1 AGOSTO DECISIONE SU CANDIDATA

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“È inutile andare avanti con questa situazione: il primo agosto ci sarà una decisione”. Lo ha annunciato il presidente del Coni Giovanni Malagò parlando della decisione della città da candidare (Cortina, Milano e Torino in lizza) per le Olimpiadi invernali del 2026. “Credo sia giusto anche e soprattutto per rispetto della candidatura italiana perché bisogna lavorarci al meglio nel mese di agosto e prepararla anche per avere più forza a livello internazionale. Penso sia una cosa autolesionistica continuare a tirare per le lunghe la questione – ha sottolineato il numero uno dello sport italiano a margine di un evento nella Sala Giunta del Coni – Se ci aspettiamo il benestare da parte del governo? Ho già comunicato la questione ieri sera al sottosegretario Giorgetti e lui condivide e concorda. Il governo ha demandato totalmente la scelta della città al Consiglio nazionale ed è costantemente informato su tutto quello che succede”, ha concluso Malagò.
(ITALPRESS).

DE ROSSI SFIDA JUVE “NEL CALCIO NULLA DI SCRITTO”

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“La Juventus ha acquistato uno dei migliori giocatori della storia del calcio e questo e’ un segnale. Stanno cercando di migliorare la loro squadra ma anche noi stiamo provando a fare lo stesso. Nel calcio non c’e’ nulla di scritto. Anche l’ultimo Mondiale ha dimostrato che le cose possono andare in maniera differente da come si pensano prima che una partita o un campionato inizino. E’ cio’ che pensiamo e che speriamo”. Nel giorno in cui compie 35 anni, Daniele De Rossi lancia la sfida alla Juventus dagli Stati Uniti, dove la Roma si trova per l’International Champions. “Da 18 anni spero di riuscire a conquistare qualcosa con la Roma – afferma il capitano giallorosso in un’intervista a ‘ProSoccerTalk’ di Nbc Sport -. Cercheremo di fare qualcosa di incredibile perche’ le squadre che si sono piazzate al primo e al secondo posto sono anche migliorate rispetto allo scorso anno. Io pero’ nutro molta fiducia in questa squadra, in questo allenatore, perche’ e’ il secondo anno e tutto probabilmente sara’ piu’ semplice visto che non dovremo cominciare daccapo. Siamo vicini alla Juventus. Vogliono vincere la Champions League e scavare un grande solco tra se’ e le altre squadre, ma stiamo cercando di colmare il gap”.
Secondo De Rossi, il tecnico Eusebio Di Francesco “puo’ contare su una base di squadra, giocatori che sanno gia’ cosa vuole. Sara’ quindi piu’ semplice inserire i giovani in squadra. La prima volta che ho incontrato Di Francesco avevo 18 anni e lui e’ sempre stato cosi’. Anche da giocatore, voleva tutto. Il lavoro di allenatore e’ diverso, pieno di pressioni, ma ha una mentalita’ vincente e sta cercando di portarla anche dentro la squadra”.
Lo testimonia anche il clamoroso cammino in Champions, concluso solo in semifinale contro il Liverpool: “L’anno scorso abbiamo mostrato al mondo cosa possono fare una citta’ e una squadra come la nostra – ricorda De Rossi -. Abbiamo fatto qualcosa di incredibile, grazie probabilmente al nostro talento, alla nostra organizzazione e alla fiducia dei tifosi. Tutto e’ andato alla grande e abbiamo ritrovato passo dopo passo il rapporto con i nostri tifosi, molto piu’ che in passato. Il tempo puo’ aiutare la squadra a capirsi meglio. Stiamo provando a diventare piu’ equilibrati, un traguardo che si ottiene con l’esperienza. Non partiamo dalla semifinale di Champions o dal terzo posto, si inizia tutti a zero punti, come il Cagliari o la Juventus”.
(ITALPRESS).

ITALIA ANCORA ORO CON FOCONI NEL FIORETTO

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Per la terza volta in altrettanti giornate di finali, l’Inno di Mameli risuona nel palasport di Wuxi. Dopo gli ori conquistati da Mara Navarria (spada) e Alice Volpi (fioretto) e il bronzo di Arianna Errigo (fioretto), arriva la quarta medaglia per l’Italscherma ai Mondiali, la terza del metallo più preziosa. E ancora nel fioretto. Sboccia nella terra del Sol Levante, anche in ritardo rispetto alle sue potenzialità, il talento di Alessio Foconi, che partiva come numero 1 del tabellone e 2 del ranking e che ora si porta a casa, come una ciliegina sulla torta, anche la Coppa del Mondo. Il 28enne umbro nato a Roma, allenato da Filippo Romagnoli, firma la sua giornata perfetta. Esordisce all’esordio battendo il tedesco Peter Joppich per 15-11, poi si sbarazza per 15-1 del polacco Michal Siess e agli ottavi estromette per 15-13 il canadese Maximilian Van Haaster. La medaglia se l’assicura sconfiggendo il francese Enzo Lefort per 15-8, la finale sgambettando per 15-12 il coreano Heo Jun, che nei quarti aveva eliminato il campione olimpico Daniele Garozzo. Nel match per l’oro ha di fronte il britannico Richard Kruse: dopo una partenza in slow motion (4-1 5-2), l’azzurro stampa un maxi-parziale di 11-1 che gli vale il 15-8 complessivo e la corona di re del fioretto. E’ un’esperienza che dovro’ metabolizzare, non ho ancora realizzato… Pensavo mi uscisse la lacrimuccia, invece niente: spero esca questa sera, e’ stata una bellissima vittoria – il commento a caldo di Foconi, che con la squadra dovrà difendere l’oro vinto lo scorso anno a Lipsia – Ho fatto una bella gara dal punto di vista mentale. In semifinale e finale ero partito in svantaggio e contro Kruse c’era anche il tifo che provocava. Poi, step by step, botta dopo botta, sono riuscito a recuperare. A inizio stagione me le aveva date di santa ragione, stavolta ho visto che era molto stanco e si toccava la gamba, allora ho cercato di alzare il ritmo e mantenere. Qualche botta me l’ha regalata, ho sfruttato il suo momento no e sono andato a prendermi la vittoria”.

“Tutti dovrebbero avere una carriera come la mia – prosegue il neo iridato, amante della carbonara, delle serie tv e dei manga – Spesso chi non arriva prima cede, io non ho mai mollato: gara dopo gara, anche guardando dalle tribune perche’ ero stato eliminato. Ho lavorato tanto, mi piace allenarmi, e ora sono qui da campione del mondo. Me lo sono meritato”. Foconi, che ringrazia staff tecnico, a cominciare da Filippo Romagnoli, e famiglia, svela il segreto del suo salto di qualita’ negli ultimi due anni: “Non ho partecipato alle Olimpiadi di Rio, ho visto Daniele (Garozzo, ndr) vincerle e mi sono detto che lo avrei raggiunto. Noi due siamo tanti amici, oggi ha rosicato tantissimo per essere uscito ma e’ contentissimo nel vedermi vincere. Vittoria porta vittoria – conclude Foconi – e il suo oro mi ha dato uno stimolo in piu'”. Si erano spinti fino ai quarti proprio Garozzo e Giorgio Avola. L’olimpionico supera all’esordio l’australiano Edwuard Fitzgerald per 15-10 e poi elimina al secondo turno il coreano Son Young Ki per 15-12, liquidando il francese Erwann Le Pechoux per 15-6 negli ottavi e ‘sbattendo’ nei quarti, per 15-14, sul moro del coreano Heo Jun. Avola invece parte battendo per 15-7 il tedesco Benjamin Kleibrink, bissando poi per 15-11 sul francese Maxime Pauty e infliggendo un 15-11 all’americano Race Imboden, prima di battere lo spagnolo Carlos Llavador per 15-10.

Fuori al secondo turno, invece, Andrea Cassara’, che ha la meglio per 15-8 sull’austriaco Johannes Poscharnig per poi arrendersi, per 15-10, al britannico James Andrew Davis. Nella prova individuale di sciabola femminile, Irene Vecchi e Martina Criscio si fermano a un passo dalla finale a 8. La toscana delle Fiamme Gialle, bronzo lo scorso anno a Lipsia, dopo aver sconfitto nei primi due turni le ucraine Yuliia Bakastova (15-7) e Alina Komaschchuk (15-12), si stoppa davanti la russa Sofia Pozdniakova, che si impone per 15-12 dopo un parziale di 8-0 (l’azzurra era avanti 12-7). La pugliese dell’Esercito, impostasi prima sulla tedesca Julika Funke (15-13) e poi sulla giapponese Norika Tamura con lo stesso score, si arrende sempre per 15-13 alla cinese Shao Yaqi. Uscite invece al debutto sia Loreta Gulotta, ko 15-13 contro la polacca Aleksandra Shelton, che Rossella Gregorio, stoppata per 15-11 dalla schermitrice di Hong Kong Karen Ngai Chang. In un torneo che perde troppo presto l’ucraina Olga Kharlan, l’oro va alla russa Sofia Pozdniakova, che in finale ha la meglio, per 15-13, della connazionale Sofya Velikaya. Nella giornata odierna ha anche preso il via il programma delle gare a squadre. Nella sciabola maschile, il quartetto composto da Enrico Berrè, Luca Curatoli, Luigi Samele ed Aldo Montano, testa di serie numero 2 del tabellone, ha esordito nel turno dei 16, superando la Gran Bretagna per 45-22 ed approdando ai quarti di finale contro la Russia da cui prenderà il via la gara nella giornata di domani. Nella spada femminile, l’Italia con il quartetto inedito composto da Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi, Alice Clerici e da Mara Navarria, reduce dal successo individuale, dopo aver esordito superando nel turno dei 32 la Lituania col punteggio di 45-19, è stata sconfitta agli ottavi dalla Germania col punteggio di 42-36. Per le azzurre si sono aperte le porte del tabellone dei piazzamenti, dove hanno sconfitto il Canada (45-24), la Romania (27-26) e infine l’Ucraina (45-32), terminando così al nono posto della classifica finale. Inizieranno domani anche le altre due gare a squadre: quella di fioretto femminile e di spada maschile. Alle 9.45 (3.45 in Italia) saranno chiamati all’esordio gli spadisti. Il quartetto azzurro, vicecampione olimpico a Rio2016, formato da Paolo Pizzo, Marco Fichera, Andrea Santarelli ed Enrico Garozzo, sfiderà nel turno dei 32 l’Australia. Per i quattro azzurri guidati dal ct Sandro Cuomo si tratta dell’occasione per il riscatto dopo l’opaca prestazione offerta sulle pedane di Wuxi a livello individuale. Alle 11.50 (5.50 in Italia) sarà invece chiamata a salire in pedana l’Italia di fioretto femminile. Il Dream team del ct Andrea Cipressa, composto dalla neo campionessa del mondo, Alice Volpi, dal bronzo iridato Arianna Errigo e da Camilla Mancini e Chiara Cini, sfiderà nel turno delle 16, la vincente del match tra Brasile ed Egitto.
(ITALPRESS).

2° SQUILLO DI ALAPHILIPPE, THOMAS RESTA LEADER

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Julian Alaphilippe, dopo il successo nella prima frazione alpina, si è ripetuto oggi nella prima tappa pirenaica. Attardati e appaiati i big della corsa, con Geraint Thomas saldamente in maglia gialla. Piccolo break all’inizio della giornata per una singolare protesta di alcuni agricoltori. Salterà quest’anno la consueta visita del Premier: Macron era atteso per domani ma ha preferito rinunciare dopo le polemiche parigine degli ultimi giorni. Queste le news della giornata dell’edizione numero 105 del Tour de France, che ha condotto la carovana da Carcassonne a Bagneres de Luchon. In tutto 218 chilometri, con i big della corsa ancora “inoperosi”, in attesa dei fuochi delle ultime frazioni.
Sul traguardo dell’Alta Garonna, al confine con la Spagna, il francese Alaphilippe, della Quick Step Floors, si è imposto in solitaria. Per lui, sempre più maglia a pois, circa 15 secondi di vantaggio sui compagni di fuga, ovvero lo spagnolo Gorka Izagirre (Bahrain Merida, secondo) e il britannico Adam Yates (Mitchelton Scott, terzo), che era in testa ma che è scivolato nella discesa conclusiva.
Staccati di ben otto minuti e 52″, rispetto al vincitore di questa sedicesima tappa, sono giunti sotto il traguardo odierno i big della corsa gialla, tutti a braccetto. Nessuna novità quindi nelle parti alte della classifica generale. La maglia di leader della competizione è sempre sulle spalle del britannico Thomas (Sky), che mantiene un vantaggio di 1’39” sul connazionale e compagno di squadra Chris Froome e di 1’50” sull’olandese Tom Dumoulin (Sunweb).
Risalgono in graduatoria i primi due italiani rimasti in gara, dopo il ritiro forzato di Vincenzo Nibali. Il siciliano Damiano Caruso (Bmc), oggi undicesimo, è ora 16° assoluto; il lucano Domecnico Pozzovivo (Bahrain Merida), oggi quinto, chiude al momento la top 20. Proprio i due azzurri, al termine delle fatiche odierne, hanno esternato tutto il loro stupore per quanto successo a inizio frazione (“a un certo punto non si vedeva più niente”) e hanno fatto i complimenti sinceri ad Alaphilippe, vittorioso al termine di una “giornata molto dura”.
Quanto mai contento, invece, proprio il vincitore di tappa. “Mi sentivo bene oggi e mi sono ritrovato nel gruppetto competitivo in fuga. Conoscevo bene il finale. Abbiamo provato ad attaccare sia io che Adam Yates. Sono stato anche un po’ fortunato. Sono molto felice, non immaginavo di poter ripetere una vittoria al Tour in così poco tempo. La maglia a pois? Proverò a difenderla con i denti sino alla fine della corsa”, ha dichiarato Alaphilippe.
Il piccolo break di inizio frazione, intanto, ha fatto, con foto su tutti i siti, il giro del mondo. Il plotone è rimasto bloccato dalla protesta di alcuni contadini, che avevano piazzato diverse balle di fieno lungo la strada proprio per ostacolare i ciclisti in gara. I fumogeni sparati dalla gendarmerie, poi, hanno fatto il resto: con tappa sospesa per circa 15 minuti.
Domani è in programma la diciassettesima frazione di questa Grande Boucle, la Bagneres de Luchon-Saint Lary Soulan, di 65 chilometri, con la innovazione della “partenza a griglia” e con il difficile arrivo sul Col du Portet.
(ITALPRESS).

DI FRANCESCO “ROMA CAMBIATA MA COMPETITIVA”

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I tifosi giallorossi stiano tranquilli: anche senza Malcom, sarà una grande Roma. Eusebio Di Francesco, alla vigilia dell’esordio nell’International Champions Cup contro il Tottenhman a San Diego (“abbiamo sofferto il fuso in questi primi giorni, ma ci stiamo adattando, mantenendo i giusti carichi di lavoro ed evitando affaticamenti”), mantiene l’ottimismo nonostante la beffa sul brasiliano poi passato al Barcellona. “Non ho vissuto la trattativa in prima persona ovviamente essendo qui – precisa – Attualmente siamo differenti dallo scorso anno, ritengo che siamo competitivi ma siamo sempre vigili sul mercato. Abbiamo ottimi calciatori, ma se c’è l’occasione per fare qualcosa non la lasceremo andare via. Su Malcom sono girate troppe voci, preferisco non dare indicazioni alla stampa e non fare nomi”. La tournee americana sarà l’occasione per dare “minuti a tutti i miei ragazzi e anche per questo saranno gare molto indicative” e rispetto alla scorsa estate sarà più lunga perchè “tanti calciatori sono arrivati prima, e questo ci ha permesso di arrivare qui negli Usa con una buona condizione. Quello che importante è integrare lavoro tra parte fisica e tecnico-tattica. Il fatto che siamo in una buona condizione ci permetterà di spingere di più e arrivare al campionato in buona condizione”. In un anno, sottolinea Di Francesco, “è cresciuto il rapporto tra di noi. Credo che tutti possano fare meglio, voglio sempre il massimo ovviamente da ognuno di loro. Strootman è un esempio in merito, visto che pretende sempre il massimo da se stesso e dai compagni”. “Questo aspetto è importante per far capire ai giovani in che squadra sono arrivati: quando si entra in campo non si scherza e non si ride – sottolinea il tecnico giallorosso – Cresce anche la conoscenza loro nei miei confronti. Tutto questo è utile per potersi migliorare come collettivo”. Aspettando Olsen che si aggiungerà a Mirante (“il mio pensiero è quello di portarli ad adattarsi al nostro gioco, ma in questo mi aiuterà Savorani, a partire da Olsen”), per quanto riguarda gli altri due nuovi arrivi Marcano e Pastore, Di Francesco ricorda che “stiamo insieme da soli 15 giorni. Non è facile entrare in una nuova squadra. Sono molto contento di Pastore, che si sta impegnando ricercando la migliore forma, tecnicamente non ha nulla da imparare, ma sta mettendo ritmo nelle gambe. I dati dicono che è in crescendo. Marcano è quello che si è presentato meglio come preparazione e testa e devo dire che è quello che mi ha colpito di più tra tutti”. Un nuovo acquisto può considerarsi anche Karsdorp che però “ha avuto un piccolo affaticamento e non ci sarà contro il Tottenham”. Infine, su Kluivert, aggiunge: “non bisogna avere fretta con i giovani, viene da un campionato totalmente differente e io cerco di fargli capire quello che vorrei da lui ma ci vuole pazienza”.
(ITALPRESS).

TFN DICHIARA IMPROCEDIBILE DEFERIMENTO CONTRO CHIEVO

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Il Tribunale Federale Nazionale, presieduto da Roberto Proietti, ha dichiarato improcedibile il deferimento nei confronti del Chievo e, per l’effetto, restituisce gli atti alla Procura Federale.
Accolto invece il deferimento nei confronti del Cesena e infligge una penalizzazione di 15 punti in classifica, da scontare nella stagione sportiva in corso 2018/2019, nel caso in cui la società bianconera dovesse risultare iscritta a qualsivoglia campionato organizzato dalla Figc.
Chievo e Cesena erano finiti a giudizio, insieme ai presidenti Luca Campedelli e Giorgio Lugaresi, oltre ad altri 18 dirigenti chiamati a rispondere per responsabilità diretta e oggettiva, per aver sottoscritto le variazioni di tesseramento di alcuni calciatori indicando un corrispettivo superiore al reale e di aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo dalle norme che regolano i bilanci delle società di capitali. “Condotte finalizzate a far apparire un patrimonio netto superiore a quello esistente alla fine di ciascun esercizio e ciascun semestre così da ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato delle stagioni 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale”, recitava il deferimento. La Procura Figc aveva chiesto per entrambi i club 15 punti di penalizzazione da applicare sulla classifica dello scorso campionato e decretando di conseguenza la retrocessione del Chievo in B e del Cesena – che però nel frattempo ha aderito all’istanza di fallimento avanzata dalla procura della Repubblica di Forli’ – in C.
L’improcedibilità sul deferimento del Chievo scatta per il fatto che la Procura ha respinto la richiesta di audizione dei dirigenti gialloblù prima che venisse ultimato il procedimento, un vizio di forma che per il momento ‘salva’ la società di Campedelli.
(ITALPRESS).

SCIABOLATORI VINCONO ARGENTO AI MONDIALI

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Prima giornata ai Mondiali di Wuxi senza un oro azzurro, primo argento per la spedizione tricolore in Cina. L’Italscherma sale comunque sul podio con la squadra maschile di sciabola, che porta in dote alla Fis di Giorgio Scarso la quinta medaglia nella rassegna iridata nel Sol Levante dopo gli ori di Mara Navarria (spada), Alice Volpi (fioretto) e Alessio Foconi (fioretto) e il bronzo di Arianna Errigo (fioretto). Dopo aver esordito ieri nel turno dei 16, superando la Gran Bretagna per 45-22, Enrico Berre’, Luca Curatoli e Luigi Samele, con Aldo Montano rimasto sempre in panchina a svolgere il ruolo della ‘chioccia’, hanno superato nei quarti di finale la Russia con il punteggio di 45-31 e in semifinale, per 45-42, quell’Ungheria che nella recente finale di Novi Sad aveva dominato e che poi si sarebbe messa al collo il bronzo (45-36 sulla Georgia). A stoppare le lame azzurre è stata la Corea, autentica dominatrice della stagione di Coppa del Mondo con quattro successi contro i quattro secondi posti della truppa di Sirovich. Che qui, a Wuxi, si presentavano come numeri 2, alle spalle di Kim, Oh e Gu, che hanno dunque rispettato il pronostico. La finale non ha avuto infatti granché storia e se lo score non è così netto è solo merito di Curatoli, che nell’assalto conclusivo ha rifilato un parziale di 13-5 a Oh, riducendo sensibilmente la forbice. Il napoletano, assieme a Samele, festeggiava proprio oggi il suo 24esimo compleanno: l’argento è comunque un regalo importante e da non sottovalutare. “E’ sempre importante condividere qualcosa con la squadra – spiega il quasi 40enne Montano, livornese delle Fiamme Azzurre e olimpionico ad Atene 2004 – Questa è una medaglia importante. Volevamo regalare a Gigi (Samele, ndr) un oro che purtroppo non è arrivato. Tre quarti della squadra era già salita nel 2015 a Mosca sul gradino più alto del podio, purtroppo non è stato così in questo giro ma è arrivata comunque una bellissima medaglia”. “Il canale non era dei migliori – ammette Berrè, 25enne romano delle Fiamme Gialle – Ci vuole anche un po’ di fortuna e oggi abbiamo affrontato tre avversari uno più difficile dell’altro. Siamo entrati subito grintosi, la Russia al pronti e via non la auguro nessuno, con l’Ungheria avevamo il dente avvelenato perché ci aveva distrutto in finale agli Europei e avremmo voluto regalare il titolo a Gigi e Luca (Curatoli, ndr) per il loro compleanno, ma l’argento non è da buttare via”. “Questa Corea è stata illegale quest’anno – dice Samele, 31enne foggiano delle Fiamme Gialle – Ha vinto praticamente tutto tranne i Giochi Asiatici: onore a loro, hanno dimostrato di essere i numeri uno al mondo e noi ci stiamo avvicinando,’. Abbiamo ancora due anni di lavoro come squadra per andare oltre la Corea. L’argento? Poteva andare peggio, ed è vero che da noi ci si aspetta sempre il massimo (“Per colpa dei fiorettisti”, ride Curatoli al suo fianco), ma siamo contenti: tornare a casa con una medaglia è una grandissima emozione”. Curatoli, nell’assalto finale con Oh, ha ‘rischiato’ di mettere a segno una grande rimonta: “Ci abbiamo iniziato a credere – dichiara il 24enne napoletano delle Fiamme Oro – A me queste rimonte piacciono, mi gasano, ma purtroppo a volte avvengono e altre no. Oh è un giovane fortissimo e anche a lui in questo Mondiale non era andato nel migliore dei modi. I coreani sono fortissimo, li stiamo studiando e prima o poi riusciremo a batterli”. Una missione non certo impossibile per il gruppo azzurro, che ha ormai in Curatoli il leader, come dimostra il ‘rito propiziatorio’ in stile ‘Gomorra’ che gli azzurri compiono prima di ogni assalto. Il campano urla verso i compagni: “Guagliò, chi cumann’cca?”. Urlo di risposta: “Nuje”. A vincere invece l’oro nella prova a squadre di spada femminile sono stati gli Stati Uniti. Il quartetto americano ha sconfitto in finale la Corea per 18-17 dopo l’assalto supplementare. Bronzo per la Cina, che nella sfida per il terzo posto ha battuta la Russia per 45-42. L’Italia era stata eliminata ieri nel turno dei 16, concludendo al nono posto in classifica generale. Sono iniziate oggi le altre due gare a squadre che si completeranno domani, quella di fioretto femminile e di spada maschile. L’Italia di spada maschile ha staccato il pass per i quarti di finale, da cui domattina riprenderà il tabellone principale e che vedrà la sfida contro la Svizzera. Il quartetto azzurro, vice-campione olimpico a Rio2016, formato da Paolo Pizzo, Marco Fichera, Andrea Santarelli ed Enrico Garozzo, dopo aver superato per 45-24 l’Australia, ha sconfitto anche la Spagna per 20-19, respingendo al minuto supplementare la rimonta degli iberici. Prossimo avversario, per staccare il pass per la semifinale, sarà la Svizzera, che ha eliminato Israele per 45-39. Approda ai quarti di finale, in programma domattina, anche l’Italia di fioretto femminile. Il Dream Team composto dalla neo campionessa del mondo, Alice Volpi, dal bronzo iridato Arianna Errigo, che nell’occasione non ha tirato, e da Camilla Mancini e Chiara Cini, ha infatti superato col netto punteggio di 45-12 il Brasile nell’assalto degli ottavi di finale. Le azzurre se la vedranno con il Giappone, vincente per 45-31 sulla Cina. Prenderanno il via domani con i primi turni del tabellone anche le ultime due prove del programma gare della rassegna iridata. Nel fioretto maschile l’Italia, testa di serie numero 1 del tabellone, esordirà contro la vincente tra Australia e Cile. La squadra azzurra, chiamata a difendere il titolo dello scorso anno, è composta dal neo campione iridato Alessio Foconi e da Giorgio Avola, Daniele Garozzo ed Andrea Cassarà. Italia testa di serie numero 1 anche nella gara a squadre di sciabola femminile. Rossella Gregorio, Irene Vecchi, Martina Criscio e Loreta Gulotta inizieranno il proprio percorso nel tabellone dei 16, affrontando la vincente tra Thailandia ed Azerbaijan.

MANCINI “PIRLO FORSE IN STAFF, BALOTELLI MATURO”

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“Ogni nazionale attraversa i propri momenti storici, noi dobbiamo rimboccarci le maniche e fare di più, ma il calcio italiano ha sempre dimostrato qualcosa di buono. Attraverso il lavoro cercheremo di arrivare a vincere qualcosa di importante”. Lo ha detto il Ct della Nazionale, Roberto Mancini, ospite a Catanzaro per la consegna del “Premio Ceravolo”, ideato dal giornalista Maurizio Insardà ed arrivato alla nona edizione, la cui cerimonia si è svolta presso il Centro tecnico federale Figc. “Abbiamo tanto entusiasmo – ha detto dal palco – bisogna essere uniti e con l’aiuto di tutti la nazionale potrà tornare ad essere seguita come sempre. Il calcio italiano ha sempre avuto talenti, la mia speranza è che i nostri giovani possano iniziare a giocare con continuità e fare esperienza. L’Italia ha sempre avuto tanti talenti, forse non c’è il fuoriclasse come nel passato, ma anche i mondiali hanno dimostrato che chi aveva Messi o Ronaldo ha avuto difficoltà. Bisogna mettere insieme una squadra vera e pensare a qualificarci per gli Europei e i mondiali, poi tutto può succedere”.
Pirlo sarà il suo vice in panchina? “Credo abbia intenzione di fare l’allenatore – ha risposto Mancini – e c’è la possibilità di inserirlo nello staff. E’ un campione del mondo, potrà fare esperienza e per noi sarà importante”.
Su Balotelli perno dell’attacco azzurro, il ct ha commentato: “E’ una punta centrale con tutte le qualità, velocità, tiro e forza, a 28 anni è nel pieno della maturità e spero sia diventato grande dimostrando quello che è il su ruolo”. Sull’arrivo di Cristiano Ronaldo in serie A, ha aggiunto che “i giovani imparano dai grandi calciatori, è un bene per la Juve e per il campionato italiano e speriamo ne arrivano ancora altri. La Juve parte favorita, bisogna vedere cosa faranno le altre squadre, sarà un campionato combattuto”. L’esempio di riferimento resta quello della Premier League che secondo Mancini resta “il miglior campionato per organizzazione, pubblico, velocità di gioco e dove c’è la possibilità di spendere per avere i migliori giocatori”.
Riguardo al premio che porta il nome dello storico presidente del Catanzaro, il ct ha aggiunto che “in quegli anni iniziavo a giocare, è una persona che ha fatto la storia del calcio italiano”. Il giornalista Maurizio Insardà, ideatore e organizzatore della kermesse, ha sottolineato che “la scelta di attribuire il riconoscimento a mister Mancini, va alle qualità del calciatore e del tecnico, in una sede istituzionale scelta anche in occasione del 120° anniversario della Federcalcio”.
Per il Presidente del Comitato regionale della FIGC Saverio Mirarchi “l’arrivo in Calabria del nostro commissario rappresenta un momento straordinario nell’ospitare un uomo che ha dedicato la sua vita al calcio con i valori e la cultura che ci rappresentano da sempre”. Mariella Ceravolo, figlia del compianto presidente Nicola, ha sottolineato che “premiare nel nome di mio padre un personaggio come Roberto Mancini, capace di vincere da calciatore e da allenatore, significa dare fiducia alla maglia azzurra per la quale è stata progettata la risalita e può ripartire anche da occasioni come queste”.
(ITALPRESS).