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GIOVINAZZI VA VELOCE SUL CIRCUITO DELL’HUNGARORING

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Antonio Giovinazzi va veloce e chiude in testa la prima delle due giornate di test per la Formula 1 all’Hungaroring. Il pilota pugliese, che con la Ferrari ha completato un totale di 96 giri, ha siglato il record non ufficiale della pista, 1’15″648, ottenuto con la mescola hypersoft. Avrebbe voluto qualche giro in più, Giovinazzi, magari per arrivare a quota cento (o 99, che è il suo numero preferito e quello che aveva sulla SF71H oggi); o semplicemente perché “guidare una Rossa è sempre un’emozione”. Ci si è messa di mezzo la pioggia, uno scroscio violento proprio quando la squadra si preparava alle ultime sequenze di giri. Per il resto, però, il programma del primo giorno di test all’Hungaroring è stato completato con successo, e il secondo “rookie day” del pugliese con la Ferrari (dopo quello di Barcellona) è terminato con il miglior tempo di 1’15”648 registrato con pneumatici Hypersoft, per un totale di 96 giri. Delle altre mescole, ha utilizzato Medium, Soft e Supersoft.
Distaccata di due secondi e mezzo la Sauber di Marcus Ericsson, poi la Toro Rosso di Brendon Hartley, la McLaren di Lando Norris, la Mercedes di George Russell, la RedBull di Daniel Ricciardo, la Force India di Nicholas Latifi, la Renault di Nico Hulkenberg, la Williams di Oliver Rowland e la Toro Rosso di Sean Gelael (test Pirelli), quest’ultima finita, a due ore dalla conclusione, contro le barriere. Nella sessione pomeridiana i piloti sono anche rientrati ai box per un temporale che comunque non ha interrotto il lavoro dei team. Domani secondo e ultimo round: per il Cavallino ci sarà il finlandese Kimi Raikkonen.

(ITALPRESS).

ANTICIPI E POSTICIPI, CHIEVO-JUVE APRE CAMPIONATO

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Sarà Cristiano Ronaldo ad aprire il campionato di Serie A 2018-2019. Lo ha reso noto la Lega di Serie A che ha ufficializzato anticipi e posticipi delle prime tre giornate. Il primo anticipo, in programma sabato 18 agosto alle 18, sarà al Bentegodi tra il Chievo e i campioni d’Italia della Juventus con il probabile debutto di CR7 in Serie A. Sempre sabato, alle 20.30, il big-match tra Lazio e Napoli. L’esordio casalingo in campionato di Ronaldo è in programma il sabato successivo, 25 agosto, quando la Juventus riceverà i biancocelesti di Simone Inzaghi sempre alle 18.
Questi gli anticipi e i posticipi delle prime tre giornate di campionato:
1ª GIORNATA ANDATA
Sabato 18 agosto ore 18.00   Chievo   – Juventus
Sabato 18 agosto ore 20.30   Lazio    – Napoli
Domenica 19 agosto ore 18.00 Torino   – Roma
Lunedì 20 agosto ore 20.30   Atalanta – Frosinone
2ª GIORNATA ANDATA
Sabato 25 agosto   ore 18.00 Juventus – Lazio
Sabato 25 agosto   ore 20.30 Napoli   – Milan
Domenica 26 agosto ore 18.00 Spal     – Parma (*)
Lunedì 27 agosto   ore 20.30 Roma     – Atalanta (*)
3ª GIORNATA ANDATA
Venerdì 31 agosto  ore 20.30 Milan    – Roma (§)
Sabato 1 settembre ore 18.00 Bologna  – Inter
Sabato 1 settembre ore 20.30 Parma    – Juventus
Domenica 2 settembre ore 18  Fiorentina – Udinese

(*): In caso di mancata qualificazione della società Atalanta al terzo turno preliminare di Europa League, giorni e orari di disputa delle gare Spal-Parma e Roma-Atalanta saranno invertiti
(§) anticipo disposto su richiesta dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno.
(ITALPRESS).

CONI VARA CANDIDATURA UNICA, GOVERNO VALUTA

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Una candidatura a tre punte, Cortina-Milano-Torino in rigoroso ordine alfabetico, e senza una città capofila. Questa l’innovativa proposta avanzata dal Coni, frutto del lavoro della commissione di valutazione coordinata dal segretario generale Carlo Mornati, per permettere all’Italia di ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026. Un’accurata opera di mediazione per venire incontro alle richieste del governo “cercando di non scontentare nessuno”, come spiegato dal presidente del Comitato olimpico nazionale italiano, Giovanni Malagò, che ha anche ottenuto il via libera da parte del Cio per una proposta innovativa, “una novità assoluta nella storia del processo delle candidature”, un’ipotesi per ora mai presa in considerazione. “Le tre città – ha precisato il presidente del Coni – saranno co-firmatarie del dossier: è una cosa molto bella e importante. Abbiamo fatto un capolavoro di diplomazia nel rispetto di tutte le candidate e valutando il rapporto costi-benefici. In assoluto questa è l’ipotesi che costa meno e ha molte più chance delle altre. Che nome avrà la candidatura? Non lo sappiamo ancora, sicuramente qualcosa con le sigle delle tre città”. Ma la situazione è complessa. Perché, dopo aver obbligatoriamente passato la palla al Coni per la scelta della candidatura migliore, ora il governo sembra intenzionato a riprendersela per verificare la compatibilità del futuro dossier con le linee guida poste lo scorso mese e forse addirittura per incontrare le tre città.
L’intervento dell’esecutivo è stato richiesto persino dal sindaco Cinque Stelle di Torino, Chiara Appendino, sin dal primo momento ostile a soluzioni condivise con le altre due città e profondamente convinta di prendere tutto per sé. “La città di Torino prende atto della proposta del Coni”, ha scritto la prima cittadina in una lettera inviata al Foro Italico, evitando però di prendere una posizione. “Risulta impossibile valutare la fattibilità, la sostenibilità, le innumerevoli criticità non solo logistiche ma anche relative ai costi. Le analisi ritengo spettino non più alle singole amministrazioni locali ma agli enti preposti e al governo nazionale nei confronti di cui ci mettiamo a disposizione”. Palla al governo, quindi, mentre Milano e Cortina hanno aderito all’ambizioso e interessante progetto di una candidatura unica italiana. “Condivido lo spirito delle dichiarazioni del presidente Malagò – ha sottolineato il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala – Milano vuole essere un’opportunità per le Olimpiadi italiane, nella consapevolezza che un’impresa del genere sia gestibile soltanto con delle scelte precise e per questo ribadisco la necessità di una chiara identificazione della governance della candidatura”. “Siamo in linea con la proposta di candidatura unitaria avanzata dal Coni e dal presidente Malagò – ha rimarcato il governatore del Veneto Luca Zaia – Chiediamo di fare presto e che ci siano precise garanzie per tutti coloro che vogliono essere della partita”.
I tempi, del resto, saranno inevitabilmente stretti: domani il Consiglio nazionale del Coni dovrà approvare la proposta ideata dalla commissione coordinata da Mornati, poi si comincerà a lavorare sul dossier da presentare a inizio ottobre al Cio nella sessione di Buenos Aires. Ovviamente governo permettendo.
(ITALPRESS).

TOTTENHAM-MILAN 1-0, DECIDE GOL NKOUDOU

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Con un gol di Nkoudou il Tottenham batte 1-0 il Milan allo US Bank Stadium di Minneapolis. Dopo il ko ai rigori con il Manchester United, dunque, i rossoneri di Gattuso si arrendono agli Spurs di Pochettino nella seconda sfida della ICC 2018. Senza Bonucci rimasto in panchina (il capitano è vicino al ritorno alla Juventus, ndr) il Diavolo gioca una buona gara, ma commette qualche errore in difesa e Amos per poco non approfitta del malinteso fra Reina e Locatelli. Funziona l’intesa Suso-Cutrone e al 27′ il Milan va vicino al gol, ma il colpo di testa del centravanti trova pronto Vorm alla risposta. I due si ripetono poco dopo, ma questa volta Cutrone è appena in ritardo sull’assist dello spagnolo. Al 2° della ripresa arriva il gol che decide il match: errore in impostazione di Calabria, Nkoudou ringrazia e sigla l’1-0. La reazione rossonera nella punizione di Calhanoglu, poi, nel finale, Antonelli entra in area da sinistra e mette al centro per Kalinic che, tutto solo, non trova la porta. Finisce 1-0 per il Tottenham, adesso il Milan affronterà il Barcellona a San Jose nell’ultimo impegno della tournée americana.
Una sconfitta…indolore. Rino Gattuso è soddisfatto del suo Milan, ko con il Tottenham a Minneapolis nella seconda partita dell’International Champions Cup. “E’ stata una bella partita – ha dichiarato il tecnico rossonero al canale tematico del club dopo lo 0-1 con gli “spurs” -. Specialmente nel primo tempo la squadra mi è piaciuta molto, abbiamo creato tanto e credo che la sconfitta sia immeritata. Ho avuto buone indicazioni, ho visto una squadra cresciuta rispetto alla partita con il Manchester United, ma sono molto soddisfatto della prestazione”. Tra i migliori ancora Suso. “Sta lavorando bene, è un giocatore importante, che può farci fare il salto di qualità, ma è tutta la squadra che lo deve supportare”, ha spiegato Gattuso che intanto sta lanciando diversi ragazzi. “Nessuno gli sta regalando nulla. Se giocano vuol dire che se lo meritano”, ha spiegato secondo quanto riportato da www.milannews.it. “Di cose positive ne ho viste parecchie. Come abbiamo tenuto il campo e la personalità con cui abbiamo giocato. Dopo abbiamo sbagliato sotto porta. Le loro occasioni sono nate da nostri disimpegni. Nel secondo tempo ci sono stati diversi errori. Dobbiamo migliorare nella fase di costruzione”, ha aggiunto Gattuso che, sempre su www.milannews.it, commenta il possibile arrivo di Higuain.
“C’è poco da dire. Ci sono i dirigenti che ci stanno lavorando. È un giocatore che è da tanti anni che fa gol, ma fino a quando non arriva, non ho nulla da dire – spiega il tecnico del Milan -. Quando arriverà dirò quello che penso. In questo momento parlo di chi ho a disposizione ovvero Cutrone, Kalinic e André Silva”.
Protagonisti della sfida sono stati anche Franck Kessie e Suso. I due, al termine del match, hanno commentato i 90′ dello US Bank Stadium. “Abbiamo fatto una grande gara, soprattutto nel primo tempo”, il commento dello spagnolo, mentre il centrocampista ivoriano ha aggiunto: “Abbiamo giocato bene, ma ci sono ancora grandi margini di miglioramento”.
(ITALPRESS).

RIMONTA ROMA, GIALLOROSSI BATTONO 4-2 IL BARCELLONA

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La Roma concede il bis. Il 3-0 rifilato agli azulgrana in Champions League è un’altra cosa, ma la squadra di Eusebio Di Francesco si è tolta lo sfizio di battere nuovamente il Barcellona imponendosi per 4-2, all’AT&T Stadium di Arlington, nel secondo match dell’International Champions Cup. Un successo in rimonta per i giallorossi che vanno due volte sotto, ma nel finale di gara prendono il largo e portano a casa la vittoria. Senza Lionel Messi (tornato ad allenarsi ieri), il Barça passa in vantaggio con l’ex Inter Rafinha al 6°. La Roma, schierata con il 4-3-3 e con il tridente formato da Kluivert, Dzeko ed El Shaarawy, pareggia al 35° proprio con il “Faraone”. Nella ripresa, al 4°, spagnoli di nuovo avanti con Malcom che, dopo aver fatto saltare un trasferimento praticamente ormai chiuso in seguito all’inserimento in extremis dei catalani, dà un altro dispiacere ai giallorossi segnando il 2-1. La squadra di mister Di Francesco, però, non molla e al 33° trova il pareggio con Florenzi. Il match resta vivo, occasioni per entrambe le squadre, ma è Cristante, al 38°, a segnare il 3-2. C’è tempo anche per il poker della Roma con Perotti che, su un rigore assegnato per un fallo ai danni di Schick, dal dischetto sigla il definitivo 4-2.
Battere il Barcellona, anche se in un torneo estivo, fa sempre bene. Fa crescere il morale e la convinzione e il 4-2 di questa notte nell’International Champions Cup è una bella iniezione di fiducia per la Roma di Eusebio Di Francesco. “Stasera giocavamo con una squadra di grande qualità nel palleggio, a tratti ci hanno messo in difficoltà, ma quando abbiamo cercato l’immediatezza della profondità una volta recuperata palla abbiamo fatto bene. Questo è un aspetto fondamentale quando si incontrano squadre come il Barcellona”, il commento del tecnico di una Roma che, andata due volte sotto per i gol di Rafinha e Malcom, ha prima segnato l’1-1 con El Shaarawy e poi il 2-2 con Florenzi, per poi completare la rimonta con le reti di Cristante e il rigore di Perotti. “Siamo sono a fine luglio e in questo momento del ritiro la nostra condizione non è ottimale. Il Barcellona aveva giocatori sicuramente più brillanti e si è visto – le dichiarazioni di mister Di Francesco riportate dal sito del club -. Oggi abbiamo subito la loro qualità del palleggio, ma alla fine di entrambi i tempi siamo venuti fuori. Ma è normale: fossimo brillanti già da ora sarei più preoccupato. Capisco le difficoltà contro di loro, ma potevamo sicuramente fare delle scelte migliori a livello tattico sia con la palla tra i piedi, sia senza palla”. Dopo la sconfitta con il Tottenham la vittoria con il Barcellona, in due gare contraddistinte dalla grande pressione esercitata dai suoi giocatori.
“Un concetto che può anche venir fuori male in questo momento: non essendo brillanti e lucidi si rischia di arrivare in ritardo, ma ci sta – sottolinea Di Francesco -. Sbagliando si vanno a migliorare tanti concetti. Molte pressioni sono tate fatte bene, altre con tempi sbagliati, ma ne ero consapevole. Quando la mia squadra vuole fare qualcosa in questo momento la esaspera. Ora dobbiamo modulare l’aggressione e la voglia di fare le cose tutti insieme. Il filo tra una cosa fatta bene o fatta male in questo momento è sottile. Io sono contento di quello che stiamo facendo, ma la condizione per questo gioco è fondamentale: lavorando con la qualità che hanno mostrato i ragazzi durante gli allenamenti in questa tournée, in cui mi sono piaciuti davvero tutti. Non sempre tutto ci esce bene, ma ci sta. La squadra che fa meglio è quella che sbaglia meno. E noi sappiamo che dobbiamo migliorare”.
L’obiettivo è ripetersi e magari fare anche meglio dopo l’ultima ottima stagione disputata. “Bisogna avere grande voglia di continuare a crescere e di migliorarci, soprattutto per i giovani. Non è che abbiamo una ricetta. C’è solo il lavoro, il lavoro, il lavoro. Serve grande continuità per riuscire a far adattare bene i calciatori nuovi che sono arrivati”. Sul fronte mercato, Di Francesco la pensa così. “Non è il caso di affollare la rosa, il direttore Monchi non dorme e sta lavorando dalla mattina alla sera. Ci stiamo guardando attorno e stiamo valutando, io credo che però gran parte della squadra ci sia. Le valutazioni vanno fatte senza grandissima fretta. Non voglio avere trenta giocatori, creerebbe difficoltà. Servono calciatori giusti, che abbiano tutti l’opportunità di giocare”.
(ITALPRESS).

INIZIA ERA DE LAURENTIIS, DECARO “LA SCELTA MIGLIORE”

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“Dovete stare tranquilli, il Bari non sarà mai un’appendice del Napoli”. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis rassicura i tifosi del Bari calcio. Da oggi, infatti, l’imprenditore, con la sua Filmauro, è presidente della neo nata SSC Bari in seguito all’assegnazione del titolo sportivo da parte del sindaco di Bari, Antonio Decaro. Il vecchio club, il 16 luglio scorso, non si era iscritto alla serie B e il presidente Giancaspro non aveva proceduto alla ricapitalizzazione. Da allora un inferno per i tifosi biancorossi che vedevano l’ombra della cancellazione del calcio professionistico a Bari. Il sindaco Decaro aveva così pubblicato un bando per richiamare imprenditori ad acquisire il titolo sportivo che era stato messo nelle sue mani dalla Figc. Undici le proposte pervenute ma il primo cittadino di Bari ha valutato il piano di De Laurentis il più sicuro e il più solido per la città “Per fugare questo timore – ha detto De Laurentiis – ho convinto mio figlio Luigi, che non si è mai interessato di calcio, a interessarsi del Bari per togliere il dubbio che una decisione in favore del Napoli e una per il Bari potesse propendere per il Napoli”. Bari sarà Bari e Napoli sarà Napoli, nelle intenzioni di De Laurentiis ogni squadra avrà la sua storia, ma creando una rete del Sud. “Nei colloqui con il sindaco ho detto che non posso fare una commistione tra Napoli e Bari. Il Bari ha una storia e il Napoli un’altra. Se do sufficienti garanzie da imprenditore, perché il calcio per me è impresa perché bisogna rispettare vincoli economici dati dalla Uefa, siamo idealmente soci in questo contesto. “Grazie per la fiducia che avete accordato alla
mia persona e al mio gruppo. Mi sono avvicinato al Napoli in una situazione praticamente uguale a questa. Ora con il Bari dobbiamo fare una cavalcata lunghissima per cercare di arrivare in serie A”. 
“Dobbiamo rispettare le tifoserie, dobbiamo cercare di capire come rendere più vivibile lo stadio, per la famiglia e i bambini – ha proseguito De Laurentiis -. Dobbiamo cercare di capire come portare profitti al club senza speculare sulla pelle di chi lavora”. Edi Reja allenatore della squadra e Cristiano Giuntoli direttore sportivo. Questi i nomi che De Laurentiis sta cercando di portare a Bari per il futuro biancorosso. Ma con la certezza che non sarà né una squadra B, né un “parcheggio”. “Non amo le squadre B, – continua De Laurentiis – sono soluzioni che servono solo alla Juve per piazzare i suoi quarantacinque giocatori. Sarebbe più utile fare una squadra under 23 grazie alla quale avrei potuto, lo scorso anno, “parcheggiare” i calciatori che avevano meno spazio”. Un finale da brividi ma lieto anche per il sindaco di Bari che si rende conto di consegnare la squadra di calcio della città al progetto più solido tra quelli ricevuti: “Oggi consegniamo il titolo sportivo alla Filmauro e ad Aurelio De Laurentiis. Oggi presidente non ti sto consegnando solo il titolo sportivo ma un pezzo importante della comunità barese. – ha detto Decaro rivolgendosi a De Laurentiis – Per me è stata una responsabilità fortissima perché senti la responsabilità di custodire la passione dei tifosi e dei 110 anni di una storia di una squadra di calcio. Mi hanno chiesto competenza i tifosi, poi la trasparenza. Ma De Laurentis rappresenta davvero competenza, basta guardare il percorso che ha fatto con il Napoli”.
Per Decaro è lui la scelta migliore per il calcio e per la comunità barese: “Il terzo pilastro che i tifosi mi hanno chiesto è stato il rispetto. Noi come baresi non l’abbiamo avuto in questi ultimi anni. Tre fallimenti in quattro anni e il calcio scommesse di pochi anni fa vogliamo cancellarli dalla nostra mente. Ripartiremo dalla serie D ma abbiamo bisogno del rispetto e so che lei, presidente, lo darà. Noi non abbiamo scelto un tifoso ma un imprenditore. Noi ci metteremo il “priscio”, che significa il divertimento, la passione di seguirla in ogni campo”.
(ITALPRESS).

FERITA A OCCHIO, EUROPEI A RISCHIO PER OSAKUE

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Nonostante le rassicurazioni della diretta interessata e del presidente della Fidal, Alfio Giomi, la partecipazione di Daisy Osakue agli imminenti Europei di Berlino resta in bilico ed una decisione definitiva sarà presa solo venerdì prossimo. La discobola azzurra, selezionata per la rassegna continentale, si è sottoposta oggi ad una visita medica per valutare le condizioni del suo occhio ferito a seguito della brutta aggressione subita a Moncalieri due giorni fa. “L’atleta, visitata in data odierna dallo Specialista Oculista della ASL “Città di Torino”, presenta abrasione ed edema retinico importante all’occhio sinistro post traumatico, trattata dallo Specialista con terapia antibiotica e corticosteroidea per via locale e sistemica – è il responso trasmesso dal settore sanitario Fidal – Venerdì 3 agosto l’atleta eseguirà un controllo oculistico presso l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, al fine di valutare se le condizioni cliniche e la terapia in atto siano compatibili con la partecipazione agli Europei di Berlino”. A poco più di 60 ore dalla brutta vicenda che ha coinvolto come vittima Daisy Osakue, la diagnosi che la riguarda mette in dubbio la sua partecipazione ai prossimi Campionati Europei, la manifestazione per cui l’azzurra ha lavorato e che si è conquistata con pieno merito. Dopo che tanto si è detto sulla vicenda, Federazione ed atleta ritengono opportuno fare chiarezza sulla evoluzione della stessa, attendendo senza clamore la decisione finale sulla partecipazione agli Europei dell’azzurra, che sarà presa venerdì mattina a Roma. “Quello che e’ successo a Daisy Osakue e’ un fatto estremamente grave e da disprezzare. Tra l’altro la sua partecipazione agli Europei e’ diventata fortemente a rischio, contrariamente a quello che sembrava, perche’ a causa della problematica all’occhio deve utilizzare una dose importante di cortisone”, ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malago’, al termine della Giunta nazionale al Foro Italico.
(ITALPRESS).

 

CANDIDATURA 2026 LOW COST, MILANO E TORINO FRENANO

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Per il presidente del Coni Giovanni Malagò è la soluzione migliore, di sicuro è la più economica e probabilmente l’unica possibile, stante la complessa situazione attuale. Ma, dopo aver chiesto a gran voce l’investitura per i Giochi Olimpici invernali del 2026, ora due delle tre città in lizza manifestano perplessità. Milano e Torino volevano correre da sole e non hanno preso bene la decisione finale del Coni, approvata oggi definitivamente dal Consiglio nazionale e dunque ufficializzata al Cio: l’Italia presenta una candidatura unitaria per ottenere l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, “una proposta innovativa, unica, diversa e coraggiosa”, come l’ha definita Malagò.

“Credo sia una bella cosa per questo Paese e può rappresentare uno spartiacque nella storia delle candidature olimpiche”, ha osservato il numero uno dello sport italiano che ha ottenuto un doppio via libera dal Cio, pronto ad accettare una candidatura sottoscritta da più città e poi, se necessario, a modificare la carta olimpica perché con le attuali regole l’Italia, con Milano sede della sessione 2019, non potrebbe nemmeno far parte della corsa ai Giochi 2026.

Ma tutto questo non sembra al momento interessare Milano e Torino, decise a correre da sole ma non a condividere il progetto con i rivali. Insieme ai membri italiani del Cio Mario Pescante e Franco Carraro, negli incontri di lunedì scorso Malagò ha spiegato a gran voce alle tre città che l’Italia può ottenere l’organizzazione dei Giochi invernali solo se corre unita. Tuttavia i sindaci delle due più importanti città del Nord non hanno recepito il messaggio. La prima cittadina di Torino, Chiara Appendino, ha rimesso ieri la decisione finale nelle mani del governo, mentre oggi il sindaco di Milano Giuseppe Sala, inizialmente disponibile alla candidatura unitaria almeno all’apparenza, ha virato in modo deciso.

“Siamo disponibili a ospitare le gare ma a queste condizioni non entreremo nella governance”, ha dichiarato al mattino salvo poi rincarare la dose nel pomeriggio: “Secondo Malagò il dossier approvato oggi è chiarissimo, ma Milano non l’ha mai avuto a disposizione”.

La candidatura unitaria fortemente voluta dal Coni, quindi, non parte nel migliore dei modi. Eppure la commissione di valutazione guidata dal segretario generale del Comitato olimpico nazionale Carlo Mornati ha provato a seguire alla lettera le indicazioni ricevute dal governo, prima fra tutte il contenimento dei costi: il budget previsto per la candidatura unitaria è di 376,65 milioni di euro, inferiore ai singoli studi presentati da Cortina (380 milioni), Milano (384) e soprattutto Torino, che addirittura aveva presentato un preventivo di spesa di 648 milioni di euro.

“Quello del Coni è uno sforzo apprezzabile per dare una proposta unitaria e credibile”, ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti. “La proposta indica la candidatura di un intero Paese e qui il Governo ci sta – ha dichiarato – Ci riserviamo di valutarla: sosterremo la candidatura se le città interessate rinunceranno a una parte significativa di ambizioni, perché non può essere un progetto figlio di nessuno. Con una certa sorpresa c’è stata la decisione del sindaco di Torino di tirarsi in qualche modo fuori e il sindaco di Milano ha scritto che non ritiene di essere coinvolto”.

Ecco perché Giorgetti vorrà incontrare i rappresentanti delle tre città per capire la situazione, “altrimenti non vale la pena coltivare situazioni in fase di aborto”. Nel frattempo però la candidatura unitaria dell’Italia è stata ricevuta dal Cio, che già nelle prossime settimane effettuerà una prima valutazione. Sperando, dopo le due rinunce di Roma, di non dover fare un passo indietro per la terza volta in pochi anni.