Andrea Favilli ancora a segno e la Juventus incassa il terzo successo, su altrettante partite, nella tournèe americana. Salutati Gonzalo Higuain e Mattia Caldara, e in attesa di riabbracciare Leonardo Bonucci, sono nuovamente i rigori a far sorridere i bianconeri: al “Mercedez-Benz Stadium” di Atlanta, lo spettacolo è più godibile nel primo tempo, quando, non a caso, arrivano le reti di Favilli e di Martinez che fissano il punteggio sull’1-1 con cui si chiuderanno i tempi regolamentari. La ripresa è condizionata dalle tante sostituzioni.
Tra gli uomini di Massimiliano Allegri, che sfoggiano per la prima volta la terza maglia di questa stagione, il più attivo nei primi minuti è Bernardeschi, che impegna Guzan con due tentativi dalla distanza; ma il più letale è ancora una volta Favilli: dopo la doppietta rifilata al Bayern Monaco, al 21′ il perfetto stacco di testa dell’attaccante, promesso sposo del Genoa, sul cross di Pereira vale il suo terzo gol di questa tournée. Il vantaggio dura poco però perché gli americani pareggiano al 28′: Szczesny para su Almiron, Piatti rimette in mezzo per Martinez che non sbaglia a porta vuota. Entra in campo anche l’ex Sebastian Giovinco: dal suo piede parte il cross per Braco, messo in angolo da Szczesny. Secondo tempo meno brillante, Tata Martino (tecnico dell’All Star) esaurisce i cambi al quarto d’ora. Tra i bianconeri si mette in luce il giovanissimo Fagioli, con due conclusioni dalla distanza, entrambe neutralizzate da Steffen, mentre tra gli americani il più pericoloso è Valeri, che viene però murato per due volte, la seconda sulla linea, da Benatia.
Il punteggio non si sblocca più e si va, come contro il Benfica qualche giorno fa, ai calci di rigore. E come contro i portoghesi dal dischetto i bianconeri sono infallibili, mentre Wright-Phillips spedisce il suo tiro sul palo. E così De Sciglio, con il suo gol, può regalare alla squadra di Allegri la terza vittoria su altrettante gare.
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ANCORA FAVILLI, JUVE BATTE STELLE MLS AI RIGORI
DA DOMANI EUROPEI DI NUOTO, L’ITALIA PUNTA SU GREG
Nel quadro delle “mini olimpiadi continentali” in scena fra Berlino e Glasgow, oltre al golf a squadre, alla ginnastica artistica, al canottaggio, al triathlon, al ciclismo e all’atletica, ampio spazio al nuoto, con i tuffi, il sincro e il fondo. Si comincia domani: in programma le prime gare di nuoto all’interno del Tollcross International Swimming Centre di Glasgow e le prime prove del nuoto sincronizzato al Scotstoun Sports Campus, sempre di Glasgow. Lunedì, poi inizieranno i tuffi, alla Royal Commonwealth Pool di Edimburgo; chiuderà il nuoto di fondo, con le prime competizioni in programma mercoledì nel lago Loch Lomond, nel cuore del Trossachs National Park, 32 chilometri a nord di Glasgow. In tutto la squadra azzurra è composta da 82 atleti: quarantacinque nuotatori, dieci tuffatori, quattordici specialisti del sincro e tredici “fondisti”. Tante le speranze italiane in chiave medaglie.
Fari puntati soprattutto sul nuoto. Il team azzurro della vasca da 50 metri è reduce dai diciassette podi (5 ori, 7 argenti e 5 bronzi) conqusitati a Londra 2016. A guidare la squadra italiana sarà Gregorio Paltrinieri (Fiamme Oro/Coopernuoto), impegnato negli 800 e nei 1500 stile libero, che ha vinto entrambi gli ori in Inghliterra nel 2016 ma che è orfano questa volta del compagno-rivale Gabriele Detti (ancora fermo ai box). A seguire scattano dai blocchi con buone ambizioni Luca Dotto (Carabinieri/Larus Nuoto), che farà 50 e 100 stile libero, campione continentale in carica (nei 100), e Fabio Scozzoli (Esercito/Imolanuoto), in gara nei 50 e nei 100 rana, tornato recentemente sui tempi del 2012, quando vinse gli Europei di Debrecen (nei 100).
Un’incognita invece Federica Pellegrini. La “Divina”, come da tempo annunciato, non gareggerà nei 400 e nei 200 e si dedicherà “soltanto” ai 100 stile libero e alle staffette veloci. A ruota da tenere d’occhio Piero Codia (Esercito/CC Aniene, 50 e 100 farfalla), Matteo Rivolta (Fiamme Oro, 50 e 100 farfalla), Luca Pizzini (Carabinieri/Fondazione Bentegodi, 50, 100 e 200 rana), Simona Quadarella (Fiamme Rosse/CC Aniene, 400, 800 e 1500 stile libero) e Ilaria Bianchi (Fiamme Azzurre/NC Azzurra 91, 50, 100 e 200 farfalla). Assenti, oltre a Detti, anche Nicolò Martinenghi e Silvia Di Pietro. Fiducioso, alla vigilia, il dt azzurro Cesarre Butini. “I Campionati Europei di Glasgow si collocano a metà del quadriennio olimpico e rappresentano, con le dovute cautele, una verifica importante del percorso verso i Giochi di Tokyo 2020. Ritengo che le parole chiave che li rendono importanti per la squadra italiana, che si presenta competitiva dopo gli ottimi risultati del 55° Trofeo Sette Colli e numerosa anche se orfana, a causa d’infortuni di tre pedine importanti, siano conferma ed esperienza”, ha detto il direttore tecnico dell’Italnuoto.
“Conferma da parte dei nostri atleti più rappresentativi, che devono restare leader del movimento a livello europeo; conferma anche del trend di crescita da parte di quegli atleti giovani e meno che hanno ben figurato nella stagione invernale e che devono consolidare la loro posizione in chiave continentale, guardando con ambizione al panorama mondiale. Esperienza, infine, per tutti gli atleti che fanno parte della ‘pattuglia millenium'”, ha aggiunto Butini.
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YAMAHA IN AGGUATO, MARQUEZ NON SI FIDA
Poco meno di tre settimane dopo il Sachsenring, la MotoGP torna in pista. Brno e poi Spielberg, un doppio appuntamento per inaugurare la seconda parte di stagione che vede Marc Marquez nel ruolo di lepre. Lo spagnolo ha sbagliato poco o niente nei primi 9 Gp dell’anno e i 46 punti di vantaggio su Valentino Rossi, primo dei rivali, ne è la dimostrazione. “E’ stata una prima parte di stagione positiva ma abbiamo anche commesso qualche errore e si può migliorare – avverte il pilota della Repsol Honda, che un anno fa vinse davanti a Pedrosa e Vinales – E’ il momento di tornare in pista e cercare di mantenere la stessa mentalità della prima parte di stagione, speriamo di mantenere questo buon percorso. È positivo ricominciare con questo vantaggio ma ci sono ancora 10 gare, la stagione è lunghissima e dobbiamo mantenere lo stesso approccio mentale. Le Yamaha sembrano migliorare ogni gara e avvicinarsi sempre di più, sono secondo e terzo, significa che sono molto forti. Dobbiamo continuare ad avere lo stesso spirito e la stessa concentrazione, ci saranno alcuni circuiti difficili per noi ma cercheremo di gestirli nel modo migliore possibile”. Al Gp numero 100 della carriera nella classe regina (“È un bel numero e spero di continuare così”), Marquez indica dunque in Valentino Rossi e Maverick Vinales i principali rivali da cui guardarsi anche se la Yamaha è ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale, fatto che il Dottore non può dimenticare.
“Salire sul podio 5 volte in 9 gare non è male, anche il secondo posto nel Mondiale è decisamente positivo – ammette – Il problema è che non sono stato abbastanza forte da cercare di vincere e il ritardo da Marquez è già sostanzioso”. Rossi, che a Brno ha vinto il suo primo Gran Premio, sa che “dobbiamo lavorare, è vero che durante la prima parte di stagione siamo riusciti a migliorare il bilanciamento e sembra che siamo più competitivi ma dobbiamo capire come andare più veloce. Alla Yamaha stanno lavorando sodo, forse ci sarà bisogno di ancora un po’ di tempo, abbiamo qualcosa da provare lunedì ma prima concentriamoci sul weekend. Abbiamo fatto piccoli progressi ma c’è bisogno di tempo per farne di più grossi”. “Siamo cresciuti, è stato importante capire meglio la moto di gara in gara – gli fa eco il compagno di squadra – Ci sono tante cose da migliorare ma abbiamo già una buona moto, se riusciamo a gestirla possiamo essere competitivi. Fin qui siamo riusciti a sfruttarla al meglio ma dobbiamo progredire ulteriormente e poi potremo lottare per vincere ma sono contento di come siamo migliorati”. In un paddock che avrebbe preferito una sosta estiva più lunga (“sarebbe servita una settimana in più di vacanza”, concordano Marquez e i due Yamaha), la Ducati spera di ritrovare il podio sfuggito nelle ultime due gare – Olanda e Germania – prima della sosta.
“Mi aspetto di essere veloce ma il weekend è sempre particolare, dipende dalle gomme – confessa Andrea Dovizioso, che in Repubblica Ceca taglia il traguardo dei 100 Gp in sella alla Desmosedici – Tra l’altro veniamo a Brno ad agosto e normalmente troviamo più fresco, ma quest’anno non è così e se già per le gomme è difficile, con queste temperature lo sarà ancora di più”. Meno preoccupato Jorge Lorenzo: “qui sono sempre andato forte e dovrebbe essere una pista buona per me e la moto. Marquez sta andando forte ma siamo competitivi e ora arrivano delle piste dove possiamo aspirare a vincere”. Chissà invece se in Repubblica Ceca Danilo Petrucci riuscirà a cancellare l’amarezza del quarto posto al Sachsenring. “Non so cosa aspettarmi da Brno, negli ultimi due anni la gara è stata metà bagnata e metà asciutta, l’obiettivo è essere coi piloti di vertice e cercare di fare dei punti, di lottare fino all’ultima gara per essere lì – sottolinea il pilota umbro – Ad Assen ho perso dei punti, è stato l’unico zero della mia stagione, ma poi li ho in parte recuperati al Sachsenring anche se per la seconda volta ho perso il podio al penultimo giro. Ma è stata una buona gara, abbiamo dimostrato la nostra velocità e dobbiamo continuare così in modo da concludere il campionato nelle prime cinque posizioni, sarebbe bello risultare il miglior pilota indipendentemente”.
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FLORENZI-ROMA AVANTI, RINNOVO FINO AL 2023
E’ stata una trattativa lunga e complicata ma è arrivato il lieto fine: Alessandro Florenzi e la Roma andranno avanti insieme, almeno per altri 5 anni. Ufficiale il rinnovo fino al 2023 per il 27enne jolly giallorosso, che sarebbe andato in scadenza a giugno. Il prolungarsi della trattativa aveva creato anche qualche muso lungo fra i tifosi ma ora Florenzi, romano e romanista come ribadisce più volte nella conferenza stampa tenuta a Boston, si candida a diventare un simbolo come lo sono Totti e De Rossi. “Oggi è un giorno felice per me, importante – confessa – Voglio abbracciare idealmente tutti i tifosi che sono contenti assieme a me di questo rinnovo. So che ci sono tifosi che pensano che non merito questo contratto per le prestazioni dell’anno scorso ma sto già lavorando per fare cambiare loro idea. E so che ci sono persone per le quali, a prescindere di come posso giocare, non va bene che porti questa maglia. Sono state dette e fatte cose che mi hanno fatto male ma che mi hanno insegnato tanto: non si può piacere a tutti. So che non ho le stesse qualità di Totti, non mi viene riconosciuta la stessa visceralità di De Rossi per la Roma ma nè Francesco nè Daniele sono un ingombro per me, anzi, sono due amici fuori dal campo, che mi hanno insegnato tanto, cosa vuol dire essere romano e romanista, essere un giocatore di Roma nella Roma, che bisogna dare tutto per questa maglia. È quello che ho fatto, che faccio e che farò per tanti anni a venire”.
Florenzi è fiero della sua lunga militanza giallorossa. “Ho sempre dato tutto, a volte anche troppo, mettendo il cuore oltre la ragione quando magari c’era da fermarsi, stare un giorno in più fermo, e questo a volte mi ha danneggiato, non mi ha fatto giocare per mesi per questa maglia. Ma sono veramente orgoglioso e felice di essermi legato eternamente alla Città Eterna”. Con questo rinnovo, Florenzi si candida a essere “un esempio per i giocatori che acquisteremo in futuro e che sono arrivati quest’anno. Oltre a me e a De Rossi ci sono altri giocatori che possono insegnare cos’è la Roma ma chi più di me e Daniele? Voglio sentirmi un giocatore importante”. Raggiante anche il direttore sportivo Monchi, al suo fianco in conferenza stampa. “E’ uno dei giorni più felici da quando sono a Roma, non solo come ds ma anche come persona che ama la Roma. Uno dei nostri figli ha rinnovato il contratto e rimane qui per almeno altri cinque anni. È un giorno di felicità, non so per quanto tempo sarò qui alla Roma ma se restassi a lungo, vorrei essere romanista come lo è lui. È stata una trattativa lunga ma sin dal primo momento sono stato convinto che sarebbe finita bene perchè Alessandro voleva rimanere qui. Ha avuto offerte importanti ma è voluto restare, è un esempio come professionista e come romanista”. E al di là dell’aspetto ‘romantico’, Florenzi “è forte, può giocare in diversi ruoli e li fa tutti bene. Credo che la Roma, col suo rinnovo, sia più forte. È un acquisto importantissimo perchè abbiamo anche bisogno di giocatori che sanno cosa significa vivere la Roma, giocare nella Roma. La Roma è diversa e c’è bisogno che qualcuno la spieghi e chi meglio di Daniele e Alessandro?”. Pronto a riconquistare quei tifosi che lo hanno contestato per quella firma che non arrivava (“Penso che saranno dalla mia parte visto che ho dimostrato cosa è per me la Roma”), Florenzi si guarda indietro e ammette di essere “cresciuto tanto, ero un bambino con un sogno e sono diventato in carne e ossa il sogno che volevo essere, indossando la maglia della mia città”.
Ed è stato proprio l’amore per Roma e per la Roma che lo ha spinto a dire no a proposte più ricche. “È stata una trattativa lunga, non lo nascondo, quando ti trovi ad affrontare queste situazioni non è mai facile, ci sono tante situazioni una dentro l’altra. C’era una bilancia, su un piatto c’erano più soldi ma sull’altro c’era anche l’amore per la città, per la maglia, quello che è Roma per me. E a quel punto la scelta è stata molto semplice”. E ora Florenzi con quella maglia vuole vincere. “Rispetto all’anno scorso abbiamo lo stesso allenatore, sappiamo cosa vuole, partiamo da una base diversa. Non sto qui a fare proclami o promesse ma vogliamo cercare di migliorare quello che abbiamo fatto l’anno scorso, dobbiamo superare i nostri limiti: se come gruppo abbiamo unità d’intenti, riusciremo a sorpassare gli ostacoli che campionato e Champions ci metteranno davanti. Non sarà facile, abbiamo tante squadre contro che vorranno fare una bella annata come noi ma abbiamo un bel gruppo che può superare questi ostacoli”. Ma serve anche altro: “per migliorare qua a Roma si deve avere equilibrio in tutto quello che si fa”, il monito finale di Florenzi.
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ATALANTA STENDE SARAJEVO E AVANZA IN EUROPA LEAGUE
Dopo essersi quasi suicidata nel match d’andata, l’Atalanta si è riscatta, vincendo nettamente in Bosnia, contro il Sarajevo, per 8-0. Gli orobici hanno così conquistato il pass per il terzo turno preliminare della Europa League, in programma il 9 e il 16 agosto. Nel giro di meno di mezzora, sul manto erboso dello stadio Asim Ferhatovic Hase (meglio noto come Olimpijski Stadion), la squadra di Gasperini ha messo subito le cose in chiaro, trovando la via del gol con Palomino, Masiello e con un super Gomez, autore di una splendida doppietta. Il resto della gara (bagnata da fitta pioggia) è stata semplice accademia. Da segnalare “soltanto” l’autogol di Ahmetovic per lo 0-5 a chiusura del primo tempo e la tripletta di Barrow nella seconda frazione, facilitata nel primo sigillo da uno “svarione” del portiere dei padroni di casa e a seguire (due volte) dalla dormiente difesa del Sarajevo.
Nello scacchiere dei bergamaschi, in campo con il solito modulo 3-5-2, Gian Piero Gasperini ha operato cambi rispetto alla gara d’andata, schierando dall’inizio Toloi, Palomino (preferito a Mancini) e Masiello a protezione di Berisha; Hateboer, Freuler, De Roon e Gosens lungo la linea mediana; con Pessina alle spalle del tandem offensivo composto da Barrow e Gomez. Solo panchina per D’Alessandro e Tumminello. In scena nell’ultima mezzora il neo arrivato Duvan Zapata. Ancora fermo ai box invece Ilicic.
Atalanta “scoppiettante” fin dalle primissime battute. Al 4′, sul primo corner del match, battuto da Gomez (quasi in porta), dopo un batti e ribatti, ha insaccato la rete dello 0-1 di testa Palomino. Al quarto d’ora lo stesso Gomez, dalla sua mattonella preferita (appena fuori area, spostato sulla sinistra), ha segnato il raddoppio con una botta di mezzo esterno destro. Il tris, poi, l’ha firmato Masiello, al 18′: a seguito di altro angolo in favore dei bergamaschi, Barrow ha prolungato di petto per il difensore orobico, bravo e fortunato (per via di una deviazione) nel battere Pavlovic. Il poker è giunto al 28′ con la seconda “perla” di Gomez, sempre di mezzo esterno ma questa volta dal vertice opposto dell’area avversaria. Al 39′ la “frittata” di Ahmetovic, che, intento ad anticipare Palomino, sul solito cross di Gomez dalla bandierina, ha insaccato la sfera nella propria rete.
Senza patos la ripresa, aperta al 6′ dal primo gol a firma di Barrow, realizzato a porta vuota dopo un’uscita a vuoto di Pavlovic. Lo stesso attaccante gambiano ha decretato il punteggio finale (0-8) prima con un colpo mancino angolato (da centro area, al 25′) e poi con un tocco ravvicinato di destro (da due passi, al 41′), infierendo senza pietà sulla dormiente difesa bosniaca.
Appuntamento a giovedì prossimo col match d’andata del terzo turno preliminare di questa Europa League: sarà un’estate quanto mai ricca di impegni per la Dea.
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OSAKUE PARTECIPERA’ AGLI EUROPEI DI ATLETICA
Daisy Osakue sarà in gara agli Europei di atletica leggera. La discobola azzurra è stata visitata oggi presso l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni a Roma e sarà regolarmente in squadra a Berlino. Osakue, vittima quattro giorni fa di una aggressione a Moncalieri, si è sottoposta questa mattina ad una visita di controllo all’occhio colpito da un uovo e le sue condizioni sono state considerate “in miglioramento”. Questo è il referto redatto dal professor Antonio Spataro, Direttore Sanitario dell’IMSS. “Il controllo oculistico effettuato dall’atleta Daisy Osakue presso l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, in data odierna ha documentato un miglioramento del quadri clinico che consente la sospensione progressiva della terapia cortisonica e la partecipazione ai Campionati Europei di atletica a Berlino”. In virtù di questa comunicazione, la primatista italiana under 23 di lancio del disco farà regolarmente parte della squadra azzurra che domani, venerdì 4 agosto, partirà per la rassegna continentale in Germania (6-12 agosto).
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MALAGO’ “CANDIDATURA 2026 CHANCE PER FARE SQUADRA”
“E’ una candidatura super inedita: da quando esiste la storia dell’Olimpiade moderna, non era mai stata presa in considerazione un’idea del genere, ovviamente concordata, sostenuta e avallata dal Coni, e nata da questa curiosa e insolita volonta’ di tre citta’ e tre regioni”. Ospite di ‘Agora’ Estate’, su RaiTre, il presidente del Coni, Giovanni Malago’, torna sulla candidatura congiunta di Torino, Milano e Cortina per le Olimpiadi Invernali del 2026, deliberata all’unanimita’ del Consiglio Nazionale del Coni e su cui il Cio decidera’ nel settembre del 2019. Tante le critiche piovute soprattutto da Torino e Milano, con Cortina considerata la vera vincitrice: “Cortina non vince, l’obiettivo e’ evitare un vincitore e due sconfitti – spiega il numero uno dello sport italiano – Si leggono e sentono tante cose, ma oggi siamo in Italia, nel 2018, e parliamo solo di una candidatura a cui siamo iscritti contro Stoccolma, Calgary e forse una citta’ giapponese (Sapporo, ndr). Chi deve decidere e’ il Coni, per legge e carta olimpica, poi e’ chiaro che sia indispensabile l’ente locale e il governo, che deve sostenere le garanzie. Ma e’ il Coni che deve scegliere il dossier: come si fa a dire o pensare che era meglio questo o quello, quando chi ha valutato e’ una commissione qualificata, con ex campioni come Mornati e Sensini, i tre membri italiani del Cio e i due presidenti degli sport invernali e del ghiaccio”. E ancora: “Se hanno fatto questa valutazione e’ per un motivo: prima si lamentavano dei costi, ora si e’ valutato il rapporto costo-prodotto ed il contenimento dei costi, senza costruire nulla di nuovo. Il Cio ha preso in considerazione questo, ed e’ una vittoria dell’Italia”. Le critiche pero’ non si spengono, nonostante i toni sempre concilianti di Malago’: “Non si tratta di essere cortesi, ma di conoscere o meno l’argomento. Il mondo dello sport lo conosce, alcuni invece non sanno di cosa si parla. Le critiche di Sala? Lui e’ un esponente politico, io un uomo di sport, e devo interfacciarmi come tale. E’ umano, comprensibile, che vi siano le polemiche di Sala e Appendino. E’ normale difendere il proprio territorio, ma qui per la prima volta abbiamo la possibilita’ di fare squadra, di fare una candidatura italiana. Anche i tre rappresentanti parlano come se avessero vinto, ma qui il problema e’ che se non succedeva quanto successo, due delle tre persone non avevano niente. Si andava al voto ed era il massacro. Tutto quello che arriva e’ un di piu’: non c’e’ aggravio finanziario, e’ un’opportunita’ e chi non vorra’ coglierla dovra’ spiegarne il perche'”. Anche stavolta i 5Stelle sembrano quantomeno ‘tiepidi’ all’idea di un’Olimpiade in Italia: “Abbiamo rispettato le indicazioni del governo su 13 punti, che dovevano essere fondati sulla valutazione del dossier da parte della commissione. Poi ognuno puo’ dare il giudizio che vuole ma siamo stati su questa linea”. “E’ cambiato il mondo, mentre prima il Cio pretendeva di conoscere quante piste ci fossero nell’aeroporto internazionale, oggi si limita ad un discorso sugli impianti, che possono essere temporanei o utilizzabili. Ci sono poi i grandi sponsor ed i diritti tv, quasi 900mila dollari che servono per coprire i costi dell’organizzazione. L’investimento totale sarebbe di 370 milioni di euro, a Sochi c’era un budget di 50 miliardi di euro…”. Troppo presto per Malago’, infine, per parlare di governance: “Non e’ mia competenza, spero si ascolti il mondo dello sport. Parlare un anno prima di una cosa che non sappiamo se organizzeremo, e’ complicato”.
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ICS SIGLA CONVENZIONE TOP OF THE SPORT CON FISI
L’Istituto per il Credito Sportivo e la Federazione Italiana Sport Invernali firmano la convenzione “Top of the Sport”, siglata a Roma dal presidente di ICS, Andrea Abodi, e dal presidente FISI, Flavio Roda. A tre anni dai Mondiali di Sci Alpino che si svolgeranno a Cortina nel 2021 e per collegare questo prestigioso appuntamento internazionale con il miglioramento dell’intero sistema infrastrutturale “bianco” del nostro Paese, l’Istituto per il Credito Sportivo e la Federazione Italiana Sport Invernali annunciano un accordo che inaugura una nuova stagione di collaborazione, con misure e strumenti finanziari di scopo che contribuiranno ad assicurare la crescita qualitativa e quantitativa degli impianti, con evidenti benefici per le economie dei territori, gli operatori del settore e gli appassionati degli sport invernali. Un impegno concreto e tangibile che porterà anche alla realizzazione di un nuovo specifico prodotto finanziario, con condizioni di tasso particolarmente agevolate, dedicato alle società e ai consorzi proprietari o concessionari di impianti di risalita italiani o alle scuole sci, grazie al quale sarà possibile realizzare e potenziare gli impianti di risalita e di innevamento artificiale, acquistare macchinari per la manutenzione delle piste da sci, acquisire infrastrutture e ogni altro intervento rivolto al miglioramento e all’efficientamento del comprensorio sciistico. “E’ una data storica per il mondo degli sport invernali – commenta con entusiasmo il presidente della FISI, Flavio Roda – ed in particolare per tutti coloro che operano sul territorio, e penso alle oltre 1.200 società affiliate alla Federazione e alle Scuole di Sci convenzionate con la FISI. D’ora in avanti avranno la possibilità di ottenere un serio supporto per ammodernare, migliorare o creare nuovi impianti sportivi che non potranno che avvicinare ancora più appassionati alla pratica degli sport di montagna. Per parte mia ringrazio l’Istituto per il Credito Sportivo e il presidente Abodi per la disponibilità e la lungimiranza mostrati nella stesura della convenzione. L’invito ora si rivolge a tutto il mondo degli sport invernali perché presti la dovuta attenzione alla convenzione e metta in moto un rinnovamento virtuoso delle montagne italiane”. “Sono convinto che questa Convenzione, per la quale ringraziamo la FISI e il presidente Roda per il decisivo contributo di contenuti – ha dichiarato il Presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi – produrrà una forte accelerazione all’ulteriore sviluppo delle infrastrutture sportive dedicate agli sport invernali e alle località turistiche che li ospitano. Al tempo stesso, insieme alla FISI, con questo accordo pensiamo di poter raggiungere l’ulteriore obiettivo di valorizzare e mettere a sistema l’assegnazione a Cortina d’Ampezzo dei Mondiali di Sci Alpino del 2021, condividendo il valore e le potenzialità di sviluppo collegati a questa opportunità con i comprensori sciistici di tutto il nostro Paese”.
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