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ECCO HIGUAIN E CALDARA, MILAN “CAMBIA DIMENSIONE”

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“Cambio di dimensione”, “passo verso la risalita”. Ma anche “sogno diventato realtà”. Leonardo e Paolo Scaroni, dt e presidente del nuovo Milan, non usano parole di circostanza quando siedono al fianco di Mattia Caldara e, soprattutto, Gonzalo Higuain. Da dirigenti-tifosi quali sono, gli arrivi dalla Juventus – inattesi fino a qualche settimana fa – del difensore del futuro e del bomber affermato regalano a Leonardo e Scaroni le prime certezze “di un percorso disegnato da Elliott, che è riportare il club alla posizione che gli spetta per storia, capacità e ambizioni”. A Casa Milan si respira un’aria nuova, Higuain e Caldara l’hanno percepita subito e non fanno fatica ad archiviare la parentesi bianconera, a dire il vero molto breve per l’ex centrale dell’Atalanta. Che ammette: “Sono stati giorni movimentati per me. Non vedo l’ora di iniziare. La Juve e’ stata la prima a credere in me, un anno e mezzo fa mi ha comprato, vuol dire che credeva in me e li ringraziero’ sempre. Per me inizia un ciclo nuovo, un’avventura nuova e penso solo a fare il bene per il Milan. Quando sono arrivato qua ho pensato alla storia del Milan, un club che ha vinto tutto e in cui sono passati i difensori piu’ forti come Nesta, Thiago Silva e Maldini. La scelta e’ stata molto facile”. E facile è stata anche la scelta di colui che Scaroni ribattezza come star, quell’Higuain che si è manifestato con tutta la sua dote di gol (111 in 177 partite in cinque anni di A) e personalità accumulati in cinque anni tra Napoli e Juventus.  “Voglio ringraziare il Milan per il grande sforzo fatto per portarmi qui, mi ha motivato molto il progetto che ha in mente la societa’ – le prime parole del Pipita – per me e’ una bellissima sfida dopo la carriera che ho fatto e spero di ripagare tutta la fiducia che mi hanno dimostrato”.
Detto che a convincere Higuain sono state le parole di Leonardo e Gennaro Gattuso (oltre a un ambiente “che mi ha voluto subito, a differenza del Chelsea: lì mi voleva solo Sarri, per cui ho una stima enorme”), l’argentino chiude con il passato (“Tifosi e compagni meravigliosi, con Allegri qualche divergenza ma non è per questo che ora sono qui”) ed eccita gli animi del pubblico rossonero, che da anni cerca centravanti all’altezza di Van Basten, Weah, Shevchenko, Ibrahimovic e Inzaghi. “Ho la pelle d’oca – confessa -. Sono molto entusiasta di questa nuova avventura, non ho nulla da fare se non dimostrare che hanno fatto bene a investire su di me. Si possono fare grandi cose, la cosa piu’ importante e’ crederci. Ho molta fiducia nel Milan, mi piaceva tanto come giocava l’anno scorso. Il Milan è caratterizzato dalle sue vittorie, la sfida è riportare questo club in alto, speriamo di arrivare il più lontano possibile. Sono molto felice di essere qui. Obiettivi personali? Come detto, provare a riportare il Milan piu’ in alto possibile e per quello servono gol, convinzione e voglia di provare a vincere tutto quello per cui si gioca. E’ l’idea che dobbiamo avere. Abbiamo un grande reparto offensivo, con caratteristiche che mi piacciono e che mi hanno convinto a venire. Cutrone è un ragazzo giovane che ha una voglia matta di migliorare e imparare, un giocatore come me lo fa felice perchè avrà una bella competizione, poi mi hanno detto che è un bravo ragazzo”. Quanto all’Europa League, Higuain spiega che per il Milan “e’ uno degli obiettivi, speriamo di arrivare il piu’ lontano possibile e magari vincerla, sarebbe straordinario. Una squadra come il Milan che gioca questa competizione deve avere in testa di vincerla, speriamo di poter farlo, sarebbe qualcosa di bellissimo”.
Chiosa affidata a Leonardo: “Il Milan ha un fascino enorme, nella sua storia puo’ anche avere momenti difficili, meno belli, ma il messaggio che da’ oggi Higuain e’ che il Milan e’ la storia, le
vittorie del Milan sono ricordate perche’ questo club ha nel suo Dna uno stile che rimane per sempre ed è quello che ha convinto un giocatore come Gonzalo a venire qui. Ora noi – conclude – vogliamo tornare a vincere come prima”.
(ITALPRESS).

PEDROSA VOLA NEL VENERDI’ DI BRNO, BRAVO PETRUCCI

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Dani Pedrosa è tornato. Non che fosse sparito ma, dopo l’annuncio del ritiro a fine stagione, rischiava un’annata anonima, in preda ad ansie e rimpianti. E invece, lo spagnolo della Honda batte un colpo, e che colpo, sulla pista rovente di Brno, che domenica ospiterà il Gran Premio della Repubblica Ceca, decima tappa (su 18) del Motomondiale in programma domenica su un tracciato di 5.403 metri. Temperature record e due sessioni di prove che hanno raccontato al venerdì la forma vicina al top di Pedrosa. Se il primo round era andato al francese della Yamaha Johann Zarco, il secondo lascia pochi dubbi e scrive la top ten definitiva dei tempi di giornata. Pedrosa gira in 1’55″976 e precede le Ducati dell’umbro Danilo Petrucci, secondo a 0″123, e dello spagnolo Alvaro Bautista, terzo a 0″168. Quarto il malese della Yamaha Hafizh Syahrin (+0″224), quinto il forlivese della Ducati Andrea Dovizioso (+0″242), sesta e settima piazza per le Yamaha dello spagnolo Maverick Vinales (+0″416) e del pesarese Valentino Rossi (+0″504), che e’ settimo. Chiudono la top ten lo spagnolo della Ducati Tito Rabat (+0″545), Zarco (+0″559), e lo spagnolo e leader della classifica iridata, Marc Marquez, su Honda (+0″659). Undicesima la Suzuki di Andrea Iannone (+0″668), 19esima la Honda di Franco Morbidelli (+1″522). Domani, nelle qualifiche, verranno fuori i reali valori, perché è ovvio che qualcuno (Marquez, tanto per fare un nome, o anche Jorge Lorenzo, 15esimo con la sua Ducati), abbia preferito il ‘basso profilo’ per ingannare la concorrenza. Una tesi, questa, sposata appieno da Danilo Petrucci: “La carena? L’impressione e’ buona, oggi pomeriggio abbiamo trovato un buon feeling, stamattina ho fatto fatica a trovare il giusto passo. Adesso ci sono i soliti che si sono nascosti, quelli con cui ci giocheremo la corsa”. “Ad Assen siamo stati competitivi poi non sappiamo cosa successo – ricorda il pilota umbro della Ducati – Al Sachsenring abbiamo accorciato le strade e preso piu’ rischi, provando ad usare il peso come un vantaggio. Sembra stia andando bene, ma per esserne sicuro bisognera’ aspettare domenica alle 15…”. Difficile dargli torto. E’ finito quasi subito, e nel peggiore dei modi, il Gran Premio della Repubblica Ceca di Jorge Martin. Il pilota spagnolo del team Del Conca Gresini, in testa alla classifica iridata della Moto3, e’ scivolato alla curva 10 durante la prima sessione di prove libere, riportando la frattura del polso. L’iberico, che gia’ lo scorso anno subi’ un infortunio nello stesso periodo della stagione, e’ gia’ a Barcellona, dove sara’ operato. Martin fa in tempo a siglare l’ottavo crono, mentre l’Oscar del venerdì va al tedesco della KTM Philipp Oettl, che in 2’09″914 vince il braccio di ferro con il giapponese Kazuki Masaki (KTM), primo dopo le seconde libere. Italiani in seconda fascia, con Nicolò Bulega (KTM) quarto e Lorenzo Dalla Porta e Fabio Di Giannantonio, entrambi su Honda, in quinta e sesta piazza. In Moto2 la fa da padrone Marcel Schrotter: il tedesco della Kalex si aggiudica entrambe le prime libere con il miglior crono di 2’03″118, mettendosi alle spalle le Kalex di Francesco Bagnaia e Mattia Pasini, due azzurri che puntano decisamente al top.
(ITALPRESS).

 

NUOTO D’ARGENTO CON CUSINATO E STAFFETTA

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Due argenti per cominciare. Parte col piede giusto l’avventura azzurra agli Europei di nuoto al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow. Merito di Ilaria Cusinato, seconda nei 400 misti, e del quartetto formato da Luca Dotto, Ivano Vendrame, Lorenzo Zazzeri e Alessandro Miressi, che bissa il risultato della 4X100 sl di Londra.
Senza l’ungherese Katinka Hosszu, campionessa olimpica e mondiale ed europea dal 2012, e la spagnola Mireia Belmonte, bronzo olimpico e argento mondiale, a prendersi lo scettro nei 400 misti è la francese Fantine Lesaffre ma alle sue spalle ecco la giovanissima padovana di Cittadella, 19 anni il 5 ottobre prossimo e già bronzo europeo in vasca corta nei 200 misti l’inverno scorso a Copenhagen. I due anni al centro federale di Ostia, sotto l’occhio vigile di Stefano Morini, sono serviti: argento in 4’35″05 per la Cusinato, fresca di maturità e primatista italiana nella specialità con costume in tessuto stabilita grazie al 4’34″65 del 30 giugno al Sette Colli, a 21 centesimi dal record di Alessia Filippi datato 2008. “Sono contentissima, volevo prendermi una medaglia – racconta – Sapevo che l’oro era difficile dopo aver visto stamattina la Lesaffre ma ho lottato con tutte le mie forze. Questa medaglia la dedico ai miei genitori, vale come un oro. Dal bronzo di Copenhagen è stata una rivoluzione e il mio obiettivo principale erano questi Europei”. Settima invece l’altra azzurra che era approdata in finale, Carlotta Toni. Nella staffetta maschile solo la Russia (3’12″23) fa meglio degli azzurri, argento come nel 2016 (3’12″90). Dotto chiude la prima frazione quarto (“mi sono incartato verso la fine, la vittoria era alla nostra portata), nè Vendrame nè Zazzeri (“potevo fare nettamente meglio”) riescono a rimontare e allora tocca ad Alessandro Miressi, 20 anni fra qualche mese, prendere per mano la staffetta azzurra con una quarta frazione da urlo, unico a scendere sotto i 47″ (46″99).

Non riesce invece a ripetersi la staffetta femminile 4×100 sl che passa dal secondo posto di Londra al quinto di oggi. In una finale a nove dopo la decisione di ammettere sia Danimarca che Polonia, ottave ex aequo nelle batterie, l’Italia non riesce a tenere il passo delle migliori sin dalla prima frazione, con Giada Galizi che passa il testimone penultima. La situazione migliora leggermente con Erika Ferraioli, poi Laura Letrari consegna a Federica Pellegrini una staffetta in ottava posizione e la Divina, con una frazione da 53″59 (meglio solo l’olandese Kromowidjojo e la britannica Anderson in 53″22), riesce comunque a risalire di tre posizioni, con la Francia che si prende l’oro davanti a Olanda e Danimarca. “Guardando i tempi siamo più rincuorate – commenta la Pellegrini – È stato stranissimo fare una finale a nove ma hanno deciso di non fare lo spareggio e la nona è arrivata terza. Ma siamo andate tutte molto veloci, abbiamo fatto il nostro, sarebbe stato peggio avere questo risultato sapendo di non aver fatto quello che dovevamo fare”. A chiudere il quadro dei titoli assegnati oggi, l’oro nei 400 sl, orfani dell’infortunato Gabriele Detti, all’ucraino Romanchuk. Domani si torna in vasca e un’altra medaglia potrebbe arrivare dagli 800 femminili con Simona Quadarella che, nonostante il dolore alla spalla, stacca il biglietto per la finale col miglior tempo (8’23″93). Ma anche nei 100 farfalla l’Italia si giocherà le sue carte con Ilaria Bianchi ed Elena Di Liddo, entrambe sotto i 58″ col terzo e quarto tempo, mentre nei 100 rana speranze riposte in Fabio Scozzoli. Si fermano invece in semifinale Erika Ferraioli (50 sl), Thomas Ceccon e Simone Sabbioni (50 dorso, nuovo record del mondo giovanile per il russo Kolesnikov che si migliora e firma il crono di 24″25) e Alessandro Pinzuti (100 rana).

Per l’Italia da Glasgow arrivano anche due medaglie dal sincro: Giorgio Minisini e Manila Flamini, campioni del mondo in carica, centrano l’argento nel duo misto tecnico col punteggio di il punteggio di 88.6973, dietro i russi Mayya Gurbanberdiev e Aleksandr Maltesev (89.5853). Bronzo invece per Linda Cerruti e Costanza Ferro nel doppio tecnico, con le azzurre che confermano così il terzo posto di Londra 2016 ma con un punteggio decisamente maggiore: 27.1000 per l’esecuzione, 35.4519 per gli elementi e 27.2000 per l’impressione artistica. Vincono le russe Svetlana Kolesnichenko e Varvara Subbotina che totalizzano 95.1036 mentre le ucraine Anastasiya Savchuk e Yelizaveta Yakhno sono seconde con 92.6188 punti.
(ITALPRESS).

FOGNINI CONTRO DEL POTRO NELLA FINALE DI LOS CABOS

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Fabio Fognini conquista la finale dell’“Abierto Mexicano de Tenis Mifel”, torneo Atp 250 dotato di un montepremi di 637.395 dollari, in corso sul cemento di Cabo del Mar, in Messico. Nella notte italiana il 31enne di Arma di Taggia, numero 15 Atp e secondo favorito del seeding, alla sesta semifinale in questo 2018, ha superato per 6-4 6-2, in un’ora e 12 minuti, il britannico Cameron Norrie. E’ il 34esimo match vinto dal ligure quest’anno: gli unici ad averne vinti di più nel tour sono solo Alexander Zverev (39), Dominic Thiem (38), Rafael Nadal (35) e Juan Martin Del Potro (35).

Il tennista azzurro ha così raggiunto la sua terza finale stagionale – 17esima complessiva in carriera – dopo i trofei conquistati sulla terra battuta a San Paolo e due settimane fa a Bastad, in Svezia, che hanno portato a sette il suo bottino di titoli Atp, tutti colti sul “rosso”. L’ultimo ostacolo è rappresentato da Del Potro, numero 4 del ranking mondiale e prima testa di serie, che nella seconda semifinale ha regolato per 6-3 7-6(6), in un’ora e 40 minuti, il bosniaco Damir Dzumhur, terza forza del tabellone, annullando anche un set point sul 6-5 nel tie-break con un passante lungolinea di rovescio. Per il 29enne di Tandil sarà la 33esima finale in carriera, la quarta stagionale dopo i successi colti ad Acapulco e nel “1000” di Indian Wells – 22 i trofei nella bacheca dell’argentino – e quella persa ad Auckland a inizio anno. Del Potro conduce per 3-1 nel bilancio dei testa a testa con Fognini, i primi tre precedenti sono comunque molto datati (due nel 2005 e uno del 2007) e l’ultimo in ordine di tempo risale al 2015, al secondo turno del torneo di Sydney, quando Del Potro vinse 4-6 6-2 6-2.

GATTUSO SI GODE HIGUAIN “PRONTI PER SALTO QUALITÀ”

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“Sono arrivati due giocatori importanti, un giovane interessante come Mattia che può crescere molto e Gonzalo che tutti conosciamo. Li faremo sentire a casa loro, gli faremo capire come si lavora e come si sta in questo gruppo e sono sicuro che saranno un valore aggiunto, che ci daranno una mano per fare una stagione importante”. Rino Gattuso, ancora negli States con la squadra in vista dell’ultimo impegno nella International Champions Cup, dà il benvenuto a Caldara e Higuain, i primi due colpi dell’era Leonardo. “Il modulo di base sarà il 4-3-3, si andrà a ricercare anche qualcos’altro ma si lavorerà su questi concetti, la base è quella”, sottolinea il tecnico rossonero, tutt’altro che sorpreso da questi rinforzi.

“Mi aspettavo che la società facesse qualcosa, ho parlato tantissimo con Higuain come con tanti altri giocatori in questi mesi – racconta – Per noi deve essere un motivo d’orgoglio sapere che il Milan ha grande fascino. Quando parli con un giocatore, è difficile che ti dica che non vuole venire. Il Milan ha grande storia, grande organizzazione, da 4-5 anni non si trova grandissima continuità ma con questa squadra, questi giovani e giocatori come Higuain e Caldara si può fare solo bene. C’è sempre voglia di lavorare, i ragazzi non mollano mai di una virgola, possiamo fare il salto di qualità”. E chissà che Leonardo non gli regali ancora un rinforzo. “Il mercato chiude il 17, vediamo – nicchia Gattuso – Al 90% la squadra è completa, forse si può fare qualcosa a centrocampo”. Di sicuro c’è l’impressione che il calcio italiano stia rialzando la testa. “Penso che dopo tanti anni per il nostro sistema calcio l’arrivo di Cristiano Ronaldo sia stato un acquisto incredibile – ha ammesso Gattuso – Non a caso si fanno nomi importanti per la Serie A, ad esempio Modric”. Per quanto riguarda invece gli obiettivi per la prossima stagione, “quando indossi la maglia del Milan devi per forza puntare al massimo. Abbiamo fatto dei movimenti importanti, ma anche le altre si sono rafforzate. Sarà lotta aperta per entrare nelle prime quattro. Conosco le difficoltà che potremmo incontrare: ai miei ragazzi dico che non dobbiamo mai accontentarci”. Nella notte italiana, intanto, test con un Barça imbottito di ragazzi del settore giovanile: “sono affascinato dal Barcellona, vedere ragazzi di 17-18 anni interpretare il calcio come fanno loro è bellissimo da vedere e ti fa anche capire che non si può fare un semplice ‘copia e incolla’”.
(ITALPRESS).

POLE DOVIZIOSO A BRNO DAVANTI A ROSSI E MARQUEZ

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Marc Marquez sin da venerdì lo aveva indicato come il rivale numero uno e alla fine Andrea Dovizioso gli ha dato ragione. Con un tempo monstre all’ultimo respiro (1’54″689), il pilota forlivese riporta la Ducati sulla prima piazzola della griglia di Brno dieci anni dopo Casey Stoner e soprattutto ritrova una pole position (la sesta in carriera nella classe regina) che mancava ormai da troppo tempo, 28 Gp per l’esattezza, da Sepang 2016. “Un gran bel weekend finora, siamo stati subito veloci ma non mi aspettavo questo tempo”, commenta quasi sorpreso il Dovi, che avrà al suo fianco Valentino Rossi e lo stesso Marquez. Il Dottore, dopo aver brillato nelle terze libere, è sembrato in difficoltà, la qualifica lo vedeva lontano dai migliori ma sulla pista dove ha centrato il primo successo della sua carriera nell’ormai lontano ’96 tira fuori all’ultimo il giro che gli vale la prima fila. “Sono contento, perchè nel giro secco con le gomme nuove sono stato abbastanza competitivo – tira quasi un sospiro di sollievo Rossi, che alla fine becca 267 millesimi da Dovizioso e per un soffio finisce davanti a Marquez – Lo ero già ieri in realtà e pure stamattina avevo fatto un giro buono. Sono anche contento per aver migliorato il tempo nonostante la temperatura più alta, anche rispetto all’anno scorso”. Al Cabroncito il terzo posto va bene “perchè su questa pista di solito facciamo fatica ma siamo là a giocarcela per il podio” e anche per domani si aspetta un Dovizioso con una marcia in più. “Le Ducati vanno forte e anche Valentino sarà là”, avverte Marquez. Le Desmosedici in effetti sembrano essere a loro agio sulla pista ceca (quarto tempo in qualifica per Lorenzo, sesto Petrucci) e lo stesso Dovizioso sorride sornione “ma nessuno può veramente capire chi ne ha di più, tanti piloti hanno provato tante gomme diverse”, evita di sbilanciarsi il forlivese. Anche in casa Yamaha, al di là del secondo posto di oggi, c’è prudenza. Rossi si aspetta una gara di sofferenza perchè il suo passo “non è niente di che” e del resto le difficoltà incontrate dal compagno di squadra Maverick Vinales, costretto a passare dal Q1 e alla fine solo 12esimo, fanno pensare che alla lunga le M1 possano pagare dazio, consentendo a Marquez di allungare ulteriormente nel Mondiale piloti. Occhio però all’incognita meteo: il caldo e l’usura delle gomme, a detta di tutti, possono cambiare le carte in tavola.
Per quanto riguarda le altre classi, prima pole in carriera per Luca Marini, fratellino di Rossi, in Moto2 con Pasini terzo e prima pole anche per Jakub Kornfeil che non poteva scegliere scenario migliore della pista di casa per spezzare questo tabù. Resta con l’amaro in bocca Fabio Di Giannantonio, in testa alle qualifiche fino all’ultimo giro e alla fine solo quinto. Partirà nelle retrovie Marco Bezzecchi (14^), non la situazione ideale in un Gp privo del leader della classifica iridata Jorge Martin. Lo spagnolo è stato operato a Barcellona per la frattura del radio sinistro e c’è cauto ottimismo sul suo recupero in vista dell’Austria.
(ITALPRESS).

DE LAURENTIIS PRENDE MALCUIT E BLINDA KOULIBALY

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Il solito focoso, Aurelio De Laurentiis ha accesso il pre-partita di Liverpool-Napoli con due, tre notizie importanti di calciomercato e con un’altra puntata della polemica a distanza col Comune del capoluogo campano, reo, a suo dire, di una cattiva gestione del San Paolo. “Un nuovo attaccante? Ne abbiamo già sei in rosa. Cavani? Perchè volete riportare qui il ‘vecchio’. Noi il ‘vecchio’ lo abbiamo fatto crescere, poi se ne e’ andato: che rimanga altrove. Il Napoli e’ fatto di chi e’ rimasto e vuole rimanere, come Hamsik o Koulibaly. Quest’ultimo e’ il difensore piu’ forte al mondo e ha appena rinnovato per altri cinque anni. Non parliamo sempre solo di attaccanti ma anche degli altri ruoli”, ha detto il numero uno del club azzurro. “Per Koulibaly abbiamo ricevuto tante proposte ma le abbiamo rispedite tutte indietro. Ci hanno offerto anche 90 milioni per lui”, ha aggiunto De Laurentiis.

“Per Malcuit e’ fatta: il giocatore arriva a titolo definitivo. Ci costerà circa 13 milioni, fra prezzo del cartellino e bouns. Arriva pure Ochoa? Siamo stati l’altra sera a cena con i suoi agenti: mi auguro che sia tutto ok. Abbiamo avuto tanto da fare in queste ultime ore, presto vedremo gli sviluppi”, ha spiegato ancora il presidente del Napoli.

“Il San Paolo? E’ diventata una barzelletta, per colpa del Sindaco e di tutti i suoi seguaci”, ha concluso De Laurentiis.

(ITALPRESS).

QUADARELLA ORO E PRIMATO ITALIANO A GLASGOW

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Anche la seconda giornata dei 34esimi Europei in svolgimento al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow, si colora subito d’azzurro, o meglio di rosa. Simona Quadarella brilla d’oro negli 800 stile libero vinti in 8’16″35 record italiano storico che cancella l’8’17″21 con cui Alessia Filippi, in gommato, fu di bronzo ai Mondiali di Roma 2009. Un successo più forte del dolore alla spalla avvertito in allenamento giovedì pomeriggio alla vigilia delle batterie che comunque supera con il miglior tempo (8’23″93). Una vittoria per la 19enne di Roma – tesserata per Fiamme Rosse e CC Aniene e allenata da Cristian Minotti – che da’ seguito al bronzo mondiale conquistato nei 1500 l’estate scorsa, al successo alle Universiadi di Taipei negli 800 e nei 1500 e alle medaglie d’oro nei 400 (con personale di 4’05″68) e negli 800 ai recenti Giochi del Mediterraneo di Tarragona. “E’ il mio primo record, un po’ me l’aspettavo ma è sempre una grande soddisfazione – spiega Quadarella, sesta italiana a medaglia nella specialità (2-1-3) per un gradino più alto del podio che mancava da Eindhoven 2008 quando a salirci fu proprio Alessia Filippi – Nei 1500 proverò a fare il bis: sarebbe molto importante e il coronamento di un grande lavoro che sto portando avanti in queste stagioni”. Questi i passaggi del record italiano di Quadarella – che deteneva la miglior prestazione in tessuto 8’20″54 siglata a Taipei lo scorso 25 agosto – ogni 100 metri: 1’00″14, 2’02″69, 3’05″83, 4’08″53, 5’10″68, 6’12″94, 7’15″53. Vola definitivamente nei 100 farfalla Elena Di Liddo, di bronzo in 57″58. La 25enne pugliese di Bisceglie – tesserata per CC Aniene – firma la seconda prestazione personale di sempre, dietro al 57″38 registrato al Sette Colli a fine giugno. L’Italnuoto si conferma sul podio della specialità, dopo i terzi posti della primatista italiana Ilaria Bianchi – quarta a quattrocentesimi dalla compagna in 57″62 – a Berlino 2014 e a Londra 2016. “Non ho ancora realizzato quello che è successo – spiega Di Liddo, seguita da Raffaele Girardi – Sono emozioni che non ho mai vissuto in carriera. Da settembre è cambiato qualcosa nella mia testa, sono cresciuta e le sensazioni in acqua fin da subito sono cambiate. Forse mi è mancato il record italiano ma va benissimo così”. Davanti a tutte l’olimpionica e campionessa del mondo svedese Sarah Sjostrom che domina, unica a scendere sotto i 57″, in 56″13. Quinto posto per Fabio Scozzoli nei 100 rana, nella gara vinta da Adam Peaty – campione olimpico e mondiale  – con il record del mondo in 57″00 che toglie tredici centesimi al 57″13 stampato dal baronetto britannico ai Giochi di Rio 2016. L’emiliano, invece – venticinque medaglie tra mondiali ed europei – chiude in 59″51, quarta prestazione personale all time, dopo essere passato secondo a metà gara in 27″58. Quinta anche la “nuova” 4×200 stile libero mista. Filippo Megli (1’47″48), Alessio Proietti Colonna (1’48″37), Federica Pellegrini al ritorno nella sua distanza (1’56″76), Margherita  Panziera (1’59″76) toccano in 7’32″37 per una staffetta “under costruction”. Sboccia definitivamente il talento di Alessandro Miressi che vola in finale nei 100 stile libero con il miglior tempo e primato personale 48″11 (23″35). Il 19enne torinese di Moncalieri – allenato da Antonio Satta e tesserato per Fiamme Oro e Centro Nuoto Torino – abbassa di quattordici centesimi il 48″25 firmato agli Internazionali  d’Italia, salendo al terzo posto tra i perfomer italiani, e sogna il colpo grosso nella gara individuale, dopo l’argento conquistato venerdì con la staffetta veloce. “Sta andando tutto secondo i piani – racconta il gigante piemontese, dall’alto del suo 202 centimetri – Il podio è alla porta ma in tanti daranno battaglia per vincere la medaglia”. E tra questi ci sarà anche il primatista italiano e campione uscente Luca Dotto settimo in 48″66. Arianna Castiglioni e la primatista tricolore Martina Carraro staccano il pass per l’epilogo dei 200 rana, rispettivamente con il terzo e ottavo crono. La 18enne di Busto Arsizio – tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika e seguita dal tecnico federale Gianni Leoni – chiude in 1’06″91 eguagliando il personale; la 25enne di Genova  – tesserata per Fiamme Azzurre e NC Azzurra 91 e allenata dal tecnico federale Fabrizio Bastelli – in 1’07″61. Nei 200 farfalla eliminati Federico Burdisso nono in 1’57″10 e Filippo Berlincioni tredicesimo in 1’57″99. Carlotta Zofkova e Silvia Scalia si contendono la finale dei 50 dorso a suon di record italiano. Ha la meglio la 25enne di Lugo – tesserata per Carabinieri e Imolanuoto e allieva del tecnico federale Matteo Giunta – ottava in 27″94, limando di due centesimi il 27″96 nuotato poco prima dalla 23enne di Lecco – tesserata CC Aniene e allenata da Gianni Leoni – e che a sua volta aveva tolto cinque centesimi al 28£01 da lei stessa siglato al Sette Colli. “Ancora non ci credo – sottolinea Zofkova – Pensavo a tutto, alla vigilia, tranne che alla finale e per giunta con il record. Mi dispiace per Silvia, potevamo farcela entrambe. Quest’anno mi sono preparata bene sulla velocità e i risultati si vedono”.
(ITALPRESS).