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FOGNINI SUPERA DEL POTRO, TRIONFO A LOS CABOS

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Terzo titolo in questo 2018 per Fabio Fognini. Il 31enne ligure si è infatti aggiudicato all’alba italiana il trofeo dell’“Abierto Mexicano de Tenis Mifel”, torneo Atp 250 dotato di un montepremi di 637.395 dollari che si è concluso sul cemento di Cabo del Mar, in Messico. In finale l’azzurro, numero 15 Atp e secondo favorito del seeding, ha sconfitto per 6-4 6-2, in un’ora e 19 minuti di gioco, l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 4 del ranking mondiale e prima testa di serie, quest’anno vincitore ad Acapulco ed al “1000” di Indian Wells. L’ultimo azzurro a battere un top-five in una finale Atp era stato Omar Camporese a Rotterdam nel 1991 (Ivan Lendl). Per Fognini è stata la dodicesima vittoria in carriera contro un top-ten.

L’azzurro – che in questo torneo ha sfoggiato una singolare quanto originale acconciatura con le treccine, dovuta a una scommessa persa con il suo preparatore atletico sul campo da golf  – è il terzo titolo di questo 2018 dopo quelli conquistati a San Paolo ed a Bastad, l’ottavo complessivo su 17 finali disputate, il primo in assoluto sul cemento (l’ultimo italiano a vincere un titolo sul cemento all’aperto era stato Davide Sanguinetti a Delray Beach nel 2002). Da domani ritornerà al numero 14 Atp, a un passo soltanto dal suo best ranking (numero 13, datato 31 marzo 2014). “Juan Martin è un gran giocatore, ci conosciamo fin da piccoli e dopo tutti i problemi che ha avuto è bello che sia di nuovo fortissimo – le parole di Fognini al termine dell’incontro – Non ero io il favorito e sono davvero contento di aver vinto qui”.
Il tennista di Arma di Taggia si è detto “soddisfatto per come il mio gioco è migliorato nel corso della settimana. Aver vinto contro un giocatore come lui mi dà molta carica perché ho sempre saputo che sarei riuscito a batterlo prima o poi. Era uno degli obiettivi della mia carriera riuscire a vincere un torneo sul veloce e riuscire a farlo superando in finale un top-player. Sono davvero felice”, ha concluso Fognini, annunciando che al prossimo torneo di Toronto lui e Del Potro giocheranno il doppio insieme.
(ITALPRESS).

BALE E DOPPIETTA ASENSIO, JUVE BATTUTA DA REAL

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Si chiude con una sconfitta la tournee americana della Juventus che al FedExField di Landover, in Maryland, cede per 3-1 al Real Madrid: vantaggio bianconero grazie a un’autorete di Carvajal, pareggio di Bale e poi micidiale uno-due nella ripresa di Asensio.
Senza il grande ex Cristiano Ronaldo, al lavoro a Torino con altri reduci dal Mondiale e il neo acquisto Bonucci, Allegri si affida in mezzo al campo a un altro ex, Khedira, con Pjanic e Marchisio mentre in avanti agiscono Cancelo, Favilli e Bernardeschi. Al 12′ la Juve passa: proprio Bernardeschi allarga sulla sinistra per Cancelo, palla in mezzo e intervento maldestro di Carvajal che devia la palla nella propria porta. Gli spagnoli continuano a far girare palla e a forza di insistere trovano lo spiraglio per passare: al 39′ Bale approfitta di un’incertezza della retroguardia bianconera in fase di ripartenza, riconquista palla al limite e spara un sinistro imparabile nell’angolino. Si va al riposo sull’1-1, anche grazie a Szczesny che, pochi minuti dopo il pareggio spagnolo, vola a deviare in angolo un potente diagonale di Reguilon e blocca ancora un calcio di punizione di Bale. La Juve inizia la ripresa cambiando solo Khedira con Fagioli, mentre Lopetegui opera ben cinque sostituzioni e dopo appena due minuti, i neo entrati Vinicius e Asensio confezionano il vantaggio dei Blancos, grazie alla discesa sulla sinistra del primo e il tocco sotto porta del secondo.

Passano pochi minuti e Asensio colpisce ancora, ricevendo questa volta dalla destra, superando Benatia in dribbling e battendo Szczesny con una conclusione centrale sulla quale il portiere bianconero è tutt’altro che impeccabile. La Juve prova a rispondere con Cancelo, servito da un’ottimo lancio di Marchisio, ma il nuovo entrato Lunin si oppone al diagonale del portoghese. Anche Chiellini, liberato in area da una punizione intelligente di Pjanic, ha un’ottima occasione ma la conclusione termina sul fondo. Bernardeschi sfiora poi due volte la rete direttamente su punizione ma in entrambi i casi Lunin – nel secondo con l’aiuto della traversa – riesce a salvarsi. La squadra di Allegri lascerà ora gli States per far rientro a Torino in vista della festa di Villar Perosa del 12 agosto, il gran giorno del debutto in bianconero di Ronaldo.
(ITALPRESS).

MILAN PIEGA BARCELLONA, ANDRÈ SILVA LA DECIDE AL 93′

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Andrè Silva nel recupero stende il Barcellona e il Milan archivia la sua International Champions Cup con una vittoria di prestigio. A Santa Clara la difesa rossonera viene messa a dura prova dall’attacco blaugrana. Straordinario Gigio Donnarumma (eletto MVP del match) che in almeno un paio di circostanze salva i suoi. Al Levi’s Stadium, infatti, già al primo minuto il giovane portiere rossonero è costretto a deviare in corner il destro violento di Paco Alcacer: destro violento e palla deviata in corner. La squadra di Gattuso cerca di rispondere in contropiede come quando, all’11’, Borini viene murato da Marlon Santos. Il Milan prova ad alzare la pressione, ma il palleggio blaugrana mette in seria difficoltà la retroguardia rossonera. Come al 41′ quando il pallone finisce sui piedi di Malcom che calcia di sinistro dall’interno dell’area di rigore andando a trovare il palo. Passa un minuto, ed è Munir a sfiorare di pochi centimetri la rete, a Donnarumma battuto. Nella ripresa sono subito i rossoneri a rendersi pericolosi con il destro di Calhanoglu che viene neutralizzato in due tempi da Ter Stegen. Ancora l’estremo difensore blaugrana è protagonista al 69′ sul tiro a giro di Suso. Il Barca riprende il controllo della gara, e nel finale sfiora il gol-vittoria con Puig (destro a lato da posizione favorevolissima). Ma proprio all’ultimo respiro ecco il colpo di André Silva: servito in area di rigore da Kessie, il portoghese si porta la palla sul sinistro e fulmina sul primo palo Ter Stegen, per la rete dell’1-0. Una prova solida, comunque, quella dei rossoneri – aspettando Higuain e Caldara e considerato l’avversario e la condizione non ancora ottimale. Ma sono tanti gli spunti positivi per Rino Gattuto: la squadra è in costante crescita dal punto di vista fisico, la condizione di alcuni singoli (come Romagnoli) è già al top e, infine, il ritorno al gol di André Silva. Tutti elementi importanti per prepararsi al meglio all’inizio ufficiale della stagione.
(ITALPRESS).

DOPPIETTA DUCATI A BRNO, GARA PERFETTA DOVIZIOSO

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Desmodovi è tornato e con lui la Ducati. Dieci anni dopo, la casa di Borgo Panigale si riprende Brno e lo fa con una doppietta firmata Dovizioso-Lorenzo mentre Marquez si consola col terzo gradino del podio che gli permette di allungare nel Mondiale su Valentino Rossi, quarto.
Sulla pista ceca i dubbi legati alla tenuta delle gomme frenano lo spettacolo per il primo terzo di gara, poi ci pensa il Dottore a dare una scossa portandosi al comando. E scavallato il decimo giro inizia lo show. Dovizioso, perfetto nella gestione di passo e gomme, resiste in testa fino alla fine, rispondendo colpo su colpo a Lorenzo e portando così a casa la 19esima vittoria della carriera, la decima nella classe regina e la seconda stagionale dopo quella a inizio anno in Qatar. “E’ stato un grandissimo weekend, mi aspettavo di essere veloce ma non così – festeggia il Dovi, oggi alla 100esima gara in sella alla Desmosedici – Ho fatto pole e poi la gara perfetta, alla fine la mia strategia ha funzionato”. “E’ vero, ha fatto una grande gara”, gli riconosce Lorenzo, lasciando da parte i battibecchi dei giorni scorsi. Il maiorchino ha messo in pista tutta la sua esperienza, accontentandosi di rimanere in scia fino a metà Gp prima di spingere sull’acceleratore. Superati Rossi e Crutchlow, Lorenzo è andato a caccia della vittoria (spettacolare il doppio sorpasso su Marquez e Dovizioso anche se poi l’italiano è riuscito a rimettersi subito davanti) e forse, senza l’attacco provato dal futuro compagno di squadra a due tornate dalla fine, avrebbe potuto puntare a un incredibile successo. “Ma è un risultato perfetto per la Ducati”, chiosa Lorenzo, che punta già l’Austria.

Gara sorniona anche quella di Marquez, a lungo sulla scia del maiorchino e poi spettatore della sfida tutta interna alla Ducati. Come detto, il Cabroncito ha anche provato a infilarsi in mezzo ma alla fine si è accontentato del podio, anche perchè “lottare contro di loro oggi era difficile e l’obiettivo di questo weekend era cercare di aumentare il vantaggio in campionato”. Missione compiuta, dunque, per Marquez – a cui bisogna riconoscere come sin dal venerdì avesse indicato in Dovizioso l’uomo da battere a Brno – perchè Valentino Rossi scivola da -46 a -49. Il quarto posto del Dottore non basta a salvare un fine settimana da dimenticare per la Yamaha, ancora a zero vittorie e per la prima volta in stagione giù dal podio. La gara di Vinales finisce sul nascere, coinvolto in un incidente alla partenza con Bradl e Smith, mentre il centauro di Tavullia, calato alla distanza, solo all’ultima curva riesce a limitare i danni infilando Crutchlow e andandosi a prendere la quarta piazza. “Sono soddisfatto ma non contento ma sapevamo già dalle prove che il passo non era niente di che e che sarebbe stato difficile lottare per il podio. Questo era il massimo che potevamo fare. Ci manca un po’ di accelerazione quando le gomme scivolano, è qualcosa che dobbiamo migliorare”. Bene Danilo Petrucci, sesto, mentre Andrea Iannone riesce a trovare posto nella Top Ten.

Guardando alle altre classi, al termine di uno splendido duello con Luca Marini, Miguel Oliveira va a prendersi la seconda vittoria stagionale che gli consente di scavalcare Pecco Bagnaia, oggi terzo, in testa alla classifica iridata della Moto2. Fabio Di Giannantonio invece, dopo essersi visto scippare da Kornfeil la prima pole della carriera all’ultimo respiro, si riscatta in gara e centra il primo successo in assoluto in Moto3 davanti a Canet e lo stesso Kornfeil. Sesto Marco Bezzecchi che, approfittando dell’assenza di Jorge Martin – in dubbio anche per l’Austria per la frattura del radio sinistro – balza al comando del Mondiale con 3 punti di vantaggio sullo spagnolo.
(ITALPRESS).

MALDINI NUOVO DIRETTORE SVILUPPO STRATEGICO MILAN

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Paolo Maldini torna al Milan in qualita’ di direttore Sviluppo strategico area sport. “Paolo e’ una leggenda vivente nella storia rossonera per la sua eccezionale classe, per il talento, la leadership, la lealta’, e il suo record di successi, senza pari – si legge in una nota nota diffusa dal club rossonero -. Tali qualita’ giocheranno un ruolo determinante per far tornare il Milan alla grandezza che merita”. Il cognome ‘Maldini’ tocca il cuore di tutti i milanisti, simbolo di una dinastia di dedizione e successo. La gloriosa storia della famiglia Maldini inizio’ con l’indimenticabile Cesare, padre di Paolo, capitano della squadra che vinse la prima Coppa dei Campioni nel 1963. La forza dei Maldini e’ testimoniata dalla storica maglia rossonera numero 3, che e’ stata ritirata, e in futuro potra’ essere indossata solo da altri Maldini.
La storia di Paolo nel Milan non ha eguali. Ha debuttato in serie A a soli 16 anni, il 20 gennaio 1985. Nel corso della sua carriera da difensore, Paolo ha vinto 26 trofei: 7 campionati nazionali; 1 Coppa Italia; 5 Supercoppe italiane; 5 UEFA Champions League (giocando in 8 finali, un record che condivide con Francisco Gento); 5 Supercoppe europee; 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del Mondo per Club. Maldini si e’ ritirato alla fine della stagione 2008/09 e dopo 25 anni gloriosi in maglia rossonera, con 648 presenze in serie A, record assoluto, e 419 partite con la fascia da capitano.
La conferenza stampa di presentazione e’ stata organizzata per domani alle 16:30 presso casa Milan.
“Non ci sono parole per descrivere cio’ che Paolo Maldini rappresenta per il Milan. E’ stato un privilegio vederlo giocare e vincere innumerevoli trofei in campo. Sono felice e onorato di lavorare con lui in questo suo nuovo ruolo – commenta il presidente rossonero Paolo Scaroni – La leadership e l’esperienza di Paolo saranno di grande beneficio per il club, cosi’ come la sua passione e la sua energia. La nomina di oggi e’ un ulteriore segno dell’impegno di Elliott per costruire una solida base per un successo a lungo termine. Non sara’ facile e ci vorra’ del tempo, ma abbiamo obiettivi ambiziosi e l’arrivo di Paolo e’ un passo importante verso il ritorno al grande Milan”.
(ITALPRESS).

ORO PER MIRESSI, BRONZO PER GREG E LA CASTIGLIONI

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Ancora una volta l’azzurro illumina il pomeriggio scozzese, nella terza giornata della 34esima edizione dei campionati europei di nuoto, in svolgimento al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow. Finalmente sboccia in tutto il suo splendore il talento di Alessandro Miressi. Il 19enne torinese di Moncalieri – tesserato per Fiamme Oro e CN Torino – sale per la prima volta sul podio europeo in una gara individuale ed è d’oro nei 100 stile libero in 48″01 (23″22 il passaggio ai 50), primato personale, che toglie dieci centesimi al 48″11 nuotato in semifinale e che a sua volta aveva abbassato di quattordici centesimi il 48″25 siglato al Sette Colli. Miressi si proietta al secondo posto tra i performer italiani, dietro al primatista e campione continentale uscente Luca Dotto (Carabinieri/Larus Nuoto) quinto in 48″45.
Una famiglia di sportivi quella del velocistà piemontese, che nel tempo libero, dall’alto dei suoi 202 centimetri, ama disputare partitelle a basket (è tifoso dei Los Angeles Clippers) con gli amici e che dicono sia anche un ottimo calciatore (fino a 10 anni era difensore nel Moncalieri): il padre Elio giocava a baseball, la madre Piera è stata nazionale di softball e la cugina Clara Gian Pron olimpionica nella canoa slalom a Londra 2012. “Sono contento per la vittoria e per l’oro. Essere campione europeo – spiega Miressi, seguito da Alessandro Satta – fa grande effetto ma sono consapevole che sarà anche un grande peso”.
“Ho fatto il massimo possibilie. Alla fine spiega invece Dotto, allenato dal tecnico federale Claudio Rossetto – non ne avevo più: sono contento per Alessandro”.
L’Italnuoto si conferma podio della specialità regina dopo gli ori di Filippo Magnini a Debrecen 2012, il bronzo di Luca Leonardi a Berlino 2014 e la vittoria di Dotto a Londra 2016 per un totale di dodici medaglie (7-0-5 aggiornare).
A seguire, si è dimostrato più forte della gastroenterite con febbre che l’aveva colpito nella serata di sabato e che avrebbe costretto al forfait molti ma non un fuoriclasse come lui. Gregorio Paltrinieri stupisce tutti, compreso il suo mentore, il tecnico federale Stefano Morini che lo ha definito “un grande uomo”, ed è di bronzo nei 1500 stile libero. Il bicampione del mondo e campione olimpico abidca il trono continentale, dopo i tre successi consecutivi a Debrecen 2012, Berlino 2014 e Londra 2016 quando si impose con l’attuale prima europeo 14’34″04, in favore del tedesco Florian Wellbrock che vince in 14’36″15; ma la prestazione di SuperGreg, che chiude in 14’42″85, resterà comunque memorabile per il coraggio e la caparbietà. “Un terzo posto europeo è sempre importante. Ho provato a nuotare di cattiveria perchè in acqua proprio non riuscivo a stare. Ritengo – racconta il prossimo 24enne di Carpi, tesserato per Fiamme Oro Roma e Coopernuoto – di aver fatto bene a disputare la gara. Dispiace per lo stato di forma, non di aver perso. Fino all’ultimo ho avuto qualche dubbio ma non avrei mai abbandonato. Potevo preservarmi per gli 800 ma non sarebbe stato giusto, bisognava difendere il titolo”.
Quarto uno splendido Domenico Acerenza – tesserato per CC Napoli ed ultimo arrivato alla corte di Morini al Centro Federale di Ostia – che firma il personale in 14’51″88, abbassando di quasi quattro secondi il 14’55″44 siglato per l’argento ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona. “Sono estremamente contento per il tempo e per il piazzamento di rilievo. Più di questo non potevo pretendere”, spiega il 23enne lucano.
Un bronzo dal sapore dolce, poi, quello conquistato da Arianna Castiglioni nei 100 rana vinti dalla russa Yulia Efimova – argento olimpico a Rio 2016 e bronzo iridato a Budapest 2017 – in 1’05″53. La 19enne di Busto Arsizio – tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika e già sul gradino più basso del podio a Berlino 2014- nuota il personale in 1’06″54 (31″34), abbassando l’1’06″91 registrato agli Assoluti di Riccione e ripetuto sabato in semifinale. “Non vedevo l’ora di tornare sul podio. Ho disputato la gara che volevo. Essere sul podio con Efimova e Meilutyte (seconda), vuol dire molto. Il crono – spiega Castiglioni, preparata dal tecnico federale Gianni Leoni – è veramente soddisfacente”. Tocca settima la primatista italiana Martina Carraro (Fiamme Azzurre/NC Azzurra 91) in 1’07″59.
Un sabato pomeriggio da riserva, poi nella serata la notizia del ripescaggio in finale per la rinuncia del britannico James Guy. Federico Burdisso sfrutta il jolly e tira fuori una gara tutta coraggio e sfrontatezza per il bronzo (il terzo azzurro di oggi) nei 200 farfalla.
Il 16enne di Pavia – tesserato per Tiro a Volo e allenato da Simone Palombi – nuota in 1’55″97, primato personale e record italiano juniores che cancella di quasi cinque decimi l’1’56″40 che stampò a luglio per l’argento agli europei giovanili di Helsinki. Burdisso che studia in Inghilterra Matematica, Scienze e Fisica, sognando un futuro universitario negli Stati Uniti, diventa il primo millenials (nato 2000) a medaglia per il nuoto italiano in una manifestazione internazionale assoluta. “Sapevo di non avere nulla da perdere. Ho affrontato la finale per giocarmela – spiega Burdisso, allenato da Simone Palombri – senza troppe pressioni: la medaglia è veramente inaspettata. Adesso il prossimo obiettivo è il record italiano”.
Dulcis in fundo il bronzo (e sono 4) dalla 4×200 stile libero dei debuttanti. Alessio Proietti Colonna (1’48″20 primato personale), Filippo Megli (1’45″44), Matteo Ciampi (1’46″49) e Mattia Zuin (1’47″45) toccano in 7’07″58, dietro alla Gran Bretagna oro in 7’05″32 e alla Russia d’argento in 7’06″66. Increduli, gasati ed emozionati i quattro giovani “alfieri” azzurri al traguardo. La 4×200 stile libero resta sul podio europeo dopo il bronzo di Andrea Mitchell D’Arrigo, Filippo Magnini, Luca Dotto, Gabriele Detti a Londra 2016.
(ITALPRESS).

FOGNINI E GIORGI I PRIMI AZZURRI DEL RANKING

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Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure, grazie al terzo titolo stagionale (l’ottavo in carriera, il primo sul cemento) conquistato a Los Cabos, risale al numero 14 (ad un passo dall’eguagliare il best ranking). Alle sue spalle guadagna una posizione anche Marco Cecchinato, numero 21, che firma un altro best ranking, mentre ne perde una Andreas Seppi, 49esimo. Stabile al numero 54 Matteo Berrettini mentre, grazie al successo nel challenger polacco di Sopot, Paolo Lorenzi guadagna 13 posizioni e rientra nei top 100 (è numero 97). Fuori dai top 100 recupera un posto Thomas Fabbiano (numero 105) mentre fa tre passi avanti Lorenzo Sonego, ora 113esimo (best ranking). Nessuna variazione nella top-ten mondiale sempre guidata da Rafael Nadal, alla sua sesta settimana del settimo regno (la 183esima complessiva): lo spagnolo ha 2.230 punti di vantaggio sullo svizzero Roger Federer. Poche variazioni in casa Italia nella classifica pubblicata stamane dalla Wta. La prima delle azzurre è sempre Camila Giorgi: la 26enne marchigiana fa tre passi indietro ed è numero 40. Alle sue spalle perde sette posizioni Sara Errani, ora al numero 84. Fuori dalle top 100 scende di un gradino Deborah Chiesa, 159esimo. Assolutamente immobile la top-ten mondiale, guidata sempre da Simona Halep. La 27enne di Costanza è in vetta per la 24esima settimana consecutiva (la 40esima complessiva): la rumena ha 911 punti di vantaggio sulla danese Caroline Wozniacki.
(ITALPRESS).

 

“DECORSO SODDISFACENTE”, LAUDA MIGLIORA ANCORA

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Decorso “molto soddisfacente” per Niki Lauda dopo il trapianto di polmone di giovedì scorso. É quanto si legge nel bollettino medico dell’Ospedale di Vienna. L’ex pilota era in grado di respirare autonomamente ed era pienamente cosciente già dopo le prime 24 “e nei giorni successivi le sue condizioni sono ulteriormente migliorate. Tutti gli organi stanno funzionando bene”. Lauda resterà ricoverat “fino al suo completo recupero”.

Intanto sulla stampa austriaca emergono altri dettagli sulle condizioni dell’ex pilota, al quale erano stati dati da 3 a 7 giorni di vita se non si fosse sottoposto al trapianto. Lauda aveva contratto un virus influenzale mentre era in vacanza a Ibiza ma la situazione è peggiorata fino a diventare una grave forma di polmonite. Secondo il quotidiano “oe24”, Lauda sarà sottoposto a terapie per diverse settimane, prendendo fino a 50 pillole al giorno. “Sarà importante l’atteggiamento del paziente – ha sottolineato Walter Klepetko, capo del dipartimento di chirurgia toracica dell’ospedale di Vienna – Ma non è facile trovare un lottatore più determinato di Lauda”.
(ITALPRESS).