Si chiude con una sconfitta l’avventura della Roma nell’International Champions Cup. I giallorossi perdono 2-1 contro i campioni d’Europa del Real Madrid, al termine di un match che ha visto i “blancos” partire forte e andare subito sul 2-0 grazie alle reti di Asensio e Bale, al 2° e al 15° del primo tempo. Nel finale, all’83°, la rete di Kevin Strootman che permette alla squadra di Eusebio Di Francesco di dimezzare lo svantaggio e rientrare in partita. Il pareggio, però, non arriva, finisce 2-1 per il Real di Lopetegui.
La sconfitta con il Real Madrid nell’ultimo appuntamento dell’International Champions Cup non preoccupa più di tanto Eusebio Di Francesco. Il tecnico della Roma, però, è pronto a sottolineare cosa non ha funzionato, fermo restando che il calcio d’agosto, come sempre, conta fino a un certo punto. “Certe partite servono a capire dove devi lavorare di più, parlare di soli due tiri in porta mi pare riduttivo per quello che la squadra ha creato nel primo tempo: potevamo sicuramente sfruttare meglio le palle recuperate e metà campo – ha spiegato al termine della gara, persa per 2-1, l’allenatore giallorosso -. Parlare solo di numeri non serve. Ci sono cose positive e tante altre da migliorare. Abbiamo giocato contro squadre di altissimo livello e questa forse è la migliore al mondo, con loro si può sbagliare. Forse non mi è piaciuta la fase difensiva questa sera. La linea ha lavorato in maniera disordinata, soprattutto per quanto riguarda il primo gol, che poi ha determinato l’andamento della gara”. Non solo la fase difensiva, anche dal punto di vista atletico, secondo Di Francesco, le condizioni dei suoi sono “fortunatamente ancora non buone. Il nostro percorso di lavoro serve ad arrivare al meglio al campionato: non dobbiamo stare al massimo ora – sottolinea -. Pensate che Coric è entrato negli ultimi 20 minuti e si sentiva le gambe pesanti. Abbiamo spinto abbastanza in questi giorni e ci sono stati diversi trasferimenti. Queste partite lasciano il tempo che trovano: le mie scelte hanno un obiettivo, portare tutti nella condizione migliore all’inizio del campionato. Ovviamente dobbiamo migliorare il palleggio e ci sono tante altre cose che si possono fare diversamente, ma non dobbiamo dimenticarci contro abbiamo giocato perché anche questo aspetto fa la differenza”.
Una Roma crescita nel corso di una gara iniziata non bene, tanto che il Real dopo 15 minuti era già sul 2-0. “In tutte le gare siamo partiti bene, anche in questa come approccio. Però nel primo gol abbiamo fatto un errore grossolano con la linea difensiva, che paradossalmente ha portato loro a giocare di rimessa. Abbiamo recuperato sette o otto palle importanti, ma in quelle occasioni non abbiamo mostrato le nostre qualità. Quando fai tanto lavoro come noi a inizio gara non sarai mai brillante, mentre alla lunga i giocatori hanno più gamba, hanno più condizione sul tempo lungo che sul breve. Ora dobbiamo essere bravi a “ripulirli” per poter avere maggior brillantezza nella prima sfida di campionato”, spiega Di Francesco che poi si sofferma sulle condizioni di Karsdorp. “È a disposizione, non ha lavorato con i compagni per l’intera durata di questo ritiro e ovviamente non ha 90 minuti nelle gambe, ha giocato solo 30 minuti con il Real, ma mi è piaciuto come è entrato, ha personalità, spunti, ha desiderio a volte di fare più di quello che si deve e magari va oltre, ma la sua determinazione mi è piaciuta, cosa che nel primo tempo è mancata in alcune aggressioni”. Capitolo portieri, nelle ultime due partite Olsen e Mirante si sono alternati. “Olsen è arrivato in ritardo, ha lavorato tantissimo e per questo ho ritenuto opportuno dare a entrambi le opportunità di mostrare le loro qualità. Ovviamente io so quale può essere la squadra che può partite dall’inizio, ma non pensate che giocheremo Campionato e Champions con soli undici giocatori. Io ritengo che ci siano dei calciatori che devono crescere fisicamente, altri che come Kluivert che hanno qualità e devono capire come muoversi meglio nella gara e altri che sono in una buona condizione. È un percorso normale e alla lunga mi auguro di poter avere 22-23 giocatori tutti a un buon livello”.
Tornando alla partita, per Di Francesco contro il Real “spesso è mancata la ferocia e la determinazione. Però in occasione del primo gol non c’entra nulla la pressione dei centrocampisti o degli attaccanti. È un concetto di linea difensiva, in quelle palle si esce tutti insieme e noi non lo abbiamo fatto. In certi casi può subentrare la stanchezza mentale. È un mese che lavoriamo e forse c’è bisogno di staccare. Mi auguro che sia solo quello il motivo”. Per 18 minuti Roma in campo con Schick a destra con Dzeko punta. “Volevo rivederlo in quella posizione, dove ha già giocato nello scorso campionato. Potrebbe sempre servire a partita in corso – ha concluso Di Francesco -. Era un’idea che avevo già a inizio partita, alcuni cambi come questo erano già previsti: avendo Cengiz fuori ho optato per questa soluzione”.
(ITALPRESS).
REAL-ROMA 2-1, GOL GIALLOROSSO DI STROOTMAN
BRUNI DI BRONZO NEI 5 KM DI NUOTO DI FONDO
Comincia bene l’avventura dei portacolori azzurri nei Campionati Europei di nuoto di fondo, in scena al lago Loch Lomond, a nord-ovest di Glasgow. Nella prima giornata in acque libere brilla il terzo posto di Rachele Bruni nella 5 chilometri femminile, seguita da Arianna Bridi, quarta, a un passo dal podio, e da Martina De Memme, che chiude in settima posizione.
La ventisettenne di Firenze, tesserata per Esercito e Unicusano Aurelia Nuoto, si conferma granitica e infallibile negli appuntamenti che contano e conquista il bronzo in 56’49″7. La Bruni, allenata dal tecnico federale Fabrizio Antonelli e argento olimpico a Rio 2016, ha staccato all’imbocco dell’imbuto la connazionale Bridi, bronzo iridato a Budapest nella 10 e nella 25 km e vincitrice dell’ultima World Cup Fina, che è quarta in 56’58″8. Gara vinta e dominata dall’olandese Sharon Van Rouwendaal, oro olimpico a Rio 2016 e nove medaglie tra Mondiali ed Europei, in 56’01″00, che precede la tedesca Leonie Beck, argento in 56’17″18.
Esulta la Bruni al traguardo e mette al collo la dodicesima medaglia europea, la quarta nella 5 km, dopo gli ori a Dubrovink 2008, Eilat 2011 e Piombino 2012. “Onestamente quando ho visto l’olandese partire in avvio non pensavo che fosse così veloce da staccarci”, ha detto l’azzurra.
“Sono stata comunque brava a mantenere la calma, senza farmi prendere dalla voglia di strafare, cercando anche di risparmiare energie per la 10 chilometri di domani. Devo dire che mi trovo bene con queste condizioni, il fondale del lago è scuro ma non mi crea problemi”, ha aggiunto la Bruni.
Qualche rimpianto per la trentina Bridi. “Penso di valere molto di più. La muta mi fa sentire legata, mi sento imbrigliata, fosse per me ne farei a meno. La 10 km sarà una prova differente e maggiormente idonea a me, che non sono proprio una velocista”, ha affermato la 22enne seguita da Antonelli e vincitrice nel 2018 della seconda tappa delle World Series (ex Coppa del Mondo) alle Seychelles. Chiude al settimo posto Martina De Memme, al debutto in un rassegna continentale in acque libere, dopo una vita tra le corsie, che tocca in 57’24″44, nonostante una piccola crisi ipotermica nel finale. “Sapevo che sarebbe stato difficile per me. Passare dai 26 gradi della piscina ai 17 del lago non è semplice: non tanto dal punto di vista fisico, quanto da quello psicologico. Il piazzamento è buonissimo per essere un debutto”, ha dichiarato l’italiana. Domani le 10 km: alle 10.30 in Italia quella femminile con Arianna Bridi, Rachele Bruni e Giulia Gabbrielleschi; a seguire quella maschile con Simone Ruffini, Matteo Furlan e Mario Sanzullo.
(ITALPRESS).
ROSSI “IN AUSTRIA PER LOTTARE PER IL PODIO”
Secondo nella classifica MotoGp a 49 punti dal leader Marc Marquez, Valentino Rossi, dopo il quarto posto ottenuto in Repubblica Ceca, è pronto a tuffarsi nel prossimo week-end del Gran Premio d’Austria. “Agosto è un mese molto intenso – spiega il fuoriclasse pesarese della Yamaha – Dopo la gara e il test a Brno, torneremo immediatamente in pista in Austria. Questo ci permetterà di continuare il lavoro che stiamo facendo per migliorare la moto”. Il ‘Dottore’ sa che non sarà facile tornare al successo: “Il circuito austriaco – ricorda – non è mai stato molto positivo o tra i nostri preferiti, e l’anno scorso abbiamo sofferto. Ma la moto di quest’anno è migliorata e cercheremo di fare un buon week-end e lottare per il podio. Faremo del nostro meglio”. “La prima cosa che voglio dire è che sto bene dopo l’incidente di Brno – le parole dell’altro centauro della Yamaha, Maverick Vinales – È stato un week-end da dimenticare, quindi non vedo l’ora di arrivare in Austria. Sfortunatamente, non è stato possibile testare a Brno, perché ero un po’ dolorante per l’incidente, e abbiamo deciso che dovevo riposare per essere pronto al 100% per il prossimo round. Avevo programmato di provare alcune cose a Brno il lunedi, come il lavoro sull’accelerazione, che sarà molto importante al Red Bull Ring, dove la velocità massima è fondamentale considerando il tracciato del tracciato. Tuttavia, non è stato possibile per me fare il test. Come ho detto durante gli ultimi GP, sappiamo che dobbiamo continuare a collezionare punti per essere almeno nella top-3 nella classifica del campionato e avere la possibilità di vincere il titolo mondiale di quest’anno. L’anno scorso in Austria la gara non è stata positiva per noi, abbiamo concluso al sesto e settimo posto, quindi spero sinceramente che quest’anno si possa portare a casa un risultato migliore. Lavoreremo sodo per questo”.
(ITALPRESS).
PALTRINIERI, SCOZZOLI E CUSINATO D’ARGENTO
E’ mancato l’acuto, ovvero la medaglia d’oro, ma sono arrivate, dalla vasca di Glasgow, altre quattro medaglie per i portacolori azzurri nei Campionati Europei di nuoto. Tre sono d’argento e portano la firma di Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero, di Fabio Scozzoli nei 50 rana e di Ilaria Cusinato nei 200 misti. L’ultima è di bronzo, conquistata da Matteo Restivo nei 200 dorso. Quattro sorrisi, dunque, nella sei finali di questo pomeriggio. Fuori dal podio invece Federica Pellegrini, che ha chiuso i 100 stile libero in quinta posizione, e la staffetta 4×100 stile libero mista, terminata proprio ai piedi del podio, ovvero quarta. Buone notizie, poi, dalle semifinali con Andrea Vergani e Margherita Panziera sugli scudi rispettivamente nei 50 stile libero e nei 200 dorso.
Ad aprire le danze della sessione pomeridiana della penultima giornata di gare in Scozia è stata SuperGreg. Il romagnolo, argento nel 2012 a Debrecen e campione a Berlino 2014 e Londra 2016, nonché bronzo mondiale in carica alle spalle dell’assente Gabriele Detti, si conferma campione assoluto, che non cerca alibi e scuse ma che accetta sempre le sfide. L’atleta di Coopernuoto e Fiamme Oro chiude in 7’45″12, ottava prestazione personale di sempre, preceduto solo dall’ucraino Mykhaylo Romanchuk, già oro nei 400 e secondo nei 1500. Terza piazza per il campione europeo dei 1500, il tedesco Florian Wellbrock, domenica impegnato nella 25 km in acque libere.
“Sicuramente stavo meglio rispetto ai 1500, anche se in mattinata non sono stato molto bene. Ho nuotato un tempo siglato al Sette Colli sotto carico. Dispiace essere arrivato in questi condizioni a un evento così importante. Tutto sommato ne esco con la convinzione di aver dato sempre il massimo. Gli altri sono andati più forte di me ma con loro ci rivederemo il prossimo anno e poi a Tokyo”, ha detto il 23enne di Carpi, allenato al centro federale di Ostia da Morini. A seguire, sesto posto per un sempre più maturo Domenico Acerenza, tesserato per CC Napoli, ultimo arrivato al Centro Federale di Ostia, già quarto nei 1500. L’atleta di Potenza tocca con il personale di 7’51″64, togliendo oltre un secondo al 7’52″80 siglato in batteria e che aveva cancellato il 7’53″68 stampato al Sette Colli.
A ruota ha esultato l’esperto Scozzoli, che a 30 anni appena compiuti centra un argento super nei 50 rana, dietro solo all’extraterrestre e idolo di casa Adam Peaty, che vince in 26″09, unico assieme all’azzurro a rompere il muro dei 27″. Il trentenne di Lugo, ventisette medaglie tra Mondiali ed Europei, tesserato per Esercito e Imolanuoto, chiude in 26″79 (26″80 in semifinale, 27″04 in batteria) a sei centesimi dal record italiano che ha stabilito ad aprile agli assoluti di Riccione. “Sono il primo tra gli umani, si può dire così. Non sono arrivato qui in una condizione ottimale ma comunque buona: il tempo è sicuramente positivo. Sono felice: è stata la stagione del mio ritorno a certi livelli”, ha raccontato Scozzoli, allenato da Cesare Casella e oro continentale in corta a Copenhagen 2017.
La terza gioia è giunta grazie alla Cusinato, bravissima e quasi perfetta nei 200 metri misti. Per la veneta (Fiamme Oro Roma e Team Veneto) argento con il crono di 2’10″25, a un passo dalla medaglia d’oro, vinta dalla ungherese Katinka Hosszu, in 2’10″17. Bronzo per la svizzera Maria Ugolkova (2’10″83). “Devo ancora realizzare quanto accaduto. Non mi aspettavo di essere così avanti e ho pensato a un certo punto di gareggiare per l’oro. Non mi posso rimproverare alcunchè. Ho dato tutto: due argenti in questo Europeo sono un bel bottino”, ha detto la Cusinato, che si è classificata seconda anche nei 400 misti.
Il quarto e ultimo squillo azzuro porta poi la firma di Matteo Restivo, bronzo nei 200 metri dorso. L’atleta friulano (Carabinieri e Florentia Nuoto Club) ha fatto regiastrare il nuovo record italiano, 1’56″29. Settimo posto per l’altro italiano in gara, ovvero Luca Mencarini (Fiamme Oro Roma e CC Aniene) in 1’57″71. Oro per il russo Evgeny Rylov, in 1’53″36, argento per il polacco Radoslaw Kawecki, in 1’56″07. “Sono molto felice: è un sogno che si avvera. Non mi escono le parole, ciò è strano perchè in genere parlo un sacco. Dedico la medaglia al mio allenatore, una vera guida, un esempio”, ha detto Restivo al termine della finale odierna.
Nelle altre due finali nulla da fare per gli azzurri. Prima Federica Pellegrini nella finale dei 100 stile libero si è fermata al quinto posto. La 30enne di Spinea, tesserata per CC Aniene e seguita al Centro Federale di Verona da Matteo Giunta, nuota in 54″04 (26″19) per un quinto posto che in ottica Giochi di Tokyo 2020 vale molto. Sul podio le regine della specialità: oro alla svedese e campionessa in carica Sarah Sjoestroem in 52″93, argento all’olandese Femke Heemskerk in 53″23 e terza la francese Charlotte Bonnet in 53″35. “A livello europeo se riuscissi a nuotare sui 53 e mezzo si potrebbero ottenere ottime cose. Non mi aspettavo di migliorarmi rispetto alla semifinale (54″28) e sono molto felice di questo. Adesso parlerò con Giunta per impostare diversamente la preparazione, perchè dopo sei anni che sono con lui il mio fisico su certe cose comincia ad adattarsi e non reagisce più come prima”, ha spiegato la “Divina”.
Fuori dal podio anche la staffetta azzurra 4×100 stile libero. Crono complessivo di 3’24″94 per il team composto da Luca Dotto, Alessandro Miressi, Giada Galizi e dalla stessa Federica Pellegrini, che vale il quarto posto, alle spalle di Francia (oro), Olanda (argento) e Russia (bronzo).
Infine diverse buone notizie dalle semifinali, in vista delle ultime nove finali di domani. Prima Andrea Vergani nei 50 stile libero, chiude con il secondo tempo (21″37) che vale il record italiano. Il 21enne milanese, tesserato per Canottieri Vittorino da Feltre e allievo di Gianluca Caspani, demolisce il 21″64 siglato da Marco Orsi il 20 dicembre 2014 a Riccione e il primato personale di 21″70 nuotato agli Assoluti. “Domani sarà tutto differente. Ci sarà una tensione differente: basta un errore e tutto svanisce nei 50 stile libero. Il tempo era da fare in semifinale ed è venuto. Il mio prossimo obiettivo sarà migliorare questo crono: certamente non mi aspettavo un 21″ basso già adesso. E’ il mio primo campionato europeo: se dovesse arrivare il podio sarei contentissimo, altrimenti avrò altre occasioni”, ha detto Vergani. Eliminato invece Luca Dotto. Profumo di medaglia poi per Margherita Panziera, che accede alla finale dei 200 dorso con il miglior tempo. La primatista italiana, tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika, firma un 2’07″27 (1’02″62 ai 100) a undici centesimi dal record siglato al Sette Colli. “In finale devo fare la mia gara e sicuramente sarà una bella battaglia”, ha dichiarato la 23enne di Montebelluna.
Proseguono la loro corsa pure Arianna Castiglioni e Martina Carraro nei 50 rana e Piero Codia nei 100 farfalla. Fuori in quest’ultima gara Matteo Rivolta, come Ilaria Bianchi ed Elena Di Liddo nei 50 farfalla.
(ITALPRESS).
PALTRINIERI, SCOZZOLI E CUSINATO D’ARGENTO
E’ mancato l’acuto, ovvero la medaglia d’oro, ma sono arrivate, dalla vasca di Glasgow, altre quattro medaglie per i portacolori azzurri nei Campionati Europei di nuoto. Tre sono d’argento e portano la firma di Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero, di Fabio Scozzoli nei 50 rana e di Ilaria Cusinato nei 200 misti. L’ultima è di bronzo, conquistata da Matteo Restivo nei 200 dorso. Quattro sorrisi, dunque, nella sei finali di questo pomeriggio. Fuori dal podio invece Federica Pellegrini, che ha chiuso i 100 stile libero in quinta posizione, e la staffetta 4×100 stile libero mista, terminata proprio ai piedi del podio, ovvero quarta. Buone notizie, poi, dalle semifinali con Andrea Vergani e Margherita Panziera sugli scudi rispettivamente nei 50 stile libero e nei 200 dorso.
Ad aprire le danze della sessione pomeridiana della penultima giornata di gare in Scozia è stata SuperGreg. Il romagnolo, argento nel 2012 a Debrecen e campione a Berlino 2014 e Londra 2016, nonché bronzo mondiale in carica alle spalle dell’assente Gabriele Detti, si conferma campione assoluto, che non cerca alibi e scuse ma che accetta sempre le sfide. L’atleta di Coopernuoto e Fiamme Oro chiude in 7’45″12, ottava prestazione personale di sempre, preceduto solo dall’ucraino Mykhaylo Romanchuk, già oro nei 400 e secondo nei 1500. Terza piazza per il campione europeo dei 1500, il tedesco Florian Wellbrock, domenica impegnato nella 25 km in acque libere.
“Sicuramente stavo meglio rispetto ai 1500, anche se in mattinata non sono stato molto bene. Ho nuotato un tempo siglato al Sette Colli sotto carico. Dispiace essere arrivato in questi condizioni a un evento così importante. Tutto sommato ne esco con la convinzione di aver dato sempre il massimo. Gli altri sono andati più forte di me ma con loro ci rivederemo il prossimo anno e poi a Tokyo”, ha detto il 23enne di Carpi, allenato al centro federale di Ostia da Morini. A seguire, sesto posto per un sempre più maturo Domenico Acerenza, tesserato per CC Napoli, ultimo arrivato al Centro Federale di Ostia, già quarto nei 1500. L’atleta di Potenza tocca con il personale di 7’51″64, togliendo oltre un secondo al 7’52″80 siglato in batteria e che aveva cancellato il 7’53″68 stampato al Sette Colli.
A ruota ha esultato l’esperto Scozzoli, che a 30 anni appena compiuti centra un argento super nei 50 rana, dietro solo all’extraterrestre e idolo di casa Adam Peaty, che vince in 26″09, unico assieme all’azzurro a rompere il muro dei 27″. Il trentenne di Lugo, ventisette medaglie tra Mondiali ed Europei, tesserato per Esercito e Imolanuoto, chiude in 26″79 (26″80 in semifinale, 27″04 in batteria) a sei centesimi dal record italiano che ha stabilito ad aprile agli assoluti di Riccione. “Sono il primo tra gli umani, si può dire così. Non sono arrivato qui in una condizione ottimale ma comunque buona: il tempo è sicuramente positivo. Sono felice: è stata la stagione del mio ritorno a certi livelli”, ha raccontato Scozzoli, allenato da Cesare Casella e oro continentale in corta a Copenhagen 2017.
La terza gioia è giunta grazie alla Cusinato, bravissima e quasi perfetta nei 200 metri misti. Per la veneta (Fiamme Oro Roma e Team Veneto) argento con il crono di 2’10″25, a un passo dalla medaglia d’oro, vinta dalla ungherese Katinka Hosszu, in 2’10″17. Bronzo per la svizzera Maria Ugolkova (2’10″83). “Devo ancora realizzare quanto accaduto. Non mi aspettavo di essere così avanti e ho pensato a un certo punto di gareggiare per l’oro. Non mi posso rimproverare alcunchè. Ho dato tutto: due argenti in questo Europeo sono un bel bottino”, ha detto la Cusinato, che si è classificata seconda anche nei 400 misti.
Il quarto e ultimo squillo azzuro porta poi la firma di Matteo Restivo, bronzo nei 200 metri dorso. L’atleta friulano (Carabinieri e Florentia Nuoto Club) ha fatto regiastrare il nuovo record italiano, 1’56″29. Settimo posto per l’altro italiano in gara, ovvero Luca Mencarini (Fiamme Oro Roma e CC Aniene) in 1’57″71. Oro per il russo Evgeny Rylov, in 1’53″36, argento per il polacco Radoslaw Kawecki, in 1’56″07. “Sono molto felice: è un sogno che si avvera. Non mi escono le parole, ciò è strano perchè in genere parlo un sacco. Dedico la medaglia al mio allenatore, una vera guida, un esempio”, ha detto Restivo al termine della finale odierna.
Nelle altre due finali nulla da fare per gli azzurri. Prima Federica Pellegrini nella finale dei 100 stile libero si è fermata al quinto posto. La 30enne di Spinea, tesserata per CC Aniene e seguita al Centro Federale di Verona da Matteo Giunta, nuota in 54″04 (26″19) per un quinto posto che in ottica Giochi di Tokyo 2020 vale molto. Sul podio le regine della specialità: oro alla svedese e campionessa in carica Sarah Sjoestroem in 52″93, argento all’olandese Femke Heemskerk in 53″23 e terza la francese Charlotte Bonnet in 53″35. “A livello europeo se riuscissi a nuotare sui 53 e mezzo si potrebbero ottenere ottime cose. Non mi aspettavo di migliorarmi rispetto alla semifinale (54″28) e sono molto felice di questo. Adesso parlerò con Giunta per impostare diversamente la preparazione, perchè dopo sei anni che sono con lui il mio fisico su certe cose comincia ad adattarsi e non reagisce più come prima”, ha spiegato la “Divina”.
Fuori dal podio anche la staffetta azzurra 4×100 stile libero. Crono complessivo di 3’24″94 per il team composto da Luca Dotto, Alessandro Miressi, Giada Galizi e dalla stessa Federica Pellegrini, che vale il quarto posto, alle spalle di Francia (oro), Olanda (argento) e Russia (bronzo).
Infine diverse buone notizie dalle semifinali, in vista delle ultime nove finali di domani. Prima Andrea Vergani nei 50 stile libero, chiude con il secondo tempo (21″37) che vale il record italiano. Il 21enne milanese, tesserato per Canottieri Vittorino da Feltre e allievo di Gianluca Caspani, demolisce il 21″64 siglato da Marco Orsi il 20 dicembre 2014 a Riccione e il primato personale di 21″70 nuotato agli Assoluti. “Domani sarà tutto differente. Ci sarà una tensione differente: basta un errore e tutto svanisce nei 50 stile libero. Il tempo era da fare in semifinale ed è venuto. Il mio prossimo obiettivo sarà migliorare questo crono: certamente non mi aspettavo un 21″ basso già adesso. E’ il mio primo campionato europeo: se dovesse arrivare il podio sarei contentissimo, altrimenti avrò altre occasioni”, ha detto Vergani. Eliminato invece Luca Dotto. Profumo di medaglia poi per Margherita Panziera, che accede alla finale dei 200 dorso con il miglior tempo. La primatista italiana, tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika, firma un 2’07″27 (1’02″62 ai 100) a undici centesimi dal record siglato al Sette Colli. “In finale devo fare la mia gara e sicuramente sarà una bella battaglia”, ha dichiarato la 23enne di Montebelluna.
Proseguono la loro corsa pure Arianna Castiglioni e Martina Carraro nei 50 rana e Piero Codia nei 100 farfalla. Fuori in quest’ultima gara Matteo Rivolta, come Ilaria Bianchi ed Elena Di Liddo nei 50 farfalla.
(ITALPRESS).
ATALANTA VOLA AD HAIFA, GASPERINI “NIENTE SORPRESE”
Terzo turno preliminare di Europa League per l’Atalanta, ospite domani ad Haifa dell’Hapoel per la gara d’andata (calcio d’inizio alle 18 ora italiana). Lo storico 8-0 inflitto al Sarajevo in Bosnia mette gli orobici nella posizione di favoriti e anche se ogni partita fa storia a sé, gli israeliani non sembrano in grado di contrastare alla pari i nerazzurri che, con l’avvicinarsi del campionato, stanno migliorando di giorno in giorno la condizione. A rinforzare per l’occasione l’Atalanta ci sarà anche Pasalic, l’eclettico centrocampista ex Milan fra gli ultimi rinforzi messi a disposizione di Gian Piero Gasperini: per lui possibile impiego a gara in corso. Sempre assente Ilicic, il tecnico della Dea dovrebbe confermare lo stesso undici visto a Sarajevo, con Gomez e Barrow davanti Zapata (non ancora al 100%) chiamato a entrare nel corso del match. Centrocampo a quattro con Hateboer e Gosens a spingere sulle fasce, in mezzo la coppia Freuler-De Roon e il 21enne Pessina in posizione più avanzata, pronto a dare una mano a Barrow e Gomez. Dietro solito terzetto difensivo Toloi, Palomino, Masiello con Berisha di nuovo preferito tra i pali al giovane Gollini. La squadra ha raggiunto Haifa a bordo di un charter nel pomeriggio dopo una sgambata a porte chiuse nella struttura sportiva di Zingonia. A sostenere gli atalantini sugli spalti sono previsti circa duecento supporters. “Non vogliamo sorprese come accaduto nell’andata col Sarajevo – avverte Gasperini – Ci serviranno la massima concentrazione e determinazione dal primo all’ultimo istante”. “Sottovalutare gli avversari potrebbe costarci assai caro. Solitamente le partite internazionali sono sempre combattute, guai, dunque, a non dare il massimo”. In Europa League, in queste fasi, si corre con una partita a settimana ma Gasperini garantisce di avere avuto tutto il tempo per prendere appunti sull’Hapoel: “ormai con i mezzi tecnologici a disposizione ho avuto modo di studiare gli avversari come del resto avranno fatto loro. Sono comunque partite che durano 180 minuti e bisogna prendere le giuste contromisure in entrambe le gare”.
Sul fronte israeliano, il tecnico Nir Klinger ha ribadito come l’Atalanta abbia “un organico decisamente importante. Guai lasciare il minimo spazio specie ad attaccanti e centrocampisti. Al tempo stesso non rinunceremo alla fase offensiva. Conto parecchio sull’aspetto agonistico dei miei ragazzi che ho visto molto caricati anche dal punto di vista mentale durante la settimana. Poi, naturalmente, punteremo sul fattore campo”.
Probabile formazione (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Pessina; Gomez, Barrow.
(ITALPRESS).
BENE TROST E PEDROSO, FLOP VALLORTIGARA
Giornata senza medaglie per l’Italia agli Europei di Berlino. Giungono però note positive da Eseosa Desalu, Alessia Trost e Yadis Pedroso.
Nelle semifinali dei 200 Desalu esegue il compito alla perfezione, acciuffando una corsia della finale. Il 24enne cremonese stampa un buon 20”35 (quattro centesimi più veloce del crono della batteria mattutina) frutto di una ottima curva e di un discreto lanciato sul rettilineo: l’azzurro è secondo dietro allo spagnolo Bruno Hortelano (20”29), ma deve attendere con le dita incrociate la conferma del tempo, perché il tabellone dello stadio in un primo tempo mette al secondo posto il britannico Adam Gemili (20”46). Nulla da fare invece per Andrew Howe e Davide Manenti, rispettivamente sesto in 20”78 e quinto in 20”81 nelle rispettive serie.
Nell’alto femminile solo Alessia Trost accede alla finale. La friulana deve ricorrere al terzo tentativo per superare quota 1.90, misura sufficiente per essere nelle 12. Tantissima delusione invece per Elena Vallortigara, incapace di andare oltre 1.86 quando il suo personale è di 2.02: la vicentina sfodera la peggior gara della stagione nell’evento principale dell’anno. “Qualcosa non è andato nella rincorsa, non riuscivo a collegare bene la mente con il corpo – confessa – Ero un po’ stanca, quattro giorni fa sono stata male di notte, ho vomitato. Solo da ieri mi sono sentita bene, per fare allenamento, ma evidentemente non per una qualificazione di un Europeo. Ero io la prima a crederci con tutta me stessa”. Eliminata anche Desirée Rossit, con tre errori a 1.86. Nel giro di pista con barriere in gonnella brilla la stella di Yadisleidy Pedroso, terzo crono di accesso in finale con 55”13. Peccato per Ayomide Folorunso, prima delle escluse con 55”69. Stessa sorte anche per Matteo Galvan, nono tempo nelle semifinali dei 400 con lo stagionale a 45”17. Accedono alla finale dei 1500 Joao Bussotti e Mohad Abdikadar, mentre è encomiabile Simone Cairoli, decimo nel decathlon col personale a 7.949 punti. L’eroe delle dieci fatiche è il tedesco Abele con 8.431 punti. Nelle altre finali successi dell’israeliana dai natali keniani Salpeter nei 10.000 (31’43”29), della polacca Guba nel peso (19.33), del lituano Gudzius nel disco (68.46) e del greco Tentoglu nel lungo (8.25).
Domani si assegnano sei titoli: asta e 100 ostacoli femminili, 400 ostacoli, giavellotto, 200 e 3000 siepi maschili. Nelle qualificazioni mattutine l’Italia proporrà le discobole Daisy Osakue e Valentina Aniballi, la lunghista Laura Strati, Paolo Dal Molin, Hassane Fofana e Lorenzo Perini sui 110hs e l’ottocentista Simone Barontini. In serata nella finale dei 3000 siepi Yohanes Chiappinelli e Ahmed Abdelwahed, nella qualificazione dell’alto Gianmarco Tamberi e Marco Fassinotti, mentre Luminosa Bogliolo sarà nella semifinale dei 100 ostacoli e Libania Grenot e Maria Benedicta Chigbolu in quella dei 400.
(ITALPRESS).
FOGNINI FUORI A TORONTO, AVANTI NADAL E ZVEREV
Disco rosso al secondo turno per Fabio Fognini alla “Rogers Cup”, torneo ATP Masters 1000 dotato di un montepremi di 4.662.300 dollari in corso sul cemento di Toronto (ad anni alterni con Montreal), in Canada. Il 31enne di Arma di Taggia, numero 14 del ranking mondiale e 14esima testa di serie, reduce dal successo a Los Cabos, ha ceduto all’idolo di casa, il 19enne canadese Denis Shapovalov, numero 26 del ranking mondiale e semifinalista dodici mesi fa: 6-3 7-5 il punteggio, in un’ora e 20 minuti. Il primo testa a testa fra i due nel circuito, con inizio ritardato un po’ dalla pioggia, ha visto il Next Gen canadese strappare la battuta all’azzurro nel quarto game (3-1). Fognini nel settimo gioco si è procurato una chance per il contro-break, ma Shapovalov ha fatto ancora leva sulla prima di servizio per fronteggiarla e poi ottenere il 5-2. Sul 5-3 0-15 per il canadese ha ricominciato a piovere ma alla ripresa, dopo oltre un’ora di stop, il mancino nato a Tel Aviv ha comunque inanellato i punti che gli servivano per incamerare la prima frazione. Il ligure è partito forte nel secondo set portandosi sul 4-0 ma ha poi incassato due break consecutivi. Sul 5-5, Fognini ha perso ancora la battuta e nel game successivo Shapovalov ha chiuso al primo match point, con una volee di diritto a campo aperto.
Bene i big: approdano agli ottavi Rafa Nadal (6-2 6-3 su Paire) e Alexander Zverev (doppio 6-4 a Bradley Klahn), avanza anche se a fatica Kevin Anderson, che supera in rimonta per 4-6 6-2 7-6(0) Evgeny Donskoy mentre Dominic Thiem cede per 6-3 7-6(6) al Next Gen greco Stefanos Tsitsipas.
ALTRI RISULTATI 2^ TURNO
Isner (Usa, 8) b. Herbert (Fra) 7-6(3) 6-2
Schwartzman (Arg, 11) b. Querrey (Usa) 6-4 3-6 6-1
Ivashka (Blr) b. Harrison (Usa) 7-6(5) 6-4
Medvedev (Rus) b. Auger-Aliassime (Can) 3-6 6-4 7-6(7)
Tiafoe (Usa) b. Raonic (Can) 7-6(4) 4-6 6-1
Wawrinka (Sui) b. Fucsovics (Hun) 1-6 7-6(2) 7-6(10)
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