Giulia Gabbrielleschi conquista una favolosa medaglia d’argento nella 10 km di nuoto in acque libere agli Europei di Glasgow, nella seconda prova del programma nella suggestiva cornice del Loch Lomond. Tenace, combattiva e anche ironica, insomma una toscanaccia doc. Ultimo talento dell’Italfondo, Gabbrielleschi si aggiudica un secondo posto tutto carattere, cuore e grinta che vale la definitiva consacrazione al palcoscenico internazionale. La 21enne pistoiese, allenata da Massimiliano Lombardi e tesserato per Fiamme Oro e Nuotatori Pistoiesi, chiude in 1h54’53″0; davanti a lei solo la scatenata olandese Sharon Van Rouwendaal, gia’ vintrice della 5 km, oro olimpico a Rio 2016, dieci medaglie tra Mondiali ed Europei, allenata da Philippe Lucas, che con una tattica analoga a quella di mercoledi’ tocca in 1h54’45″7. Terza l’altra orange Esmee Vermulen in 1h55’27″4, che stacca Rachele Bruni quarta in 1h55’40″6; ottava e non a proprio agio con la muta Arianna Bridi in 1h57’27″1. Gara simile alla cinque chilometri che ha aperto il programma del fondo. La Van Rouwendaal si mette in testa al gruppo dopo due chilometri, seguita dalla sola Gabbrielleschi; le due staccano il gruppo dopo il settimo chilometro e a settecento metri dal traguardo l’olandese prende margine sull’azzurra, arrivando in solitaria; da dietro Bruni resta costantemente in scia Vermulen fino alla penultima boa ma poi e’ costretta a cedere. “Mercoledi’ avevo osservato attentamente la tattica della Van Rouwnedaal e appena e’ partita ho deciso di seguirla – racconta una commossa Gabbrielleschi, sesta nella 5 km iridata sul Lago Balaton e bronzo con la 4×1.25 mixed – Io sono brava a tenere le scie: mi e’ andata bene. Sono fiera di me stessa perche’ ho tenuto duro e lavorato tantissimo quest’anno. Un grazie va al mio allenatore Lombardi che mi e’ sempre accanto, anche moralmente”. Stanca ma comunque soddisfatta Rachele Bruni, tesserata per Esercito e Unicusano Aurelia Nuoto allenata dal tecnico federale Fabrizio Antonelli e argento olimpico a Rio 2016, dopo il bronzo nella 5 km: “Il ritmo dell’olandese era veramente alto, ho provato a tenere ma alla fine non ce la facevo piu’ – spiega la 27enne di Firenze, dodici medaglie europee al collo (8-2-2) e che nel 2017 ha sfatato il tabu’ con in bronzo nella staffetta – Sono molto stanca, ho dato tutto quello che potevo. Il quarto posto brucia sempre ma questa e’ solo una tappa di passaggio verso mondiali e olimpiadi”. Delusissima il bronzo della 10 e della 25 km e vincitrice della World Cup 2017 Arianna Bridi (Esercito/RN Trento): “Fa molto male uscire cosi’, dopo una stagione piena di sacrifici e di miglioramenti – dichiara la 22enne seguita da Antonelli e vincitrice nel 2018 della seconda tappa delle World Series (ex Coppa del Mondo) alle Seychelles – Devo imparare da queste lezioni per crescere ulteriormente e per diventare ancora piu’ forte”.
(ITALPRESS).
GABBRIELLESCHI ARGENTO EUROPEO NELLA 10 KM
ROSSI E DUCATI A CACCIA DELLA LEPRE MARQUEZ
Repubblica Ceca, test Brno, quindi subito Austria. Il Motomondiale completerà una settimana a tutto gas a Spielberg, dove dovrebbe riproporsi l’avvincente duello tra Marc Marquez e le Ducati. Particolarmente carico Andrea Dovizioso, reduce dal successo post vacanze e capace, nel 2017, di superare lo spagnolo all’ultima curva. Quest’anno riparte la caccia alla lepre Marquez, forte di un vantaggio di 49 punti su Valentino Rossi: a spaventare i rivali è la continuità del fuoriclasse di Cervera, che ormai ha imparato a gestire le gare senza correre particolari rischi. “Uno degli obiettivi principali a Brno e’ stato raggiunto, visto che abbiamo aumentato il vantaggio come era nei nostri piani – racconta Marquez in conferenza stampa -. Sono stato sorpreso dalla velocita’ di Dovizioso e Lorenzo, dovremo lottare con loro fino
alla fine”. Il pilota della Honda individua nei due piloti Ducati i principali rivali per il successo in Austria. “Erano molto veloci qui anche due anni fa, quindi sara’ dura – sottolinea il leader del Mondiale -. Bisogna cominciare il weekend in modo positivo e cercheremo di essere li’, con il miglior set up possibile: se poi potremo lottare per la vittoria ci proveremo, ma finchè non si provano le gomme non si puo’ dire molto”. Non appare particolarmente ottimista Rossi, che già lunedì aveva posto dei dubbi sui progressi della sua Yamaha. “Per noi – dice infatti il campione di Tavullia – la pista austriaca e’ molto difficile, non mi sono divertito molto l’anno scorso, non sono mai salito sul podio in MotoGp qui anche se nel 2016 la gara non e’ andata troppo male, io e Jorge (Lorenzo, ndr) eravamo forti ma non fu sufficiente. Dovremo cercare di fare ogni cosa al massimo, sulla carta potremmo soffrire piu’ del solito. Veniamo da Brno, dove ho cercato di salire sul podio, ma i primi tre sono
stati piu’ veloci di me”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
“Lunedi’ – ribadisce Rossi – abbiamo lavorato tanto nei test ma non abbiamo trovato nulla di meglio di quello che abbiamo, credo che il nostro livello sara’ quello di Brno. Se conviene cambiare l’assetto della moto o trovare una strategia per rischiare una posizione migliore? Sei bravo se col tuo assetto riesci a trovare il massimo del tuo potenziale, e fin qui abbiamo fatto bene io e il mio team, spesso abbiamo fatto il massimo. Non so se sia il caso di provare qualcosa di particolarmente rischioso, si potrebbe provare la gomma soft, ma a livello di assetto no, non credo sia quella la strada migliore. Dovremo essere piu’ competitivi continuando a fare il lavoro che stiamo facendo finora”. Per la sfida di Spielberg “vedremo anche il meteo, le previsioni non sono positive. Se ci aspettiamo qualcosa di diverso a livello di accelerazione? Non ne so molto piu’ di voi, per me – sottolinea Rossi – il nostro problema e’ molto chiaro, ma e’ da parecchio tempo che lo diciamo. L’importante e’ che la Yamaha lavori e a Brno abbiamo provato alcune cose, abbiamo bisogno di migliorare e speriamo di farlo al piu’ presto”.
Nel corso della conferenza stampa, conclusa con i piloti a disegnare il loro circuito ideale, parola anche a Dovizioso e Lorenzo: “Dopo la vittoria di Brno arrivo in Austria con ancora piu’ fiducia, soprattutto perche’ e’ un circuito nel quale la nostra moto funziona molto bene – racconta il forlivese, staccato 68 punti da Marquez -. Mi aspetto quest’anno avversari piu’ forti, abbiamo tutti piu’ potenza e penso che siamo tutti piu’ vicini. Distacco troppo grande da Marquez in classifica? La mia mentalita’ non cambia. Non cambiera’ il mio approccio, lavoriamo sempre in ottica gara e dovremo seguire la strada tracciata a Brno. Recuperare molti punti a Marc e’ molto molto difficile, ma sappiamo che in MotoGp e’ tutto possibile”.
Parola infine a Lorenzo, che negli ultimi 5 Gp è ha collezionato piu’ punti di chiunque: la vetta, però, dista 76 punti. “Abbiamo una buona accelerazione, una buona potenza, ci sono frenate forti, sara’ una gara combattuta ma – sottolinea lo spagnolo della Ducati – pensiamo di avere buone possibilita’ per la vittoria. Marquez? Ci servono 2-3 decimi in piu’ di velocita’ per vincere 4-5 gare di fila e recuperare dalla testa del Mondiale, ma al momento questo e’ impossibile perche’ le forze sono molto equilibrate e quindi e’ difficile; poi Marc e’ molto competitivo e non cade molto spesso ora come ora”. E sulla rivalita’ con Dovizioso, Lorenzo dice : “Io voglio vincere il Mondiale, se non e’ possibile voglio arrivare secondo o terzo o quarto. Questo e’ il mio obiettivo”.
(ITALPRESS).
POKER ATALANTA IN ISRAELE, HAPOEL TRAVOLTO
L’Atalanta espugna con il punteggio di 4-1 il campo degli israeliani dell’Hapoel Haifa e ipoteca il passaggio del turno nel match di andata del terzo turno preliminare di Europa League. Un successo netto, nonostante fosse iniziata male la trasferta dei nerazzurri. Dopo nemmeno dieci minuti la squadra di Gasperini è già sotto di un gol: rinvio corto di De Roon e cross al centro di Tamas sul quale Buzaglo, di certo non un gigante, incorna tutto solo e manda la sfera alle spalle di Gollini. I bergamaschi non riescono a trovare spazi anche dopo lo svantaggio, quando anzi sono i padroni di casa a farsi più pericolosi al 15’ con un tiro da lontano di Plakuschchenko che scalda le mani al portiere orobico. Ci pensa allora il Papu Gomez ad accendere l’Atalanta, che nel giro di tre minuti ribalta il risultato. Al 18’ Hateboer approfitta di un errore difensivo di Sjostedt che gli regala la palla, finta e tiro rasoterra dell’olandese che non lascia scampo a Setkus. Ora l’Atalanta gioca in fiducia e tranquillità e dopo una traversa colpita da Freuler, si porta addirittura in vantaggio grazie a Duvan Zapata, bravo a sfruttare nella sua prima partita da titolare un’invenzione di Toloi e, dopo essere sfuggito a Tamas, a fare centro con un preciso diagonale. L’Atalanta ormai è padrona del campo e mette in difficoltà l’Hapoel Haifa. Si inventa regista anche Palomino, che serve una gran palla per Hateboer, pronto a mettere in mezzo, ma nessuno dei compagni arriva in tempo e Setkus riesce a sventare la minaccia.
Anche nella ripresa i nerazzurri dimostrano di essere superiori agli avversari e colpiscono un palo su punizione con il solito Papu Gomez. Gasperini decide poi di dare mezz’ora di gioco anche al nuovo acquisto Pasalic, al suo esordio in maglia atalantina. Spazio anche a Musa Barrow al posto di Duvan Zapata. Sono proprio i due nuovi entrati a confezionare la rete del 3-1, con un assist di testa del giovane proveniente dalla Primavera atalantina per l’ex Milan, il quale bagna alla grande il suo esordio con la nuova maglia. Barrow prova anche a mettersi in proprio, ma il numero uno israeliano gli nega la gioia in un paio di occasioni, così come su di un tocco ravvicinato di Palomino. Il giocatore gambiano non sbaglia però nel finale, quando si conferma un cecchino implacabile e mette a segno la rete del 4-1, sfruttando un ottimo movimento di Cornelius. Musa Barrow fa anche in tempo a divorarsi la rete del 5-1, ma un errore del genere si può perdonare a un giovane così promettente. Giovedì prossimo a Reggio Emilia la gara di ritorno, anche se per accedere alla fase dei gironi di Europa League, per l’Atalanta sarà necessario superare un altro turno.
(ITALPRESS).
ITALIA SUPER NELL’ULTIMA GIORNATA A GLASGOW
L’Italnuoto saluta gli Europei di Glasgow da regina: ancora tre ori nell’ultima giornata al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow e la consapevolezza che, in chiave Tokyo2020, il movimento azzurro è più forte che mai. La corsia numero otto evidentemente porta fortuna agli azzurri e, dopo il terzo posto da “ripescato” di Federico Burdisso nei 200 farfalla, aiuta a riscrivere una pagina di storia del nuoto italiano. Piero Codia sorprende tutti i suoi avversari, ed è strepitoso oro con il record italiano di 50″64. Il 28enne triestino, tesserato per CC Aniene, vice campione europeo in vasca corta, autore della storica doppietta a Copenaghen insieme al vincitore Matteo Rivolta, passa in 23″42 e ritorna in 27″22 mandando in frantumi il 51″09 nuotato ai Mondiali di Budapest 2017 e il record dei campionati (precedente 50”86 di Laszlo Cseh). Un trionfo storico per il nuoto italiano che nella specialità aveva collezionato solo il bronzo di Rivolta a Debrecen 2012. “Non me l’aspettavo proprio – afferma Codia, allenato a Roma da Alessandro D’Alessandro – Pensavo di arrivare terzo, al massimo secondo ma sono andato ben oltre. Il tempo è grandioso non me l’aspettavo molto: ho migliorato mezzo secondo. Voglio ringraziare il mio allenatore e la mia famiglia che spesso ci credono più di me in quello che faccio. Dopo la semifinale (52”02) non ero arrabbiato, ho pensato a mantenere la calma”. Gioia incontenibile per il delfinista giuliano: “Sono emozionatissimo perchè quest’oro è un sogno, non ho altre parole in questo momento”. Una sola medaglia, conquistata dall’emiliana Lorenza Vigarani, bronzo iridato a Roma 1992 e argento a Sheffield nel 1993, poi basta. Margherita Panziera finalmente aggiorna un’altra pagina del nuoto italiano, rimasta ferma a venticinque anni fa, scrivendone una ancora più bella e trionfa, anzi domina i 200 dorso, diventando la prima donna italiana a scendere sotto i 2’07”. La 23enne di Montebelluna, tesserata per Fiamme Oro e CC Aniene e seguita da Gianluca Belfiore, compie un capolavoro e vola in 2’06″18 (1’01″93) che sbriciola il record italiano di 2’07″16 che ha stabilito al Sette Colli e il primato dei campionati, datato Atene 1991, di 2’06″62 della fuoriclasse magiara Krisztina Egerszegi. “Aspettavo questa gara da mesi ed è stato bellissimo – racconta l’azzurra, che studia e si allena a Roma, già sesta nei 100 e di bronzo con la 4×100 mista mixed – Sapevo che potevo fare bene; avere delle avversarie così competitive a fianco mi ha indotto a nuotare questo tempo, senza calcoli. Forse potevo essere ancora più veloce nel primo cinquanta”. Poi Panziera, che quest’anno è salita sul gradino più alto del podio ai Giochi del Mediterraneo sia nei 100 che nei 200 dorso, volge lo sguardo all’immediato futuro: “Adesso un po’ di meritata vacanza e poi con Gianluca prepareremo la prossima stagione e si tornerà a pedalare”. Non doveva essere la sua gara, o meglio era quella preparata meno e alla quale si era iscritta quasi per vezzo. Solo che lei è una fuoriclasse cui in questo momento riesce tutto. Simona Quadarella conclude un europeo fantascientifico con l’oro nei 400 stile libero, dopo aver sbaragliato la concorrenza negli 800 e nei 1500. La 19enne di Roma, bronzo mondiale a Budapest 2017 e alle Universiadi di Taipei negli 800 e nei 1500, tocca in 4’03″35, primato personale che abbassa di oltre due secondi il 4’05″68 siglato per il titolo ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona dove si impose anche negli 800. All’arrivo la romana, tesserata per Fiamme Rosse e CC Aniene, è incredula, come il suo allenatore Christian Minotti: “L’obiettivo dei 400 alla vigilia era il podio, al massimo – afferma Quadarella, che sale al secondo posto tra le performer italiane, scavalcando Diletta Carli (4’05″49) – L’oro significa che non ho limiti adesso e che ne ho superati molti qui a Glasgow: in passato avevo problemi a interpretare i 400. Il tempo è straordinario non pensavo di poter nuotare un 4’03” dopo una settimana molto dura fisicamente e mentalmente”. La campionessa romana guarda già oltre e apre a nuovi scenari. “In futuro mi piacerebbe riuscire a fare un buon 200 stile libero, credo di aver trovato la chiave giusta anche per interpretare le distanze più corte”. Andrea Vergani non delude le aspettative ed è magnifico bronzo nei 50 stile libero. Il 21enne milanese, tesserato per Canottieri Vittorino da Feltre, si prende la medaglia in 21″68, dopo aver nuotato il primato italiano di 21″37 in semifinale e che aveva cancellato il 21″64 siglato da Marco Orsi, e abbassando notevolmente il primato personale di 21″70 nuotato agli assoluti di Riccione per il titolo; oro al britannico Benjamin Proud, bronzo europeo e mondiale e argento europeo nei 50 farfalla, in 21″34 e argento al greco Kristian Gkolomeev in 21″44. “Il tempo non mi è piaciuto molto, ho commesso anche un errore in partenza – racconta Vergani, allenato da Gianluca Caspani – Il terzo posto va benissimo per essere il mio primo europeo: al prossimo proverò a fare meglio. I 50 sono una gara mentale, fatta di dettagli che spesso hanno la meglio sulla condizione fisica”. Doveva essere l’europeo della definitiva consacrazione e così è stato. Arianna Castiglioni ci ha preso il gusto e, dopo il bronzo nei 100 rana (1’06″54) come a Berlino 2014, si concede un meraviglioso bis nei 50. La 19enne di Busto Arsizio, che aveva stampato in batteria il record italiano di 30″33 (30″40 in semifinale) eguagliando il precedente siglato ai mondiali di Budapest, tocca in 30″41 che vale comunque la quarta prestazione personale di sempre. Davanti a tutte la russa Yulia Efimova, sempre sul podio iridato nella breve distanza dal 2009, in 29″81 ed unica a scende sotto il muro dei 30″, e argento alla britannica Ymogen Clark in 30″34. “Sapevo che sarebbe stato più complicato andare a medaglia nei 50 piuttosto che nei 100 – spiega Castiglioni, tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika e allenata dal tecnico federale – La tensione è molto più alta perchè non si può sbagliare mai nulla”. Chiude sesta Martina Carraro (Fiamme Azzurre/NC Azzurra 91) in 31″11. Finale amara, invece, per la staffetta azzurra 4×100 mista femminile: Zofkova, Castiglioni, Di Liddo e Pellegrini chiudono quarte in 3’57″00, in una gara vinta dalla Russia con il nuovo record dei campionati(3’54″22). L’Italia torna a casa, dopo le 43 gare del programma europeo, con un totale di 22 medaglie (6 ori, 5 argenti, 11 bronzi) ed il terzo posto nel ranking, alle spalle solo di Russia e Gran Bretagna.
(ITALPRESS).
BRONZO CHIAPPINELLI, TAMBERI IN FINALE
Arriva la seconda medaglia italiana agli Europei di Berlino: il bronzo di Yohanes Chiappinelli nei 3000 siepi. Il diciannovenne fa gara di testa fino alla campana, quando il francese Mekhissi e lo spagnolo Carro si avvantaggiano, ma è bravo a tenere duro sull’ultima riviera e a rivestirsi di bronzo in 8’35”81. Così dopo Yeman Crippa sui 10000 è ancora il mezzofondo la cassaforte dell’atletica tricolore. “Non ci credevo, ma ci speravo,
il mio obiettivo era entrare in finale – il commento di Chiappinelli subito dopo il bronzo ai microfoni della Rai -. Alla fine non ero molto sicuro del terzo posto sapevo che c’erano avversari molto forti che potevano rientrare. Oggi ho adottato una tattica un po’ diversa rispetto a quella delle qualifiche, ho preferito essere più prudente, sono rimasto insieme al gruppo e poi ho aumentato il ritmo quando ho visto che i francesi si scambiavano le posizioni. E’ stata la scelta giusta. Questo stadio e’ fantastico, il pubblico tifa per tutti, e’ stata un’emozione bellissima. E’ una medaglia che dedico a me stesso, al mio allenatore che mi segue da 10 anni e ai miei genitori”.
Il sesto posto di Eseosa Desalu sui 200 metri è di valore, perché il ventiquattrenne di Casalmaggiore stabilisce il suo personale con 20”13, migliorandosi di 18 centesimi e divenendo il secondo italiano di sempre sulla distanza. La finale è velocissima: il turno Guliyev vince in 19”76 (a quattro centesimi dal record europeo di Pietro Mennea) davanti al britannico Mitchell-Blake e allo svizzero Wilson, entrambi scesi a 20”04.
Nelle qualificazioni del salto in alto luce verde per Gianmarco Tamberi, semaforo rosso per Marco Fassinotti. Il marchigiano, detentore del titolo, supera 2.25 alla seconda prova, misura che gli garantisce l’accesso alla finale di sabato, mentre il torinese si ferma a 2.21 e non supera il turno per via dell’errore al primo tentativo alla medesima quota.
Grande delusione per Libania Grenot, eliminata nella semifinale dei 400. La due volte campionessa europea parte bene, ma si spegne sul rettilineo dove viene superata dalla polacca Swiety-Ersetic e dall’olandese Ghafoor, così il suo 51”54 è il primo crono delle escluse. Out anche Maria Benedicta Chigbolu, quinta nella propria semifinale con 52”26. Niente da fare per Luminosa Bogliolo, quinta nella semifinale dei 100 ostacoli con 13”09.
Si qualifica alla finale del disco Daisy Osakue. La ventiduenne torinese si lascia alle spalle il triste episodio di Moncalieri e con una gittata a 58.73 acciuffa un posto tra le migliori dodici che si giocheranno le medaglie sabato. Bene anche gli azzurri sui 110 ostacoli: Paolo Dal Molin (personale a 13”40), Hassane Fofana (personale a 13”50) e Lorenzo Perini (13”65) superano il primo turno passano in semifinale.
Domani mattina Claudio Stecchi sarà impegnato nelle qualificazioni dell’asta, mentre Irene Siragusa e Gloria Hooper nelle batterie dei 200. Toccherà poi a Martina Merlo, Francesca Bertoni e Isabel Mattuzzi nelle batterie dei 3000 siepi, a Fabrizio Donato e Simone Forte nella qualificazione del triplo e alle due 4×400. Nel pomeriggio, oltre agli ostacolisti, occhio a Alessia Trost nella finale dell’alto, a Yadisleidy Pedroso nella finale dei 400 ostacoli e ai mezzofondisti Joao Bussotti e Mohad Abdikadar nella finale dei 1500.
(ITALPRESS).
DA SETTEMBRE AL VIA NUOVA OFFERTA FORMATIVA FIB
Un’offerta formativa prima dell’inizio dei campionati, fissati per il 13 ottobre. Come previsto dalle nuove politiche federali, la Federazione Italiana Bocce presenta i corsi di aggiornamento e di formazione per allenatori e istruttori. L’obiettivo è quello di comunicare le linee guida Fib, migliorando l’efficienza e la preparazione degli addetti ai lavori tramite i pacchetti formativi. Le sessioni si terranno l’1 e 2 settembre e nell’ultimo week end dello stesso mese, presso il centro tecnico federale di Roma. “Quando hai persone formate nella Federazione, possiedi un valore aggiunto: quello della cultura sportiva”, spiega Marco Giunio De Sanctis, presidente della Fib. I corsi sono rivolti a quei tecnici che, in seguito al censimento dei comitati regionali e provinciali, risultano in possesso delle qualifiche di “allenatore” o di “istruttore tecnico”, conseguite a tutto il 2017. L’aggiornamento è, inoltre, indispensabile per tutti i tecnici che dovranno essere inseriti in rosa dalle società nei campionati di Serie A e A2. “La novità – afferma De Sanctis – risiede in tutta l’attività formativa, che in precedenza era fatta in maniera approssimativa. Abbiamo rivisitato tutti i pacchetti formativi, inserendo alcune figure fondamentali, come l’istruttore giovanile, perché dobbiamo specializzarci in quest’ambito. Ci saranno corsi per gli istruttori di specialità (raffa, volo, petanque, beach bocce e altri), oltre a quelli per la qualifica di allenatore, che dovrà essere attribuita a coloro che hanno compiuto un percorso completo”. I vertici federali si attendono un incremento del numero di iscritti rispetto al passato, ma dichiarano come obiettivo primario quello di coinvolgere sportivi estranei al movimento: “A noi interessano i neofiti. Si tratta di un’operazione simile a quella fatta per la categoria D della Raffa, una categoria di ingresso, ed è stessa cosa per la formazione”, ha concluso De Sanctis.
BONUCCI “SONO TORNATO A CASA, CON ALLEGRI TUTTO OK”
Un ritorno voluto, silenzioso e in punta di piedi. Queste le poche sensazioni emerse al termine della prima conferenza stampa da ri-giocatore della Juventus di Leonardo Bonucci, apparso decisamente “abbottonato”. Tanti invece i titoli “lanciati” dal difensore, tornato in bianconero dopo una stagione al Milan. “Io sono un professionista: ho difeso la maglia dei rossoneri come meglio ho potuto. Poi ognuno fa le sue scelte. Mi mancava quella che è casa mia, la Juve. Sono entusiasta di questo nuovo percorso in bianconero. Ho grandi obiettivi, per la Champions, per il campionato e per tutto. Con Cristiano Ronaldo si è alzato il livello, tanto in allenamento quanto in gara. Sono felice di aver lavorato con Gattuso: una grandissima persona. Con Allegri è tutto ok: ci siamo incontrati più volte e ci siamo abbracciati da persone serie quali siamo. L’esultanza dello scorso anno contro la Juve? Segno poco: sono un difensore. Scuse? Risponderò alle critiche sul campo. Trasformerò i fischi di questi giorni in applausi”, ha detto il difensore azzurro.
Procedendo con calma, si inizia dal ritorno in bianconero. “Sicuramente ho visto bene la Juve lo scorso anno, come ci sempre abituato. Ha una società e una struttura solida e organizzata. Sono contento di tornare ed entusiasta di iniziare questo percorso assieme ai vecchi compagni e a quelli nuovi.
Cercherò di migliorare giorno dopo giorno e di recuperare il tempo passato lontano da qui, che mi ha dato molto dal punto di vista umano ma mi ha tolto qualche vittoria. Devo dare tutto e dimostrare sacrificio, appartenenza e voglia di lottare”, ha detto in apertura Bonucci.
Poi il “grazie alla società”. “Sono tornato perchè mi mancava casa. Come ho scritto sui social, ogni viaggio ha un ritorno. Ringrazio il club, il mister, il mio agente e il Milan che mi hanno permesso di essere qui oggi e di ricominciare con tanto entusiasmo, voglia di migliorare e obiettivi da centrare”, ha aggiunto Bonucci.
A ruota l’argomento Allegri. “Come è stato più volte detto, le discussioni pregresse fanno parte delle annate calcistiche. Ci siamo visti più volte con il mister, dentro e fuori dal campo, nell’ultimo anno e ci siamo stretti la mano e abbracciati, come si fa fra persone serie e coerenti. Negli anni passati con lui sono migliorato nella gestione della partita. Sono andato via per la storia dello sgabello di Porto? Sfatiamo tutto: il mio posto ce lo avevo ma vivo la partita in maniera molto nervosa. Su una fila di dieci ero in mezzo e mi sono spostato: c’era un posto avanti ma poi è arrivato il proprietario del biglietto e mi sono spostato, prendendo di mia iniziativa quello sgabello su cui sono stato per cinque minuti. Ma è stata la mia rovina”, ha spiegato il difensore ex Milan.
Sulla decisione di lasciare, Bonucci ha dato le sue spiegazioni. “Quando ho scelto di andar via ero convinto. Poi, col tempo, ho capito che quanto deciso in un momento di rabbia non era giusto. Ora grazie alla società sono tornato”, ha puntualizzato il difensore azzurro.
“La mia decisione è stata molto emotiva, in quel momento non mi sentivo a mio agio a continuare con la Juventus, perchè con le emozioni che provavo non sarei mai stato me stesso. Ho preferito cambiare, pensavo che mi potesse dare qualcosa in più ma quando lasci il cuore e la casa che frequenti ogni giorni non è facile e allora fai un passo indietro. Nel mio cuore, nonostante avessi altre richieste in Europa, la mia unica voglia era tornare alla Juve”, ha proseguito Bonucci.
Poi le critiche e le contestazioni di parte dei tifosi bianconeri. “Accetto i fischi. Quelli degli avversari mi caricheranno, se per me ci saranno pure quelli del mio pubblico invece starà a me trasformarli in applausi. La mia risposta dovrà arrivare dal campo. Sono un professionista, se oggi mi si presentasse un’offerta per lasciare la Juve non ci penserei mai, in un anno sono cresciuto a livello umano e ho metabolizzato certe cose. La Juventus per me è stata tutto, mi ha fatto crescere in maniera esponenziale come calciatore e come uomo. Qui ho vissuto vicessitudini extra-campo importanti e ho sempre sentito l’appoggio della società. Ci siamo lasciati con una stretta di mano e un abbracio con il presidente: forse dentro di me pensavo che sarebbe successo quello che in realtà è accaduto oggi. Mi sento migliore come uomo ma devo recuperare qualcosa lasciata per strada come calciatore”, ha affermato il ri-giocatore del club bianconero.
“L’esultanza dello scorso campionato per il gol contro la Juve? Sono un difensore: faccio pochi gol e quando succede la gioia è più grande rispetto ad altri. Spero ora di regalare tante esultanze ai tifosi della Juve: non ho mai ben capito chi non esulta quando segna”, ha proseguito Bonucci.
Poi si discute di CR7 e di oiettivi. “Vogliamo arrivare a Madrid per la finale della Champions. Poi vogliamo competere per lo scudetto e per tutto. Quando giochi nella Juve gli obiettivi sono molto chiari sin dall’inizio della stagione. Ronaldo? Visto che lui è con noi, se incontreremo di nuovo il Real in Champions invece di partire da uno a zero per loro partiremo da uno a zero per noi. Lui alza il livello di tutto e di tutti, sia in allenamento che in partita. Sarà bello ogni giorno scendere in campo negli allenamenti, perchè la concorrenza interna è veramente molto alta in questa Juve”, ha dichiarto il difensore azzurro.
Infine, parole al miele per il suo ultimo allenatore. “Ho avuto la fortuna di aver conosciuto e di essere stato molto a contatto con Gattuso, che è una grandissima persona. E’ stato bravo: ha risollevato le sorti del Milan. Torno dopo un anno con un bagaglio di cose importanti a livello umano: ho avuto la fortuna di crescere e di stringere ancora di più il rapporto con i miei figli e la mia famiglia, che era rimasta a Torino. Ora mi sento un essere umano migliore e sono pronto a dare tutto per la Juventus”: questa la promessa finale di Bonucci.
(ITALPRESS).
BONUCCI “SONO TORNATO A CASA, CON ALLEGRI TUTTO OK”
Un ritorno voluto, silenzioso e in punta di piedi. Queste le poche sensazioni emerse al termine della prima conferenza stampa da ri-giocatore della Juventus di Leonardo Bonucci, apparso decisamente “abbottonato”. Tanti invece i titoli “lanciati” dal difensore, tornato in bianconero dopo una stagione al Milan. “Io sono un professionista: ho difeso la maglia dei rossoneri come meglio ho potuto. Poi ognuno fa le sue scelte. Mi mancava quella che è casa mia, la Juve. Sono entusiasta di questo nuovo percorso in bianconero. Ho grandi obiettivi, per la Champions, per il campionato e per tutto. Con Cristiano Ronaldo si è alzato il livello, tanto in allenamento quanto in gara. Sono felice di aver lavorato con Gattuso: una grandissima persona. Con Allegri è tutto ok: ci siamo incontrati più volte e ci siamo abbracciati da persone serie quali siamo. L’esultanza dello scorso anno contro la Juve? Segno poco: sono un difensore. Scuse? Risponderò alle critiche sul campo. Trasformerò i fischi di questi giorni in applausi”, ha detto il difensore azzurro.
Procedendo con calma, si inizia dal ritorno in bianconero. “Sicuramente ho visto bene la Juve lo scorso anno, come ci sempre abituato. Ha una società e una struttura solida e organizzata. Sono contento di tornare ed entusiasta di iniziare questo percorso assieme ai vecchi compagni e a quelli nuovi.
Cercherò di migliorare giorno dopo giorno e di recuperare il tempo passato lontano da qui, che mi ha dato molto dal punto di vista umano ma mi ha tolto qualche vittoria. Devo dare tutto e dimostrare sacrificio, appartenenza e voglia di lottare”, ha detto in apertura Bonucci.
Poi il “grazie alla società”. “Sono tornato perchè mi mancava casa. Come ho scritto sui social, ogni viaggio ha un ritorno. Ringrazio il club, il mister, il mio agente e il Milan che mi hanno permesso di essere qui oggi e di ricominciare con tanto entusiasmo, voglia di migliorare e obiettivi da centrare”, ha aggiunto Bonucci.
A ruota l’argomento Allegri. “Come è stato più volte detto, le discussioni pregresse fanno parte delle annate calcistiche. Ci siamo visti più volte con il mister, dentro e fuori dal campo, nell’ultimo anno e ci siamo stretti la mano e abbracciati, come si fa fra persone serie e coerenti. Negli anni passati con lui sono migliorato nella gestione della partita. Sono andato via per la storia dello sgabello di Porto? Sfatiamo tutto: il mio posto ce lo avevo ma vivo la partita in maniera molto nervosa. Su una fila di dieci ero in mezzo e mi sono spostato: c’era un posto avanti ma poi è arrivato il proprietario del biglietto e mi sono spostato, prendendo di mia iniziativa quello sgabello su cui sono stato per cinque minuti. Ma è stata la mia rovina”, ha spiegato il difensore ex Milan.
Sulla decisione di lasciare, Bonucci ha dato le sue spiegazioni. “Quando ho scelto di andar via ero convinto. Poi, col tempo, ho capito che quanto deciso in un momento di rabbia non era giusto. Ora grazie alla società sono tornato”, ha puntualizzato il difensore azzurro.
“La mia decisione è stata molto emotiva, in quel momento non mi sentivo a mio agio a continuare con la Juventus, perchè con le emozioni che provavo non sarei mai stato me stesso. Ho preferito cambiare, pensavo che mi potesse dare qualcosa in più ma quando lasci il cuore e la casa che frequenti ogni giorni non è facile e allora fai un passo indietro. Nel mio cuore, nonostante avessi altre richieste in Europa, la mia unica voglia era tornare alla Juve”, ha proseguito Bonucci.
Poi le critiche e le contestazioni di parte dei tifosi bianconeri. “Accetto i fischi. Quelli degli avversari mi caricheranno, se per me ci saranno pure quelli del mio pubblico invece starà a me trasformarli in applausi. La mia risposta dovrà arrivare dal campo. Sono un professionista, se oggi mi si presentasse un’offerta per lasciare la Juve non ci penserei mai, in un anno sono cresciuto a livello umano e ho metabolizzato certe cose. La Juventus per me è stata tutto, mi ha fatto crescere in maniera esponenziale come calciatore e come uomo. Qui ho vissuto vicessitudini extra-campo importanti e ho sempre sentito l’appoggio della società. Ci siamo lasciati con una stretta di mano e un abbracio con il presidente: forse dentro di me pensavo che sarebbe successo quello che in realtà è accaduto oggi. Mi sento migliore come uomo ma devo recuperare qualcosa lasciata per strada come calciatore”, ha affermato il ri-giocatore del club bianconero.
“L’esultanza dello scorso campionato per il gol contro la Juve? Sono un difensore: faccio pochi gol e quando succede la gioia è più grande rispetto ad altri. Spero ora di regalare tante esultanze ai tifosi della Juve: non ho mai ben capito chi non esulta quando segna”, ha proseguito Bonucci.
Poi si discute di CR7 e di oiettivi. “Vogliamo arrivare a Madrid per la finale della Champions. Poi vogliamo competere per lo scudetto e per tutto. Quando giochi nella Juve gli obiettivi sono molto chiari sin dall’inizio della stagione. Ronaldo? Visto che lui è con noi, se incontreremo di nuovo il Real in Champions invece di partire da uno a zero per loro partiremo da uno a zero per noi. Lui alza il livello di tutto e di tutti, sia in allenamento che in partita. Sarà bello ogni giorno scendere in campo negli allenamenti, perchè la concorrenza interna è veramente molto alta in questa Juve”, ha dichiarto il difensore azzurro.
Infine, parole al miele per il suo ultimo allenatore. “Ho avuto la fortuna di aver conosciuto e di essere stato molto a contatto con Gattuso, che è una grandissima persona. E’ stato bravo: ha risollevato le sorti del Milan. Torno dopo un anno con un bagaglio di cose importanti a livello umano: ho avuto la fortuna di crescere e di stringere ancora di più il rapporto con i miei figli e la mia famiglia, che era rimasta a Torino. Ora mi sento un essere umano migliore e sono pronto a dare tutto per la Juventus”: questa la promessa finale di Bonucci.
(ITALPRESS).










