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DUCATI VOLANO IN AUSTRIA, MARQUEZ C’È, MALE YAMAHA

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La Ducati fa subito la voce grossa, Marc Marquez prova a rispondere mentre le Yamaha annaspano e la pioggia del pomeriggio non è di grande aiuto. Al RedBull Ring di Spielberg si riparte dal podio di Brno, con le due Desmosedici che, come nelle previsioni, dimostrano di essere perfettamente a loro agio sulla pista austriaca. Andrea Dovizioso, reduce dal successo di domenica e con alle spalle un secondo posto e una vittoria negli ultimi due anni su questo tracciato, al mattino va più forte di tutti: 1’23″830 il crono firmato dal forlivese, che dà più di due decimi al compagno di squadra Jorge Lorenzo e quasi mezzo secondo a Danilo Petrucci, che con la Ducati del team Pramac completa la tripletta. Il divario fra le moto di Borgo Panicale e le altre è netto e lo stesso Marc Marquez fatica a rimanere vicino, facendo segnare il quarto crono ma a 581 millesimi da Dovizioso. Il Cabroncito, però, si esalta sul bagnato. Sul finire delle seconde libere della Moto3, infatti, cominciano a cadere le prime gocce di pioggia e da lì al diluvio è un amen, tanto che la classe regina è costretta ad aspettare una ventina di minuti prima di poter andare in pista. E quello che va più forte è Marquez, forse l’unico in grado di potersi opporre allo strapotere Ducati anche perchè domani c’è la forte possibilità che ci si giochi la pole sotto l’acqua. “Ma anche sul bagnato siamo andati molto bene – commenta Dovizioso – C’era molto grip, abbiamo usato tutti le morbide e la moto ha funzionato benissimo, non abbiamo spinto solo per non prendere rischi”.

Dovizioso non si sbilancia “ma se guardiamo al primo turno, siamo noi tre con un passo già veloce – il riferimento alle tre Desmosedici – Qualifiche con la pioggia? Sull’acqua è sempre complicato ma il feeling è buono e con le morbide si può forzare tanto”. Un po’ più prudente Danilo Petrucci, pure lui soddisfatto di queste due sessioni (“siamo andati abbastanza bene sul bagnato e sull’asciutto”) ma preoccupato da Marquez che “va forte in entrambi i casi”. Ben altri problemi per la Yamaha. Le previsioni pessimistiche di Valentino Rossi erano fondate, tanto che il Dottore finisce fuori dalla Top Ten al mattino e dovrà giocarsi domani, nelle terze libere, l’accesso diretto in Q2. Rossi gira più lento di un secondo rispetto a Dovizioso, Vinales fa poco meglio e anche Zarco, pur piazzandosi davanti ai due piloti ufficiali con la M1 della Monster Tech3, è lontano. “C’è tanto da lavorare, speriamo che domani si corra sull’asciutto”, l’auspicio di Vinales.
La Moto3 è stata l’unica a evitare la pioggia al pomeriggio: il più veloce è a sorpresa Jaume Masia davanti a Marco Bezzecchi, dalla prossima stagione in Moto2 alla Tech3 che passerà ai prototipi Ktm. Nella classe di mezzo, invece, miglior crono di giornata per Bagnaia davanti a Baldassarri.
(ITALPRESS).

REINA-STRINIC, PARLA L’ESPERIENZA “MILAN UNICO”

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Pepe Reina e Ivan Strinic costituiscono una doppia iniezione di esperienza in una difesa molto giovane. Ex Napoli, arrivati a parametro zero, sulla carta costretti a ‘inseguire’ Gigio Donnarumma e Ricardo Rodriguez, titolarissimi lo scorso anno. Deciderà Gennaro Gattuso, ovviamente, in base a chi starà meglio. Intanto, complici impegni Mondiali e tournèe negli Usa, è arrivato il momento delle presentazioni: con Leonardo da una parte e Paolo Maldini dall’altra, storia rossonera allo stato puro. E infatti, per Reina, “il Milan sara’ sempre una societa’ speciale, quando sei bambino hai la voglia e il sogno di arrivare in una squadra del genere, quando senti parlare di un club come questo ti si illuminano gli occhi, sono onorato e felice di essere qui, ho voglia di dare una mano per far crescere la squadra e riportarla dove merita, ovvero lottare con le big in Italia e in Champions. Ho quasi 36 anni e mi sudano le mani, non e’ facile essere tra queste due leggende del calcio per tutto quello che hanno rappresentato, ho perso anche una finale di Champions contro Maldini, la storia del Milan parla da sola, una maglia da onorare e rispettare sempre”. Per l’ex portiere di Napoli e Liverpool “non è mai esistita la possibilità” di andare al Chelsea del suo mentore, Maurizio Sarri, “e non mi sono mai permesso di pensarlo neanche. Ho preso una decisione e voglio affrontare questa sfida”. Che comprende il testa a testa con Donnarumma: “Siamo felicissimi di avere due portieri cosi’ forti – afferma il dt Leonardo – Uno sta cominciando la sua carriera, ha vissuto anche lui un momento di instabilita’, frutto di una serie di motivi, ma ha una potenzialita’ innegabile; al suo fianco c’e’ chi ha tutta una storia che parla da se’ e uno spirito vincente”.
Leonardo ha fatto anche il punto sul mercato: mai ipotizzato l’addio di Suso, Sergej Milinkovic-Savic “non è fattibile”, Andrè Silva “potrebbe andare via”, nessun contatto per Draxler, mentre per Tiemoue Bakayoko “stiamo parlando, vediamo”. Per Maldini, che nei giorni scorsi ha rimesso piede da dirigente a Milanello (“Per me e’ stata la prima volta dopo tanti anni ed e’ stata un’emozione grande: anche se tante cose sono cambiate, la magia di Milanello rimarra’ sempre”), è stato il debutto ufficiale dopo la conferenza stampa di domenica. Curioso che l’ex capitano, ora direttore sviluppo strategico area sport, ‘presenti’ proprio un terzino sinistro come il croato Strinic. Il vicecampione del mondo, in fase di recupero da un problema al tendine (“tra una settimana sarò al 100%”, assicura), sa che dovra’ conquistarsi ilposto, vista la presenza di Rodriguez. “E’ un bravo ragazzo e un ottimo giocatore, lotteremo per la maglia”, taglia corto Strinic, pronto a vivere un doppio derby visto che l’altra squadra milanese e’ piena di suoi connazionali. “Sara’ bello giocare il derby della Madonnina, spero di vincerlo, l’Inter ha una grande squadra, non sara’ facile. Ci sono compagni di Nazionale come Perisic, Brozovic, ora anche Vrsaljko. Del derby non ne abbiamo ancora parlato, ma di sicuro lo faremo. Modric nerazzurro? Non so, non ho parlato con lui”.
(ITALPRESS).

PODIO NON PARLA ITALIANO, PEDROSO E’ 5^, TROST 8^

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Il podio non parla italiano nella quarta giornata degli Europei di atletica. Il miglior piazzamento azzurro è il quinto posto di Yadisleidy Pedroso nella finale dei 400 ostacoli. La salernitana dai natali cubani si esprime in 55”80, dopo una gara discreta nella prima parte, ma scialba sulla retta conclusiva. L’oro va alla svizzera Lea Sprunger (54”33), davanti all’ucraina Anna Ryzhykova (54”51) e alla britannica Meghan Beesley (55”31). Almeno il crono per il bronzo sembrava alla portata dell’azzurra, che invece replica il piazzamento di quattro anni fa a Zurigo. Ottava piazza invece di Alessia Trost nella finale dell’alto. La friulana supera al terzo tentativo l’asticella a 1.91, eguagliando così il primato stagionale, per poi sbagliare tre volte a 1.94. Si impone la russa Lasitskene a quota due metri. Nella finale dei 1500 decimo posto per Mohad Abdikadar e undicesimo per Joao Bussotti. Vince il diciassettenne norvegese Jacob Ingebrigtsen, il più piccolo dei tre fratelli vichinghi in gara. Nelle altre finali di giornata titoli al francese Martinot-Lagarde nei 110 ostacoli, alla belga Thiam nell’eptathlon, alla greca Papahristou nel triplo, alla tedesca Hussong nel giavellotto, al britannico Hudson-Smith nei 400 e all’ucraina Pryshchepa negli 800. Nelle batterie l’exploit giunge da Isabel Mattuzzi, seconda italiana di sempre sui 3000 siepi con 9’34”02: record personale migliorato di oltre 16 secondi.
Irene Siragusa e Gloria Hooper superano la batteria, ma escono poi in semifinale nei 200. Stessa sorte anche per gli ostacolisti Perini, Fofana e Dal Molin. Nei concorsi accede in finale nell’asta Claudio Stecchi, mentre vengono eliminati Fabrizio Donato e Simone Forte nel triplo.
Domani si comincia presto con le 20 chilometri di marcia sul tracciato allestito nel centro di Berlino. Tra le donne l’Italia schiera il bronzo iridato di Londra 2017 Antonella Palmisano insieme a Eleonora Giorgi e Valentina Trapletti. Al maschile il bronzo dei Mondiali a squadre di quest’anno Massimo Stano insieme a Giorgio Rubino e Francesco Fortunato. In serata saranno tre gli azzurri nelle finali individuali: Gianmarco Tamberi nell’alto, Daisy Osakue nel disco e Yeman Crippa nei 5000. Chiusura con le due finali della 4×400. In batteria i quartetti azzurri si sono ben comportati: miglior tempo tra le donne per Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e Libania Grenot, mentre i maschietti Edoardo Scotti, Michele Tricca, Vladimir Aceti e Davide Re hanno chiuso col settimo crono complessivo.
(ITALPRESS).

BARELLI ESULTA “ABBIAMO CREATO UN SISTEMA”

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“Si è creata negli anni una forte sinergia tra società di base e settore nazionale: così nasce la selezione”. Paolo Barelli, presidente della Federnuoto, spiega in un’intervista a “Tuttosport” come l’Italia riesca a mantenersi sempre al vertice: dopo il miglior mondiale a livello di risultati nel 2017, l’Europeo che si è appena concluso ha fatto registrare il record di 22 medaglie, di cui sei d’oro con gli exploit dei vari Miressi e Quadarella. “Il lavoro è cominciato tanti anni fa, si è creato un automatismo tra attività di base delle società sul territorio, stimolate e coordinate a lavorare in qualità, in modo da produrre ragazzi che arrivano in Nazionale già selezionati, talentuosi – dice Barelli -. Nonostante le difficoltà legate alla tipologia dei nostri impianti, si è creata nel tempo questa sinergia virtuosa, divenuta una sorta di catena di montaggio, nelle corde della Federazione dagli anni Duemila e prima ancora. Tante medaglie giovani? Sì, perchè c’è un elemento di emulazione, i giovani crescono con esempi positivi. E poi c’è una elevata qualità tecnica delle società e degli istruttori sul territorio. E anche nel sincro siamo a pochi centimetri dall’eccellenza, difficili da guadagnare”. Cosa può fare la politica per lo sport italiano? “Bisogna intendersi – replica Barelli, già senatore in tre legislature ed eletto a marzo alla Camera -. L’inno sul podio, i ragazzi che cantano, la bandiera che sventola, creano desiderio e senso di appartenenza. Hanno un valore che va tutelato”.
Secondo il numero 1 della Fin “c’è lo sport sociale, di base, da promuovere. Ma le società che si impegnano nell’agonismo hanno bisogno di aiuti importanti. Scarseggiano le finanze comunali, statali, nella scuola, delle federazioni. Il peso è sui dirigenti e sulle loro tasche, prima che sulle Federazioni. C’è bisogno di un piano e penso che con il sottosegretario Giorgett, vero conoscitore e appassionato, sia possibile in questa legislatura. E’ nell’interesse di tutti”.
(ITALPRESS).

CR7 RIVELA “SOGNAVO LA JUVE FIN DA PICCOLO”

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“La Juventus è anzitutto un grandissimo club. Sin da quando ero bambino conoscevo questa squadra. Mi piaceva e speravo che un giorno avrei potuto giocarci. E lo farò in uno dei club più importanti al mondo. E’ bello essere qui, sono felice”. Lo dice Cristiano Ronaldo in una lunga intervista a Juventus Tv, canale ufficiale bianconero ripartito oggi sul web. “Quando ho deciso di venire alla Juve? Non c’è un momento preciso. Negli ultimi anni – racconta il fuoriclasse portoghese, come riporta ‘www.tuttojuve.com’ – abbiamo incontrato la Juve in un paio di occasioni, e ho sempre avuto la sensazione che ai tifosi italiani piacesse Cristiano. La Juventus è il club più importante d’Italia. Uno dei migliori al mondo. E’ stata una scelta facile. La decisione non è stata difficile, perchè la Juve è una società incredibile”. L’ultimo ricordo all’Allianz Stadium, da avversario, è la standing ovation dopo quella splendida rovesciata con la maglia del Real Madrid in Champions League. “E’ stato incredibile. Non mi era mai successa una cosa del genere – ammette CR7 -. Quando giochi i quarti di finale di Champions League contro la Juve, segni e vedi che tutto lo stadio ti applaude, è incredibile. E’ stata una sensazione bellissima. All’inizio ero sorpreso. Come ho detto, seguivo la Juve, mi è sempre piaciuta come club, ma da quel momento, se possibile, mi è piaciuta ancora di più. E’ stato bellissimo. Non credo però che abbia influenzato la mia decisione di venire qui. Certo, i piccoli dettagli aiutano al momento di prendere decisioni importanti. Forse. Non dico che sia stato l’elemento scatenante, ma ha contribuito il fatto di vedere che le persone mi apprezzavano, i tifosi, il club che era interessato a me…In quel caso le sensazioni sono completamente diverse”. Tra una settimana esatta Ronaldo debutterà in Serie A, affrontando il Chievo al Bentegodi: “Conosco la Serie A perchè l’ho seguita in televisione, ma non ci ho mai giocato prima. Spero di riuscire ad adattarmi in fretta. Ma non sono preoccupato, la prendo come una sfida. Amo le sfide, sono venuto nel club più importante d’Italia. Sono felice e sono impaziente di inizare la stagione. Mi sento molto bene. E’ andato tutto bene, le visite sono andate bene. Le persone presenti allo stadio, i tifosi, le persone al centro sportivo…Tutti mi hanno accolto nel migliore dei modi, quindi sono molto felice. Vorrei ringraziare i tifosi per il loro sostegno. E’ fantastico essere stato accolto in questo modo. La mia priorità – spiega l’ex Real Madrid – è quella di dare il massimo, dimostrare professionalità, cercare di migliorare ulteriormente la squadra. Questo sarà il mio compito. Cercherò di godermi il più possibile il momento e di rendere più forte la Juventus durante la mia permanenza qui. Il mio obiettivo è quello di essere in forma, di aiutare la squadra, di vincere trofei. Questo è quello che mi sono prefissato”. Esiste un tipo di emozione che ancora non hai provato da calciatore e che vorresti provare? “Non saprei, magari qui in questo club le cose saranno diverse, sono diverse le persone, sono tutte molto cordiali. Sono come una famiglia, questa è stata la mia prima impressione. Lo stesso vale per i tifosi. Sono entusiasta e voglio renderli felici”. Ronaldo parla anche del suo lavoro quotidiano per essere sempre al top: “Sono professionista da 15-16 anni ormai e i miei metodi sono sempre gli stessi. Voglio essere il più professionale possibile. Come ho detto prima, ho giocato molti anni a Manchester, ho giocato molti anni nel Real Madrid e ora ha inizio una nuova avventura. Voglio continuare così, non voglio cambiare nulla nel modo in cui lavoro, nella mia etica. Cerco di essere costante per aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi”. Gli chiedono di chiudere gli occhi e provare a immaginare il primo gol con la maglia della Juventus all’Allianz Stadium: “Non saprei, avverrà tutto in maniera naturale. A essere sincero non ci penso. So che arriverò pronto e preparato. Non lo so, ha poca importanza. Voglio semplicemente aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. Sarò senz’altro pronto”. E infine, CR7 recapita un messaggio ai tifosi bianconeri: “Molto semplicemente, grazie di tutto. Darò il massimo e sono certo che vinceremo titoli insieme. Grazie mille. Fino alla fine, forza Juventus!”.
(ITALPRESS).

PALMISANO VINCE IL BRONZO EUROPEO NELLA 20 KM

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Quando il dente duole ci pensa la marcia ad alleviare il dolore dell’atletica azzurra. Anche stavolta il tacco e punta porta in dote la medaglia di bronzo di Antonella Palmisano nei 20 chilometri, l’unica raccolta oggi dall’Italia a Berlino. La 27enne tarantina è terza in un’ora 27’30”, alle spalle della spagnola Maria Perez, oro in 1h26’36”, e della ceca Anezka Drahotova, argento in 1h27’03”. Sfuma invece per un secondo il podio di Massimo Stano, quarto nella 20 chilometri maschile col personale a 1h20’51”, a un battito di ciglia dal russo Vasiliy Mizinov, bronzo in 1h20’50”. Doppietta spagnola con Alvaro Martin (1h20’42”) davanti al compagno Diego Garcia (1h20’48”).
Le gare all’interno dell’Olympiastadion regalano altri due quarti posti all’Italia. Gianmarco Tamberi sale fino a 2.28 nell’alto, misura non sufficiente per azzannare le medaglie. L’oro finisce al collo del tedesco Przybylko con 2.35. Yeman Crippa stringe i denti ma i 5.000 non hanno lo stesso lieto fine dei 10.000. A vincere è ancora il diciassettenne norvegese, già re dei 1500, Jakob Ingebrigtsen, davanti al fratello maggiore Henrik.
Con una bordata a 59.32 Daisy Osakue si deve accontentare della quinta posizione nella finale del disco, dominata dalla croata Perkovic (67.62), imbattuta agli Europei dal 2010. Quinta è anche la 4×400 femminile (Chigbolu, Folorunso, Lukudo e Grenot) nella staffetta vinta dalla Polonia. Sesta invece è la 4×400 maschile (Scotti, Tricca, Re, Galvan) con 3’02″34. Oro al Belgio dei tre fratelli Borlee (Dylan, Jonathan e Kevin) in 2’59″47.
Nelle altre finali la polacca Swiety Ersetic (50″41) supera sul filo di lana la greca Delibasaki (50″45) nei 400, mentre dopo l’oro dei 100 la britannica Asher Smith conquista anche i 200 in 21″29. Si parla polacco pure negli 800 grazie ad Adam Kszczot (1’44″59) e tedesco nel lungo femminile con Malaika Mihambo (6.75).
Domani la mattinata dell’ultima giornata degli Europei di atletica manderà in scena le due maratone: tra le donne (il via alle 9.05) l’Italia propone Catherine Bertone, Sara Dossena, Fatna Maraoui e Laura Gotti; in campo maschile (il via alle 10) tocca a Stefano La Rosa, Eyob Faniel e Yassine Rachik. In serata dentro lo stadio Italia protagonista prima nelle batterie e poi si spera anche in finale nelle 4×100. Nella gare a livello individuale gareggeranno invece Claudio Stecchi nell’asta e Isabel Mattuzzi nei 3000 siepi.
(ITALPRESS).

POLE MARQUEZ PER DUE MILLESIMI, ROSSI NON C’E’

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Appena due millesimi. Un distacco insignificante, ma decisivo, almeno per assegnare la prima posizione: a Marc Marquez, prontamente ribattezzato, scherzosamente, ‘bastardo’ da Andrea Dovizioso, più lento di un’inezia rispetto al fuoriclasse di Cervera, alla 49esima pole in carriera, la quarta quest’anno. Mai come questa volta però la battaglia sarà tutta una storia tra il leader del Mondiale (1’23″241) e le Ducati. Non solo quelle di Dovizioso e Jorge Lorenzo (terzo a 133 millesimi). C’è infatti un Danilo Petrucci particolarmente veloce in una pista che, per sua stessa ammissione, soffre un po’ e in cui il degrado della gomma della sua Pramac è alto. Ci proverà a salire sul podio. L’Austria l’anno scorso regalò uno spettacolare duello fino all’ultima curva tra Dovizioso e Marquez, con tanto di ‘vaffa’ allo spagnolo del forlivese che riuscì a spuntarla sotto il traguardo. Uno scenario che si potrebbe ripetere domani, con Lorenzo – probabilmente destinato a una partenza sprint – nel ruolo di terzo incomodo. E le Yamaha? Assenti. E’ andato male Maverick Vinales, appena 11esimo, addirittura peggio Valentino Rossi, in grave difficoltà già da ieri. Le previsioni pessimistiche si sono rivelate fondate, il Dottore non è riuscito ad accedere al Q2 e scatterà addirittura dalla quattordicesima posizione. Servirà una gara tutta in rimonta per Rossi, che a più riprese ha lamentato problemi di stabilità sulla sua moto. Andrea Iannone (Suzuki) partirà dall’ottava casella, mentre Franco Morbidelli (EG 0,0 Marc VDS) scatterà dalla settima fila.
Parlano italiano le qualifiche Moto2 e Moto3. Pole position per Francesco Bagnaia nella Moto2. Con il tempo di 1’29″409, il pilota dello Sky Racing Team precede di 310 millesimi Miguel Oliveira (i due sono in piena lotta per il titolo, con il portoghese avanti di due soli punti sull’italiano) e di oltre mezzo secondo Fabio Quartararo. Sesto Mattia Pasini, nono Lorenzo Baldassarri, decimo Luca Marini.
Le qualifiche della categoria cadetta al Red Bull Ring si chiudono con il primato di Marco Bezzecchi. Il leader della categoria lotta metro a metro contro il rivale in campionato, Jorge Martin (Del Conca Gresini Moto3), reduce dall’operazione al polso sinistro infortunato la scorsa settimana a Brno, e ha la meglio con il tempo di 1’38″617. Per il pilota Redox PruestelGP èla prima pole della carriera.
(ITALPRESS).

LAUTARO ESALTA INTER, MILAN KO 3-1 CON REAL

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Vittoria di prestigio per l’Inter che espugna il Wanda Metropolitano: 1-0 sull’Atletico Madrid grazie a un meraviglioso gol di un sempre più convincente Lautaro Martinez.
Partono meglio i colchoneros che però mancano nel passaggio finale e all’11’ Icardi ha la chance di sbloccarla ma Oblak è bravissimo a sbarrargli lo specchio della porta. Il portiere sloveno è ancora decisivo sulla conclusione di Brozovic, con l’Inter che inizia a prendere coraggio. Ci prova anche Politano da fuori, con la palla di poco alta, e al 31′ l’Inter passa meritatamente con un gran gol di Lautaro: lungo cross dalla trequarti di Asamoah, la difesa dell’Atletico si dimentica dell’argentino che in acrobazia punisce Oblak. In un innocuo colpo di testa di Saul c’è la reazione dei colchoneros, che si vedono annullare dalla Var l’1-1 di Correa. Nella ripresa l’Atletico parte forte: alto il colpo di testa di Godin, poi è provvidenziale Dalbert a immolarsi su Juanfran che stava per battere a rete dopo un tiro sbilenco di Koke. Simeone butta dentro anche Griezmann e Gelson Martins ma l’Inter è solida e regge bene l’urto. Superlativo poi Handanovic, al minuto 88, sul colpo di testa ravvicinato, quasi a botta sicura, di Vitolo.

Il Real Madrid vince il Trofeo Bernabeu battendo 3-1 il Milan ma la squadra di Gattuso esce a testa altissima dal confronto, godendosi anche la prima perla di Higuain, alla prima da titolare. I blancos impiegano meno di due minuti per sbloccare la gara: Bale e Carvajal combinano sulla destra, cross dello spagnolo e incornata vincente di Benzema sul secondo palo con Calabria in ritardo. Ma la reazione rossonera è immediata e proprio il Pipita, con un gran destro da fuori, sigla l’1-1. Dopo una parata di Donnarumma su Asensio, sale di tono il Milan, con Navas che è costretto a rifugiarsi in angolo sul tentativo di Suso e Kessie che quasi fa il 2-1, provvidenziale l’intervento di Carvajal a porta vuota. Cresce la squadra rossonera e il Real deve ringraziare Navas, che salva sulla punizione velenosa di Bonaventura. Nel recupero, però, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bale batte a rete da due passi e Donnarumma non può fare nulla. Nella ripresa ancora Bonaventura chiama in causa Navas mentre arriva anche il momento di Caldara. Entra pure Bacca per Higuain e al 23′ il Milan va vicino al 2-2: diagonale del colombiano, Navas la tocca quel tanto che basta per prendere in controtempo Cutrone e poi ‘dribbla’ Kessie consentendo alla difesa di allontanare. Il portiere costaricense si oppone poco dopo anche a Cutrone mentre al 31′ scocca l’ora di Modric, accolto da una standing ovation del pubblico madrileno. Nel recupero arriva il tris del Real: miracolo di Donnarumma sulla conclusione ravvicinata di Modric ma a ‘rimbalzo’ c’è Borja Mayoral che fissa il risultato sul 3-1.

Trasferta tedesca amara per il Napoli, che alla Volkswagen Arena cede per 3-1 al Wolfsburg. I Lupi passano in vantaggio al 43′: Steffen allarga sulla sinistra per Brekalo, Albiol prova a contrastarlo ma il sinistro sul primo palo dell’olandese trafigge Karnezis. La squadra di Ancelotti raggiunge il provvisorio pari al 69′ con Milik, che sul cross di Mario Rui trova in mezzo all’area lo stacco vincente, ma fra il 71′ e il 74′ si scatena Mehmedi, che prima mette in rete da due passi approfittando della mancata chiusura di Albiol e poi concede il bis sfruttando un’altra indecisione della retroguardia partenopea. “Dobbiamo essere preoccupati perchè la preoccupazione ci deve far dare qualcosa in più – commenta Ancelotti – Oggi abbiamo fatto meglio nel possesso ma peggio in difesa, è una questione di equilibri. Certi cambiamenti tattici vanno oliati e riprovati ma saremo pronti per l’inizio del campionato”.

Fiorentina sconfitta alla Veltins Arena di Gelsenkirchen dove lo Schalke padrone di casa si impone in amichevole per 3-0. La squadra viola può recriminare per le parate di Fahrmann, decisivo sullo 0-0 quando si oppone a Benassi (14’) e Chiesa (47′) mentre lo Schalke, centrato il palo con l’ex di turno Nastasic direttamente su punizione, ha chiuso la gara nel giro di un quarto d’ora, fra il 69′ e l’84’: McKennie chiude con un tap-in vincente in area la triangolazione con Caligiuri, Skrzybski raddoppia approfittando di uno sbandamento difensivo viola, poi Teuchert finalizza di destro al termine di un’azione originata da un grave errore in disimpegno di Ceccherini. Pioli ha testato la formazione che fra 8 giorni potrebbe affrontare a Marassi la Samp nella prima di campionato, con Norgaard regista al posto di Veretout (sicuro assente a Genova per squalifica) e in avanti Chiesa ed Eysseric a supporto di Simeone. Nella ripresa il debutto dei nuovi acquisti Mirallas e Pjaca. Buoni i segnali dalla linea mediana, con Gerson e Benassi molto propositivi, piu’ ombre che luci per Simeone e lo stesso Norgaard, ancora lontano dall’essere padrone della regia. La Fiorentina già in serata si trasferirà a Dortmund, poi il ritorno a casa e il ‘rompete le righe’.
(ITALPRESS).