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RINVIATE SAMPDORIA-FIORENTINA E MILAN-GENOA

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Rinviate Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa, match in programma per la prima giornata di A. Lo ha ufficializzato la Lega Serie A. In una nota, “il Presidente della Lega Serie A, viste le richieste di rinvio delle proprie partite, programmate per domenica 19 agosto alle ore 20.30, da parte delle Societa’ Genoa e Sampdoria, in conseguenza della tragedia che ha colpito la citta’ di Genova, e raccolto il parere favorevole da parte delle Societa’ Milan e Fiorentina, dispone il rinvio a data da destinarsi degli incontri Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa. Le date dei recuperi delle due partite – si legge – verranno comunicati nei prossimi giorni nel rispetto delle norme regolamentari in vigore”.
(ITALPRESS).

E.LEAGUE, ATALANTA AI PLAY-OFF CONTRO COPENAGHEN

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Missione compiuta per l’Atalanta, che approda senza problemi all’ultimo turno preliminare di Europa League. Forte della vittoria per 4-1 ottenuta una settimana fa in trasferta, la squadra di Gian Piero Gasperini controlla alla perfezione il match di ritorno e non si fa sorprendere dai modesti israeliani dell’Hapoel Haifa: finisce 2-0 e così tra sette giorni l’Atalanta potrà sfidare i danesi del Copenaghen nell’andata del play-off per la qualificazione alla fase a gironi. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, stadio che ospita le gare europee dei bergamaschi, i ritmi sono subito estivi e poche le emozioni. Gasperini fa turnover risparmiando Toloi, Palomino, Hateboer, Gosens e De Roon per testare alcuni nuovi innesti come Dijmsiti, Pasalic e Reca, mentre il giovane Pessina agisce ancora una volta sulla trequarti insieme a Gomez, alle spalle del centravanti Duvan Zapata. Il predominio tecnico e territoriale dell’Atalanta è subito evidente, ma per vedere la prima occasione da gol bisogna aspettare il minuto 24: Freuler dalla sinistra mette un pallone interessante sul secondo palo dove arriva Castagne, ma il portiere Setkus è attento nel respingere il colpo di testa dell’esterno nerazzurro. Un minuto dopo ci prova dall’altra parte Buzaglo, ma la conclusione non può impensierire Gollini. Le migliori opportunità per i padroni di casa arrivano attorno alla mezz’ora: clamorosa quella fallita da Castagne, che a porta vuota manca la palla sul preciso cross di Pessina; pochi secondi dopo ci prova anche il Papu Gomez, ma la sua punizione da ottima posizione si perde sul fondo. Nel finale del primo tempo l’Hapoel tenta la reazione: Tamas sfiora il palo con un colpo di testa sul corner battuto da destra, Ginsari e Plakushchenko (subentrato dopo mezz’ora all’infortunato Buzaglo) ci provano dalla distanza ma Gollini è sempre attento. Nella ripresa la trama non cambia e i ritmi si abbassano ancor più, a testimonianza di una qualificazione mai in discussione. L’Atalanta tiene in mano il gioco, crea poche occasioni fino al minuto 71 quando passa in vantaggio: l’ennesimo cross dalla destra di un Castagne molto attivo è capitalizzato da Zapata con un colpo di testa imparabile per Setkus. Il raddoppio degli orobici arriva invece al 92’ con il nuovo entrato Cornelius. L’Atalanta può dunque esultare e, dopo l’esordio di lunedì prossimo in campionato contro il Frosinone, concentrarsi sul Copenaghen, ultimo scoglio per strappare il biglietto per la fase a gironi dell’Europa League, dove aspettano già Lazio e Milan. L’andata è in programma giovedì 23 agosto a Reggio Emilia, il ritorno il 30 in Danimarca.
(ITALPRESS).

MARCHISIO DICE ADDIO ALLA JUVENTUS DOPO 25 ANNI

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Si chiude oggi, a sorpresa, la storia di Claudio Marchisio con la Juventus, dopo la rescissione consensuale del contratto. Lo annuncia il club bianconero.
“Una storia lunga 25 anni, quelli trascorsi dal primo giorno in cui il Principino, un soprannome che avrebbe ottenuto solo molto tempo dopo, ma che gia’ allora gli calzava a pennello, ha indossato per la prima volta la maglia bianconera. Lui ne aveva appena sette, una voglia matta di giocare e la testa piena di sogni – scrive la Juventus -. Gia’ allora, lo ha raccontato tante volte, sognava un giorno di continuare a vestire quella maglia, ma ‘tra i grandi’, in uno stadio vero, lottando per i trofei piu’ importanti. Ha aspettato, ha giocato e vinto con le Giovanili, ha esordito nell’anno piu’ difficile, quello della B, e’ andato a Empoli, per una stagione, e’ tornato. E ce l’ha fatta: 389 volte, 18° bianconero di sempre. Quando ormai era gia’ si era gia’ affermato in Prima Squadra, diceva di dover segnare di piu’, perche’ anche per un centrocampista i gol sono importanti. Ne ha fatti 37, 10 in una sola stagione, la 2011/12, chiusa in doppia cifra come un attaccante di razza. Voleva vincere. E ha vinto: quattro Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane e i sette scudetti del Mito”.
La Juve, nella nota, ricorda che “quei sogni di bambino li ha realizzati. Eccome. E con lui abbiamo sognato tutti. Perche’ vederlo crescere e diventare, anno dopo anno, uomo, marito, padre e’ stato quanto di piu’ gratificante ci potesse essere. Aver avuto la possibilita’ di accompagnarlo in questo suo percorso, scoprendolo campione, giorno dopo giorno, e’ stato un privilegio e un onore. E un piacere sara’ seguirlo ancora, con qualsiasi maglia indosso. Perche’ quella bianconera, lo sappiamo, fara’ sempre parte di lui e della sua storia. Grazie di tutto Claudio! E in bocca al lupo!”.

“Amo questa maglia al punto che, nonostante tutto, sono convinto che il bene della squadra venga prima. Sempre. In una giornata dura come questa, mi aggrappo forte a questo principio – scrive Marchisio su Instagram -. Siete la parte piu’ bella di questa meravigliosa storia, per questo motivo tra qualche giorno ci saluteremo in modo speciale – aggiunge il Principino -. D’altronde l’8 non e’ altro che un infinito che ha alzato lo sguardo”.
(ITALPRESS).

JUVE SUBITO CON RONALDO, ALLEGRI “MA PROFILO BASSO”

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Testa bassa e pedalare perchè mai come quest’anno sarà difficile vincere. Massimiliano Allegri veste i panni del pompiere alla vigilia della sfida del Bentegodi contro il Chievo che segnerà l’inizio ufficiale della stagione 2018-19 della Juventus. Si giocherà nella giornata dei funerali delle vittime di Genova (“ci adeguiamo a giocare nel giorno del lutto nazionale perché è così che hanno deciso ma le parole che sono state dette sono tutte superflue, perché quando accadono queste cose sono tutti bravi a parlare ma credo ci sia molto da fare”) e nella Juve che va a caccia dell’ottavo scudetto di fila non ci sarà più Claudio Marchisio, che ha rescisso. “Personalmente devo ringraziare Claudio perché in quattro anni con me ha dimostrato di essere un grande giocatore, un grande uomo e un grande professionista, esempio per tutti i giocatori che sono arrivati alla Juventus – ha aggiunto Allegri – Claudio è da 25 anni qui. Abbiamo preso questa decisione, condivisa con lui e ieri sera la società insieme a lui ha risolto il rapporto e Claudio andrà a fare un’esperienza da un’altra parte”. La Juventus parte ovviamente come grande favorita, ma ancora una volta Allegri ha predicato umiltà. “Domani parte una nuova stagione, più difficile, abbiamo acquistato Ronaldo che è il miglior calciatore al mondo, sono arrivati Can, Cancelo, Spinazzola, è tornato Bonucci. La squadra è migliorata ma anche le altre sono migliorate molto, è una stagione difficile e noi dobbiamo subito mettere da parte questo periodo di eccitazione e tornare con i piedi per terra perché domani alle 18 troveremo un Chievo che avrà voglia di fare l’impresa”. “Noi dobbiamo subito calarci nella realtà del campionato e per far questo bisogna avere grande rispetto degli avversari, tenere un profilo basso, lavorare e poi vincere le partite che è l’unica cosa che conta nel calcio. Domani ci vorrà una partita di buona intensità, di buon approccio mentale. Sono curioso anch’io di vedere la squadra domani, perché abbiamo giocato mezzora a Villar Perosa e 40 minuti con l’Under 23”. Allegri ha poi aggiunto che “non è questione di motivazioni che mancano. È questione di pensiero troppo positivo. Ci vuole equilibrio, sapere che per vincere bisogna fare. Ci sono da giocare partite, la Juventus tecnicamente è la migliore però bisogna dimostrarlo sul campo”. L’attesa dei tifosi invece è soprattutto per la Champions. “Quest’anno non è l’anno della Champions – ha risposto Allegri – perché da quando sono arrivato alla Juventus è sempre stato l’anno della Champions, del campionato e della Coppa Italia. Tutti gli anni la Juventus parte per vincere tutti i trofei, due volte ci siamo andati vicini e quest’anno ci riproviamo. L’obiettivo numero uno è passare il turno di Champions. Capisco che tutti siano eccitati, ma la realtà è quella del campo. L’altro giorno ho portato un esempio: il Real Madrid che lo scorso anno vinse la Champions dopo 10 giornate di campionato era a 20 punti dalla testa. Le motivazioni fanno la differenza, puoi essere la squadra più forte al mondo, ma se non hai le motivazioni giuste non vai da nessuna parte. Anche quest’anno deve regnare l’equilibrio, a marzo dobbiamo essere dentro a tutte le competizioni per poi potersi giocare le nostre chance, altrimenti avessimo già vinto campionato, coppa e Champions si potrebbe fare un anno di vacanza”. E quando gli è stato chiesto se questo possa essere l’ultimo anno alla Juve, Allegri ha risposto: “Già dopo il secondo anno dicevano che sarei andato via, questo è il quinto anno e sono molto orgoglioso di essere alla Juventus. Bisognerà fare un’annata giusta e importante e poi a marzo-aprile decideremo se andare avanti o prendere strade diverse. Alla Juventus sto bene, ma quello che contano poi sono i risultati. Sono molto molto contento e sono in sintonia con la società che ha sempre lavorato bene nel mercato e sono stati fatti passi in avanti, l’autostima a livello europeo è cresciuta tantissimo e chissà che quest’anno non tocchi a noi vincere la Champions, ma quello sarà un ‘problema’ che avremo da marzo in poi”. Sulla gara di domani, il tecnico ha dato già alcune indicazioni: “giocano Ronaldo, Szczesny, Chiellini, Bonucci e Pjanic oltre ai due terzini, Cancelo e Alex Sandro. Per gli altri devo decidere, comunque sono tutti in buona condizione”. Ronaldo sarà l’osservato speciale: “Rispetto a tutti gli altri campioni, lo dimostrano i numeri. Ha vinto 5 Palloni d’Oro eppure si mette sempre in discussione. Si vede subito che quelli come lui sono giocatori diversi. Vincere, continuare a vincere ed essere insieme a Messi il giocatore che ha fatto più gol in Champions e ha vinto più Palloni d’Oro è uno stimolo importante, ma questo non ci deve far pensare che c’è Ronaldo e vinciamo. È un valore aggiunto in una squadra che negli ultimi quattro anni ha giocato due finali di Champions e ha vinto quello che c’era da vincere”. Allegri ha poi spiegato che ci saranno “possibilità di giocare con vari sistemi di gioco” e che “i giocatori a seconda delle caratteristiche vanno messi in campo”. Infine sul mercato, il tecnico non si aspetta altro: “Kean? Al momento rimane, è un giocatore della Juventus e, se andrà via, andrà all’estero”.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI “QUI GRUPPO DI QUALITÀ, MERCATO OK”

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È tutto pronto in casa Napoli per l’esordio in campionato. Domani sera contro la Lazio in panchina ci sarà Carlo Ancelotti, vero volto nuovo degli azzurri per la serie A 2018-2019. L’allenatore ha il delicato compito di rendere la squadra partenopea nuovamente competitiva per lottare per lo scudetto. Secondo gli esperti il mercato non è stato all’altezza ma il tecnico di Reggiolo non la pensa allo stesso modo. “Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti credo che il mercato del Napoli sia stato in linea con le aspettative. Poi il giudizio lo darà come sempre il campo. Domani si inizia a fare sul serio: il giudizio però non arriva dopo poche partite ma alla fine”, ha detto Ancelotti in conferenza stampa.
Domani un esordio non facile contro la Lazio, un avversario che Ancelotti rispetta molto. “E’ reduce da un campionato straordinario. Ha un gioco diretto, organizzato: ha giocatori di prestanza e velocità. Sarà una bella partita: entrambe le formazioni giocheranno a ritmi alti”, ha spiegato il tecnico degli azzurri.
Si è parlato tanto di un top-player che in attacco non è arrivato. Ancelotti però si fida di chi ha a disposizione. “Le caratteristiche dell’attaccante centrale, che sia Milik o Mertens, sono identiche. I movimenti per sviluppare gioco sono uguali, pure Milik sa mandare dentro gli altri. Mertens ha più rapidità nella profondità, Milik più gioco aereo e posizione in area”, ha puntualizzato Ancelotti.
La Juve ha aumentato il gap; le altre sono notevolmente migliorate. Il mister azzurro ha una percezione diversa. “Io ho la conferma diretta di quello che pensavo prima di allenare il Napoli. Qui c’è un gruppo di qualità, sano e con qualità individuali che si combinano molto bene. Si è parlato tanto di mercato ma non c’era l’esigenza di stravolgere il gruppo che è sempre competitivo”, ha affermato l’allenatore dei partenopei.
Il sogno scudetto è indubbio ma Ancelotti da subito ha dettato il suo di obiettivo: “Bisogna far rendere al meglio questi giocatori, che hanno già fatto bene e possono fare meglio. Vogliamo essere competitivi in tutte le competizioni”.
La formazione dovrebbe essere quella dei soliti. “Non ho problemi a dare la formazione, solo che i giocatori non la sanno. Quindi quando la sapranno domani sera ve la dirò (ride, ndr). Dubbi ce ne sono ma ciò è positivo: molti meritano di giocare. Il sistema non cambierà, l’interpretazione sì: se offensiva, super-offensiva o difensiva si vedrà. Nelle ultime gare è mancato un po’ d’equilibrio e abbiamo lavorato su quello. Domani saremo equilibrati”, ha aggiunto Ancelotti.
“Sono molto emozionato: torno in Italia dopo 9 anni, tanto è cambiato, ma sono contento di essere qui. Purtroppo questa vigilia è funestata da questa disgrazia accaduta a Genova, ha cambiato l’umore di tutta Italia, ma a livello personale sono felice di essere tornato”, ha puntualizzato il tecnico del Napoli.
(ITALPRESS).

FEDERER E DJOKOVIC IN SEMIFINALE A CINCINNATI

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Roger Federer contro David Goffin, Nole Djokovic contro Marin Cilic. La pioggia concede una tregua e si delineano le due semifinali del “Western & Southern Open”, settimo dei nove tornei Atp Masters 1000 stagionali (montepremi pari a 5.699.360 dollari), in corso sul cemento di Cincinnati (combined con un WTA Premier 5 femminile), in Ohio. Lo svizzero, numero 2 del tabellone, si aggiudica il 24esimo derby con Stan Wawrinka (21-3 il bilancio totale, 16-0 sul veloce) per 6-7(2) 7-6(6) 6-2. Wawrinka arriva a due punti dal match nel secondo tie-break (6-6), poi crolla sotto i colpi del fuoriclasse di Basilea, a caccia dell’ottavo titolo a Cincinnati. Sulla strada di Federer c’è ora David Goffin, 11esima testa di serie, che mette fine alla corsa di Juan Martin Del Potro (n.4) per 7-6(5) 7-6(4). Goffin ha sconfitto Federer nell’ultimo confronto, la semifinale delle Atp Finals 2017, ma quello resta il primo e unico successo a fronte di sei sconfitte.
Djokovic si conferma la bestia nera di Milos Raonic: 7-5 4-6 6-3 il punteggio a favore del serbo, che per la nona volta in altrettanti confronti ha la meglio. L’ex numero uno del mondo se la vedrà ora col campione dell’edizione 2016, Marin Cilic, vittorioso per 7-6(7) 6-4 su Pablo Carreno Busta. Djokovic proverà a raggiungere ora la sua sesta finale a Cincinnati, unico Masters 1000 assente nel suo palmares.

Nel tabellone femminile – Wta Premier 5 da 2.874.299 dollari -Lesia Tsurenko spaventa Simona Halep ma la rumena si ricorda di essere la numero uno al mondo e si guadagna la semifinale. Sotto 1-4 e 0-40, la Halep si aggiudica 11 dei 12 giochi successivi, imponendosi per 6-4 6-1, e continua così la caccia alla doppietta Montreal-Cincinnati. Prossima avversaria la sorprendente bielorussa Aryna Sabalenka, 20 anni, che ha stoppato per 6-3 6-4 la 13esima favorita del seeding, Madison Keys. Halep e Sabalenka si sono già affrontate una volta, a inizio anno a Shenzhen: netto successo della rumena nei quarti.
L’altra semifinale vedrà di fronte Petra Kvitova e Kiki Bertens. La ceca, ottava testa di serie, supera 7-5 5-7 6-3 Elise Mertens (n.15) e centra la prima semifinale in due anni sul cemento americano (l’ultima volta fu al Connecticut Open 2016) mentre era addirittura dal 2012 che non arrivava così lontano a Cincinnati. La Bertens, invece, elimina Elina Svitolina per 6-4 6-3, ottenendo da Wimbledon ad oggi la sesta vittoria contro una Top Ten. Ora il terzo confronto stagionale con la Kvitova, con bilancio in perfetta parità: successo della ceca a Madrid, rivincita della Bertens la scorsa settimana a Montreal.
(ITALPRESS).

ALONSO NON HA RIMPIANTI “F.1 ORMAI PREVEDIBILE”

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Non esclude un ripensamento in futuro, anche perchè “sono ancora giovane, ho 37 anni, non 45, quest’anno sto disputando 27 gare e mi sento ancora forte”, ma Fernando Alonso ammette di sentirsi quasi sollevato dopo l’addio alla Formula Uno. Attualmente a Silverstone per prendere parte alla tappa del Mondiale Wec con la Toyota, il pilota spagnolo confessa che il circus “non è più quello che sognavo o che vivevo fino a qualche anno fa. Ho deciso di dire basta – racconta a ‘L’Equipe’ – perchè in pista non c’è più quasi nulla, si parla più di quello che succede fuori, dei messaggi radio, delle polemiche. È un brutto segno. Penso invece che altre discipline possano offrire più divertimento, più gioia, più felicità, è quello che cerco”.

Pronto a dividersi fra il Mondiale Endurance e una nuova esperienza alla 500 Miglia di Indianapolis, secondo Alonso “in passato era difficile prevedere cosa sarebbe successo a Spa o a Monza. Oggi possiamo scrivere in anticipo i nomi dei primi 15 con un margine di uno o due errori. È dura vedere come tutto sia diventato prevedibile. Quando facciamo i test invernali a Barcellona, già dopo il primo giorno sappiamo cosa succederà fino al Gran premio di Abu Dhabi di novembre. Io alla fine, dopo 18 anni in Formula Uno, ho realizzato più di quanto avessi sognato ma penso ai più giovani, che devono convincersi che nella prossima stagione avranno una macchina più competitiva o sperare di essere contattati da un’altra scuderia. È diventato difficile, se sei ambizioso, essere soddisfatti in F1”.

E ai media spagnoli ribadisce: “lasciare la Formula Uno mi rende felice anche per tutto quello che ho ottenuto, perchè anche se a un certo punto sembrava la normalità, per me è sempre stato eccezionale. Lottare per il titolo, essere riconosciuto in tutti i Paesi, l’ho vissuto per 15 anni della mia vita, non due o tre. E poter prendere io la decisione di non andare avanti e sapere che il 50-70% del paddock ti considera il pilota migliore, è una soddisfazione enorme”.
(ITALPRESS).

THOMAS “NEL 2019 SARÒ AL GIRO D’ITALIA, RESTO IN SKY”

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“Resto alla Sky: è una famiglia per me. Nel 2019 vorrei presentarmi al top al Giro d’Italia”. Così il fresco vincitore del Tour de France, Geraint Thomas, rientrato ieri sera nel circuito internazionale, vincendo da protagonista il criterium Kortrijk Koerse, in Belgio. Adesso il 32enne gallese prenderà parte dal 23 al 26 agosto al Giro di Germania, tornato nel calendario Uci dopo nove anni di assenza. Intanto, ha parlato delle sua posizione contrattuale con il team britannico e dei suoi progetti futuri.
“Sky è come casa mia. La scorsa settimana ho fatto un picnic con Chris Froome e sua moglie. Con noi c’era anche Luke Rowe. Devo tutto a questa squadra. Anche se non è certo al 100 per 100 e se non ho ancora firmato, penso proprio che rimarrò in Sky. Credo che la firma potrebbe arrivare la prossima settimana”, ha detto Thomas.
“Il 2019? Voglio concentrarmi sul Giro d’Italia. Devo parlarne con il team e vedere come fare: ci tengo tanto dopo la caduta dell’anno scorso. Fare il Giro e il Tour insieme? Quello che sono riusciti a fare sia Chris Froome che Tom Dumoulin quest’anno è qualcosa di fantastico. Non so però se riuscirò a farlo anche io il prossimo anno: vedremo”, ha aggiunto il gallese.
(ITALPRESS).