E’ ufficiale: Miralem Pjanic ha prolungato il contratto che lo lega alla Juventus fino al 2023. Ad annunciarlo il club bianconero. “Continuera’ quindi una storia, iniziata nell’estate di 2 anni fa, che ha visto Miralem diventare, partita dopo partita, un elemento sempre piu’ imprescindibile per la Juventus, un vero e proprio pilastro del centrocampo – scrive la Juve sul proprio sito -. Prima ancora che i numeri (lusinghieri), parlano le immagini per il nostro numero 5: quel modo di trattare il pallone, a centrocampo e non solo, quel secondo in cui alza la testa, e sa esattamente come fare iniziare un’azione offensiva, magari con un lancio o un appoggio decisivo. Miralem e’ classe, intelligenza, talento. Nei suoi due anni alla Juventus Pjanic e’ sia il giocatore bianconero che ha fornito piu’ assist (17) sia quello che ha creato piu’ occasioni da gol (120) in Serie A. Nell’ultima stagione, invece, e’ l’unico centrocampista centrale ad aver segnato almeno cinque gol e fornito almeno cinque assist, in tutto il campionato. Qualita’ non solo in fase offensiva, dato che in questi anni bianconeri ha reso ancora piu’ evidenti anche le sue capacita’ di recupero nella meta’ campo bianconera. E poi quelle magnifiche punizioni: 15 in gol, da quando ha esordito in serie A, secondo nei top 5 campionati europei. Miralem e’ Miralem. E continuera’ ad essere bianconero”.
“Sono molto felice di prolungare il mio contratto fino al 2023 con questo fantastico club”, scrive Pjanic su Twitter.
(ITALPRESS).
JUVENTUS E PJANIC INSIEME FINO AL 2023
GALLINARI “SPERO DI UNIRMI PER I MONDIALI DEL 2019”
“Sfortunatamente non potrò unirmi alla Nazionale di basket per le prossime partite di qualificazione ai Mondiali”. Così Danilo Gallinari, con un apposito comunicato, ha spiegato il suo forfait azzurro di queste ore. Nella lista dei 15 giocatori convocati dal commissario tecnico dell’Italia, Meo Sacchetti, per il training camp di Pinzolo, in vista delle gare di settembre contro Polonia e Ungheria, non sono presenti tanto Marco Belinelli e Alessandro Gentile (come previsto) quanto l’ala dei Los Angeles Clippers, che ha spiegato i motivi della sua assenza. “Rappresentare il mio Paese è da sempre importante per me, non vedevo l’ora di giocare con l’Italia. I consulti con i Clippers, lo staff medico e il mio agente hanno portato però alla conclusione che è meglio io rimanga negli Usa per prepararmi alla stagione Nba anziché partecipare a queste partite”, ha chiarito Gallinari.
“Il mio obiettivo è iniziare forte la stagione fin dal training camp per assumere il ruolo di leader della squadra. Auguro il meglio alla Nazionale e spero di unirmi alla squadra per i Mondiali l’anno prossimo con l’identico obiettivo di competere e vincere al più alto livello”, ha concluso l’ala dei Los Angeles Clippers.
Questi i convocati dell’Italia per il ritiro di Pinzolo: Awudu Abass (1993, 200, A, Germani Basket Brescia); Pietro Aradori (1988, 196, A, Segafredo Virtus Bologna); Paul Biligha (1990, 200, C, Umana Reyer Venezia); Christian Burns (1985, 203, A/C, A|X Armani Exchange Milano); Andrea Cinciarini (1986, 193, P, A|X Armani Exchange Milano); Luigi Datome (1987, 203, A, Fenerbahce – Turchia); Amedeo Della Valle (1993, 194, G, A|X Armani Exchange Milano); Ariel Filloy (1987, 190, P, Sidigas Avellino); Diego Flaccadori (1996, 193, G, Dolomiti Energia Trentino); Nicolo’ Melli (1991, 205, A, Fenerbahce – Turchia); Brian Sacchetti (1986, 200, A, Germani Basket Brescia); Amedeo Tessitori (1994, 208, C, De’ Longhi Treviso Basket); Stefano Tonut (1993, 194, G, Umana Reyer Venezia); Luca Vitali (1986, 201, P, Germani Basket Brescia); Michele Vitali (1991, 196, G, MoraBanc Andorra – Spagna).
(ITALPRESS).
ROSSI “IMPORTANTE CAPIRE SE YAMAHA VUOLE VINCERE”
“È una stagione complicata perché credo che in questo momento la Yamaha non sia competitiva come Honda e Ducati”. Come suo solito, Valentino Rossi non le manda a dire e, in un’intervista sul sito www.motogp.com, si interroga sulla reale forza della sua moto a pochi giorni dal Gp di Gran Bretagna. “Manca ancora molto alla fine stagione ed è frustrante non riuscire a migliorare – assicura il fuoriclasse pesarese, secondo alle spalle di Marquez nella classifica mondiale piloti – Per me è molto importante capire se Yamaha vuole vincere, ma è anche fondamentale capire quanto si vuole sforzare per risolvere la situazione. Ora sono secondo, è una buona posizione, ma credo sia difficile tenerla fino alla fine. La cosa peggiore è che non solo abbastanza veloce per mettere pressione a Marquez”. Il ‘Dottore’ non ha invece nulla da dire sulla sua condizione fisica: “Quest’anno mi sento molto in forma. Mi sento molto forte ed è un peccato essere fermato solo dai problemi alla moto. Mi alleno tanto e sto bene, arrivo a fine gara che potrei tranquillamente fare altri cinque giri a tutta”. La cosa più importante, rimarca ancora Rossi, che compirà 40 anni a febbraio, “è essere in grado di migliorare la moto e me stesso. È una grande motivazione. Quando riesco a cambiare il mio stile di guida, ad esempio, o la mia posizione in sella, o il mio modo di frenare ed accelerare per me è bellissimo, è una grande soddisfazione e mi fa sentire al meglio. Se non riuscissi a fare questa evoluzione continua potrei benissimo starmene a casa a guardare le corse sul divano”. Rossi, vincitore in carriera di nove titoli iridati, ha toccato anche l’argomento ritiro, non ancora in agenda: “In questi due anni deciderò che cosa fare, se smettere o continuare ma in questo momento non lo so. È una cosa molto lontana, abbiamo ancora due stagioni e più da vivere. Il problema è che inizio ad avere una certa età sportivamente parlando e, ad un certo punto, dovrò fermarmi anche se correre è la mia vita. Se dovessi lasciare con le moto credo che proverò a competere con le macchine, la velocità e le corse sono tutto per me. Ma lo farò con molto più relax. Allo stesso tempo continuerò a lavorare con i giovani piloti e forse estenderemo il nostro team alla MotoGp. Ma sono solo idee. So solo – conclude – che quando appenderò il casco al chiodo sarà un momento molto triste e difficile”.
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CR7 “VOGLIO LA CHAMPIONS, FERGUSON COME UN PADRE”
“Sono molto felice, la squadra è forte. Come tutti sanno, la Juve è uno dei top team al mondo. Sono davvero entusiasta”. Lo dice Cristiano Ronaldo in una lunga intervista a Dazn, di cui è diventato global brand ambassador. “A Torino mi sto ambientendo benissimo, sono molto felice – afferma il 5 volte Pallone d’oro – Ci sono condizioni straordinarie. Sono piuttosto sorpreso, in positivo. Ci alleniamo duramente ogni giorno. Non c’è mai un giorno facile. E mi sento davvero entusiasta e felice. Mi piace come ci si allena, la mentalità. E’ positivo. Gli italiani hanno dei metodi particolari. Sono molto, molto professionali. Per questo mi trovo bene”. Il nuovo attaccante della Juventus spiega così la sua scelta: “Ci sono cose nella vita che sembrano dettate dal destino e in questo caso è stato così. Non mi sarei mai aspettato di giocare in questo club, ma certe cose avvengono in maniera naturale. Come tutti sanno, la Juve è uno dei top team al mondo. Per me – aggiunge – è stata una decisione facile. Chiaramente quello che ho fatto al Real Madrid è stato incredibile. Ho vinto tutto con quella squadra, e ho tanti amici lì. La mia famiglia vive lì. Però decidere di venire in questo club straordinario è stato facile, perchè hanno dimostrato di volermi più di tutti. Mi hanno dato un’opportunità e ora sono felice, e voglio tentare di scrivere la storia anche con questo club. E sono felice”. Contro la Juventus ha segnato uno dei gol più belli, se non il più bello nella storia della Champions League, con tanto di standing ovation dei tifosi bianconeri. “Alcuni dicono che quell’episodio mi abbia influenzato, altri dicono di no. Io – precisa, come riporta ‘tuttojuve.com’ – posso solo dire che spesso sono i piccoli dettagli a fare la differenza, per cui…diciamo che quel che ho visto in quello stadio mi ha facilitato, onestamente. Mi dispiace aver segnato contro la mia squadra attuale, ma quello fa parte del passato. Credo che sia stato il gol più bello della carriera finora. E naturalmente quando la gente allo stadio ha iniziato ad applaudirmi, sono rimasto senza parole. Non mi era mai accaduto niente di simile”.
L’obiettivo quest’anno è la Champions League? “Naturalmente – replica CR7 – voglio vincere questo trofeo con la Juve. Ce la metteremo tutta, io e i miei compagni, ma non sarà un’ossessione, passo dopo passo e poi vedremo. Quest’anno, l’anno prossimo, fra tre anni. L’importante per questo club è vincere, la Serie A, la Coppa Italia e avanzare il più possibile in Champions League. La maglia numero 7? Ne ho parlato prima con il club e poi naturalmente con Cuadrado che aveva il 7 l’anno scorso, e lui ha detto: ‘Non c’è problema, ti cedo volentieri la numero 7′. E’ andato tutto bene. Mi ha sorpreso la disponibilità del club e anche quella di Cuadrado. Sono felice di poter continuare a indossare la numero 7”. Una volta ha detto che Alex Ferguson è stato come un padre, Ronaldo conferma: “Certamente. E’ stato importantissimo per me all’inizio della carriera. Mi ero appena trasferito dallo Sporting Lisbona al Manchester United e avevo ancora la mentalità portoghese, per così dire. Troppi doppi passi, spesso non prendevo la decisione giusta. E lui – ricorda – mi ha insegnato a migliorare questi aspetti. In Premier League sono tosti, non te le mandano a dire. E, come ho già detto tante volte, è stato lui a insegnarmi tutto. Per questo lo considero come un padre nel calcio, perchè mi ha aiutato tantissimo al Manchester United”. Gli chiedono come affronti la pressione, Ronaldo ammette che “non è facile, però ci sono volte in cui mi piace giocare sotto pressione. Una pressione positiva. Caricarsi di troppe responsabilità può avere un effetto negativo su di te. Comunque subire pressioni fa parte del mio lavoro. Devi imparare a conviverci. Fa parte dell’essere CR7. Giocare sotto pressione fa parte del mio DNA, ma non è un problema, so come gestirmi”.
Nell’intervista a Dazn si parla anche del lato familiare di Ronaldo. “Avere tre bambini per casa è una sensazione incredibile. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. E’ bello vederli crescere giorno per giorno. E tutte le domande che ti fanno, il modo in cui ti guardano e ti sorridono, quando si rendono conto che sei il loro papà. Mi diverto un mondo e mi godo ogni momento non solo con il più grande, Cristiano, che ha otto anni. Mi chiamano sempre papà. E’ una bellissima sensazione. Ho due bambine e un maschietto. Adesso iniziano a dire le prime paroline. Cominciano a camminare. E’ un viaggio stupendo che sto godendo a pieno. Onestamente, sono loro che mi danno la forza di alzarmi ogni mattina per allenarmi e dare sempre il massimo per avere successo in quello che faccio. E’ fantastico, sono davvero fortunato. Come ha preso Cristiano jr questi nuovi arrivi? In effetti lui è molto competitivo. E’ come me da piccolo. Non gli piace perdere. Diventerà come me, ne sono sono sicuro al 100%. Mi piace insegnargli alcune cose, ma alla fine sceglierà lui cosa fare e avrà sempre il mio sostegno. Però certo, mi piacerebbe che diventasse un calciatore perchè penso che anche lui abbia quella passione. E’ potente, veloce, ha buona tecnica, un buon tiro. Ma alla fine sarà lui a decidere. E poi è ancora giovane. Non gli metterò pressione, però – conclude – naturalmente per me sarebbe un sogno vederlo un giorno diventare calciatore”.
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RAIKKONEN SCALDA IL MOTORE PER IL GP DEL BELGIO
Tornano a rombare i motori del circo della Formula 1. Domenica i bolidi su 4 ruote sfileranno nel Gp del Belgio, lungo il circuito di Spa-Francorchamps. A presentarlo, con grande enfasi, sul sito ufficiale della Ferrari, è il pilota finlandese Kimi Raikkonen.
“La pausa estiva è finita. Si torna al lavoro per un classico della Formula 1. Il tornante de La Source? C’è una curva in salita che permette di frenare tardissimo. Nel punto di corda è possibile scegliere diverse traiettorie. In uscita bisogna accelerare gradualmente”, ha detto il ferrarista.
Poi a proposito dell’Eau Rouge ha aggiunto: “Non c’è altra curva al mondo nella quale puoi provare una forza G verticale così elevata per la compressione all’ingresso, forti accelerazioni laterali nella parte centrale e forze G negative in cima senza visibilità”. Infine, sulla curva Pouhon: “E’ una curva in discesa molto veloce. Penso che sia il punto in cui raggiungiamo la forza G laterale più elevata di tutto il mondiale. Lo scorso anno era intorno ai 6G. Semplicemente incredibile”.
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GASPERINI E PERCASSI “VOGLIAMO I GIRONI”
“A Reggio Emilia vogliamo vincere”. Queste le parole del presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, all’emittente Bergamo Tv, riferendosi alla squadra orobica che affronterà domani sera (il via alle 20), al Mapei Stadium, il Copenaghen, nell’andata dei play-off di Europa League. I nerazzurri cercheranno di trarre subito il massimo vantaggio contro i danesi, così da trasferirsi la prossima settimana dalle loro parti per la sfida di ritorno senza affanni. Il Copenaghen, tuttavia, si presenta con credenziali da non sottovalutare affatto. Per l’Atalanta, al pari degli avversari, c’è in palio il proseguimento nella competizione continentale.
Per questo motivo Gian Piero Gasperini ha messo “alla frusta” la sua squadra, sottoponendola a una serie interminabile di allenamenti mirati. A disposizione del mister piemontese tutti i titolari, a eccezione dei lungodegenti Ilicic (per un’infezione) e Varnier (legamento del ginocchio) e dell’acciaccato Palomino. Quanto alla formazione, probabile in partenza la conferma degli undici che hanno iniziato la gara contro il Frosinone. L’incertezza numero uno resta chi preferire tra Zapata e il diciannovenne Barrow come partner d’attacco dello scatenato Papu Gomez. Unico ex, la punta nerazzurra Cornelius, che inizierà dalla panchina. A sostenere gli orobici quasi diecimila supporter che raggiungeranno Reggio con una ventina di pullman e con mezzi propri.
In conferenza stampa, a Reggio Emilia, le parole di Gasperini. “Ci stiamo preparando sodo da luglio per giocarci la qualificazione ai gironi della Europa League. Figuriamoci se non riteniamo assai importante la gara contro il Copenaghen, temibile sotto parecchi aspetti”, ha detto il tecnico dell’Atalanta. Sulla domanda su chi priviligerà tra Barrow e Zapata al centro dell’attacco, però, Gasp, ha preferito glissare. “Barrow è bravissimo; Zapata è appena arrivato. Valuterò di volta in volta la maglia da assegnare all’uno o all’altro. Sia chiaro l’avere alternative è un vantaggio enorme”. “Dobbiamo concentrarci sino in fondo. Gli avversari di domani sono una squadra molto forte”, ha puntualizzato Gasperini.
Telegrafico il centrocampista Remo Freuler. “Non dovremo pensare minimamente al campionato ma al Copenaghen, descritto all’unanimità come formazione di rango. Vogliamo andare ai gironi: sono due match fondamentali per noi”, ha detto il centrocampista svizzero.
A sua volta, il tecnico danese Stale Solbakken ha affermato: “Abbiamo una montagna ripida da scalare. E’ evidente che non siamo stati fortunati ‘pescare’ l’Atalanta, che è molto competitiva in ogni reparto. Inoltre, i bergamaschi sono galvanizzati per il poker di reti messi a segno contro il Frosinone nel match d’inizio campionato. Ciò nonostante non partiamo battuti”.
“Siamo in una buona condizione di forma, come del resto conferma il primato in classifica in Danimarca. Le sfide da 180 minuti sono delicate: sarà importante gestire entrambi i confronti con la giusta mentalità”, ha aggiunto il tecnico dei danesi.
(ITALPRESS).
US OPEN DA LUNEDÌ, FOGNINI E CECCHINATO TESTE DI SERIE
Sono state annunciate le teste di serie degli Us Open, quarto e ultimo Slam della stagione, al via lunedì a New York sui campi in cemento di Flushing Meadows. Il numero uno del tabellone maschile sarà Rafa Nadal, numero uno della classifica mondiale e campione in carica (dodici mesi fa il terzo trionfo del mancino spagnolo dopo quelli nel 2010 e 2013, quando era anche in quei casi il primo favorito). Lo seguono nel seeding Roger Federer, Juan Martin Del Potro e il 21enne tedesco Alexander Zverev, numero 4 della classifica mondiale, con quinta testa di serie al sudafricano Kevin Anderson, finalista lo scorso anno, e sesta a Novak Djokovic, trionfatore a Wimbledon e domenica scorsa nel “1000” di Cincinnati così da completare il “Career Golden Masters”. Sono due i tennisti azzurri compresi nel seeding: il ligure Fabio Fognini al numero 14 e il siciliano Marco Cecchinato 22esima testa di serie.
La prima testa di serie del tabellone femminile è la numero uno del mondo Simona Halep, che al Roland Garros ha finalmente sfatato il tabù Slam, seguita nel seeding dalla danese Caroline Wozniacki (due volte finalista, nel 2009 e 2014) e dalla statunitense Sloane Stephens, campionessa in carica.
Le altre giocatrici presenti tra le teste di serie ad aver già vinto il titolo a New York sono Angelique Kerber, numero 4 del seeding, Venus Williams (16), Serena Williams, sei volte campionessa a Flushing Meadows, alla quale è stata attribuita la 17esima testa di serie, anche se attualmente è numero 26 del ranking Wta, e Maria Sharapova (20). Presente nel seeding anche la rumena Mihaela Buzarnescu, numero 20 Wta, infortunatasi alla caviglia a Montreal.
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PRESIDENTE NIZZA “VOGLIAMO MARIO COME NOSTRO LEADER”
“Mi dà fastidio che molte persone pensano che Mario abbia fatto qualcosa di sbagliato. Perché non è vero. Raramente entriamo in tali dettagli, ma oggi sembra che sia necessario farlo”. Così il presidente del Nizza Jean-Pierre Rivère inizia un’intervista al sito ufficiale della società francese per spiegare la posizione dell’attaccante italiano, che dopo un’estate di trattative varie, soprattutto con il Marsiglia, alla fine è rimasto con la squadra della Costa azzurra. “Mario mi ha sempre detto ‘Se il Nizza rimane al top, posso stare qui a lungo’. Alla fine del primo anno, eravamo in Europa e se sei in Europa hai la capacità finanziaria di trattenere Mario, soprattutto in termini di salario. Dal momento che alla fine dell’anno scorso sapevamo che non eravamo in Europa, ne abbiamo parlato e il contratto in essere gli dava il diritto di andare altrove ed è stato normale che Mario abbia ascoltato altre offerte. Ne ha ricevuta una molto alta dalla Cina che in pochi avrebbero rifiutato. Il progetto sportivo offerto dal Marsiglia, aggiunto alle condizioni finanziarie, lo interessavano. Quindi, con il nostro accordo, ha parlato con il Marsiglia e visitato le loro strutture. Ma allo stesso modo, lo ha fatto con altri club francesi e stranieri. Non era con noi al primo giorno di allenamento. Questo potrebbe aver ferito alcuni tifosi…” racconta Rivere.
“Ma Mario non è stato irrispettoso nè verso il club, l’allenatore o i tifosi. Nella sua testa, non era più a Nizza. Stava per andarsene, era anche squalificato le prime tre giornate. Per lui era chiaro ed aveva il diritto di andarsene, siamo stati noi a darglielo. Quando gli abbiamo chiesto di tornare ad allenarsi, lui ha capito e lo ha fatto subito. Il caso è dunque chiuso” ha aggiunto il numero uno della società francese. “Durante questo periodo, non sapevamo cosa volevamo. La situazione di Mario non si risolveva, avevamo una possibilità di provarci. E lo abbiamo fatto, formulando lunedì un’offerta a Mario e dandogli 24 ore per decidere. Lui dopo 2-3 ore mi ha chiamato dicendomi ok, mettendo da parte la parte economica. Ha seguito il suo cuore. Niente alternative? Chi lo pensa ha torto. Ha fatto questa scelta nonostante la mancanza delle coppe ed uno stipendio inferiore a quello che avrebbe potuto avere altrove. È più che soddisfatto di questo club e vogliamo dargli un ruolo come leader. Siamo molto contenti di questa situazione, abbiamo un giocatore che ha completamente investito nel nostro progetto”.
Ed ha concluso:”La gente non può realizzarlo, ma avere Mario Balotelli a Nizza per tre stagioni, senza investire in un euro in commissioni di trasferimento, è un’incredibile opportunità. Quest’anno, il club ha il decimo budget più grande del campionato. È molto difficile tirare fuori questo tipo di colpo, ci siamo battuti. Abbiamo mostrato molta pazienza prima di prendere al volo questa opportunità”.
(ITALPRESS).










