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MARQUEZ “OBIETTIVO E’ SEMPRE VINCERE”

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Marc Marquez arriva all’appuntamento di Silverstone con 59 punti di vantaggio sul secondo in classifica (Rossi, ndr); ma questo non impedirà al leader e campione in carica della MotoGP di correre come suo stile: attaccando. “Penso che l’attacco sia la miglior difesa. In Austria abbiamo avuto un ottimo weekend, accumulando punti importanti per noi, ma ora siamo a Silverstone che presente un asfalto rifatto. Speriamo di avere delle condizioni meteo positive. Dovremo capire l’aderenza dei pneumatici per cercare di vincere o di essere comunque sul podio” dice il portacolori della Honda Hrc in conferenza stampa. Valentino Rossi è secondo in classifica, ma il nove volte campione del mondo non è molto contento del comportamento della sua Movistar Yamaha, anche se la pista inglese è una di quelle in cui la M1 rende meglio. “Sulla carta possiamo essere un po’ più forti a Silverstone. Negli ultimi anni le gare sono andate bene, ed è un piacere guidare su un circuito in cui si è forti” dice il pesarese. “L’anno scorso c’è stata la presenza del sole dal venerdì alla domenica, ma quest’anno sarà un po’ più difficile, ma speriamo che sia buono domenica”. Vincitore dell’ultimo appuntamento in Austria dopo un entusiasmante duello con Marquez, Jorge Lorenzo è risalito in terza posizione nella generale, ma a 71 lunghezze dal connazionale. “Sarebbe bello vincere anche a Silverstone. E’ un buon momento per noi. Veniamo da una vittoria e abbiamo fatto degli ottimi test. Io ho una buona sensazione su un tracciato che mi piace abbastanza. Sarà importante avere delle buone condizioni meteo, anche se sembra difficile avere il sole per tutto il weekend, ma speriamo di avere almeno una gara asciutta” dice il campione mallorchino.
Il suo compagno di team Andrea Dovizioso, trionfatore della passata edizione, spera di ripetersi anche domenica. “L’obiettivo è ovviamente vincere. Siamo abbastanza veloci su tutti i circuiti e credo di essere molto competitivo anche su questo circuito che è lungo e poi con un asfalto nuovo, con l’incognita di come si comporteranno le moto” dice il forlivese della Ducati. Per Cal Crutchlow quella di Silverstone è la gara di casa ed il veloce e grintoso pilota britannico ci arriva proprio nel giorno in cui la Honda Hrc ha confermato di fornire al team LCR di Lucio Cecchinello per altre due stagioni una moto ufficiale. “E’ un giorno perfetto per condividere il sostegno di Hrc per i prossimi due anni. Speriamo di fare dei buoni risultati sulla pista du casa” dice Cal.

VETTEL “MANTENERE LA VELOCITA’ OVUNQUE”

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Il Circus della Formula 1 è tornato al lavoro dopo la pausa estiva. Anche la Scuderia Ferrari è pronta a dare il meglio in questo weekend del GP del Belgio. I suoi piloti, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, si preparano per la gara di domenica a Spa-Francorchamps, una pista che piace davvero a tutti. “Ho trascorso le mie vacanze in relax con la mia famiglia, andando a nuotare, a correre e in bici” Seb spiega. “Ora siamo tornati a lavoro su una pista che ci piace moltissimo perché è un circuito per piloti, dove si può fare una certa differenza. Come di consueto dopo la pausa estiva, avremo alcuni sviluppi sulla macchina. Da questo momento in poi la chiave sarà mantenere la velocità ovunque. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro finora nel far crescere la squadra, ed è per questo che sono fiducioso per il resto della stagione. Ci sono state gare in cui eravamo in vantaggio in termini di prestazioni, ma non abbiamo ottenuto tanti punti quanto avremmo potuto, ma lo stesso è capitato anche ai nostri avversari”. Kimi, quattro volte vincitore sul circuito di Spa, ha aggiunto: “Mi piace moltissimo il disegno di questo circuito e guidare qui è fantastico. Preferivo la parte vecchia della pista, nella zona della chicane Bus stop, ma a parte ciò il tracciato non è cambiato poi molto. Questa pista permette di assistere a gare avvincenti, per cui è bello per noi così come per il pubblico. Vedremo come sarà il tempo; qui può cambiare molto in fretta; può anche piovere in un punto e nella curva successiva essere asciutto. Dovremo saperci adattare nel migliore dei modi. Come in qualsiasi altra gara, non si sa dove saremo rispetto agli altri. Lo scopriremo nel corso del weekend, ma soprattutto domenica. Continueremo a fare sempre lo stesso lavoro fatto fino ad oggi e vedremo quali saranno i risultati”.
(ITALPRESS).

L’ATALANTA NON SFONDA, 0-0 CON IL COPENAGHEN

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Poca precisione sotto porta e ancor meno fortuna per l’Atalanta nella gara d’andata dello spareggio per l’accesso ai gironi di Europa League. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia i nerazzurri non vanno oltre lo 0-0 contro un Copenaghen tutt’altro che irresistibile. Come più volte ribadito dal tecnico Gian Piero Gasperini, la qualificazione ai gironi della seconda competizione continentale è l’obiettivo principale di questa prima parte di stagione e in campo si vede. Gli orobici mettono subito grande aggressività, sorprendendo il Copenaghen. Al 6’ Gomez tenta il colpo addirittura da metà campo senza spaventare il portiere avversario Joronen, che invece deve impegnarsi pochi secondi dopo per alzare in corner la conclusione potente di Pasalic dal limite dell’area. L’Atalanta arriva con facilità ai venti metri e ci prova a ripetizione: centrale il tentativo di Barrow al 10’, insidioso il destro di Freuler al 16’ e ancor più il tiro di Gomez pochi secondi dopo, con il pallone che sfiora la traversa. Superato il primo quarto d’ora, il Copenaghen entra però nel match, si organizza e limita le trame offensive dei padroni di casa. In avanti i danesi non si fanno mai vedere nel primo tempo, fatta eccezione per due tentativi impossibili dalla lunga distanza, ma dietro tremano una sola volta, al 32’, quando l’arbitro ceco Pavel Kralovec annulla giustamente il gol dell’Atalanta perché Barrow, in posizione di fuorigioco, devia il tiro di Gomez. L’innocuo colpo di testa dell’attaccante gambiano, facilmente bloccato da Joronen, chiude un primo tempo poco soddisfacente per Gasperini, che dopo l’intervallo rafforza il reparto offensivo mandando in campo Zapata al posto di Pasalic. I risultati si vedono. L’Atalanta attacca a testa bassa, i tentativi di Gomez, Barrow e Zapata non spaventano la difesa danese che però dal 60’ è chiamata agli straordinari. Joronen nega la gioia del gol ad Hateboer, poi Gomez sfiora il palo con un gran destro dai venti metri. Il portiere finlandese è attento sul pallonetto di Zapata al 68’ e fortunato tre minuti dopo perché la conclusione di Hateboer finisce fuori di poco complice una deviazione. La partita è a senso unico, l’Atalanta assedia l’area danese, ma Joronen è ancora reattivo nel respingere il potente sinistro di Barrow al 79’. E al minuto 89 vola ancora per deviare in corner il tiro di Gosens. Il fortino del Copenaghen resiste, l’Atalanta non riesce a sfondare: tutto si deciderà dunque tra sette giorni in Danimarca, con fischio d’inizio previsto per le 18.30.
(ITALPRESS).

ALLEGRI “CON LAZIO EVITARE BLACK-OUT ANNO SCORSO”

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“Conosco solo una parola: fare. Domani bisogna andare in campo e battere la Lazio”. È questo il credo di Massimiliano Allegri, l’Allegri 5.0 come è stato ribattezzato nella conferenza stampa della vigilia di Juventus-Lazio, in programma domani all’Allianz Stadium di Torino. Il tecnico bianconero ha ribadito la necessità di non dare nulla per scontato in questa stagione: “Sono molto contento che con il Chievo si sia vinto al 93′, addirittura mi andava bene anche il pareggio per far capire a tutti che per rivincere bisogna pedalare”, ha sottolineato Allegri rispondendo a chi dà la Juve nettamente favorita per lo scudetto. In precedenza, sempre sulla gara con i clivensi, Allegri aveva spiegato: “La partita è stata a senso unico, ma siccome era importante vincere diciamo che siamo stati un po’ fortunati perché se dopo mezzora eravamo 3-0 diventava tutto facile e si iniziava a scherzare. E invece non c’è niente da scherzare, quello che è successo sabato ci deve far rizzare le antenne. Comunque abbiamo già preso due gol e bisognerà trovare una solidità diversa. A Verona la sensazione era che ogni volta che loro buttavano la palla dalle nostre parti, qualcosa non mi tornava”. Ora è tempo di pensare alla Lazio “una squadra fisica, composta da ottimi giocatori e ben guidata, con un giocatore che dà fisicità e tecnica come Milinkovic-Savic. Gioca sulle ripartenze e bisogna evitare blackout come successo l’anno scorso”, ha aggiunto il tecnico bianconero che sull’ambiente, con riferimento all’accoglienza per Bonucci, ha aggiunto: “Dall’ambiente mi aspetto grande entusiasmo perché giochiamo con la Lazio, squadra che l’anno scorso ci ha inflitto la prima sconfitta stagionale e che allo Stadium ci ha battuto dopo 41 vittorie di seguito (in realtà furono 41 risultati utili consecutivi di cui 38 vittorie, ndr). È una partita importante per il prosieguo della stagione anche se siamo solo alla seconda giornata. Bonucci è un giocatore della Juventus e va valutato per quello che farà sul campo, è tornato con grande entusiasmo, ha sempre messo passione e dedizione e va rispettato per quello che fa”. A proposito di Lazio, è virale in questi giorni il video della telefonata del presidente Lotito al tecnico Inzaghi: “Il video non l’ho visto ma posso solo dire che la Lazio è ben allenata da Simone Inzaghi, uno degli allenatori giovani e più bravi, e che ha avuto risultati importanti. Ha vinto la Supercoppa, fino a 20 minuti dalla fine della stagione era in Champions, in Italia e in Europa ha fatto buoni risultati”. Domani sarà anche la prima in bianconero allo Stadium di Ronaldo, giocatore che “ha portato grande entusiasmo al calcio italiano”, ha detto Allegri che sull’intesa con i compagni ha ribadito: “Il calcio è molto semplice, è un gioco di conoscenza, più i giocatori si allenano insieme, più si passano la palla e più si conoscono. Ci vuole un pochino di pazienza, e comunque a Verona Ronaldo ha tirato sei volte e quasi sempre ha preso la porta. Bisogna solo stare un po’ più svegli sulle ribattute”. La posizione di CR7 in campo non dipenderà in attacco solo da “Mandzukic o Dybala, è questione di caratteristiche dei giocatori che ci sono”, ha detto il tecnico juventino che sull’ipotesi futura di un Ronaldo anche in panchina ha risposto: “Potrà capitare che venga in panchina soprattutto perché avremo tantissime partite e perché ci saranno momenti in cui dovrà rifiatare. Ora gioca, poi vedremo più avanti”. Parlando di come si alleni Ronaldo, Allegri ha aggiunto: “È un ragazzo che si mette sempre in discussione, è molto competitivo in tutte le cose che fa perché nessuno gli ha regalato niente. Si è costruito con lavoro e sacrificio ed è un ottimo esempio per i giocatori più giovani”. Domani con la Lazio diventerà fondamentale la panchina: “Come con il Chievo sarà una partita lunga, farà molto caldo e come con il Chievo chi entrerà dalla panchina potrà risultare determinante”. Inevitabile la domanda su come si faccia a gestire tutti questi campioni e mandarne regolarmente alcuni in panchina: “Quando arrivi al sabato o al venerdì devi dire la formazione. In queste prime tre partite ci sarà da gestire la settimana, poi dal 16 settembre giocheremo ogni tre giorni e ci sarà più spazio per tutti. Le scelte comunque sono sempre impopolari”. Nessuna indicazione sulla formazione che scenderà in campo domani. Sui singoli, invece, Allegri ha detto che Matuidi “ha una buona condizione, credo che abbia corso anche in vacanza. L’anno scorso è arrivato in punta di piedi e poi ci siamo resi tutti conto dell’importanza di questo giocatore”, mentre Alex Sandro “rispetto all’anno scorso è un altro giocatore ma deve pretendere ancora di più da se stesso”. Cancelo, invece, “è un terzino a tutti gli effetti. L’unico inserimento che ha fatto con il Chievo è da mezzala. Deve lavorare sulla fase difensiva, deve migliorare perché è giovane. È un ragazzo che dal niente ti tira fuori cose importanti”. Bernardeschi potrebbe essere un ‘jolly’ offensivo: “Ha talmente tanto entusiasmo che in America gli ho fatto fare anche il centravanti, poi può fare anche la mezzala, è un giocatore su cui conto molto, è cresciuto molto sotto l’aspetto tecnico e caratteriale e ha una voglia che lo porterà a fare una grande carriera”. Allegri, che ha fissato la quota scudetto a “88-90 punti”, ha speso anche parole di elogio per il Milan: “Il Milan ha fatto cambiamenti sia a livello societario, sono rientrati Leonardo e soprattutto Maldini e hanno dato al Milan un aspetto diverso senza togliere niente a chi c’era prima. Poi ha fatto un ottimo mercato, prendendo un giocatore come Higuain, oltre a Caldara. Higuain è uno che fa gol e di cui il Milan aveva bisogno. Sicuramente ce lo ritroveremo lì a lottare”.
(ITALPRESS).

DOVIZIOSO METTE TUTTI IN FILA

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Andrea Dovizioso mette tutti in fila al termine delle due sessioni di prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna. Sulla pista di Silverstone, il forlivese in sella alla Ducati numero 4, ferma il display del cronometro su 2’01″385. Nella prima fila virtuale del venerdì trovano posto anche il beniamino locale, Cal Crutchlow, in sella alla Honda del team LCR e Maverick Viñales con la prima delle Movistar Yamaha MotoGP. Oltre a Desmo Dovi, un altro grande protagonista della sessione pomeridiana è Marc Marquez (Repsol Honda) che, dopo il decimo tempo delle prime libere e l’ennesimo tentativo di salvata, sale subito al terzo posto e poi al secondo. Ma alla fine chiuderà in quarta posizione a 144 millesimi dal vice campione del mondo. Nonostante il cambio meteorologico con la pioggia che ha bagnato la FP2 della classe leggera, tutti miglioreranno i loro crono della mattinata. Dovizioso è il migliore e forte della vittoria nel 2017 riuscirà a fermare la corsa di Marquez in classifica iridata? Dal canto suo il pilota Honda è impegnato a studiare le Ducati, quella più temibile ora: la numero 4. A meno 15 minuti dalla fine, Marquez e Dovizioso segnano addirittura lo stesso tempo. La superfice della pista, il disegno e la lunghezza premiano una guida fisica. Terreno ideale per il campione del mondo che si mette in scia al rivale e connazionale di Yamaha. Ma Viñales, che con il primato in FP1 è tornato a dominare una sessione, è il pilota più costante. Forte del buon grip dato dal nuovo asfalto e dalle temperature relativamente rigide (situazioni in cui al Yamaha soffre meno), il numero 25 tiene la sua M1 nelle posizioni di testa ed è terzo.
A dar manforte alle fila dei tre diapason c’è anche Valentino Rossi. Già davanti a tutti in diverse occasioni, il Dottore chiude come ottavo e un saldo ingresso teorico in Q2. Quinto tempo per Jorge Lorenzo (Ducati Team) che agguanta la top 5 all’ultimo passaggio utile. Poi Jack Miller (Alma Pramac Racing) e Johann Zarco (Monster Yamaha Tech3). Andrea Iannone (Team Suzuki Ecstar) e Alvaro Bautista (Angel Nieto Team) chiudono le prime dieci posizioni. Fuori dalla potenziale Q2: Danilo Petrucci (Alma Pramac Racing) che per evitare Lorenzo è costretto ad un fuori pista alla curva 8, con il dodicesimo tempo. Franco Morbidelli (EG 0,0 Marc VDS). Domani, giornata di qualifiche ed è previsto un peggioramento climatico.
(ITALPRESS).

RAIKKONEN IL PIU’ VELOCE DEL VENERDI’

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Kimi Raikkonen chiude davanti a tutti un venerdì di prove libere del Gran Premio del Belgio che ha visto la Ferrari confermare l’ottimo stato di forma della SF71-H e dei due piloti di Maranello. Con 1’43″355, il finlandese, quattro volte vincitore da queste parti, precede le due Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Il leader del mondiale e campione in carica è a 168 millesimi dal ferrarista, mentre il finnico e è più lento di quattro decimi e mezzo. Sebastian Vettel che era stato il più veloce in mattinata, ma a un secondo dalla prestazione del suo team mate, si ferma a 774 millesimi, preceduto anche dalla Red Bull di Max Verstappen che è a quasi sette decimi da Raikkonen. Il tedesco della Ferrari non è riuscito a sfruttare al meglio i suoi giri a caccia del best lap, ma ha tenuto un passo gara di tutto rispetto che così come in Ungheria lo rende uno dei favoriti per la vittoria insieme ad Iceman. “Abbiamo un calendario pieno con delle piste speciali. Questa è emozionante per la velocità in curva mentre a Monza lo sarà per l’atmosfera” dice Vettel a fine giornata. “La macchina non è come la vorrei; mentre Kimi credo sia più contento sul giro secco, ma abbiamo ancora tempo per lavorare” aggiunge parlando della sua prestazione; quindi sulla corsa al titolo, conclude: “Dobbiamo aspettare domani e la settimana prossima – dice -. Monza è una pista quasi di pura potenza e vediamo come andranno le cose. Al momento siamo contenti di questa power unit”.
Sulla maggiore potenza del nuovo motore, Kimi Raikkonen, aggiunge: “E’ impossibile dire se ho sentito la differenza. L’ultima volta che ho corso è stato tre settimane fa e su un circuito completamente diverso. Da qualche sensazione diversa e dovrebbe portare dei miglioramenti, ma è soltanto venerdì” dice laconico il finlandese che sulla variabile meteo per la corsa i domenica, conclude: “Qui cambia molto rapidamente: ci aspettavamo la pioggia e inbece non si è vista. Ma basta guardarsi intorno per capire che potrebbe piovere in ogni momento”. Se la SF71-H sembra camminare su un binario, la Mercedes sembra essere rimasta sul livello di Budapest. Molti bloccaggi sia per Hamilton che per Bottas. Una monoposto nervosa, non ancora a punto in vista di qualifiche e gara. Il quattro volte iriato, poi, non potrà contare in gara sull’aiuto del compagno di scuderia che partirà dal fondo della griglia. Questo venerdì a Spa-Francorchamps ha anche detto che le Red Bull dovrebbero occupare il posto di terzo top team, non riuscendo ad inserirsi nella lotta tra rosse e frecce d’argento. Con Verstappen quarto, Daniel Ricciardo è sesto a quasi nove decimi dal miglior tempo di giornata. Molto più distanti gli altri, con Sergio Perez che con la Force India – che da questa gara ha cambiato titolazione perdendo i punti tra i costruttori, ndr – si piazza a un secondo e tre decimi. Carlos Sainz con la Renault è addirittura a 2″1, davanti alle Alfa Romeo Sauber di Marcus Ericsson e Charles Leclerc a chiuder la top ten del venerdì.

GATTUSO SFIDA MAESTRO ANCELOTTI “VOGLIO PUNTI”

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Quanti destini si incrociano in questo Napoli-Milan di inizio campionato. Higuain torna al San Paolo, Reina ritrova il suo caro vecchio spogliatoio, ma soprattutto Gattuso affronta per la prima volta da allenatore avversario Carlo Ancelotti, suo mentore e secondo padre: “Ancelotti è un maestro, io devo ancora mangiarne di pastasciutta. Conoscete tutti il rapporto che abbiamo, ci siamo sentiti anche ieri mattina e abbiamo parlato di mozzarelle, mi ha chiesto se ne volevo qualcuna. Speriamo di portare a casa qualche punto da Napoli. Il nostro rapporto è andato oltre a quello dell’allenatore e del giocatore. Non nego di avergli fatto diverse telefonate nei momenti di difficoltà”. Domani sera non potrà chiedere aiuto a Carletto, ma dovrà sbrigarsela da solo. Un vero e proprio esame di maturità per il giovane allenatore, che avrebbe evitato un avvio così in salita, con Napoli e Roma nelle prime tre giornate, due effettive: “Sono l’uomo più felice al mondo, alleno una grande squadra in una grande società. Sono nato con la pressione, sono nato settimino. La vivo bene, c’è gente che sta peggio di me, mi invidiano in tanti. Mi hanno fatto una squadra importante. Come ha detto Spalletti, ho voluto la bici ora pedalo. Possiamo essere più forti dell’anno scorso ma ci vuole del tempo perché quando arrivano dei calciatori nuovi ci vuole tempo. Noi ne abbiamo poco ma questa è una squadra che se riusciamo a fare le cose in fretta è forte”. Per molti, Arrigo Sacchi compreso, questa squadra può ambire anche al primo posto. Gattuso non esagera in questo modo, ma tiene alta l’asticella degli obiettivi: “Sacchi mi ha dato una mazzata dietro al collo. Siamo ancora lontani ma in prospettiva, se guardiamo l’età, forse ci possiamo arrivare. Oggi l’obiettivo è migliorare la posizione dell’anno scorso e lavorare duramente per conquistare il quarto posto”.
Il tecnico rossonero si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, quando si vira sul tema nuova proprietà e futuro della panchina incerto, almeno fino alla sua conferma da parte di Gordon Singer e la cacciata del fantasma di Antonio Conte: “Mi ha detto di non ascoltare quello che è uscito sui giornali, di lavorare. Per un mese mi avete fatto il funerale, mi ha detto di non ascoltare perché la società aveva fiducia. L’obiettivo era quello di prendere qualche giocatore e di migliorare la classifica dell’anno scorso”. Gattuso ha voglia di parlare, soprattutto di quei giocatori che in questa stagione devono riscattarsi. Uno su tutti, Gigio Donnarumma, titolare sulla carta da inizio stagione, con Reina inizialmente secondo: “Ci saranno due portieri che si divideranno le tre competizioni. Reina è stato fermo, ha avuto un problema alla schiena. Può arrivare la consacrazione di Donnarumma, può diventare il più forte al mondo. Se copia il modo di impostare il ruolo di Reina, come si muove, si allena e gliel’ho detto, e se riesce a migliorare, e non è un caso che è cambiato negli ultimi cinquanta giorni, può diventare il più forte al mondo. Ora sta a lui, deve solo fare copia incolla”. A proposito di giovani, domani Caldara dovrebbe iniziare dalla panchina, anche se la maglia da titolare è solo rimandata: “Non si sa se domani giochi o no. Lui, con il fatto che viene un calcio diverso dal nostro, ha metodi di lavoro diversi dal nostro ma ha grande mentalità e voglia, chiede di fare sempre qualcosa in più. Si sforza, penso che con questa mentalità e voglia non ci sarà nessun problema. Lo sapevo che era abituato in un certo modo e c’era da lavorare, non possiamo resettare quello che ha avuto in testa in questi anni. Ci vuole tempo: quando si parla con lui è una spanna sopra gli altri”.
Avrà molto da imparare anche Caldara, come tutti. Le persone di Leonardo e Maldini, a stretto contatto con la squadra, serviranno soprattutto a questo, ovvero a far maturare e responsabilizzare tutti: “La cosa più importante è che tocco con mano che quando vengono portano ossigeno e adrenalina. La squadra si gasa quando vede i nuovi dirigenti. Questo mi fa stare bene. Quando Paolo parla con i calciatori, vedo i ragazzi motivati. Se poi il Milan può tornare quello di una volta, serve ripartire con programmazione e regole. Ognuno fa il suo e riuscire a non cercare alibi ma far migliorare il progetto Milan”. Progetto che passerà obbligatoriamente da Napoli e Roma. Due esami probanti per un sogno ambizioso.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI CONTRO PASSATO “MILAN? UN MIX DI EMOZIONI”

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Ecco il passato che torna. Carlo Ancelotti ritrova il “suo” Milan domani sera al San Paolo. Alla guida del Napoli non puo’ lasciarsi trasportare dai sentimenti.
Dopo il successo con la Lazio il Napoli puo’ esultare anche contro il Diavolo. E stavolta davanti ai tifosi azzurri. “E’ un concentrato di sentimenti la partita col Milan – ha detto Ancelotti in conferenza stampa -. La partita e’ importante, vogliamo presentare bene il Napoli al nostro pubblico e migliorare quanto fatto domenica scorsa contro un avversario che si attende molto da questa partita. Un Milan molto rinnovato, con entusiasmo intorno. E’ una serata interessante, speriamo bella per noi”. Si rigioca, dunque, con la consapevolezza di essere forti. Anche se pure Sacchi e’ scettico su un Napoli da scudetto. “Con Sacchi ci parlo spesso – ha ammesso il tecnico – apprezza questa squadra e la apprezzera’ pure quest’anno. Non so da dove nasce lo scetticismo, forse da un mercato a fari spenti, ma non avevamo necessita’ di cambiare. Chi vive all’interno sa che molte qualita’ non sono venute ancora fuori, per questo ci siamo concentrati piu’ sul non perdere. All’esterno non e’ percepita la forza che puo’ venire fuori”. Intanto Allegri parla di 88 punti per la quota scudetto: “Non lo so, ci sara’ piu’ competitivita’ in alto con Inter, Milan e Roma e quindi forse la quota scudetto scendera’”, ha garantito Ancelotti.
Il Napoli sta crescendo anche se per domani manca un nuovo acquisto: “Abbiamo avuto pochi problemi, l’unico e’ Fabian Ruiz che non e’ disponibile e riprendera’ la prossima settimana a lavorare. Per il resto i carichi sono giusti”, ha spiegato l’allenatore azzurro.
E domani torna Higuain e non in maglia bianconera. “I giocatori del Napoli lo conoscono forse meglio di me – ha chiosato Ancelotti – ma la linea e’ pensare a quello che vogliamo fare noi, senza soffermarci troppo sugli avversari. Quando giocavamo contro Messi o altri preferivo non parlarne. Higuain e’ formidabile sotto porta, ma faremo la nostra partita per dargli meno possibilita’”.
Callejon importante tatticamente, per Verdi puo’ mettersi male con lo spazio ma secondo Ancelotti non e’ cosi’: “Verdi e’ uno che puo’ giocare in diverse posizioni. Non vedo dualismi. Ci sara’ chi giochera’ piu’ partite di un altro, ma non possiamo dirlo adesso con una gara alla settimana. Quando iniziera’ la Champions le rotazioni saranno naturali”. Sul clima in citta’ e l’importanza di tranquillita’ Ancelotti ha una sua idea: “Ho sempre apprezzato la passione, l’entusiasmo dei tifosi per la squadra. Poi non so se serve tranquillita’ per trasmetterla o energia, l’importante che ci sia entusiasmo in tutte le partite perche’ questo aiuta”.
Domani c’e’ anche l’allievo contro il maestro, Ancelotti-Gattuso: “No, altrimenti mi sento vecchio… Sono contento se i miei ex giocatori stanno allenando. Credo di aver dato tanto a loro, speriamo che da domani non mi tolgano molto a me…”, ha detto sorridendo Ancelotti. Si parla di scudetto, senza tabu’.
Finalmente. “Ci sono sogni e utopie. Rincorrere utopie e’ azzardato, il sogno invece nasce da quanto fatto l’anno scorso, arrivando ad un passo e la squadra non e’ cambiata. Non manca molto, quel poco spero di darlo io”.
(ITALPRESS).