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FERRARI COMANDANO LIBERE MONZA, PAURA PER ERICSSON

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Sorrisi Ferrari, dopo la grande paura. L’entusiasmo di Monza spinge ancora più forte Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, che comandano il venerdì italiano davanti alle Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas in un pomeriggio, finalmente senza pioggia (al mattino, in una pista che si andava lentamente asciugando, il più veloce era stato Sergio Perez su Force India davanti a Raikkonen ed Esteban Ocon), aperto però dallo spaventoso incidente di Marcus Ericsson. Ad appena due minuti dallo start, lo svedese ha perso in fondo al rettilineo, a 300 km/h, il controllo della sua Sauber che si è schiantata d’improvviso sulle barriere (che rischio anche per i commissari) ribaltandosi a più riprese. Auto completamente distrutta, secondi interminabili prima del sollievo via radio: “Non so cos’è successo ma è tutto ok”, le prime parole di Ericsson che, sulle sue gambe, ha raggiunto il centro medico prima e i box dopo. Illeso. Intanto bandiere rosse in pista, stop di una ventina di minuti. Poi tutto è ripreso con le Rosse a dominare. Vettel e Raikkonen si sono ‘scambiati’ il miglior tempo che il tedesco – appena 4 giri e 17esimo crono nella prima sessione – si è infine aggiudicato con il tempo di 1’21″195, precedendo il compagno di scuderia di un paio di decimi. Terzo e quarto tempo per le Mercedes del leader del Mondiale Hamilton (1’21″392) e del finlandese Bottas (1’21″803), quindi le Red Bull di Max Verstappen (1’22″154) e Daniel Ricciardo (1’22″296), con l’australiano che, al pari di Nico Hulkenberg (Force India, 10° questo pomeriggio), scatterà domenica dall’ultima fila per aver cambiato il motore oltre il limite consentito durante la stagione.
Domattina terza sessione, poi via alle qualifiche. Sempre con incognita meteo: pioverà o non pioverà? Protagonista anche di un testacoda a mezz’ora dal termine Vettel, che sogna il bis dopo Spa e di conquistare la prima vittoria in rosso a Monza, ammette che oggi “è successo un po’ di tutto. Stamattina abbiamo potuto girare poco, il pomeriggio e’ stato ok: il bilanciamento non e’ ancora perfetto ma domani possiamo lavorare. Vediamo anche il tempo che fara’. Il testacoda? Ho esagerato un po’”. A proposito di Raikkonen, il pilota della Ferrari afferma che “Kimi sembra saperla lunga al momento, io non lo so. Di sicuro – aggiunge – la macchina ha funzionato bene oggi e speriamo di poterci confermare nei prossimi giorni”. Poche parole per Iceman: “Ovviamente abbiamo potuto girare molto poco sull’asciutto. Al mattino pioveva, poi la bandiera rossa a inizio seconda sessione, ma e’ andata bene”, dice Raikkonen, ancora a caccia della prima vittoria sul circuito brianzolo: “Se sara’ la volta buona per vincere qui? Ci proveremo di sicuro”.
(ITALPRESS).

CUTRONE-GOL AL 95′, IL MILAN BATTE LA ROMA

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Vittoria all’ultimo respiro per il Milan, che  batte la Roma a San Siro 2-1 grazie al guizzo di Cutrone, appena entrato. Primo tempo tutto rossonero con gol di Kessié, ripresa di marca romanista con pareggio di Fazio, ma all’ultimo secondo è il giovane attaccante a dare la vittoria agli uomini di Gattuso. Nel primo quarto d’ora il più pericoloso è Calabria, già a segno a Napoli, che viene smarcato in area sul filo del fuorigioco, ma il suo tiro è troppo alto. Su un errore in uscita di Dzeko scatta veloce in avanti Higuain, che impegna Olsen. Ci prova ancora il Milan con Suso, mentre la Roma si fa vedere per la prima volta nell’area milanista al 35’ con un colpo di testa di Schick neutralizzato da Donnarumma. Al 39’ i rossoneri passano meritatamente in vantaggio: Bonaventura allarga su Rodriguez, che si beve Fazio e trova Kessie che realizza. Nella ripresa Di Francesco prova a ribaltarla cambiando modulo, ritornando con la difesa a quattro e soprattutto inserendo il grande ex El Shaarawy. Ci prova subito Dzeko, ma il suo tiro a giro finisce fuori. La Roma preme di più nella ripresa, ma si fa vedere anche il Milan con delle ripartenze orchestrate da Higuain e Suso. La Roma trova l’1-1 con Fazio, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Due minuti più tardi il Milan tornerebbe avanti con Higuain, ma il Var evidenzia il fuorigioco del Pipita. Sospinti da Gattuso i rossoneri provano a ritrovare il vantaggio, ma su un tiro a botta sicura di di Calhanoglu Olsen ci mette il bagher. Di mano la prende anche Nzonzi su di un calcio d’angolo per la Roma che si era concluso con una rete del francese, ma dopo averla assegnata, Guida la annulla aiutato dal Var. Negli ultimi minuti ci provano ancora il Milan con Suso e la Roma con Dzeko, ma manca lucidità. E quasi all’ultimo secondo Nzonzi sbaglia, Higuain serve Cutrone e il Milan gode.
(ITALPRESS).

NADAL PIEGA KHACHANOV, DERBY WILLIAMS A SERENA

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Se nel tabellone maschile il talento di Karen Khachanov non basta per domare il leone Nadal, in quello femminile va a Serena il derby delle Williams. Notte di stelle a Flushing Meadows, tra lunghe battaglie e netti successi. Riflettori puntati sull’Arthur Ashe Stadium dove il numero 1 del mondo, Rafa Nadal, impiega quattro ore e 23 minuti per piegare il 22enne russo Khachanov e staccare il pass per gli ottavi di finale. Campione in carica agli US Open (a New York ha vinto anche nel 2010 e 2013), il mancino di Manacor, sofferente al ginocchio destro, deve dare il meglio di sè contro il numero 27 della classifica Atp e del seeding che, dopo aver fatto suo il primo parziale (7-5), ha servito per il secondo set, finendo per cedere con lo score di 5-7, 7-5, 7-6(7), 7-6(3). Dopo la lunga battaglia Nadal agli ottavi sfiderà il georgiano Nikoloz Basilashvili, numero 37 Atp, che ha regolato in quattro set (6-3, 6-4, 1-6, 7-6) l’argentino Guido Pella, numero 66 del ranking.
Soffre ma avanza anche Kevin Anderson. Il sudafricano, numero 5 del ranking Atp e del torneo, si è imposto sul canadese Denis Shapovalov, 28esima testa di serie, in cinque set con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4, 4-6, 6-4 in tre ore e 43 minuti di gioco. A contendere ad Anderson un posto nei quarti nella parte alta del draw sarà Dominic Thiem, numero 9 della classifica mondiale e del seeding, che ha battuto lo statunitense Taylor Fritz, numero 74 Atp, 3-6, 6-3, 7-6(5), 6-4.
Agli ottavi anche Milos Raonic, testa di serie numero 25, che ha battuto in tre set Stan Wawrinka con il punteggio di 7-6(6), 6-4, 6-3. Adesso sulla strada del canadese ci sarà l’ostacolo John Isner. Lo statunitense, numero 1 del tabellone, ha battuto in quattro set combattuti il serbo Dusan Lajovic per 7-6(8), 6-7(6), 6-3, 7-5. C’è spazio agli ottavi anche per Juan Martin Del Potro. L’argentino, trionfatore a New York nel 2009 e terza testa di serie, ha regolato 7-5, 7-6(6), 6-3 lo spagnolo Fernando Verdasco, numero 32 Atp e 31esima testa di serie. Tra Delpo e i quarti il croato Borna Coric, numero 20 del ranking e del seeding, che ha battuto il russo Daniil Medvedev 6-3, 7-5, 6-2.
Nel tabellone femminile non c’è storia nella sfida tra le sorelle Williams con la 36enne mamma Serena, che nel giorno del primo compleanno della figlia, batte la 38enne Venus 6-1, 6-2. “Avrei preferito incontrare un’altra avversaria – ha detto la più giovane delle sorelle al termine del match -. Credo che ci sia un’enorme differenza nell’affrontare Venus al terzo turno e non in semifinale o in finale. Gioire dopo averla battuta è sempre difficile, se sono qui è anche merito suo. Spero solo che papà non abbia visto il match in tv”. Per Venus nove sconfitte negli ultimi undici scontri diretti contro Serena che insegue il titolo Slam numero 24 per agguantare il primato di Margaret Court. Sulla sua strada ora c’è l’estone Kaia Kanepi che ha battuto la svedese Rebecca Peterson 6-3, 7-6 (3).
Nella notte italiana arrivano anche i successi di Karolina Pliskova e dell’australiana Ashleigh Barty che adesso si sfideranno agli ottavi di finale. La ceca, testa di serie numero 8, ha battuto 6-4, 7-6 (2) la statunitense Sofia Kenin, mentre l’australiana (numero 18 del tabellone) ha eliminato la ceca Karolina Muchova con il punteggio di 6-3, 6-4.
Il programma della sesta giornata del quarto e ultimo Slam della stagione in corso sul cemento di Flushing Meadows, ha il suo clou nell’attesa sfida tra Roger Federer, vincitore di 5 trofei (l’ultimo nel 2008), e Nick Kyrgios. Nel serale interessante sfida tra Maria Sharapova, trionfatrice nel 2006, e Jelena Ostapenko. In chiusura il match tra il campione di Wimbledon Novak Djokovic e Ricard Gasquet.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI “PRESTO PER PENSARE ALLA CLASSIFICA”

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“E’ ancora troppo presto per pensare alle situazioni di classifica, siamo concentrati su quello che abbiamo fatto e che vogliamo fare domani e in futuro, è importante mantenere questa linea pensando a vincere le partite e sapendo che ogni gara diventa più complicata”. Così il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Sampdoria. “Una squadra con un’ottima organizzazione e che ha un tecnico capace come Giampaolo, ma siamo convinti di poter fare un’ottima partita”, ha aggiunto l’allenatore azzurro che potrebbe cambiare qualcosa nell’11 di domani. “Se cambio qualcosa è per tenere il gruppo motivato, non certo per demeriti di qualcuno o per necessità tattiche, c’è la possibilità che domani possa fare qualche cambio per questa ragione”.
Ancelotti ha parlato anche del sorteggio di Champions League con gli azzurri inseriti nel girone C con Psg, Liverpool e Stella Rossa. “Di insuperabile non c’è niente, è un girone difficile, perchè in questo gruppo ci sono tre squadre di alto livello e credo che questo sia riconosciuto da tutti, poi c’è un’outsider come la Stella Rossa che è stata la sorpresa dei play-off. Sono stato a Belgrado e so cosa significhi giocare lì e che ambiente caldo troveremo. A Parigi ci sono gli italiani Verratti e Buffon, ma non credo che abbiano stappato bottiglie di champagne, forse lo avrà fatto il Liverpool memore della batosta che ci ha rifilato in amichevole, ma non credo perchè conosco Klopp e so quanto stimi il Napoli. Sarà difficile – ha concluso Ancelotti -, ma abbiamo le nostre carte da giocare e ce le giocheremo al 100%”.
Questa la lista dei 23 giocatori convocati per la sfida di domani in casa della Sampdoria. Questa la lista: Portieri: Ospina, Karnezis, D’Andrea. Difensori: Albiol, Malcuit, Koulibaly, Chiriches, Luperto, Maksimovic, Mario Rui, Hysaj. Centrocampisti: Allan, Rog, Diawara, Zielinski, Fabian, Hamsik. Attaccanti: Verdi, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens, Milik.
(ITALPRESS).

RAIKKONEN POLE DA RECORD, DOPPIETTA FERRARI A MONZA

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Tra i due litiganti spunta Kimi Raikkonen. La pole sembrava un affare riservato a Sebastian Vettel e Lewis Hamilton ma il giro perfetto, e da record, lo fa il finlandese: 1’19″119, mai nessuno così veloce nella storia della Formula 1. Per Raikkonen è la 18esima pole, la prima da Montecarlo dell’anno scorso. Dopo 24 anni la prima fila di Monza – che aveva applaudito l’ultima volta un ferrarista al comando allo start nel 2010, era Fernando Alonso che poi vinse…- è tutta rossa. Con un ultimo giro straordinario Raikkonen ha frenato sul più bello l’esultanza di Sebastian Vettel (al comando anche nelle ultime libere e nelle due sessioni di qualifiche odierne), staccato di 161 millesimi, mentre Lewis Hamilton si dovrà accontentare della seconda fila in compagnia del compagno di squadra Valtteri Bottas. Ferrari davanti a Mercedes, dunque. Uno scenario ideale per la folla entusiasta del circuito brianzolo, che ha potuto esultare dopo aver temuto a lungo la pioggia che però, nonostante le nubi minacciose, non ha mai fatto capolino. E’ stata una sessione tiratissima, con la sensazione che Vettel avesse qualcosa in più dei principali rivali: sia nelle ultime libere che in Q2, Hamilton si era avvicinato, mentre Raikkonen si era mantenuto sempre tra il secondo e il terzo crono. Aspettava sornione la zampata il finlandese che, in attesa di notizie sul proprio futuro, conferma quanto detto nella conferenza del giovedì, ovvero che guida come 10 anni fa e che la passione è rimasta intatta. Distrutto il primato che apparteneva a Juan Pablo Montoya da 14 anni fa: 1’19″525. In tal senso, missione compiuta anche da Vettel e Hamilton. Vettel ci aveva sperato, non a caso alla radio il suo “yes!” è stato subito frustrato dal tempone del compagno di scuderia. C’è però Hamilton, il principale rivale per il Mondiale e attuale leader della classifica iridata, alle spalle: non è cosa da poco. Appena 14 millesimi (1’19″280 vs 1’19″294) separano i due principali contendenti. Più staccato il resto della truppa. Valtteri Bottas, con l’altra Mercedes, è quarto (1’19″656), a seguire Max Verstappen su Red Bull (1’20″615), quindi Romain Grosjean, Carlos Sainz, Esteban Ocon, Pierre Gasly e Lance Stroll a completare la top ten. Non avevano avuto accesso alle ultime qualifiche Kevin Magnussen (Haas), Fernando Alonso (McLaren) e la Williams di Sergey Sirotkin. Con loro anche Daniel Ricciardo (Red Bull) e Nico Hulkenberg (Renault), che sarebbero comunque partiti dal fondo della pista per le rispettive penalizzazioni. In Q1 erano andati fuori Sergio Perez (Force India), Brendon Hartley (Toro Rosso), Stoffel Vandoorne (McLaren), Charles Leclerc e Marcus Ericsson (Sauber). Per lo svedese, dopo il pauroso incidente di ieri, è già positivo il rientro immediato in pista.
(ITALPRESS).

VALVERDE BIS ALLA VUELTA, MOLARD RESTA LEADER

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A 38 anni suonati, Alejandro Valverde non la smette più di stupire. Il campione murciano della Movistar mette a segno di potenza la sua doppietta sulle strade della 73esima Vuelta a Espana: dopo il successo nella seconda tappa con approdo a Caminito del Rey, fa sua anche l’ottava frazione, la Linares-Almaden di 195,1 chilometri, spegnendo l’urlo del pluri-iridato Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), uscito troppo presto allo scoperto, e relegando al terzo gradino del podio l’olandese Sanny Van Poppel (Lotto NL-Jumbo). Quinto e migliore degli italiani Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo), con Fabio Aru (Uae Emirates) che regge senza troppi sforzi e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) che, senza responsabilità di classifica e in gruppo solo per preparare al meglio il Mondiale di Innsbruck, perde altro terreno. La giornata è stata caratterizzata dalla fuga da lontano di tre battistrada, Tiago Machado (Katusha-Alpecin), Jorge Cubero (Burgos-BH) e Hector Saez (Euskadi-Murias), capaci di raggiungere un vantaggio massimo di oltre 12′ ma agguantati dal plotone poco prima dell’insidioso finale. In maglia rossa di leader della classifica generale resta il francese Rudy Molard (Groupama-Fdj), ma Valverde, saldamente in maglia verde in qualità di leader della graduatoria a punti, rosicchia altri 10″ ed è ora secondo a 37″ dal transalpino. “Ho 38 anni ma non me li sento come forma fisica e mentale – spiega soddisfatto Valverde a fine gara – Oggi non era nei piani andare all’attacco ma le gambe hanno risposto bene e la squadra è stata fantastica”. Il fuoriclasse iberico sigla così la sua 121esima affermazione in carriera, l’11esima alla Vuelta, la 13esima di questa stagione che l’ha visto sempre pedalare con i migliori. Non c’è dubbio che per la classifica quello di Valverde resta un nome spendibile, così come quello di Aru, 13esimo ma a soli 1’28” da Molard. Il quale già domani potrebbe lasciare ad altri la sua casacca ‘roja’, magari al suo compagno di squadra e connazionale Thibaut Pinot, che resta nonostante tutto il suo capitano. Domani sarà una domenica in alta quota, grazie ad una nona tappa, la Talavera de la Reina-La Covatilla di 200,8 chilometri, che non lesina terreno duro e un arrivo in salita, a quota duemila metri, che potrebbe risultare indigesto a qualche big e un trampolino di lancio per quegli scalatori, come Aru e Quintana, che non hanno avuto ancora l’occasione di lasciare un segno indelebile.
(ITALPRESS).

TRIS A BOLOGNA, PRIMA VITTORIA PER L’INTER

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L’Inter centra la prima vittoria stagionale battendo 3-0 al Dall’Ara il Bologna: a segno, nella ripresa,  Nainggolan (66′), al debutto in maglia nerazzurra, Candreva (82′) e Perisic (85′). Senza Icardi e Martinez, infortunati dell’ultim’ora, l’Inter parte forte con Keita prima punta: Perisic sfiora il vantaggio immediato sull’uscita errata di Skorupski, poi Gagliardini spara alle stelle da ottima posizione. Bologna pericoloso con il colpo di testa ravvicinato di Helander: buono il riflesso di Handanovic. Si rivede l’Inter attorno al 22′: Politano alto dal limite, poi Keita manca l’impatto davanti a Skorupski sul lancio di D’Ambrosio. Non cambia il copione nel secondo tempo: l’Inter attacca, il Bologna si difende e prova a contrattaccare (Dzemaili sbaglia un paio di conclusioni). Al 66′ la gara svolta: tocco centrale di Politano per Nainggolan, che stoppa e tira di destro, niente da fare per Skorupski. Trovato il vantaggio, l’Inter arretra e rischia di subire l’1-1: cross di Mattiello, Santander anticipa de Vrij e sfiora il palo di testa. Inzaghi tenta il tutto per tutto con Orsolini e Okwonkwo, Keita spreca clamorosamente il 2-0 su invito di Perisic. Spalletti lancia Candreva, che all’82’ di fatto chiude i giochi: inserimento perfetto dell’ex Lazio sull’assist di Perisic, battuto Skorupski. Altri tre minuti ed ecco il tris: Vecino per Perisic, che evita Mattiello e si regala la seconda gioia stagionale. L’Inter sale a quattro punti, il Bologna resta a uno.
(ITALPRESS).

MANCINI CONVOCA 31 AZZURRI, TORNA CHIELLINI

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Sono 31 gli Azzurri convocati dal Ct Roberto Mancini per le prime due gare della Nations League, la nuova competizione UEFA che vedrà l’Italia opposta alla Polonia (Bologna, Stadio “Dall’Ara” – venerdì 7 settembre, ore 20.45) e ai Campioni d’Europa in carica del Portogallo (Lisbona, “Estádio do Sport Lisboa e Benfica” – lunedì 10 settembre, ore 20.45). Prima chiamata per il portiere del Cagliari Alessio Cragno, per i difensori di Spal e Fiorentina Manuel Lazzari e Cristiano Biraghi, per il centrocampista della Roma Nicolò Zaniolo, finalista lo scorso luglio con l’Under 19 al Campionato Europeo e per il classe 2001 Pietro Pellegri. Sale dall’Under 21 Nicolò Barella, mentre torna a vestire la maglia azzurra Giorgio Chiellini, assente dal play off Mondiale con la Svezia del novembre 2017. La Nazionale si radunerà nella tarda serata di domani a Coverciano e lunedì pomeriggio sosterrà la prima seduta di allenamento per poi trasferirsi giovedì a Bologna alla vigilia del match con la Polonia.
Questo l’elenco dei convocati:
PORTIERI: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Juventus), Salvatore
Sirigu (Torino).
DIFENSORI: Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Mattia Caldara (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Emerson Palmieri Dos Santos (Chelsea), Manuel Lazzari (Spal), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus), Davide Zappacosta (Chelsea).
CENTROCAMPISTI: Nicolò Barella (Cagliari), Marco Benassi (Fiorentina), Bryan Cristante (Roma), Roberto Gagliardini (Inter), Frello Filho Jorge Luiz Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Nicolò Zaniolo (Roma).
ATTACCANTI: Mario Balotelli (Nizza), Andrea Belotti (Torino), Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Giacomo Bonaventura (Milan), Federico Chiesa (Fiorentina), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Pietro Pellegri (Monaco), Simone Zaza (Torino).
(ITALPRESS).