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RONALDO ANCORA A SECCO, MA LA JUVE CALA IL TRIS

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Cristiano Ronaldo resta a secco ma la Juventus cala il tris. A Parma la squadra di Allegri non brilla, anzi nel primo tempo soffre i ritmi imposti dai padroni di casa e mostra di essere ancora un cantiere aperto, ma alla fine vince 2-1 con merito. Un match nato in discesa per i bianconeri, ai quali bastano meno di due minuti per passare in vantaggio, proprio come successo due settimane fa nella trasferta sul campo del Chievo Verona: allora ci pensò Khedira, stavolta invece è Mario Mandzukic a sfruttare al meglio il cross di Cuadrado dalla destra, vincere un rimpallo e poi battere Sepe da due passi. La rete subita però non spaventa il Parma, disposto da mister D’Aversa con un ordinato 4-3-3 in cui spicca il vivace tridente formato da Di Gaudio, Inglese e Gervinho. Proprio l’ex attaccante giallorosso semina il panico nell’area bianconera all’8’: solo un intervento disperato di Cuadrado su Di Gaudio evita il pareggio dei ducali. La partita è equilibrata, la Juventus mantiene il possesso palla ma il Parma è pericoloso in contropiede. Khedira impegna Sepe all’11’, Stulac colpisce la parte alta della traversa tre minuti dopo con un’insidiosa punizione. Poi ci provano ancora Bernardeschi e Ronaldo da una parte e ancora Stulac dalla lunga distanza dall’altra. Al 33’ arriva il pareggio dei ducali: Gobbi crossa dalla sinistra, Inglese prolunga la traiettoria di testa mettendo fuori tempo Szczesny e Gervinho spinge il pallone in rete. Il gol è meritato e il Parma lo conferma nel finale del primo tempo procurandosi un’occasione enorme per passare in vantaggio: Gervinho scappa dalla parte di un Cuadrado in difficoltà e libera Rigoni in area, ma il centrocampista dei ducali calcia addosso al portiere avversario. Nel mezzo c’è anche un’opportunità per la Juve con Bernardeschi fermato in uscita da Sepe: troppo poco per i bianconeri, che però a inizio ripresa cambiano marcia, complice anche un calo fisico del Parma. Khedira e Ronaldo non inquadrano la porta sprecando due buone chance nei primi minuti, ma il gol degli ospiti arriva al 58’: il solito, prezioso Mandzukic libera in area Matuidi con un colpo di tacco, il sinistro del francese è potente e imparabile per Sepe. D’Aversa manda in campo Deiola e Da Cruz per restituire energie alla sua squadra, ma il match resta nelle mani della Juventus. Il nuovo entrato Douglas Costa sfiora il terzo gol al 73’ con un gran sinistro dalla distanza che colpisce la parte esterna del palo, Ronaldo ci prova in tutti i modi ma ancora una volta senza fortuna. Nel finale il Parma si getta in avanti con orgoglio alla ricerca del pareggio, ma l’unica buona occasione è un contropiede concluso da Di Gaudio con un destro impreciso dai venti metri. La Juve vince e resta a punteggio pieno dopo tre giornate, nove punti per trascorrere la prima sosta in piena tranquillità. Il Parma resta invece a quota un punto, in fondo alla classifica, e alla ripresa del campionato avrà un altro duro impegno sul campo dell’Inter.
(ITALPRESS).

DJOKOVIC E SHARAPOVA NEGLI OTTAVI AGLI US OPEN

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Continua spedita la marcia di Novak Djokovic agli Us Open, ultimo Slam stagionale al giro di boa sui campi in cemento di Flushing Meadows. Reduce dai trionfi a Wimbledon e Cincinnati, il campione serbo, testa di serie numero 6 e tra i grandi favoriti anche per i bookmakers, sembra tornato quello di un paio di stagioni fa. Poco ha potuto al terzo turno il francese Richard Gasquet, 26esima forza del seeding, in versione capelli ossigenati e barba incolta: 6-2 6-3 6-3 in poco più di due ore per il 31enne serbo. “E’ stato senza alcun dubbio il mio miglior match della settimana e una delle migliori prestazioni della stagione sul cemento. Ho giocato ad un livello molto alto fin dal primo punto riuscendo a comandare io gli scambi. Ora devo cercare di mantenere questo tennis e questa concentrazione”, ha riconosciuto ‘Nole’, che agli ottavi di finale troverà dall’altra parte della rete il portoghese Joao Sousa, numero 68 Atp, in grado di sorprendere il francese Lucas Pouille, 17esima testa di serie, imponendosi per 7-6(5) 4-6 7-6(4) 7-6(5) dopo aver in precedenza già sgambettato lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 12 Atp e del tabellone, semifinalista dodici mesi fa. Ancora una volta, invece, Alexander Zverev fallisce in uno Slam e non arriva neppure alla seconda settimana. Il 21enne tedesco, testa di serie numero 4, si è arreso al connazionale Philipp Kohlschreiber, 34° delle classifiche mondiali, in quattro set dopo aver vinto il primo: 6-7(1) 6-4 6-1 6-3. Un vero e proprio crollo per ‘Sascha’ (nel quarto set era  avanti 3-0 prima di incassare un parziale negativo di sei game), già tre volte vincitore di un Masters 1000 ma fin qui incapace di esprimersi al meglio nei Major (i quarti all’ultimo Roland Garros il suo miglior risultato). E neppure la collaborazione con Ivan Lendl, scelto proprio per cercare di miglior”Mi serve del tempo per poter essere competitivo al massimo negli Slam…”, le parole di Zverev dopo l’ennesimo boccone amaro. Kohlschreiber, giunto agli ottavi nella Grande Mela anche lo scorso anno, sfiderà per un posto nei quarti Kei Nishikori. Il giapponese, testa di serie numero 21, ha eliminato al terzo turno in quattro set (6-4 6-4 5-7 6-1) l’argentino Diego Schwartzman, numero 13 Atp e del tabellone, facendo indirettamente un regalo a Fabio Fognini: nella classifica che sarà pubblicata dopo gli US Open il ligure salirà al numero 12 Atp (best ranking) visto che Schwartzman non potrà scavalcarlo. Ha rischiato seriamente di uscire di scena al terzo turno anche Marin Cilic, numero 7 della classifica mondiale e del seeding. Il croato, trionfatore degli US Open nell’edizione 2014, si è trovato sotto di due set con il 19enne australiano Alex De Minaur, numero 45 Atp, e ha dovuto dar fondo a tutte le sue energie per riuscire a domare la combattività del Next Gen, faccia da ragazzino ma determinato come non mai in campo: 4-6 3-6 6-3 6-4 7-5 lo score in favore del 29enne di Medjugorje, che ha avuto bisogno di otto match point per chiudere il discorso (il pupillo di Lleyton Hewitt ha recuperato dal 2-5 nella frazione decisiva) dopo 4 ore di battaglia e lanciare poi un urlo liberatorio. Una sfida palpitante, che si è conclusa quando a New York erano le 2 e 22 del mattino, diventando il secondo incontro terminato più tardi nella storia di questo Major, a soli quattro minuti dal record. Cilic dovrà ora recuperare energie fisiche e mentali: lunedì lo attende il belga David Goffin, numero 10 Atp e del tabellone, che si è imposto sul tedesco Jan-Lennard Struff per 6-4 6-1 7-6 (6). Con tante big uscite prematuramente di scena, salgono le quotazioni di Maria Sharapova agli Us Open femminili, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flashing Meadows. La tennista siberiana, numero 22 Wta e 22esima testa di serie, vincitrice dell’edizione del 2006, ha liquidato con un rapido 6-3 6-2, maturato in un’ora e 22 minuti di gioco, la lettone Jelena Ostapenko, numero 10 del ranking e del seeding. La 21enne di Riga, regina del Roland Garros 2017, quest’anno semifinalista a Wimbledon, ha racimolato appena cinque game e ha concesso palle-break in tutti i suoi game di battuta, a testimonianza di una serata storta con questo fondamentale, complice anche l’ottima risposta della russa, che ora se la vedrà agli ottavi con la spagnola Carla Suarez Navarro: le due non si affrontano dalla finale degli Internazionali d’Italia di Roma del 2015. Supera il terzo turno anche Aryna Sabalenka, rivelazione di questa estate americana. La 20enne di Minsk, numero 20 Wta (best ranking) e 26esima testa di serie, ha infatti eliminato per 7-5 6-1, in un’ora e 25 minuti, Petra Kvitova, numero 5 del ranking e del seeding, nei quarti a New York lo scorso anno, in un match mai in discussione chiuso dal decimo doppio fallo della 28enne mancina di Bilovec. Una vittoria davvero di spessore per la bielorussa quella contro la ceca, che in questo 2018 è la giocatrice che ha vinto più tornei (è infatti andata a segno a San Pietroburgo, Doha, Praga, Madrid e Birmingham) e più incontri di tutte, 46. La Sabalenka, che contenderà l’ingresso nei quarti alla giapponese Naomi Osaka, ha messo a referto 21 vincenti a fronte di 15 errori non procurati: la bielorussa, reduce dal trionfo a New Haven, suo primo titolo Wta, è all’esordio agli US Open e al suo quinto Slam (a livello Major aveva vinto un solo match a Wimbledon 2017).

(ITALPRESS).

BIS DI KING, SIMON YATES NUOVA MAGLIA ROSSA

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Era la tappa più attesa del primo round della 73esima Vuelta a Espana, 200 chilometri tra Talavera de la Reina a La Covatilla, una sorta di Ventoux che doveva chiamare in causa i reali contendenti alla maglia rossa. Il Puerto del Pico di prima categoria, l’Alto de Gedeos di terza e il Puerto de Pena Negra di seconda, poi discesa, saliscendi e rampa conclusiva di 9.800 metri con pendenza media al 7,1% e tratti anche all’11 e al 12%. E una rivoluzione, in effetti, c’è stata, anche se non sconvolgente: l’americano Benjamin King (Dimension Data) si conferma il più forte in salita, il britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott), a lungo in rosa al Giro2018 con tre tappe all’attivo, strappa al francese Molard la maglia rossa di leader della classifica generale. La fuga buona va in porto al pronti e via: a guadagnare subito terreno sono Dylan Teuns (Bmc), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Ben King (Dimension Data), Reto Hollenstein (Katusha-Alpecin), Thomas Leezer (LottoNL-Jumbo), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Jesus Ezquerra (Burgos-BH), Lluis Mas (Caja Rural-Seguros RGA), Luis Angel Mate, Kenneth Vanbilsen (Cofidis) e Aritz Bagues (Euskadi-Murias). Un interessante drappello di attaccanti che arriva ad accumulare oltre 10′ di vantaggio e che il gruppo colpevolmente snobba, salvo animarsi nel finale con l’Astana, al lavoro per Miguel Angel Lopez. Nel frattempo, a circa 12 chilometri dalla conclusione, in testa resta solo King, l’americano che si era tolto la soddisfazione di conquistare la quarta tappa con approdo a Sierra de la Alfaguara. Al suo spunto resiste il solo Bauke Mollema: l’olandese della Trek-Segafredo sembra sempre sul punto di agganciarlo senza però riuscire nel suo intento. “Già vincere una tappa alla Vuelta era un sogno diventato realtà, oggi ho dimostrato che non è stato casuale ma che ho delle qualità e dei mezzi per essere protagonisti. Credo di non aver mai sofferto così tanto”, il commento di un soddisfatto ed esausto King. Dietro, la bagarre non si anima più per la paura di perdere terreno che per la voglia di dare spettacolo. E così, se è palese che Molard non riuscirà a mantenere il primato, ecco che si rivede davanti Nairo Quintana: il colombiano della Movistar però mette in difficoltà anche il suo compagno di squadra, il murciano Alejandro Valverde, che non riesce a infilare la casacca di leader. Che invece va a Simon Yates, nono a 2’49” dal vincitore, talento puro che ora punta deciso al trionfo a Madrid. Regge l’urto Fabio Aru (Uae Emirates), continua il suo lavoro di rifinitura Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), che ha in testa solo il Mondiale di Innsbruck.  Domani primo giorno di riposo, la corsa iberica del World Tour riprendera’ martedi’ con la decima frazione, la Salamanca-Fermoselle di 177 chilometri, che in teoria dovrebbe chiamare a raccolta le ruote veloci del plotone.
(ITALPRESS).

 

HAMILTON VINCE A MONZA SU RAIKKONEN, VETTEL QUARTO

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Lewis Hamilton trionfa nel Gran Premio d’Italia, quattordicesima tappa del Mondiale 2018 di Formula 1. Il pilota britannico della Mercedes vince la gara di Monza sconfiggendo il pole-man Kimi Raikkonen nei giri finali e prendendosi il gradino più alto del podio di fronte ai tifosi della Ferrari. Grazie a questo successo il leader del campionato aumenta il distacco in classifica portando a +30 il suo vantaggio su Sebastian Vettel, quarto al traguardo a causa di una gara condizionata da un incidente al via proprio con Hamilton. Terza posizione per Valtteri Bottas, autore di un Gran Premio da perfetto difensore del compagno di squadra e della Mercedes. C’era grande attesa per la prestazione della Ferrari, chiamata a confermare la doppietta dopo l’uno-due stampato in qualifica grazie alla pole di Raikkonen ed al secondo tempo di Vettel. Alla partenza Raikkonen difende perfettamente la posizione spostandosi sulla destra e chiudendo la porta in faccia a Vettel nonostante un piccolo bloccaggio in curva 1. Vettel, leggermente in difficoltà, rimane alle spalle del compagno ma in approccio di curva 4 concede il fianco a Hamilton che passa velocemente sulla destra conquistando la posizione. Il tedesco allunga la traiettoria e accidentalmente tocca la Mercedes del britannico rovinando l’ala anteriore e finendo in fondo al gruppo dopo un testacoda. Vettel sfrutta il regime di safety car per rientrare ai box, cambiare gomme e montare una nuova ala per poi dare il via alla sua rimonta.
Il tedesco spinge e giro dopo giro guadagna numerose posizioni portandosi in top-10. Al 21° giro la Ferrari rompe gli indugi chiamando Raikkonen per il primo pit-stop con la Mercedes di Hamilton che risponde solamente al giro 29: strategia che comunque non permette al britannico di guadagnare la posizione sulla Ferrari. La scuderia tedesca, però, tiene Bottas in pista nel tentativo di rallentare la corsa di Raikkonen, aiutando così Hamilton nella sua rincorsa (“Era la mia missione”, ha ammesso il pilota finlandese della Mercedes). Al 37° giro Bottas torna ai box per montare la gomma soft lasciando così la vetta della gara a Raikkonen dopo averlo messo in grossa difficoltà con la gestione delle mescole. Il duello in testa prosegue e la Mercedes di Hamilton ha la meglio durante il corso del 45° giro con una manovra all’esterno in curva 1 che sorprende il finlandese. Dopo il sorpasso Hamilton scappa via e Raikkonen prova a tenere il ritmo allentando, però, la presa dopo un solo giro visto l’evidente degrado sulle gomme posteriori. L’attenzione dunque si sposta dalla terza posizione in giù: Verstappen, nel tentativo di difendersi dall’attacco di Bottas, chiude lo spazio costringendo il finlandese ad allungare la traiettoria fuori pista. L’olandese dopo pochi giri viene penalizzato dalla direzione gara con 5 secondi da sommare al tempo di arrivo sul traguardo a causa della sua manovra irregolare.
Alla bandiera a scacchi è Hamilton ad esultare di fronte ai tifosi della Ferrari che si consolano con la seconda posizione di Raikkonen. Bottas, senza effettuare il sorpasso su Verstappen, usufruisce della penalità dell’olandese chiudendo in terza posizione così come Vettel che entra nel margine dei 5 secondi e chiude in quarta piazza facendo scalare il pilota della Red Bull in quinta posizione. Sul podio tanti fischi per i due uomini Mercedes mentre, come prevedibile, Raikkonen viene accolto dal boato della marea rossa. Un podio senza Vettel, il protagonista più atteso che non ha potuto ringraziare come avrebbe voluto i suoi tifosi per il grande calore mostratogli durante il corso del fine settimana. Prossimo appuntamento domenica 16 settembre con il Gran Premio del Singapore, tappa dove l’anno scorso la Ferrari cestinò le ultime speranze di gloria con il triplo incidente al via fra Vettel, Raikkonen e Verstappen: stavolta il tedesco spera che la svolta del Mondiale possa arrivare in suo favore. “Il distacco di trenta punti non è un dramma – ha osservato Vettel a fine gara – Ce ne sono tanti a disposizione e con il sistema attuale abbiamo la possibilità di recuperare”.
(ITALPRESS).

TONFO NAPOLI IN CASA SAMP, OK FIORENTINA E LAZIO

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Tonfo del Napoli (3-0) e prima sconfitta stagionale a Genova contro la squadra di Giampaolo per la squadra campana. La Sampdoria legittima la propria supremazia nel primo tempo segnando due reti con Defrel, bestia nera per il Napoli, e facendo vedere un grande gioco. La squadra di Ancelotti, da parte sua, conferma l’apatia evidenziata nel primo tempo degli altri match fin qui giocati e ribaltati. Ma stavolta, malgrado dopo l’intervallo entrino Ounas e Mertens per Insigne e Verdi, non c’e’ due senza tre e i partenopei subiscono anche la terza rete, un capolavoro, da parte di Quagliarella di tacco. Niente esultanza per l’ex napoletano con abbraccio quasi di scusa al portiere Ospina.

La Fiorentina centra la seconda vittoria consecutiva (in altrettante gare) superando 1-0 l’Udinese grazie all’attuale capocannoniere della serie A, Marco Benassi, tre gol per lui. Il numero 24 gigliato – che in serata raggiungera’ Coverciano con i compagni di squadra Biraghi e Chiesa per rispondere alla convocazione di Roberto Mancini per le prime due gare della Nazionale per la Nations League – fa crollare il muro dell’Udinese, fin lì quasi impeccabile, al minuto 73, indirizzando la gara in maniera decisiva per i suoi.

Dopo due sconfitte di fila, arriva la prima vittoria stagionale per la Lazio di Simone Inzaghi. Contro il Frosinone all’Olimpico, i biancocelesti si vedono annullare dal Var la rete di Milinkovic al 5′, poi riescono a passare nella ripresa con Luis Alberto e conquistare i primi tre punti. 

Il Sassuolo travolge il Genoa (5-3) che pure era passato in vantaggio grazie all’interessante Piatek. La squadra di De Zerbi, adesso a 7 punti, pero’, ha avuto bisogno di rimettersi in sesto e poi ha rifilato quattro reti gia’ nella prima frazione alla formazione di Ballardini con Boateng, Lirola, Babacar e autorete di Spolli. Nella ripresa, rete di Ferrari e orgoglio Genoa che segna con Pandev e ancora Piatek (a quota tre) e rende meno amaro il passivo. 

L’Atalanta non ha ancora smaltito la delusione per la non qualificazione alla fase a gironi di Europa League e cede in casa al Cagliari. A piegare gli orobici una rete di Barella che su punizione mira la porta e ad aiutarlo trova la testa di Pasalic.

Finisce a reti inviolate tra Chievo ed Empoli, con i toscani che nella ripresa trovano la via del gol ma l’arbitro non convalida dopo aver consultato la Var.

(ITALPRESS).

DEL POTRO E STEPHENS AI QUARTI DEGLI US OPEN

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Milos Raonic non riesce ad approdare per la prima volta ai quarti di finale degli Us Open, ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows, a New York. Il tennista canadese, numero 24 Atp e 25esima testa di serie, è stoppato in cinque set da un altro gigante, lo statunitense John Isner, numero 11 della classifica mondiale e del tabellone: 3-6 6-3 6-4 3-6 6-2 il punteggio, in tre ore e 7 minuti, che ha consentito al 33enne di Greensboro, già semifinalista a Wimbledon a luglio, di ritornare al terz’ultimo atto del Major di casa sette anni dopo la prima apparizione. Dopo una prima partita in cui il diritto non ne voleva sapere di funzionare e nel quale ha dettato legge il canadese (break già al secondo game), ‘Long John’ si è svegliato, diventando intoccabile al servizio nei due set successivi (6-3 6-4), però nel quarto lo yankee si è subito fatto breakkare a zero (nessuna prima in campo e un doppio fallo, oltre a qualche precisa risposta dell’avversario) e il 27enne nato a Podgorica ha pareggiato il conto dopo aver cancellato nel decimo gioco con coraggio due opportunità consecutive per il 5-5. Tuttavia, dopo un medical time out a fine set per un problema alla parte bassa della schiena, Raonic con il quinto doppio fallo ha ceduto la battuta e l’americano (20 ace, salendo a 112 complessivi nel torneo) ha allungato sul 3-0, vantaggio conservato senza concedere chance di rientro al canadese, anzi chiamato ad annullare due occasioni per il 5-1 ma poi costretto a capitolare nel nono gioco, incassando il quinto ko su sei incroci con Isner. L’americano si misurerà nei quarti contro l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 3 del mondo e del seeding, che nel match che ha chiuso la giornata ha superato secondo pronostico il croato Borna Coric, numero 20 della classifica Atp: 6-4 6-3 6-1 in appena due ore per il tennista sudamericano, trionfatore a New York nel 2009, apparso in ottima forma. Sloane Stephens avanza senza fatica nei quarti di finale degli Us Open femminili. Nella notte italiana la tennista statunitense, numero 3 del ranking e del seeding, regina di New York dodici mesi fa, ha battuto per 6-3 6-3, in un’ora e 26 minuti, la belga Elise Mertens, numero 15 del ranking e del seeding, mai così avanti a Flushing Meadows. La 25enne di Plantation, Florida, incitata senza sosta nel box da coach Kamau Murray, ha sprecato un break di vantaggio in entrambi i set ma ha sempre avuto in mano il match con la 22enne di Leuven, protagonista di una stagione eccezionale (tre titoli – Hobart, Lugano e Rabat – ma anche una semifinale Slam a Melbourne) e prima belga ad approdare negli ottavi agli Us Open dal 2010 quando ci riuscirono Clijsters e Wickmayer, dalla quale era stata battuta in due set a Cincinnati due settimane fa. La Stephens se la vedrà ora con Anastasija Sevastova. Per il terzo anno di fila la 29enne lettone di Liepaja, numero 18 Wta e 19esima testa di serie, è approdata nei quarti a Flushing Meadows sconfiggendo per 6-3 1-6 6-0, in un’ora e 20 minuti, l’ucraina Elina Svitolina, numero 7 del ranking e del seeding, che proprio non riesce ad ottenere un grande risultato negli Slam (vanta due quarti a Parigi, 2015 e 2017, ed uno a Melbourne, propri quest’anno) e che a New York per il secondo anno di fila si è fermata negli ottavi. Nel set decisivo la 23enne di Odessa ha messo a segno appena sei punti.
(ITALPRESS).

FIB, PALLUCCA “SUCCESSO PER CORSO ALLENATORI”

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Oltre cento partecipanti per il corso di allenatori delle diverse specialità delle bocce (Raffa, Volo, Petanque), tenutosi presso il centro tecnico federale FIB di Roma. Gli iscritti, giunti da tutta Italia, si sono immersi in una due giorni di formazione, studiando materie come la sicurezza nei luoghi dello sport, nutrizione, diritto del lavoro nell’ambito sportivo, psicologia sportiva e competenze pedagogiche. L’appuntamento romano si è concluso con i saluti di Marco Giunio De Sanctis, presidente Fib, e promotore del nuovo piano formativo predisposto dal centro studi federale. «Una proposta formativa attenta alla didattica e ai docenti, grazie anche alla collaborazione con la Scuola dello Sport del Coni, finalizzata a condividere efficacemente i nuovi indirizzi tecnici e preparare gli allenatori delle società di Serie A e A2 alle nuove sfide che la Fib intende affrontare con proposte innovative nell’attività agonistica e promozionale», spiega in una nota la federazione.


Giuseppe Pallucca – Ct della Raffa che ha tenuto lezioni su «problem solving» e «la valutazione dell’allenamento sportivo» – ha sottolineato come «l’alto numero di iscritti indichi che nelle bocce c’è interesse e voglia di migliorarsi». Un progresso che, secondo Pallucca, passa inevitabilmente da una buona comunicazione: «Non basta essere solo un buon tecnico. La prima competenza è la comunicazione, altrimenti non si riesce a trasmettere il sapere». «L’elemento centrale – ha spiegato Alberto Cei, psicologo dello sport – è avere un allenatore che abbia un ruolo incoraggiante», con «la competenza psicologica» per lavorare sulla mentalità dell’atleta. L’alto numero di iscritti ha spinto la federazione a replicare l’appuntamento formativo per il 28, 29 e 30 settembre, date in cui sarà avviata anche la formazione dei nuovi allenatori e istruttori tecnici.
(ITALPRESS).

DE LAURENTIIS “NIENTE PROCESSI, SERVE PAZIENZA”

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NAPOLI (ITALPRESS) – “Ma quali processi? Chi vuole fare i processi li faccia, evidentemente non ha niente di meglio da fare nella vita. Noi siamo sereni, siamo una grande società e abbiamo portato il Napoli tra le regine del mondo, questo ci convince a rimanere in sella in un contesto non semplice e facile come quello del calcio”. Aurelio De Laurentiis prova a ridimensionare le conseguenze della pesante sconfitta di Genova contro la Sampdoria. “L’ho sempre detto che le prime partite sarebbero state di assestamento, di conoscenza, di ambientamento soprattutto per un allenatore che manca dall’Italia da parecchi anni e che ha nel suo carnet tanti successi e tanta esperienza – spiega il presidente del Napoli ai microfoni di ‘Radio Kiss Kiss’ -. Quando si cambia è come se si ricominciasse tutto da capo. Mi scuso con i tifosi, che vogliono vincere tutto e subito, che avevano fatto la bocca buona con le prime due vittorie, ma io ero un po’ più attendista, mi aspettavo qualche incidente di percorso. Bisogna aspettare 7-9 partite per assestarsi in un contesto in cui ci sono tantissimni calciatori che non conoscono il metodo Ancelotti e non conoscevano il vecchio metodo di Sarri. Dire che Ancelotti ha preso il ‘sarrismo’ e vuole farne buon tesoro…queste sono cose a uso e consumo del giornalismo, ma Ancelotti è un signor allenatore e ha bisogno di avere tutti i fattori a disposizione per capire qual è la miglior cosa da fare. Non c’è soltanto il Napoli, bisogna studiare gli altri come giocano, come si sono attrezzati, quali giocatori nuovi hanno. C’è chi si troverà nelle stesse difficoltà iniziali o chi avrà un percorso rodato rispetto agli anni precedenti avrà meno problematiche di quante ne avremo noi”.
Niente drammi insomma. “Io sono tranquillo – ribadisce De Laurentiis -. Si fanno sempre i paragoni, ma non vanno fatti con le precedenti stagioni: noi abbiamo svoltato, dobbiamo essere lungimiranti con un allenatore che ci dovrà far crescere nel tempo. Ci vorrà pazienza. L’altro anno ho perso 15 milioni, questo probabilmente 25…Eppure sono tranquillissimo perchè sono anni di investimento e di crescita, non è scritto da nessuna parte che gli olandesi debbano dire che siamo cresciuti più di tutti negli ultimi 10 anni, vuol dire che abbiamo lavorato bene”. Tra le poche note liete del Ferraris c’è Adam Ounas: “E’ stata un’intuizione di Giuntoli, mi disse l’anno scorso che serviva per ‘rompere’ le partite: questo ragazzo può creare la differenza”, rivela De Laurentiis che aspetta ancora il miglior Mertens: “Chi deve rifare il fiato ancora è Dries, non lo vedo in splendida forma pur avendo fatto vedere dei numeri. Del resto è un fuoriclasse, anche a sprazzi si è visto”. Koulibaly sta per rinnovare: “Non ho mai voluto cederlo, è uno dei più importanti centrali difensivi che esistano. E poi sarebbe stato un problema trovare un sostituto”, sottolinea AdL che risponde col sorriso al collega della Samp Massimo Ferrero. “Sono contento per lui. E’ uno che ci sta con la fede, con la passione, mi ha fatto molto meno dolore perdere con lui che con altri. Con Ferrero – conclude – lo sfottò è continuo e quotidiano, va bene così, una volta vince lui, un’altra vincerò io”.
(ITALPRESS).