L’Istituto per il Credito Sportivo e la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio firmano la convenzione “Top of the Sport”, siglata a Roma dal presidente di ICS, Andrea Abodi, e dal presidente FISG, Andrea Gios.
Questo accordo, si legge in una nota, inaugura un’importante svolta nella collaborazione tra ICS e FISG, una federazione con oltre 90 anni di storia, che coinvolge e appassiona migliaia di tesserati in tutto il Paese e abbraccia sportivamente il ghiaccio con cinque settori: curling, figura, hockey, stock sport e velocità senza dimenticare il mondo paralimpico.
La Convenzione intende contribuire, attraverso un impegno concreto, ad assicurare la crescita qualitativa e quantitativa degli impianti, con evidenti benefici per le economie dei territori, gli operatori del settore e gli appassionati degli sport del ghiaccio. L’accordo avrà durata triennale e consentirà a tutte le società affiliate, con la referenza della Federazione e il supporto del Fondo di Garanzia, di accedere al Mutuo “light” 2.0 FSN per importi dai 10 mila ai 60 mila euro, per realizzare, ristrutturare e riqualificare impianti sportivi, nonché acquistare nuove attrezzature sportive.
La durata massima del finanziamento è di 7 anni, con una procedura istruttoria semplificata che rende più facile l’accesso al credito. Inoltre, l’accordo firmato consente alla FISG, grazie al plafond di 30 milioni di euro dedicato a CONI, CIP e Federazioni Sportive Nazionali, di ottenere finanziamenti a tasso zero restituibili in 15 anni per la realizzazione o il miglioramento di centri federali e l’acquisto di attrezzature sportive di alto livello.
Le discipline sportive su ghiaccio sanno regalare emozioni uniche che meritano di essere vissute in strutture adeguate e ambienti sicuri, che garantiscano la massima fruibilità da parte di atleti, tecnici e appassionati. Questo è l’obiettivo comune che ICS e FISG, grazie all’accordo firmato, intendono perseguire nei prossimi anni.
(ITALPRESS).
ICS E FISG FIRMANO ACCORDO “TOP OF THE SPORT”
NADAL VINCE MARATONA CON THIEM, E’ SEMIFINALE
Che partita! Rafa Nadal agguanta la semifinale degli Us Open piegando, dopo cinque avvincenti set durati complessivamente 4h51′, l’austriaco Dominic Thiem, numero 9 Atp e del tabellone. Nel quarto dell’Artur Ashe Stadium, terminato nel mattino italiano, il mancino spagnolo ha perso il primo per 6-0, poi si è aggiudicato secondo e terzo (6-4, 7-5): decisivi i tie break, il primo è andato all’austriaco, il secondo a Nadal, che adesso sfiderà Juan Martin Del Potro. In precedenza l’argentino, numero 3 del mondo e del seeding, ha superato in quattro set lo statunitense John Isner, numero 11 della classifica mondiale e del tabellone: 6-7(5), 6-3, 7-6(4), 6-2 il punteggio, in tre ore e 31 minuti, in favore della Torre di Tandil, campione nell’ultimo Slam stagionale nel 2009 e giunto al penultimo atto anche dodici mesi fa, quando venne fermato proprio da Nadal, poi trionfatore nella Grande Mela. Il 33enne di Greensboro – già semifinalista a Wimbledon a luglio -, alla seconda apparizione nei quarti a New York (ci era riuscito nel 2011), ha visto invece sfumare la possibilità di essere il primo yankee in semifinale nello Slam di casa dopo Andy Roddick nel 2006. Nella parte bassa del tabellone si giocano oggi la semifinale da una parte il croato Marin Cilic e il giapponese Kei Nishikori, dall’altra Novak Djokovic, opposto all’australiano John Millman, ‘giustiziere’ negli ottavi di Roger Federer.
In campo femminile, il grande caldo che non lascia tregua a New York ha favorito le qualità di Anastasija Sevastova, che approda per la prima volta in carriera nelle semifinali di un Major. La 29enne di Liepaja si è presa una bella rivincita imponendosi per 6-2, 6-3, in 1h24′, sulla statunitense Sloane Stephens, regina degli Us Open 12 mesi fa. “Faceva davvero caldo ma a me non dispiace troppo: l’umidità non mi dà particolarmente fastidio – afferma la lettone -. Lunedì ho giocato anche in doppio. Tutto ha funzionato come doveva: non ho pensato al match dello scorso anno: oggi era un’altra partita”. Nella notte italiana una Serena Williams estremamente determinata travolge Karolina Pliskova: la statunitense, numero 26 Wta ma 17esima testa di serie, ha sconfitto per 6-4, 6-3, in un’ora e 26 minuti di gioco, la ceca numero 8 del ranking e del seeding. La 26enne di Louny è partita anche bene – 3-1 grazie ad un break nel terzo game – ma poi ha subito un parziale di nove giochi ad uno dalla Williams che ha archiviato il primo parziale ed è volata 4-0 nella seconda frazione. La Pliskova si è ripresa uno dei due break e nel settimo game ha avuto ben quattro chance (le prime tre consecutive) per riprendersi anche l’altro ma Serena ha tenuto duro e ha difeso il vantaggio fino alla fine, quando nel nono gioco ha servito ben tre ace (chiudendo a quota 13). Per lei ben 35 vincenti (contro 30 gratuiti) rispetto ai 12 della sua avversaria (contro 19 gratuiti). Oggi, sull'”Ashe”, si giocano un posto in semifinale la giapponese Naomi Osaka e l’ucraina Lesia Tsurenko, mentre nella sessione serale Madison Keys, finalista dodici mesi fa, affronta la spagnola Carla Suarez Navarro.
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TOTTI SI ARRENDE “SCUDETTO? LA JUVE E’ FUORI CONCORSO”
“E’ un momento particolare, perche’ nessuno si sarebbe aspettato questo inizio di stagione. Ma sono tre partite e non puoi stare qua, dopo tre partite, a parlare di colpa di uno o di un altro. Il campionato e’ ancora lungo, anche se bisogna essere realisti: la Juve fa un campionato a parte, e’ inutile nasconderlo, noi dobbiamo farne uno con Milan, Inter, Napoli e Lazio, un secondo campionato. Per me la Juve e’ fuori concorso e la gente deve saperlo. Le aspettative devono essere altre”. Cosi’ Francesco Totti ai microfoni di Roma Radio. “E’ logico che, visto quanto successo lo scorso anno, con la semifinale di Champions e il terzo posto, la stagione successiva cerchi sempre di migliorare, ma questo – aggiunge il dirigente giallorosso – significherebbe arrivare in finale di Champions e vincere il campionato…Tutti stanno cercando di darsi questo obiettivo, ma la realta’ e’ un’altra: la Juve e’ fuori concorso e noi dobbiamo cercare di arrivare tra il secondo e il quarto posto. Dobbiamo passare il turno di Champions ed essere piu’ uniti che mai, allontanando le dicerie fuori da Trigoria. Dobbiamo essere uniti e non pensare ad altro. La Juve vince sempre ma non deve essere un alibi. La squadra e’ forte e puo’ lottare per vincere lo scudetto. Riuscirci e’ un altro conto”.
Per Totti “le chiacchiere da bar dobbiamo lasciarle fuori Trigoria, altrimenti avremo problemi. La realta’ dei fatti la conosciamo solo noi. Di Francesco in discussione? Il mister e’ uno dei piu’ forti, e’ giovane, ha grandi prospettive, grande carattere, non si fa influenzare da nessuno – ribatte l’ex capitano giallorosso -. Penso che con il tempo dimostrera’ il suo valore. Lo ha gia’ dimostrato al Sassuolo ma anche lo scorso anno che e’ da Roma. Roma e’ una piazza particolare, si aspetta grandi risultati, ha voglia di vincere, tutti lo vogliamo: e’ da tanto tempo che non si vince, ma mi pare che qui vince solo la Juve in Italia…Siamo tutte uguali, nello stesso scempio. Dobbiamo stare vicini al mister, noi societa’, i tifosi soprattutto, che sappiamo come sono orgogliosi e amorevoli nei confronti della squadra. Senza di loro non possiamo andare da nessuna parte. Insieme possiamo uscire fuori dal tunnel, anche se non e’ un tunnel per me dopo tre partite…Di Francesco sa come uscirne fuori, la squadra deve essere brava a seguire le sue idee e suoi pensieri, la Roma fino a due mesi fa e’ stata grande in Italia e in Europa”.
Totti chiede pazienza anche quando si parla delle critiche al ds Monchi: “Sicuramente Monchi si e’ mosso insieme alla societa’ in determinati modi. Ha venduto grandi giocatori ma ha comprato allo stesso tempo grandi giocatori, giovani, con prospettiva, che possono fare gia’ bene in questo momento. La Roma e’ una squadra forte, con 15-16 nazionali, stare qua a giudicare Monchi e’ superfluo. A fine anno si puo’ tirare una riga, fare valutazioni, se ha portato i risultati va bene, altrimenti e’ giusto criticarlo. Ma dopo tre giornate non si puo’ giudicare una poersona. Se vinci 10 partite di fila allora diventa il piu’ forte di tutti, il numero uno? Avere equilibrio e’ la cosa piu’ importante. E poi quattro punti in tre partite con Torino, Atalanta e Milan ci puo’ stare”. Per il dirigente della Roma le parole di Justin Kluivert e Patrik Schick dai ritiri delle rispettive nazionali sono state travisate. “Ho letto le interviste che hanno fatto, quando si va in Nazionale cercano di tirare fuori le cose non dette. Loro sono ragazzi ed e’ giusto che vogliono dimostrare e vogliono giocare, significa che hanno apprezzamento verso la Roma e verso se stessi. Anch’io a 18 anni volevo giocare sempre. Chi non direbbe che non vuole essere titolare nella Roma…”.
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ROSSI CI CREDE “SEMPRE SPECIALE CORRERE A MISANO”
“È sempre speciale quando arrivi al tuo GP di casa”. Secondo nella classifica piloti della MotoGp, a 59 lunghezze dal leader Marc Marquez, Valentino Rossi proverà a ridurre il gap dallo spagnolo nel Gran Premio di San Marino, in cui è chiamato, dopo la cancellazione della tappa in Gran Bretagna per maltempo, a dare il massimo in sella alla sua Yamaha. “Ci saranno molti amici e tifosi sul circuito e faremo il possibile per trascorrere un buon weekend – spiega il fuoriclasse pesarese – Siamo stati a Misano per un test qualche settimana fa e dovremo riprendere il nostro lavoro da dove lo avevamo lasciato. Daremo il massimo per iniziare il weekend nel miglior modo possibile e fare una buona gara, lottando per il podio. Spero che il tempo sarà buono, e che quindi tutti possano godersi questo fine settimana”. “Sfortunatamente – le parole dell’altro centauro della Yamaha, lo spagnolo Maverick Vinales – a causa delle cattive condizioni meteorologiche, non abbiamo potuto correre a Silverstone e questo è stato un peccato perché mi sono sentito molto bene e sono stato veloce durante tutte le prove. Ora arriveremo a Misano dopo un test molto utile ad Aragona, dove abbiamo continuato a lavorare per trovare il miglior assetto per il mio stile di guida. Siamo molto motivati, perché sento che stiamo lavorando di nuovo nella giusta direzione. Sto iniziando ad avere la stessa sensazione sulla mia M1 come in avvio di stagione dell’anno scorso e questo mi dà un senso di calma e mi permette di concentrarmi sul continuare a ottenere punti in ogni gara. È molto positivo aver ottenuto buone prestazioni nei test sul tracciato di Misano qualche settimana fa. Abbiamo migliorato molte cose sul set-up, quindi – conclude Vinales – cercherò di dare il mio 100%, come sempre, per portare alla Yamaha la tanto attesa vittoria”.
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JORGINHO “LAVORO E GIOVANI, SIAMO SU BUONA STRADA”
“Sinceramente non penso che l’Italia meriti di essere dove è adesso. Siamo molto motivati, il mister, tutto lo staff, ed i giocatori, per poter far bene e tornare a vincere. Credo ci siano i presupposti per farlo”. Dal ritiro azzurro di Coverciano il centrocampista e regista della Nazionale Jorginho prova a prendere per mano a parole la squadra azzurra prima di farlo molto probabilmente da titolare venerdì sera a Bologna contro la Polonia, nella prima sfida che attende la rosa a disposizione di Roberto Mancini nel girone di Nations League. “Il Mondiale sinceramente l’ho guardato poco perché mi dispiaceva non esserci – ha aggiunto l’ex Napoli, ora al Chelsea assieme a mister Sarri – Non ho visto nazionali così forti che ci fanno essere così distanti da loro. Credo ce la possiamo fare a tornare su. Dobbiamo rimanere concentrati, abbiamo tanto da lavorare, tanti margini di miglioramento, con tanti giovani. Credo che abbiamo una buona strada davanti”. Visto il largo utilizzo fatto dal ct azzurro nelle prime tre amichevoli, questa Nazionale potrebbe considerarsi l’Italia di Jorginho regista: ”Questo lo dovete chiedere al mister. Credo che la cosa piu’ importante sia l’Italia e non che sia l’Italia di Jorginho. Continuiamo a lavorare duro, forte, perché tornare a vincere le partite cosa che ci serve per portare sempre piu’ entusiasmo e portare la gente dalla nostra parte. Io indispensabile? E’ una cosa bella, è il riconoscimento di quello che sto facendo. La cosa non puo’ che farmi piacere e mi da’ motivazioni per crescere e continuare meglio”. Rispetto al primo raduno azzurro fatto con Mancini“sinceramente non ho visto grandi differenze. Vedo solo che c’è sempre piu’ entusiasmo, i ragazzi stanno sempre di piu’ bene insieme, e questa è una bella cosa. Credo che per il gruppo sia fondamentale venire qui e stare bene fra noi. Giochiamo e scherziamo molto, e questo lo ritengo positivo perché tutto questo poi lo si tramuta in campo”. Quello che è cambiato rispetto al passato ritiro azzurro è il capitano della Nazionale, con fascia passata da Leonardo Bonucci a Giorgio Chiellini. “Io personalmente lo conoscevo già e sicuramente è un punto di riferimento per tutto noi, vista la sua esperienza ed il suo carisma – ha sottolineato Jorginho parlando proprio di Chiellini – Quando parla lo ascoltano tutti e credo che sia molto positivo il fatto di avere un giocatore così importante per tutti noi giovani. Il suo rapporto con Balotelli? Buonissimo, da quello che ho visto. L’atmosfera fra tutti i giocatori è molto buona e tranquilla”. In vista della gara di venerdì a Bologna, Mancini “ci ha chiesto innanzitutto di giocare a calcio, che non è poco. Ci ha chiesto di proporre un bel gioco e noi cercheremo di farlo sapendo che sarà molto difficile visto che affronteremo una squadra forte. La Polonia è una squadra molto fisica, fatta di tanta corsa, ha giocatori di qualità come Lewandowski, Milik e Zielinski. Dovremmo stare attenti ma anche cercare di imporre il nostro gioco e poi vedremo quello che succederà”. Infine Jorginho, interpellato sulla sua partenza da Napoli ha sottolineato che: “sono state una serie di cose che hanno portato alla mia cessione. In certe cose non c’è solo la volontà del giocatore ma anche quella della società. Ci siamo accordati per il bene di tutte e due le parti. Napoli è un posto così bello, meraviglioso, e sicuramente ho lasciato qualcosa. Mi mancano i miei amici, il sole, il mangiare ed il calore della gente. Vincere lo scudetto con il Chelsea di Sarri? Speriamo (ride, ndr), lavoriamo per quello”.
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KINDER ANCORA AL FIANCO DEL GRANDE VOLLEY
Nell’anno del suo cinquantesimo anniversario, Kinder rinnova il suo legame con il mondo della pallavolo. Kinder partecipa quest’anno ai Mondiali di Volley maschile che si svolgeranno dal 9 al 30 settembre 2018 ad Assago, Bari, Bologna, Firenze, Roma e Torino, in Italia, e a Ruse, Sofia e Varna, in Bulgaria e vedranno la partecipazione di ventiquattro squadre nazionali. Kinder sostiene il mondo della pallavolo in Italia già dal 2002, così come anche in altri paesi quali Spagna, Portogallo e Polonia. L’anniversario prevede diverse attività – sia di carattere mediatico sia eventistico – con l’obiettivo da parte di Kinder di celebrare l’affetto di tutti i suoi consumatori nel mondo, dando vita alla campagna internazionale “Kinder – Made of Happy”.
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DE MARCHI FA FESTA, SUA L’11° TAPPA DELLA VUELTA
A distanza di tre anni, Alessandro De Marchi torna ad assaporare il gusto della vittoria. E ancora alla Vuelta a Espana, dove conquista il suo terzo dei quattro centri messi in bacheca in una carriera che, almeno fin qui, lo ha visto vincere poco in relazione agli sforzi prodotti in corsa. Professionista dal 2011, soprannominato il ‘Rosso di Buja’, il 32enne friulano della Bmc vive la giornata perfetta e mette la firma su una delle tappe più complesse della prova iberica del World Tour, la Mombuey-Ribeira Sacra (Luintra) di 207,8 chilometri. Tracciato adattissimo a chi, come lui, ama le imprese da lontano. E infatti, l’azzurro si ritrova con merito nel lotto dei 19 attaccanti della prima ora, impreziosito anche da uomini che strizzano l’occhio alla classifica, come il francese Thibaut Pinot (Groupama-Fdj), e da un altro friulano doc come Franco Pellizotti (Bahrain-Merida). Il vantaggio dei battistrada non salirà mai sopra i quattro minuti ma dietro prevalgono le logiche in ottica ‘Roja’ piuttosto che la volontà di colmare il gap. C’è tanta di quella salita che si vede anche Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), intento al forcing più per provare la condizione che per dare una scossa reale alla tappa. Davanti ci prova Pinot, poi ai -20 dalla fine se ne va De Marchi, sul quale si porta il colombiano Jhonatan Restrepo (Katusha-Alpecin), pronto a recitare il ruolo del ‘Carneide’. L’azzurro però preferisce non correre rischi e, sotto una pioggia battente che bagna i corridori nel finale, a circa cinquemila metri dall’approdo saluta e se ne va tutto solo a raccogliere le meritate ovazioni del pubblico. Restrepo deve accontentarsi della seconda piazza, Pellizotti chiude con un bel terzo posto. “Se avessi fatto lo sprint sarei arrivato secondo – spiega soddisfatto De Marchi – L’unica possibilita’ era muoversi prima, sapevo di poter provare sull’ultimo strappo, non mi sentivo con le gambe migliori ma era l’unica mossa che potevo fare. E’ stata una battaglia tutto il giorno. Ogni mossa avrebbe potuto essere quella buona, e’ stato molto difficile ma ho dato il massimo di quello che avevo. Tante volte ci provi ma non arriva il risultato e allora perdi un po’ di fiducia in te stesso, invece e’ bello ogni tanto tagliare il traguardo per primo”. Poche variazioni nelle parti nobili della graduatoria, con il britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott) che mantiene in vetta il prezioso secondo di margine sullo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar); Fabio Aru (Uae Emirates) perde invece 41″ dai migliori e scivola in 13esima piazza, a 1’49” dalla maglia rossa. Domani si disputa la dodicesima frazione della Vuelta, la Mondonedo-Faro de Estaca de Bares (Manon) di 181,1 chilometri, ultimo appuntamento per i velocisti prima del trittico conclusivo che metterà la parola fine ad una gara che resta ancora aperta ad ogni soluzione.
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SCHIAVONE SI RITIRA “HO REALIZZATO I MIEI SOGNI”
La “Leonessa” che ha fatto innamorare Parigi ed emozionare tutti gli italiani, ha deciso di dire basta. A 38 anni è convinta che sia “arrivato il momento giusto” per smettere e lei, Francesca Schiavone, ha scelto New York e la cornice degli US Open, nella sala conferenze dell’Arthur Ashe Stadium, per chiudere una carriera straordinaria, per annunciare al mondo del tennis e dello sport una decisione che era nella sua testa “da dopo il Roland Garros, poi mi sono serviti alcuni mesi per focalizzarlo al meglio e capire che era la cosa giusta da fare. E’ un momento molto importante della mia vita, perché ho deciso di dire arrivederci al tennis e lo faccio ascoltando il mio cuore – ha detto nel corso della conferenza stampa di New York riportata dalla Federtennis -. Sì, perché quando sono arrivata qui invece la mia testa mi diceva: ‘Scendi in campo e lotta, perché puoi battere tante giocatrici’. Ma il cuore ha detto che sono in pace con me stessa e felice della mia carriera e della mia vita. Quando mi alzo al mattino, sono serena”, ha aggiunto la Schiavone, che ha vinto il Roland Garros nel 2010 (prima azzurra di sempre) e ha raggiunto la finale anche l’anno successivo.
In carriera vanta un best ranking stellare, numero 4, e ha vinto complessivamente 8 titoli Wta – l’ultimo a Bogotà lo scorso anno – e tre Fed Cup con la maglia azzurra. “Quando avevo 18 anni avevo due sogni, vincere il Roland Garros e diventare una top ten: li ho realizzati entrambi e quindi sono felice di questo e posso ritenermi fortunata. Dopo venti anni di carriera ho nuovi sogni, perché il cuore ha bisogno sempre di sogni ogni giorno: il nuovo sogno è venire qui come coach e vincere uno Slam – ha confidato l’azzurra – aiutando un ragazzo giovane a riuscirci, sarebbe qualcosa di fantastico. Il tennis mi ha insegnato a essere una persona umile e rispettosa, lo sport è vita. Devo ringraziare prima di tutto i miei genitori, Luigi e Giovanni, persone splendide per me, e a tutte le persone a cui non sono riuscita a dirlo prima perché la mia vita è corsa via veloce”. Smette di giocare, ma la sua vita rimarrà sempre legata al tennis e nel suo futuro ci sarà ancora e sempre il tennis. “Amo questo sport e sono pronta a trasmettere la mia esperienza e la mia passione. Da qualche mese – spiega – mi sto dedicando ai ragazzini a Miami, negli Hamptons, e mi piace, amo quello che faccio e da loro sto imparando tantissimo. E allora queste sono state le risposte che cercavo dentro di me”.
“Da tre-quattro mesi che ci sto pensando, dopo il Roland Garros ero indirizzata verso questa decisione – ha proseguito la milanese -. La sensazione gratificante che provo in quello che faccio adesso mi ha dato la conferma che è il momento giusto. Forse posso sembrare triste, ma invece dentro sono felice. E una volta uscita da qui andrò a bere un po’ di champagne…”. Ha scelto New York per annunciare la sua decisione ma senza “nessun motivo particolare. Non c’era bisogno di passerelle o cerimonie, quando qualche settimana fa ho maturato in modo compiuto in me l’intenzione di ritirarmi ho chiesto agli US Open questa opportunità, di annunciarlo durante il torneo, e quindi li ringrazio, insieme alla WTA. Del resto, qui ho alcuni bellissimi ricordi, amo in particolare il match vinto negli ottavi contro la Sugiyama”. Grandi trionfi da Francesca Schiavone, ma anche come “Leonessa” azzurra. “Il tennis è uno sport individuale, anche se c’è sempre un team dietro una giocatrice, 3-4 persone che si prendono cura di lei, ma poi però in campo vai tu, ti assumi le responsabilità e pure le decisioni e le scelte del caso. Fa eccezione invece la Fed Cup, che è fantastica proprio perché difendi i colori del tuo Paese: ho avuto la fortuna di vincerla in tre occasioni, oltre ad altri bei risultati, convivendo momenti speciali con le mie compagne di squadra e quindi anche legami di amicizia che restano nel tempo”.
Come tennista le piacerebbe essere ricordate per “Atteggiamento, disciplina, dedizione, oltre alla grandissima passione per il tennis, spero siano gli specchi di quello che ho fatto. Il resto, ovvero numeri, statistiche, risultati e anche qualche scontro personale, sono relativi. Mi auguro insomma di aver lasciato emozioni e un solco di felicità. Rimpianti? Uno ce l’ho, sì. Sarebbe stata una cosa meravigliosa vincere una medaglia alle Olimpiadi, non per me, ma per il mio Paese, e ci siamo andati vicino. Però un giorno ci riusciremo, ne sono certa e ne sarò davvero orgogliosa”.
(ITALPRESS).










