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IL 23 SETTEMBRE A ROMA LA HALF MARATHON VIA PACIS

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Una manifestazione “aperta a tutti coloro vogliano dire di no alla violenza, no al razzismo, no alla discriminazione di ogni genere e provenienza”.

Tutto pronto per la seconda edizione della Rome Half Marathon Via Pacis, la mezza maratona multi religiosa per la pace che si correrà il prossimo 23 settembre e presentata oggi all’interno del Colosseo, dove sono intervenuti il sindaco Virginia Raggi, Monsignore Melchor Sanchez de Toca del Pontificio Consiglio della Cultura e responsabile del settore Cultura e Sport; Alfio Giomi, presidente Fidal; Daniele Frongia, assessore allo sport, politiche giovanili e grandi eventi, e Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. La seconda edizione della gara si svolgerà domenica 23 settembre, con partenza alle 9 da Piazza San Pietro e, secondo Virginia Raggi, si tratta di una scommessa vinta “sulla possibilità di unire culture e popoli, con un messaggio che va oltre le differenze. Bisogna creare ponti. Un impegno che la nostra città rinnova per promuovere gli ideali di pace e di solidarietà, dialogo e rispetto”. Per Monsignor Melchor Sanchez de Toca, le parole guida della manifestazione saranno “inclusione, ispirazione e impegno”, in un percorso che si ispira lontanamente al percorso delle 7 chiese, cercando di collegare idealmente, nel tessuto urbano di Roma, i luoghi di culto più rappresentativi” della Capitale.

 

Infatti, la manifestazione abbraccerà cinque tappe che sottolineeranno la partecipazione delle diverse confessioni religiose: San Pietro, la Sinagoga, la Moschea, la Chiesa Valdese e la Chiesa Ortodossa in due percorsi podistici: uno di 21km per la competitiva e l’altro di 5 km per la non competitiva. “Come federazione siamo convinti, da sempre, che lo sport sia un linguaggio universale, uno strumento prezioso per diffondere il dialogo e l’integrazione. Di questi valori l’atletica italiana è portatrice dentro e fuori i contesti agonostici”, ha detto Giomi. Al termine della presentazione, gli organizzatori hanno inserito il loro messaggio di pace all’interno di una teca trasparente. “Io corro perché Roma è fatta da una comunità di persone che si aiutano e alla fine vincono tutte insieme”, è stata la testimonianza della Raggi.

RAIKKONEN “VIA DA FERRARI? DECISIONE NON È MIA”

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“Quello che è successo è stato già detto varie volte, non è stata una decisione che ho preso io e quello che è scaturito dopo non è dipeso da una mia decisione”. Alla vigilia delle prime libere del Gran Premio di Singapore, Kimi Raikkonen torna sull’annunciato addio a fine stagione alla Ferrari. Il pilota finlandese correrà dal 2019 con la Sauber, il cui livello sembra però lontano dalla Ferrari di quest’anno. “Ci sono tante differenze fra tutte le macchine, non sono molte quelle sullo stesso livello ma è sempre stato così e vedremo cosa succederà in futuro – continua il pilota finlandese – Perchè la Sauber? Perchè no, ho voluto farlo. Nessuno sa cosa accadrà il prossimo anno, vedremo cosa riusciremo a fare, dovremo puntare alle migliori posizioni possibili e poi vedremo il risultato. Ho i miei motivi e sono sufficienti per me, non ho bisogno di sentire quello che pensano gli altri, non mi interessa, sono contento dei miei motivi”. Raikkonen rivela di essere stato informato che non sarebbe stato un pilota della Ferrari nella prossima stagione “a Monza, poi conosco delle persone che lavorano alla Sauber dalla mia esperienza passata e abbiamo cominciato a parlare da quel momento. È andata così, c’è stata questa opportunità, non avevo un piano a lungo termine. Aiutare Vettel nella lotta per il titolo? Io posso guidare solo una macchina…”, sorride Raikkonen che poi torna serio e aggiunge: “Si parla sempre tanto di varie cose, se posso aiutare o meno ma è sempre facile parlare da fuori, in pista è molto più difficile fare le cose giuste. Vedremo cosa succederà in gara, conosciamo le nostre regole interne e sono abbastanza semplici”. A 39 anni, quella alla Sauber potrebbe essere la sua ultima esperienza in F1: “c’è un’opportunità molto alta che sia così ma smetterò quando sentirò che è la cosa giusta per me ma oggi gareggiare è la cosa che mi piace di più. Non sono interessato ai numeri, all’età, faccio quello che ritengo giusti per me e vedremo cosa accadrà in futuro. L’importante è che rimanga in saluta e poi decideremo”. Sulla possibilità di rimanere in Sauber come dirigente una volta lasciato il circus, Raikkonen non si sbilancia: “ho firmato come pilota e sono interessato a fare il pilota, chissà cosa potrà accadere fra due anni. Ci sono sempre voci, congetture, ma al momento non c’è nulla di concreto, non ho un contratto che stabilisca questo”.

FUGA VINCENTE PER WALLAYS, VELOCISTI SORPRESI

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Nell’ultima occasione per i velocisti prima del gran finale di Madrid, Jelle Wallays si toglie la grande soddisfazione di vincere alla Vuelta beffando, per questione di centimetri, i grandi specialisti dello sprint: Peter Sagan, che resta ancora a secco, ed Elia Viviani (gia’ a segno in due occasioni) ci hanno provato nel finale di Lleida ma il vantaggio accumulato dal belga della Lotto, seguito dal compagno di fuga Sven Erik Bystrom, e’ risultato sufficiente. Braccia alzate al traguardo per Wallays al termine di una frazione, la diciottesima della corsa iberica, con medie alte e conclusa dopo 186,1 chilometri per lo piu’ pianeggianti. Assieme a Jetse Bol (Burgos), Wallays e Bystrom hanno preso vantaggio praticamente dallo start di Ejea de los Caballeros. Il gruppo ha lasciato andare i fuggitivi che non hanno accumulato mai un vantaggio superiore ai 3’02”: lungo le ventose strade aragonesi che portano alla Catalogna, il trio di testa ha tenuto duro, mantenendo un distacco sopra i 2′ fino ai 25 chilometri.
A quel punto Quick Step, Bora Hansgrohe e Trek Segafredo hanno preso con decisione il comando, convinti di poter raggiungere il trio diventato duo a 7 chilometri dal traguardo, con Bol a perdere terreno. La sorpresa era pero’ in agguato. Nei pressi di Lleida, pero’, il treno non e’ riuscito ad agganciare Wallays e Bystrom che hanno lanciato una volata atipica, vinta dal 29enne belga davanti al norvegese nonostante la rimonta (tardiva) di Sagan e Viviani, rispettivamente terzo e quarto. Il britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott) mantiene la maglia rossa di leader della classifica generale con 25″ di vantaggio su Alejandro Valverde alla vigilia delle due tappe di montagna che decideranno la Vuelta: si comincia domani con la Lleida-Andorra (Naturlandia) di 154,4 chilometri. La resa dei conti ormai e’ vicina.
(ITALPRESS).

L’ITALVOLLEY CONCEDE IL BIS, BELGIO BATTUTO 3-0

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Dopo il Giappone, l’Italvolley batte con un perentorio 3-0 il Belgio e conquista il suo secondo successo consecutivo nel Mondiale maschile. Prestazione eccellente su quasi tutti i fronti per la formazione guidata da Blengini, trascinata da un “Nelson Mandela Forum” di Firenze tutto esaurito, che ha accompagnato la sinfonia azzurra di Zaytsev e compagni. Fin dalle prime battute si capisce come la partita vivrà di sussulti e strappi, con gli azzurri che fanno affidamento principalmente sui propri giocatori piu’ rappresentativi, il capitano Zaytsev, e Juantorena su tutti, mentre i belgi di Anastasi provano a rispondere con la propria stella Deroo, che pero’ fatica ad ingranare. E’ la formazione di coach Anastasi ad andare subito avanti (5-7) ma è un’illusione: Zaytsev, otto punti già nel primo set, piazza il break giusto con una schiacciata delle sue (22-15 Italia), la difesa ospite ci mette un bel po’ prima di prendere le giuste contromisure  e Lanza chiude in maniera vincente per gli azzurri il primo set.
Sul fronte belga è lo schiacciatore Rousseaux uno dei pochi a salvarsi, troppo poco pero’. Per capire l’importanza dell’incontro, revival dei quarti di finale degli Europei di un anno fa, basti osservare l’uso costante e continuo che le due squadre fanno del video check, con il secondo set che è costellato anche da moltissimi errori gratuiti. La Nazionale italiana ancora una volta pero’ grazie a Zaytsev, quasi perfetto in attacco (86%), e in battuta, e con un Mazzone determinante in attacco e a muro, mette la freccia (19-11). Un ace di Juantorena consente all’Italia di andare due a zero, con gli azzurri che non abbassano la guardia anche nel terzo set dove volano subito 15-8, di fatto azzerando le velleità del Belgio. Anastasi prova a cercare, senza fortuna, qualcosa dalla sua panchina, in maniera vana per lui visto che Giannelli piazza due battute vincenti consecutive, e una schiacciata di Anzani (25-16) conducono gli azzurri al tre a zero finale.
Puo’ così iniziare la festa degli uomini di Blengini, con celebrazione speciale per Simone Giannelli che stasera ha collezionato la sua centesima presenza con la maglia della Nazionale. Prossimo appuntamento per l’Italia ancora a Firenze sabato, a partire dalle 21:15: avversario di turno l’Argentina guidata da Julio Velasco.
(ITALPRESS).

SPALLETTI “PARMA? VIETATO PERDERE ALTRI PUNTI”

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“Il Parma giocherà sicuramente con entusiasmo. Hanno poi gente come Bruno Alves, che ho avuto per tre anni allo Zenit, Inglese, che è bravo, e Gervinho che e’ uno che nelle ripartenze puo’ fare male. Servira’ un equilibrio quasi perfetto in tutte le nostre azioni. Dovremo stare attenti in ogni momento della partita. Loro avendo tutta la squadra raccolta avranno facilita’ nella copertura degli spazi e ci vorra’ ancora piu’ qualita’ e velocita’ nelle decisioni”. Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, alla vigilia del match contro i ducali di D’Aversa. “Si pensa al Tottenham, ma c’e’ da vincere domani e farlo in maniera convincente, con un buon calcio, una buona personalita’”, ha aggiunto Spalletti, secondo cui l’Inter “non si puo’ permettere di lasciare altri punti per strada”. In tal senso, l’ottimismo è dato dal fatto che “il gruppo e’ a posto, non c’e’ niente di nuovo, nel senso che ci sono problematiche che gia’ conoscevamo, relative alla settimana precedente. Abbiamo trovato tutto quello che avevamo lasciato. La formazione? Qualcuno si e’ allenato solo stamattina, bisogna vedere la reazione, i dati dell’allenamento e la considerazione delle due partite ravvicinate. Va tenuto conto di tutto”. Per l’Inter 7 gare in 21 giorni, un autentico tour de force. “E’ una tappa del percorso che abbiamo preparato durante tutta la scorsa stagione – ha spiegato Spalletti -. Dobbiamo farci trovare pronti, e’ quello che siamo andati a cercare e per cui abbiamo sofferto un’intera stagione. Abbiamo un numero di calciatori che ci permette di andare a sopperire, se non succede qualcosa di particolare, a questi turni ravvicinati, a questi periodi in cui si giochera’ ogni tre giorni. La lista Champions? Ci hanno giocato per giorni, scrivendo a piu’ riprese ‘bocciato Gagliardini’ per fare confusione, che a qualcuno garba. Sono costretto a ripetere che io faccio le formazioni scegliendo, non bocciando, e’ un problema vostro per costruzione mentale. Mettetevelo a posto da soli questo problema”.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI “KO CON SAMP NON È LA FINE DEL MONDO”

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“Abbiamo perso una partita brutta, ma non è la fine del mondo, siamo all’inizio del campionato”. Così il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, che contesta anche alcune statistiche pubblicate in questi giorni, ma incappa in una piccola gaffe parlando del Milan piuttosto che del suo Napoli, poi ci scherza su e va avanti. “Leggo che siamo la squadra che ha corso meno di tutti, ma anche i dati vanno analizzati, è roba di 50 metri, sono dati che lasciano un po’ il tempo che trovano”, ha aggiunto l’allenatore azzurro per poi assicurare che non si è mai pentito di aver detto sì a De Laurentiis. “Non voglio dire quello che penso perchè altrimenti il mio presidente direbbe che mi ha dato troppi soldi, ma io sono veramente contento di essere qui, per tanti motivi, per il valore della squadra, per l’ambiente, la passione e tutto il resto. Se domani ci saranno solo 20mila spettatori, cercheremo di offrire un grande spettacolo, in modo che chi c’era potrà dire agli assenti di aver visto un bel Napoli”. Non si preoccupa delle critiche, nè di dover ridare fiducia a un ambiente che non ha digerito il ko in casa della Samp. “Faccio l’allenatore, non sono un ambasciatore, nè uno psicologo, non c’è bisogno di fare psicologia, tutti hanno capito cosa non è andato bene a Genova, dobbiamo guardare avanti”.

Ancelotti non si fa condizionare da critiche e da una sconfitta che è stata pesante ma che non cancella le ambizioni della squadra e la convinzione di poter fare bene. “L’umore è buono, i nazionali finalmente sono tornati, come sapete abbiamo avuto questo infortunio di Chiriches, ci mancherà per un po’, ma troveremo le soluzioni per sopperire a questa assenza, per il resto stanno tutti abbastanza bene e saranno disponibili per domani. In questa sosta abbiamo avuto il tempo di analizzare bene la sconfitta con la Samp, l’approccio iniziale è stato buono, ma è mancata la reazione e il controllo del gioco dopo il primo gol, poi sì, la seconda metà del primo tempo è stata da dimenticare. Dobbiamo crescere molto perchè finora i nostri primi tempi non sono stati quelli che volevamo. Abbiamo subito diversi gol, ma è anche perchè in questo periodo le piccole disattenzioni pesano più del normale, si tratta di dettagli, non è la realtà dire che la nostra fase difensiva è deficitaria, abbiamo avuto tre partite contro avversari di alto livello e la squadra dal punto di vista difensivo si è comporta bene, ma abbiamo pagato qualche errore individuale”. In attacco Mertens o Milik? “Entrambi sono rientrati ieri abbastanza stanchi, devo ancora decidere. Ora abbiamo partite ravvicinate, ma prima pensiamo alla Fiorentina, poi penseremo alla Stella Rossa”.

Da ieri la Treccani ha inserito nella propria Enciclopedia il Sarrismo. Non c’è l’Ancelottismo, ma lui, Carlo Ancelotti, non ne fa un problema e trova anche la spiegazione. “Se non l’hanno tirato fuori vuol dire che non c’è, da sempre le squadre di Guardiola e Sarri hanno avuto una filosofia di gioco ben precisa e quindi saltano fuori questi neologismi legati a un’identità di gioco, per me non è così, il mio è un calcio meno identificabile rispetto ad altri allenatori – ha spiegato il tecnico del Napoli -. A me piace pressare alto con i difensori, ma anche la difesa bassa perchè a volte è il miglior modo di difendere”.
(ITALPRESS).

RAIKKONEN IL PIU’ VELOCE DEL VENERDI’

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“Siamo soltanto al venerdì”, ripete come è solito fare Kimi Raikkonen commentando il risultato delle prove libere a Singapore, ma il pilota della Ferrari, sotto i riflettori che illuminano a giorno il circuito di Marina Bay è stato il più veloce di tutti, mostrando anche di avere un buon passo in vista della gara di domenica, ma soprattutto pronto a giocarsi la pole position come a Monza. “Faremo del nostro meglio” aggiunge “Iceman”. “Le cose oggi sono filate piuttosto lisce, ma vediamo domani” rimanda alle qualifiche di sabato il pilota della Ferrari. La Scuderia del Cavallino ha puntato tutto sul lavoro svolto dalla svedese per capire come cercare il miglior set up. “Ho provato due diversi tipi di fondo, ma non c’era la differenza come il giorno e la notte” afferma Kimi. Questo perchè il suo compagno di squadra, dopo una toccatina con la posteriore destra a cirva 40′ dal termine della seconda sessione, tornando ai box ha lasciato una scia di un liquido non ben precisato. Dopo i controlli, a scopo precauzionale, gli uomini in rosso hanno deciso di non farlo più uscire.
“E’ stato più di un ‘bacio’ contro il muretto, dice con un sorriso Seb. “In via precauzionale si è deciso di non farmi girare più. Ma prima della toccata avevo della buone sensazioni sulla macchina, eppoi conosco bene la pista e questo mi aiuterà nella ricerca del giusto bilanciamento” afferma Vettel che poi si dice comtento del fatto che Raikkonen sia stato protagonista di una buona seconda sessione. “E’ molto importante e positivo che lui abbia avuto una sessione dove tutto è filato liscio. Ma in ogni caso siamo così avanti nella stagione che non è un dramma perdere un pò di tempo in pista, anche se sarebbe stato meglio poter continuare a girare. Comunque alcune delle cose che abbiamo provato sono state positive”, conclude il quattro volte iridato che ha ottenuto il nono tempo a 1″9 dalla migliore prestazione di giornata di Raikkonen. Anche se ha avuto qualche problema con l’usura dell’anteriore sinistra, Lewis Hamilton è stato molto veloce, fermandosi a soli 11 millesimi dal finnico della Ferrari.
Sabato, quindi, non è difficile immaginarli in lotta per la pole position. Più lontani gli altri contendenti. Max Verstappen è sul terzo gradino del podio virtuale. Il giovane pilota olandese, però, paga mezzo secondo; mentre il suo compagno di squadra Daniel Ricciardo è più lento di un decimo. Vallteri Bottas, con l’altra Mercedes è quinto a quasi sette decimi da Kimi. Nei long run, però, le due monoposto austriache hanno dimostrato di avere un passo molto vicino a quello di Ferrari e Mercedes.

PER L’ITALVOLLEY ARRIVA L’ESAME ARGENTINA

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All’indomani della splendida vittoria sul Belgio l’Italvolley è già proiettata su un’altra sfida chiave della prima fase del Campionato Mondiale 2018, il match di domani contro l’Argentina di Julio Velasco. Alle ore 21.15, diretta su RaiDue, Giannelli e compagni scenderanno in campo in un Nelson Mandela Forum che si preannuncia strapieno come ieri sera: da diverse settimane infatti sono stati venduti tutti i tagliandi.      
Gli azzurri hanno sfruttato la giornata di riposo per ricaricare le energie e per preparare al meglio la partita contro i sudamericani: formazione che nella Volleyball Nations League superò l’Italia 3-0. Da quella partita molte cose, però, sono cambiate e i ragazzi di Blengini prima con il Giappone e poi soprattutto contro il Belgio hanno messo in mostra evidenti progressi. Gioco veloce, tante difese e un livello di concentrazione altissimo per tutto il corso della partita, queste alcuni delle chiavi della vittoria contro la squadra di Anastasi.     
Concetti ribaditi dal centrale azzurro Daniele Mazzone: “Ieri si è vista un’Italia spumeggiante, capace di mettere in campo le sue migliori qualità. Nelle settimane di collegiale abbiamo lavorato tanto e migliorato la nostra fase difensiva. Dobbiamo continuare così anche nelle prossime partite, se possibile migliorando ancora alcuni aspetti. Con il Belgio per esempio all’inizio del primo set abbiamo subito un gap di qualche punto, penso che contro con squadre più forti possa diventare più complicato recuperare. La partita di domani non sarà facile, l’Argentina è una formazione che difende tanto, hanno due centrali forti e un palleggiatore fenomenale. Bisogna scendere in campo concentrati ed esprimere al meglio il nostro gioco. Nelle prime due partite Simone (Giannelli ndr) è stato bravissimo, ci ha dato palla sempre nei momenti opportuni e questo ha fatto sì che il nostro attacco abbia funzionato nella migliore maniera”.
(ITALPRESS).