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ANDORRA SORRIDE A PINOT, YATES IPOTECA LA VUELTA

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Nella diciannovesima tappa della Vuelta, che portava la carovana da Lleida ad Andorra, la maglia rossa Simon Yates rinforza la sua leadership e ipoteca la vittoria finale della corsa a tappe che si concluderà domenica, staccando il suo grande rivale Alejandro Valverde sulla salita finale. La vittoria di tappa è del francese Thibaut Pinot, ma il britannico della Mitchelton Scott è bravissimo a rompere il gioco di squadra della Movistar, a stoppare un tentativo di fuga di Quintana, per poi arrivare sul traguardo lasciando la tappa al portacolori della Groupama, ma rifilando più di un minuto alla maglia verde Valverde. I primi 100 dei 154 km di una frazione breve ma intensa, vedono qualche isolato tentativo di fuga, tenuto sotto controllo dal gruppo dei migliori guidato dalla Movistar di Valverde. Gli ultimi a mollare sono Castrovejo e Ben Thomas, ripresi poco prima dell’ascesa finale, l’interminabile salita del Coll de la Rabassa, la cima più alta della Vuelta, un’ascesa di 17 km con una pendenza media del 6,6%, ma che presenta delle rampe dure al 13%. A 13 km dal traguardo prova l’allungo Nairo Quintana, compagno di squadra del secondo in classifica Valverde, insieme al capitano e quinto della generale Kruijswijk. Gli uomini della maglia rossa Yates però non mollano e li tengono a distanza, mentre dal gruppo scatta anche Pinot che raggiunge i battistrada. Il britannico leader del Giro di Spagna dimostra di essere in grande forma, lascia per strada il resto del gruppo dei migliori e si porta sui quattro in fuga sorprendendo Valverde. Quintana allora si fa staccare per provare ad aiutare il suo capitano a riportarsi su Yates, ma fora immediatamente, mentre davanti i tre fuggitivi collaborano tra loro, guadagnando una quarantina di secondi a 6 km dal termine. Il vantaggio della maglia rossa su un Valverde affaticato aumenta chilometro dopo chilometro, mentre sulla “flame rouge” si stacca anche Kruijswijk e davanti rimangono in due.
Sul traguardo si impone Pinot, alla sua seconda vittoria alla Vuelta, ma il vero trionfatore è Yates che mette una seria ipoteca sulla classifica generale, visto che Valverde si presenta sul traguardo con 1’05” dal rivale. Kruijswijk riesce invece a scalzare Mass dal terzo gradino del podio. Male gli italiani Nibali e Aru, staccatisi sulle prime rampe della salita finale. L’unico a salvarsi è De Marchi, arrivato alle spalle dei migliori.
(ITALPRESS).

ITALBASKET SUPERA LA POLONIA

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Prima sfida e primo successo per l’Italia nella seconda fase delle Qualificazioni al Mondiale di Cina 2019. In un PalaDozza vestito d’Azzurro e sold out per l’occasione la squadra del CT Meo Sacchetti si è imposta sulla Polonia per 101-82, mantenendo così la seconda posizione nel Girone J alle spalle della Lituania (vittoria col brivido 84-83 in Croazia). Miglior marcatore è stato Amedeo Della Valle con 28 punti (8/11 da tre). In doppia cifra anche Pietro Aradori e l’esordiente Jeff Brooks con 16 punti e Luigi Datome con 14 punti. “Ci tenevamo tanto a vincere di fronte a questo pubblico e volevamo riscattare la sconfitta in Olanda per cominciare bene la seconda fase. Nel primo tempo bene in attacco poi nel secondo tempo con diverse difese abbiamo scavato un gap tra noi e loro. Bene la vittoria e bene lo scarto. Ora pensiamo all’Ungheria perché non è mai facile giocare fuori casa. Strepitoso il pubblico di Bologna, con un ambiente così ci si può solo esaltare” dice coach Sacchetti.
Con il successo sulla Polonia (32esima su 44 sfide), l’Italia sale così a quota 12 punti nel Girone J. Nel raggruppamento continua senza freni la marcia della Lituania, corsara in Croazia con il punteggio di 84-83. Successo esterno anche per l’Ungheria in casa dei Paesi Bassi (74-59). Nel pomeriggio di domani, sabato 15 settembre, la squadra si trasferirà a Debrecen, dove lunedì 17 settembre incontrerà l’Ungheria per la seconda gara del Girone J (ore 18:00, diretta su Sky Sport HD).

ALLEGRI IN DIFESA DYBALA “TROPPE PRESSIONI SU DI LUI”

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Dybala sì o Dybala no? Tiene banco la presenza della Joya nella gara tra la Juventus e il Sassuolo in programma domani alle 15 all’Allianz Stadium di Torino. “Sono molto contento di come è entrato a Parma nell’ultimo quarto d’ora, con un approccio completamente diverso – ha detto Allegri in conferenza dalla sala stampa dello Stadium – Poi deve fare come gli altri e si deve allenare e poi da qui al 30 dicembre iniziano tante partite e abbiamo due obiettivi: passare il turno in Champions e mantenere la testa in campionato. Ho una rosa importante e ogni tanto qualcuno dovrò lasciarlo fuori anche se come dico sempre le partite si giocano in 14 e quindi ci sarà spazio per tutti”. Il fatto che abbia Dybala abbia giocato meno non è da imputare a un solo fattore: “Ho fatto delle scelte tecniche e di formazione, e dopo la prima partita avevo deciso di giocare con altri giocatori – ha aggiunto il tecnico -. Le qualità di Paulo nessuno le mette in discussione. Deve ritrovare il posto da titolare e deve come tutti mettersi in discussione e lavorare. Si stanno mettendo addosso delle pressioni che non vanno bene perché se domani gioca e non fa bene lo massacrate e allora devo capire. Siete i primi che lo vogliono in campo e poi lo massacrate”.

Chi è invece certo del suo posto è ovviamente Cristiano Ronaldo, candidato al Fifa Best Player. A chi assegnerebbe il premio Allegri? “A Ronaldo per quello che ha fatto l’anno scorso, senza nulla togliere a Modric. Il premio lo meriterebbe assolutamente Ronaldo”. Domani “non mi aspetto né più né meno di quello che fatto nelle prime tre partite – ha aggiunto l’allenatore livornese -. Nelle prime non ha fatto gol però ha lavorato bene e credo domani si sbloccherà e farà gol”. Stando alla presenza del portoghese in campo, l’ipotesi di presenza di Dybala è per Allegri una questione tattica: “Credo che nel calcio ci voglia equilibrio, è solo questione di caratteristiche dei giocatori. Se giocano Dybala, Mandzukic e Ronaldo quando abbiamo palla è tutto semplice, quando non la abbiamo bisogna mettersi a disposizione – ha risposto -. L’importante è trovare equilibrio quando non abbiamo palla e poi in tre partite abbiamo già preso tre gol, molti tiri in porta e tante occasioni e questo non va bene. Su quello bisogna trovare una solidità diversa e mettersi tutti a disposizione”. Domani sarà testa a testa tra prima e seconda in classifica. Insieme a Juve e Fiorentina, il Sassuolo è l’unica altra squadra ancora imbattuta in A, merito anche del suo tecnico Roberto De Zerbi. “E’ uno dei giovani più bravi, l’ha dimostrato anche l’anno scorso. Sta facendo bene col Sassuolo dove ha giocatori di qualità superiore rispetto a quelli che aveva lo scorso anno. Domani è uno scontro diretto perché la classifica dice questo. Hanno dei giocatori bravi, ben miscelati e un allenatore che con del materiale buono si sta facendo valere”. Per la scelta dei titolari, “sicuramente chi ha giocato due partite in Nazionale difficilmente potrà giocare, ad eccezione di Matuidi”, ha detto il tecnico. In porta “domani gioca Szczesny però prossimamente quando giocheremo ogni tre giorni ci sarà spazio anche per Perin”.

Si guarda anche alla Champions: “Mandzukic scenderà in campo poi per Khedira e Chiellini dovrò decidere. Chiellini è quello più indiziato ad avere un turno di riposo”. Al posto del difensore livornese uno tra “Benatia e Rugani. Valuterò oggi”. A centrocampo, “domani potrebbe essere la prima partita da titolare di Emre Can – ha spiegato Allegri -. Pjanic difficilmente giocherà e devo valutare se giocherà Khedira o non giocherà”. Anche la presenza dell’ex campione del mondo va a inficiare sulla scelta del centrocampo titolare: “Se non gioca devo valutare se far giocare in mezzo lui o Bentancur”, ha spiegato Allegri che ha parlato anche delle difficoltà della Nazionale azzurra. “Mancini ha iniziato un lavoro, ci vogliono pazienza e fiducia e soprattutto ci vuole equilibrio. Bisogna rivedere quelle che sono state negli ultimi 20 anni le idee di calcio. Quello che c’è stato 40 anni fa nel calcio non è tutto da buttare e c’è bisogno che chi di dovere faccia un programma, non solo verso i giocatori ma anche verso gli educatori e gli insegnanti. Può darsi che ci sia una metodologia che vada rivista. Rendere le cose un pochino più semplici, rivedere con equilibrio le cose che si possono migliorare e guardare a 360°. E’ come se dall’università non escono laureati. Magari vuol dire che qualcuno non insegna”.

Domani ci sarà anche l’esordio della Juventus Under 23, prima ‘squadra B’ in Lega Pro: “Ho parlato con Zironelli, è una squadra con giovani tecnici che sicuramente troveranno difficoltà a giocare contro gente esperta ma questo servirà per la crescita perché all’interno del percorso di ogni ragazzo c’è anche questo e perché quando arrivano in prima squadra poi l’obiettivo è il risultato”. Infine una risposta ha chi ha inserito il ‘Sarrismo’ nel vocabolario. “L’Allegrismo? Non deve entrare nei vocabolari – ha detto l’allenatore -. La cosa che mi piacerebbe è che si facesse un passo indietro e si tornasse a vedere i ragazzi che giocano a calcio. Noi abbiamo un ragazzo, Fagioli, che è un 2001 e che è un piacere veder giocare. Sarebbe bello che si guardasse alle cose semplici del calcio. Lavorare più sui singoli giocatori. Un passaggio fatto bene vuol dire un’azione da gol. Su questi particolari si dovrebbe tornare a lavorare molto di più.

MAGICA POLE PER HAMILTON, VETTEL SOLO TERZO

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Lewis Hamilton tira fuori dal cilindro un giro magico, perfetto sotto ogni aspetto, senza nessuna sbavatura, e la pole position nel Gran Premio di Singapore è sua. Il campione del mondo e leader del Mondiale di F.1, mette la firma sulla settima pole stagionale, la numero 79 in carriera. Un record che al momento sembra davvero irraggiungibile. Il pilota anglo-caraibico ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di poter fare la differenza, mettendoci qualcosa di suo, che lo pone un passo davanti agli avversari. Con il suo 1’36″015, che ha sbriciolato il precedente record della pista, si rende inavvicinabile da tutti. Ci ha provato Max Verstappen che, pur avendo una Red Bull non al massimo per i problemi al motore che l’hanno impensierito per tutte le prove, si ferma a poco più di tre decimi. Una prestazione che, comunque, gli permette di piazzarsi in prima fila, spingendo indietro Sebastian Vettel e la Ferrari.
Il tedesco è il più deluso dei tre. La prestazione offerta nelle prove libere del mattino, infatti, lasciava ben sperare per le qualifiche. Invece, la sua Ferrari ha improvvisamente perso il feeling con le gomme e ottenere il giro perfetto è stato impossibile. Seb ha parlato di prove “confuse e pasticciate” e questo non è certamente un buon viatico per la gara di domenica. Tutti partiranno con le Hypersoft della Pirelli e, visto il carico di benzina nei serbatoi, il primo stint non sarà molto lungo. Sarà necessario non perdere contatto con Hamilton e giocarsi al massimo le carte della strategia con la scelta delle gomme, considerando che c’è un grosso divario di prestazione tra la Ultrasoft e la Hypersoft, come mostrato in Q2 quando i team hanno provato a qualificarsi per l’ultima manche con le gomme Purple senza riuscirci, dovendo subito montare le Pink. Al via Vettel dovrò anche guardarsi da Valtteri Bottas che gli partirà a fianco e che certamente proverà a superarlo al via per favorire la fuga del compagno di team.
In questo Seb non potrà contare sull’apporto di Kimi Raikkonen che non è riuscito a far meglio della quinta piazza e quindi della terza fila. Il finlandese se la dovrà vedere anche con l’altra Red Bull di Daniel Ricciardo, veloce fino alla Q1 e poi incredibilmente più lento del compagno di team. Nella Top10 ci saranno anche Sergio Perez che ha portato la sua Force India in quarta fila, e Romain Grosjean con la Haas a motore Ferrari. Dalla quinta, poi, scatterà Esteban Ocon con la seconda Force India e Nico Hulkenberg con la Renault. Da segnalare ancora una volta, invece, la crisi profonda in cui è sprofondata la Williams con Sirotkin e Stroll, lontanissimi dagli altri concorrenti, in ultima fila.
(ITALPRESS).

INTER KO A SAN SIRO CONTRO IL PARMA

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Si apre con una sorpresa la quarta giornata di Serie A. Nell’anticipo a San Siro crolla l’Inter contro il Parma raccogliendo la seconda sconfitta in campionato: decide una rete fantastica segnata da Dimarco al 79’. Spalletti lascia in panchina Icardi, rientrato solo giovedì dopo l’impegno con l’Argentina, rilanciando Keita con una maglia da titolare e dando una chance anche a Dalbert e Candreva, preferiti rispettivamente ad Asamoah (non al top) e Politano. Pochi dubbi invece per D’Aversa che ripropone il classico 4-3-3 con Inglese affiancato dalla velocità di Gervinho e Di Gaudio. I padroni di casa, in campo con la terza maglia con la Croce di San Giorgio di colore grigio, mettono sotto pressione sin dai primi minuti il Parma, in difficoltà nella costruzione dalle retrovie. All’8’ Candreva scalda i guantoni di Sepe da fuori area, due minuti dopo anche gli ospiti si affacciano nella metà campo avversaria con Inglese che ci prova col diagonale mancino su cui Handanovic si distende senza troppi problemi. Intorno al quarto d’ora è Perisic a ritrovarsi sul piatto la palla del vantaggio: sull’invitante cross di Candreva è provvidenziale l’anticipo di Gagliolo su Keita, ma la sfera diventa buona per il croato che di prima intenzione manda alto. I ducali si difendono con ordine ma rischiano grosso al 27’ sugli sviluppi di un corner battuto da Nainggolan e prolungato da Perisic che però non trova il tap-in vincente di Skriniar e D’Ambrosio sul secondo palo. Alla mezz’ora il Parma sciupa un contropiede e rischia la beffa sul capovolgimento di fronte, quando Keita viene pescato in area sulla bella iniziativa di Dalbert: la conclusione del senegalese è però centrale e bloccata in due tempi da Sepe. Negli ultimi dieci minuti della prima frazione le squadre perdono leggermente le distanze e l’Inter va in forcing: nel giro di pochi minuti ci provano Nainggolan, Brozovic e Perisic, ma la partita non si sblocca e Manganiello manda le due squadre negli spogliatoi sullo 0-0. Il match riprende con un cambio per parte: Spalletti inserisce Icardi al posto di Keita, mentre D’Aversa toglie Gobbi (acciaccato per un pestone) per Dimarco. Il primo squillo della seconda frazione è proprio del Parma: Stulac ha un po’ di spazio al limite dell’area e ci prova, Handanovic risponde presente. Poi i nerazzurri riprendono il loro monologo in cui è proprio Dimarco a vestire il ruolo di protagonista prima respingendo il tiro di Nainggolan e poi intercettando sulla linea di porta il tocco di Perisic: dubbi sul suo intervento, al limite tra fianco e gomito, ma per arbitro e silent check al Var è tutto regolare. L’Inter perde la pazienza e aumentano gli errori tecnici in mezzo al campo: Spalletti cerca di dare vivacità con Politano al posto di Candreva, obbligato poi il terzo cambio con Asamoah per l’infortunato D’Ambrosio. Anche gli episodi non sorridono ai padroni di casa: prima Gagliolo sfiora l’autogol, poi è preciso Sepe in uscita sul taglio di Icardi e alla fine arriva la doccia gelata. Al 79’ Dimarco va in anticipo a centrocampo e pesca il jolly col sinistro sotto l’incrocio sotto gli occhi di un sorpreso Handanovic, portando il Parma in vantaggio. I nerazzurri attaccano a testa bassa ma con poco ordine: nel finale gli ospiti sfiorano il 2-0 con Gervinho e Inglese, dall’altro lato nel recupero Nainggolan calcia sul fondo, poi Gagliolo si immola su De Vrij per salvare il risultato. Dopo quattro minuti di recupero cala il sipario a San Siro: l’Inter è ancora ko.

SIMON YATES IPOTECA LA VITTORIA NELLA VUELTA

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Christopher Froome al Giro d’Italia, Geraint Thomas al Tour de France, Simon Yates alla Vuelta a Espana. Il ciclismo britannico domina nei Grandi Giri. L’ultimo a fare festa è il 26enne Yates, gemello di Adam, che salvo clamorosi colpi di scena si porta a casa la 73esima corsa iberica, secondo inglese a riuscirvi dopo, appunto, il connazionale Froome, al quale subentra nell’albo d’oro. La ventesima e penultima tappa della Vuelta, la Andorra (Escaldes-Engordany)-Coll de la Gallina (Santuario de Canolich) di 97,3 chilometri con arrivo in salita, emette i verdetti definitivi: Simon Yates maglia rossa davanti al vincitore di giornata, lo spagnolo Enric Mas (Quick-Step Floors) e al colombiano Miguel Angel Lopez (Astana), distanziati dal leader rispettivamente di 1’46” e 2’04”. Niente podio per il murciano Alejandro Valverde (Movistar), che deve accontentarsi della quinta piazza, dietro anche all’olandese Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo). Ad infiammare il penultimo appuntamento della Vuelta sono subito i due italiani più attesi e che, per motivi diversi, non sono stati all’altezza delle aspettative. Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) si fa vedere sul suo terreno preferito, la discesa, mentre Fabio Aru (Bahrain-Merida) dimostra in salita di avere il carattere giusto per uscire fuori dal lungo periodo ‘nero’.Il belga Thomas De Gendt (Lotto-Soudal) lavora per  consolidare la sua maglia a pois di leader degli scalatori, l’ex leader della generale, lo spagnolo Jesus Herrada (Cofidis), accelera per conquistare il Gpm del Coll de Ordino e tentare la sortita personale. Da dietro però si muovono i big e la corsa, breve ma intensa, con ben sei Gpm, decolla davvero. Ne paga le conseguenze Valverde, al quale non basta nemmeno l’aiuto del compagno Nairo Quintana. Davanti se ne vanno in due, Mas e Lopez, a caccia del successo parziale e del podio, che poi troveranno. Lo spagnolo ha una marcia in più e infila il rivale in volata, Simon Yates dietro ha fatto il vuoto e mette in naftalina la ‘Roja’. “Io il nuovo Contador? No, sono Enric Mas… Mi piacerebbe in carriera vincere la metà di quanto ha vinto Alberto. Vorrei essere come lui ma la strada è ancora lunga”, dice a caldo Mas, da considerarsi ormai l’uomo del futuro per le corse a tappe in casa Quick-Step. Domani si disputerà la ventunesima e ultima frazione della corsa iberica del World Tour, la Alcoron-Madrid di 100,9 chilometri, un’autentica passerella che consacrerà Simon Yates e le nuove leve del ciclismo moderno, per un ricambio generazionale oramai nei fatti.
(ITALPRESS).

 

NAPOLI-FIORENTINA 1-0, DECIDE IL GOL DI INSIGNE

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Allo Stadio San Paolo il Napoli torna alla vittoria in campionato sconfiggendo la Fiorentina per 1-0, nell’anticipo della quarta giornata della Serie A. Torna a sorridere Carlo Ancelotti, che contro la formazione viola trova i tre punti al termine di una partita sofferta decisa da una perfetta combinazione Milik-Insigne negli ultimi minuti di gioco, dimenticando così le critiche ricevute per la sconfitta di Genova contro la Sampdoria. Ritmi bassi in avvio di match con le due squadre che, per rendersi pericolose, sono costrette al tiro dalla distanza soprattutto nel primo quarto d’ora. Primo squillo viola all’11′ con la conclusione dai 30 metri di Veretout che trova Karnezis pronto a deviare in calcio d’angolo. Poi, due minuti più tardi, il Napoli risponde con una giocata solitaria di Insigne che impegna Dragowski concludendo con grande potenza dalla destra. I padroni di casa, col passare dei minuti, aumentano il ritmo delle giocate e sfiorano per ben due volte il gol: al 20’ Insigne mira l’incrocio dei pali con la palla che finisce di poco fuori, pochi minuti dopo ci prova Callejon con il classico inserimento a fari spenti per poi concludere con il destro a lato del secondo palo.
Ospiti che tornano a rendersi pericolosi solamente nel finale di primo tempo sfruttando un’amnesia difensiva di Allan: Chiesa ruba palla e cerca il secondo palo da fuori area ma manca la precisione nel tiro. Al rientro in campo il Napoli prova immediatamente a schiacciare gli avversari tenendo maggiormente il possesso palla nella metà campo offensiva. Buona triangolazione al 47’ con Hamsik che cestina il tutto calciando alto sopra la traversa, poi tre minuti più tardi Insigne ci prova direttamente da calcio di punizione senza trovare lo specchio della porta. Ancelotti dalla panchina pesca Milik per dare più fisicità all’attacco ed al 57’ richiama Mertens, vicino al gol con un tiro a giro pochi secondi prima del cambio. Il pressing offensivo cresce e il Napoli arriva al tiro con maggiore facilità: Zielinski punta la porta e calcia alto col mancino al 63’. Pochi secondi più tardi Insigne rientra sul destro e sfiora il primo palo di mezzo metro dando l’illusione del gol. Il numero 24 partenopeo ci prova in tutti i modi tentando anche il colpo di testa in avvitamento al 72’ e sfiorando, nuovamente, il secondo palo della porta difesa da Dragowski. La rete dei padroni di casa arriva a 11 minuti dalla fine grazie all’assist di Milik che trova Insigne in piena area di rigore: controllo perfetto per l’attaccante azzurro e tiro con il destro imparabile per l’1-0.
Il Napoli sfiora il raddoppio nei minuti di recupero con Zielinski che solo davanti a Dragowski si fa murare dal portiere viola. Al triplice fischio la squadra di Ancelotti viene festeggiata dai propri tifosi che, dopo due settimane complicate a seguito del pesante ko esterno contro la Sampdoria, possono tornare a gioire in vista dell’esordio casalingo in Champions League contro la Stella Rossa. Per la Fiorentina crolla invece l’imbattibilità e mercoledì prossimo ci sarà il test proprio con la Samp nel recupero della prima giornata.
(ITALPRESS).

PESANTE 0-5 CASALINGO PER IL FROSINONE CON LA SAMP

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La Sampdoria batte 5-0 il Frosinone nell’anticipo serale della quarta giornata di Serie A. Un match mai in discussione quello dello stadio Stirpe, deciso dai gol di Quagliarella, Caprari, Kownacki e dalla doppietta di Defrel. Longo e Giampaolo schierano rispettivamente un 3-4-1-2 e un 4-3-1-2 non discostandosi dai moduli tradizionali. Due i tabù da sfatare: il mal di trasferta per la Samp, il digiuno di gol per il Frosinone. Molti errori individuali in avvio di partita con la Sampdoria che prova a prendere in mano il pallino del gioco mentre il Frosinone si affida alla via del contropiede per provare a far male agli avversari. Ed è proprio da un errore individuale che nasce la rete del vantaggio della Sampdoria: al 10’ Brighenti regala palla a Caprari, l’ex Roma allarga per Barreto che serve il più facile dei palloni a Quagliarella, autore dell’1-0. La reazione del Frosinone non si fa attendere e sugli sviluppi di un lancio lungo Perica prova a beffare di testa Audero che in uscita riesce ad allontanare il pallone.
La rete dell’1-0 ha un effetto soporifero per gli uomini di Giampaolo che al 19’ rischiano di subire il gol del pareggio: Soddimo scodella una palla in area di rigore, Brighenti si smarca ma di testa trova solo la traversa. Il Frosinone prende coraggio e la Sampdoria si affida soprattutto al fisico e alla velocità di Defrel, preso in consegna dal terzetto difensivo dei ciociari: l’ex Roma prova a far salire la squadra e a conquistare punizioni in zona offensiva con alterni risultati. La Samp capisce il momento delicato e prova ad amministrare il risultato con un prolungato possesso palla. Fulcro della manovra del Frosinone è Soddimo che svaria lungo l’intero fronte d’attacco senza dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Si va negli spogliatoi sul risultato di 1-0 per gli ospiti. Nella ripresa la Samp accelera e trova il raddoppio: al 47’ Quagliarella si trasforma in uomo assist e disegna un cross per il destro al volo vincente di Caprari. Il Frosinone subisce il contraccolpo e al 54’ c’è spazio per il tris: Defrel fa sua una palla vagante, supera Krajnc e calcia alle spalle di un poco reattivo Sportiello.
Si spegne l’entusiasmo del pubblico dello Stirpe che si riaccende solo al 75’ in occasione del ritorno in campo di Daniel Ciofani al posto di Perica. Ma nemmeno l’ingresso dello storico attaccante serve a risvegliare il reparto offensivo ciociaro. I ritmi si abbassano e la Sampdoria gestisce il risultato con un prolungato e lento possesso palla nel reparto di centrocampo. Al 79’ una occasione da gol per la Samp: Defrel serve una palla d’oro a Ramirez che spreca un rigore in movimento. All’82’ Kownacki viene steso da Hallfredsson in area e conquista un calcio di rigore: lo stesso polacco dal dischetto non sbaglia. Ma non è finita: all’86’ Kownacki raccoglie un lancio lungo e serve un pallone da appoggiare in rete a Defrel che firma la doppietta. L’arbitro non concede recupero e la Samp si regala una goleada che vale i sei punti in classifica.