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L’ITALVOLLEY SUPERA ANCHE L’ARGENTINA

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L’Italia conquista il suo terzo successo consecutivo ai Mondiali di pallavolo maschile edizione 2018 battendo l’Argentina per tre set a uno. Una vittoria sofferta, sudata ma fortemente voluta dalla Nazionale guidata da ‘Chicco’ Blengini che, davanti ai massimi vertici federali del volley italiano, e ai ‘padroni di casa’, Luca Lotti, e Matteo Renzi, rispettivamente ex ministro dello Sport ed ex premier, mostra alcuni segni di imperfezione ma che fa emergere il cuore ed il proprio collettivo, con anche la panchina azzurra ad aver dato un significativo apporto. L’inizio della partita mette in mostra per l’Italia quegli errori di approccio già evidenziatesi contro Giappone e Belgio e mascherati poi dai 3 a 0 perentori finali di Zaytsev e compagni. La squadra guidata da Julio Velasco difende in maniera quasi impeccabile e, trova un Poglajen in formato superstar (78% in attacco), con nel contempo i ragazzi italiani che commettono una lunga serie di errori in battuta e si dimostrano fragili a muro, e così l’Argentina porta a casa il primo set (25-22).

La svolta arriva dalle parole e dalle scelte tecniche di coach Blengini sul 7-6 sudamericano del secondo parziale: rinuncia quasi sistematica del muro in prima linea, e rafforzamento della zona di fondo campo, cosa che contente a Zaytsev e Juantorena di giocare molti secondi palloni che si rivelano poi vincenti. Quando Giannelli piazza il diagonale del + 8 (21-13) si capisce che l’Italia puo’ portare a casa il secondo set. Sembra a quel punto che gli azzurri possano fare un sol boccone di De Cecco e soci ma è una illusione visto che entra in scena Lima che dà un minibreak argentino (6-8) cui si oppone un Lanza stratosferico che fra schiacciate e servizio tiene in linea di galleggiamento la Nazionale italiana (13-13). Non basta neanche Juantorena a mettere il gas ai suoi perché arrivano due gravi errori del primo arbitro, l’egiziano Shaaban Nasr che giudica fra l’altro una inesistente invasione a muro azzurra (19-19), che fanno si che si arrivi punto a punto al finale di set. Un paio di battute di Zaytsev ed una schiacciata perentoria di Giannelli portano sul fondamentale 2 a 1 l’Italia (25-23).
L’Argentina accusa il contraccolpo a livello psicologico e a questo punto gli azzurri veleggiano sul piu’ 8 in un soffio (12-4). I sudamericani pero’ piazzano un contro-break di 20-11 ed hanno anche due set point annullati entrambi da Ivan Zaytsev. Una battuta ‘flot’vincente di Baranowich fa esplodere la festa finale (28-26) e da all’Italia il 3-1finale. Prossimo appuntamento mondiale per la Nazionale di volley maschile in programma domani sera, ancora al ‘Nelson Mandela forum’ di Firenze:  avversario sarà a partire dalle 21:15 la Repubblica Dominicana.
(ITALPRESS).

MAGIA IBRA ED È GOL N.500 MA GALAXY SCONFITTI

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Una magia, l’ennesima della sua carriera. Zlatan Ibrahimovic mette a segno il suo 500esimo gol nella sconfitta dei Los Angeles Galaxy a Toronto per 5-3: lancio dalla trequarti di Jonathan dos Santos e tacco volante in girata per il 36enne attaccante svedese, che poco dopo si autocelebrerà su Twitter definendosi il “Dio dei gol”, con tanto di verso a Thor con un pallone al posto del martello. Il 500esimo gol di Ibra (il 17esimo in 22 gare a Los Angeles) arriva però a gara ormai compromessa, con i canadesi avanti 3-0: Vazquez e Altidore mettono la partita in discesa dopo il primo quarto d’ora prima che Sebastian Giovinco (a quota 11 centri stagionali) cali il tris al 36′ approfittando di una difesa dei Galaxy tutt’altro che esente da colpe. Nella ripresa, però, Los Angeles completa la rimonta avviata da Ibra con Kamara e Feltscher ma Osorio e nel recupero Chapman regalano alla fine i tre punti a Toronto, nona a Est mentre i Galaxy rimangono ottavi nella Western Conference con 38 punti dopo 29 gare.

“Ovviamente non è bello perdere ma sono felice per Toronto perchè sarà ricordata come la mia 500esima vittima”, ha sorriso Ibra, 18 gol col Malmoe, 48 con l’Ajax, 26 con la Juve, 66 con l’Inter, 22 al Barcellona, 56 al Milan, 156 al Psg e 29 al Manchester United prima dell’avventura in Mls oltre a 62 reti con la Svezia. “Non so quanti abbiano segnato 500 gol in carriera ma io sono uno di loro e sarebbe stato più bello se avessimo vinto – ha poi ancora detto l’attaccante svedese a fine gara – A livello personale, è un obiettivo fantastico, probabilmente ho fatto più gol io che tutti gli altri giocatori in campo messi insieme”. E sulla perla numero 500 ammette: “mi ricorda un gol che ho fatto ai tempi dell’Ajax, si trattava solo di inquadrare la porta ed è andata”.

STRAPOTERE HAMILTON, VETTEL SCIVOLA A -40

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Sotto i fuochi d’artificio di Marina Bay ad esultare è ancora Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes domina il Gran Premio di Singapore, si aggiudica il quindicesimo round del Mondiale 2018 di Formula 1 e coglie la vittoria numero 69 in carriera. Una gara condotta dall’inizio fino alla bandiera a scacchi che permette al britannico di incrementare il gap in classifica sul rivale Sebastian Vettel, solamente terzo al traguardo alle spalle di Max Verstappen e ora lontano 40 punti in classifica mondiale. Dopo la pole position del sabato, con tanto di record della pista, Hamilton si presenta al via della gara domenicale con grande freddezza e lucidità. Allo spegnimento dei semafori il britannico difende la posizione agevolmente su Verstappen, partito al suo fianco, con l’olandese che viene superato da Vettel nel secondo settore. Una posizione guadagnata pochi secondi prima dell’entrata in pista della safety car, chiamata in causa per via del contatto fra le due Force India con Sergio Perez che spinge contro il muro Esteban Ocon.
Alla ripartenza Hamilton detta il passo tenendo dietro di sé tutto il gruppo per poi dare un’importante accelerata al 12° giro. Vettel e la Ferrari provano a reagire e al 15° giro il tedesco entra ai box per montare l’ultrasoft ma al rientro in pista viene rallentato dalla Force India di Perez. Hamilton sfrutta il passaggio a vuoto del team di Maranello rispondendo nel giro successivo con la sosta ai box per montare le gomme soft, riuscendo a guadagnare secondi importanti per difendere la posizione. Oltre al danno anche la beffa per la Rossa: Vettel, ancora alle prese con Perez, perde ulteriori secondi consentendo alla Red Bull di far rientrare Verstappen al 18° giro. L’olandese emula la strategia Mercedes, monta le gomme soft ed ha la meglio su Vettel in curva 1 riprendendosi la posizione persa al via. Un colpo difficile da gestire per il tedesco della Ferrari che giro dopo giro mostra un passo nettamente inferiore rispetto alla concorrenza.
Le posizioni rimangono invariate in una gara piuttosto lineare che si accende solamente al 38° giro quando Grosjean, impegnato nella battaglia con Sirotkin, ostruisce Hamilton permettendo a Verstappen di azzerare il gap dalla Mercedes. Il britannico rimane imbottigliato nel traffico dei doppiati, ma reagisce con grande freddezza all’attacco dell’olandese chiudendo la strada e cambiando ritmo: ”Ho avuto un po’ di sfortuna nel traffico con tante macchine che si spostavano da una parte e dall’altra – ha dichiarato Hamilton nel post gara – Verstappen si è avvicinato e ha provato ad attaccarmi, ma sono riuscito a scappar via”. Un altro momento critico gestito alla perfezione dal leader del campionato che, dopo essersi liberato del traffico, scappa via fino al traguardo per poi esultare al completamento del 61° giro: “È stata la gara più lunga della mia vita, una gara veramente dura”, ha puntualizzato Hamilton.
Una gara dura, ma con risultato differente, per Vettel che con grande amarezza ha chiuso al terzo posto: “Siamo stati fuori dalla lotta, nel complesso non eravamo abbastanza veloci – ha dichiarato il tedesco nel post gara – Non abbiamo estratto il massimo dal nostro pacchetto”. Il ferrarista scivola così a -40 nella lotta per il titolo iridato a sei gare dalla fine. Riuscirà Vettel a reagire alle splendide prestazioni offerte da Hamilton in questa seconda parte di stagione? L’appuntamento è al gran premio di Russia con la battaglia che si riaccenderà a Sochi domenica 30 settembre.

MADRID APPLAUDE TRIONFO YATES E TRIS VIVIANI

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L’abbraccio di Madrid è prima di tutto per Simon Yates, trionfatore della 73^ edizione della Vuelta a Espana; ma sul traguardo finale della 21^ e ultima frazione della corsa iberica gli applausi sono anche per Elia Viviani, al momento il più forte sprinter al mondo. In una volata in cui la Quick Step Floors sembrava avesse un po’ perso il proprio capitano, il 29enne veronese ha messo insieme un altro capolavoro – il terzo di questa edizione, il 18esimo di un 2018 straordinario – sbucando sulla sinistra e beffando il campione del mondo Peter Sagan (che lascia la Spagna all’asciutto) e Giacomo Nizzolo. Stesso ordine d’arrivo di Fermoselle 12 giorni fa. Implacabile Viviani che, come fece l’anno scorso Matteo Trentin, porta il tricolore sul gradino più alto del podio nella frazione più attesa dai velocisti oltre che, ovviamente, dal vincitore della corsa: Yates appunto, leader della Mitchelton-Scott, secondo inglese a trionfare in terra iberica dopo il connazionale Christopher Froome, a cui succede nell’albo d’oro.
La maglia rossa 2018 precede lo spagnolo Enric Mas (Quick-Step Floors) e il colombiano Miguel Angel Lopez (Astana), distanziati rispettivamente di 1’46” e 2’04”. Il migliore degli italiani e’ Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), 16esimo a 30′. Maglia verde di leader della classifica a punti per lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar), casacca a pois come miglior scalatore al belga Thomas De Gendt (Lotto-Soudal).
Dopo tre settimane di emozioni, l’Alcorcon-Madrid di poco più di 100 chilometri ha regalato, come tradizione, il meglio nel finale, ormai al tramonto. Dopo le foto e gli abbracci di rito, hanno tentato vani assalti Diego Rubio (Burgos-BH), Joey Rosskopf (BMC Racing Team), Nikita Stalnov (Astana) e Garikoitz Bravo (Euskadi-Murias). Ai -66, all’ingresso a Madrid, si era preso il suo momento di gloria Igor Anton, che ha chiuso oggi la sua carriera da professionista dopo 14 anni: suo il primi dei 12 giri all’interno della capitale spagnola.
Il lavoro dei team dei velocisti ha tappato ogni tentativo a sette chilometri dal traguardo, quando è iniziata la bagarre: Quick Step, Trek Segafredo e Bora le più attive, il ‘treno’ è giunto compatto fino ai metri finali. Quasi dal nulla, ecco sbucare Viviani, che rimonta e vince di una bicicletta. Come ad Alhaurin de la Torre e come a Fermoselle. Non poteva andare altrimenti.
(ITALPRESS).

JUVE SI GODE GOL RONALDO, ROMA SPRECA E PAREGGIA

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Cristiano Ronaldo interrompe il digiuno e la Juventus cala il poker…di vittorie. Finisce 2-1 la sfida casalinga con il Sassuolo con i bianconeri che vincono la quarta gara in altrettante partite e si portano a 12 punti, a +3 sul Napoli, la prima delle inseguitrici. Di CR7 le reti (le prime in Italia) che decidono la partita. Allegri schiera Benatia in difesa, Emre Can a centrocampo e Dybala in attacco, gli esclusi sono Chiellini, Pjanic e Bernardeschi. Nel Sassuolo Boateng centravanti. La Juve fatica a trovare gli spazi e si rende pericolosa con un tiro dalla distanza di Emre Can, ma nel primo tempo l’unico vero intervento di Consigli è sulla deviazione ravvicinata di Lirola che rischia l’autogol. Al 5° della ripresa arriva il gol che sblocca il risultato ed è il primo di Cristiano Ronaldo in Serie A. Il portoghese deve solo ribadire in rete la respinta del palo sul colpo di testa di Ferrari, vicinissimo all’autorete. Il 2-0 arriva al 65° con un bel diagonale sinistro di CR7 che chiude il contropiede avviato da Emre Can. Al 90° è Babacar, di testa, ad accorciare le distanze. Da segnalare un finale rovente con Douglas Costa che sputa sul volto di Di Francesco e poi, su segnalazione del Var, viene espulso.

All’Olimpico finisce invece 2-2 fra Roma e Chievo nell’anticipo dell’ora di pranzo. I giallorossi sbloccano la gara al 10° con El Shaarawy, pronto al tocco vincente sul secondo palo sul cross dalla destra di Florenzi, mentre alla mezz’ora arriva il raddoppio di Cristante su assist di Dzeko. Il Chievo accorcia al 7° della ripresa con una grande conclusione da fuori di Birsa e al minuto 83 la squadra di D’Anna completa la rimonta con Stepinski, bravo ad approfittare in area di un pasticcio della difesa giallorossa.

E’ 1-1 in Udinese-Torino. Primo tempo equilibrato con i granata che al 18° perdono Iago Falque per infortunio, al suo posto entra Zaza che affianca Belotti. Granata pericolosi, ma Udinese che controlla e che al 28° passa in vantaggio con una conclusione dalla distanza di De Paul che, complice una deviazione, batte Sirigu. Il Toro non ci sta e a inizio ripresa trova l’1-1 con un gran sinistro di Meitè che trova l’incrocio dal limite.

Vittoria casalinga per il Genoa che batte 1-0 il Bologna di Inzaghi, ancora a 0 reti in campionato e con un solo punto in classifica. Al Ferraris liguri pericolosi con Piatek, mentre gli emiliani di Inzaghi, con Destro in campo, si difendono bene. Nella ripresa la gara resta equilibrata, ma al 24° la sblocca il solito Piatek che con un bel destro trova il secondo palo e sigla la quarta rete in campionato. Il Bologna reagisce, Orsolini ci prova ma non è fortunato. Nei minuti di recupero espulso Pulgar, finisce 1-0 per il Grifone, ancora ko i rossoblù di Filippo Inzaghi.

Vince, invece, il fratello Simone che con la sua Lazio espugna il Castellani di Empoli. I biancocelesti si impongono per 1-0 grazie alla rete di Parolo al 2° della ripresa. I padsroni di casa costruiscono le migliori chance per segnare nel giro di cento secondi fra il 29’ e il 31’: prima Acquah viene fermato da Strakosha, poi Caputo va in gol ma la sua posizione è irregolare. I segnali offensivi della Lazio portano quasi esclusivamente la firma di Milinkovic-Savic, autore di giocate deliziose come un colpo di tacco su cui Terracciano interviene in tuffo (45’), con l’estremo difensore dell’Empoli che poco dopo ringrazia il palo su cui si infrange una zuccata di testa di Wallace (46’). Il gol e’ nell’aria e pochi istanti dopo l’intervallo su cross di Lulic da sinistra, Parolo anticipa Rasmussen ai limiti dell’area piccola e mette in rete: 0-1. I padroni di casa accusano il contraccolpo psicologico e così le emozioni finali arrivano tutte intorno al 90’ con il palo centrato da Correa (89’), seguito da Marusic che fallisce a porta spalancata un ottimo assist di Immobile, ed infine Caputo calcio su Strakosha un cross dalla destra di Di Lorenzo, cosa che fa disperare tutto il pubblico di fede empolese, un istante prima del triplice fischio di Orsato.
(ITALPRESS).

 

HIGUAIN RISPONDE A JOAO PEDRO, CAGLIARI-MILAN 1-1

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Il Milan non passa ma non cade. Termina 1-1 la sfida di Cagliari nel posticipo domenicale della quarta giornata di Serie A. I sardi colpiscono a freddo con il rientrante Joao Pedro, ma vengono raggiunti nella ripresa dalla prima rete ufficiale di Gonzalo Higuain. Alla Sardegna Arena Gattuso ripropone lo stesso undici iniziale dell’ultimo match di campionato contro la Roma, preferendo ancora una volta Musacchio a Caldara al centro della difesa al fianco di capitan Romagnoli, ma dopo 4’ c’è subito un’indecisione del reparto arretrato rossonero: Srna pesca in profondità Pavoletti, Donnarumma devia sul palo, ma non è perfetto in seconda ripresa sulla conclusione di Joao Pedro che fa esplodere i tifosi di casa. La gara continua su ritmi vertiginosi: dopo 10’ di pura sofferenza, i rossoneri riescono finalmente ad affacciarsi nella metà campo avversaria rendendosi pericolosi sulla catena di sinistra prima con Calhanoglu e poi con Rodriguez, ma è il Cagliari a sfiorare il raddoppio con una gran conclusione dalla distanza di un ispirato Barella. Il Milan, scampato il pericolo, trova le giuste distanze tra i reparti ma per due volte Bonaventura manca di lucidità sotto porta, prima di testa sul cross di Calhanoglu, poi con un tap-in ancor più semplice sul suggerimento di Calabria.
Il Cagliari, dopo aver speso parecchie energie in una partenza sprint, abbassa i ritmi e trova compattezza in difesa negli ultimi trenta metri, coprendo ogni corridoio nei fraseggi stretti del Milan e tagliando i rifornimenti a un nervoso Higuain. I sardi chiudono dunque sull’1-0 il primo tempo, conclusosi senza alcun minuto di recupero. Dopo la strigliata di Gattuso negli spogliatoi, i rossoneri partono con un buon piglio nella ripresa collezionando corner prima sul tiro-cross di Suso, poi con il salvataggio di Castro sul colpo di testa di Bonaventura. Il gol del pareggio è nell’aria e arriva quasi per caso con il primo squillo di Higuain: sul pallone vagante recuperato da un tarantolato Kessie, l’argentino si avventa e supera Cragno depositando a porta sguarnita al 55’. Il Milan ci crede, attacca con tutti gli effettivi salendo su entrambe le fasce: Suso ci prova, poi al 65’ è provvidenziale la chiusura di Romagna su Higuain. Maran sostituisce uno stremato Joao Pedro con Sau, Gattuso preferisce più fisicità sulle mezzali con l’inserimento di Bakayoko al posto di Bonaventura, poi più dinamismo con Castillejo per un opaco Calhanoglu. Nell’ultimo quarto d’ora le due squadre accusano la stanchezza e si allungano, il Milan alza il baricentro ma manca di qualità negli ultimi metri.
Gli ultimi lampi della partita arrivano in pieno recupero: prima con il solito mancino di Suso sul quale Cragno si supera e manda in corner, poi con Higuain che sale in cielo sul cross di Laxalt ma spedisce a lato. Al 94’ arriva dunque il triplice fischio di Abisso: il Milan si porta a 4 punti con una partita da recuperare, il Cagliari sale a quota 5.
(ITALPRESS).

FOGNINI E GIORGI MIGLIORI AZZURRI DEL RANKING

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Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure è stabile al numero 13 eguagliando il “best ranking” (firmato per la prima volta il 31 marzo del 2014). Alle sue spalle mantengono la posizione sia Marco Cecchinato, numero 22, che Andreas Seppi, numero 47. Fa tre passi indietro, invece, Matteo Berrettini, che scende al numero 62 mentre è stabile Lorenzo Sonego, 90. Fuori dai top 100 da segnalare il “best ranking” di Gianluigi Quinzi, numero 158, ed il balzo in avanti di Alessandro Giannessi che, grazie al successo nel challenger di Banja Luka (secondo titolo in carriera), recupera ben 72 posizioni in un colpo solo risalendo al numero 175. Con la pausa del tour per lasciare spazio alle semifinali ed ai play-off della Coppa Davis nessuna variazione nella top-ten mondiale sempre guidata da Rafael Nadal, alla sua 13esima settimana del settimo regno (la 190esima complessiva): lo spagnolo ha 1.860 punti di vantaggio sullo svizzero Roger Federer e 2.315 punti sul serbo Novak Djokovic, che completa il podio mondiale.
Poche variazioni in casa Italia nella classifica pubblicata stamane dalla Wta. La prima delle azzurre è sempre Camila Giorgi: la 26enne marchigiana perde due posizioni e scende al numero 37. Alle sue spalle fa due passi avanti, invece, Sara Errani, che risale al numero 77. Fuori dalle top 100, tre posti in più per Martina Di Giuseppe, ora 192esima. Assolutamente immobile la top-ten mondiale, guidata sempre da Simona Halep. La 26enne di Costanta, è in vetta per la 30esima settimana consecutiva (la 46esima complessiva): la rumena ha 2.086 punti di vantaggio sulla danese Caroline Wozniacki.                                                                                  (ITALPRESS).

 

ARU E NIBALI TRA I CONVOCATI PER I MONDIALI

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Sono Fabio Aru, Gianluca Brambilla, Dario Cataldo, Damiano Caruso, Alessandro De Marchi, Davide Formolo, Gianni Moscon, Vincenzo Nibali, Franco Pellizzotti, Domenico Pozzovivo e Giovanni Visconti gli azzurri convocati dal ct della Nazionale Italiana di ciclismo, Davide Cassani, per i Mondiali di Innsbruck del prossimo 30 settembre. Cassani dovrà successivamente restringere la rosa agli otto atleti che prenderanno il via alla gara. I convocati inizieranno un collegiale il prossimo 23 settembre a Torbole, in Trentino, per poi trasferirsi in Austria il giorno 27. Quello di Innsbruck è “un percorso decisamente duro. Quest’anno la Nazionale è nata, non lo si può nascondere, con alcune incognite che, passo dopo passo, si stanno sciogliendo. E’ fondamentale avere una squadra coesa e questa lo è ed ha basi molto solide. Noi ci siamo – ha detto il ct dell’Italbici, Davide Cassani – Sono leggermente preoccupato ma fiducioso. Dobbiamo essere ottimisti. Purtroppo c’è stata la caduta di Nibali all’Alpe d’Huez, con il siciliano ha fatto 20 giorni senza correre ed è già stato un miracolo vederlo alla Vuelta. Aru abbiamo visto in Spagna che non è al meglio, così come non ci voleva la squalifica di Moscon che sarebbe stato uno dei favoriti. Aspetto a dare titolari e riserve, ma anche per capire chi sarà il capitano, dopo aver testato le condizioni di alcuni giocatori, soprattutto di quelli che non hanno fatto la Vuelta. Questi sono gli uomini più adatti per andare a giocarci il Campionato del Mondo. Certo non partiamo favoriti, ma abbiamo uomini in grado di sorprendere, come ha fatto Nibali alla Sanremo”. “Non sarà facile a Innsbruck ripeterci sui livelli fin qui espressi, anche per le caratteristiche dei percorsi, ma di una cosa siamo certi: l’attaccamento alla maglia azzurra dei nostri atleti ci assicura che saremo ancora una volta protagonisti all’altezza della considerazione e del prestigio che il ciclismo italiano ha consolidato negli ultimi anni – le considerazioni del presidente della Fci, Renato Di Rocco – Con i Campionati del Mondo su Strada di Innsbruck ci apprestiamo ad affrontare l’ultimo atto di una stagione intensa e impegnativa per le Nazionali azzurre. Una stagione che ha confermato il trend di crescita del ciclismo italiano regalandoci emozioni e soddisfazioni oltre ogni più rosea speranza. Il bottino stagionale della nostra Federazione è di 76 medaglie contro le 73 dello scorso anno. Non c’è bisogno di commenti, solo di un grande ringraziamento per tutti i protagonisti di questa fantastica avventura. Dietro queste medaglie c’è uno spirito di squadra eccezionale, la nostra arma in più”.
(ITALPRESS).