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TOTTI “SPERAVO CRISTIAN FACESSE UN ALTRO SPORT”

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“Mio papa’ non mi ha mai fatto i complimenti, anzi mi ha sempre bastonato. Quando facevo due gol mi diceva che dovevo farne quattro. Fino all’ultimo giorno non mi ha mai detto niente, ora pero’ ha detto che gli manca non vedermi piu’ in campo. E forse e’ stata questa la mia fortuna”. Francesco Totti, ospite a Verissimo presenta la sua autobiografia “Un capitano”, rivelando molti aneddoti della sua vita privata. “I miei genitori mi hanno insegnato i valori giusti, come portare rispetto verso le persone piu’ grandi – spiega l’ex fuoriclasse della Roma, ora dirigente – Anche mia mamma mi ha aiutato in tutto, veniva a prendermi a scuola e poi mi portava agli allenamenti: ogni giorno si faceva 80 chilometri in macchina”. A Silvia Toffanin, il campione del mondo di Berlino 2006 parla della pesante eredita’ che si trova a portare suo figlio Cristian, che gioca nelle giovanili della Roma: “Speravo che facesse un altro sport, tipo il tennista, cosi’ potevo seguirlo e girare il mondo. Lui pero’ e’ innamorato del calcio e fino a quando gli piace e si diverte e’ giusto che faccia quello che vuole”. “Fortunatamente ha un papa’ che ha fatto il calciatore e che potra’ valutarlo anche in maniera cruda. Non sara’ semplice per lui, ma e’ un ragazzo come tutti gli altri. Non e’ che perche’ si chiama Totti gli e’ tutto dovuto, anzi, per come siamo fatti io e Ilary, per fare una cosa dovra’ impegnarsi piu’ degli altri”. Tre figli e la voglia di allargare ulteriormente la famiglia. A tal proposito Totti dichiara: “Ho detto che volevo  cinque figli e Ilary mi ha preso per pazzo. Pero’ piano piano la convincero'”. “L’amore migliora e con i figli migliorera’ ancora di piu’, il che – chiosa – non significa che faremo altri bambini. Devo trovare il momento giusto per proporglielo. Adesso siamo in stand by”.
(ITALPRESS).

UEFA DICE SI’ AL VAR IN CHAMPIONS DAL 2019-2020

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Il Comitato Esecutivo dell’Uefa ha deciso di introdurre il Video Assistant Referees (Var) nella Champions League 2019-2020, a cominciare dai play-off di agosto. L’Uefa ha stabilito inoltre l’introduzione del Var anche nella Supercoppa Europea del 2019, con l’idea di estenderla poi alla fase finale degli Europei del 2020, all’Europa League 2020-2021 (dalla fase a gironi in poi) e alle finali della Nations League del 2021. “Siamo certi che l’introduzione del Var dall’agosto del 2019 ci darà abbastanza tempo per mettere in atto un sistema solido e per addestrare gli ufficiali di gara al fine di garantire un’implementazione efficiente e di successo del Var in Champions League, la competizione per club più importante al mondo”, ha commentato il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin.
(ITALPRESS).

BUFFON NON TORNERA’ IN AZZURRO “STO BENE A CASA”

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Gianluigi Buffon non sembra intenzionato a prendere in considerazione, nel prossimo futuro, un ritorno tra i pali della Nazionale. “Con Mancini ci eravamo sentiti a maggio, è stato un colloquio costruttivo – spiega l’ex capitano azzurro e della Juventus, ora punto di forza del Paris Saint Germain – Ci sono dei momenti in cui uno con la mia storia deve fare un passo indietro per autotutela e penso sia stato giusto così”. “E’ giusto ricominciare un percorso, io vivo di sentimenti e di emozioni e per la causa che sposo do veramente l’anima – aggiunge Buffon – Per la nazionale ho dato anche qualcosa di più ma qualche volta ciò non mi è stato riconosciuto e a 40 anni uno non ha tanta voglia di sembrare quello che vuole esserci per forza. Sto benissimo a casa con i miei figli e la mia famiglia: al mister ho detto questo e lui ha capito e rispettato il mio pensiero”. Buffon, infine, spende parole al miele per il suo compagno di squadra, il centrocampista Marco Verratti: “Per me, in questo momento, l’unico vero talento del calcio italiano, per la personalità con cui gioca le partite e per il tipo di qualità di tocco e di veduta di gioco. Col Psg ha la fortuna di giocare con dei campioni che al primo sguardo riescono a capire dove andrà la palla e dove la vogliono. E’ facilitato in tutte le sue giocate”.
(ITALPRESS).

VETTEL “CREDO DI POTER ANCORA VINCERE TITOLO”

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“E’ bello venire qui, mi piacciono molto sia il posto che il circuito. La pista di per sé non è critica per quanto riguarda la gestione degli pneumatici o, almeno, non lo è stata negli ultimi anni. E’ come se le gomme durassero per sempre, per cui non fai mai davvero la differenza in questo senso, e ciò rende difficile il sorpasso” dice Kimi Raikkonen parlando con i media del weekend di gara a Sochi. “Di solito questa pista non fa vedere gare molto entusiasmanti. La prima volta che siamo venuti, è stato difficile far funzionare le gomme: però man mano che l’asfalto si usura, l’aderenza aumenta. Vedremo come andrà quest’anno” aggiunge il pilota finlandese. “Questo è uno di quei circuiti in cui pensi di poter sempre spingere di più, ma se ci provi finisci in realtà con l’andare più piano. E’ un bel circuito, ma non facile per tirar fuori il miglior tempo. Il nostro obiettivo è quello di fare del nostro meglio e poi si vedranno i risultati. Questo weekend ci impegneremo e cercheremo di sfruttare al massimo ogni gara”.
Tocca quindi a Sebastian Vettel descrivere la pista russa: “Il tracciato di Sochi è veloce, con lunghi rettilinei e ovviamente ci aspettiamo di andare bene dal momento che siamo una delle tre squadre migliori, ma non ho un’idea chiara di quello che accadrà. Domani vedremo come vanno le altre monoposto e come è il feeling con la nostra macchina” attacca Seb. “Abbiamo diversi punti di svantaggio nel campionato e dobbiamo conquistarne altri per far si che vada come vogliamo; questo è il nostro obiettivo e il modo migliore per raggiungerlo è stare davanti. Questo è quello che di solito cerchiamo di fare, per cui il nostro programma in sostanza non cambia di gara in gara. Cerchiamo di fare del nostro meglio e credo ancora di avere le opportunità per vincere” afferma il quattro volte campione del mondo. “Guardiamo sempre al rendimento dell’ultimo weekend di gara e sicuramente dopo le qualifiche a Singapore non abbiamo ottenuto il massimo dal nostro pacchetto; siamo partiti bene, abbiamo cercato di usare tutte le opportunità che avevamo, ma non ha funzionato al meglio. Le nostre prestazioni non sono state delle migliori, gli altri erano più veloci di noi e bisogna riconoscerlo” dice Seb.
“Quest’anno la nostra macchina è diversa e l’anno scorso vederci così competitivi è stata una sorpresa per molti, ma quest’anno tutti sanno che la nostra monoposto è forte. Credo che non dobbiamo farci distrarre al risultato, ma piuttosto concentrarci sul lavoro da fare e vedere poi dove siamo. Alcune gare non sono andate come volevamo, ma siamo tutti molto motivati; i ragazzi della squadra sono stati gentili con me, so che erano sinceri e ciò mi aiuta a superare queste gare. Tutta la mia energia viene da fuori, quindi grazie ai nostri fan e tifosi. E’ fantastico ricevere positività e sostegno da tutti loro”.

SPAL-SASSUOLO 0-2, DECIDONO ADJAPONG E MATRI

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Il Sassuolo continua a volare e, grazie alla vittoria per 2-0 in casa della Spal, conquista il terzo posto solitario in Serie A con 13 punti e il miglior attacco del campionato con 14 centri, meglio della Juventus. La squadra emiliana si impone allo stadio Mazza di Ferrara grazie alla rete di Adjapong al 14′ della ripresa e al raddoppio di Matri, entrato dalla panchina all’87’ e in gol dopo tre minuti. Il tecnico De Zerbi applica un turnover importante e rivoluziona il Sassuolo. In panchina tutto il tridente titolare: Boateng, Di Francesco e Berardi. La chance è per Boga, Babacar e Djuricic con diversi cambi anche in difesa e a centrocampo. L’allenatore spallino Semplici confida invece nel solito undici, a guidare l’attacco del 3-5-2 ci sono Petagna e Antenucci oltre al grande ex della sfida Missiroli. I primi dieci minuti di gara sono più che altro uno studio dell’avversario, ne deriva molto equilibro finché i padroni di casa non alzano i ritmi. I ferraresi sono pericolosi soprattutto sulle palle inattive, come al 19′ quando Felipe sfiora il vantaggio se non fosse per il miracolo di Consigli. La prima vera occasione per i neroverdi arriva alla mezzora, con il destro a giro dell’ex Chelsea, Boga sul quale è attento Gomis.
Un acuto doppio perché al 34′ è Babacar a sfiorare il palo con una conclusione. Nonostante le reti inviolate con cui si chiude il primo tempo non arriva nessun cambio a inizio ripresa da parte dei due tecnici. Riparte meglio la Spal, che sfiora il vantaggio con un gran tiro di Petagna e poi si vede annullare la rete di Simic al 52′ per una posizione di fuorigioco del difensore. La decisione dell’arbitro Abbattista, che fischia subito dopo la rete, viene confermata dai Var Massa e Marrazzo. Il vantaggio lo trova alla fine il Sassuolo grazie al centro di Adjapong al 59′, propiziato dalla conclusione di Babacar e dalle respinte di Gomis e Felipe. I neroverdi rischiano di raddoppiare per ben due volte ancora con l’attaccante senegalese, che prima sciupa con un tiro di sinistro, poi segna ma la rete viene annullata da Abbattista: l’arbitro rileva il fuorigioco di Lirola prima della conclusione di Babacar. Il 2-0 però arriva all’ultimo minuto, merito di Matri che festeggia l’esordio stagionale entrando dalla panchina al 42′ del secondo tempo con un palo e un gol al 45’ per chiudere la contesa.
(ITALPRESS).

IL MILAN NON PASSA A EMPOLI, 1-1 AL CASTELLANI

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Un altro pareggio. Il Milan non va oltre l’1-1 a Empoli nel posticipo della sesta giornata della Serie A 2018-19. Allo Stadio Castellani i rossoneri falliscono nuovamente l’appuntamento con la prima vittoria esterna del campionato venendo fermati sull’1-1 dai padroni di casa. Niente da fare per i ragazzi di Gattuso alla prima uscita stagionale senza Higuain, ai box per un problema al flessore. Eppure la serata per gli ospiti era iniziata nel migliore dei modi con la rete del vantaggio siglata alla prima chance del match. Laxalt scende sulla sinistra e mette in mezzo un cross deviato dalla difesa toscana: sulla ribattuta si precipita Biglia che scaglia una violenta botta col mancino, palla che s’insacca all’incrocio grazie a una deviazione di Capezzi. Il gol scombussola i piani della squadra di Andreazzoli, obbligata a cambiare il copione nel tentativo di pareggiare la gara. Il Milan, invece, prende il controllo del match cercando un possesso palla sicuro senza affondare la manovra. Ma al 27′ un errore del centrocampo rossonero concede campo libero a La Gumina che si presenta solo davanti a Donnarumma cercando la conclusione sul secondo palo: il numero 99 del Milan copre lo specchio della porta murando il tiro con la gamba destra.
I rossoneri si spaventano e rischiano nuovamente al 31′ con l’affondo di Caputo, ancora una volta chiuso provvidenzialmente da Donnarumma. Gattuso si arrabbia e dà una scossa ai suoi che nell’azione successiva sfiorano il gol in due occasioni con un tiro di Kessie dal limite e un colpo di testa di Bonaventura sugli sviluppi del calcio d’angolo: tentativi neutralizzati da un super Terracciano. Sul finale di frazione da segnalare anche un diagonale di Suso respinto in tuffo dal portiere dell’Empoli. Nel secondo tempo la squadra di casa trova un Milan attendista e voglioso di colpire gli avversari in contropiede. Al 58′ i rossoneri creano un 5 contro 4 in ripartenza salvo poi sprecare il tutto con una conclusione prevedibile di Borini murata in corner. Copione identico al 64′ quando la palla arriva sul destro di Calhanoglu che mira il secondo palo ma il tiro viene ribattuto dalla difesa. Al 70′ un’ingenuità clamorosa di Romagnoli concede il rigore ai padroni di casa a causa di un fallo su Mchedlidze. Caputo si presenta sul dischetto e batte Donnarumma calciando centrale per l’1-1. Grande rammarico per gli ospiti che nel finale di partita cercano l’affondo affidandosi soprattutto a Suso che all’83’ impegna Terracciano con un gran sinistro a giro. Lo spagnolo si ripete all’88’ da posizione ancor più ravvicinata ma il portiere dei toscani si supera.
Dopo quattro minuti di recupero, triplice fischio di Fabbri con le due squadre che escono dal campo con un punto per parte. Un altro pareggio che non fa felice i rossoneri, inchiodati nella parte bassa della classifica. Un’altra occasione cestinata in un avvio di campionato tutt’altro che positivo per i ragazzi di Gattuso chiamati a tornare urgentemente alla vittoria contro il Sassuolo domenica prossima.
(ITALPRESS).

CIP, PANCALLI “LANCIAMO RIVOLUZIONE CULTURALE”

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Oltre 5.000 ragazzi hanno partecipato alle iniziative organizzate dal Comitato Paralimpico italiano tra Roma, Milano e Reggio Calabria per la XII Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico. L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno di partner come INAIL, Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, ENI, Gruppo Mediobanca, Toyota e RAI, ha visto il coinvolgimento di 40 tra federazioni ed enti di promozioni e ha l’obiettivo di promuovere lo sport per le persone con disabilità fra i cittadini e, in particolare, fra i giovani studenti, che a migliaia affolleranno le strutture allestite nelle singole aree. A dare il via alla giornata capitolina al Centro di preparazione Paralimpica del Tre Fontane il presidente del Cip, Luca Pancalli, l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, e il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello. “Non manca niente, manchi solo tu. Condividi la passione”, è il claim scelto per questa edizione dove atleti e tecnici hanno coinvolto i ragazzi arrivati al Tre Fontane nelle diverse discipline.
“Una giornata bellissima – ha detto il presidente del Cip, Luca Pancalli -, per la prima volta celebrata nel nostro centro che piano piano si aprirà totalmente. Grazie al lavoro delle federazioni e della scuola, oggi vediamo tantissimi ragazzi che conosceranno da vicino il mondo paralimpico sperando di lanciare un piccolo seme di rivoluzione culturale anche tra i giovani”. “Per la città un evento del genere ha una grande importanza, anche per l’impegno profumo da Roma Capitale in questi 12 anni di edizioni svolte – ha commentato Daniele Frongia -. Pensiamo ai tanti progetti sostenuti dal bando di promozione sportiva in cui una parte importante è riservata allo sport per disabili e la sinergia con Eur spa e Cip per aprire questo centro che in parte è di proprietà di Roma Capitale”. A Reggio Calabria, la manifestazione si svolgerà presso il Lungomare Falcomatà, con inizio alle ore 10. Per l’occasione, è stato allestito un villaggio sportivo, diviso in aree accessibili, dove avranno luogo – alla presenza degli atleti paralimpici – le dimostrazioni e le attività di diverse discipline fra cui torball, tennis, tennistavolo, sitting volley, basket in carrozzina, atletica leggera e sport equestri. Testimonial paralimpico sarà il nuotatore partenopeo Vincenzo Boni.
La Giornata Paralimpica lombarda, invece, si terrà a Malpensa Fiere all’interno della Fiera del Turismo Accessibile WST Show, dove saranno allestite le aree sportive paralimpiche. Come nelle altre città, anche a Milano sarà offerta ai visitatori un’ampia panoramica degli sport adattati alle persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettivo-relazionali. Nella Capitale gli impianti si sono trasformati in una palestra multidisciplinare a cielo aperto. Studenti, campioni paralimpici, rappresentanti dello sport prenderanno parte a questa manifestazione rendendola una vera e propria kermesse dello sport, valorizzando le realtà sportive del territorio ed esaltando i progetti attivi di sport integrato. Presenti alla giornata romana la velocista Monica Contrafatto e lo schermitore in carrozzina Alessio Sarri.

(ITALPRESS).

JUVE-NAPOLI, SFIDA TRA ALLENATORI VINCENTI

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Arriva la prima sfida scudetto del campionato. Siamo solo alla settimana ma lo Juventus-Napoli di domani promette spettacolo ed è sicuramente una sfida affascinante e avvincente. Prima contro seconda, Allegri contro Ancelotti, tanti campioni in campo e una rivalità che negli ultimi anni è aumentata sempre di più. “Abbiamo avuto poco tempo per preparare la gara, ma lo stesso vale per il Napoli. Sarà una bella partita, che sul piano della classifica conta più per loro che per noi”. Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, alla vigilia della sfida di domani contro gli azzurri di Ancelotti. “Una squadra che non ha cambiato molto a livello di giocatori, ma si sta già vedendo che il Napoli ha preso le sembianze caratteriali del nuovo allenatore, sarà una bella partita, dovremo farci trovare pronti, servirà grande entusiasmo, i tifosi dovranno essere molto presenti anche perchè c’è da riscattare la sconfitta dell’anno scorso. Noi siamo in un buon momento”, ha spiegato Allegri che, almeno per adesso, considera gli azzurri la rivale numero 1. “Il Napoli in questo momento è a -3, ha giocato partite importanti, noi dobbiamo pensare a vincere. L’Inter si sta riprendendo, il Milan e la Roma sono ancora indietro, ma vincere non è facile, è sempre difficile perchè vince soltanto una squadra, quest’anno per noi è un’altra sfida, poi c’è anche l’ennesima sfida in Champions dove servirà anche un pizzico di fortuna. Bisogna tenere i piedi per terra e fare un passo alla volta, il Napoli al momento a -3, è una partita importante, ma per la classifica lo è soprattutto per loro”. Con Ancelotti molte cose in comune. “Siamo simili nel modo di affrontare le cose, veniamo dalla stessa scuola. Lui ha vinto moltissimo, poi ognuno ha le sue caratteristiche. Ma chi vince ha le qualità per farlo. Lui ha vinto tutto, stamattina guardavo il palmares e a un certo punto ho smesso perchè ha vinto talmente tanto…”, dice Allegri che parla di un allenatore “che trasmette serenità, per il modo in cui si approccia, in cui parla, rende le cose molte semplici, lo ha dimostrato nei tanti anni di carriera che ha fatto. Chi vince qualcosa ha, quel che conta è entrare nella testa dei giocatori, poi basta metterli al loro posto, metterli insieme e fargli dare il massimo a livello emotivo, certo poi contano anche gli schemi, ma per vincere ci vogliono i grandi giocatori, altrimenti non riesci a farlo. Tra arrivare secondo e arrivare primo c’è una bella differenza, una cosa è arrivare tra le prime 4, un’altra vincere. Carlo è un maestro in questo, anzi un professore”.
Da Allegri ad Ancelotti. “La squadra sta bene, è motivata, arriviamo in buone condizioni a questa sfida, le scelte toccano a me, è un problema mio, ma non do la formazione, anche perchè meriterebbero di giocarla in più di 11 questa partita”. Così il tecnico del Napoli alla vigilia del match di domani in casa della Juventus. “Un test molto importante per valutare soprattutto il nostro momento attuale che ritengo buono, con la Juve ne avremo ulteriore conferma oppure sarà un passo indietro, ma sono fiducioso, arriviamo a questa partita dopo un calendario molto complicato, ma in condizioni ottimali, speravo di arrivarci così, fisicamente stiamo bene, nelle ultime due partite abbiamo giocato ottime gare sia dal punto di vista difensivo che offensivo, speriamo di ripeterci contro una grande squadra”, ha aggiunto Ancelotti, un ex della partita. “La Juventus fa parte del passato, ma non considero quell’esperienza come un neo della mia carriera. Con i giocatori e la società mi sono trovato benissimo, la Juve mi ha aiutato a crescere e a conoscere che tipo di organizzazione deve avere una grande società, per me giocare contro la Juve è giocare una partita di grande livello, quindi c’è una grande eccitazione, ma anche grande serenità per una partita che spero sia spettacolare”. Sul collega che siede sulla panchina dei campioni d’Italia dice: “Considero Allegri un grande allenatore che ha tanta esperienza e praticità – dice Ancelotti -, è uno molto, molto pratico, riesce a tirare fuori il meglio da quello che gli mettono a disposizione. Non so se abbiamo qualcosa di simile, forse la praticità e il fare un calcio legato alle caratteristiche dei giocatori che hai. Cristiano Ronaldo contro Insigne? No, non sono scontri individuali, è Juventus-Napoli, una partita tra due squadre che giocheranno per vincere. Per quanto riguarda Cristiano nutro grande riconoscenza nei suoi confronti perchè al di là dei gol che ha fatto e che ci hanno dato la possibilità di vincere la Champions, ho apprezzato le qualità umane che ha dimostrato di avere – sottolinea Ancelotti -. Sono felicissimo che sia in Italia, per il calcio italiano è sicuramente un valore aggiunto. Il pallone d’oro secondo me dovrebbe vincerlo sempre lui, ma quest’anno è stato premiato un altro giocatore, Modric, al quale sono altrettanto affezionato e che ha fatto una carriera straordinaria, quindi va bene così”.
Tornando sullla sfida di domani, Ancelotti dice: “E’ una partita particolare, non è come le altre, l’allenamento di oggi è stato fatto con molta serietà e concentrazione ed è quello che normalmente succede alla vigilia di grande partite. Non ho mai firmato per un pareggio in vita mia, anche perchè poi si prendono scoppole assurde – ha spiegato il tecnico azzurro -. Non dobbiamo pensare al risultato, ma a fare una bella partita come abbiamo fatto nelle ultime due gare, ovviamente con la Juve aumenta il grado di difficoltà, ma non dobbiamo discostarci dalle ultime prestazione perchè quello è il Napoli che voglio”. Nessuna voglia di concedere dritte sulla formazione, anche nell’ultima domanda vengono chieste anticipazioni e il tecnico ci scherza su, lanciando una piccola frecciata al suo predecessore, Maurizio Sarri, che amava schierare quasi sempre la stessa formazione a differenza di Ancelotti. “Non vi dico nulla, anche perchè avete avuto tre anni di…vi dovete rimettere in moto”.
(ITALPRESS).