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SPALLETTI “È SETTIMANA PER RIMETTERCI IN CARREGGIATA”

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“E’ la settimana della verità? Si può anche definire così, è la settimana che ci può rimettere in carreggiata e in corsa con le prime della classifica. Siamo nelle condizioni di rivedere quelle che sono scappate se riusciamo a far bene in questa settimana”. Luciano Spalletti chiede conferme alla sua Inter dopo il tris di vittorie con Tottenham, Samp e Fiorentina. Da qui alla sosta ci sono le gare con Cagliari, Psv e Spal e in campionato, visti anche scontri diretti come Juve-Napoli, c’è la chance di rifarsi sotto. “Siamo in una fase in cui, se siamo bravi, possiamo andare a vedere il nostro massimo come rendimento e potenzialità di squadra, che secondo me sono molte, ma poi passa tutto attraverso i risultati e l’entusiasmo”. Tornando sulle polemiche da parte viola sul rigore concesso ai nerazzurri, “da un punto di vista loro hanno un po’ di ragione perchè se gli si fa vedere che hanno subito un torto, uno reagisce, non ci sta. Ma Hugo la palla la prende nel carpo della mano e poi gli sfiora le dita, è netto il fallo di mano, tutti in campo lo hanno visto, la palla cambia direzione. Se si vuole mettere in discussione il fallo di mano, non ci sto, i fatti veri sono questi”.

Il tecnico di Certaldo si attende poi di più da Nainggolan che, “da 1 a 10 sta rendendo 6, la sufficienza appena per quelle che sono le sue potenzialità. Deve riuscire a ritrovare la condizione e per il momento non ha avuto la possibilità di farlo, anche a causa dell’infortunio. Lui riesce a fare uno strappo ogni 2-3 minuti e invece ne fa 2-3 per tempo e sono pochi”. Non poteva mancare la domanda su Totti e su quello che l’ex capitano giallorosso ha raccontato nella sua autobiografia sul loro rapporto. “Capisco la vostra curiosità ma è un argomento che non ha molto a che fare con la nostra conferenza stampa. I nostri tifosi vogliono sapere dell’Inter, come sta la nostra squadra, il nostro immediato futuro, devo parlare di argomenti che interessano loro, devo respirare l’aria che respirano loro e in quest’aria non c’è Totti. Il libro lo leggerò con calma e se ne potrà riparlare, ora giochiamo ogni tre giorni, non c’è spazio da dedicare ad altre cose”.

HAMILTON DAVANTI A TUTTI NEL VENERDI’ DI SOCHI

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A guardare il risultato della seconda sessione di prove libere a Sochi, Lewis Hamilton e la Mercedes non dovrebbero avere difficoltà nè in qualifica sabato, nè domenica in gara nel Gran Premio di Russia. Il campione del mondo e leader della classifica con 40 punti di vantaggio sulla Ferrari di Sebastian Vettel, firma il giro più veloce di gionata con 1’33″383 ed anche nel passo gara, con tanta benzina a bordo, detta il ritmo. Il suo avversario è quinto, dietro all’altra W09 di Valtteri Bottas, più lento di due decimi rispetto al team mate, ma anche alle due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo. E se per la gara tutto questo conta poco, visto che i due scatteranno dal fondo della griglia per aver superato il numero di power unit a disposizione senza pagare penalità, oltre mezzo secondo dal suo rivale nella lotta per il titolo sembrano tanti. Ma Seb non si scompone e, pur riconoscendo che “non è stato una buona giornata per noi, specialmente con la gomma anteriore sinistra£ ricorda anche che “questo non sarà importante domani per un giro in qualifica” mentre per domenica “dobbiamo trovare qualcosa per fare la gara”.
Ci sarà dunque tanto da lavorare: “troveremo qualcosa stanotte”, perchè su una pista come quella di Sochi dove è difficile superare, “noi vogliamo fare la prima fila domani con entrambe le macchine. Non so se è possibile però noi ci proviamo, perchè il miglior posto per partire è la pole”. Se il tedesco della Ferrari è stato più lento di mezzo secondo, il suo compagno di scuderia, è ad un secondo tondo tondo da Hamilton. Se Seb ha detto “io sono sempre positivo” con un bel sorriso sulle labbra, “Iceman” non ha smentito il suo solito copione: “E’ sempre il solito venerdì e domani lavoreremo e cercheremo di migliorare”. Il finlandese che è stato l’unico dei piloti dei top team a girare con le gomme soft nella simulazione da gara, girando con degli ottimi 1’38”, non si sbilancia nemmeno sugli pneumatici. “Come al solito non c’è differenza con le altre gare: bisogna trovare le gomme giuste” ha laconicamente concluso Raikkonen. Molto più distanti gli altri piloti, con Sergio Perez, settimo con la Force India ma a 1″7 da Hamilton. Quindi a chiudere la Top10 del venerdì, Pierre Gasly con la Toro Rosso; Estaban Ocon con l’altra Force India è nono davanti alla Alfa Romeo Sauber di Marcus Ericsson, a quasi due secondi dal best lap.
(ITALPRESS).

DOMANI IL DERBY DI ROMA, DI FRANCESCO SFIDA INZAGHI

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“La stagione è lunga ma questa è una partita importantissima per noi, per dare continuità ai risultati”. così Eusebio Di Francesco ha delineato il valore della sfida alla Lazio di domani. “Il derby è una partita a sé e dobbiamo affrontarla col desiderio di vincere, per portare a casa i tre punti e per dare entusiasmo all’ambiente – spiega in conferenza stampa il tecnico della Roma – La vittoria col Frosinone può essere un punto di partenza, c’è da lavorare ma posso lavorare su due sistemi del gioco. Molto dipende dall’atteggiamento in campo, che fa sempre differenza al di là dei numeri”. Mentre per Manolas non sono stati sciolti i dubbi sulla sua presenza in campo, per De Rossi si profila la quarta partita di fila: “Non è un sacrificio, vorrebbe giocare sempre come tutti. Tutti vorrebbero giocare anche cinque partite di fila, ma De Rossi ha caratteristiche diverse dagli altri, non è un calciatore da scatto come Cengiz, è più un passista. La fatica nel suo caso può essere più mentale che fisica, ma De Rossi domani sarà il capitano di questa squadra”. Nella testa di ‘DiFra’ non c’è ancora una Roma competitiva per lo scudetto: “Attualmente non lo siamo, ma dobbiamo guardare avanti e migliorarci giorno per giorno. Credo più nella crescita a della squadra, recuperando posizioni per posizioni. Essere un po’ dietro mi rammarica, ma siamo qui per lavorare per recuperare. Quanto è importante questo Derby per il mio futuro? Per il futuro della Roma è molto importante. Io rappresento la Roma non me stesso. Questa maglia è  importantissima e me la tengo stretta. Farò di tutto perché questa squadra possa percorrere un cammino di crescita”. Detto di vedere El Shaarawy e non considerati imprescindibili, con il 4-2-3-1, De Rossi e Nzonzi (“Anche Cristante e Pellegrini possono essere alternati”), Di Francesco non si sente escluso dal clima di contestazione per la falsa partenza della Roma: “Penso che ce l’abbiamo con tutti compreso me, non mi chiamo fuori da questo. Qualcosa mi hanno detto ma ho ricevuto attestati di stima e di sostegno dalla curva, mi fa piacere ma quello che mi interessa è che vengono applauditi i ragazzi, non io. Sono loro che devono diventare protagonisti per farci vincere le partite. Anche domani i romanisti dimostreranno grande attaccamento alla squadra, poi sta a noi di trascinarli, con il nostro desiderio di fare la partita, lottare palla su palla. In alcune partite siamo mancati da questi punti di vista e non ce lo possiamo permettere”. Alleggerire la pressione su Cristante e Pellegrini più aiutarli: “Per i giovani è un discorso valido, ma in generale su chi sta avendo delle difficoltà. Meno pressione si riesce dare loro e più riusciranno a dare un rendimento diverso”. La ricerca dell’equilibrio non porta ad avere meno dinamismo in campo: “Dinamismo ce n’è, ci sono meno inserimenti con De Rossi e Nzonzi, anche se chiedo a tutti di accompagnare. Kolarov può essere anche un’alternativa in mezzo al campo viste le sue capacità tecniche. Però ne abbiamo fatti anche altri di movimenti  così, anche con Cristante con il Chievo o con Pastore che si è inserito bene più volte. Chiederò anche a De Rossi e a Nzonzi di accompagnare qualche volta l’azione così”. Come si concilia l’utilizzo di Pastore e tre attaccanti con la solidità difensiva è presto spiegato: “Ci sono tante partite da giocare, sto facendo delle valutazioni che vedrete domani. L’equilibrio è fondamentale, avere due giocatori come Nzonzi e De Rossi fa evitare di prendere ripartenze centrali, che richiedono un tempo in meno rispetto a quelle laterali”. Di Francesco spende parole d’elogio per la Lazio: “Hanno acquistato giocatori pronti, da Badelj a Correa, fino ad Acerbi, un giocatore di altissimo rendimento. Hanno dato continuità a una squadra che ha fatto bene con un determinato sistema di gioco, stanno avendo continuità di risultati ma dobbiamo guardare prima a noi stessi e alla nostra crescita”. Dzeko è stato incisivo solo a Torino: “Ha avuto anche altre occasioni. Quello che mi interessa è la sua grande partecipazione alla manovra e la disponibilità con i compagni. Domani sarà titolare e sono convinto che le ritroverà e che darà il suo contributo nei grandi match come ha sempre fatto. Non è tanto il suo rendimento personale quanto quello nel contesto della squadra. Lui ha le caratteristiche per prenderci sulle spalle come si diceva l’anno scorso, ma tutto parte anche dal sacrificio e del pensare alla squadra”. Santon ha dimostrato affidabilità  con il Frosinone ma è quasi da escludere un suo utilizzo spostando Florenzi a centrocampo. “Per me Alessandro fa meglio l’esterno basso rispetto a esterno alto o mezzala. Credo che sia uno dei giocatori che sono più bravi avendo come riferimento la linea laterale. Lo vedrei meglio come esterno alto piuttosto che come mezzala. Poi c’è Karsdorp che deve migliorare e che si sta allenando con un piglio differente. Santon si è dimostrato  affidabile, ma si sa che i giudizi possono cambiare di partita in partita. Ma so che giocatore ho a disposizione e lo ha dimostrato con il Frosinone”. “La Roma in difficoltà? Assolutamente no, siamo a inizio stagione e si può avere un momento così. È successo anche a noi nelle prime due gare. Nel derby non ci sono favoriti, spesso i pronostici sono stati ribaltati: certo per noi è una partita importantissima, incontreremo una grande squadra, la gestione dello stress e la fame faranno la differenza”. Queste le parole del tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, alla vigilia del derby contro la Roma in programma domani alle ore 15 allo stadio Olimpico. “Il derby è una partita a sé nel campionato – ha sottolineato l’allenatore biancoceleste in conferenza stampa a Formello – Vincere sarebbe una grandissima cosa, perché ci permetterebbe di dare seguito ai risultati positivi e aumentare la nostra autostima: per fare bilanci e classifiche è ancora presto, i quattro punti di distacco alla sesta giornata non vogliono dire nulla, ma vogliamo continuare a fare bene perché il campionato corre velocemente”. Inzaghi ha poi parlato della Roma: “Loro vengono da una buona vittoria contro il Frosinone e hanno un ottimo allenatore come Di Francesco – ha dichiarato il tecnico della Lazio – Abbiamo analizzato le loro due ultime gare, contro Bologna e Frosinone: hanno giocato in modo diverso dal punto di vista tattico, ma noi siamo pronti per entrambi i moduli che potrebbero schierare. Abbiamo avuto pochissimo tempo per preparare il derby perché abbiamo giocato mercoledì, ma questo può anche essere un bene perché i giocatori hanno avuto meno tempo per accumulare tossine. Se abbiamo colmato il gap con la Roma rispetto alla scorsa stagione? Sulla carta è rimasto, ma noi vogliamo azzerarlo. Sono convinto della mia Lazio, in estate abbiamo inserito giocatori importanti che ci danno la possibilità di cambiare. Tutti i calciatori che sono stati utilizzati finora mi hanno dato risposte importanti”. Inzaghi si è poi soffermato sui singoli: “Chi potrà decidere il derby? Non è il singolo che vince questa partita, ma il gruppo. E io ho un grande gruppo. Ad eccezione di Lukaku dovrei avere tutta la rosa a disposizione: Radu ieri ha fatto tutto l’allenamento e ha avuto buone sensazioni, Luiz Felipe ha fatto 75 minuti molto buoni a Udine, poi aveva i crampi e ho preferito cambiarlo per evitare cose spiacevoli”. Infine una battuta sull’arbitro Rocchi, chiamato a dirigere la stracittadina romana: “Per queste partite è una garanzia, ha arbitrato già tanti altri derby e aiuterà a far sì che lo spettacolo sia addirittura migliore”, ha concluso Inzaghi.
(ITALPRESS).

 

L’ITALIA SUPERA 3-2 LA POLONIA MA E’ FUORI

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L’Italia supera 3-2 i campioni in carica della Polonia, ma non basta per mantenere vivo il sogno iridato. Serviva, infatti, un successo netto per 3-0, invece la Polonia ha aggredito subito dal primo punto vincendo un importantissimo primo set che la lancia in semifinale contro gli Stati Uniti; mentre per gli uomini di coach Blengini c’è solo la soddisfazione di chiudere la propria avventura al Pala Alpitour di Torino con un successo, anche se inutile, contro i campioni del Mondo. La Polonia si porta sul 7-3 grazie a tre ace alla battuta di Kurek. Si arriva al primo time out tecnico con i nostri avversari sul +4 (8-4). Sul servizio di Juantorena gli azzurri si riportano a -1 (8-7) con un ace ed un punto di Zaytsev. Lo “zar” trova il punto del 9-8, ma subito la Polonia si riporta sul +2; quindi Mazzone senza il muro avversario, schiaccia fuori. Un bagger sbagliato di Zaytsev regala il 13-8 ai nostri avversari e Blengini chiama time-out. Prende il largo la Polonia al secondo time-out tecnico sul +7 (16-9). Divario che sale fino al 18-10. Un errore in battuta di Giannelli consegna il 20° punto ai nostri avversari. Ancora un errore in battuta, questa volta di Juantorena per il 22-14 per i polacchi. Il muro vincente di Nowakowski consegna il punto del set che vale la semifinale mondiale per i campioni in carica; mentre per l’Italvolley è la fine del sogno. Polonia che con tutte le seconde linee in campo si porta sul 4-1 in apertura di secondo set, con gli azzurri che si rifanno sotto e con Jantorena trova il primo vantaggio (5-4). Italia avanti di tre al time-out tecnico e di 7 al secondo. Ace dello “zar” in battuta per il 18-10. Lanza sigla il punto del 24-20; ma Zaytsev mette fuori la battuta. Ed è ancora Filippo Lanza a mettere a terra il punto che vale il set. Nel terzo set ancora Italia avanti che con un muro vincente va sull’8-6 al primo time-out tecnico. Poi i polacchi mettono 4 punti di fila e si portano avanti. Punteggio che torna in parità sull’11-11. Poi i campioni in carica prendono il largo e chiudono il set sul 25-19. Nel terzo equilibrio fino all’8-8. Azzurri avanti 16-12 al secondo time out tecnico. Un ace di Zaytsev chiude il punto del 2-2 (25-17).
Nel tie break Italia avanti 10-8; quindi sul 13-9. Candelaro mette a terra il primo match ball. Ma Zaytsev serve sulla rete. Il punto decisivo è di Davide Candelaro. Ma la vittoria per 3-2 non basta. La Polonia fa festa nonostante la sconfitta avendo staccato il biglietto per le semifinali; mentre l’Italvolley si ferma qui.
(ITALPRESS).

AZZURRE OK AL DEBUTTO MONDIALE, 3-0 ALLA BULGARIA

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Azzurre, buona la prima! È iniziato con una vittoria il Campionato Mondiale femminile 2018 della nazionale italiana che in mattinata ha battuto 3-0 (25-15, 25-19, 25-22) la Bulgaria. Convincente la prestazione delle azzurre, nettamente superiori rispetto alle avversarie mai capaci, a eccezione delle prime fasi del secondo set, di impensierire le ragazze di Davide Mazzanti. La gara di oggi ha segnato l’esordio in campo in un Mondiale per: Ofelia Malinov, Miriam Sylla, Anna Danesi, Paola Egonu, Beatrice Parrocchiale, Marina Lubian e Carlotta Cambi. Domani Chirichella e compagne torneranno in campo per affrontare il Canada: ore 6.40 con diretta tv su RaiDue.
Come formazione iniziale Davide Mazzanti si è affidato al sestetto base: Malinov in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Sylla e Bosetti, centrali Chirichella e Danesi, libero De Gennaro. Nel primo set buono l’approccio dell’Italia, subito determinata  a staccare le avversarie (8-6).
Ofelia Malinov si è affidata spesso Miryam Sylla e la schiacciatrice azzurra ha risposto andando a segno a ripetizione (12-7). Sia il muro che il servizio tricolore hanno creato non pochi problemi alle bulgare, costrette a scivolare sempre più indietro (19-10). Le azzurre hanno mantenuto sempre un ritmo alto e si sono imposte con un perentorio (25-15).
Più complicato l’avvio della seconda frazione, l’Italia infatti ha perso lucidità in attacco e così la Bulgaria si è portata al comando (5-8). Le azzurre hanno dovuto affidarsi alla propria difesa per ritrovare ritmo, ma con calme e pazienza hanno impattato sul (13-13). Superate le difficoltà, la formazione tricolore è tornata in controllo del gioco e non ha avuto problemi ad allungare (20-14). Nel finale Malinov e compagne hanno gestito con autorevolezza il vantaggio per poi chiudere (25-19).
Nel terzo parziale la squadra azzurra non ha commesso lo stesso errore e sin dall’inizio è balzata al comando (10-5). La Bulgaria, però, non si è arresa e grazie a un calo di ritmo dell’Italia ha trovato la parità (17-17). L’Italia non si è comunque spaventata e ha immediatamente rispedito indietro le avversarie, andandosi a prendere la prima vittoria nella rassegna iridata (25-22).
(ITALPRESS).

FOGNINI BATTE FRITZ, IN FINALE AL “CHENGDU OPEN”

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Quarta finale stagionale per Fabio Fognini. Il ligure è approdato all’ultimo atto anche al “Chengdu Open”, torneo Atp 250 dotato di un montepremi pari a 1.070.040 dollari in corso sul cemento di Chengdu, in Cina. In semifinale il 31enne di Arma di Taggia, numero 13 Atp (best ranking eguagliato) e primo favorito del seeding, ha battuto in rimonta per 6-7 (5) 6-0 6-3, in un’ora e 49 minuti di gioco, il next gen Taylor Fritz, 20enne californiano, numero 62 del ranking mondiale.
Per il ligure è la 18esima finale in carriera (8 i titoli conquistati): nelle tre di quest’anno – San Paolo (battendo Jarry), Bastad (superando Gasquet) e Los Cabos (stoppando Del Potro) – ha sempre portato a casa il trofeo. Quest’anno l’azzurro ha già vinto 40 incontri (il suo record – 42 – risale al 2013).
Domani, nella finale del “Chengdu Open”, il numero uno azzurro Fabio Fognini troverà dall’altra parte della rete l’australiano Bernard Tomic, numero 123 del mondo, promosso dalle qualificazioni, che ha regolato con un doppio 6-4, in un’ora e un quarto di partita, il portoghese Joao Sousa, numero 50 Atp e settima testa di serie del seeding.
Sarà la sesta finale in carriera per il 25enne australiano (3 i trofei messi in bacheca, l’ultimo a Bogotà oltre tre anni fa), la prima a due anni e mezzo di distanza da Acapulco 2016. Fognini è in vantaggio per 2-1 nel bilancio dei precedenti con Tomic: il ligure ha vinto l’ultima sfida, giocata al primo turno del “1000” di Madrid del 2016.
(ITALPRESS).

REA VICE GARA 1 E PORTA A CASA QUARTO TITOLO SBK

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Jonathan Rea, in sella alla Kawasaki Ninja ZX-10RR, ha vinto Gara 1 del Mondiale Superbike e con questo sucecsso si è laureato Campione del Mondo per il quarto anno consecutivo. Il nordirlandese, alla sua tredicesima vittoria stagionale, è così entrato nella leggenda diventando l’unico pilota ad aver vinto quattro titoli mondiali Superbike consecutivi, eguagliando i mondiali vinti da “King” Carl Fogarty.
Per quanto riguarda i pneumatici utilizzati in questa prima gara, le soluzioni Pirelli in misura maggiorata si confermano le più utilizzate sia per l’anteriore che per il posteriore. In particolare all’anteriore oltre il 70% dei piloti ha optato per la SC1 di sviluppo in misura 125/70 mentre al posteriore tutti i piloti hanno utilizzato pneumatici da 200/65 dividendo le preferenze tra le due soluzioni disponibili in misura maggiorata.
In Gara 1 Tom Sykes (Kawasaki Racing Team WorldSBK) scatta bene dalla pole position. Alle sue spalle il compagno di squadra Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK) e Lorenzo Savadori (Milwaukee Aprilia). All’inizio del secondo giro il Campione del Mondo in carica riesce a sopravanzare Sykes conquistando la testa della corsa.
Nel corso del terzo giro scivolata di Alex Lowes (Pata Yamaha Official WorldSBK Team) che finisce sulla ghiaia ma riesce a rientrare in pista. Nel frattempo Xavi Forés (Barni Racing Team) riesce a portarsi in terza posizione con un sorpasso ai danni di Savadori mentre Smrz, Lussiana e Rinaldi si ritirano. Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati), l’unico pilota che potrebbe infastidire la corsa al titolo iridato di Jonathan Rea, non riesce ad entrare in gara e si mantiene in quinta posizione alle spalle di Savadori. Le prime posizioni in griglia non cambiano fine a fine gara e Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK) taglia il traguardo per primo laureandosi Campione del Mondo FIM Superbike per il quarto anno consecutivo. Alle sue spalle sull’arrivo Tom Sykese Xavi Forés, quest’ultimo sulla Ducati del team privato Barni Racing Team.
(ITALPRESS).

BOTTAS IN POLE DAVANTI A UN NERVOSO HAMILTON

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Valtteri Bottas ama la pista di Sochi e l’ha dimostrato strappando la pole position al compagno di squadra. Lewis Hamilton, veloce nelle prime due manche, commette due errori in Q3 e non riesce a rispondere all’attacco del finlandese, mancando così la sua 80a pole in carriera. Quando tutti si attendono un tempone del campione del mondo, nel primo tentativo Bottas si piazza davanti per soli 4 millesimi e questo innervosisce, probabilmente, il leader del mondiale che, non riesce a migliorarsi, anzi, arriva in maniera troppo aggressiva in uscita di curva e deve sfruttare la via di fuga per rimettersi in carreggiata. Pole abortita con un Bottas che anzi si migliora e alla fine gli rifila 145 millesimi. E’ comunque una lotta intestina al team Mercedes, visto che le Ferrari sono ben lontane e anche per la gara di domani non sembrano avere la macchina per impensierire le due frecce d’argento.
Sebastian Vettel vince la lotta in famiglia con Kimi Raikkonen, risultando più veloce del finnico che, però, via radio si è lamentato di Hamilton che andava lentamente dopo lo svarione ed aver abortito il proprio tentativo. Il tedesco è comunque a oltre mezzo secondo dalla pole di Bottas. Seb è apparso sereno e serafico nel post qualifiche, meditando, magari, lo stesso scherzetto che proprio Bottas fece alla Ferrari in partenza nella passata edizione, quando erano le due rosse a monopolizzare la prima fila. L’avvio di gara, in effetti, domani, sarà sicuramente decisivo. In Mercedes non possono permettersi di far vincere Bottas e quindi è possibile che giochino anche in questa occasione la carta dell’ordine di scuderia, ma è difficile che chiederanno al finnico di dare strada ad Hamilton subito al via. La Ferrari magari ci spera e soprattutto Vettel che partendo dietro a Bottas proverà ad infilare le sue monoposto di Stoccarda.
Con le due prime file monopolizzate dai top team, e con la Red Bull che scatterà dall’ultima fila per aver sostituito la power unit, la battaglia per la terza fila se l’è aggiudicata Kevin Magnussen con la Haas a motore Ferrari. Al suo fianco la Force India di Esteban Ocon. In quarta l’Alfa Sauber di Charles Leclerc e l’altra Force India di Sergio Perez. Romain Grosjean (Haas) e Marcus Ericsson (Alfa Sauber) si dividono la quinta, con sei motori Ferrari tra i primi dieci, con i quattro Mercedes. Posizioni che sono stare rese possibili anche dal fatto che in Q2 le due Renault di Sainz e Hulkenberg, la Toro Rosso di Gasly e le due Red Bull di Verstappen e Ricciardo non hanno girato per preservare le gomme, visto che pagheranno penalità in griglia, tranne i due del team francese che scatteranno dalla sesta fila.
(ITALPRESS).