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MILAN VINCE A SASSUOLO, OK FIORENTINA, GENOA E TORINO

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Il Milan rialza la testa. I rossoneri, pur privi di Higuain, dopo tre pareggi consecutivi, sono tornati al successo, battendo in trasferta, per 4-1, il Sassuolo. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, gol del Milan di Kessie’, Suso (doppietta) e Castillejo. Inutile, invece, la rete del neroverde Djuricic.
La Fiorentina smaltisce la delusione post Inter battendo l’Atalanta al Franchi e trovando la quarta vittoria stagionale. A sbloccare il match in favore della squadra di Pioli e’ stato un rigore concesso per fallo di Toloi su Chiesa, contestato dagli orobici e trasformato da Veretout al 18′ della ripresa. Nel finale, una punizione di Biraghi e respinta da Gollini viene trasformata in gol grazie al gol line technology. Sorridono i viola, testa bassa per la squadra di Gasperini che ha smarrito la strada del successo: l’ultimo risale al 20 agosto, prima di campionato, in casa contro il Frosinone. Il Genoa di Ballardini passa a Frosinone. Krzysztof Piatek non smette di stupire e segna una doppietta gia’ nel primo tempo portandosi a quota 8 nella classifica cannonieri, che guida solitario. Le sue reti permettono agli ospiti di tornare a casa con tre punti, lasciando invece la squadra di Longo in coda ancora a zero. Minima consolazione la prima reste stagionale per i ciociari segnata da Ciano su rigore.
Il Torino vince al Bentegodi in casa del Chievo che rimane a -1 in classifica. Quando il match sembrava avviato per concludersi a reti bianche, un assist di Berenguer ha messo Zaza davanti a Sorrentino con l’ex attaccante del Valencia che in scivolata di sinistro ha messo alle spalle dell’esperto portiere dei veneti. Nel finale, Iago Falque ha anche mancato il raddoppio.
Una sconfitta a testa nell’ultimo turno di campionato e tanta voglia di reagire, ma a sorridere e’ solo il Bologna che batte 2-1 l’Udinese al Dall’Ara in occasione del lunch match della settima giornata di Serie A. Un successo in rimonta per la squadra di Filippo Inzaghi: dopo il gol segnato da Pussetto al 32′, i padroni di casa rispondono con Santander al 42′ e poi festeggiano i tre punti grazie alla rete realizzata da Orsolini a otto minuti dalla fine del match. Una vittoria meritata per il Bologna, che puo’ anche recriminare per un rigore non concesso nel primo tempo. Nel primo posticipo, poi, il Parma ha vinto al Tardini, di misura, per 1-0, sull’Empoli. A decidere la gara è stato Gervinho, giunto a quota tre gol dal suo ritorno in serie A. Sfortunati i toscani, che hanno colpito due legni, con Zajc e Caputo. Super Sepe, infine, ha salvato il risultato e il Parma al 90′ con un “miracolo” su tiro del neoentrato La Gumina.

(ITALPRESS).

 

FOGNINI E GIORGI ANCORA I TOP AZZURRI DEL RANKING

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Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure è stabile al numero 13 eguagliando ancora il “best ranking” (firmato per la prima volta il 31 marzo del 2014). Alle sue spalle mantengono la posizione sia Marco Cecchinato, numero 22, che Andreas Seppi, 46, mentre guadagna due posti Matteo Berrettini, che risale al numero 58. Stabile Lorenzo Sonego, numero 89 (best ranking). Fuori dai top 100 da segnalare un altro “best ranking” di Gianluigi Quinzi, ora numero 154. Nessuna variazione nella top-ten mondiale sempre guidata da Rafael Nadal, alla sua 15esima settimana del settimo regno (la 192esima complessiva): lo spagnolo ha 1.860 punti di vantaggio sullo svizzero Roger Federer e 2.315 punti sul serbo Novak Djokovic che completa il podio mondiale.
Fa un passo indietro Camila Giorgi nella classifica pubblicata stamane dalla Wta. La 26enne marchigiana scende al numero 31 ad un passo dal suo best ranking, numero 30 (raggiunto per la prima volta il 27 luglio del 2015 ed eguagliato la scorsa settimana), confermandosi la prima delle azzurre. Alle sue spalle stabile Sara Errani, numero 79. Fuori dalle top 100 tre posti in meno per Martina Trevisan, ora numero 198. Diverse variazioni nella top-ten mondiale, guidata sempre da Simona Halep. La 26enne di Costanta, è in vetta per la 32esima settimana consecutiva (la 48esima complessiva): la rumena ha 2.451 punti il vantaggio sulla danese Caroline Wozniacki. Alle spalle di Angelique Kerber risale in quarta posizione Petra Kvitova, fa un passo avanti anche Elina Svitolina mentre firma un altro “best ranking” Naomi Osaka, sesta. Non essere riuscita a confermare il titolo a Wuhan costa a Caroline Garcia ben quattro posizioni, passando dalla quarta all’ottava poltrona, preceduta anche da Karolina Pliskova.
(ITALPRESS).

 

LIPPI “JUVE ANCORA TROPPO PIU’ FORTE DELLE ALTRE”

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“La corsa scudetto? La sensazione è che sia già finita, che questa sia il prosieguo della stagione passata. Poi cresceranno Inter, Roma, Milan, Lazio, Fiorentina e le altre ma nonostante l’esperienza, saggezza e la bravura di Ancelotti, la Juventus è ancora troppo più forte delle altre”. Lo ha detto l’ex ct della Nazionale, Marcello Lippi, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai Radio1. “Se questa Juve è la più forte di sempre, anche della mia? Come si fa a sapere, bisognerebbe sognare una sfida con due toscani in panchina che si salutano e tanti campioni in campo. Sono tutte Juventus forti, prima di me c’era quella di Trapattoni”. Una battuta su Cristiano Ronaldo: “Non mi sta sorprendendo, me l’aspettavo così, grande professionista e, da campione quale è, intelligente e umile. Si è messo a disposizione della sua nuova grande squadra, non mi aspettavo che lasciasse il Real Madrid ma la Juve è stata brava a cercarlo e convincerlo quando c’è stata l’opportunità. E poichè sembra abbiano influito gli applausi dello Stadium – conclude l’ex mister bianconero – c’è stato anche cuore, oltre alla volontà di guadagnare tanti soldi”.  “La scelta non è da condividere o meno, dobbiamo solo prenderne atto, nessuno sa perché si prendono certe decisioni – aggiunge Lippi, campione del mondo nel 2006, commentando l’addio annunciato di Beppe Marotta dai quadri dirigenziali della Juventus. “Quella bianconera è una società che non si può dire che non sappia programmare, questi grandi gruppi prendono queste decisioni quando le cose vanno bene, nel momento di massimo splendore. Ed è quello che hanno fatto loro. Andrea (Agnelli, ndr) si sarà forse ricordato di quanto fatto dal padre: nel 94-95, dopo 10 anni che non si occupava di Juve, ha cambiato tutto e rifatto un ciclo vincente, prendendo me. Il dottor Umberto è stata una persona spettacolare nella storia della Juventus, erano dieci anni che c’era la supremazia del Milan di Berlusconi. Adesso nella testa di tutta la Juventus c’è la Champions League”. L’ex coach di Napoli e Inter svela di voler interrompere la sua esperienza da ct della Cina alla sua naturale scadenza per tornare nella sua Versilia: “Ho voglia di tornare a casa, ma non di lavorare. Il mio contratto scade il 31 gennaio 2019, dopo la Coppa d’Asia, e credo che questa sarà la mia ultima esperienza”. Sull’Italia di Mancini: “La Nazionale è messa bene e Mancini è bravo, ha esperienza internazionale, ha vinto all’estero e propone un calcio propositivo. Vedo tanti giocatori giovani e bravi che, a differenza di qualche anno fa, giocano tutti titolari in serie A. C’è un gruppo di giocatori giovani, bravi e con un gran futuro”. Infine, sulla prossima due giorni di Champions League, a cominciare dal Napoli: “Bisogna che domani Carlo dia spazio alla sua esperienza e qualità per controbattere il Liverpool, una delle squadre più forte d’Europa e quindi del mondo. Le partite di Roma e Juventus invece non mi sembrano proibitive. L’Inter invece giocherà con la squadra che la sta facendo da padrone in Olanda (il Psv, ndr) e sarà dura”.
(ITALPRESS).

 

AGNELLI “MODELLO DI GESTIONE JUVE INALTERATO”

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“Il modello di gestione della Juventus rimane sostanzialmente inalterato: c’è un Cda che da’ delle deleghe, le quali verranno assegnate dopo il 25 ottobre”. Lo ha detto il presidente della Juventus Andrea Agnelli, parlando ai giornalisti al suo arrivo in Lega Calcio dove oggi è in programma sia il Consiglio che l’Assemblea delle formazioni della massima serie. “Il modello di gestione della Juventus si basa su tre cluster: lo sport, i ricavi e i servizi. Cambierà la leadership della nuova Juventus. Giorgio Vinci sarà a capo dei ricavi, Fabio Paratici della struttura sport, dei servizi Marco Re”. “Cambiano le persone – ha detto ancora Agnelli – si tratta di gente seria e preparata, grazie anche a quanto fatto finora da Beppe Marotta e Aldo Mazzia, che li hanno fatti crescere. Avranno le stesse sfide, anzi superiori a quelle del 2010. Abbiamo 6 anni ben definiti davanti a noi e sappiamo benissimo che la centralità della gestione della Juventus passa per il campo, ma anche da ricavi e servizi. Quindi grande continuità rispetto al recente passato”. A chi gli chiedeva se fossero vere le voci circa un allontanamento di Fabio Paratici, Agnelli sibillino ha detto: “Lo escludo totalmente”.
(ITALPRESS).

DI FRANCESCO “GRAN DERBY, EQUILIBRIO FONDAMENTALE”

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“Nelle parole che ho detto ai ragazzi dopo il derby ho ribadito l’importanza di un concetto, l’equilibrio: ho parlato solo di quello. Bisogna lavorare e dare continuità a quello che stiamo facendo. La gara è stata ottima, il derby vale doppio come vittoria, ma l’equilibrio è fondamentale, serve continuità negli atteggiamenti e nel modo di stare in campo”. Domani sera all’Olimpico arriva il Viktoria Plzen e la Roma, dopo la sconfitta in casa del Real Madrid, è costretta a battere i cechi per lasciare intatte le ambizioni di qualificazione alla seconda fase della Champions League. Senza De Rossi e Pastore, e con Kolarov in dubbio per una frattura a un dito, la fascia di capitano dovrebbe andare al ‘jolly’ Florenzi: “Alessandro vuole stare in campo, ma il ruolo che sente principalmente è quello del terzino – spiega in conferenza stampa il mister giallorosso – Poi sono io a scegliere dove metterlo. L’anno scorso con Florenzi terzino destro abbiamo fatto benissimo. Lui può fare tutti e due i ruoli. È un vantaggio averlo a disposizione”. Il modulo, assicura ‘DiFra’, può cambiare anche in corso d’opera: “Ho lavorato tanto sul 4-3-3, come sto lavorando molto sul 4-2-3-1. Nelle interpretazioni delle gare possiamo alternare i due sistemi di gioco. Anche nel derby con l’ingresso di Cristante mi sono messo 4-3-3 per poi finire con il 5-3-2. Spesso dipende dagli avversari e si può modificare a partita in corso. È un vantaggio in più che abbiamo in questo momento”. Detto che Kluivert potrebbe giocare anche dal primo minuto, l’ex coach del Sassuolo affronta anche il capitolo Dzeko: “Edin deve ritrovare solo il gol, l’attaccante vive di quello. A me è piaciuto nel derby e, a parte una decina di minuti, è ripartito alla grande. È stato importante nel primo gol e in tante altre situazioni. Me lo tengo stretto, gli attaccanti vanno anche coccolati. È troppo importante come calciatore per noi e sono certo che ritroverà la via del gol che gli permetterà di riaffrontare le gare in serenità”. Nessun problema tattico dietro al suo digiuno: “Non cerchiamo sempre il pelo nell’uovo. Che devo fare? Farlo partire più dietro? Ha avuto opportunità per fare gol. Mi auguro che li ritroverà presto. Ne fa di bellissimi di solito, magari un gol semplice potrebbe aiutare. Io sono sempre contento quando segnano gli attaccanti, perché a livello psicologico trovano qualcosa in più anche per aiutare in fase difensiva. I gol dipendono sempre da tanti fattori e spesso ripuliscono la testa da tanti dubbi”. Nzonzi e Santon, per Di Francesco, sono la prova evidente che la Roma non ha carenze di preparazione: “L’allenamento è alla base della prestazione. Giudicavate male la prestazione fisica, ma mi dite come avrei potuto cambiarla in soli sei giorni? Nel calcio è fondamentale saper unire tre qualità: fisiche, tecniche e mentali. Senza queste componenti non si va da nessuna parte”. Dopo aver trovato equilibrio con il 4-2-3-1, domani la Roma potrebbe tornare al 4-3-3: “A me non piace cambiare moltissimo. Però bisogna essere bravi a leggere le situazioni. A oggi si è parlato moltissimo del Viktoriz Plzen. Secondo me è una squadra tosta da affrontare, di grande fisicità, di struttura con un attaccante, Cramicic, che ha grandissime potenzialità, mena a tutti i difensori e attacca gli spazi. Al di là del sistema di gioco dobbiamo capire che andiamo ad affrontare una squadra ad armi pari a livello fisico, facendo poi valere la nostra tecnica. Questi concetti esulano dai sistemi di gioco. Domani metterò tutti i giocatori che sono nelle condizioni di poter rendere”. Se Olsen si sta sempre più adattando alla sua difesa, domani potrebbe toccare dal pronti e via a Luca Pellegrini: “Deve continuare a lavorare con grande umiltà. Ha 15 minuti in Serie A. Contro il Frosinone è entrato sul 3-0 ma non per caso, perché lo meritava. Non è detto che in una di queste gare non possa esordire dal primo minuto. Lo tengo in considerazione perché è in crescita. Dipende sempre da lui. Spesso la formazione – conclude Di Francesco – non la fanno gli allenatori ma gli atteggiamenti, i calciatori stessi e i compagni quando si mettono a disposizione”.
(ITALPRESS).

SFIDA ITALIA-ALL BLACKS IL 24 NOVEMBRE

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Gli All Blacks tornano allo stadio Olimpico. Sabato 24 novembre sarà grande spettacolo a Roma con l’Italia del rugby opposta ai campioni del mondo della Nuova Zelanda nel Cattolica Test Match che chiude il trittico di gare autunnali casalinghe della nazionale di Conor O’Shea. Precedentemente, il 10 e il 17 novembre, gli azzurri capitanati da Sergio Parisse affronteranno rispettivamente la Georgia a Firenze e l’Australia a Padova. “La partita contro gli All Blacks sarà un formidabile appuntamento sportivo dove la nazionale avrà la possibilità di testarsi contro quanto di meglio il nostro sport possa offrire – ha affermato il presidente della Federazione italiana rugby Alfredo Gavazzi nella conferenza stampa di presentazione organizzata nella suggestiva location del Chiostro del Bramante – Questa è anche un’occasione unica per portare gli appassionati di tutta Italia a a toccare con mano il nostro impegno nell’offrire un efficace mix di sport, divertimento e cultura del nostro paese”. Il Cattolica Test Match contro i campioni del mondo è ovviamente un evento che trascende gli ottanta minuti della partita e attirerà migliaia di appassionati e sportivi. “Sono onorato e orgoglioso che questa partita si giochi a Roma – ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò – Sono uno dei tantissimi fan degli All Blacks, è una squadra che porta grandi valori. E sono felice anche di avere con noi gli amici della Cattolica Assicurazioni”.
Per l’occasione, e per tutta la stagione sportiva 2018/2019, lo sponsor tecnico della nazionale Macron ha ideato la nuova maglia “Alternate” nella quale il bianco sarà il colore dominante: “Non posso nascondere una certa emozione – ha ammesso il presidente del gruppo Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni – Vedere il nome di Cattolica sulle maglia è molto bello, questa è una sfida che ci vede impegnati nella promozione dei nostri valori tra i ragazzi”. Cattolica Assicurazioni si è legata infatti alla Federazione italiana rugby con un accordo di sette anni e darà anche il nome ai test match autunnali, ultimi appuntamenti prima del Sei Nazioni 2019: “Sono davvero felice di poter presentare un evento di tale portata – ha sottolineato l’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni Alberto Minali – A noi di Cattolica piace pensare a un parallelismo con il mondo del rugby, la nostra società abbraccia gli stessi valori: coesione, partecipazione e rispetto dell’avversario”.

I biglietti per la gara dello stadio Olimpico, così come per gli altri due Cattolica Test Match 2018, sono in vendita a partire da 24 euro tramite i consueti canali messi a disposizione dal gruppo TicketOne, il partner ufficiale della federazione italiana rugby per la biglietteria.

 

 

ALLEGRI “CON YOUNG BOYS RISPETTO E DETERMINAZIONE”

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La partita di domani contro lo Young Boys “deve essere un passettino avanti su noi stessi: gli ultimi 20 minuti col Napoli non sono piaciuti nè a me, nè ai ragazzi, ci siamo fermati, siamo usciti un po’ dalla partita e abbiamo permesso al Napoli di avere un’occasione importante. E non deve succedere”. Massimiliano Allegri pretende una Juve concentrata dall’inizio alla fine domani contro gli svizzeri, “una partita importante che bisogna vincere altrimenti vanifichiamo tutto quello che è stato fatto in Spagna. Va giocata con rispetto e determinazione perchè in Europa c’è maggiore fisicità”. Sulla carta non sembra esserci storia “ma le partite vanno giocate e vanno vinte. È una squadra che vince da non so quante partite e ha un allenatore che ha dato una bella organizzazione difensiva. Hanno fisicità, sono molto bravi sulle palle lunghe. Bisogna essere veloci e tecnici, giocare fra le linee. Non è una partita semplice se la prendiamo come non la dobbiamo prendere”. A riposo Chiellini e Cancelo, in difesa ci sarà Barzagli, qualche dubbio sul modulo con possibile ritorno alla difesa a 3. Khedira partirà dalla panchina ma potrebbe entrare a gara in corso e mettere minuti nelle gambe in vista di Udine.

“E’ un’annata nuova, diversa, con grandi motivazioni e la voglia di arrivare fino in fondo in questa competizione – sono invece le parole di Andrea Barzagli – L’idea è di pensare a domani e fare una grande prestazione per ottenere i tre punti e più avanti vedremo il resto”. Contro gli svizzeri “non ci vuole solo esperienza, è la seconda partita, sarà importantissimo per noi vincere e continuare a punteggio pieno – ha aggiunto il difensore – È una gara difficile e insidiosa, come lo sono tutte le partite in Champions. Ci sono squadre che arrivano con grande entusiasmo e non sarà per niente facile”.
(ITALPRESS).

LA SAMPDORIA TORNA A VINCERE, SPAL SI ARRENDE 2-1

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La Sampdoria sconfigge la Spal per 2-1 nel posticipo della settima giornata della Serie A 2018-19. Arrivano i tre punti per i ragazzi di Marco Giampaolo che allo stadio Luigi Ferraris di Genova sconfiggono la formazione ospite in rimonta grazie alle reti di Karol Linetty e Gregoire Defrel, dopo il gol iniziale segnato da Paloschi. Tanti applausi da parte del pubblico blucerchiato che apprezza una Samp propositiva e spensierata, partita forte dai primi minuti dell’incontro. Al 3′ Barreto impegna immediatamente Gomis con un diagonale di destro che costringe il portiere ospite a deviare il pallone in corner. Qualche minuto più tardi il Marassi esulta per il gol di Quagliarella al termine di una splendida triangolazione con Barreto e Defrel, ma il guardalinee alza la bandierina per segnalare una evidente posizione di fuorigioco. La Spal incassa i colpi, ma al 21′ passa in vantaggio grazie ad un clamoroso errore di Audero.
Lazzari si porta al limite dell’area, scarica la conclusione col destro ed il portiere della Samp respinge corto: pallone sul quale si avventa Paloschi che a porta sguarnita firma l’1-0. Passano soli quattro minuti e la Sampdoria pareggia i conti: Quagliarella fa la sponda con un colpo di testa accomodando il pallone per Linetty che col sinistro, di prima, calcia a fil di palo per l’1-1. Dopo il pareggio le due squadre abbassano i ritmi e cercano di gestire maggiormente il pallone senza rischiare fino al duplice fischio della chiusura del primo tempo. Nella seconda frazione la Samp torna immediatamente in attacco con Quagliarella che nei primi dieci minuti impegna per ben due volte Gomis. Poi al 60′ arriva il gol del 2-1 con il secondo assist di giornata per l’attaccante campano che, dopo essere stato murato nuovamente dal portiere della Spal, offre il pallone a Defrel che da distanza ravvicinata sigla la rete del vantaggio.
Gli ospiti provano a rispondere immediatamente con un’azione solitaria di Petagna che dal limite calcia un gran diagonale con il sinistro parato a terra da Audero. Pressing offensivo della Spal che prosegue nei minuti finali dell’incontro, ma la Samp gestisce il tutto con relativa calma esultando al triplice fischio. Grazie a questo successo la Sampdoria sale a quota 11 punti e raggiunge la Roma in ottava posizione. Una vittoria che per Quagliarella e compagni mancava dal 5-0 rifilato al Frosinone lo scorso 15 settembre. Per la Spal invece si tratta della terza sconfitta consecutiva dopo le battute d’arresto contro la Fiorentina e il Sassuolo.
(ITALPRESS).