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GATTUSO “DARE CONTINUITÀ A QUANTO STIAMO FACENDO”

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“Ho sentito tanti miei giocatori parlare di svolta ma dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo. Non era tutto da buttare via quando pareggiavamo ma dobbiamo migliorare a livello collettivo. Questa però è una squadra che esprime un buon calcio, ci manca poco, dobbiamo trovare solidità, mentalità, voglia”. Rino Gattuso si aspetta conferme dalla sfida di domani contro l’Olympiacos dopo la convincente vittoria col Sassuolo. “In Europa si gioca un calcio diverso, meno tattico, con giocatori con velocità diverse, non bisogna sottovalutare nessuno. L’Olympiacos esprime un buon calcio, è una squadra molto offensiva, tanti giocatori di grande esperienza: hanno più presenze loro in Europa che il Milan. E sono una squadra che ha mentalità vincente, che ha vinto 18 degli ultimi 20 campionati”. L’obiettivo, per Gattuso, “è riuscire a giocare sempre compatti, poi la qualità viene fuori. Vedendo giocare Inter, Napoli, Fiorentina, Roma, Lazio, sono squadre che esprimono grande calcio, abbinano qualità tecniche e forza fisica. Noi dobbiamo pensare a fare il nostro, a migliorare, a fare più punti possibili. Ce la giochiamo con squadre forti e dobbiamo migliorare sulle cose che abbiamo lasciato per strada come chiudere le partite e saper soffrire”. Ma chissà che anche l’Europa League non possa regalare grandi gioie. “L’obiettivo è per ora passare il turno, poi vediamo dove possiamo arrivare”. Resta in dubbio Higuain “ma non ho mai pensato che la sua assenza fosse un problema enorme. Dobbiamo pero essere bravi a capire come sfruttarlo al meglio quando c’è”. Infine, sulle voci di un possibile ritorno di Ibrahimovic a gennaio, Gattuso glissa: “Oggi compie 37 anni e riesce ancora a fare gol, gli auguro il meglio. Ma parlo solo dei miei giocatori, questa domanda fatela a Leonardo, Maldini o Scaroni”.

“La squadra è cresciuta e quest’anno l’Europa League può essere migliore per noi – sono invece le parole di Jack Bonaventura – L’atmosfera dopo Sassuolo era positiva ma non dobbiamo esaltarci troppo per una sola vittoria, il campionato è lungo e bisogna avere equilibrio quando si vince e quando si perde. Di sicuro è stata una vittoria che ci aiuta in vista di domani perchè abbiamo ritrovato le nostre giocate, il gol, una buona prestazione”. Bonaventura è diventato imprescindibile per Gattuso e i suoi 10 gol sotto la guida del tecnico rossonero sono una delle ragioni. “Da quando è arrivato, il mister ha portato grande entusiasmo, ha creato uno spirito bello e ha permesso a tutti di rendere meglio. La squadra è migliorata molto, è la più forte degli ultimi anni e questo fa sì che il mio rendimento e quello degli altri sia maggiore, quando si alza la qualità, la prestazione dei singoli cresce. Il rinnovo? Ho ancora un anno e mezzo di contratto, non ho ancora parlato con la società ma lo faremo al momento opportuno”.

HAMILTON “STO VIVENDO MIGLIOR ANNO MIA CARRIERA”

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“Credo che questo 2018 sia stato finora il mio anno migliore”. Lewis Hamilton ‘vede’ il quinto titolo iridato. A cinque gare dalla fine sono 50 i punti di vantaggio su Sebastian Vettel e il pilota anglo-caraibico della Mercedes non può che essere felice del suo rendimento. “La scorsa stagione ero contento di quello che facevo ma se andiamo ad analizzare ogni annata, nessuna è stata perfetta e ogni volta mi chiedo sempre come salire di livello perchè ci sono sempre le occasioni per alzare l’asticella. E credo che, pur non avendo iniziato in modo perfetto, questa sia stata finora una delle mie stagioni più complete che sarà ancora più soddisfacente se tutto andrà secondo i miei piani. E spero sia così”, confessa in un’intervista agli inglesi di “Sky Sports” e pubblicata da “Marca”.

Da luglio, dal Gp di Silverstone, Hamilton ha collezionato 5 vittorie e due secondi posti in 7 gare. “Mai avuta tutta questa fiducia nelle mie qualità – ammette – Quando mi alzo ed esco da casa, la fiducia in me stesso è un milione di volte superiore a quella che avevo nel 2007. Allora c’era insicurezza, tristezza, una pressione che non capivo e che arrivava da tutti i lati, non riuscivo a trovare il mio equilibrio”. Hamilton rivolge poi un pensiero a McLaren e Williams, due grandi scuderie in enorme difficoltà: “non ho mai nascosto che sia triste da vedere quello che sta succedendo alla McLaren e lo stesso vale per la Williams, un team con cui sono cresciuto davanti alla tv. È incredibile pensare alla Williams in fondo alla griglia dopo aver avuto gente come Mansell o Damon Hill che vinceva il titolo. E anche la McLaren, che è una famiglia per me, è in difficoltà da tempo. Spero che per entrambe le scuderie ci sia una luce alla fine del tunnel”.

NAINGGOLAN-ICARDI, L’INTER VINCE A EINDHOVEN

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Seconda vittoria consecutiva in Champions League per l’Inter di Luciano Spalletti, che grazie alle reti di Nainggolan e Icardi ribalta l’iniziale vantaggio del PSV Eindhoven. La prima occasione da rete la confeziona il PSV, con Bergwjin che da pochi metri sbaglia mira dopo un ottimo assist di testa di De Jong. Al 20′ rischia grosso l’Inter su un tiro da lontano di Rosario deviato da Skriniar, ma Handanovic si salva con l’aiuto di D’Ambrosio che impedisce il tap in di Lozano sulla deviazione del portiere nerazzurro. Immediata risposta dell’Inter con Icardi che controlla palla in area e poi appoggia per l’accorrente Vecino, la cui conclusione non e’ pero’ precisa. E’ fin troppo chirurgica invece la conclusione del solito Rosario al 28′, che di destro da fuori area manda la palla nell’angolino portando in vantaggio i suoi. E’ Icardi a trascinare i suoi alla ricerca del pareggio con un colpo di testa bellissimo su cross da destra di D’Ambrosio, in anticipo rispetto a Schwaab, ma la sua conclusione e’ fuori di pochissimo. L’attaccante argentino sfiora nuovamente la rete un minuto dopo sugli sviluppi di un corner, ma Zoet si supera e para sulla linea. Gli uomini di Spalletti meriterebbero il pareggio e anche al 40′ Nainggolan di controbalzo avrebbe la palla giusta, ma finisce a lato. Gli olandesi pero’ non smettono di pizzicare e in un paio di occasioni prima della fine del primo tempo mettono in difficolta’ Handanovic. L’Inter pareggia prima dell’intervallo con Nainggolan, che da lontano risolve un batti e ribatti in area dopo un altro tiro da fuori non trattenuto di Asamoah. Anche la ripresa si apre all’insegna delle conclusioni di testa di Icardi, sempre ben servito da Politano, ma questa volta non e’ preciso. Il PSV risponde con Pereiro che concludendo un’azione  tambureggiante dei suoi colpisce il palo alla destra di Handanovic. Non sbaglia invece Icardi al quarto d’ora, quando approfitta di un’uscita sventurata di Zoet che frana su un compagno di squadra e lo infila. Maurito di testa avrebbe la palla per chiudere il discorso al 70′, ma tutto solo a botta sicura si fa ipnotizzare da Zoet. Entra Malen per gli olandesi, il quale impegna subito Handanovic in una parata sensazionale su di una rovesciata volante. Nel finale i padroni di casa cercano il pareggio con Lozano, ma l’Inter si chiude bene nella propria meta’ campo.
(ITALPRESS).

INSIGNE GOL AL 90′, NAPOLI BATTE LIVERPOOL

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Napoli bello e vincente nella seconda giornata del gruppo C di Champions League. Gli uomini di Ancelotti dominano contro il Liverpool, finalista della passata edizione, e passano nel finale con la rete di Lorenzo Insigne. Una vittoria arrivata al 90′ che vale oro per l’economia del raggruppamento perche’ manda gli azzurri addirittura in vetta alla classifica a quota 4 punti, un buon viatico per affrontare con un pizzico di apprensione in meno il doppio confronto col Psg. Caricato dall’ormai classico urlo del San Paolo al termine dell’inno della Champions e dal solito clima incandescente, il Napoli inizia con personalita’ tenendo alta la pressione. Entrambe le squadre rischiano qualcosa impostando la manovra da dietro e la prima occasione per i partenopei arriva al 10′ proprio da un errore dei Reds, con cui Callejon lancia Insigne sulla fascia sinistra: il numero 24 prova il diagonale di sinistro ma il pallone lambisce il palo e termina sul fondo. Cinque minuti dopo l’esterno italiano, dopo un tunnel su Keita (sostituito al termine dell’azione con Henderson per problemi fisici), ci riprova dalla media distanza cercando l’incrocio dei pali: Alisson controlla, ma al 32′ deve metterci il pugno per smanacciare la girata di Milik, leggermente sporcata da Van Dijk e bloccata in due tempi.
Il Liverpool e’ in difficolta’, Koulibaly legge bene e chiude alla perfezione i tagli di Salah e i rifornimenti per Firmino e Mane’ vengono di fatto tagliati da una perfetta fase difensiva degli azzurri. Gli uomini di Klopp perdono la pazienza e rischiano grosso sulla brutta entrata di Milner su Allan, punita dall’arbitro Kassai solo con un giallo scatenando le proteste del San Paolo. Dopo quattro minuti di recupero, dunque, il risultato nella prima frazione resta inchiodato sullo 0-0 nonostante un ottimo Napoli. E in avvio di ripresa il copione non cambia: i padroni di casa danno continuita’ ai loro attacchi, Alisson viene chiamato in causa per due volte in pochi minuti da Milik e Fabian Ruiz e la difesa dei Reds da’ qualche segnale di cedimento. Alexander-Arnold ci mette una pezza ancora sul centrocampista ex Betis e Ancelotti, a meta’ del secondo tempo, decide di aumentare la pressione con gli inserimenti di Verdi e Mertens per Fabian Ruiz e Milik.
Il Napoli non molla la presa sulla partita, gli inglesi provano a sfruttare i pochi errori in impostazione per scatenare la velocita’ del tridente ma dall’altra parte Callejon, sul cross chirurgico di Koulibaly, va ad un passo dal vantaggio al 75′ con il salvataggio di Gomez quasi sulla linea di porta. E’ all’82’ che i partenopei vedono sfumare la rete dell’1-0: Verdi vede l’inserimento di Mario Rui, l’assist del portoghese e’ perfetto per Mertens che devia al volo ma centra la traversa con Alisson ormai battuto. Il meritato gol vittoria, pero’, arriva in
extremis: al 90′ il tridente leggero confeziona e Callejon regala a Insigne un assist impossibile da sbagliare. Il recupero di tre minuti fila via senza patemi: il San Paolo e’ in delirio, per Klopp la cinquantesima panchina in Champions e’ amara.
(ITALPRESS).

FMSI IN PARLAMENTO SU MALATTIE NON TRASMISSIBILI

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“La Federazione Medico Sportiva Italiana relaziona all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Prevenzione e lotta alle malattie non trasmissibili: quali prospettive per l’Italia a seguito dell’approvazione della risoluzione ONU”. È questo il titolo del Convegno scientifico che si è svolto ieri, presso il Parlamento italiano a Palazzo San Macuto, organizzato dalla FMSI sul tema della prevenzione e del contrasto alle malattie non trasmissibili, che proprio la scorsa settimana è stato oggetto di un’importante risoluzione dell’ONU sottoscritta anche dal Governo italiano al termine della 73esima edizione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Insieme al presidente Casasco sono intervenuti il professor Giuseppe Novelli, rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il professor Fabio Pigozzi, rettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” e – confermato da poche settimane – presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport, e il professor Sergio Pecorelli, presidente della “Giovanni Lorenzini Medical Foundation, New York” e professore Emerito dell’Università degli Studi di Brescia.
“Il convegno – informa una nota – ha fatto seguito all’audizione dello scorso 5 luglio del presidente, Maurizio Casasco, presso le Nazioni Unite proprio su questo tema: un intervento di grande rilevanza, giacché rappresenta il riconoscimento a livello internazionale del background culturale e scientifico della FMSI che raccoglie l’eredità di quel “modello italiano” che ha portato alla nascita proprio a Milano, nel 1957, della prima Scuola Universitaria al mondo di Specializzazione in Medicina dello Sport e in cui concorrono – insieme alla Medicina dello Sport come medicina di prevenzione e di precisione – la formazione e la ricerca scientifica. Con l’organizzazione di questo evento, che ha visto un’ampia partecipazione del mondo scientifico, oltre all’intervento di diversi esponenti del Parlamento (Rossana Boldi, Luca Carabetta, Benedetta Fiorini, Andrea Mandelli, senatori Maria Rizzotti, Marco Siclari, Massimo Ungaro), la Federazione Medico Sportiva Italiana ha voluto favorire anche un confronto sul tema con il mondo della politica, che proprio a questo modello di eccellenza italiana – riconosciuto e ammirato in tutto il mondo – dovrebbe guardare per trarne gli strumenti indispensabili alla prevenzione delle malattie non trasmissibili e identificare, così, le misure necessarie di sostegno atte a promuovere un vero processo di innovazione sociale e culturale”.
“La Federazione – già riconosciuta dall’ONU quale modello di riferimento – vuole mettere a disposizione del governo, del Parlamento e di tutte le istituzioni coinvolte questo bagaglio di conoscenze acquisito in novanta anni di attività, auspicando che questa iniziativa possa essere per il futuro un esempio di proficua collaborazione tra Istituzioni e comunità scientifica e che possa essere da supporto per le prossime iniziative che il Governo dovrà adottare sul tema a livello nazionale e internazionale”.
(ITALPRESS).

VETTEL “AMO CIRCUITO DI SUZUKA, OBIETTIVO VINCERE”

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“In una settimana può succedere di tutto, si possono fare varie cose, è un circuito che ci vede un po’ più favoriti e speriamo di fare meglio rispetto alla Russia, stiamo cercando di settare la macchina al meglio per tenere il ritmo e avvicinarci alle Mercedes”. Così Sebastian Vettel nella conferenza stampa che precede il weekend del Gran Premio del Giappone. Il pilota della Ferrari sa che il Mondiale sta sfuggendo di mano, ma la matematica lascia ancora qualche speranza e il tedesco vuole provarci fino in fondo, anche se il tempo stringe. “Non mi piace l’approccio adesso o mai più, ci sono ancora 5 gare, il segreto è cercare di attaccare e cercare di arrivare primi, come ho detto questa pista mi piace, è la mia preferita, mi diverto e non voglio fare certe congetture su di me e sul team, voglio solo cercare di guidare al meglio”, ha spiegato Vettel che crede nel lavoro del team e ribadisce. “Ho detto più volte che abbiamo una macchina molto forte e robusta, magari si può pensare che non sia al meglio, ma non è così. Non siamo riusciti a stare davanti nelle qualifiche, ma in gara siamo sempre stati vicini alle Mercedes, anche se in alcune gare non abbiamo avuto il ritmo che volevamo”.
“Ci siamo sempre difesi e abbiamo sempre duellato con le Mercedes – ha proseguito Vettel -, qui più o meno sarà lo stesso, speriamo di fare bene nelle qualifiche per poi giocarcela meglio in gara, perchè quanso sei dietro e provi a superare le gomme ne risentono, ma qui a Suzuka abbiamo buone chance”. La sfida con Hamilton è sempre avvincente, un duello che dura da anni e che continuerà anche a Suzuka. “Quando ci sfidiamo nel tracciato e proviamo a superarci è sempre divertente, lui in Russia si è divertito di più perchè mi ha infilato nella curva 4, è difficile stare sempre ruota a ruota, ma in una gara del genere ci si diverte di più. Avrei voluto stargli attaccato anche negli ultimi giri, ma non ho avuto la possibilità di farlo”. Si è parlato molto delle strategie di team, degli ordini di scuderia, per Vettel non si può paragonare quanto accaduto durante il Gp d’Italia con Sochi: “Non direi che eravamno nella stessa posizione della Mercedes, non sono due gare simili, poi è comunque una questione di team”. Il Mondiale sta per finire, si pensa già al prossimo in termini di strategie. “Abbiamo fatto progressi, c’è ancora tanto lavoro da fare, altre scuderie hanno fatto progressi più grandi e altre meno, abbiamo detto agli ingegneri cosa vogliamo raggiungere, che tipo di vettura vogliamo, le performance possono essere sempre migliorate”.
Le condizioni meteo non preoccupano Vettel. “Anche se dovesse piovere con il circuito bagnato faremo il possibile, ma non è un pensiero che mi turba”. Tornando a Suzuka, Vettel dice: “penso che dovremo trovare una strategia diversa e non tirare al massimo in questi rettilinei. Come ho detto è la mia pista preferita, le sensazioni che hai qui per quanto mi riguarda sono le migliori della stagione, è un circuito che ti galvanizza, è molto caratteristico, mi piaceva la pista di prima e anche quella di oggi, è una pista iconica, forse non è così difficile e tecnica come prima, ma rimane una grandissima pista”. Ultime battute sulle qualifiche e sulla possibilità che il regolamento cambi. “Credo che ci si diverta abbastanza, io preferivo quando prima si poteva fare tutto come si voleva, le qualifiche per alcuni piloti sono ancora più divertenti della gara, io forse preferivo quando eri libero di gestirle come volevi, ma non penso che ci saranno cambiamenti”.
(ITALPRESS).

LORENZO-MARQUEZ NUOVE SCINTILLE “IRRESPONSABILE”

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“Abbiamo fatto di tutto per velocizzare il recupero, piu’ di cosi’ non potevamo fare, sono passati solo 10 giorni e solo dopo aver provato la Moto in pista capiro’ come sto, al momento le sensazioni non sono buone, ma vedremo dopo le prime libere, anche se ho grande voglia di fare la gara”. Cosi’, ai microfoni di Sky Sport 24, il pilota della Ducati, Jorge Lorenzo, ad Aragon vittima di una caduta che gli ha procurato la dislocazione dell’alluce e una microfrattura al piede della gamba destra (metacarpo), tutto questo dopo una manovra secondo lui sbagliata di Marquez che poi si e’ spiegato con il connazionale e futuro compagno di team. “Mi ha chiamato due giorni dopo, non voglio tornare sul passato, ma se ad Aragon non ho finito la gara e ora non sono al 100% e’ perche’ lui e’ stato irresponsabile e imprudente – conferma Lorenzo -. In futuro spero che i piloti paghino per queste cose, cosi’ come sto pagando adesso io”.

La replica di Marc Marquez non tarda ad arrivare, anche se lo spagnolo della Honda fa capire di voler chiudere la questione.  “Io irresponsabile e imprudente? Ho parlato con Jorge e non mi ha detto le stesse cose. A me interessa di piu’ cosa ci siamo detti al telefono e va bene cosi’. L’ho chiamato lunedi’, mi piace il fatto che sara’ il mio prossimo compagno. Nella prima curva c’e’ stata una caduta, non vorrei perdere piu’ tempo per parlarne”.

(ITALPRESS).

MILANO/CORTINA INIZIA SUA CORSA VERSO SOGNO GIOCHI

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“I particolari ce li teniamo stretti perché non vogliamo avvantaggiare avversari già di per sé forti come Stoccolma, Erzurum e Calgary ma la candidatura di Milano e Cortina alle Olimpiadi Invernali del 2026 è pronta e ha nel cassetto un gran bel dossier”. Parola di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, Attilio Fontana, governatore dellaLombardia, e di Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina, sindaci delle due città. A Venezia le parti si sono ritrovare per una valutazione collegiale sulle prossime mosse e azioni da intraprendere e per lanciare ufficialmente, di fronte a una foltissima platea di giornalisti, la candidatura “lombardo veneta” che punta a ospitare la rassegna olimpica sulla neve del 2026, nel 70° anniversario delle Olimpiadi di Cortina. “Oggi debuttiamo ufficialmente con un sogno e con un po’ di emozione – ha detto Zaia – perché l’obiettivo non è ancora raggiunto e la partita non è facile, ma qui ci sono due Regioni e due Comuni che sul piano della credibilità e dell’affidabilità nazionale e internazionale sono pronti ad affrontare qualsiasi sfida e non temono nessun confronto”. “Da oggi – ha detto ancora il presidente della Regione Veneto – finisce il tempo delle parole e delle polemiche, da oggi si lavora a pancia bassa per definire i particolari della candidatura e presentarsi a gennaio al Cio con una proposta forte per entrare nella cosiddetta short list, per la quale, in questo momento, corriamo in quattro. Lavorare più che parlare è peraltro una caratteristica ben nota dei veneti e dei lombardi”. Tra i presenti tre grandi figure dello sport italiano: Diana Bianchedi, dirigente del Coni a rappresentare il presidente Malagò già partito per Buenos Aires, Novella Calligaris e Antonio Rossi, oggi sottosegretario della Regione Lombardia per i grandi eventi.

Il dossier che si sta limando dovrà rispondere in maniera esaustiva a un pacchetto di ben 132 domande specifiche avanzate dal Cio ma, hanno detto all’unisono Zaia, Fontana, Sala e Ghedina, “Milano/Cortina è davvero una candidatura nuova, che risponde in ogni aspetto alla direttiva Cio 2020”. Una direttiva che non guarda più alle edizioni faraoniche degli anni passati, ma a un’Olimpiade rispettosa dell’ambiente e basata strutturalmente sull’utilizzo di tutto l’esistente, dove necessario opportunamente ammodernato, e su bassi costi di realizzazione. “Tutti elementi – hanno garantito i tecnici della società che ha curato la redazione del dossier, dopo essersi occupata anche di quelli a suo tempo distinti di Milano e di Cortina Dolomiti Unesco – che Milano/Cortina 2026 possiede, perché non serviranno nuove infrastrutture, se non il palazzetto del ghiaccio di Milano, già previsto nel budget di candidatura”, e perché, ha tenuto a ribadire Zaia, “Cortina ha il più grande hub sciistico del mondo e, con l’organizzazione dei Mondiali di sci 2021, avrà al top piste e impianti”. Serenità, da parte di tutti, anche sul piano dei costi e dei finanziamenti. “La nostra – ha detto Zaia – è una vera e propria candidatura low cost perché non siamo gente avvezza agli sprechi. Detto questo, abbiamo ancora la speranza che, dopo il già importantissimo sostegno politico, il Governo possa più avanti rivalutare l’ipotesi di un finanziamento pubblico. Altrimenti, pazienza, si va avanti lo stesso, non è un problema”. “Noi attendiamo fiduciosi che il Governo possa cambiare decisione – gli fa eco Fontana – In ogni caso, per il bene del Paese e delle nostre Regioni, andiamo avanti perchè crediamo di poter comunque coprire le garanzie richieste”. Per il governatore della Lombardia “è un evento importantissimo per l’Italia intera e non solo per queste due Regioni, è giusto quindi che tutti recitino la propria parte per raggiungere l’obiettivo finale”.

La documentazione resa nota oggi, pur rispettando la necessità della riservatezza, ha svelato comunque particolari interessanti. Il “cluster” Milano-Valtellina prevede di ospitare 79 giorni di gara e 2.756 tra atleti e tecnici e di assegnare 46 medaglie. Due i villaggi olimpici in Lombardia, per 1.315 posti a Milano e per altri 1.441 a Livigno. Cortina risponde con numeri molto simili: 76 giorni di gara, 49 medaglie da assegnare, 2.225 atleti e tecnici da ospitare, un villaggio olimpico a Cortina per 1.176 posti. Gli investimenti sono stimati in circa 370 milioni di euro, con la caratteristica non secondaria che Milano/Cortina minimizza gli investimenti a carico della finanza pubblica rispetto a ogni singola candidatura presentata, che tutte le sedi di gara sono già esistenti o, al massimo, da ammodernare, che non saranno necessari investimenti aggiuntivi per infrastrutture di trasporto.

Si prevede inoltre che le spese operative possano essere interamente coperte da alcune principali fonti di ricavo: il contributo del Cio (925 milioni di dollari), sponsorizzazioni private, biglietteria, Licensing e Merchandising, rate card e cessione post olimpica dei cespiti. Infine, il percorso temporale della candidatura: a gennaio 2019 la consegna del dossier di candidatura; a marzo/aprile 2019 la visita ispettiva della Commissione di Valutazione del Cio; a luglio 2019 la presentazione della candidatura ai membri del Cio; a settembre 2019 il traguardo finale, la selezione della sede dei Giochi Invernali del 2026.