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CUTRONE-HIGUAIN SHOW, MILAN RIBALTA OLYMPIACOS

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Per un’ora a San Siro si vede il peggior Milan della stagione, ma poi in 9 minuti i rossoneri si svegliano e grazie alle reti di Cutrone (doppietta) ed Higuain ribaltano la partita: Olympiacos al tappeto. Decisiva la mossa di Gattuso di inserire in campo lo stesso Cutrone e Cahlanoglu. Il match contro i greci si apre con una rete giustamente annullata al Milan, dopo un colpo di testa di Bonaventura che Castillejo ribadisce in porta: un peccato perché la conclusione dell’ex atalantino sarebbe comunque finita in rete. Tutto regolare, invece, il vantaggio dei greci con Guerrero che di testa, su cross di Koutris, anticipa Zapata e incorna alle spalle di Reina. Il Milan, dopo aver preso il gol, accusa il colpo e non si propone più con puntualità nella metà campo dell’Olympiacos, che concede pochi spazi ai fraseggi rossoneri. Gattuso allora si inventa un cambio tattico, passando al 4-4-2, con Castillejo ad alzarsi a fare la punta accanto ad Higuain. A sfiorare nuovamente la rete è però nuovamente la squadra ospite con Nawell, che però non sfrutta un’uscita spregiudicata di Reina. Sul capovolgimento di fronte Higuain si trova a tu per tu con Sà, ma la sua conclusione manca di precisione. Ora il Milan gioca con più determinazione, ma non conclude con la stessa brillantezza con coi costruisce sulle fasce. Al 41’ Suso mette in area l’ennesimo cross al bacio, ma Castillejo non impatta. Di testa ci prova anche Zapata su sponda di Bakayoko, ma la sua conclusione da ottima posizione finisce alta.

Nella ripresa il Milan si butta a testa bassa alla ricerca del pareggio, ma senza grande successo, per cui Gattuso inserisce Cutrone e Cahlanoglu al posto di Castillejo e Bonaventura. Guerrero spaventa nuovamente di testa i rossoneri al 12’, poi solo Milan: prima Cutrone non impatta per un soffio una gran palla messa in mezza da Suso, poi Zapata svirgola in area sugli sviluppi di un corner e ancora Cahlanoglu prova la deviazione su cross di Rodriguez, ma la palla finisce in bocca a Sà. A riportare la squadra di Gattuso in partita ci pensa Cutrone, che su cross di Rodriguez anticipa Cissè e batte il portiere degli ellenici. Il pareggio galvanizza i padroni di casa, che nel giro di pochi minuti costruiscono un’altra nitida palla gol con il solito Cutrone su assist di Suso. L’Olympiacos risponde con Fetfatzidis, ma è Higuain a portare in vantaggio il Milan: ottima palla di Cahlanoglu per il Pipita che riceve, finta e poi manda la palla alle spalle del portiere ospite. Passano altri due minuti e il Milan segna la terza rete: cross di Cahlanoglu per Cutrone, pronto all’appuntamento per la doppietta. Guarda caso, proprio i due uomini inseriti in campo a inizio ripresa da Gattuso che può guardare ora al prosieguo dell’avventura in Europa League con maggiore tranquillità.

LAZIO CROLLA IN GERMANIA, BRUTTO KO CON EINTRACHT

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Dopo la sconfitta nel derby contro la Roma in Serie A, la Lazio subisce un altro pesante ko contro l’Eintracht Francoforte per 4-1 alla Commerzbank-Arena in occasione della seconda giornata del girone H di Europa League. Dopo il botta e risposta tra Da Costa e Parolo nei primi 23 minuti, gli uomini di Simone Inzaghi tornano in svantaggio alla mezz’ora e poi perdono la testa con due espulsioni (Basta e Correa) che spianano la strada dei padroni di casa. L’unica notizia positiva della serata biancoceleste è il pareggio tra Apollon e Marsiglia, che consente alla Lazio di restare al secondo posto nella classifica del girone in attesa della doppia sfida con i francesi. Sin dall’avvio di gioco i ritmi sono elevati e al 4’ i padroni di casa sbloccano il risultato: De Guzman disegna un calcio d’angolo in area, Da Costa anticipa tutti e da pochi passi batte Proto con una forte conclusione di destro al volo. La Lazio prova a reagire e mostra subito una novità tattica: Immobile scala spesso tra le linee per facilitare la manovra offensiva e al 9’ l’attaccante si mette in mostra con una conclusione dalla distanza deviata da Trapp in angolo. Al 23’ il match si accende definitivamente. Lucas Leiva interrompe col braccio una azione offensiva e dà il via ad un contropiede che terminerà con il tap in vincente di Parolo. Ma l’Eintracht non sta a guardare e al 27’ sfrutta un altro errore difensivo della Lazio: dopo un contrasto vinto in area sugli sviluppi di una rimessa laterale, Gacinovic scarica per l’accorrente Kostic che a botta sicura firma il 2-1.

Nel finale di primo tempo a scandire i ritmi del gioco sono gli errori individuali di entrambe le squadre. L’intensità dell’Eintracht però mette in difficoltà i biancocelesti e al 48’ Basta prende la seconda ammonizione con un fallo su Gacinovic: Lazio in dieci uomini a fine primo tempo. Nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica, la squadra biancoceleste schierata con un 4-4-1 approccia in maniera propositiva il match ma concede spazi e al 53’ l’Eintracht colpisce in ripartenza: Haller parte e serve Jovic che decide di battere Proto con un pallonetto. La Lazio si fa prendere dal nervosismo e al 59’ resta in nove uomini: Correa entra male a palla lontana su De Guzman e l’arbitro estrae il rosso diretto. Con due uomini in più, l’Eintracht decide di non accelerare il ritmo e di gestire il risultato con un prolungato possesso palla mentre Inzaghi sceglie di aggiungere dinamismo al centrocampo con l’ingresso in campo di Berisha al posto di uno spento Milinkovic-Savic. Sul fronte dell’Eintracht al 68’ c’è spazio per Rebic che prende il posto di Jovic ma la stella del Mondiale di Russia 2018 non incide. Dopo l’intensità elevata del primo tempo, la stanchezza si fa sentire sull’Eintracht che sbaglia molto e fallisce anche una facile occasione da gol con Gacinovic che a tu per tu con Proto non trova il tempo per calciare. Ma nei minuti di recupero è Da Costa a calare il poker: finisce 4-1 e per la Lazio è notte fonda.

FOGNINI NON SI FERMA PIÙ, SEMIFINALE A PECHINO

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Continua l’ottimo momento di forma di Fabio Fognini, che si è qualificato per le semifinali anche al “China Open”, torneo Atp 500 dotato di un montepremi di 3.401.860 dollari in corso sul cemento di Pechino, in Cina (combined con un Wta Premiere Mandatory). Il 31enne di Arma di Taggia, numero 13 Atp e quarto favorito del seeding, reduce dalla finale a Chengdu, nei quarti ha sconfitto per 6-4 6-4, in un’ora e 38 minuti di partita, l’ungherese Marton Fucsovics, che nel torneo aveva rispedito a casa Andreas Seppi e Marco Cecchinato.
Dopo qualche problema al servizio per entrambi, Fognini non si lascia sfuggire l’opportunità di brekkare il suo avversario nel quinto game allungando poi sul 4-2. Il ligure, molto mobile e reattivo, ha difeso il vantaggio fino al decimo gioco quando, dopo aver cancellato – grazie soprattutto al servizio – due pericolose chance consecutive per il contro-break, ha incamerato il primo parziale. Nella seconda frazione l’ungherese ha annullato una palla-break nel terzo game ma nel quinto, alla terza opportunità, l’azzurro gli ha strappato di nuovo la battuta allungando poi sul 4-2 come nel primo set. Fognini si è pooi portato sul 5-2, fallendo due match-point nell’ottavo gioco. Fucsovics, alla prima palla break concessa dal ligure, ne approfitta per rifarsi sotto ma nel decimo gioco Fognini ha chiuso la contesa sfruttando il terzo match-point dell’incontro. Poi una simpatica dedica al figlioletto Federico sctitta sull’obiettivo della telecamera: “Piccolino mi manchi”.
Domani, nella sua ottava semifinale stagionale (la sesta sul cemento e la 37esima complessiva in carriera), Fognini troverà dall’altra parte della rete il il primo favorito del seeding, l’argentino Juan Martin Del Potro.

MERCEDES VOLANO IN LIBERE SUZUKA, VETTEL INSEGUE

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La Mercedes fa subito la voce grossa e nel box Ferrari si confida in un aiuto…dal cielo. Non comincia sotto i migliori auspici per la Rossa il weekend di Suzuka dove Lewis Hamilton conferma lo stato di grazia suo e della sua Freccia d’Argento: miglior tempo al mattino (1’28″681) e al pomeriggio (1’28″217) dove con le supersoft riesce a migliorarsi di oltre 4 decimi. “Questa pista è bellissima, è la mia giornata migliore”, urla via radio il pilota-anglo caraibico, che rifila distacchi spaventosi a tutti i rivali, a partire dal fedele scudiero Valtteri Bottas. Il finlandese è il primo dei terrestri, ma becca oltre 4 decimi e mezzo dal leader del Mondiale. Ma se la passano peggio gli altri che, a differenza dei due Mercedes, non riescono nemmeno a sfondare il muro dell’1’29”. Ci si avvicina più di tutti Sebastian Vettel, che dopo una prima sessione in cui si vede sopravanzare anche da Daniel Ricciardo e Kimi Raikkonen, riesce alla fine a risalire fino al terzo posto nella classifica dei tempi ma 833 millesimi da Hamilton è un divario complicato da recuperare in un giorno, fermo restando che al venerdì non tutti scoprono le proprie carte.

Le parole del tedesco, però, non invitano all’ottimismo, almeno in ottica qualifica. Pur dicendosi soddisfatto della macchina, rispetto almeno ai venerdì di altre gare, Vettel ammette che “non siamo molto veloci” e anche se domani basta solo un giro fatto bene, “se la Mercedes è veloce come oggi, sarà difficile”. E si spinge ad ammettere che in fondo la pioggia potrebbe essere utile alla Rossa, dove anche Raikkonen ha faticato, restando a quasi 1″3 da Hamilton. L’impressione è che a Brackley non solo siano riusciti a colmare il gap dalla Ferrari che ha contraddistinto la prima parte di stagione, ma siano andati anche oltre. E mai come oggi il sogno di Vettel di compiere una storica rimonta su Hamilton sembra destinato a rimanere tale. Ma le libere non sono nè le qualifiche, nè la gara e allora vediamo cosa succede domani.

Non lontane dalla Ferrari, intanto, le Red Bull, con Ricciardo che nella prima sessione riesce a essere più veloce di Raikkonen e Vettel mentre Verstappen si inserisce fra le due vetture di Maranello nella seconda sessione. “Ma non sono contento di come stavo tenendo il ritmo, non è stata una buona giornata”, è apparso scuro in volto l’olandese. Buone indicazioni per Force India, Haas e Sauber. Esteban Ocon e Romain Grosjean riescono a piazzarsi dietro i big anche se i distacchi restano importanti, nella Top 10 anche Marcus Ericsson, che nella seconda sessione fa meglio di Leclerc, e la Toro Rosso di Hartley.

DOVIZIOSO VOLA IN LIBERE, CHE PAURA PER LORENZO

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Il più veloce è Andrea Dovizioso ma finalmente si rivedono anche le Yamaha. Si annuncia un weekend combattuto a Buriram dove il ritorno a buoni livelli delle M1 potrebbe sparigliare le carte e spezzare il duopolio Ducati-Honda. Maverick Vinales e Valentino Rossi mettono in fila tutti gli altri al mattino e nella seconda sessione solo un giro ai limiti della perfezione del forlivese (1’31″090) impedisce allo spagnolo, per appena 31 millesimi, di fare il bis. “E’ andata meglio del previsto, nei test qui avevamo sofferto ma la moto di oggi è diversa da quella di allora, più vicina a quella che chiedevo da mesi”, tira quasi un sospiro di sollievo Vinales, mentre il Dottore, che ha portato in pista una nuova carenatura, fatica un po’ di più a tenere il ritmo dei migliori nel pomeriggio pur riuscendo a chiudere fra i primi dieci (nono tempo, a tre decimi da Dovizioso), tutti racchiusi in mezzo secondo. Fra questi anche Marc Marquez, che nella prima sessione quasi si nasconde salvo poi rifarsi sotto al pomeriggio, dove non va oltre il quarto miglior tempo, preceduto anche da Crutchlow, ma a soli 98 millesimi da Dovizioso.

Grande paura in casa Ducati per Jorge Lorenzo. Il maiorchino, reduce dall’infortunio di Aragon, nel corso delle seconde libere viene disarcionato dalla moto in entrata alla curva 3. Prototipo spezzato in due e pilota trasportato al centro medico del circuito per un controllo. I primi accertamenti hanno escluso fratture sia al polso sinistro che al piede destro ma la presenza del ducatista in qualifica e in gara è tutt’altro che certa. “Ha preso un grosso colpo, la botta è stata grossa – fa sapere Davide Tardozzi, team manager Ducati – Bisogna capire se è capace di correre oppure no. Jorge è un combattente e ci proverà, se non sarà in grado lo vedremo solo dopo le terapie del pomeriggio”. Ancora ignote le cause della caduta: “dai primi dati non emerge niente di evidente, sembra che non ci sia niente alla moto. Se ci fosse stato qualcosa di grave si sarebbe visto subito”. Intanto lo spagnolo è stato trasportato all’ospedale di Buriram per ulteriori esami. Restando in casa Ducati, buon quinto tempo per Danilo Petrucci mentre Andrea Iannone, pure lui vittima di un fuori pista, riesce a chiudere sesto, davanti a Bautista e Pedrosa, mentre chiude la top ten un’altra Yamaha, quella di Zarco. Mattia Pasini domina invece le libere della Moto2, riuscendo a migliorarsi di quasi un secondo al pomeriggio, con Pecco Bagnaia non lontano e Baldassarri e Marini fra i migliori. Kornfeil è invece il più rapido in Moto3: il ceco registra il crono più basso nella prima sessione ma non riesce a fare altrettanto nel pomeriggio dove, per soli 11 millesimi, deve accontentarsi della seconda piazza alle spalle di Sasaki.

ECCO TENNISTAVOLOLTRE, PANCALLI “INVESTIAMO SU FUTURO”

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Favorire il passaggio dall’attività motoria allo sport attraverso l’avviamento alla pratica del tennistavolo, promosso come strumento di recupero sociale. Questo l’obiettivo di “TennistavolOltre”, progetto promosso dalla Federazione Italiana Tennistavolo, finanziato dalla Fondazione Vodafone Italia e rivolto agli alunni con disabilità sia fisica che intellettiva, come spiegato dal presidente della Fitet Renato Di Napoli durante la conferenza stampa organizzata al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma. “Siamo orgogliosi di essere stati scelti da Fondazione Vodafone Italia: vuol dire che abbiamo dimostrato la bontà del nostro progetto e la professionalità delle persone che lo portano avanti oltre al coinvolgimento del territorio – ha sottolineato il numero uno della Federazione italiana tennistavolo – L’obiettivo è quello di coinvolgere tanti giovani disabili sia fisici che intellettivi: faremo una buona figura”. Il progetto punta alla formazione/informazione sul tennistavolo all’interno delle scuole di ogni ordine e grado e, in particolare, nelle classi dove sono inseriti alunni con disabilità fisica e/o mentale.

L’obiettivo è importante: far praticare l’attività a mille giovani con disabilità, aggiornare circa cento docenti sull’insegnamento del tennistavolo e coinvolgere complessivamente ventimila persone. “Bravi – ha sottolineato il presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli rivolgendosi al presidente della Fitet Di Napoli e ai rappresentanti della Fondazione Vodafone Italia – State affrontando con consapevolezza e serietà il presente, ma allo stesso tempo guardate con lungimiranza al futuro con un preciso piano di sviluppo. Vi state occupando e preoccupando della disciplina paralimpica con grande serietà e impegno: entrare nella scuola è il percorso migliore per investire sul futuro. Ringrazio anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che ci è sempre vicino”. La presentazione de progetto “TennistavolOltre” è stata anche l’occasione per presentare la squadra paralimpica azzurra in partenza per la Slovenia, dove dal 15 al 21 ottobre sono in programma i Campionati Mondiali individuali a Lasko/Celje.

Sei gli atleti convocati: Andrea Borgato, Michela Brunelli, Federico Crosara, Federico Falco e Giada Rossi, tutti pongisti in carrozzina, e Samuel De Chiara che gioca in piedi. “Ringrazio Pancalli per la vicinanza e l’amicizia che ripone nei confronti del mondo paralimpico e del tennistavolo in particolare e faccio un grandissimo in bocca al lupo ai nostri atleti – ha concluso il presidente Di Napoli – Speriamo arrivino soddisfazioni ancora maggiori rispetto ai due bronzi vinti alle Olimpiadi di Rio”.
(ITALPRESS).

CAPRARI NOVITÀ TRA I 28 CONVOCATI, TORNA GIOVINCO

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La novità Caprari, il ritorno di Giovinco, le esclusioni di Balotelli e Belotti. Queste le principali novità in vista del doppio impegno per la Nazionale a ottobre: gli azzurri tornano in campo il 10 per un’amichevole contro l’Ucraina a Genova (Stadio “Ferraris”, ore 20.45 diretta Rai 1) e il 14 per la prima giornata di ritorno della UEFA Nations League contro la Polonia a Chorzow (Stadio “Slaski”, ore 20.45 diretta Rai 1), con un’appendice importante il giorno seguente al Quirinale, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà le Nazionali maschile e femminile nell’ambito delle celebrazioni per i 120 anni della Figc. Il gruppo dei convocati, ufficializzato oggi dal Ct, si compone di 28 calciatori tra i quali 4 portieri: prima chiamata per Gianluca Caprari, rientrano in azzurro Alessandro Florenzi e Danilo D’Ambrosio assenti a settembre, Marco Verratti e Patrick Cutrone che avevano fatto l’ultima apparizione in Nazionale a marzo nei due test in Inghilterra, Francesco Acerbi, dopo oltre due anni (ultima convocazione a marzo 2016) e Sebastian Giovinco dopo tre anni (ottobre 2015 contro la Norvegia a Roma). Tra gli esclusi Mario Balotelli e Andea Belotti. La Nazionale si radunerà al Centro Tecnico Federale di Coverciano nella serata di domenica 7 ottobre.
Il giorno seguente gli azzurri sosterranno la prima seduta di allenamento nel pomeriggio per poi partire alla volta di Genova martedì, alla vigilia dell’amichevole con l’Ucraina. La Nazionale farà quindi ritorno a Coverciano a fine gara e sabato 13 ottobre raggiungerà Chorzow, sede del terzo incontro della Nations League contro i padroni di casa della Polonia.
L’elenco dei convocati: Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Juventus), Salvatore Sirigu (Torino). Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Danilo D’Ambrosio (Inter), Emerson Palmieri Dos Santos (Chelsea), Alessandro Florenzi (Roma), Alessio Romagnoli (Milan). Centrocampisti: Nicolò Barella (Cagliari), Federico Bernardeschi (Juventus), Giacomo Bonaventura (Milan), Roberto Gagliardini (Inter), Frello Filho Jorge Luiz Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Marco Verratti (Psg). Attaccanti: Domenico Berardi (Sassuolo), Gianluca Caprari (Sampdoria), Federico Chiesa (Fiorentina), Patrick Cutrone (Milan), Sebastian Giovinco (Toronto FC), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Simone Zaza (Torino).
(ITALPRESS).

TORINO-FROSINONE 3-2, DECISIVO BERENGUER

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Dopo il successo per 1-0 sul Chievo, il Torino torna a vincere allo stadio Olimpico e lo fa col risultato di 3-2 contro il Frosinone in occasione dell’anticipo dell’ottava giornata di Serie A. Gli uomini di Mazzarri trovano il doppio vantaggio, poi si fanno rimontare ma alla fine portano a casa i tre punti grazie al sigillo di Berenguer al 71’. Il Torino si gode dunque i dodici punti in classifica, mentre non finisce l’incubo per il Frosinone che resta a quota uno con il peggior attacco (3) e la peggior difesa (21). Le statistiche allarmanti dei ciociari non spingono comunque Mazzarri a proporre il turnover. Anzi il tecnico granata schiera Zaza e Belotti sul fronte offensivo e l’intesa tra i due non tarda a farsi sentire: al 5’ l’ex Valencia innesca Belotti che colpisce il palo con un diagonale di destro. Il Frosinone fatica a trovare le distanze tra i reparti e si affida a lanci lunghi che non impensieriscono la retroguardia granata. Al secondo affondo il Torino trova il vantaggio: al 20’ Rincon si inserisce sulla trequarti e lascia partire un destro che non lascia scampo a Sportiello.
Gli uomini di Longo spingono molto ma Ciofani e Campbell restano spesso isolati in attacco. Si abbassano i ritmi, il Torino decide di amministrare il risultato senza andare a caccia del raddoppio e gli animi in campo si scaldano anche in virtù di una gestione arbitrale all’inglese da parte di Pezzuto. Al 38’ ci prova Ciano con una conclusione al volo ma Sirigu blocca senza problemi.  Il primo tempo si chiude sull’1-0 e nella ripresa gli sforzi del Frosinone sono vanificati dal raddoppio lampo del Torino: dopo pochi secondi Aina sfonda sulla destra e scarica per Zaza la cui conclusione trova la parata di Sportiello, ma sulla respinta c’è il tap in vincente di Baselli. Al 55’, forse tranquilli per il doppio vantaggio, il Torino si fa sorprendere: sugli sviluppi di un calcio piazzato Goldaniga a botta sicura spara alto con un colpo di testa da ottima posizione. Ma il difensore ciociaro al 58’ è più preciso e firma la rete del 2-1 appoggiando in porta dopo una mischia su calcio d’angolo. Il Torino sparisce dal campo e il Frosinone trova la rete del 2-2 al 65’: Campbell si accentra e crossa per l’inserimento di Ciano, il cui colpo di testa batte Sirigu.
Serve una magia al Torino per tornare in vantaggio e la magia arriva al 71’: Berenguer lascia partire un destro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali. Questa volta il Torino non abbassa la concentrazione e sfiora il poker, ma Zaza colpisce la traversa a botta sicura da buona posizione dopo una situazione confusa in area. Nel finale salta ogni schema con il Frosinone che si sbilancia in avanti e concede ripartenze ai padroni di casa, ma Lukic all’83’ spara addosso a Sportiello. All’87’ il Frosinone ruba palla, Chibsah guida il contropiede e serve Perica la cui conclusione non spaventa Sirigu. Di fatto è l’ultima occasione da gol per i ciociari in questa sfida, nei minuti finali c’è solo il tempo per un’altra parata di Sportiello su Zaza. il Torino conquista dunque tre punti preziosi, mentre il Frosinone sprofonda in classifica.