La Lazio vince lo scontro diretto con la Fiorentina ed effettua il sorpasso, la Samp espugna Bergamo e dichiara lo stato di crisi dell’Atalanta, il Milan di Gonzalo Higuain affonda il Chievo. Questi i vedretti delle tre gare delle 15 dell’ottava giornata di serie A, un turno domenicale aperto dal 3-1 con cui il Parma si è imposto in casa del Genoa.
A San Siro il Chievo regge per quasi mezz’ora, Sorrentino e la difesa veneta hanno il loro da fare, ma al 27° Gonzalo Higuain sblocca il risultato, su assist di Suso, con un piatto destro da posizione ravvicinata. Il raddoppio arriva otto minuti dopo sempre sull’asse Suso-Higuain, con il primo che inventa e il secondo che segna. Il 3-0 nella ripresa con Bonaventura che batte Sorrentino da fuori area. Il 39enne Sergio Pellissier non ci sta e accorcia con un bel sinistro da fuori area. Finisce 3-1 al Meazza.
Vince la Lazio che di misura si impone sui viola dell’ex Pioli. Partita bella ed equilibrata all’Olimpico con i biancocelesti che passano in vantaggio al 36° con il solito Immobile, bravo a deviare in rete la sponda aerea di Radu. Un po’ sorpreso Lafont. Toscani pericolosi con Simeone e Benassi, la partita resta equilibrata, ma il risultato non cambia, nonostante il forcing finale della Fiorentina.
Senza vittorie in campionato da quasi due mesi (un solo successo alla prima con il Frosinone) la Dea prova subito a mettere in difficoltà la Sampdoria di Giampaolo. Non è neanche fortunata la squadra di Gasperini che prima prende un palo pieno con Zapata, poi lo sfiora con Gomez. La Samp non sta a guardare (bravo Gollini su Andersen), sempre attenta in difesa e concreta in attacco, con il colpo di testa vincente di Tonelli che sblocca il risultato e regala ai blucerchiati tre punti importanti, mentre acuisce la crisi di un’Atalanta che non riesce a segnare, che sarà anche in credito con la fortuna, ma che è quartultima con 6 punti in 8 gare.
(ITALPRESS).
VINCONO LAZIO E MILAN, CRISI ATALANTA
NAPOLI STENDE SASSUOLO, IN GOL OUNAS E INSIGNE
Il Napoli ha sconfitto, per 2-0, il Sassuolo, conquistando la quarta vittoria di fila (su altrettante gare giocate) fra le mura amiche. Hanno deciso la sfida del San Paolo l’algerino Ounas, in gol dopo appena 3 minuti, e il “solito” Insigne, in campo e a segno nella ripresa.
Nei padroni di casa, orfani dello squalificato Mario Rui e degli infortunati Meret, Ghoulam, Younes e Chiriches, Carlo Ancelotti ha cambiato 8 undicesimi rispetto alla formazione che ha battuto in settimana in Liverpool. Spazio dal primo minuto (nel 4-4-2 azzurro) a Malcuit, Albiol, Koulibaly e Hysaj, posizionati davanti a Ospina; a Zielinski, Diawara, Rog e Verdi, a presidio della linea mediana; con l’inedito tandem d’attacco composto da Mertens e Ounas (poi sostituito da Insigne). Negli ospiti, privi degli indisponibili Duncan, Peluso e Satalino, Roberto De Zerbi ha puntato in avvio sul modulo 3-4-3, schierando Marlon, Magnani e Ferrari a protezione di Consigli; Lirola, Magnanelli, Locatelli (uscito nell’intervallo per Bourabia) e Rogerio a centrocampo; con in avanti Djuricic, Boateng e Boga (sostituito a inizio ripresa da Berardi). Fermo in panchina Di Francesco, in scena nel finale di gara Babacar.
Pronti via e i partenopei hanno messo subito in chiaro le cose. Al 2′ Zielinski ha chiamato in causa Consigli da posizione defilata. Un minuto dopo Locatelli ha sbagliato un retropassaggio semplice, servendo involontariamente Ounas, bravo nel saltare Magnani e nel battere il portiere neroverde al volo (tutto col sinistro). Al 13′, poi, Mertens, servito da Zielinski, ha fallito il colpo del 2-0, calciando malissimo da ottima posizione. A meta’ frazione e’ Zielinski a farsi ipnotizzare da Consigli, bravissimo in uscita disperata. Diversa la musica nella ripresa, aperta da un tentativo di poco al lato di Ounas. A seguire, a poco a poco, gli ospiti hanno preso campo e coraggio: al 18′, dopo una bella ripartenza dei neroverdi, Ospina ha detto di no a Djuricic; al 22′ lo stesso portiere azzurro ha parato un tiro molto angolato di Berardi. Poi, al 27′, Insigne ha chiuso i conti: bello il suo sesto gol in campionato, con il classico destro a girare dalla sua mattonella preferita. A seguire, da segnalare un’altra parata “strana” ma efficace di Ospina su Berardi, un autentico miracolo del portiere colombiano su tocco ravvicinato di Babacar e il rosso diretto ai danni di Rogerio per un’entrata scomposta su Callejon. Poi cori e festa a Napoli.
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DOPPIETTA ICARDI, INTER VINCE 2-1 IN CASA SPAL
In mezzo a mille sofferenze, l’Inter incassa il sesto successo di fila, Champions compresa, con quello che sta diventando il ‘suo’ risultato (2-1) e con quello che si conferma il suo bomber principe: Mauro Icardi. Il capitano firma la doppietta che condanna una bellissima Spal (al quarto ko consecutivo) che era riuscita a trovare il pareggio con Paloschi: in vista del derby, Spalletti va alla sosta al terzo posto alle spalle dell’irraggiungibile Juventus e del Napoli.
L’allenatore nerazzurro sceglie Keita e Vrsaljko sulla corsia di destra, inserendo Miranda al posto di de Vrij, mentre Semplici rilancia Antenucci al fianco di Petagna e Valoti per l’infortunato Kurtic.
Handanovic subito protagonista sulla splendida deviazione di testa di Petagna, ma è l’Inter a passare: è il 14′, Vrsaljko mette dentro per Icardi che, complice la mano di Djourou, di testa infila Gomis. Partita in discesa? Macchè. Perchè Miranda colpisce Felipe in area, netto il rigore assegnato da Maresca (così così) ma che Antenucci spreca, calciando a lato.
Manca il 2-0 l’Inter: Keita ‘scippa’ Cionek e si invola verso Gomis, decisivo in tuffo ad anticipare Icardi, solissimo. Cionek si riscatta sugli sviluppi di un corner calciato bene da Vrsaljko: sponda di Vecino, l’ex Palermo decisivo ancora su Icardi, a un passo dalla doppietta. Gran finale di tempo della Spal: Handanovic è prodigioso su Felipe, poi lo sloveno ci mette i guantoni anche sul missile dalla distanza di Valoti. Spalletti si infuria, ma l’Inter va comunque all’intervallo avanti di un gol.
A duecento all’ora anche l’avvio di ripresa e Spal in forte pressione, con l’Inter ad annaspare: è anche abbastanza clamoroso l’errore sotto porta di Petagna, dopo il doppio rimpallo Vrsaljko-Asamoah, mancino alto di un nulla dell’ex Atalanta dal cuore dell’area; poi Lazzari fa fuori Asamoah e spara col sinistro, Handanovic ancora indenne. Politano per Keita e Paloschi per Antenucci le mosse dei due tecnici, con l’Inter che si riaffaccia dalle parti di Gomis con Nainggolan: Schiattarella ci mette il piede al momento giusto. Al 72′ ecco il pari spallino: cross di Fares deviato da Vrsaljko, Paloschi anticipa Miranda e stavolta Handanovic non può nulla. Spalletti non perde tempo: dentro Lautaro per Borja Valero e l’Inter rimette la freccia. Perisic indovina il corridoio per Icardi, tenuto in gioco da Felipe e glaciale davanti a Gomis, doppietta per l’argentino. Finale all’arrembaggio per la Spal, l’Inter ci prova in contropiede ma Gomis dice no a Perisic, mentre Politano viene fermato sul più bello da Felipe. Vince l’Inter, ma applausi anche alla Spal.
(ITALPRESS).
NADAL E HALEP LEADER, FOGNINI E GIORGI N.1 ITALIA
Top Ten Atp quasi immutata alla vigilia del Masters 1000 di Shanghai, con Rafa Nadal, al momento ai box, che conserva il primo posto davanti a Roger Federer e Novak Djokovic mentre Juan Martin Del Potro, battuto nella finale di Pechino, consolida comunque la sua quarta posizione. Poi, come una settimana fa, Alexander Zverev, Marin Cilic e Dominic Thiem mentre l’unica novità è lo scambio di posizioni fra Kevin Anderson, ora ottavo, e Grigor Dimotrov. A chiudere la Top Ten c’è ancora John Isner. Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure, reduce dalla semifinale di Pechino dove però non è nemmeno sceso in campo per un infortunio alla caviglia, conserva la 13esima posizione che è anche il suo “best ranking”, raggiunto per la prima volta il 31 marzo del 2014. Eguagliano la loro miglior classifica anche Marco Cecchinato, che risale al 21^ posto, e Matteo Berrettini (da 58^ a 54^) mentre non era mai arrivato così in alto Lorenzo Sonego, ora numero 86. In leggera discesa Andreas Seppi (47^) ma il tennis italiano maschile conferma il suo buon momento piazzando ben cinque atleti fra i primi 100 al mondo.
La vittoria del torneo di Pechino unito ai problemi fisici di Simona Halep consentono a Caroline Wozniacki di avvicinarsi alla vetta del ranking Wta: sono ora 931 i punti che separano le due tenniste. Più indietro, stabile al terzo posto, Angelique Kerber mentre continua la sua ascesa Naomi Osaka, che a Pechino si è fermata in semifinale ma guadagna altre due posizioni prendendosi la quarta piazza. Alle sue spalle Svitolina e Pliskova mentre scende di tre posti Petra Kvitova, ora settima. A seguire Sloane Stephens, Julia Goerges e Kiki Bertens, che per la prima volta in carriera si ritrova fra le migliori dieci al mondo. Esce invece dalla Top Ten Caroline Garcia, che precipita dall’ottavo al 16esimo posto. Camila Giorgi rimane la migliore delle azzurre sebbene faccia un altro passo indietro rispetto alla scorsa settimana (è 32^). Fra le prime 100 c’è anche Sara Errani (da 79^ a 76^), poi bisogna scendere fino alla 199^ posizione per trovare un’altra azzurra, Martina Trevisan. Da segnalare la continua ascesa di Giulia Gatto-Monticone che arriva a ridosso delle prime 200.
Queste le nuove classifiche:
ATP: 1. Rafael Nadal (Esp) 8260 (–); 2. Roger Federer (Sui) 6900 (–); 3. Novak Djokovic (Srb) 6445 (–); 4. Juan Martin del Potro (Arg) 6130 (–); 5. Alexander Zverev (Ger) 4755 (–); 6. Marin Cilic (Cro) 4535 (–); 7. Dominic Thiem (Aut) 3825 (–); 8. Kevin Anderson (Rsa) 3640 (+1); 9. Grigor Dimitrov (Bul) 3620 (-1); 10. John Isner (Usa) 3380 (–); 13. Fabio Fognini 2315 (–); 21. Marco Cecchinato 1768 (+1); 47. Andreas Seppi 1021 (-1); 54. Matteo Berrettini 932 (+4); 86. Lorenzo Sonego 659 (+3).
WTA: 1. Simona Halep (Rou) 7421 (–); 2. Caroline Wozniacki (Den)6490 (–); 3. Angelique Kerber (Ger) 5400 (–); 4. Naomi Osaka(Jpn) 4770 (+2); 5. Elina Svitolina (Ukr) 4350 (–); 6. Karolina Pliskova (Cze) 4345 (+1); 7. Petra Kvitova (Cze) 4255 (-3); 8. Sloane Stephens (Usa) 4022 (+1); 9. Julia Goerges (Ger) 3785 (+1); 10. Kiki Bertens (Ned) 3740 (+1); 32. Camila Giorgi 1533 (-1); 76. Sara Errani 791 (+3).
CAIRO “VAR VA USATA DI PIÙ, AL TORO MANCANO 3 PUNTI”
“Mi fa arrabbiare che gli arbitri non usino la Var. E’ assurdo che ci sia la Var e non la utilizzino”. Urbano Cairo non ha ancora digerito certi episodi che a suo dire hanno penalizzato il suo Torino. “A me convinceva la Var, ero contento della sua introduzione anche se inizialmente fummo penalizzati, ma era uno strumento nuovo che andava conosciuto – spiega il presidente granata ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – Ma se dopo un anno siamo ancora qui, con l’arbitro che decide di non utilizzare la Var che può aiutare…Il fatto di non voler andare a vedere la Var mi sembra incredibile, anche l’anno scorso abbiamo subito tante penalizzazioni, il tema è grave”. Per Cairo il Torino fin qui ci ha rimesso almeno 3 punti: “abbiamo 12 punti, siamo a tre lunghezze dalla zona Champions ma in 4 partite su 8 ci hanno fatto arrabbiare, dal rigore non dato a Iago Falque contro la Roma al clamoroso gol annullato a Berenguer per un fuorigioco che non c’era o all’espulsione non data a Koulibaly. E venerdì è stato dato un gol al Frosinone che non c’era per un fallo sul portiere. Con quei 3 punti saremmo assieme alla Lazio”. “Capisco che ci sia bisogno di tempo perchè la Var sia capita ma ne va esteso l’uso, consentire agli allenatori o ai capitani di poterla chiamare almeno una volta a partita. Io ci credo tantissimo ma se c’è allora utilizziamola di più”, aggiunge Cairo, che ai tifosi che vorrebbero un Torino in grado ambire a ben altri obiettivi replica: “io sono ambizioso e ho sempre puntato al massimo ma vincere lo scudetto non è facile se hai un fatturato, da cui derivano investimenti e risorse per prendere i giocatori, di 70 milioni che è un quinto di quello della Juve. È un grave handicap nel poter competere per il titolo, senza dimenticare Napoli, Milan e Inter che hanno due volte e mezzo il nostro fatturato o la Roma, che fattura il doppio di noi. Devi competere con gente brava che ha risorse di gran lunga maggiori, noi cerchiamo di migliorare ogni anno e vediamo dove possiamo arrivare ma la componente economica è importante”.
Belotti non è stato convocato da Mancini ma Cairo non è preoccupato: “il ct sta facendo una selezione ad ampio raggio per provare tutti e stavolta ha scelto altri. Belotti deve lavorare bene come sta facendo, ora rimane ad allenarsi con Mazzarri e la squadra e questo non gli può che fare bene per tornare più forte di prima, fare gol e mettere in difficoltà il ct”. Per quanto riguarda le elezioni in Figc, Gravina si avvia verso la vittoria. “A gennaio non volevo che finisse in quel modo perchè pensavo fosse meglio avere un presidente eletto che un commissario, anche allora c’era Gravina come candidato e mi battei perchè andasse avanti. E ora invece ci troviamo di fronte a situazioni imbarazzanti – sottolinea Cairo – Oggi non sappiamo quante squadre abbia la serie B e altre cose non logiche in un calcio come il nostro. Siamo in ritardo di 8 mesi sulla sua elezione che forse già allora andava fatta e così oggi non saremmo in questa situazione”, sottolinea ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Radio Uno Cairo, che sembra escludere altri candidati: “penso che nessun si faccia avanti se non ha il consenso sufficiente per poter competere e vincere. C’è questo accordo fra Lega Pro e Lega Dilettanti con l’apporto degli allenatori, hanno il 63% e questo rende le cose difficili per un altro candidato”.
MANCINI “OBIETTIVO EUROPEI, NEL CALCIO NON C’È PAZIENZA”
In Nazionale “noi abbiamo intrapreso una strada, sapevamo che non sarebbe stata semplice. L’importante è che con il nostro lavoro riusciremo a mettere insieme una buona squadra per i prossimi mesi. Il nostro obiettivo è qualificarci per i prossimi Europei”. Il c.t. Roberto Mancini, dal centro tecnico di Coverciano dove gli azzurri preparano le gare contro Ucraina e Polonia, sembra voler fare muro alle critiche arrivate dopo le prime due gare di ‘Nations League’ disputate dalla sua Italia nello scorso mese di settembre. “Credo che la ‘Nations League’ sia meglio delle amichevoli perché quando ci sono i tre punti in palio ci si mette quel qualcosa in piu’, pero’ il nostro obiettivo rimane uno: essere agli Europei – ha aggiunto Roberto Mancini -Poi è chiaro se riusciamo ad arrivare primi in Nations League siamo contenti, così come se arriviamo secondi. Se arriviamo terzi ci sarebbe il problema del sorteggio ma questo è l’unico. Dobbiamo cercare di fare il massimo, migliorare ogni volta e provare arrivare primi nel gruppo. Siamo ancora in ballo, e cercheremo di andare a vincere in Polonia”.
“Abbiamo fatto due partite, abbiamo perso contro i campioni d’Europa per 1-0, schierando una squadra Under 23 e abbiamo fatto una buona figura al di là del risultato – ha proseguito Mancini -.Potevamo perdere 2-0, ma anche fare 1-1, non cambiava molto. La nostra strada è quella e dobbiamo andare avanti. Abbiamo schierato tutti i giocatori nelle due partite che abbiamo fatto. Contro la Polonia abbiamo fatto un’ottima partita, abbiamo ricevuto critiche anche lì, ma non è un problema. Io leggo poco i giornali perché potrei leggere quelli di vent’anni fa e troverei sempre le stesse cose per quel che riguarda la Nazionale. Chiedere di avere pazienza? La pazienza è una parola che in Italia non esiste, non fa parte del nostro vocabolario del calcio”. Il c.t. azzurro tiene molto alla sfida di mercoledì prossimo a Genova contro l’Ucraina. “E’importante per noi giocare questa partita e giocarla a Genova – ha sottolineato Roberto Mancini -. Speriamo di portare 24 ore di gioia, che le persone che hanno subito questa tragedia possano svagarsi un attimo, perché credo che la situazione lì sia stata veramente difficilissima. Poi speriamo anche che la Nazionale faccia un’ottima partita”.
Mancini ha poi parlato di due convocazioni che hanno un valore speciale, quella di Sebastian Giovinco, al ritorno in azzurro, e quella di Cristiano Piccini, alla prima chiamata in Nazionale maggiore. “Giovinco sta facendo bene da diversi anni, è un 31enne. Lo abbiamo seguito, volevamo vedere dal vivo come sta effettivamente perché è un giocatore che ha grandi qualità. Negli anni passati non ha avuto la possibilità di venire, ma ora lo abbiamo convocato. Piccini ha avuto esperienze diverse, prima in Portogallo e adesso al Valencia, sta facendo bene. Lo seguiamo da tempo ed è per questo che lo abbiamo chiamato. E’ un giocatore che gioca in Champions League, meglio che sia all’estero perché almeno così gioca”. Non ci saranno sia contro l’Ucraina che contro la Polonia Mario Balotelli e Andrea Belotti, esclusioni eccellenti figlie di “valutazioni tecniche – ha concluso Roberto Mancini -. Non sono in un momento di forma straordinaria ma fanno parte di questo gruppo e nel momento in cui ritorneranno a essere al 100% non ci dovrebbero essere problemi. Sono rimasti a casa anche giocatori che nelle ultime partite avevano fatto bene. In questi due anni tutti avranno la possibilità di arrivare qui, di giocare e di avere la chance di poter emergere”.
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ITALVOLLEY FORZA SETTE, BATTUTA THAILANDIA 3-0
L’Italvolley femminile allunga a sette la striscia di vittorie consecutive ai Mondiali giapponesi, superando a Osaka la Thailandia per 3-0 (25-15, 25-12, 25-15).
Contro un avversario molto insidioso, capace nella prima fase di portar via punti sia a Russia che Stati Uniti, le azzurre hanno disputato un partita impeccabile, senza permettere mai alle asiatiche di creare problemi. Nel primo set dopo pochi scambi le ragazze di Mazzanti hanno preso le misure alle thailandesi e, sbagliando praticamente niente, hanno chiuso velocemente i conti.
In classifica la squadra tricolore occupa sempre il primo posto della Pool F con 7 vittorie (21 punti) e dopodomani nel big match contro la Russia Chirichella e compagne avranno l’occasione di chiudere il discorso qualificazione alla Top Six: serve ancora un successo per avere la certezza del passaggio alla terza fase di Nagoya. La sfida contro le russe si disputerà mecoledì 10 ottore alle ore 9.10 italiane (diretta su RaiDue), mentre domani è in programma il giorno di riposo.
Contro la Thailandia il ct azzurro ha mantenuto intatta la formazione di partenza: Malinov in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Sylla e Bosetti, centrali Chirichella e Danesi, libero De Gennaro. Positivo l’ingresso a partita in corso di Elena Pietrini, per diverse azioni impiegata al posto di Lucia Bosetti. Come da attese la Thailandia è partita forte, cercando di mettere in difficoltà la nazionale tricolore con il prorpio servizio (6-9). Le azzurre, però, non sono cadute nella trappola delle avversarie e punto dopo punto hanno preso le misure (10-10). Sylla e Bosetti hanno scardinato la difesa delle asiatiche e l’Italia ha allungato in maniera decisa (16-13). La Thailandia ha accusato il colpo, mentre le ragazze di Mazzanti hanno spinto forte anche in battuta e si sono imposte (25-15). Nella seconda frazione una scatenata Paola Egonu è andata a segno ripetutamente (7 punti con il 70%), cacciando indietro le avversarie. Sul (6-4) Lucia Bosetti, a causa di un giramento di testa, è stata costretta a lasciare il campo ed è entrata Elena Pietrini che ha subito risposto in maniera positiva (14-6).
Le azzurre con dentro di nuovo Bosetti, nonostante il larghissimo vantaggio, non hanno mai tolto il piede dall’acceleratore e hanno chiuso con un perentorio (25-12). Nella terza frazione la squadra asiatica ha tentato di rimanere in partita (13-10), ma l’Italia non ha impiegato molto a guadagnare un buon margine e poi ha tirato dritto sino in fondo (25-15).
PALLONE D’ORO, NESSUN ITALIANO NEI 30
Nessun italiano nella lista dei 30 per il Pallone d’Oro 2018 che verra’ assegnato da France Football il prossimo 3 dicembre. La prestigiosa rivista francese ha ufficializzato i candidati per ordine alfabetico e 5 alla volta. In elenco nessun italiano, ma due juventini: il portoghese Cristiano Ronaldo e il croato Mario Mandzukic, piu’ tanti ex a partire da Alisson (prima parte della stagione alla Roma, ora al Liverpool), Cavani, Pogba e Salah. Sette i campioni del mondo in elenco con i francesi che recitano la parte del leone e che presentano tra i grandi favoriti Antoine Griezmann. Poi il Brasile con 4 con l’immancabile Neymar, tre a testa ne piazzano Belgio, Croazia e Uruguay, due gli spagnoli e due gli argentini con Lionel Messi che vivra’ la solita sfida con il portoghese Cristiano Ronaldo. La Liga il campionato piu’ rappresentato con 14 dei 30 che militano nel torneo spagnolo, 11 vengono dalla Premier, tre dalla Ligue 1 e due (Mandzukic e CR7) dalla Serie A italiana. Il
club che annovera il maggior numero di candidati e’ il Real Madrid con 8, poi il Liverpool con 4. Questo l’elenco completo: Sergio Aguero (Argentina/Manchester City), Alisson (Brasile/Roma-Liverpool), Gareth Bale (Galles/Real Madrid), Karim Benzema (Francia/Real Madrid), Edinson Cavani (Uruguay/Paris Saint Germain), Thibaut Courtois (Belgio/Chelsea-Real Madrid), Cristiano Ronaldo (Portogallo/Real Madrid-Juventus), Kevin De Bruyne (Belgio/Manchester City), Roberto Firmino (Brasile/Liverpool), Diego Godin (Uruguay/Atletico Madrid), Antoine Griezmann (Francia/Atletico Madrid), Eden Hazard (Belgio/Chelsea), Isco (Spagna/Real Madrid), Harry Kane (Inghilterra/Tottenham), Ngolo Kante’ (Francia/Chelsea), Hugo Lloris (Francia/Tottenham), Mario Mandzukic (Juventus/Croazia), Sadio Mane’ (Senegal/Liverpool), Marcelo (Brasile/Real Madrid), Kylian Mbappe’ (Francia/Psg), Lionel Messi (Barcellona/Argentina), Luka Modric (Real Madrid/Croazia), Neymar (PSG/Brasile), Jan Oblak (Atletico Madrid/Slovenia), Paul Pogba (Manchester United/Francia), Ivan Rakitic (Barcellona/Croazia), Sergio Ramos (Real Madrid/Spagna), Mohamed Salah (Liverpool/Egitto), Luis Suarez (Barcellona/Uruguay) e Raphael Varane (Real Madrid/Francia). Non solo i 30 del Pallone d’Oro, France Football ha diramato anche la lista dei candidati al Premio Kopa, il nuovo riconoscimento che sara’ assegnato, sempre il 3 dicemnbre, al miglior under 21. Un elenco di dieci candidati che verranno votati da chi in passato ha vinto il Pallone d’Oro, dall’ex interista Luis Suarez all’ex Milan Gianni Rivera, fino ad arrivare a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, senza dimenticare Paolo Rossi, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro. In questo elenco l’Italia ne piazza ben due con i giovani del Milan e della Nazionale azzurra a farci fare bella figura (c’e’ anche l’olandese Kluivert che milita nella Roma). L’attaccante Patrick Cutrone e il portiere Gianluigi Donnarumma dovranno vedersela con Trente Alexander-Arnold (Liverpool), Houssem Aouar (Lione), Ritsu Doan (Groningen), Amadou Haidara (Salisburgo), Justin Kluivert (Ajax/Roma), Kylian Mbappe’ (Psg), Christian Pulisic (Borussia Dortmund) e Rodrygo (Santos). Il nome del trofeo deriva da Raymond Kopa, primo francese a vincere il Pallone d’Oro nel 1958. Kopa, che ha vinto tre Coppe dei Campioni tra il 1956 e il 1959, e’ scomparso il 3 marzo 2017. Un suo connazionale, Kylian Mbappe’, sembra al momento il candidato principale alla vittoria della prima edizione del Trofeo Kopa, dopo il gol nella finale del Mondiale ad appena 19 anni. Infine France Football ha annunciato anche la lista delle 15 candidate al Pallone d’oro femminile. Ben sette militano nel Lione, questo l’elenco: Lucy Bronze (Lione), Pernille Harder (Wolfsburg), Ada Hegerberg (Lione), Amandine Henry (Lione), Lindsay Horan (Portland), Sam Kerr (Chicago), Fran Kirby (Chelsea), Saki Kumagai (Lione), Dzsenifer Marozsan (Lione), Amel Majri (Lione), Marta (Orlando), Lieke Martens (Barcelone), Megan Rapinoe (Seattle), Wendie Renard (Lione) e Christine Sinclair (Portland).
(ITALPRESS).










