Home Sport Pagina 1685

Sport

UNDER 21 SCONFITTA A UDINE, LA SPUNTA IL BELGIO 1-0

0

Prosegue in modo altalenante l’avvicinamento dell’Italia Under 21 verso gli Europei 2019, ospitati proprio dal nostro Paese. Dopo la sconfitta con la Slovacchia e la vittoria sull’Albania del mese scorso, gli azzurrini giocano un match dai due volti ed escono battuti dai pari età del Belgio, che espugnano Udine con il gol segnato da Amuzu al minuto 81. Davanti ai 4.500 spettatori della Dacia Arena, Di Biagio presenta un 4-3-3 con Parigini e Kean esterni nell’attacco completato da Vido. A centrocampo, invece, Locatelli si muove da regista tra capitan Mandragora e Alessandro Murgia. Gli azzurrini entrano in campo con l’atteggiamento giusto e impongono il ritmo al Belgio, in testa al gruppo 6 di qualificazione per gli Europei del prossimo anno alla vigilia dell’ultimo, decisivo match da giocare sul campo della Svezia (alla nazionale di Walem basterà un pareggio). I tentativi di Romagna, Kean e Parigini nei primi otto minuti non impensieriscono il portiere avversario De Wolf, sempre attento anche se mai costretto agli straordinari nel corso del match. L’Italia controlla il gioco, ma ogni tanto si addormenta regalando buone occasioni agli avversari: capita al 9’, quando la conclusione di Schrijvers è deviata in angolo, e soprattutto al 17’ quando Locatelli regala il pallone a Lukebakio, il cui tiro dai venti metri finisce non distante dal palo della porta difesa da Scuffet.

L’Italia prova a spingere tanto sugli esterni, soprattutto a sinistra dove la catena Calabria-Kean funziona bene, ma le conclusioni (due volte Mandragora e una volta proprio il terzino del Milan) sono sempre imprecise. L’occasione migliore per la nazionale di Luigi Di Biagio capita a Murgia, ben pescato dal cross di Calabria, ma il centrocampista della Lazio colpisce male di testa. In un primo tempo giocato meglio dagli azzurrini, è però proprio il Belgio ad andare più vicino al gol al 35’, quando il cross di Ngoy viene deviato e in modo fortuito va a sbattere sul palo. Nella ripresa i molti cambi snaturano il tema tattico del match e i ritmi si abbassano. L’Italia parte ancora bene con Parigini che ci prova due volte dalla distanza. Poi, quando Di Biagio ordina i primi cinque cambi al 60’, il match cambia. Gli azzurrini non riescono più a essere incisivi in avanti ma soprattutto perdono le distanze in campo. Le seconde linee del Belgio riescono così ad alleggerire la pressione, De Wolf blocca senza problemi i tentativi di Parigini e del nuovo entrato Orsolini poco dopo la mezz’ora della ripresa e infine, al minuto 81, arriva il vantaggio degli ospiti: Amuzu riceve palla sulla sinistra, rientra su Calabria, fin lì uno dei migliori, e con un destro a giro supera Scuffet. La reazione dell’Italia è disordinata, ma al 93’ anche molto sfortunata perché il destro di Valzania dalla distanza sbatte contro la parte interna del palo e danza sulla riga di porta prima di perdersi sul fondo. Vince il Belgio, mentre per l’Italia lunedì prossimo ci sarà un altro test contro la Tunisia a Vicenza.

IL VENEZIA ESONERA VECCHI, IN PANCHINA ARRIVA ZENGA

0

Ribaltone al Venezia dove dopo appena sei partite si esaurisce l’avventura di Stefano Vecchi: in laguna arriva Walter Zenga.
Il Venezia ha annunciato in una nota l’esonero dell’ex tecnico della Primavera dell’Inter, che fin qui aveva raccolto solo una vittoria, un pari e 4 sconfitte. Al suo posto Zenga, fino a pochi mesi fa sulla panchina del Crotone dove ha sfiorato la salvezza. Zenga già nella giornata di oggi dirigerà il primo allenamento con la squadra, domani invece la presentazione, affiancato dal presidente Joe Tacopina, alle 11.30.

Nato a Milano il 28 aprile 1960, una lunga e importante carriera da portiere fra Inter, Sampdoria e Padova, Walter Zenga muove i primi passi da allenatore negli Stati Uniti a fine anni Novanta, sulla panchina dei New England Revolution dove aveva appeso i guantoni al chiodo. Dopo una breve esperienza in serie D al Brera, nel 2002 sbarca in Romania per guidare prima il National Bucarest e poi, nella stagione 2004-05 lo Steaua, con cui conquista il titolo anche se viene esonerato a tre giornate dalla fine. Riparte da Belgrado nell’estate 2005, sulla prestigiosa panchina della Stella Rossa, e centra un clamoroso double: ‘scudetto’ e coppa nazionale. Ma l’avventura serba si conclude dopo una stagione, Zenga vola prima in Turchia (esperienza di sei mesi al Gaziantepsor) e poi in Medio Oriente, portando l’Al-Ain alla finale della “President Cup”. Nel settembre 2007 il ritorno in Romania, stavolta al timone della Dinamo (primo allenatore ad aver guidato tutte e tre le squadre principali di Bucarest) ma dopo un paio di mesi si dimette.

Nell’aprile 2008 la prima esperienza italiana, a Catania, dove prende il posto di Baldini e centra la salvezza (oltre a una semifinale di Coppa Italia), facendo il bis nella stagione successiva. Nell’estate 2009 lascia Catania ma non la Sicilia, diventa il nuovo allenatore del Palermo ma viene cacciato a novembre. Ricomincia dal Medio Oriente, prima con gli arabi dell’Al-Nassr e poi con l’Al-Nasr di Dubai, che porta alla prima storica qualificazione alla Champions League asiatica. Esonerato nel 2013, resta negli Emirati per allenare l’Al Jazira, con cui conquista un terzo posto in campionato e la finale della Emirates Cup, ma nel maggio 2014 rescinde. Le successive esperienze con Sampdoria (esonerato dopo 12 partite), Al Shaab e Wolverhampton si chiudono male, poi nel dicembre 2017 la chiamata del Crotone dove lotta per la salvezza fino all’ultima giornata ma senza successo. Ora la sua prima esperienza nella serie B italiana col Venezia.

NIBALI A CACCIA DELLA TRIPLETTA AL LOMBARDIA

0

Colle Gallo, Colle Brianza, Madonna del Ghisallo, Civiglio e Monte Olimpino: queste le sei cime che caratterizzano ‘Il Lombardia’. La classica delle foglie morte, che partirà domani da Bergamo per concludersi a Como dopo 241 chilometri esattamente come un anno fa, rappresenta l’appuntamento di chiusura della stagione italiana, che non transiterà sul San Fermo della Battaglia per problemi di viabilità. La classica monumento, che dal 2019 fa parte dell’Uci WorldTour e che è giunto alla 112esima edizione, fa gola a tanti campioni che cercano l’ultimo squillo del 2018 prima di andare ‘in letargo’ in attesa della nuova annata agonistica. Ad avere gli occhi puntati addosso è innanzitutto Vincenzo Nibali. Lo squalo messinese, capitano della Bahrain-Merida, sarà in corsa con il dorsale numero 1 da campione in carica, avendo lo scorso anno bissato il trionfo del 2015. Il siciliano, dopo la caduta al Tour con conseguente operazione e una Vuelta disputata per rodare la gamba per il Mondiale di Innsbruck, ha voglia di dare un senso compiuto al suo 2018. L’altro azzurro che sembra pronto a dare spettacolo è Gianni Moscon, terzo lo scorso anno anche alle spalle di un altro favorito della vigilia, il francese Julienne Alaphilippe (Quick-Step Floors). Il trentino, dopo la squalifica per il ‘cartellino rosso’ alla Grande Boucle, è tornato vincendo Coppa Agostoni e Giro di Toscana per poi chiudere quinto a Innsbruck. Proprio l’iridato in terra austriaca, Alejandro Valverde (Movistar), è dato tra i più in ‘palla’ per un Lombardia messo nel mirino anche l’irlandese Daniel Martin (Uae Emirates), primo nel 2014, i gemelli britannici Simon (dominatore alla Vuelta) e Adam Yates (Mitchelton-Scott), i francesi Thibaut Pinot (Groupama-Fdj), trionfatore alla Milano-Torino, e Romain Bardet (Ag2R-La Mondiale), il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), il belga Tim Wellens (Lotto-Soudal), il canadese Michael Woods (EF-Drapac), il russo Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), lo sloveno Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo) e gli olandesi Wilco Kelderman (Sunweb) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo). A vantare il maggior numero di affermazioni è l’Italia, nettamente in testa con 69; alle sue spalle Belgio (12) e Francia (11).
(ITALPRESS).

MAZZANTI “CONTRO GIAPPONE E SERBIA L’ITALIA DI SEMPRE”

0

La marcia verso la Final Six e il sogno Mondiale è iniziata a Nagoya. L’Italvolley femminile, dopo le 9 vittorie su altrettante partite nella seconda fase, da lunedì sarà impegnata nella terza fase della kermesse iridata. Le ragazze di Davide Mazzanti nella mattinata giapponese si sono trasferite da Osaka, tramite “Shinkansen” (il treno proiettile capace di andare a oltre 400 km/h), alla sede che ospiterà tutti gli incontri della Top Six iridata (14-16 ottobre). Dopo oggi le azzurre avranno altri due giorni di sosta, prima di scendere in campo contro il Giappone (lunedì 15 ottobre, ore 12.20) e poi con la Serbia (martedì 16 ottobre, ore 9.10). Entrambe le partite saranno trasmesse in diretta Tv su RaiDue. Al terzo round l’Italia si presenta forte di nove successi consecutivi (27 punti): striscia vittoriosa più lunga nella storia delle azzurre ai Campionati del Mondo. Come più volte ripetuto dal Ct Davide Mazzanti e dalle sue ragazze, però, sarà fondamentale non perdere la concentrazione e ragionare una gara alla volta, considerato che nel terzo round non vengono presi in considerazione i risultati ottenuti nelle fasi precedenti.       
In stagione l’Italia ha già affrontato il Giappone tre volte: due amichevoli con una vittoria per parte e nella Vnl, quando la squadra nipponica prevalse a Hong Kong. Nel 2018 una, invece, la sfida con le campionesse europee della Serbia, battute a Rotterdam nella Vnl. “Sia Giappone che Serbia sono due squadre che non affrontiamo dalla Vnl – le parole del Ct Mazzanti – Rispetto a quelle partite, inoltre, hanno cambiato diverse cose e per questo dovremo studiarle con attenzione. Dopo Turchia, Cina, Russia e Stati Uniti continuerà il nostro percorso contro quasi tutte le migliori formazioni al mondo. Il Giappone potrà contare sul pubblico di casa, mentre per la Serbia basta ricordare il titolo europeo 2017 e la medaglia d’Argento a Rio 2016. Sono due avversarie dalle caratteristiche molto diverse. Dovremo essere capaci di adattarci al gioco del Giappone, mentre la pallavolo delle serbe è molto più fisica: utilizzano meno le combinazioni e puntano maggiormente sulle qualità tecniche degli attaccanti.    
Ci aspettiamo perciò due partite differenti, ma le affronteremo con lo stesso atteggiamento delle altre fasi del Mondiale. Il fatto di avere due partite di fila ci eviterà di fare calcoli, dovremo sempre scendere in campo per dare il massimo, come abbiamo fatto sinora”. 
Domani alle ore 8 italiane è in programma all’impianto di gioco, la Nippon Gaishi Hall, la conferenza stampa con i sei tecnici delle squadre presenti nel terzo round. Per quel che riguarda le statistiche, al termine della seconda fase l’Italia continua a essere protagonista anche nelle classifiche individuali. Paola Egonu si è portata al comando dei Best Scorers: 182 i punti realizzati, davanti alla tedesca Louisa Lippmann 179 p. Nella categoria Best Spikers Myriam Sylla occupa la seconda posizione (54,55% di efficienza), dietro solo a Tijana Boskovic (56,74%).   
Anna Danesi si è confermata in vetta alla classifica delle migliori muratrici: 27 quelli vincenti, con una media di 0.90 per set. Tra le migliori alzatrici, terzo posto per Ofelia Malinov, mentre Paola Egonu è quarta nella categoria Best Severs: 15 aces totali, con una media di 0,5 per set. Nelle classifiche Best Diggers e Best Receivers non può mancare il nome di Monica De Gennaro, che occupa rispettivamente il quarto e settimo posto.  
(ITALPRESS).

BONUCCI “EVITARE LEGA B, IN POLONIA PER VINCERE”

0

“Quella di domenica è una partita difficile da giocare, ma abbiamo l’obbligo di vincere perché retrocedere in lega B significherebbe compromettere tante situazioni a partire dall’Europeo2020 fino al futuro Mondiale. Quindi se non è un match da dentro-fuori, poco ci manca”. Dal ritiro della Nazionale di Coverciano, Leonardo Bonucci suona la carica in vista della sfida che opporrà domenica prossima la squadra guidata da Roberto Mancini nel terzo match del girone azzurro di ‘Nations League’, quello che si disputerà a Chorzow contro la Polonia. “Rispetto alla partita di andata dobbiamo migliorare la fase tecnica perché quello che abbiamo concesso è stato dovuto a errori tecnici che hanno dato modo a loro di ripartire, quindi di fare il gioco che prediligono – ha aggiunto Bonucci -. Davanti hanno giocatori come Zielinski, Lewandowski, Piatek e Milik che possono fare la differenza. Ci dovrà essere massima attenzione sotto questo punto di vista, non bisognerà concedere spazi e campo a chi ci va a nozze con queste cose”. Tra i pali non dovrebbe esserci Szczesny (il ct polacco dovrebbe preferirgli Fabianski così come ha fatto ieri nel match perso contro il Portogallo, ndr), compagno di squadra di Bonucci alla Juventus.
“Con lui abbiamo riso e scherzato nei giorni scorsi, nei 90 minuti di domenica magari saremo avversari in campo e sarebbe bello, sia per l’Italia che per poterlo prendere in giro, fargli gol”, scherza Bonucci che a proposito di gol, affronta il problema di un’Italia che da oltre un anno non vince in partite ufficiali e dimostra un problema di sterilità offensiva e fragilita’ difensiva da approfondire. “Premesso che a me vincere piace, mentre perdere e pareggiare fa rosicare, credo si possa immaginare il mio umore – ha sottolineato Bonucci -. Però penso anche che nella partita contro l’Ucraina si sia vista un’Italia diversa: propositiva e positiva. Il dato certo è che ci manca fare gol, qualcosa che non possiamo non prendere in esame, pero’ sono fiducioso per la partita di domenica e anche per il futuro. Ovvio che prendere sempre gol è un problema, dobbiamo riuscire a rimanere equilibrati anche se mercoledì scorso contro l’Ucraina abbiamo preso due tiri in porta. E’ comunque qualcosa che ci deve far riflettere come il fatto dei pochi gol che facciamo. Bisogna trovare maggior compattezza ed evitare che su due tiri che ci fanno, prendiamo almeno un gol”.
Leonardo Bonucci da difensori ha poi parlato della formula offensiva sperimentata a Genova contro l’Ucraina, con un attacco senza una vera ‘prima punta’, ovvero quello formato da Bernardeschi, Insigne e Chiesa. “Tre attaccanti che non danno punti di riferimento sono un problema per un difensore perché fanno movimenti difficili da leggere ed è complicato interpretare dove ti attaccano, chi ti attacca e chi va incontro. Secondo me è stato un esperimento positivo e che il mister sicuramente riproporra’ nel futuro”. Bonucci si sofferma sull’autore del gol contro l’Ucraina, il suo compagno di squadra e di Nazionale, Federico Bernardeschi. “Ha fatto una crescita impressionante nello scorso anno e la sta continuando a fare in questi primi mesi. Ha ampi margini di miglioramento, mi ha impressionato. Avevo lasciato un ragazzo e ora ho ritrovato alla Juventus e in Nazionale un uomo che sicuramente fara’ parte per tanti anni di una squadra come quella bianconera e che sara’ uno dei giocatori piu’ importanti della Nazionale”. Infine Bonucci ha parlato della nuova generazione di calciatori che si sta affacciando passo dopo passo al gruppo azzurro.
“Non penso che non capiscano la pesantezza della maglia azzurra, semmai che venga un po’ sofferta – ha concluso il centrale di Juventus e dell’Italia -. Invece devono imparare a esprimersi come meglio sanno e come fanno nei rispettivi club. Indossiamo una maglia e rappresentiamo un Paese che vuole vederci vincere sempre e che vuole tornare a essere orgoglioso della Nazionale come lo è stato durante l’Europeo del 2016 e nelle altre competizioni dove abbiamo fatto bene. E’ compito nostro, dei piu’ vecchi, far capire loro di togliersi questo peso dalle spalle e giocarsi le loro carte e le nostre chance al 100%”.
(ITALPRESS).

VISITA A VERCELLI DEL PRESIDENTE ICS ABODI

0

Il 10 ottobre il sindaco di Vercelli Maura Forte e gli assessori Andrea Coppo e Carlo Nulli Rosso hanno incontrato a Palazzo di Città il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo Andrea Abodi. L’appuntamento ha permesso agli amministratori vercellesi di illustrare lo stato dei lavori relativo ai sette impianti sportivi di Vercelli attivati con il finanziamento dell’ICS. Alla riunione ha fatto seguito una visita ai cantieri di Piemonte Sport, Canadà, Virtus Vercelli e al campo CONI che sarà oggetto di un prossimo intervento. I lavori in questione, di riqualificazione e miglioramento, hanno molteplici scopi. Da un lato, realizzare diversi campetti da calcio in erba artificiale in modo da renderli usufruibili in qualsiasi stagione e con qualunque tempo. In secondo luogo, provvedere alla sostituzione di attrezzature ormai obsolete e inoltre intervenire con attenzione particolare al risparmio energetico. Quest’ultimo è il motivo dello scavo dei pozzi d’irrigazione così come del posizionamento dei pannelli fotovoltaici, solari termici, caldaie a condensazione e temporizzatori nelle docce degli spogliatoi.
A lavori ultimati, i tecnici hanno calcolato un risparmio annuo sulle utenze di quasi 50 mila euro. L’importo degli interventi ammonta a 1 milione 200 mila euro per cui è stato stipulato un mutuo a tasso zero agevolato dal Credito Sportivo. “Sono colpito positivamente dalla diversificazione e dalla programmazione degli interventi – ha dichiarato il Presidente Abodi – segnale evidente di una strategia di questa Amministrazione incentrata sullo sviluppo di più discipline sportive e in grado quindi di favorire un processo di valorizzazione e rigenerazione urbana, che possa ristabilire le connessioni sociali e civiche con il territorio. Continua quindi l’impegno di ICS, che considero la fabbrica della fiducia, per migliorare le infrastrutture ad alto profilo di socialità, non limitandoci ad essere una “semplice banca” ma anche una piattaforma di soluzioni che possa agevolare la progettazione e la realizzazione delle opere”. “E’ motivo di soddisfazione – dicono sindaco e assessori – il fatto che il presidente Abodi abbia considerato positivamente l’azione contemporanea su diversi impianti e per diverse discipline. I lavori sono decisamente a buon punto e ne prevediamo la conclusione entro la metà del prossimo mese di novembre”.
(ITALPRESS).

BIGLIA PRONTO PER INTER “DERBY SI VINCONO”

0

“Il derby è il derby, da tutte le parti, una partita speciale e ho la fortuna di giocarlo. I derby si vincono, speriamo di portarlo a casa, affrontiamo una squadra in forma ma abbiamo tanta fiducia in noi e vogliamo continuare questa striscia di vittorie, ci prepariamo al meglio”. Lucas Biglia scalda il motore in vista della ripresa del campionato quando a San Siro andrà in scena il derby della Madonnina. La squadra rossonera ci arriva nel migliore dei modi. “E’ un bel momento per il Milan, abbiamo un obiettivo chiaro e per centrarlo dobbiamo fare bene – continua il centrocampista argentino ai microfoni di Sky Sport – Quando la squadra alza il livello viene fuori il meglio di noi ma è tutto il Milan che sta facendo bene”. Lo stesso Biglia si sta ritrovando. “L’anno scorso è stato un po’ duro per diversi motivi, non cerco alibi, ma in estate, sin dal primo giorno, ho cercato la rivincita e ringrazio Gattuso e il suo staff per avermi dato un’altra opportunità. Mi sono sentito più a mio agio, ora conosco un po’ l’ambiente e questo mi aiuta, poco a poco viene fuori la mia qualità”. Ma non è il solo Biglia ad aver cambiato marcia. “Bisognava mettere da parte gli alibi e giocare bene, senza cercare colpevoli. La qualità c’è, sta a noi, si è visto che siamo una squadra forte ma se abbassiamo il ritmo ci facciamo male da soli. Lo abbiamo capito, c’è Gattuso che spinge tantissimo, ogni tanto abbassiamo il ritmo e ci rilassiamo e non va fatto, per diventare una grande squadra bisogna migliorare. Cosa ci manca? Ci manca qualcosa ma ci siamo vicini, è importante sapere come crescere – sottolinea l’ex laziale – In tante partite ci è mancata la cattiveria, il saper soffrire per portare a casa dei punti, come è successo con Empoli e Atalanta. Dobbiamo capire che non dobbiamo fare sempre 3-4 gol a partita e che per vincere può bastare l’1-0, rimanere compatti. Ma siamo una squadra giovane e a poco a poco, con l’esperienza, faremo dei passi avanti. Da lunedì comincia un’altra parte di campionato: da ottobre a dicembre è una parte decisiva della stagione”.

Il derby è anche “un bivio Champions” per Biglia, che fra Icardi e Higuain si tiene stretto il secondo: “sono i due giocatori più importanti e più forti delle rispettive squadre ma a noi interessa quello che fa Gonzalo. Quando è arrivato mi auguravo che il gruppo lo accogliesse subito nel miglior modo perchè è la cosa di cui ha bisogno, quando si sente a casa esprime il meglio. Dopo il brutto Mondiale si merita quello che sta vivendo, oggi è un vero uomo che aiuta, trascina e fa crescere gli altri ragazzi”. E con Suso l’intesa è fantastica: “in nazionale Higuain mi diceva che voleva giocare con lui. Ha un potenziale grandissimo, speriamo che continui a crescere e a fare cose importantissime per il Milan”. Parlando del suo rapporto con Gattuso, Biglia spiega che “c’è rispetto reciproco, devo ringraziarlo al 100% se sono ancora qui e gioco. Nel 2006 l’ho affrontato in Champions e averlo oggi come mister è un piacere. Spero di ripagarlo in campo nel modo migliore: non ti lascia un secondo per rilassarti, ti sta sempre dietro per tirare fuori il meglio”. E avere Leonardo e Maldini vicini è un altro bonus: “ogni volta che li incontro è un’emozione. Ci danno tranquillità, voglia di arrivare agli obiettivi che ci siamo prefissati”.

MARADONA “BASTA, NON DIVINIZZIAMO PIU’ MESSI”

0

Sempre mantenuto e positivo nelle dichiarazioni su Leo Messi, stavolta Diego Maradona ha dismesso i soliti panni ed ha criticato duramente il campione argentino pur confermando di ritenerlo il migliore al mondo insieme a Cristiano Ronaldo. Lo ha fatto dal Messico, intervenendo al programma “L’ultima parola” sulla catena Fox ad un’ora dall’amichevole che i Dorados hanno disputato sul campo del Tijuana e che hanno vinto per 1-0 (gol di Edson Rivera). “Per me è difficile parlarne, ma è inutile ritenere leader un uomo che va 20 volte in bagno prima prima di una partita. Messi è Messi quando gioca nel Barcellona ed è uno normale quando gioca con l’Argentina. Se dovessi essere di nuovo allenatore in Argentina? Non chiamerei Messi, anche se mai dire mai, ma dobbiamo togliergli pressione, dobbiamo ritrovare il leader che vogliamo che Messi sia” le parole dell’ex calciatore del Napoli che spera di tornare un giorno a guidare la nazionale argentina e intanto accetterebbe di guidare quella messicana. “Vorrei tornare a guidare l’Argentina. Allenare il Messico? Sì, mi piacerebbe guidare la squadra nazionale messicana” ha ammesso Maradona.
(ITALPRESS).