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ITALIA SUONA LA DECIMA, E’ SEMIFINALE MONDIALE

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L’Italvolley femminile è in semifinale ai Mondiali di volley. A Nagoya, le azzurre hanno sconfitto nel primo match della Final Six le padrone di casa del Giappone per 3-2, ottenendo così il decimo successo consecutive. Questi i parziali in favore delle ragazze del ct Mazzanti: 25-20, 22-25, 25-21, 19-25, 15-13. Per le azzurre si tratta delle quarta semifinale iridata della propria storia dopo il 2002, 2006 e 2014. Domani è in programma la sfida con la Serbia (ore 9.10 con diretta su RaiDue), anche lei già sicura dell’accesso in semifinale. L’Italia si è schierata con la formazione tipo: Malinov in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Sylla e Bosetti, centrali Danesi e Chirichella, libero De Gennaro. In avvio di gara Malinov ha puntato forte sui centrali azzurri e la coppia Chirichella-Danesi ha risposto presente (8-4). Per alcune fasi le padrone di casa sono rimaste a contatto, poi il muro italiano ha preso le misure e le ragazze di Mazzanti hanno allungato (18-14). Con il passare del gioco è cresciuto il rendimento di Egonu e Sylla e così l’Italia ha chiuso senza problemi (25-20). Nella seconda frazione il Giappone è partito forte e le azzurre sono scivolate indietro (3-6). La formazione nipponica ha incanalato il set sui propri binari, azioni lunghe e tante difese che hanno fatto perdere ritmo a Chirichella e compagne (5-10). La ricezione azzurra non è stata brillante come nel primo parziale e di conseguenza l’attacco ha faticato ad essere efficace (9-14). A scuotere la squadra tricolore è stata una fiammata di Paola Egonu (9 punti), l’opposto azzurro ha trascinato le compagne sino al (15-16). Per più volte le ragazze di Mazzanti si sono portate a un punto di distanza, le asiatiche però hanno respinto tutti i tentativi e si sono imposte (22-25). Nella terza frazione il Giappone ha tentato  di ripetere la partenza lanciata, ma il muro dell’Italia ha sbarrato prontamente la strada alle nipponiche (9-7). L’Italia è sempre rimasta al comando, seguita a breve distanza dalle avversarie che non hanno mollato (16-14). A far cedere le padrone di casa è stata Paola Egonu: il numero 18 azzurro è stato inarrestabile in attacco con 10 punti messi a segno (23-19). Nel finale Malinov e compagne hanno gestito il vantaggio, fissando il punteggio sul (25-21). Il quarto set è rimasto in equilibrio sino al (9-11), momento in cui ha aumentato il ritmo e con degli ottimi turni in servizio ha mandato in confusione le azzurre (10-14). Le ragazze di Mazzanti sono andate fuori giri e hanno commesso parecchi errori (10 nel set), mentre il Giappone ha incrementato sempre di più il proprio vantaggio (11-17). Nel finale è entrata in campo Pietrini per Bosetti, ma la nazionale tricolore non ce l’ha fatta a rientrare (19-25). Nel tie-break il Giappone ha continuato a mettere in difficoltà con il servizio le azzurre, allungando (6-8). L’Italia  per rimontare si è affidata ancora a Paola Egonu e ha trovato la parità sul (9-9). L’equilibrio (11-11) è stato spezzato dalla squadre tricolore che si è andata a prendere la vittoria e soprattutto la qualificazione alle semifinali per le medaglie (15-13).
(ITALPRESS).

MATTARELLA RICEVE AZZURRI “SOGNO MONDIALE 2022”

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Una festa, tanti complimenti, alcuni moniti e un sogno: “Mi auguro che il mio successore nel 2022 possa avere la stessa opportunità, la stessa sorte avuta dal presidente Napolitano nel 2006”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto festeggiare con un auspicio il mondo del calcio italiano, salito a ranghi completi al Quirinale per celebrare il 120° compleanno della Federcalcio. Una festa importante, resa tale “dalla prospettiva di altri successi”, ha sottolineato il capo dello Stato. Nell’accogliere dirigenti (dal presidente del Coni Giovanni Malagò al commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini fino al presidente in pectore Gabriele Gravina e al numero uno dell’Uefa Aleksander Ceferin, ma anche tutti i presidenti delle altre componenti federali) e calciatori (non solo gli attuali nazionali guidati dal ct Roberto Mancini e le azzurre di Milena Bertolini, ma anche una folta rappresentanza dei campioni del mondo 1982 e 2006), Mattarella ha voluto fare i complimenti agli azzurri per la partita vinta ieri in Portogallo “con un ottimo calcio” e soprattutto alle ragazze per la qualificazione ai Mondiali del prossimo anno.

Il presidente della Repubblica ha però anche lanciato alcuni moniti ai club riguardo ai giovani e al rapporto con i tifosi. “I vivai non devono essere ambiti per ricercare guadagni finanziari futuri, ma luoghi per far emergere i talenti e diffondere lo sport tra i ragazzi – ha rimarcato il capo dello Stato – Bisogna cercare costantemente il punto di equilibrio tra interessi economici e sport, perché i primi non prevalgano sull’aspetto sportivo, che deve restare primario. E poi le società devono maturare un rapporto adeguato con le tifoserie: dovete trasferire entusiasmo, perché il calcio non deve mai comprendere aspetti legati all’ordine pubblico”. Mattarella ha anche richiamato l’importanza dell’unione e della collaborazione, un concetto sposato da Gabriele Gravina, che lunedì prossimo all’assemblea elettiva di Fiumicino si presenterà come candidato unico alla presidenza. “Noi stiamo lavorando perché la Figc trovi unione, ma bisogna trovarla anche nei soggetti istituzionali di riferimento – ha sottolineato l’attuale numero uno della Lega Pro mandando un appello al governo all’uscita dal Quirinale – Ci sono una serie di riforme che richiedono necessariamente anche l’intervento dell’esecutivo: ci farebbe piacere trovare anche la sponda delle istituzioni”.

Gravina ha inoltre condiviso la richiesta di investire negli stadi (“È nella piattaforma programmatica”) avanzata dal presidente dell’Uefa Ceferin, che ha voluto elogiare il calcio italiano lanciando al contempo segnali politici forti e suggerendo anche le soluzioni “per superare le recenti difficoltà della nazionale e una fase politica complessa. Voi possedete il genio e gli uomini giusti per superare queste difficoltà – ha sottolineato Ceferin, fortemente sostenuto nella scalata all’Uefa dalla passata governance della Figc – come Michele Uva”, ancora per pochi giorni direttore generale ma avviato verso l’uscita dopo l’insediamento del presidente Gravina. Uva resterà comunque vice presidente Uefa e Ceferin, nella festa per il 120° compleanno della Figc, ha assicurato “pieno sostegno al calcio italiano”, ma in cambio di una promessa: “Voi non avete bisogno di eroi, ma di compattezza e dell’impegno leale di tutta la classe dirigente per avviare il percorso di rinascita e riconquistare il ruolo di leadership che l’Italia merita”. Da lunedì prossimo, archiviata la festa, il compito spetterà al nuovo presidente Gabriele Gravina.
(ITALPRESS).

U.21 TORNA A VINCERE, TUNISIA SCONFITTA 2-0

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Una bella Italia under 21 torna alla vittoria contro la Tunisia in amichevole a Vicenza. Accantonata la sconfitta contro il Belgio, gli azzurrini guidati da Di Biagio ritrovano il sorriso con il 2-0 rifilato alla selezione tunisina grazie alle reti di Parigini e Kean. Applausi dallo Stadio Romeo Menti e pubblico ampiamente soddisfatto dalla performance offerta dalla nazionale under 21 che regala gol e spettacolo. Le reti arrivano in un primo tempo a due volti, caratterizzato dalla fase di studio iniziale e successivamente stravolto dallo strapotere azzurro. La prima occasione arriva al 28′ quando Mandragora entra in area di rigore dalla destra, ma la sua conclusione col mancino è centrale. Sei minuti più tardi gli azzurrini trovano il vantaggio grazie ad una splendida “serpentina” di Calabria che crossa sul secondo palo e trova l’inserimento a fari spenti di Parigini: l’attaccante del Torino colpisce il pallone di testa regalando l’1-0 ai suoi compagni. Al 38′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Hnid trattiene Bastoni e l’arbitro punisce l’intervento con il calcio di rigore. Sul dischetto, su richiesta esplicita di Di Biagio, si presenta Kean che calcia alla destra del portiere e trova la prima rete in carriera con la maglia dell’under 21. Tris sfiorato sul finale della prima frazione con una bella triangolazione fra i due autori dei gol: Kean serve Parigini che da ottima posizione calcia a botta sicura ma Yeferni chiude lo specchio della porta murando la conclusione. Nel secondo tempo è la Tunisia ad aggredire l’Italia nei primi minuti, mentre gli azzurrini si limitano a contenere gli attacchi avversari. Dopo quindici minuti Di Biagio decide di sostituire quattro giocatori inserendo Adjapong, Murgia, Vido e Bonazzoli: maggiore freschezza per alzare i ritmi di gara. Bonazzoli e Vido ravvivano l’attacco ma il calciatore del Perugia è costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo pochi minuti a causa di un duro contatto, in area di rigore, con Khmiri. Al suo posto entra Favilli, poi nel finale di gara spazio anche per Calabresi, Pessina e Marchizza. Tante azioni e tante idee ma scarsa concretezza: gli azzurri provano l’assalto negli ultimi minuti in cerca del tris, ma la manovra manca di lucidità nei metri finali. A Vicenza termina 2-0 con Di Biagio che si gode la sua Italia dopo le critiche ricevute per il ko contro il Belgio: un passo positivo verso l’Europeo del 2019.

SERBIA FERMA ITALIA, KO INDOLORE PER AZZURRE

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E’ arrivata la prima sconfitta per l’Italia ai Mondiali di volley. Le azzurre sono state battute dalle vicecampionesse olimpiche della Serbia 1-3 (21-25, 19-25, 25-23, 23-25). Il ko non pregiudica il cammino della Nazionale, già qualificata alle semifinali di Yokohama (19 ottobre), così come le serbe. Nella formazione iniziale dell’Italia l’unica novità è stata Elena Pietrini al posto di Myriam Sylla, confermate: Malinov in palleggio, Egonu opposto, Bosetti in banda, centrali Danesi e Chirichella, libero De Gennaro. L’avvio del primo set è stato segnato da un sostanziale equilibrio, nell’Italia buono l’impatto di Pietrini, mentre a guidare la Serbia è stata Boskovic (8-8). Le azzurre hanno provato ad allungare, ma le campionesse europee hanno risposto prontamente e con un’ottima fase muro-difesa si sono portate avanti (17-19). Le ragazze di Mazzanti hanno accusato il colpo e così le avversarie ne hanno approfittato, aggiudicandosi il parziale (21-25). Nella seconda frazione le due squadre hanno dato vita a un botta e risposta che si è protratto sino al (10-10). L’equilibrio è stato rotto dal muro serbo che mandato fuori giri l’attacco azzurro, permettendo alla formazione di Terzic di guadagnare un buon margine (12-16).
Una volta in testa le vice campionesse olimpiche non hanno spinto sull’acceleratore e grazie all’ottimo turno in battuta di Ognjenovic si sono involate verso la vittoria del set (19-25).         
La reazione italiana è arrivata nella terza frazione, Paola Egonu si è fatta sentire sia in attacco che al servizio e le azzurre sono balzate al comando (13-11). Il muro azzurro ha preso le misure alle avversarie, sbarrando per ben 7 volte la strada a Boskovic e compagne (22-18). Le ragazze di Mazzanti hanno viaggiato sicure sino al (24-20), poi hanno rischiato grosso sprecando tre palle set, prima del punto finale siglato da Egonu (25-23). Molto combattuto il quarto parziale, le azzurre (bene Parrocchiale nei giri dietro) hanno provato più volte ad allungare, ma le avversarie hanno risposto colpo su colpo (17-17). Due muri consecutivi hanno permesso alla Serbia di portarsi avanti (17-19). L’Italia ha tentato in tutti i modi di rientrare, ma dopo aver sfiorato la rimonta ha dovuto cedere (23-25).
(ITALPRESS).

MARQUEZ “IN GIAPPONE PRIMO MATCH POINT”

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“Abbiamo la nostra prima occasione per chiudere la partita”. Marc Marquez sente profumo di vittoria, di festa per l’ennesimo titolo iridato, ma non per questo si sente già campione del mondo. Motegi è l’unica pista in calendario dove Marquez non ha mai fatto la pole, ma è anche quella delle sue vittorie iridate. A separare il portacolori Repsol Honda dalla settima corona manca pochissimo, a metterlo al sicuro da una possibile impresa di Andrea Dovizioso, ora secondo in classifica generale, ben 77 punti. Sulla pista giapponese Marquez ha vinto solo una volta nella categoria regina, ha collezionato tre podi, ma non ha mai conquistato la pole. Consapevole che quello di Motegi è “il primo match point” lo spagnolo, che con il recente successo a Buriram ha agganciato Jorge Lorenzo al quinto posto dei piloti più vincitori (68 successi), spiega per quali altri motivi è particolare il prossimo weekend. “È la gara di casa per Honda e la rende un appuntamento importante per la nostra marca. Punteremo al miglior risultato possibile. Motegi è una pista stop – and – go. Dove le forti accelerazioni sono un fattore chiave, abbiamo da lavorare per contrastare le competitive Ducati. Dobbiamo mantenere la concentrazione e la calma”.
Per essere campione domenica sera, Marquez deve chiudere la gara con un vantaggio di 75 punti minimo su Dovizioso. “Dobbiamo gestire la situazione nel miglior modo possibile, la cosa importante è raggiungere il nostro obbiettivo ovunque possiamo”, spiega Marquez. In gara anche Dani Pedrosa che ha altri pensieri, ma che ha comunque grandi stimoli. “Ho avuto molti buoni risultati qui a Motegi in passato, è una pista che mi piace molto, ma è anche vero che ho vissuto momenti difficili. Spero che saremo in grado di confermare i progressi fatti nelle ultime gare in termini di ritmo e configurazione della moto. Qui i tifosi giapponesi  – conclude lo spagnolo – mi hanno sempre fatto sentire il loro affetto e sostegno, non vedo l’ora di rivederli”.
(ITALPRESS).

MANCINI “VOGLIO DARE A ITALIA MENTALITÀ VINCENTE”

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“Il prossimo step per la Nazionale? Dobbiamo migliorare molto perché bisogna dare continuità ai risultati e alle prestazioni e essere una squadra offensiva che gioca per attaccare sia in casa che fuori. Per far questo ci vuole tempo, bisogna avere pazienza, ma è questo il nostro obiettivo: dare una mentalità vincente”. Queste le parole del commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, due giorni dopo la vittoria all’ultimo minuto maturata in Polonia grazie alla rete di Biraghi. “Contro la Polonia è stata importante la vittoria ma soprattutto la prestazione – ha sottolineato il commissario tecnico a margine della premiazione della squadra di Poste Italiane, vincitrice del torneo “Azzurri partner Cup” – L’immagine più bella della vittoria? La felicità dei ragazzi, dopo tanto tempo meritavano questa soddisfazione”.
La partita con la Polonia è stata seguita da tanti tifosi. “Questo dipende da noi: se saremo bravi a migliorare i tifosi ameranno la nazionale follemente, nel momento in cui torneremo a fare risultato non ci saranno problemi”. Infine Mancini risponde così a chi gli chiede di un ipotetico problema centravanti: “No, non esiste. Il calcio è questo: ci sono dei momenti in cui non vinci e non sai neanche perché, poi di colpo cambia la situazione”, ha chiosato il ct azzurro.
(ITALPRESS).

MALAGO’ “PER REFERENDUM CORTINA TROPPO TARDI”

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“Un referendum sulla candidatura di Cortina ai Giochi Olimpici invernali del 2026? Credo che onestamente non ci siano i tempi. Non commento cose politiche, ma oggettivamente e’ un discorso che non puo’ essere preso in considerazione dopo che c’e’ stata una presa di posizione con tanto di delibera da parte degli organi competenti”. Cosi’ il presidente del Coni, Giovanni Malago’, ha commentato la richiesta di indire un referendum sulla candidatura di Cortina (insieme a Milano) per le Olimpiadi invernali del 2026, una richiesta avanzata da un ristretto numero di cittadini della localita’ veneta. Domani intanto a Roma andra’ in scena un incontro tra il Coni e i rappresentanti dei comuni e delle regioni coinvolte, ovvero Milano-Lombardia e Cortina-Veneto. “Dobbiamo cominciare a essere operativi perche’ il tempo e’ molto poco e tra circa un mese a Tokyo, nella riunione dei comitati olimpici nazionali, dovremo gia’ mettere nero su bianco tanti aspetti della candidatura – ha ricordato Malago’ a margine di un evento all’Acqua Acetosa – Dobbiamo fare le cose in maniera seria come stiamo facendo, mi sembra che tutti ce lo riconoscano”.
“La possibilita’ di inserire nel programma St. Moritz per la pista di bob? Dobbiamo parlarne domani, e’ un discorso che riguarda rigorosamente Cortina: credo ci fosse la volonta’ di realizzare un impianto utilizzabile per tutto l’anno con una sinergia turistica che oggi e’ uno dei requisiti indispensabili per avere possibilita’ di ammortamento”. Il presidente del Coni ha infine
messo in guardia in merito ai problemi che stanno affrontando le due candidature concorrenti, Stoccolma (alla quale potrebbe mancare il sostegno politico) e Calgary (attesa da un referendum). “Il piu’ grande errore che si puo’ fare e’ pensare che abbiamo gia’ vinto – ha spiegato Malago’ – E’ come quando, nel presentare una partita di calcio, si pensa agli squalificati, agli infortunati, ai problemi degli altri e si sottovaluta la squadra avversaria. Dobbiamo invece mantenere piedi per terra: uniti e andiamo avanti”.
(ITALPRESS).

GRAVINA “RIDARE SERENITÀ AD UN AMBIENTE ORA TESO”

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“In questo momento la mia testa e’ assalita da tante priorita’. Vedo che sono in tanti ad assegnarmene altre in continuazione, e questo non fa altro che dare certezza sull’esigenza di riforma del calcio italiano e mi da’ soprattutto un carico di responsabilita’ importante. Vorrei aspettare la sera del 22 ottobre prossimo, e dalla mattina successiva, prestissimo, se saro’ eletto presidente della Figc saro’ all’opera”. Lo ha detto Gabriele Gravina, dimissionario presidente della Lega Pro e candidato alla presidenza della Figc, parlando con i giornalisti a margine del Direttivo della Lega Pro svoltosi a Firenze. “Le prime cose che intendo fare qualora fossi eletto presidente? Ridare serenita’ ad un ambiente che in questo momento e’ particolarmente teso. Siamo gia’ sulla strada giusta perche’ anche ieri dal presidente della Repubblica il calcio ha dimostrato maggiore armonia. Evidentemente avevamo bisogno di una candidatura unica, avevamo bisogno di dare questa testimonianza di compattezza a noi stessi e all’esterno. Poi a parte questa serenita’ e questo modo di essere piu’ tranquilli, serve essere propositivi per arrivare insieme ad un processo di riforma non piu’ procrastinabile. Quello che sicuramente rientrera’ fra i primi punti da fare e’ il codice dei controlli ed il codice della giustizia sportiva. Ho gia’ alcune idee, credo che in tempi brevissimi verranno sdoganati questi due aspetti affinche’ nella stagione 2019-2020 non si parta piu’ con incertezze e zone grigie”.
Proprio sulla giustizia sportiva Gabriele Gravina fonda uno dei punti piu’ importanti del suo progetto di riforma. “La riforma della giustizia sportiva e’ per me un ‘must’, un’esigenza oggettiva. Dobbiamo recuperare e riprendere quel filo conduttore che ha sempre contraddistinto la celerita’, la tempestivita’ e l’obiettivita’ e la certezza nell’ambito delle procedure della gestione della giustizia sportiva”. Gravina ha ribadito la sua affinita’ con le parole espresse nei giorni scorsi dal ritiro azzurro da Leonardo Bonucci che aveva anche detto di confidare molto sull’operato che attende il prossimo presidente della Figc. “Stimo moltissimo Leonardo Bonucci, cosi’ come stimo tantissimi atleti che in questo momento stanno dando dimostrazione di grande attaccamento. Gli interventi di ieri dal presidente della Repubblica da parte di Sara Gama e Giorgio Chiellini, sono stati di grandissimo spessore. Sono stati un inno all’unione, una testimonianza di valore e credo che questa debba essere la linea che noi dobbiamo seguire. Io prendo indicazioni, riflessioni, suggerimenti da chi sta sul campo e credo che Leonardo Bonucci mi abbia dato un carico di responsabilita’ importante che raccolgo con grande piacere perche’ condivido con lui il fatto che questo sia un momento di difficolta’ del calcio italiano non per il valore della competizione sportiva ma perche’ lo dicono i fatti, la storia, e cio’ che viviamo in questo momento”.
Infine, Gravina ha negato nuovi contatti con Beppe Marotta per un possibile ruolo dell’ormai ex dirigente bianconero nella futura Federcalcio. Da parte sua “nessuna apertura, non ci siamo piu’ sentiti -ha concluso Gravina- E’ rimasto quell’approccio iniziale di riflessione. Dalla settimana prossima torneremo a pensare anche a certe cose”.
(ITALPRESS).