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OK LAZIO, PARI FIORENTINA, ESORDIO SHOCK PER VENTURA

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La Lazio soffre ma passa al Tardini, Fiorentina fermata sull’1-1 dal Cagliari, l’Atalanta umilia il Chievo alla prima di Ventura, grande rimonta del Bologna sul Torino mentre lo scontro diretto fra Frosinone ed Empoli finisce in parità.

La Lazio ricomincia con una vittoria dopo la sosta, anche se a Parma è un primo tempo opaco quello della squadra di Simone Inzaghi, che almeno in un paio di occasioni (Inglese prima e poi Stulac su punizione) rischia di capitolare. La formazione biancoceleste parte meglio nella ripresa ma Immobile manca da due passi l’1-0. A dieci minuti dalla fine, però, ingenuità di Gagliolo che stende Berisha: sul dischetto va proprio Immobile che non sbaglia. Nel recupero è invece Correa a chiudere i conti.

Finisce 1-1 al “Franchi” fra Fiorentina e Cagliari. Si decide tutto nella ripresa, con Chiesa che si procura il rigore poi trasformato da Veretout e il pari rossoblù siglato da Pavoletti: l’attaccante era stato tenuto inizialmente in panchina da Maran perchè reduce da una lunga notte in cui è diventato papà.

Disastro Chievo al Bentegodi, dove Ventura debutta con un 1-5 contro l’Atalanta. Micidiale l’uno-due della Dea fra il 25′ e il 28′: destro angolato da fuori di De Roon che si insacca nell’angolino basso, poi perla di Ilicic, che sempre dalla distanza trova la sua prima gioia stagionale. A peggiorare le cose per il Chievo il secondo giallo per Barba poco prima dell’intervallo e nella ripresa Ilicic completa il suo show. Lo sloveno va altre due volte a segno, prima con un’altra conclusione dalla distanza (50′) e poi appoggiando da due passi sul cross di Gosens (52′). Alla festa orobica si unisce anche Gosens (gran sinistro da posizione angolatissima) mentre Birsa dal dischetto rende solo meno pesante il passivo.
Finisce 2-2 invece fra Bologna e Torino al “Dall’Ara”. Pippo Inzaghi ritrova finalmente Palacio ma il Toro si fa preferire e al 14′ passa con un gol capolavoro di Falque, che resiste a Helander e dai 40 metri scaglia un sinistro che si infila alle spalle di Skorupski. La squadra di Mazzarri sfiora anche il raddoppio con Meitè e Belotti, male invece il Bologna. E al 54′ arriva il meritato 2-0 dei granata: Falque ruba palla a Nagy sulla destra e mette in mezzo per Baselli che la piazza. Cinque minuti dopo Santander prova a riaprirla sugli sviluppi di un calcio d’angolo e al 76′ arriva l’incredibile pari: sul rinvio corto di Sirigu, Calabresi prende la palla, scambia in area con Orsolini e completa la rimonta.

Nell’anticipo delle 12.30, spettacolare 3-3 nello scontro diretto fra Frosinone ed Empoli. Ciociari avanti con un’autorete di Silvestre, poi Zajc e lo stesso difensore argentino ribaltano tutto. Sale allora in cattedra Ciofani, che pareggia i conti dal dischetto (fallo di Capezzi su Ciano) e poi riporta in vantaggio la squadra di Longo su assist di Campbell. Ma a far sfumare la prima vittoria stagionale ci pensa Ucan che, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, con una magia al volo, firma il definitivo pari.

RAIKKONEN VINCE GP USA, HAMILTON RIMANDA FESTA

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Dopo 113 gare di fila Kimi Raikkonen torna a trionfare e lo fa al Gran Premio degli Stati Uniti. Alla diciottesima tappa del Mondiale 2018 di Formula 1 si sblocca finalmente il pilota finlandese della Ferrari con una solida prestazione che gli permette di porre fine all’astinenza di vittorie che durava dal 2013. Seconda posizione per Max Verstappen che chiude davanti a Lewis Hamilton con il britannico che rinvia l’appuntamento con la vittoria del quinto titolo iridato in virtù, soprattutto, della quarta posizione in rimonta conquistata da Sebastian Vettel. Una gara spettacolare con una partenza frizzante: Raikkonen tiene l’interno della curva 1 e supera Hamilton per poi difendersi con grande forza alla staccata. Avvio ‘croce e delizia’ per la Rossa perché qualche chilometro più avanti Vettel punta Ricciardo e nel tentativo di superare la Red Bull entra in collisione con la gomma dell’australiano e finisce in testacoda. Gara in salita per il tedesco, costretto a rimontare dal fondo del gruppo mentre Raikkonen gira in fotocopia con Hamilton. Al 12° giro primo colpo di scena con la Mercedes del britannico che entra ai box, sotto regime di virtual safety car, per montare immediatamente la gomma soft. Hamilton mischia le carte in tavola e manda un chiaro messaggio alla concorrenza ponendosi aggressivo fin dal primo giro dopo il pit-stop. Raikkonen contiene la rimonta di Hamilton e al 21° giro entra ai box per montare la soft: strategia ‘copiata’ successivamente da Verstappen, Bottas e dallo stesso Vettel che si piazza in quinta posizione dietro al gruppo dei big (orfano di Ricciardo, ritiratosi per un problema al turbo). Le prestazioni delle mescole di Hamilton crollano giro dopo giro e il britannico è costretto ad attuare una seconda sosta alla 38^ tornata, lasciando così la leadership a Raikkonen. Il leader del Mondiale rientra in pista, supera Bottas e si mette all’inseguimento di Verstappen e Raikkonen senza però trovare l’affondo decisivo per schiodarsi dal terzo gradino del podio. Fuochi d’artificio per il ferrarista che torna a vincere e lo fa con il sorriso dedicando la vittoria alla squadra: “Abbiamo vinto tutti insieme. È stato un gran weekend e la macchina è andata piuttosto bene. Festeggerò sicuramente nelle prossime ore”. Dedica speciale da parte del team principal Arrivabene a Daniele Casanova, “uno dei miei ingegneri che è mancato lo scorso weekend”. Festeggia Verstappen, autore di una rimonta spettacolare dalla diciottesima posizione: “Ho distrutto la scarpa, probabilmente ho spinto troppo sul pedale – commenta con tono scherzoso l’olandese – Il secondo posto è un risultato inatteso e sono davvero contento”. Applausi agli avversari a firma di Hamilton che si congratula con i due colleghi sul podio: “Raikkonen ha fatto un lavoro fantastico: grande partenza e gestione perfetta. Anche Verstappen ha fatto un gran lavoro”. Grande rammarico, invece, nelle parole di Vettel che punta il dito contro Ricciardo per il contatto di inizio gara: “Semplicemente non mi ha visto e siamo entrati in collisione. Sono deluso per la gara e per aver deluso il mio team”. Ma nonostante un ulteriore piazzamento dietro a Hamilton, Vettel riesce ad annullare il primo match point del rivale rinviando la possibile festa del britannico al Gran Premio del Messico. Un settimo posto nelle ultime tre gare garantirà il quinto titolo iridato a Hamilton, ormai ad un passo da Juan Manuel Fangio. Mentre Vettel esce da Austin a testa bassa, consapevole di aver cestinato una grande possibilità di tornare a vincere: il tutto nell’ombra dello splendido ritorno al trionfo di Raikkonen, si spezza l’incantesimo di Ice-man.

ICARDI AFFONDA IL MILAN, INTER VINCE DERBY AL 92′

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Si colora di nerazzurro il derby di Milano, con una rete di Icardi in pieno recupero. E’ l’Inter a rendersi per prima pericolosa attorno al 10’, prima con un gol annullato a Icardi per posizione irregolare su tocco di testa di Vecino e poi con un’iniziativa di Politano che fa venire i brividi a Donnarumma e Romagnoli, che per liberare rischia l’autogol. Al 20’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo svetta Perisic, ma Donnarumma gli dice di no. Il Milan è sempre in difficoltà sui calci piazzati e anche alla mezzora su una girata di de Vrij, solo l’incrocio dei pali salva la porta dei rossoneri. L’Inter è padrona del campo e al 35’ su cross di Vrsaljko, Icardi manca per un soffio la deviazione decisiva. Allo scadere del primo tempo si fa vivo anche il Milan con Musacchio che segna sugli sviluppi di un corner, ma la rete viene giustamente annullata per fuorigioco. C’è tempo ancora per una grande occasione per Vecino su cross di Perisic, ma l’uruguaiano spara alto da buona posizione. Nella ripresa è ancora l’Inter a spingersi in avanti e a creare una buona palla gol con Politano, che però di destro non inquadra la porta. La ripresa è meno vibrante del primo tempo, con i nerazzurri che iniziano a pagare il grande dispendio di energie, mentre il Milan non riesce a mantenere il suo solito possesso di palla. Le due squadre si allungano, ma le occasioni da rete latitano. Proprio mentre il match si sta per chiudere verso un inesorabile pareggio, la difesa del Milan si fa sorprendere da un cross apparentemente innocuo sul quale si avventa Icardi, che anticipa Musacchio e batte un indeciso Donnarumma.

NADAL E HALEP LEADER, GIORGI SALE ANCORA

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Assente dai campi dagli Us Open di inizio settembre, Rafa Nadal non ha ancora fissato la data del rientro ma continua a guidare la classifica Atp sebbene con un vantaggio ormai risicato (215 punti) su Novak Djokovic. Più staccato, al terzo posto, Roger Federer seguito da un Del Potro la cui stagione sembra però essere già finita per la frattura della rotula, e quindi Alexander Zverev, Marin Cilic, Dominic Thiem e Kevin Anderson, sempre più vicino all’austriaco. Unica novità di settimana nella Top Ten lo scambio di posizioni fra John Isner, ora nono dopo la semifinale di Stoccolma, e Grigor Dimotrov. Fabio Fognini si conferma il migliore degli azzurri ma nonostante la semifinale raggiunta in Svezia scivola indietro di una posizione (da 14^ a 15^). Due passi indietro per Marco Cecchinato (21^), fuori all’esordio a Mosca dove invece Andreas Seppi si è spinto fino alla semifinale: l’altoatesino guadagna tre posizioni ed è ora 43^. In leggero calo Berrettini (da 52^ a 53^), si riporta a ridosso dei primi cento al mondo Thomas Fabbiano grazie al successo nel torneo di Ningbo.

Angelique Kerber scavalca Caroline Wozniacki e si prende la seconda posizione nella classifica Wta alle spalle di Simona Halep, saldamente al comando nonostante i problemi fisici che l’hanno costretta a saltare anche le Finals di Singapore. L’uscita prematura a Mosca fa scivolare indietro di tre posizioni Karolina Pliskova, ora ottava e superata da Kvitova, Stephens e Svitolina mentre Kiki Bertens sale di un’altra posizione ed è nona. Il successo nel Wta Premier di Mosca permette invece a Daria Kasatkina di entrare per la prima volta in carriera fra le prime dieci al mondo. Nuovo best ranking per Camila Giorgi che, pur disertando l’appuntamento in Lussemburgo per un problema al piede, guadagna altri due posti e si attesta in 26esima posizione mentre Sara Errani – ferma da giugno per squalifica – esce dalla Top 100 ed è 103^. Ecco fra le prime 200 invece Martina Di Giuseppe (182^), con un balzo in avanti di ben 38 posti.

Queste le nuove classifiche:

ATP: 1. Rafael Nadal (Esp) 7660 (–); 2. Novak Djokovic (Srb) 7445 (–); 3. Roger Federer (Sui) 6260 (–); 4. Juan Martin del Potro (Arg) 5760 (–); 5. Alexander Zverev (Ger) 5025 (–); 6. Marin Cilic (Cro) 4185 (–); 7. Dominic Thiem (Aut) 3825 (–); 8. Kevin Anderson (Rsa) 3730 (–); 9. John Isner(Usa) 3380 (+1); 10. Grigor Dimitrov (Bul) 3335 (-1); 15. Fabio Fognini 2315 (-1); 21. Marco Cecchinato 1838 (-2); 43. Andreas Seppi 1096 (+3); 53. Matteo Berrettini 932 (-1).

WTA: 1. Simona Halep (Rou) 6921 (–); 2. Angelique Kerber (Ger) 5375 (+1); 3. Caroline Wozniacki (Den) 5086 (-1); 4. Naomi Osaka (Jpn) 4740 (–); 5. Petra Kvitova (Cze) 4255 (+2); 6. Sloane Stephens (Usa) 3943 (+2); 7. Elina Svitolina (Ukr) 3850 (-1); 8. Karolina Pliskova (Cze) 3840 (-3); 9. Kiki Bertens (Ned) 3710 (+1); 10. Daria Kasatkina (Rus) 3315 (+4); 26. Camila Giorgi 1800 (+2).

GALLINARI PROTAGONISTA, ROCKETS E WARRIORS KO

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Danilo Gallinari protagonista nella vittoria dei Los Angeles Clippers sugli Houston Rockets per 115-112. Il lungo di Sant’Angelo Lodigiano, in 32′, mette a referto 20 punti con 7/19 dal campo (1/7 da tre), 9 rimbalzi, 4 assist, una stoppata oltre a due palle perse ma il suo contributo è decisivo soprattutto a inizio terzo quarto, quando realizza 11 dei primi 20 punti dei suoi. Nel quintetto di Doc Rivers in mostra anche Harris (23 punti) mentre dalla panchina arrivano i 17 punti di Harrell e i 12 del rookie Gilgeous-Alexander. Houston paga l’assenza di Paul, squalificato per 2 partite dopo la rissa nella gara coi Lakers (4 turni a Ingram e 3 a Rondo fra i gialloviola) e i 31 punti e 14 assist di Harden non bastano a evitare la sconfitta. Cade anche Golden State, che cede 100-98 contro l’ancora imbattuta Denver. Decisiva la stoppata nei secondi finali di Hernangomez su Jones ma anche un Harris da 28 punti e un Jokic da 23 punti e 11 rimbalzi. Per i Warriors 30 punti di Curry. Il debutto stagionale di Westbrook (32 punti, 12 rimbalzi e 8 assist) non è sufficiente ai Thunder per evitare il ko contro Sacramento (131-120, 26 punti di Shumpert fra i Kings), dura la vita senza LeBron per Cleveland. Terza gara e terza sconfitta per i Cavs, stavolta travolti 133-111 da Atlanta dove dominano Trae Young (35 punti e 11 assist) e Kent Bazemore (23 punti). Gli Hawks fanno piovere triple (22, record di franchigia) e a Cleveland servono a poco i 19 punti di Clarkson e la doppia doppia di Love (16 punti e 17 rimbalzi).

MARQUEZ CAMPIONE “UNA DELLE MIE STAGIONI MIGLIORI”

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E sono sette. A 25 anni Marc Marquez continua la sua ascesa e ieri a Motegi ha potuto festeggiare il settimo titolo iridato della carriera, il quinto in MotoGp dove ormai domina da tre anni di fila. Una gioia festeggiata nel migliore dei modi, con l’ennesimo successo stagionale. “Ogni gara è diversa e va compresa nel modo migliore per prepararla bene – racconta il Cabroncito in un’intervista concessa per la sua Repsol Honda – È andata più o meno come pensavamo, Dovizioso andava forte davanti ma alla fine ho deciso di attaccare, volevo provarci e avevo un po’ più di passo. Dovizioso ha dato tutto per provare a rimandare la nostra festa ma fortunatamente abbiamo tenuto bene”. Marquez conferma che “l’uscita di Dovizioso mi ha distratto perchè sapevo che a quel punto ero campione del mondo e alla prima curva ho fatto un errore col cambio ma poi sono riuscito a ricompormi e a completare l’ultimo giro, che è stato molto lungo”. Per il 25enne di Cervera “è stata fin qui una delle mie stagioni migliori perchè sono riuscito a salire sul podio con continuità. Forse in termini di risultati la migliore è stata quella del 2014 ma questa stagione, senza dubbio, è stata molto completa perchè abbiamo lavorato benissimo, riuscendo a tenere nei momenti difficili e a trarre vantaggio da quelli buoni”. Marquez non dimentica gli altri membri della sua squadra: “Anche se sono io che salgo sul podio, c’è tanta gente dietro che lavora perchè tu vinca il titolo. Quando perdiamo, perdiamo tutti ma quando vinciamo, vinciamo insieme. Non vedo l’ora di tornare a Cervera e festeggiare con amici e famiglia”. Di tutti i complimenti, “il più bello è quello che è arrivato da mia madre: non è potuta venire in Giappone ma a fine gara abbiamo avuto una video chiamata”. Doohan, che Marquez ha eguagliato con 5 titoli nella classe regina, si è detto onorato di condividere con lui questo primato. “Abbiamo un bel rapporto, è incredibile essere paragonati a lui: il mio primo ricordo di quando guardavo le gare è Doohan che lotta con Alex Crivillé. Non ci sono parole per descrivere cosa significa averlo raggiunto a 5 titoli”. Timoroso del mare, Marquez però non esiterebbe a fare un tuffo nel Mediterraneo per un altro Mondiale: “se necessario lo farei, o comunque buttatemi voi. Ma per non più di 5 minuti”, sorride.

KINDER+SPORT E IL PROGETTO BEACH&VOLLEY SCHOOL

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La Federazione italiana pallavolo (Fipav), in collaborazione con Kinder +Sport e con il tour operator Raduni sportivi, promuove da dieci anni un progetto didattico-sportivo rivolto agli studenti di ogni ordine e grado: si tratta del Beach&Volley School, un viaggio di istruzione che nel solo 2018 è arrivato a coinvolgere oltre 15.000 studenti da tutta Italia portandoli nelle località di Bibione (Venezia), Jesolo (Venezia) e Scanzano Jonico (Matera). Qui, hanno potuto prendere parte a lezioni di beach volley e green volley tenute da tecnici federali, giocatori di livello internazionale e da “coach” madrelingua inglese provenienti da Usa, Messico, Nuova Zelanda, Spagna e Argentina. Non solo: a queste discipline sono state affiancate anche stimolanti attività come l’arbitraggio, il sitting volley – sport paralimpico introdotto per dare ulteriore slancio al valore dell’inclusione – e altri sport di gruppo.
Diverse le novità in arrivo per l’edizione 2019: prima fra tutte l’introduzione di un “Percorso Winter” che a gennaio porterà i giovani studenti non solo sulla sabbia ma anche sulla neve di Sappada (Udine), arricchendo così l’offerta del “Percorso Spring” nelle ormai consolidate location estive. A snow volley, snow fit, difesa personale, boot-fit e frisbee si aggiungono lezioni facoltative di sci alpino, sci di fondo, snowboard, attività di nordic walking, orienteering e ciaspolate nei boschi. La splendida avventura della nazionale femminile di volley ai Mondiali darà sicuramente ulteriore impulso alla diffusione della pallavolo nelle scuole. 

 

PLEIBISCITO PER GRAVINA, È NUOVO PRESIDENTE FIGC

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“Un’occasione storica per rilanciare il calcio italiano”. Così Gabriele Gravina ha accolto l’investitura da nuovo presidente della Federazione italiana giuoco calcio, verdetto peraltro scontato visto che l’ex numero uno della Lega Pro non aveva avversari nell’assemblea celebrata all’Hilton Rome Airport di Fiumicino. Per nulla scontata, invece, era la proporzione del trionfo del dirigente pugliese, incoronato addirittura con il 97,2% dei voti. Tutti, ma proprio tutti, hanno votato per Gravina. “È un carico di responsabilità notevole ma anche un segno di grande maturità e attenzione del mondo del calcio che vuole affrontare i temi importanti”, ha riconosciuto Gravina allargando le responsabilità a tutte le componenti. “Questo risultato non dà alibi a nessuno, vuol dire che il calcio italiano ha maturato la consapevolezza della necessità del cambiamento. Ora dobbiamo ragionare con logiche di sistema, la partita va giocata tutti insieme. Il nostro sarà un percorso contro il tempo, ma la realizzazione delle nostre idee richiede tanta buona volontà: se condividiamo la strada, possiamo farcela e il tempo giocherà a nostro favore”. Gravina ne è certo, anche se conosce e ammette le difficoltà di un mondo tradizionalmente diviso. Lo stesso mondo che, neppure nove mesi fa nello stesso luogo, aveva combinato un pasticcio mancando l’elezione del presidente e costringendo il Coni a nominare un commissario.

“Noi avevamo percepito quel pericolo già lo scorso 29 gennaio e provato a evitarlo – ha sottolineato il presidente della Lega nazionale dilettanti Cosimo Sibilia, primo sostenitore di Gravina con il 34 per cento della sua componente – Oggi abbiamo rivendicato la nostra coerenza, proponendo la stessa soluzione: da qui parte il cammino di rilancio del calcio italiano”. Sul tavolo di Gravina ci sono tante questioni da affrontare: “I primi atti ufficiali saranno relativi alle licenze nazionali, da varare in tempi rapidissimi affinché non ci siano più zone grigie per l’iscrizione ai campionati – ha spiegato il nuovo presidente federale – Poi dovremo immediatamente mettere mano alla giustizia sportiva, serve certezza delle regole e dei tempi. La Serie B? Aspettiamo la conclusione dell’iter giudiziario, poi la strada è segnata: vogliamo arrivare a un format a 20 squadre per il prossimo campionato. Cosa temo in questo percorso di riforme? Le incertezze e le indecisioni. Conosciamo i problemi e le soluzioni sono sotto gli occhi di tutti, dobbiamo solo procedere con decisione e in fretta perché il calcio italiano non può più aspettare. Ci vuole decisione, non dobbiamo deludere i milioni di tifosi”.

Al suo fianco Gravina troverà sicuramente la Fifa, rappresentata oggi a Fiumicino dal presidente Gianni Infantino: “Noi siamo con voi, siamo qui per aiutarvi perché il calcio mondiale ha bisogno di una federazione italiana forte. Ho visto il programma di Gravina, è molto ambizioso e avrà bisogno di tutti voi: ricordate che potete risolvere i problemi al vostro interno, non avete bisogno della tutela di qualcun altro dall’esterno”. E al fianco della nuova federazione ci sarà anche il Coni di Giovanni Malagò: “Il calcio italiano ha bisogno di remare tutto nella stessa direzione, concentrandosi sulle cose che tutti condividono a parole e a grandi linee. Oggi è una bella giornata, positiva: mi sono sempre augurato che ci fosse un largo consenso sul nuovo presidente”. Con l’elezione già alle spalle, Gravina è già pronto a lavorare con tanta voglia e una certezza: non sarà facile trovare un consenso altrettanto largo per le riforme necessarie al calcio italiano.
(ITALPRESS).