Pari a reti inviolate fra Sampdoria e Sassuolo nel posticipo della nona giornata della Serie A 2018-19. Un punto per parte al Luigi Ferraris di Genova con blucerchiati e neroverdi che terminano l’incontro sullo 0-0. Pochi spunti di interesse in una partita caratterizzata da pochi acuti e tanta paura di concedere il fianco al proprio avversario. Primo tempo dalle due facce: oltre 20 minuti di studio con il Sassuolo che prende leggermente il sopravvento. Il primo acuto è degli ospiti con Bourabia che al 7′ pesca Babacar in velocità ma la coordinazione per il tiro in porta non è ottimale e l’attaccante calcia col destro ampiamente a lato della porta difesa da Audero. La Samp si sveglia al 26′ con il primo corner della sua partita: Quagliarella aggancia al volo e mette la palla a centro area dove arriva Ramirez che col destro tira alto sopra la traversa da ottima posizione. Tre minuti più tardi Murru crossa dalla trequarti sul secondo palo con Defrel che col mancino calcia debolmente a lato.
Ma l’occasione da gol più ghiotta la ha il Sassuolo al 35′ quando Berardi, dopo un’azione confusionaria in area blucerchiata, controlla il pallone col mancino e calcia sul secondo palo centrando in pieno il legno. Nel finale di frazione forcing dei padroni di casa con Defrel che torna a tirare verso la porta di Consigli trovando, però, una provvidenziale opposizione da parte di Magnani. Ritmi bassi in avvio di secondo tempo dove i neroverdi tentano di sorprendere gli avversari al 52′ con un tiro di Berardi dalla grande distanza che sfiora di qualche metro la traversa. Al 74′ Ramirez batte un calcio di punizione dalla trequarti con il pallone indirizzato sulla testa di Andersen ma il difensore non riesce a colpire efficacemente da buona posizione. Poi Giampaolo al 75′ inserisce Saponara e l’ex Milan si rende immediatamente pericoloso con un tiro al volo su cross di Quagliarella che termina alto. Dieci minuti più tardi risponde il Sassuolo con Bourabia che calibra la conclusione dalla distanza con la palla che termina sui cartelloni pubblicitari.
Tanta intensità nel finale di gara ma prevale la paura di un possibile errore decisivo: al triplice fischio cala il sipario sullo 0-0. Un punto che porta la Sampdoria in quinta posizione a quota 15 davanti a Fiorentina e Roma mentre il Sassuolo rimane ottavo a -1 dai blucerchiati.
PARI A RETI INVIOLATE FRA SAMPDORIA E SASSUOLO
SPURS BELINELLI VINCONO IN CASA LAKERS DI KING JAMES
San Antonio gela lo Staples Center. La Los Angeles dei Lakers sperava di gustarsi il primo successo dell’era LeBron James e invece a far festa è San Antonio che si impone per 143-142 dopo un overtime e al termine di un match dalle mille emozioni. Il “Prescelto”, ovviamente, è uno dei grandi protagonisti della serata, è lui che, a modo suo, manda le due squadre ai supplementari a due secondi dalla sirena, ma è sempre King James a sbagliare dalla lunetta e a permettere agli Spurs di portare a casa una vittoria importante che ha anche Marco Belinelli tra i sei che gli ospiti portano in doppia cifra. L’italiano mette a referto 15 punti, un rimbalzo e un assist, ma i veri trascinatori dei texani sono LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan che fanno registrare al proprio attivo rispettivamente 37 punti, dieci rimbalzi e cinque assist, 32 punti, 8 rimbalzi e 14 assist. In doppia cifra anche Gay (16), Forbes (16) e Mills (12). Tra i Lakers Kuzma ne fa 37, LeBron James 32 (per lui anche 14 assist e 8 rimbalzi), 20 per Hart (10 rimbalzi), 16 McGee e 14 Ball.
Nelle altre gare della notte i campioni in carica di Golden State battono 123-103 i Suns (29 punti per Curry), ko Chicago che si arrende ai Mavericks nonostante i 34 punti di Zach LaVine, mentre i Bucks battono 124-113 i Knicks, trascinati dai 31 punti di Giannis Antetokounmpo. Ko casalingo per i Celtics che cedono 93-90 contro i Magic (23 punti per Vucevic), i Raptors battono gli Hornets 127-106 rendendo vani i 26 punti di Kemba Walker.
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MARQUEZ “BELLA SENSAZIONE CORRERE GIÀ DA CAMPIONE”
Marc Marquez arriva a Phillip Island con in tasca il suo settimo titolo iridato vinto domenica scorsa a Motegi. “È una bella sensazione arrivare in Australia con il titolo già vinto, e non vedo l’ora di godermi la fine della stagione” attacca il portacolori della Honda HRC. “Naturalmente ci sono anche i titoli dei costruttori e dei team, quindi cercheremo di mantenere lo stesso livello di prestazioni e vincere più gare per raggiungere anche questi obiettivi, poiché sono importanti per noi e per la Honda” prosegue Marquez. “Adoro Phillip Island; è una pista veloce che favorisce sempre battaglie in gara che sono un grande spettacolo per i fan. Spero solo che il tempo sarà buono perché può passare da sole e caldo a freddo e vento in poche ore. Ad ogni modo, vedremo; cercheremo sicuramente di essere davanti e divertirci”.
ANCELOTTI “CON PSG NON E’ MATCH DECISIVO, C’E’ RITORNO
Carlo Ancelotti torna a giocare a Parigi da allenatore del Napoli, dopo essere stato alla guida del PSG. “Sono emozioni contrastanti – dice -. Perchè se guardiamo all’ultima di Champions con il Bayern non è un ricordo piacevole. Se invece parliamo della mia permanenza a Parigi è stata una bella esperienza, con una società che voleva crecere ed è cresciuta molto in fretta” afferma il tecnico dei partenopei che, poi, tende a far calare la pressione sui suoi uomini. “Non c’è solo questa partita. C’è anche il ritorno. Lo scontro PSG – Napoli può risultare decisivo e può contare molto, ma c’è il ritorno e quindi non è una eliminazione diretta. Certamente il Liverpool giocando con la stella rossa si può avvantaggiare”. Sulle condizioni di Lorenzo Insigne, il tecnico di Reggiolo, rivela: “La squadra sta bene, e pure Lorenzo anche se ieri in allenamento non era al 100%; ma oggi ha spinto di più. Vediamo che sensazioni ha: se è al cento per cento gioca sennò facciamo un po’ di rotazione”.
Sulle difficoltà di affrontare il club parigino, Ancelotti, dice: “Sono molto pericolosi davanti, nel gioco in contropiede e per questo come prima del match contro il Liverpool dico che l’equilibrio è molto importante. Hanno caratteristiche diverse rispetto agli inglesi ma se hanno spazio sono molto pericolosi”. Infine fa i complimenti ai suoi uomini. “La rotazione può servire dal punto di vista fisico ma soprattuto mentale; perchè se un giocatore si sente coinvolto l’intensità in allenamento rimane alta. Certamente in futuro allenteremo un po’ e ci saranno meno cambi. Ma la volontè è di continuare perchè con una rosa con un livello molto alto e molto competitiva non c’è differenza tra chi gioca e chi no”.
“Quella di domani è una gara importante, dobbiamo fare la stessa gara fatta con il Liverpool che è stata quasi perfetta se vogliamo prendere punti qui”. Lo ha dichiarato ai microfoni di Sky il capitano del Napoli Marek Hamsik alla vigilia del match che attende i partenopei al Parco dei Principi domani contro il Psg. “Personalmente ho ancora da imparare e migliorare, ho fatto tutta la carriera da giocatore offensivo, in questo nuovo ruolo mi manca qualcosa in fase difensiva. Il Napoli in generale sta migliorando sempre, sta facendo ottime gare, stiamo crescendo tutti, è stata fondamentale la vittoria con l’Udinese perchè volevamo fare bene dopo la sosta, adesso ci attende un match difficile anche se sarà facile non distrarsi” ha detto lo slovacco. “Insigne? Lorenzo è il giocatore italiano più forte al momento, non deve dimostrare niente, ha dimostrato in campo di essere un campione e sta facendo la differenza. Domani? Siamo tutti pronti, si vedrà chi giocherà”.
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SPALLETTI “BARÇA FAVORITO ANCHE SENZA MESSI”
“Quando incontri il Barcellona, dove c’è talento in qualsiasi parte del campo, una delle squadre più forti del mondo e giochi al Camp Nou, è il Barcellona favorito”. E’ il pensiero di Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro blaugrana privi perà di Messi, “un calciatore differente che, quando pensi di aver visto tutto nel calcio, arriva e ti fa vedere cose diverse”. “Noi dobbiamo avere grande autostima purchè non sconfini nell’arroganza solo perchè stiamo passando un buon momento perchè dentro la partita di domani non portiamo questo momento – sottolinea ancora il tecnico dell’Inter – L’ultimo risultato non indebolisce il Barcellona, dobbiamo rifare quello che abbiamo fatto nelle ultime partite e ripartire dall’essere umili ed essere disponibili a fare una partita di grande fatica, di grande spessore mentale e portare in campo l’amore per questo sport e per il pallone. Con Messi sarebbe stato un Barcellona ancora più forte ma resta una grande squadra ugualmente. Noi dobbiamo essere una squadra di grande livello, di grande spessore, che non diventa succube dell’avversario”. Fra i candidati a sostituire Messi c’è Rafinha. “Lo ringrazio per quello che ha fatto per noi lo scorso anno, mi farebbe piacere se giocasse anche se so che poi ci creerebbe dei problemi”. Per quanto riguarda invece la formazione dell’Inter, “Brozovic ha ancora qualche fastidio mentre Perisic sembra aver smaltito una buona quantità del gonfiore della botta presa. Miranda gioca. Lautaro per Nainggolan? Non mi sembra un buon banco di collaudo, è piuttosto una situazione dove dobbiamo tirare fuori gli attrezzi del mestiere – replica – E’ una grande occasione e dovremo mettere dentro tutte le attenzioni e conoscenze che abbiamo per riuscire a sfruttarla”. I tre punti “potrebbero essere fondamentali per la qualificazione ma comunque non sarebbe matematica. Di sicuro si possono fare dei passi avanti e bisogna avere la convinzione di potersela giocare”.
“Cosa ho pensato quando ho saputo dell’infortunio di Messi? Che era un peccato, perchè è bello affrontare i grandi giocatori e lui è il migliore – dice invece Mauro Icardi – Ma il fatto che non ci sia è un colpo di fortuna e cercheremo di approfittarne”. Per l’attaccante argentino, che ribadisce piena fedeltà ai colori nerazzurri (“mai pensato di andare via”) è una gara da ex. “Tornare a Barcellona è speciale, emozionante, è qui che è iniziata la mia carriera e dove ho imparato tanto. Pentito di essere andato via molto giovane? Mai. In quel momento sapevo che sarebbe stato difficile arrivare in prima squadra e quando si è presentata la possibilità di andare in Italia e cambiare aria non ho dubitato nemmeno un secondo. Sono felice della decisione che ho preso”. E sull’approccio alla gara di domani aggiunge: “le partite si preparano sempre allo stesso modo, conosciamo le difficoltà che troveremo ma conosciamo le nostre potenzialità come squadra e come gruppo”.
“Senza Messi avremo qualche possibilità in più ma il Barcellona non è solo Messi, ha tanti grandi giocatori che possono fare la differenza. Ma noi abbiamo le qualità per giocarcela e vincere”, concorda col suo capitano Joao Miranda. “Il Barça gioca un grande calcio ma non siamo qui per fare da spettatori ma per vincere. È un gruppo forte, tosto, difficile, è una partita importante e dobbiamo fare punti. Farne 3 significherebbe ipotecare la qualificazione ma dobbiamo ricordare che non finisce tutto domani e che poi ci sono altre tre partite”. Il centrale brasiliano dovrà occuparsi di Luis Suarez: “è un giocatore diverso dagli altri, è esplosivo, molto veloce. Ho sempre avuto dei bei duelli con lui, speriamo di uscirne vittoriosi”.
ROMA SI RILANCIA CON DZEKO, TRAVOLTO CSKA MOSCA
ROMA (ITALPRESS) – La Roma vince e convince in Champions League. A differenza della scialba prestazione in campionato di qualche giorno fa, la squadra di Di Francesco domina il Cska Mosca per 3-0 e si porta in vetta del gruppo G con 6 punti, al pari del Real Madrid. Restano fermi a quota 4, invece, gli ospiti scesi in campo all’Olimpico con un conservativo 5-4-1. Nonostante ciò, il primo squillo è proprio dei russi dopo appena 3’: Chalov scatta sulla fascia sinistra, trova un varco per il tiro e scalda con una potente conclusione i guanti di un attento Olsen. Meno attento invece, dall’altro lato, il portiere del Cska: al 5’ Pomazun, sostituto dello squalificato Akinfeev, rischia la figuraccia regalando con i piedi a Pellegrini che però esagera e tenta un pallonetto dalla media distanza mandando alto sulla traversa. Gli ospiti si difendono con ordine e ripartono con velocità, portando al tiro Vlasic al 12’: un tentativo insidioso su cui è bravo Olsen nel distendersi e respingere. La Roma prova dunque a scuotersi su palla inattiva: sugli sviluppi di un corner battuto da Under è De Rossi che stacca più in alto di tutti impegnando Pomazun al 23’ ma la rete che sblocca la partita arriva alla mezz’ora. Splendida l’azione che porta Dzeko ad un facile tap-in con il triangolo chiesto e ottenuto da Pellegrini con El Shaarawy, poi il numero 7 giallorosso mette in mezzo un pallone d’esterno col contagiri solo da spingere dentro per il bosniaco, che bagna nel migliore dei modi la sua 150esima partita con la Roma. Il centravanti dei padroni di casa concede poi il bis al 43’ con un preciso diagonale, punto esclamativo dopo il bel fraseggio portato avanti da Under ed El Shaarawy: il gol numero 80 in giallorosso regala il 2-0 agli uomini di Di Francesco e un intervallo decisamente più sereno rispetto a quello vissuto nell’ultima giornata di campionato contro la Spal. Al ritorno in campo, infatti, al Roma gioca un calcio ancor più brillante chiudendo la questione nei primi minuti: Florenzi sfiora l’eurogol con un bolide da fuori, ma il tris viene calato al 50’ da Under con Dzeko questa volta in versione assistman. Goncharenko decide di scoprirsi con l’inserimento di Dzagoev per regalare al nutrito seguito di tifosi russi, alcuni dei quali rimasti feriti negli incidenti alla metropolitana a Repubblica, il gol della bandiera. La rete del 3-1, in teoria, arriva al 58’ con Nababkin ma non viene convalidato per fuorigioco dopo il tiro di Akhmetov. A questo punto, Di Francesco può permettersi anche di gestire le energie e togliere, al primo segnale di fastidio fisico, Lorenzo Pellegrini: per lui un risentimento al quadricipite, il tecnico lo sostituisce con Cristante per preservarlo in vista del big match con il Napoli di domenica. Al 73’ Dzeko si divora la chance per firmare la tripletta mancando la deviazione vincente sul corner di Under ma il match è ormai in cassaforte. Negli ultimi dieci minuti c’è spazio anche per Schick che gestisce con qualità i pochi palloni a sua disposizione, all’88 è invece Manolas a sfiorare il 4-0 con una zampata su palla inattiva sulla quale si esalta Pomazun con un gran riflesso. Dopo 3’ di recupero cala così il sipario sull’Olimpico, la Roma si rilancia nel nome di Dzeko.
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JUVE FA SUO OLD TRAFFORD, DYBALA STENDE MANUTD
La Juventus ipoteca la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Stasera i bianconeri hanno espugnato l’Old Trafford di Manchester battendo lo United per 1-0. Un successo che ha permesso alla squadra di Massimiliano Allegri di portarsi a +5 sui rivali inglesi. Partenza molto attenta della Juventus che nel primo quarto d’ora ha gestito meglio il pallone lasciando veramente poco spazio alla risposta dei padroni di casa. Un lavoro che è stato finalizzato al 17′ da Dybala: suo il gol del vantaggio bianconero grazie al mancino con cui da pochi passi ha trafitto De Gea. Tutto era nato da un cross dalla destra di Ronaldo con Smalling che aveva anticipato Cuadrado trasformando involontariamente la respinta corta in un assist per il numero 10 argentino. Messo il sigillo alla partita, la Juventus ha lavorato lungamente ai fianchi il Manchester United con il possesso palla non permettendo alla squadra di Josè Mourinho di riorganizzare la manovra e presentarsi dalle parti di Szczesny. Juve vicina al raddoppio al 38′ quando, sulla punizione dalla distanza di Ronaldo e poi sulla successiva conclusione di Matuidi, De Gea ci ha messo le mani respingendo in entrambe le occasioni. Prima del riposo ancora un tentativo a giro di Dybala uscito alla destra del portiere di casa. Strepitoso al 7′ della ripresa De Gea che ha negato a Ronaldo il gol all’incrocio al termine di un’azione corale della Juventus. Nel corso del secondo tempo il Manchester United ha provato ad aumentare la pressione sui bianconeri, ma Lukaku e compagni sono spesso andati in difficoltà quando la Juve ha accelerato presentandosi nella metà campo avversaria. Un errore di Bentancur, però, a un quarto d’ora dalla fine stava regalando al Manchester United il pari e solo il palo ha detto no alla conclusione dalla distanza di Pogba che poi è carambolata sulla testa di Szczesny finendo in corner. La Juve ha così portato a casa il nono risultato utile consecutivo contro le squadre inglesi, la quinta vittoria nelle ultime sei gare e la seconda della sua storia all’Old Trafford.
GALLINARI NON BASTA, CLIPPERS KO A NEW ORLEANS
Sconfitta esterna per i Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Il quintetto californiano si è arreso sul parquet dello Smoothie King Center ai New Orleans Pelicans, vincenti con il punteggio di 116-109. Per la trentenne ala di Sant’Angelo Lodigiano, 24 punti in 35 minuti di impiego, impreziositi da 5 rimbalzi e 1 assist. Tra i padroni di casa, 34 punti di Anthony Davis, top-scorer dell’incontro. Negli altri due match che si sono disputati, affermazione in volata dei Detroit Pistons, che si impongono per 133-132, dopo un overtime, sui Philadelphia 76ers con 50 punti di Blake Griffin, mentre i Denver Nuggets battono i Sacramento Kings per 126-112 nonostante i 20 punti, tra gli ospiti, di Marvin Bagley.
((ITALPRESS).










