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ROSSI: “PROVEREMO A FAR BENE ANCHE QUEST’ANNO”

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“Mi piace il GP d’Australia, sono sempre molto felice di venire qui”. Valentino Rossi scalda i motori in vista del fine settimana della MotoGp in Australia. “Mi piace il posto e anche il circuito di Phillip Island – ammette il fuoriclasse pesarese della Yamaha, ancora in lotta per la piazza d’onore nella classifica iridata – L’anno scorso abbiamo fatto una bella gara, sono arrivato secondo e Maverick (Vinales, ndr) terzo. Cercheremo di fare una bella gara anche quest’anno, ma il GP d’Australia è un po’ particolare. La pista è diversa da qualsiasi altro circuito, e soprattutto dovremo aspettare e vedere come saranno le condizioni atmosferiche. Faremo del nostro meglio, come sempre”. “Abbiamo fatto del nostro meglio in Giappone, ma sfortunatamente non è stato abbastanza – le parole dell’altro centauro della Yamaha, lo spagnolo Maverick Vinales – Ora è tempo di concentrarsi sull’Australia. Phillip Island è una delle mie piste preferite. Mi piace molto il suo lay-out, e mi piace essere lì, è incredibile. Ho avuto una buona esperienza l’anno scorso, quindi sono davvero motivato per la gara. Phillip Island è un circuito che mi porta bei ricordi”. “Sono riuscito a salire sul podio in tre categorie del campionato del mondo e ho vinto nel 2014 in Moto2. L’anno scorso la moto ha accelerato molto bene. Il team ha lavorato molto duramente nelle ultime gare, quindi dobbiamo cercare di essere forti, come sempre, e provare ad essere di nuovo sul podio in Australia. Cercheremo di far funzionare la moto – conclude Vinales – e di vivere uno dei nostri weekend più positivi della stagione”.
(ITALPRESS).

FIRMATO ACCORDO ICS-SPAL PER SVILUPPO STADIO MAZZA

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“Voglio ringraziare la Spal perché ha dimostrato di voler puntare sullo sviluppo con le giuste modalità, una feroce determinazione e un’attenzione spasmodica ai tempi. È la filosofia di questa azienda e per me oggi, da questa firma, deve partire il percorso della candidatura italiana per ospitare gli Europei del 2028”. Con queste parole il presidente dell’Istituto per il credito sportivo Andrea Abodi ha presentato l’accordo di finanziamento siglato questa mattina per lo sviluppo dello stadio “Paolo Mazza”. Un’intesa da 3.5 milioni di euro, inserita nel più ampio progetto predisposto dalla società in accordo con il comune di Ferrara e finalizzata all’ampliamento dello stadio attraverso un programma di investimenti complessivi di circa 9 milioni, 6,5 dei quali a carico del club, mentre la quota residua verrà spesata dall’amministrazione comunale. “C’è un bel sole, il tempo giusto per presentare questo accordo – ha rimarcato Abodi durante la conferenza stampa organizzata presso la sede dell’Ics a Roma – La Spal è una società lungimirante non solo per aver investito nello stadio, ma anche per aver puntato su una nuova casa di allenamento. Così si cresce e si porta valore alla società. Ecco perché questa firma ci dà grande soddisfazione. E tra l’altro è la seconda con la Spal”. La società ferrarese ha infatti già concluso in estate i lavori di ampliamento del Mazza, passato da 13mila a 16mila posti, limite minimo richiesto dalla Lega di Serie A. Questo primo restyling dello stadio era stato affrontato con un investimento di circa 4,6 milioni di euro (due dei quali a carico del comune di Ferrara), che l’Ics ha finanziato mediante la concessione di un mutuo di 1,8 milioni di euro. “Avevamo solo tre mesi di tempo per adeguare lo stadio alle richieste della Serie A e ce l’abbiamo fatta lavorando di giorno e di notte – ha spiegato il presidente Walter Mattioli – Volevamo a tutti i costi che fosse pronto per la prima partita in casa e ci siamo riusciti, facendo felice il nostro popolo. Ma non abbiamo finito: vogliamo migliorare gli spogliatoi e abbiamo preso un altro centro da destinare ai giovani. Oggi abbiamo 500 ragazzi, pochi anni fa ne avevamo 70-80, e abbiamo anche iniziato l’attività femminile con 80 ragazze: stiamo programmando e investendo sugli obiettivi e siamo felici di poter collaborare con Ics con un altro accordo così importante”. “Abbiamo condotto una collaborazione importante in questi anni con Ics e spero che potremo fare altre cose buone insieme – ha dichiarato il patron Francesco Colombarini – Ce la metteremo tutta, siamo sulla buona strada e contiamo su questa collaborazione”. Intanto oggi pomeriggio i rappresentanti della Spal saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti per spiegare gli obiettivi del nuovo progetto di sviluppo.
(ITALPRESS).

GATTUSO “KO DERBY BRUCIA MA GUARDIAMO AVANTI”

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“Quando si perde il derby all’ultimo minuto rimane l’amarezza ma domani abbiamo un impegno importante, contro una squadra forte, che riesce a palleggiare molto bene, che a Madrid col Real ha tenuto il 65% di possesso palla. La sconfitta con l’Inter brucia ancora ma bisogna guardare avanti”. Per Rino Gattuso è il momento di voltare pagina e concentrarsi sulla gara col Betis in Europa League. Il tecnico del Milan prende però le difese dei suoi, criticati per il ko nel derby. “La squadra a livello caratteriale ha fatto una grandissima partita – rivendica ai microfoni di Sky Sport – Siamo mancati nel palleggio ma per mentalità, voglia di stare sul pezzo non posso rimproverare nulla alla squadra e rivedendo la partita sono ancora più convinto di quello che dico”. Domani “metterò in campo la squadra migliore perchè affrontiamo un avversario forte che può metterci in difficoltà”, assicura Gattuso per il quale, dietro la sconfitta con l’Inter, “non c’è un problema di modulo. Era una partita che dovevamo giocare in un certo modo, loro sono una squadra più fisica di noi e alla fine si poteva fare qualcosa di più”. Ma, aggiunge poi in conferenza stampa, “non si può tornare indietro. C’è tanta pressione su di noi. Sembra che ho perso tutte le partite della mia gestione ma va bene così, spero anzi continui purchè si lascino stare i giocatori. Mi sta bene che le mazzate arrivino a me, che il responsabile sono io”. Gattuso fa da scudo ai suoi ragazzi. “Non ho visto una squadra che dal punto di vista del gioco ci ha surclassato – continua riferendosi all’Inter – Ora si deve ripartire anche se l’amarezza rimane ma la partita è stata preparata per affrontarla in un certo modo, non pareggiarla. Poi ci è venuto il braccino ma ho sentito tante robe… Devo essere bravo a valutare quello che fa la squadra e non è tutto da buttare via quello che abbiamo fatto”. I giocatori si sono schierati con lui “ma loro devono dare il massimo per la maglia e per la società. Sono un allenatore giovane ma credo fortemente in quello che faccio e la forza me la dà il rapporto quotidiano con le persone che alleno. Sono contento quando si vincono le partite, non quando parlano bene di me”. “Non bisogna andare dietro alla sfortuna ma farsi trovare pronti e commettere meno errori possibili – prosegue poi Gattuso – Sul gol dell’Inter si è data la colpa a Donnarumma ma ce ne sono di errori su quell’azione”. E a chi gli chiede di mandare in panchina il giovane portiere replica: “fino a quella partita dicevate che era in crescita, che quest’anno stava dando più affidabilità. Le scelte le faccio io, non vado dietro ai tifosi. Vedo un ragazzo tranquillo, ha avuto un lutto familiare l’altro ieri, è morta la nonna, ma deve lavorare con professionalità e non pensare a nulla, nel calcio l’errore ci può stare”. La sconfitta nel derby, infine, ha riacceso le voci su un suo possibile esonero. “Faccio l’allenatore e sono consapevole che vengo giudicato per i risultati. Ma da quando alleno il Milan in A ho perso 6 partite: andate a vedere quante ne abbiamo fatte. Fa parte del lavoro di questo mondo qua, io devo pensare a domani e a mettere la squadra migliore in campo. Non posso stare dietro a tutti. Ogni giorno mi confronto con Leonardo e Maldini, succede che non ci troviamo d’accordo ma c’è rispetto e ci guardiamo negli occhi, il resto, quello che viene scritto, sono chiacchiere da bar”.
(ITALPRESS).

UN GRAN NAPOLI PAREGGIA 2-2 A PARIGI

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Il Napoli ha pareggiato al Parco dei Principi, contro il Psg, per 2-2. A decretare il risultato della sfida, valida per il girone C della Champions League, il “solito” Insigne, in rete al 29′ del primo tempo, una sfortunata autorete di Mario Rui nella ripresa, seguita dall’1-2 firmato da Mertens e dalla perla decisiva nel finale di Di Maria. Dopo questo match il club partenopeo è scivolato al secondo posto del raggruppamento, a quota 5, dietro al Liverpool (a 6) e davanti ai parigini (a 4).
Continua dunque a fruttare buoni (e meritati) risultati il “metodo Carlo Ancelotti”. Anche oggi il tecnico dei partenopei ha cambiato l’undici iniziale, optando per il modulo 4-4-2, schierando nuovamente Maksimovic terzino destro (come contro il Liverpool), al fianco di Albiol, Koulibaly e Mario Rui, a protezione di Ospina. Lungo la linea mediana spazio a Callejon, Allan, Hamsik e al sempre più convincente Fabian Ruiz. In avanti il tandem composto da Mertens e Insigne, costretto però a lasciare il campo dopo pochi minuti della ripresa (sostituito da Zielinski) per un forte dolore fra costole e sterno. In campo solo nel finale Milik. Assenti, fra gli altri, Chiriches, Verdi e Meret.
Poco convincenti, di contro, le idee iniziali di Thomas Tuchel, obbligato però a rinunciare a Buffon (per lui ultima giornata di squalifica) e agli infortunati Thiago Silva, Dani Alves e Kurzawa. Dopo lo “sventurato” 4-2-3-1 del primo tempo, con Mbappé, Neymar, Di Maria e Cavani sempre in attacco e con scarsa copertura per i difensori, il tecnico tedesco è corso ai ripari nell’intervallo, inserendo Kehrer per Bernat e passando alla difesa a tre.
Dopo un avvio a spron battuto dei padroni di casa, con una incomprensione in buona posizione fra Neymar e Cavani e un tiro sbilenco al volo dello stesso attaccante ex Napoli, gli azzurri hanno preso il comando del gioco. Al 24′ Mertens ha colpito la traversa con un piattone destro al volo su cross di Mario Rui. A ruota, poco prima della mezzora, il colpo dello 0-1: imbeccata di Callejon perfetta con Insigne bravissimo a eludere la difesa francese e a battere Areola (in uscita disperata) con un mobrido “tocco sotto”. Lo stesso Insigne ha messo i brividi ai parigini al 36′ prima e al 45′ dopo. Nel mezzo Mbappè è stato chiuso alla grande in uscita da Ospina.
Decisamente più equilibrata la ripresa, aperta da due belle parate del portiere del Napoli, su Neymar (al 5′) e (al 7′) su Meunier. Proprio su un cross da destra di quest’ultimo Mario Rui ha “beffato” involontariamente Ospina, al 16′, con una deviazione quanto mai sfortunata. Qui sembrava che il Psg potesse prendere il sopravvento e invece il Napoli ha saputo reagire, tornando in vantaggio grazie a Mertens, bravo a sfruttare una “carambola” con Marquinhos, dopo un tiro dal limite di Fabian Ruiz. I francesi si sono dunque buttati in avanti e gli azzurri hanno “tenuto” bene, fino al 2′ di recupero: a quel punto Di Maria, fino ad allora impalpabile, ha “coplito” al cuore i napoletani con mancino a girare bellissimo dal limite dell’area. Così è finita 2-2 ma il Napoli recrimina: Insigne e soci avrebbero meritato i tre punti.

(ITALPRESS).

INTER KO AL CAMP NOU, IL BARCELLONA VINCE 2-0

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Pur senza Leo Messi, il Barça infligge la legge del Camp Nou all’Inter di Luciano Spalletti, vincendo con il punteggio di 2-0. Un successo che permette ai catalani di ipotecare la qualificazione agli ottavi, ma i nerazzurri possono consolarsi con il risultato maturato due ore prima in Olanda con il pareggio tra Psv e Tottenham che permette di conservare saldamente il secondo posto, con 5 punti di vantaggio sulle inseguitrici.
I padroni di casa iniziano a recitare il loro copione, fatto di possesso palla, tecnica sopraffina e scambi di prima. L’Inter risponde con la sua fisicità, la decisione nei contrasti e la pazienza nel saper aspettare le incursioni avversarie per poi abbozzare una rapida ripartenza. La prima occasione da rete è nerazzurra al quarto d’ora e scaturisce da una buona iniziativa dalla sinistra di Perisic che lascia sul posto Sergi Roberto e mette in mezzo, dove Icardi prova la deviazione vincente nonostante la pressione, ma la sua conclusione finisce alta. Pronta la risposta degli azulgrana che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sfiorano la rete con Lenglet di testa, ma Handanovic si dimostra un fuoriclasse salvando d’istinto di coscia.
L’Inter non riesce a ripartire spesso, ma quando lo fa mette in crisi la retroguardia catalana, come al 25’, quando un colpo di testa di Vecino lancia in verticale Icardi che, però, al momento della conclusione scivola in area. I blaugrana provano a sfondare con una serie a catena di uno-due e colpi di tacco, ma l’ex Rafinha alla conclusione non è altrettanto spettacolare. Il figlio di Mazinho si riscatta pochi minuti più tardi, quando dopo aver recuperato palla a centrocampo e appoggiato a Suarez, riceve un passaggio di ritorno eccezionale dall’uruguaiano e dopo aver anticipato Skriniar, manda alle spalle di Handanovic. Ci prova Vecino a rimettere l’Inter in carreggiata con un tiro da lontano, ma la sua conclusione è di poco alta. Nei minuti di recupero della prima frazione di gioco Coutinho si guadagna una punizione dal limite che batte lui stesso, ma la sua conclusione viene deviata da Miranda e si spegne di un soffio fuori.
Nella ripresa Spalletti inserisce Politano per Candreva e subito mette al centro un pallone velenoso, sul quale per un pelo Ter Steghen anticipa la deviazione di Perisic. L’Inter è uscita bene dall’intervallo e crea un’altra grande occasione con Icardi che smarca Politano, con l’ex Sassuolo non lucido nella conclusione.
Nel Barcellona sale in cattedra Suarez che al 12’ dribbla Asamoah e Skriniar e si presenta al tiro, con Handanovic che è costretto a rifugiarsi in corner. Il portiere dell’Inter tiene a galla i suoi anche al quarto d’ora, quando un errore di Asamoah mette sui piedi Lenglet la più facile delle occasioni, ma il portiere si supera. I milanesi sono fortunati al 20’ quando, su una punizione battuta da Suarez, una deviazione di Brozovic che avrebbe mandato a vuoto Handanovic finisce in corner. Negli ultimi 20 minuti i padroni di casa colpiscono ancora un palo con Coutinho, rispondono gli appena entrati Keita (di testa) e Martinez (girata fuori), prima che Rakitic sfiori il palo alla destra di Handanovic. Il raddoppio del Barca lo firma Jordi Alba, bravo a inserirsi in un corridoio creato da Vidal e a battere il portiere nerazzurro.
(ITALPRESS).

MARQUEZ “FELICE PER TITOLO, CONCENTRATO SULLA GARA”

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“Sono felicissimo, mi sento diverso, non ho avuto tantissimo tempo per festeggiare, lo abbiamo fatto con il team, lo faremo meglio, ci sarà tempo per celebrare il team il titolo come si deve anche con gli amici”. Parole da pluri-campione del mondo. Marc Marquez si presenta Phillip Island con in tasca il suo settimo titolo iridato vinto
domenica scorsa a Motegi. Nella conferenza stampa dei piloti del Gran Premio d’Australia, lo spagnolo è rilassato, sorridente, ma questo non vuol dire che la sua fame di vittorie sia stata saziata, tanto che alla domanda specifica sulla gara di domenica risponde: “In che posizione chiuderò? Primo”. Del resto c’è abituato e vuole cancellare qualche prova che qui a Phillip Island non è stata proprio alla sua altezza. “La tattica è cercare di rimanere concentrato, ho vinto nel 2014 a Motegi il Mondiale e poi sono venuto qui convinto di poter fare qualsiasi cosa, invece poi sono caduto in gara così come è successo anche nel 2016 – spiega Marquez -. E’ una pista che mi piace, mi sento più rilassato rispetto alle ultime settimane e sono qui con l’obiettivo di avere un buon approccio anche in vista della prossima stagione”.
La Honda è pronta a offrirgli un contratto a vita, un’ipotesi che Marc Marquez è pronto a valutare, anzi l’impressione è che l’idea lo affascini parecchio. “Possiamo parlarne, non ci sarebbe nessun problema per me – spiega il sette volte campione del mondo -. Sono sempre stato a mio agio con la Honda e con tutto il team, stiamo vivendo uno dei migliori momenti della storia, il feeling è buono e quando tutto va bene, bisogna continuare allo stesso modo”. Eppure c’è qualcosa che il Re del Motomondiale non accetta: “l’altro giorno abbiamo giocato a tennistavolo, tutti i meccanici mi hanno battuto, devo migliorare perchè ero arrabiatissimo”. Un po’ come tutti i suoi colleghi piloti costretti a celebrare ogni anno, o quasi, i suoi titoli iridati.
Con Marquez la rivalità c’è, c’è sempre stata e continuerà a esserci, ma Valentino Rossi non ha problemi a riconoscere la classe dello spagnolo sette volte campione del mondo. “Il suo punto di forza è che è sempre forte – spiega Valentino -. In alcune condizioni e su tracciati differenti certi piloti possono essere forti come lui, ma non riescono a tenere tutti lo stesso livello in tutte le piste e in ogni condizione. E’ difficile dire quale sia il suo limite”. La Honda non vuole rischiare di perdere il campione del mondo, ma qui Rossi non se la sente di dire la sua. “La decisione sul futuro è qualcosa di personale, quando si cambia moto è perchè ci si sente di farlo, ma se sta bene dov’è può fare tutta la carriera con la Honda. E’ una condizione personale legata al feeling con il team e alle motivazioni”. Dal rivale alla prossima gara. “Phillip Island è uno dei migliori circuiti del Mondiale e credo sia così un po’ per tutti”. Valentino Rossi ama il circuito australiano, anche perchè sa bene che la sua Yamaha riesce a esprimere al meglio il proprio potenziale su una pista che esalta anche le prestazioni dei piloti. “Saranno molto importanti le condizioni meteo – sottolinea il “Dottore” in conferenza stampa -, potrebbero essere un po’ difficili, ma speriamo bene. L’anno scorso siamo andati abbastanza forte, entrambe le Yamaha sono finite sul podio, quindi per noi la pista sulla carta è buona, ma ogni anno le cose cambiano e già da domani bisognerà lavorare duro perchè qui è importante avere un buon assetto. E’ un circuito veramente unico, ci sono altre piste in cui puoi essere veloce, ma qui ci sono curve molto lunghe e cambi di direzione ad alta velocità, è una pista molto impegnativa a livello fisico, bisogna gestire bene anche la temperature delle gomme”.
C’è spazio anche per le curiosità che arrivano dai social, Valentino Rossi parla anche di suo padre Graziano: “Ha finito gli studi per fare l’insegnante, ma non lo ha mai fatto, io però da lui ho imparato tantissimo, ha un carattere molto particolare, si vuole sempre divertire dando il massimo, in modo serio, ma non troppo”. C’è chi chiede al “Dottore” la sua battaglia più bella in pista. “Ne ho vissute tante e le ricordo tutte positivamente, ma forse quella di Barcellona con Lorenzo nel 2009 è stata la più bella. Già dal venerdì mattina abbiamo lottato e poi in gara abbiamo lottato fino al traguardo, è stata una grande battaglia. In che posizione chiuderò domenica? Secondo”.
(ITALPRESS).

CURRY INCANTA CON GOLDEN STATE, 1° SUCCESSO LAKERS

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Primo ko casalingo per gli Spurs, primo sorriso per LeBron James con i Lakers e uno strepitoso Stephen Curry. C’è tutto questo altro nella notte Nba con ben 11 partite in programma e tanti spunti interessanti. Un solo italiano in campo e non è stata una serata felice per lui. Marco Belinelli mette a referto 16 punti e due rimbalzi nei 20 minuti che coach Popovich gli concede, ma San Antonio esce sconfitto davanti al proprio pubblico dalla gara con gli Indiana Pacers che si impongono 116-96 con Oladipo che fa registrare al suo attivo 21 punti (anche 9 assist per lui), mentre ne fanno 19 Evans e 16 Sabonis. In doppia cifra vanno pure Young (14), Joseph (12), McDermott (10) e Thurner (10) e per gli Spurs c’è poco da fare. Più dei 16 “Beli” ne fa soltanto DeRozan che si ferma a 18, mentre raggiungono quota 15 Aldridge e Forbes, 11 Gay.
Prima vittoria per i Lakers che battono 131-113 i Phoenix Suns a domicilio e primo sorriso a Los Angeles per LeBron James, uno dei tanti ad andare in doppia cifra tra i gialloviola. Il Re ne fa 19 aggiungendo 10 assist e 7 rimbalzi, ma il più prolifico in termine di punti è Stephenson con 23, quindi McGee con 20. Ne fa 17 Kuzma, 15 Hart, 14 Caldwell-Pope e 12 Ball, mentre ai SDuns non bastano i 23 di Booker e i 22 di Ayton.
La star assoluta della notte Nba, però, è Stephen Curry che ruba letteralmente la scena. Golden Sate batte 144-122 Washington e il numero 30 dei Warriors illumina l’Oracle Arena con 51 punti (11 le triple), facendo in qualche modo passare in secondo piano l’ottima prestazione di Kevin Durant che mette a referto 30 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, mentre sono 19 i punti di Thompson.
Troppo per i Wizards che comunque ne portano sei in doppia cifra con Beal che ne fa 23.
(ITALPRESS).

BELGIO GUIDA CLASSIFICA FIFA, FRANCIA 2^, ITALIA 19^

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In testa non ci sono i campioni del mondo. E’ il Belgio a comandare la classifica per nazionale della Fifa. I “diavoli rossi”, infatti, dopo aver agganciato il mese scorso la Francia, in queste settimane sono riusciti a staccarla anche se di appena un punto (1733 Hazard e compagni, 1732 per i “bleus” di Deschamps). Un distacco minimo ma che permette al Belgio di godersi il primato solitario e di avere la soddisfazione di essere davanti ai campioni del mondo. Chiude il podio il Brasile (1669 punti), subito dietro la Crozia, quarta con 1635. Un altro cambiamento nelle prime 10 posizioni del ranking della Federcalcio internazionale con l’Inghilterra (1619) che scavalca l’Uruguay (1617) portandosi al quinto posto. Chiudono la top ten Portogallo, Svizzera, Spagna e Portogallo. Tre passi avanti per la Colombia che scavalca Argentina e Cile e ora è 11esima, mentre la Germania (-2) scivola in 14esima posizione, mentre l’Olanda, che proprio contro i “panzer” in Nations League ha vinto con un netto 3-0, guadagna due posizioni ed è 15esima.
Guadagna un posto anche l’Italia di Roberto Mancini che, reduce dall’importante successo ottenuto in Polonia, ora è 19esima con 1533 punti.
Tra le cose da segnalare i progressi di Gibilterra che in un mese guadagna 8 posti e si porta al 190esimo posto, migliore posizione nella propria storia. La prossima classifica Fifa verrà pubblicata il 29 novembre.
Questo il nuovo ranking:
 1. Belgio             1733 punti (+1)
 2. Francia            1729 punti (-1)
 3. Brasile            1669 punti (–)
 4. Croazia            1635 punti (–)
 5. Inghilterra        1619 punti (+1)
 6. Uruguay            1617 punti (-1)
 7. Portogallo         1616 punti (–)
 8. Svizzera           1598 punti (–)
 9. Spagna             1594 punti (–)
10. Danimarca       1584 punti (-1)

19. ITALIA             1533 punti (+1)
(ITALPRESS).