Tutti attendevano la prima pole position in carriera di Max Verstappen, invece, alla fine il più veloce sul circuito Hermanos Rodriguez di Mexico City è stato Daniel Ricciardo. L’australiano rovina la festa al giovane olandese che, forse, da qui alla fine della stagione non riuscirà a soffiare a Sebastian Vettel il record di più giovane poleman. L’australiano infila un giro pulito e con 1’14″759 firma il nuovo record del tracciato messicano, precedendo per soli 26 millesimi il suo team mate. Red Bull che sfrutta il maggiore carico aerodinamico sul posteriore e conquista tutta la prima fila, risultato che non gli riusciva dalla gara degli Stati Uniti del 2013. “Due tori davanti” come li ha definiti Lewis Hamilton che sicuramente si daranno battaglia già nel lungo rettifilo di partenza, in quel chilometro che li separa dalla prima curva. Un lungo rettilineo in cui le vetture che hanno maggiore velocità come Mercedes e Ferrari proveranno a tirare la staccata sui due che partiranno in prima fila.
E’ quello su cui conta Sebastian Vettel che ha qualche cavallo in più rispetto anche alla Mercedes di Lewis Hamilton che in qualifica l’ha preceduto per 76 millesimi. Il tedesco non ha quasi più speranza di impedire al suo rivale di vincere il quinto titolo mondiale, al quale basterà un settimo posto nelle ultime tre gare, ma proverà a vincere per invertire il trend negativo che lo perseguita dalla gara di casa. Un risultato che gli darebbe fiducia. Hamilton, dal canto suo non ha motivo per rischiare e, magari, proverà a sovvertire il risultato delle qualifiche azzeccando la giusta strategia. I sei piloti dei top team partiranno tutti con le Pirelli UltraSoft, provando ad effettuare una sola sosta per poi montare le SuperSoft, ma qualche colpo da tirare fuori dal cilindro non è da escludere. Eppoi potrebbe anche presentarsi la pioggia che sembra poter fare la sua comparsa. Alle spalle delle prime guide di Mercedes e Ferrari gli altri due piloti, con Valtteri Bottas che ha fatto meglio di Kimi Raikkonen, lontani quattro e sei decimi. Molto più lontani gli altri quattro piloti che si sono qualificati per la Q3 con le Renault di Hulkenberg e Sainz in quarta fila e le Alfa Romeo Sauber di Leclerc e Ericsson in quinta.
POLE PER RICCIARDO E PRIMA FILA TUTTA RED BULL
PRECIPITA ELICOTTERO PROPRIETARIO LEICESTER
L’elicottero del proprietario della Leicester City si schianta nel parcheggio fuori dallo stadio poco dopo il decollo al termine della partita contro il West Ham che le Foxes avevano pareggiato 1-1. Secondo la stampa britannica a bordo dell’elicottero, oltre ai due piloti, sarebbero saliti il proprietario del Leicester City, il thailandese Vichai Srivaddhanaprabha e la figlia. Testimoni riferiscono che l’elicottero e’ decollato dal campo del King Power, come succede dopo ogni partita, ma che dopo pochi secondi sembrava perdere il controllo, schiantandosi nel parcheggio a poche centinaia di metri di distanza. Sembra che il velivolo abbia avuto un problema al motore che si sarebbe fermato avvitandosi su se stesso prima di schiantarsi al suolo con un forte boato, trasformandosi in una grande palla di fuoco.
MOTOGP, IN AUSTRALIA VINCE VIÑALES
Maverick Viñales interrompe un digiuno durato 25 gare e torna alla vittoria trionfando a Phillip Island. Nel Gp d’Australia lo spagnolo della Yamaha) si impone su Andrea Iannone (Suzuki) e Andrea Dovizioso (Ducati).
“E’ stato un anno molto duro per me. La moto è stata fantastica, mi hanno fornito una Yamaha per vincere, devo ringraziare tutto il team”, commenta soddisfatto Viñales a fine gara. E spiega così la sua commozione: “Nei miei occhi c’erano solo lacrime quando ho tagliato il traguardo, trionfare proprio qui in un luogo che amo così tanto è speciale”.
Il neo campione del mondo Marc Marquez (Honda) deve abbandonare la gara dopo un incidente al quinto giro con Johann Zarco (Yamaha). Un incidente dal quale entrambi i piloti sono usciti indenni, ma che avrebbe potuto avere ben altre conseguenze.
“All’inizio ero arrabbiato, ma dopo aver visto il video ho capito. È stato solo un incidente di gara, in quel punto della pista arriviamo molto velocemente, a oltre 300 km orari. Ero dietro a Jack Miller quando ho frenato anche un po’ piu’ tardi del solito, e poi ho sentito l’impatto – spiega Marquez -. Zarco è stato risucchiato dalla scia, si potrebbe pensare che avrebbe potuto prenderlo in considerazione, ma per me è solo un incidente di gara e ho già parlato con lui. Mi sento davvero fortunato, la cosa più importante per me è che sia io che Johann stiamo bene”.
Nelle prime tre posizioni si piazzano tre costruttori diversi, a dimostrazione di quanto sia stata equilibrata e combattuta la gara in Australia. Alle spalle dei primi tre si posiziona Alvaro Bautista (Ducati), quarto all’esordio sulla Desmosedici di Jorge Lorenzo. Lo spagnolo ha la meglio sulla Suzuki di Alex Rins, quinto al traguardo. Dopo aver lottato per le posizioni di testa, Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP) non va oltre il sesto posto. Settima l’altra Ducati di Jack Miller (Alma Pramac Racing), anche lui in lotta nei primi giri, in cui si è anche portato in testa.
Il gruppo dei primi sette ha staccato i rivali, che sono rimasti più attardati: Franco Morbidelli chiude in ottava posizione a 21 secondi dalla vetta, Aleix Espargaro e Bradley Smith sono rispettivamente nono e decimo.
Gara difficile per Danilo Petrucci che taglia il traguardo in dodicesima posizione. Domenica da dimenticare per il team Honda ufficiale, dopo il ritiro di Marquez cade Dani Pedrosa. Per i due italiani sul podio soddisfazione ma con sensazioni un po’ diverse. Iannone si dice “felicissimo” ma poi non nasconde un po’ di rammarico: “Potevamo vincere e non ci siamo riusciti, peccato, nella bagarre con Dovizioso e Bautista ho perso molto tempo, sul rettilineo in particolare le Ducati sono molto veloci, ma ho cercato di fare il massimo”. Dovizioso sottolinea la bontà della strategia: “Ho fatto una buona partenza, poi sono riuscito a gestire bene le gomme, questo podio è il frutto di un duro lavoro di tutto il team”.
SPURS BATTONO LAKERS, 8 PUNTI PER BELINELLI
I San Antonio Spurs di Marco Belinelli si impongono per 110-106 sui Los Angeles Lakers nella notte italiana della regular season dell’Nba. L’azzurro ha giocato 23 minuti e portato 8 punti e un assist in dote agli Spurs. Per i Lakers da segnalare i 35 punti di LeBron James, che gli consentono di superare Dirk Nowitzki al sesto posto dei migliori realizzatori di sempre nella Nba, a quota 31.202. Si tratta della 432esima gara in carriera in cui ha messo a segno più di 30 punti, supera così Kobe Bryant nel quarto posto di sempre in questa classifica.
Vittoria esterna dei Boston Celtics, con un perentorio 109-89 in casa dei Detroit Pistons, mentre devono faticare di più i Philadelphia 76ers, che in casa superano 105-103 i Charlotte Hornets. Agli ospiti non è bastata la grande prestazione di Kemba Walker, che ha firmato 37 punti e 6 assist.
SPALLETTI: “DURA CON LA LAZIO, MA SIAMO PRONTI”
Luciano Spalletti si prepara alla trasferta di Roma con un rischio rinvio per maltempo. “Noi siamo pronti per giocare”, ha subito dichiarato il tecnico nella conferenza della vigilia. La gara si giocherà alle 20.30 all’Olimpico e verrà monitorata la condizione del tempo.
Contro i biancocelesti non ci sarà Nainggolan, alle prese con il problema al piede: “Ricomincia a correre tra oggi e domani, vediamo come risponderà il piede sul terreno. Se il piede dice ‘ohi ohi’ vuol dire che ha male, se spinge, vorrà dire che potrà accelerare per il recupero”.
Di certo un’assenza che pesa anche se Spalletti ha voluto sottolineare che in questa squadra nessuno dipende da un solo giocatore. “Nainggolan ha un’esperienza anche in Champions che ci può mettere a disposizione qualcosa in più. Abbiamo in rosa calciatori in grado di sostituire chiunque – ha spiegato -. Non dipendiamo da un solo giocatore, tutti possono portare il proprio contributo. Chi lo ha sostituito ha fatto una buonissima partita, hanno dato un contributo per fare delle buone cose”.
“Bisogna riconoscere i meriti del Barcellona e anche i nostri difetti, ma qualcosa di buono l’abbiamo fatto. Anche nella partita con il Milan Nainggolan era mancato per infortunio, eppure abbiamo vinto lo stesso”, ha aggiunto il tecnico.
Keita potrebbe sostituire il belga. “È una cosa possibile, una riflessione giusta: ha anche già giocato in quel ruolo, prendiamo in considerazione tutte le cose di cui disponiamo e questa è lì, solo da usare”, ha sottolineato Spalletti, che ha pensato a soluzioni alternative di formazione: “È possibile far giocare Lautaro insieme a Icardi – ha detto -, dobbiamo analizzare le caratteristiche di volta in volta, anche e soprattutto senza snaturare le loro qualità. Dipende dall’avversario, da che sistema di gioco dobbiamo affrontare. Lo abbiamo già usato, lo useremo ancora. A Barcellona ha giocato quasi mezz’ora, l’avete visto? Vi è piaciuta la coppia insieme a Icardi? La vedo dubbiosa – ha aggiunto rivolgendosi a un cronista -, se mi presento con la sua faccia davanti ai giocatori non sarei credibile”.
Il tecnico toscano è sereno perché ha visto come si è allenata la squadra nonostante il ko in Champions: “In allenamento ho visto una reazione importante. Ho visto i miei calciatori allenarsi in quel modo, come ieri è il miglior biglietto da visita che possano darmi. La squadra ha una forza caratteriale e mentale importante, in più abbiamo un numero di giocatori adatto a mettere in campo una squadra fresca”.
L’obiettivo è replicare la vittoria decisiva dello scorso maggio. “Ho il ricordo di una tifoseria in festa per un obiettivo importante. Ci ha dato fiducia per aver battuto un avversario forte. C’è solo da tentare di rifarlo. Mi aspetto una gara difficile – ha detto Spalletti -. La Lazio è quella lì oramai, ha un marchio di fabbrica preciso, che mette in tutte le gare, contro qualunque avversario, difficilmente l’ho vista in difficoltà, magari perde qualche partita ma ostenta forza caratteriale e di gioco. Chi ha avuto possibilità di assistere all’ultima gara giocata in Europa League trae facilmente quali possano essere le difficoltà nell’incontrarla”.
Settimana importante per l’Inter che ha festeggiato l’ingresso di un nuovo presidente, Steven Zhang: “La sua nomina è qualcosa di fondamentale per l’Inter – ha detto Spalletti -. Ho conosciuto sia il figlio ma anche il padre, toccando con mano la grandezza della loro storia, la loro lucidità, qualvolta parlo con lui mi trasmette fiducia e sostegno, essere con lui è essere con l’Inter, cosa fondamentale”.
Infine Spalletti ha parlato di obiettivi stagionali: “Saremo soddisfatti se faremo risultati importanti, se ci ricollocheremo tra le prime quattro: rimanere in Champions ora diventa un riconoscimento, un traguardo, una vittoria di un titolo, perché ci sono squadre forti e tutti ambiscono a quello. Squadre che vengono da anni che sono attive in quella classifica”.
MILAN-SAMP 3-2 GATTUSO SALVO, VENTURA ANCORA KO
Dopo le sconfitte con Inter e Betis, torna a vincere il Milan che supera 3-2 la Sampdoria in un match valido per la 10^ giornata di A salvando la panchina traballante di Gattuso. A San Siro, Cutrone segna di testa, la Samp rimonta con Saponara e Quagliarella, pareggia Higuain prima dell’intervallo e al 62′ la decide Suso col sinistro. Il Milan, che mercoledì recupererà la partita con il Genoa sempre al Mezza, aggancia al quinto posto Fiorentina e la stessa Samp a quota 15.
Il Cagliari supera 2-1 il Chievo di Ventura, al secondo ko in altrettante uscite, mentre sorride per la prima volta il Frosinone, che dilaga per 3-0 in casa Spal. Spettacolare pari tra Genoa e Udinese. In attesa di Milan-Sampdoria e Napoli-Roma (domani c’e’ Lazio-Inter), le tre gare del pomeriggio si sono concluse cosi’. Il Cagliari ha sofferto nel finale ma l’ha spuntata contro un Chievo che si e’ svegliato troppo tardi. Al 15′ calcio d’angolo di Joao Pedro, Pavoletti di testa anticipa tutti e mette dentro. Sostanziale dominio del Cagliari, con il Chievo poco pericoloso. Nella ripresa, dopo un batti e ribatti in area, Pavoletti innesca Castro che realizza il classico gol dell’ex. Al 79′ il Chievo accorcia le distanze: cross di Depaoli e testata vincente di Stepinski, ‘abbandonato’ in area.
Si e’ conclusa 2-2 la sfida tra Genoa e Udinese: al 32′ Musso esce a valanga su Bessa in area, inevitabile il rigore che Romulo trasforma con precisione, spiazzando il portiere bianconero. La prima frazione di gara si chiude con il vantaggio meritato per 1-0 del grifone sull’Udinese.Cambia il copione nella ripresa, decisamente piu’ scoppiettante: Lasagna infila di testa l’1-1 su cross di De Paul, il Genoa torna avanti con Romero, sempre di testa, su angolo di Bessa. Quindi De Paul realizza il 2-2 con un gran destro a giro.
Colpaccio del Frosinone, che travolge 3-0 al “Mazza” la Spal reduce dal successo di Roma: decidono le reti di Chibsah (di testa), Ciano (di destro) e Pinamonti (bel mancino all’incrocio nel finale).
Sassuolo e Bologna non vanno oltre il 2-2 in occasione del lunch match della decima giornata di Serie A. Al Mapei Stadium il Bologna parte bene trovando il vantaggio lampo ma si fa recuperare due volte. Un risultato giusto caratterizzato da ritmi alti e da errori da entrambe le parti.
(ITALPRESS).
HAMILTON CAMPIONE, IN MESSICO VINCE VERSTAPPEN
Max Verstappen su Red Bull ha vinto il Gp del Messico, 19esimo appuntamento del Mondiale di F.1. L’olandese ha preceduto sul traguardo le Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Quarto su Mercedes l’inglese Lewis Hamilton, che si laurea per la quinta volta campione del
mondo con due gare ancora da disputare.
Raggiunto il mito dei primi mondiali di Formula 1, Juan Manuel Fangio, adesso la strada verso il record di Michael Schumacher è sempre più vicino. Con la conquista del quinto titolo iridato, Lewis Hamilton ha confermato di essere in assoluto il pilota da battere di questo ultimo lustro. Il pilota anglo-caraibico, anche quando la sua Mercedes non è stata all’altezza della Ferrari di Sebastian Vettel, ha limitato i danni, è rimasto in scia, ha mostrato tutta la sua maestria nel conquistare pole su pole e, quando è arrivato il momento buono, con l’uscita di pista del tedesco nel GP di casa che stava dominando, ha piazzato la zampata e da quel momento per la sua W09 Hybrid c’è stata pista libera. Dagli otto punti di ritardo che aveva dopo la vittoria di Vettel a Silverstone, con la Ferrari che ne vantava 20 sulla Mercedes tra i costruttori, si è passati ai 17 di vantaggio sul tedesco. La forbice si è allargata in occasione dell’appuntamento dell’Hungaroring dove Hamilton ha messo in fila Vettel e Raikkonen, portandosi a +24. Nel corso delle ferie ferragostane a Maranello hanno affilato le armi e Seb è tornato al successo in Belgio. Ma anche a Spa-Francorchamps Lewis ha limitato i danni, salendo sul secondo gradino del podio, mantenendo 17 lunghezze sul diretto rivale. Arriviamo così all’appuntamento con la gara di casa del Cavallino.
All’Autodromo Nazionale di Monza la gente pregusta una bella domenica di festa. La prima fila della griglia di partenza è tutta rossa, ma in pole position c’è Kimi e non Seb. Al via Hamilton prova a infilare l’avversario che prova a resistergli. I due si toccano e per il tedesco inizia una gara ad handicap dalla penultima posizione. Raikkonen prova una strategia per cercare di vincere e rubare punti al britannico, ma sarà ritardato per alcuni giri da Bottas che, poi, dopo aver passato il connazionale dà strada anche al compagno di team che così porta a casa un successo importante sulla strada del quinto titolo mondiale. I fischi ricevuti sul podio da parte del pubblico che non ha gradito il gioco di squadra con Bottas definito “maggiordomo” da Arrivabene, scivolano addosso a “the Hammer” che ora ha 30 punti di vantaggio sul ferrarista che ha chiuso quarto. E’ il primo di un poker di vittorie che spianano la strada ad Hamilton. Vince a Singapore davanti a Verstappen e Vettel, e poi anche in Russia, con la Mercedes che per la seconda volta chiede a Bottas di lasciare passare il compagno di squadra con Vettel che sale sul gradino più basso del podio.
A Suzuka il tedesco della Ferrari chiude solo sesto, dopo una incomprensione con Verstappen all’ottavo giro che lo spedisce direttamente in ultima posizione. In Texas il terzo posto dietro all’olandese ed al redivivo Kimi Raikkonen, con Vettel quarto ha rimandato la festa al Messico. E oggi, malgrado una gara non da ricordare ed un quarto posto finale, è arrivato il quinto titolo con due gare di anticipo.
(ITALPRESS).
MERTENS REPLICA A EL SHAARAWY, NAPOLI-ROMA 1-1
NAPOLI (ITALPRESS) – Mertens al 90′ risponde a El Shaarawy e Napoli-Roma finisce in parita’ al San Paolo: gli uomini di Ancelotti scivolano a -6 dalla Juventus. In avvio Fabian Ruiz, preferito a Zielinski, ‘sdraia’ tutti e serve Insigne: ‘miracolo’ di Manolas – il migliore dei suoi – che da’ una mano decisiva a Olsen. Prova a rispondere la Roma: Dzeko sfiora l’eurogol. Al 14′ Di Francesco passa: Under affonda sulla destra, Dzeko contende palla a Hysaj e ‘libera’ El Shaarawy, che con l’ausilio del palo trova il vantaggio nonostante il tentativo disperato di Koulibaly. Il Napoli tenta la reazione: Olsen salva su Milik e soprattutto su Hamsik, poi Callejon spara fuori. Gran giocata di Under per Dzeko, Ospina rallenta il bosniaco, che poi ci prova col sinistro: Albiol sulla linea. Insigne da lontano, poi Olsen in anticipo sul cross di Callejon. All’intervallo Roma (De Rossi ko) avanti. Botta e risposta Callejon-Cristante in avvio, poi il Napoli (con Mertens per Milik) spinge forte: Olsen e il palo murano Callejon. Assedio continuo del Napoli, Insigne e compagni difettano in precisione, mentre a Mertens vengono annullate due reti per fuorigioco (netto). Al 90′ il belga piazza la zampata dopo un tocco di Callejon: finisce 1-1.
(ITALPRESS).










