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SAN ANTONIO VINCE ANCORA, 14 PUNTI PER BELINELLI

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San Antonio vince ancora. Quarto successo consecutivo per gli Spurs che battono 109-95 New Orleans davanti al proprio pubblico. Tra i protagonisti del match Marco Belinelli che gioca 27 minuti e mette a referto 14 punti, tre rimbalzi e due assist. I trascinatori sono sempre DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge che fanno registrare al loro attivo rispettivamente 26 e 22 punti (per il secondo anche 12 rimbalzi e sei assist). In doppia cifra anche Cunningham e Mills con 15 punti a testa. Jrue Holiday il migliore dei Pelicans con 29 punti.
Nelle altre gare della notte da segnalare il successo dei Lakers che vincono 114-110 sul parquet dei Portland Trail Blazers con LeBron James miglior realizzatore dei suoi (28 punti), mentre ai padroni di casa non bastano i 30 a testa di Lillard e McCollum.
Philadelphia batte Detroit 109-99 (39 punti Embiid, 38 Griffin), gli Hornets superano 126-96 i Cavaliers, mentre gli Indiana Pacers battono i Boston Celtics per 102-101 con Iladibo che ne mette a referto 24 (per lui anche 12 rimbalzi) e Morris che risponde con 23.
Con i 25 punti di James Harden gli Houston Rockets si impongono sui Chicago Bulls, per il resto successi anche per Atlanta Hawks (123-118 con i Miami Heat), mentre i Denver Nuggets battono 103-88 gli Utah Jazz.
(ITALPRESS).

IMMOBILE TRASCINA LA LAZIO, SPAL BATTUTA 4-1

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La Lazio torna alla vittoria dopo il passo falso contro l’Inter e travolge la Spal per 4-1 nel lunch match dello stadio Olimpico. Nell’undicesima giornata di Serie A Immobile trascina i biancocelesti con una doppietta al 26′ e 35′ del primo tempo, intervallata dal momentaneo pareggio di Antenucci al 28′. Nella ripresa la squadra di Simone Inzaghi dilaga con le reti di Cataldi al 14′ e Parolo al 25′. Un successo che conferma i biancocelesti al quarto posto con 21 punti mentre gli spallini restano fermi a 12. Sotto la pioggia che cade forte sul’Olimpico la Lazio si affida al 3-5-2 e deve fronteggiare gli infortuni di Leiva e Badelj a centrocampo. Il tecnico Inzaghi sceglie Cataldi in cabina di regia, preferendo Patric sulla corsia destra e Caicedo per affiancare Immobile in attacco. La Spal si schiera a specchio, l’allenatore Semplici deve rinunciare a Schiattarella squalificato oltre a Fares e Valoti ai box. Sotto il diluvio sullo stadio Olimpico scorrono i primi venti minuti di buon gioco da entrambe le parti, prima che il match si accenda a suon di gol, due in due giri di orologio.
I biancocelesti trovano il vantaggio al 26′ grazie alla gran botta di Immobile sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Cataldi. I ferraresi rispondono immediatamente con una buona sortita offensiva dalla destra di Lazzari che propizia l’1-1 firmato da Antenucci. La Lazio non ci sta e reagisce con rabbia, Immobile è nuovamente protagonista quando al 35′ raccoglie l’assist di Caicedo e firma la doppietta personale che riporta avanti i padroni di casa. Prima dell’intervallo la squadra di Inzaghi protesta vivacemente per un contatto tra Vicari e l’attaccante napoletano al limite dell’area: l’arbitro Guida di Torre Annunziata non ravvisa il fallo e manda tutti negli spogliatoi. A inizio ripresa la Spal si presenta con Cionek al posto di Bonifazi. Le due squadre si allungano e arrivano spesso sulla trequarti avversaria, mancando di precisione davanti alla porta. Non capita invece a Cataldi che al 14′ lavora la palla e sgancia dal limite dell’area il potente destro che porta la Lazio sul 3-1.
I biancocelesti dilagano e gli spallini si arrendono al poker firmato da Parolo al 25′, con un’altra conclusione dal limite che beffa Vanja Milinkovic-Savic, fratello di Sergej. Visto l’ampio vantaggio c’è spazio per il ritorno in campo di Lukaku, fermo da luglio per infortunio, oltre che per Berisha e Correa: Inzaghi nelle sostituzioni pensa anche al match di Europa League di giovedì in casa contro il Marsiglia, prossimo impegno dopo il dilagante successo dell’Olimpico contro la Spal.
(ITALPRESS).

 

TORINO TRAVOLGE SAMP, CHIEVO KO, PARI PARMA

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Il Torino abbatte la Sampdoria, il Chievo di Ventura incassa l’ennesima sconfitta, niente reti tra Parma-Frosinone. Dopo Lazio-Spal, e in attesa dei posticipi Bologna-Atalanta e Udinese-Milan, questo l’andamento delle tre gare del pomeriggio in A. Il Torino passeggia a Marassi. I granata (Mazzarri squalificato) passano in vantaggio al 12′: cross di De Silvestri, Belotti si stacca da Tonelli e supera Audero, incolpevole. A differenza dell’episodio che successivamente consente a Belotti di siglare la doppietta personale: su un lancio dalle retrovie, il Gallo aggancia in grande stile e viene travolto dal portiere doriano. Rigore chiaro che il centravanti granata trasforma con freddezza. Nella ripresa Samp ancora in balia dei granata: Iago Falque firma il 3-0 su sponda di Aina. Quagliarella accorcia, ribadendo in rete il rigore che lui stesso aveva calciato addosso a Sirigu. E infine c’è gloria anche per Izzo: 4-1.
Senza fine la crisi del Chievo. Per Ventura terza sconfitta in altrettante gare: fa festa il Sassuolo, che al Bentegodi passa per 2-0 grazie a Di Francesco (42′), che riceve palla da Berardi e in diagonale supera Sorrentino. Il Chievo ci prova nella ripresa, ma resta in 10 nel finale per l’espulsione (doppio giallo in pochi minuti) del subentrato Tanasijevic e fa harakiri in pieno recupero con Giaccherini che fa autogol con un appoggio di petto con Sorrentino a terra.
Niente gol tra Parma e Frosinone. Nel primo tempo il Parma tiene il pallino e non va distante dal bersaglio grosso con Rigoni e Siligardi, il Frosinone risponde con l’inserimento di Zampano che si conclude alto. Beghetto avrebbe la chance per il vantaggio dei ciociari, ma manda alto. Al 61′ Stulac durissimo sulla tibia di Chibsah: Parma in 10, ma regge nonostante l’assalto del Frosinone, che al 94′ con Vloet costringe Sepe all’intervento salva risultato.
(ITALPRESS).

L’ATALANTA VINCE IN RIMONTA A BOLOGNA, DECIDE ZAPATA

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Vittoria in rimonta per l’Atalanta contro il Bologna nel posticipo dell’undicesima giornata della Serie A 2018-19. Allo Stadio Renato Dall’Ara i bergamaschi conquistano i tre punti grazie ai gol di Mancini e Zapata che ribaltano il vantaggio iniziale siglato da Mbaye. Quarta vittoria in campionato per gli uomini di Gasperini che risolvono una partita complicata lasciando tanta amarezza nel pubblico di casa dopo una buona prestazione da parte del Bologna. Un avvio shock per i bergamaschi colpiti a freddo, al terzo minuto, dalla zampata di Mbaye: pallone controllato magistralmente da Santander che col sinistro mette in mezzo per il tap-in del compagno che firma l’1-0, secondo gol consecutivo per il senegalese dopo la rete siglata contro il Sassuolo. Stordita dal gol degli avversari, l’Atalanta alza il ritmo delle giocate ma non riesce a rendersi pericolosa dalle parti di Skorupski. Per gli ospiti al 10′ e al 12′ azione fotocopia di Ilicic che prova, in entrambe le occasioni, a calciare in diagonale col destro senza mai centrare lo specchio della porta. Sull’altro fronte, invece, Santander torna a rendersi pericoloso al 19′ con un colpo di testa bloccato da Berisha.
Poi, otto minuti più tardi, Palacio sfiora il secondo palo con una bella girata di testa e Pulgar, nell’azione successiva, tira dalla distanza con il pallone che vola vicino all’incrocio dei pali. Gasperini s’infuria e chiede maggiore attenzione in fase difensiva con l’Atalanta che cresce nella seconda parte del primo tempo anche se, al riposo, il Bologna conserva il vantaggio iniziale. Al rientro in campo Gasperini cambia Barrow con Zapata e il colombiano va vicino al gol con un gran tiro dalla distanza al 53′. È proprio Zapata a propiziare la rete del pareggio al 57′ perché il suo tiro, ribattuto da Gonzalez, finisce sui piedi di Mancini che scaglia una violenta conclusione col mancino che termina all’angolino per l’1-1 bergamasco. Rimonta ospite che si concretizza al 70′ quando Mbaye svirgola l’intervento e regala il pallone del 2-1 proprio a Zapata: piattone potente da distanza ravvicinata e primo gol in campionato. Nel finale forcing offensivo del Bologna con Berisha che si rende protagonista di una grande parata su Palacio all’81’. Un successo sofferto che porta l’Atalanta a quota 15 punti, dando continuità al 5-1 in trasferta contro il Chievo mentre per Inzaghi c’è tanto rammarico con il Bologna che rimane nelle zone basse della classifica a quota 9.
(ITALPRESS).

ROMAGNOLI-GOL AL 97°, IL MILAN VINCE A UDINE

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Alessio Romagnoli decide ancora una volta in zona Cesarini e regala altri tre punti al Milan. Nel posticipo dell’undicesima giornata di Serie A il Milan passa alla Dacia Arena sull’Udinese per 0-1 con il gol del capitano rossonero in un folle finale. I bianconeri giocano una partita gagliarda a caccia di riscatto e di un rilancio in classifica ma accusano un vistoso calo fisico nel finale, pagando a caro prezzo una sanguinosa palla persa da Opoku. La partita è infatti vivace sin da subito con belle giocate da entrambe le parti: al 6’ Pussetto spaventa Donnarumma con una gran botta da fuori, dall’altro lato poco dopo Higuain impatta sul cross di Laxalt ma non trova lo specchio. L’Udinese pressa alto ma concede qualcosa in ripartenza e così, da una palla recuperata con caparbietà da Cutrone, al 14’ Suso prova ad accendersi sul lancio perfetto di Kessie: solito movimento a rientrare per liberare il mancino ma la conclusione a giro sfiora il palo. La squadra di un tarantolato Velazquez non sta a guardare e costruisce occasioni in serie, prima con la sventola da trenta metri di Mandragora, poi con il taglio con i tempi giusti di Lasagna sul cross di Samir, con la girata del centravanti bianconero sul fondo di poco. I rossoneri faticano a costruire e si affidano alle fiammate di Suso che si procura una punizione sull’out di destra e la calcia direttamente in porta, impegnando Musso. Al 35’, inoltre, Gattuso perde Higuain per infortunio: l’argentino, dopo una ginocchiata di Mandragora sulla parte bassa della schiena subita qualche minuto prima, chiede il cambio e lascia il posto a Castillejo. E’ Cutrone allora a caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco e al 43’, scattando sul filo del fuorigioco, fa volare Musso sul suo potente sinistro. Dopo tre minuti di recupero concessi in virtù delle tante interruzioni e nonostante la grande intensità, le squadre tornano negli spogliatoi sullo 0-0. L’avvio di ripresa non propone un cambio di copione: ritmi forsennati e tanto agonismo in mezzo al campo, senza un attimo di respiro. Al 56’ Musso strappa applausi al suo pubblico distendendosi sulla gran conclusione da fuori di Castillejo, devastante con i suoi strappi. Al 60’ lo spagnolo si invola in campo aperto e serve una palla con i giri contati per Suso che, questa volta, è tutt’altro che chirurgico con il suo mancino spedendo alle stelle dall’altezza del dischetto del rigore. Il Milan preme con più insistenza, Cutrone reclama per una sbracciata in area di Opoku ma per Di Bello dice platealmente al giovane centravanti rossonero di rialzarsi. Negli ultimi venti minuti la squadra di Gattuso prende il sopravvento ma nei pressi della porta è poco cinica con Castillejo. Nel recupero, poi, succede praticamente di tutto: dal rosso diretto a Nuytinck troppo frettolosamente sventolato da un Di Bello in confusione, al contropiede incredibile del Milan al 97’ dopo la follia di Opoku che manda in rete nuovamente Romagnoli all’ultimo respiro servito da Suso. La bandiera dell’assistente si alza ma il Var conferma: non c’è fuorigioco, la rete è regolare, Gattuso si fa cacciare per proteste ma il suo Milan porta a casa tre punti d’oro e sale a quota 21.

(ITALPRESS)

SAN ANTONIO KO IN CASA, BELINELLI SIGLA 15 PUNTI

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Sconfitta casalinga per San Antonio nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet dell’AT&T Center, gli Spurs si sono arresi ad Orlando Magic con il punteggio di 117-110 nonostante una buona prova dell’azzurro Marco Belinelli, a referto con 15 punti in 21 minuti di impiego, impreziositi da tre rimbalzi e tre assist; top-scorer dell’incontro Aaron Gordon, capace di trascinare al successo i suoi con un bottino personale di 26 punti contro i 25 dell’idolo di casa, DeMar DeRozan. Tra gli altri cinque match giocati, spicca l’affermazione esterna dei Toronto Raptors, che, privi della loro stella Kawhi Leonard, violano il campo dei Los Angeles Lakers per 121-107 con 34 punti messi a segno da un immarcabile Serge Ibaka.
(ITALPRESS).

GRAVINA “A E B CON 20 SQUADRE, GIORGETTI CI AIUTI”

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“Stiamo lavorando su due aree molto importanti, che hanno denunciato alcune criticità nelle aree dei controlli e della giustizia sportiva”. Cosi’ il presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenendo ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Rai RadioUno. “L’area dei controlli richiede un intervento deciso nel riordinare il suo codice – sottolinea il numero uno della Federcalcio – e, entro il 31 dicembre, 6 mesi prima delle iscrizioni al campionato, vorremmo uscire con il nuovo codice, al fine di eliminare in tempi più ristretti quelle criticità che hanno determinato tensioni che ancora viviamo nei nostri campionati. Dobbiamo avviare in tempi rapidissimi, con l’aiuto delle autorità governative, e dunque del sottosegretario Giorgetti, una riforma dei campionati con A e B a 20 squadre, con due categoria professionistiche e una Serie C semi-professionistica, una modifica che potrebbe far bene a tutto il mondo sportivo. Come reagirebbe l’Aic? La qualità non è legata allo status dei calciatori, che rimarrebbe sotto il profilo dei diritti immutato. Stiamo cercando di mettere insieme, in una combinazione virtuosa, i diritti del professionista con le agevolazioni del dilettantismo, come il credito di imposta nell’utilizzo dei giovani, con un vantaggio nel reinvestimento obbligatorio del 50 per cento nelle strutture e l’altro 50 nei settori giovanili, che non devono essere considerati un costo secco per le società”. La B, nel frattempo, potrebbe essere a 20 con l’Entella o addirittura a 22: “C’è il rispetto delle norme e delle sentenze, siamo in attesa della decisione del Tar sul caso Entella e del Consiglio di Stato. Non appena avremo a disposizioni queste decisioni, ci sarà una riflessione politica per capire se, in un momento così avanzato del campionato di B o C, si può procedere ad una modifica dei calendari con tutto quello che questo può apportare”. “L’obiettivo di Mancini è lanciare e valorizzare tutti i talenti del calcio italiano, cercando di portare a casa i migliori risultati possibili – prosegue Gravina, parlando della Nazionale – E’ serio e preparato. Non l’ho scelto io ma lo condivido e devo difenderlo perché rappresenta la Figc nel ruolo tecnico ed è il mio allenatore”. Gravina annuncia poi che, per la prossima partita dell’Italia con il Portogallo, valida per la Nations League, “non ci sarà il nuovo responsabile del Club Italia, ma un insieme di idee che prevede un nuovo progetto di Club Italia. L’ultimo Consiglio Federale ha posto le basi per sei tavoli permanenti di riforma del calcio italiano, e uno di questi riguarda proprio il Club Italia. Un nome? Sono tanti, stiamo lanciando una serie di profili”. Gravina si sofferma sulla sospensione di Michele Uva dal ruolo di direttore generale della Figc: “E’ una persona capace e che stimo, ma quando c’è una nuova governance la riflessione deve essere generale. Ora c’è una riflessione sulla dirigenza e dunque anche su Uva”. Capitolo Var: “Quando si fa ricorso alle innovazioni tecnologiche, l’Italia è all’avanguardia. Ci sono margini di miglioramento ci sono, ora esiste un protocollo stabilito dall’Ifab e gli arbitri si stanno attenendo a questo: ciò implica una discrezionalità, delle valutazioni, e si possono commettere degli errori, però limitati al minimo indispensabile. L’anno scorso tutti abbiamo valutato positivamente la sua introduzione. Tutti gli episodi vengono valutati e ciò elimina alcune tensioni che in passato hanno condito le nostre domeniche. La tecnologica ha bisogno di essere sperimentata, eviterei una moviola alla Var: questo potrebbe creare ulteriori tensioni e il calcio ne ha già tante. La classe arbitrale è una delle nostre eccellenze, anche a livello internazionale, e sono convinto sia necessario attivare maggiori confronti per far conoscere i principi del protocollo affinché non nascono cattive interpretazioni”. Gravina, infine, si dice contrario al progetto della Superlega: “La Superlega? E’ un modo per sradicare una spinta storica e positiva, il radicamento del calcio con le culture del territorio. Mi sembra una fuga in avanti pericolosa per il futuro del calcio”.
(ITALPRESS).

 

FOGNINI E GIORGI TOP AZZURRI, DJOKOVIC NUOVO RE

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Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure guadagna una posizione e risale al numero 13, eguagliando di nuovo il best ranking (firmato per la prima volta il 31 marzo 2014). Alle sue spalle stabile Marco Cecchinato, numero 20 (ad un passo dal best ranking), mentre guadagna due posizioni Andreas Seppi, ora numero 35. Fa un passo indietro, invece, Matteo Berrettini, 54esimo.  Guadagna 5 posizioni e rientra tra i top 100 Thomas Fabbiano, ora numero 99, mentre più indietro da segnalare il best ranking di Gianluigi Quinzi, 149esimo. Due variazioni, ma importantissime, nella top-ten mondiale. Cambio della guardia al vertice con il ritorno sul trono di Novak Djokovic: il serbo, finalista a Parigi Bercy, torna a sedersi sul trono per la quarta volta e per la 224esima settimana. Scende in seconda posizione Rafael Nadal, costretto al forfait anche a Parigi, stavolta per un problema agli addominali (7 “regni” e 196 settimane complessive da number one per lo spagnolo). Sul gradino più basso del podio c’è Roger Federer che precede Juan Martin Del Potro (che con il forfait alle Finals di Londra ha chiuso la stagione), Alexandr Zverev, Kevin Anderson, Marin Cilic e Dominic Thiem. Rientra tra i top ten, dopo ben 14 mesi, il giapponese Kei Nishikori, ora in nona posizione, subito davanti a John Isner. E’ stabile Camila Giorgi nella classifica pubblicata stamane dalla Wta che è oramai “end year”. La 26enne marchigiana si conferma al numero 26 (best ranking) ed è sempre la prima delle azzurre. Fa un passo indietro Sara Errani, numero 108, mentre perdono quattro posizioni Martina Di Giuseppe, numero 187, una Jasmine Paolini (numero 190) e due Martina Trevisan (numero 195). Nessuna variazione nella top-ten mondiale dopo la conclusione del Wta Elite Trophy di Zhuhai che ha di fatto chiuso la stagione del tennis rosa. In testa c’è sempre Simona Halep, in vetta per la 37esima settimana consecutiva (la 53esima complessiva): la 27enne rumena di Costanta, bloccata da qualche settimana da un problema alla schiena, ha un vantaggio di 1.046 punti sulla tedesca Angelique Kerber che precede la danese Caroline Wozniacki. Al quarto posto c’è l’ucraina Elina Svitolina davanti alla giapponese Naomi Osaka ed alla statunitense Sloane Stephens. Chiude la stagione in settima posizione la ceca Petra Kvitova che precede l’altra ceca Karolina Pliskova, l’olandese Kiki Bertens e la russa Daria Kasatkina.
(ITALPRESS).