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SPALLETTI “BARÇA? VEDIAMO SE SIAMO ALL’ALTEZZA”

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“Abbiamo sempre detto che possiamo giocare contro tutti. Il fatto che la squadra stia facendo bene, come gioco e come risultati, rafforza l’idea che questa è l’occasione per vedere se possiamo giocare alla pari contro chiunque”. Così, in conferenza stampa, alla vigilia della gara di Champions contro il Barça, il tecnico dei nerazzurri, Luciano Spalletti, che cerca conferme dai suoi uomini dopo le sette vittorie di fila ottenute in campionato.
“Quando si parla di Barcellona, si parla del livello più alto che si può trovare ad affrontare un team di calcio. Messi convocato? Anche senza di lui hanno fatto bene. Lui però è chiaro che è la ciliegina sopra. Lui va a velocità doppia rispetto a tutti ma è la forza di tutto il team che rende il Barça uno dei club più forti al mondo”, ha aggiunto Spalletti.
“I palloni sono tondi e si gioca undici contro undici. Dobbiamo levargli i loro tempi di gioco, altrimenti ti schiacciano nella tua area e ripartire diventa difficilissimo. Il Barça e’ stato ed è il riferimento di tutti gli allenatori, non solo nel calcio. Pure noi dobbiamo avere quella mentalità e giocare tutte le gare nelle stessa maniera”, ha proseguito il tecnico dei nerazzurri.
“Dobbiamo giocare con personalità. In questa partita non ci saranno spazi larghi, quindi ci vorranno anche tante qualità di palleggio. Nainggolan? Lo dobbiamo valutare bene nell’ultimo allenamento. Lui sa fare anche il mediano, può giocare più avanti ma ha iniziato come mediano. La posizione più corretta per lui forse è quella del centrocampista”, ha spiegato ancora Spalletti.
“Il campionato? Il Napoli è una squadra fatta bene, forte, con una mentalità acquisita ormai da anni. Noi abbiamo fatto molto bene lo scorso campionato ma ci sono stati dei momenti in cui abbiamo perso i nostri ‘connotati’. Siamo cresciuti tanto ma dobbiamo rimanerci a questo livello. Lo scorso anno eravamo partiti molto forte; poi il vampiro della Pinetina ci ha ‘risucchiato’ qualità ed energie. Dobbiamo abituarci e mantenere il più possibile certi livelli”, ha puntualizzato il tecnico dei nerazzurri.
“La Juve? Sono i più forti di tutti e probabilmente il campionato lo vinceranno di nuovo, a meno che qualche squadra non riesca a fare cose incredibili. In Champions probabilmente la squadra attrezzata per fare meglio è il Barcellona: la Juve ha grandi qualità ma il Barça è la formazione migliore”, ha concluso Spalletti.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI “NON SIAMO PIU’ LA TERZA RUOTA DEL CARRO”

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“La vigilia non cambia, il gruppo sta bene. Abbiamo recuperato bene dopo la partita di venerdì, sappiamo che sarà una gara difficile ed importante ma l’ambiente è carico nel modo giusto”. Così il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, alla vigilia della sfida di Champions League del San Paolo contro il Paris Saint Germain. “All’andata i francesi hanno utilizzato due tattiche differenti, non so che strategia adotteranno domani – spiega il mister degli azzurri in conferenza stampa – Sono forti e la nostra disposizione cambierà a seconda di come si metteranno in campo. Al momento è tutto indecifrabile”. “Non è mai il momento giusto per affrontare le grandi squadre – prosegue Ancelotti – Abbiamo molto rispetto per le queste squadre – avverte il mister dei partenopei in conferenza stampa – La gara d’andata ci da’ più convinzione ma resta una partita molto difficile. Vogliamo ripetere l’andata: se non l’affrontiamo come dobbiamo, diventa un match impossibile”. L’ex mister di Milan e Juve ritroverà Buffon: “E’ sempre un piacere ritravarlo e vedere quanto sia motivato nonostante l’età. C’è grande rispetto per il professionista e l’amico”. “Psg obbligato a vincere? Non fa calcoli di classifica, come noi. E’ un girone comunque incerto ed equilibrato – conclude Ancelotti – Verranno sicuramente per vincere, è nella mentalità delle grandi squadre. Non faranno speculazioni sulla classifica, tutto è equilibrato e per noi va bene così. All’inizio eravamo considerati la terza ruota del carro, adesso invece siamo lì”. “E’ tra le gare più importanti che abbia mai giocato – le parole dell’attaccante del Napoli, lo spagnolo Josè Maria Callejon – Siamo più maturi e pronti per questo tipo di gare. Sono anni che giochiamo insieme ed è bello che, col tempo, ci conosciamo sempre più. Io ancora senza segnare? Sono tranquillo, sto facendo assist per i compagni. Il gol mi manca ma questo non mi pesa”.                                     (ITALPRESS).

CLIPPERS OK CON MINNESOTA, 22 PUNTI DI GALLINARI

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Un Danilo Gallinari in grande spolvero trascina i Los Angeles Clippers alla vittoria nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sfruttando il parquet amico dello Staples Center, il quintetto californiano si aggiudica per 120-109 la sfida con i Minnesota Timberwolves, messi al tappeto dai 22 punti realizzati (più 4 rimbalzi e 3 assist), in 31 minuti di impiego, dalla trentenne ala di Sant’Angelo Lodigiani, che divide la palma di top-scorer dell’incontro assieme al compagno di squadra Tobias Harris (21 di Derrick Rose tra gli ospiti). Tra le altre partite disputate, i Toronto Raptors si confermano in vetta alla Eastern Conference battendo in trasferta, per 124-111, Utah Jazz. Ancora un ko per i Boston Celtics, superati per 115-107 dai Denver Nuggets di Jamaal Murray, a referto con un bottino di 48 punti.
(ITALPRESS).

GHIRELLI ELETTO NUOVO PRESIDENTE DELLA LEGA PRO

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Francesco Ghirelli è il nuovo presidente della Lega Pro. L’annuncio è stato dato nel corso dell’Assemblea Elettiva andata in scena a Firenze. Ghirelli, che succede a Gabriele Gravina, neo numero uno della Figc, è stato eletto con 48 voti, con 7 schede bianche ed una nulla. “Sarò un presidente che ascolterà molto – le prime parole di Ghirelli dopo l’elezione – Dovremmo ricostruire la tela dei rapporti perchè si sono lacerati anche i rapporti in questi mesi. Abbiamo rovinato il rapporto con i tifosi, con i bambini, e fra le leghe. Gabriele Gravina avrà un lavoro difficilissimo per ricostruire tutto questo. Ho ascoltato quello che avete detto alla serie B. Io sarò il vostro presidente e seguirò quello che voi mi avete detto. Affronteremo insieme con il passaggio da questo dirupo in cui ci hanno messo alla costruzione della riforma per cui siamo nati. Noi dobbiamo avere l’orgoglio della riforma e di quel progetto. Non parlerò molto ma lo farò con i fatti. Questa sarà una casa di vetro, non un palazzo di vetro, e ringrazierò chi mi incalzera’”.  L’attrice Cristiana Capotondi e Iacopo Tognon sono i due nuovi vice-presidenti.
(ITALPRESS).

DI FRANCESCO “DOBBIAMO CREDERE NEI NOSTRI MEZZI”

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“Al di là della presenza di Florenzi alto o basso, non è la formazione a fare la differenza sul piano dell’aggressività. Ritengo che si possa optare per tutte le opzioni, ma non deve cambiare mai la nostra mentalità. Dobbiamo essere bravi a impattare sulla gara, per poi capire in corso quali sono le situazioni da dover cambiare. Serve sempre il desiderio di poter far male agli avversari”. Eusebio Di Francesco mostra i muscoli alla vigilia della sfida di Champions League in casa del Cska Mosca che potrebbe mettere al sicuro il passaggio dei giallorossi agli ottavi di finale. Il tempo per tornare sul pareggio con polemiche contro la Fiorentina c’è: “Credo che le immagini di Firenze parlino chiaro. Abbiamo preso un calcio di rigore che non c’era e questo ha condizionato un po’ la squadra. Dobbiamo migliorare proprio su questo: non fermarci agli episodi. Dovevamo reagire ugualmente e abbiamo aspettato troppo per ricominciare a giocare. Nella prima mezzora eravamo in dominio della gara, si poteva anche andare a vincerla. Ci accade spesso, con la Spal anche avevamo avuto diverse occasioni a favore e dopo il loro gol non abbiamo reagito nel modo giusto. Dobbiamo migliorare. Per diventare grandi e crescere serve far meglio durante la partita, non fermarci alle proteste e pensare a giocare”. “Il nostro lavoro sta continuando, in Serie A ci mancano 27 partite da giocare – prosegue il mister dei capitolini in conferenza stampa – Dobbiamo dimostrare anche domani il nostro buon cammino in Champions. È un’occasione per far capire a tutti che siamo presenti. Questa squadra si sta vedendo nel miglioramento fisico e nel sistema di gioco. Insisto sulla continuità, grandi squadre che vincono all’ultimo minuto lo fanno per mentalità. Dobbiamo essere bravi a credere nei nostri mezzi che sono importanti, senza fermarci ai piccoli episodi. Questo è un aspetto mentale fondamentale”. ‘DiFra’ preferisce sorvolare sulle dichiarazioni di Paulo Sosa, che si è detto molto interessato alla Roma: “Non mi interessano le sue dichiarazioni, me le hanno riferite. Ho altre cose a cui pensare, molto più importanti, e cioè la partita di domani. Sta ai media capire se è stato indelicato o meno”. A centrocampo ci sono stati diversi cambiamenti da inizio stagione: “Vedevo che facevamo difficoltà a creare pressioni o ad avvicinare giocatori a Dzeko, ci appiattivamo troppo e c’era difficoltà a ripartire. Abbiamo migliorato dei meccanismi, Lorenzo Pellegrini per esempio ha fatto molto bene a Firenze, creando triangoli offensivi: al Franchi siamo usciti bene dalle pressioni della Fiorentina e così vicino a Dzeko c’è un giocatore più vicino, permettendo al nostro attaccante di svariare di più nel corso della partita: e a lui questo piace. Speriamo che tutto questo lo porti a fare qualche gol in più non solo in Champions, ma anche in campionato”. Oltre al freddo, Di Francesco ha chiare le insidie principali della partita di domani: “Siamo arrivati un giorno prima di proposito, per adattarci a questo clima. Per le insidie della partita, invece, credo che loro hanno giocatori di qualità, sono pericolosi e lo hanno dimostrato contro il Real Madrid. Noi, però, dobbiamo giocare ancora meglio rispetto a Roma, dobbiamo impattare sulla gara dai primi minuti. Loro sono stati molto aggressivi con il Madrid, soprattutto nei primi minuti, trovando il gol. Dobbiamo aspettarci questo atteggiamento anche con noi, perché ci sarà un gran pubblico”. Domani potrebbe essere la serata giusta per Kluivert: “Non ho mai avuto paura a buttare dentro i giovani. Justin potrebbe giocare dall’inizio e non dovete meravigliarvi se lo schiererò”. Il mister giallorosso, infine, ammette quanto sia difficile abituarsi ai momenti di alti e bassi: “Dobbiamo continuare a credere in quello che proponiamo, portare a casa risultati importanti. Una vittoria potrebbe ridarci fiducia. Ci siamo andati vicino, vedi Napoli. I risultati ci aiuteranno a risalire la china. Per il mio lavoro sono sereno e il mio primo pensiero è preparare la partita di domani”.
(ITALPRESS).

IL TNA SQUALIFICA MAGNINI PER QUATTRO ANNI

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Quattro anni di squalifica per Filippo Magnini. Questa la sentenza della prima sezione del Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia. L’ex nuotatore, due volte campione del mondo nei 100 metri stile libero, è stato ritenuto colpevole di aver violato l’articolo 2.2 del codice dell’Agenzia mondiale antidoping (Uso o tentato uso di sostanze dopanti). La procura aveva chiesto otto anni di squalifica. La prima sezione del Tna ha squalificato per quattro anni anche Michele Santucci per la violazione dello stesso articolo del codice Wada. “Una cosa mi fa ridere, anzi mi fa rabbia: la procura dice di pensare che noi abbiamo pensato di fare qualcosa, anche se poi non lo abbiamo fatto. È un processo alle intenzioni e non mi sarei mai immaginato una cosa del genere: sono incazzato nero – il commento a caldo dell’ex fuoriclasse pesarese – Se vogliamo guardare gli aspetti positivi, visto che sono sempre stato un atleta ottimista, oggi usciamo da qui con la certezza che non si può dire né scrivere che Magnini si sia dopato. Perché sui tre capi di accusa due sono spariti – ha sottolineato Magnini, lasciando gli uffici del Tna allo stadio Olimpico di Roma – Qualunque persona che ha un po’ di cervello capisce che io non posso aver convinto una persona di trenta anni come Michele (Santucci, anche lui squalificato per quattro anni, ndr) a fare delle cose”. Magnini se l’è presa anche per l’entità della squalifica. “Quattro anni? Io mi sarei arrabbiato anche per un giorno. Quattro anni fa ridere perché viene fuori da niente – ha osservato l’ex nuotatore – Abbiamo esempi di atleti che hanno preso due mesi dopo essere stati trovati positivi, altri che hanno preso due anni da recidivi. Noi abbiamo più o meno 200 controlli nazionali e internazionali tutti a posto, e forse anche di più: quattro anni mi sembra esagerato. Non dico di fare come  negli altri Paesi, dove per una cosa del genere ti avrebbero dato una pacca sulla spalla, ma noi non abbiamo neanche fatto il tentativo. Nessuno ha mai pensato a questo. Io e Michele abbiamo fatto un record insieme: siamo gli unici atleti non positivi che vengono squalificati”. “Mi rivedo molto in una frase importante e bella di Cristiano Ronaldo, accusato di stupro – ha proseguito Magnini – Io come lui sono un esempio nello sport e nella vita: ho una bellissima famiglia, ho una ragazza che amo e mi segue in tutto, sono in salute e ho sempre avuto un sorriso per tutti, quindi sinceramente di quello che dice certa gente non mi interessa minimamente”. “Farò appello perché finché non sono morto non posso accettare una cosa del genere – incalza l’ex capitano dell’Italnuoto – Spero ci sia onestà, è ancora lunga: è come nei 100 metri dove sono diventato campione del mondo per due volte, oggi siamo ai 50 metri e io ho sempre vinte negli ultimi 10 metri. Nel giorno del processo il procuratore Laviani concluse l’arringa alzandosi in piedi, sbattendo i pugni sul tavolo e dicendomi: questa è diventata una faccenda personale. Fossi il Coni mi arrabbierei parecchio nel sapere che un procuratore, al quale è stato dato pieno potere, possa agire con queste parole senza alcuna ripercussione. È una cosa molto grave, l’indagine non è stata fatta per cercare la verità”. Per l’ex fidanzato di Federica Pellegrini, “ci sono state molte irregolarità nel processo. Abbiamo prove di cose accadute molto gravi e le diremo nelle sedi giuste. Sono molto deluso da questa giustizia sportiva che non chiamo nemmeno più così”. “Perché è successo? Ho pensato di tutto, anche che il mio movimento ‘I’m doping free’ possa aver dato fastidio a qualcuno o che io potessi essere una pedina per colpire qualcuno più importante. Se i trenta anni dati al medico Porcellini possano aver portato il mio processo su questa strada? Forse è tutto uno schema, ma mi chiedo quale sia il motivo. È una persecuzione, un  accanimento nei miei confronti: la legge non può essere una cosa personale, non si giudica così. Al mio amico Mornati sono state fatte saltare le Olimpiadi di Rio e poi poco tempo fa ho avuto ragione dalla giustizia ordinaria: così è un po’ troppo facile. Probabile scriverò un libro su questa vicenda – ha concluso Magnini – intanto dico agli atleti, al Coni e alle federazioni: state attenti, fate qualcosa perché io ho avuto paura”. “La Federnuoto esprime fiducia negli organi preposti a prevenire, combattere e perseguire il doping. Il percorso giudiziale che coinvolge Filippo Magnini e Michele Santucci ha espresso solo il primo verdetto e potrebbe proseguire. Pertanto la Federnuoto chiede il massimo rispetto nei confronti degli atleti, auspicando che riescano a dimostrare la loro estraneità alla vicenda in ulteriori sedi”. Così, in una nota, la Fin circa la squalifica di quattro anni inflitta a Magnini e Santucci dal Tna di Nado Italia. La Federnuoto ricorda altresì “come Magnini sia stato – nel corso della sua straordinaria carriera – un esempio per tutto il movimento, nonché uomo simbolo dello sport italiano e della lotta al doping. Si coglie l’occasione per ribadire l’impegno della Federazione Italiana Nuoto per affermare e tutelare lo sport pulito e nel trasmettere i principi di lealtà e probità, condivisione, aggregazione e integrazione nel nostro Paese che conta oltre 5.000.000 di praticanti”.
(ITALPRESS).

INSIGNE RISPONDE A BERNAT, FINISCE 1-1 NAPOLI-PSG

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Dopo tante emozioni e diverse belle giocate, Napoli-Psg è terminata in parità, 1-1. In un San Paolo gremito, il risultato della sfida valevole per la quarta giornata del gruppo C di Champions League è stato decretato da una rete per tempo: nel recupero della prima frazione ospiti in vantaggio con gol di Bernat, al 17′ della ripresa il pareggio degli azzurri, firmato da Insigne dagli undici metri. Situazione del girone quanto mai complicata: Napoli e Liverpool a 6 punti, Psg a 5, Stella Rossa a 4.
Serata inaugurata con il classico urlo “The Champions” che da sempre contraddistingue l’ambiente partenopeo in Europa. Calcio show, colpi di classe e tanta intensità: un primo tempo da brividi con entrambe le squadre che si sfidano a viso aperto, mostrando tutta la tecnica individuale dei propri giocatori. È il Psg ad aggredire immediatamente la partita con il dialogo consolidato fra Mbappé e Neymar che porta Verratti a calciare verso la porta di Ospina, seppur senza grossi problemi per il portiere dei partenopei. I due fenomeni del Psg (con Cavani all’inizio in panchina) si rendono protagonisti di un’azione in ripartenza al 23′ con il lancio improvviso di Neymar che pesca Mbappé in profondità ma il francese conclude con il mancino poco alto sopra la traversa.
La prima vera occasione del Napoli arriva al 31′ grazie a una respinta maldestra di Marquinhos che apparecchia la tavola per Fabian Ruiz: lo spagnolo carica il sinistro ma sbaglia completamente la mira dal limite dell’area. Poi al 45′ Maksimovic dalla destra converge verso il centro e passa la palla per Insigne che in un fazzoletto stoppa, si gira e calcia col destro trovando la deviazione provvidenziale di Thiago Silva. Un finale di primo tempo beffardo per il Napoli perché, nel primo ed unico minuto di recupero, Mbappé controlla magistralmente il pallone in area di rigore ed aspetta l’inserimento di Bernat. L’esterno spagnolo, in piena area di rigore, calcia col destro in caduta e deposita la palla in rete per l’1-0 ospite.
Nella ripresa i padroni di casa entrano in campo vogliosi e motivati alla ricerca del pareggio. Al 51′ Maksimovic scende sulla destra e trova Mertens al limite con il belga che si coordina e calcia di prima col destro ma trova una respinta in tuffo di Buffon. Poi l’ex portiere bianconero, un minuto più tardi, si rende nuovamente protagonista con una splendida parata sul tentativo di pallonetto di Mertens. Un momento esaltante che porta il Napoli più volte vicino alla rete del pareggio fino al momento della svolta, al 61′, quando Thiago Silva sbaglia il controllo e favorisce l’inserimento di Callejon: lo spagnolo viene travolto dal difensore brasiliano e da Buffon in uscita con l’arbitro Kuipers che concede il rigore.
Sul dischetto si presenta Insigne e con grande freddezza calcia all’angolino per l’1-1. Dopo il pareggio calano i ritmi del match, spezzati soprattutto dai due allenatori che danno il via alla ‘girandola’ dei cambi per ridisegnare i propri schemi. All’85’ il primo vero acuto del Psg nella seconda frazione con il solito Neymar che scappa via dalla sinistra e serve Mbappé ma il francese da ottima posizione svirgola incredibilmente il tiro. Quattro minuti di recupero prima del triplice fischio: un punto per parte e tanti applausi dal pubblico di fede partenopea al termine di un’altra serata di grande calcio, che ha visto capitan Hamsik superare Bruscolotti. Ora lo slovacco è recordman di presenze in azzurro, a quota 512.
(ITALPRESS).

ICARDI ACCIUFFA IL BARÇA ALL’87, FINISCE 1-1 AL MEAZZA

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Grazie ad una gara molto accorta e di sofferenza, l’Inter strappa un pareggio casalingo al Barcellona. Avviene tutto nel finale: il vantaggio dell’appena entrato Malcom a 8 minuti dal termine e l’immediato pareggio di capitan Icardi. Un risultato che potrebbe essere decisivo in prospettiva passaggio del turno per la squadra di Spalletti. Partenza problematica per l’Inter, con De Vrij che perde una palla velenosa in uscita e favorisce il contropiede di Dembelè che, dal limite fa partire un tiro a giro pericoloso sul quale risponde alla grande Handanovic. Lo sviluppo della gara è come da copione, con il grande possesso palla del Barcellona (privo di Messi, in tribuna) e l’Inter che prova delle veloci ripartenze, anche se con molti errori soprattutto nel primo quarto d’ora. I blaugrana, oggi in una discutibile maglietta rosa, quando accelerano fanno paura e con Suarez da fuori area sfiorano nuovamente il vantaggio. Al 18’ si fa viva anche la squadra di Spalletti con Asamoah, il quale anticipa Piquè ma non inquadra la porta. La ragnatela del Barca anestetizza l’Inter che fatica soprattutto a contenere Suarez, il quale sfiora nuovamente il passaggio con un pallonetto sopraffino. L’uruguaiano è una furia e sfiora per altre due volte la rete che non trova sia per la bravura di Skriniar in chiusura che per sfortuna. Passa la mezzora e il risultato è ancora in perfetta parità, nonostante una buona conclusione di Coutinho da lontano deviata da Handanovic. Il portiere nerazzurro è protagonista anche sull’ennesima conclusione in porta di Suarez al 40’. Nella ripresa è ancora la squadra catalana a fare la gara con la solita calma e pericolosità, con l’ex Coutinho che impegna Handanovic. Nel frattempo l’Inter trova qualche spazio in più sulla sinistra con Perisic e Asamoah, ma non è mai veramente pericolosa. L’occasione più ghiotta capita però sui piedi di Rakitic in contropiede, quando ben servito da Dembelé e a tu per tu con Handanovic si fa ipnotizzare. L’estremo difensore nerazzurro è ancora protagonista pochi minuti più tardi su Coutinho. Dai piedi di Perisic nasce la miglior azione nerazzurra, con il croato che fa partire un ottimo cross in mezzo, con Politano che anticipa tutti, ma il suo colpo di testa è fuori di un soffio. E’ però solo un break, perché gli spagnoli continuano a farsi pericolosi con Dembelè. Quando ormai la gara sta per instradarsi sui binari dello 0 a 0, ci pensa l’appena entrato Malcom a sfruttare un errore di De Vrij ed a battere Handanovic per il suo primo gol con la maglia del Barca. Immediata la reazione dell’Inter con il solito Mauro Icardi, che dopo aver ricevuto palla dall’appena entrato Martinez, batte Ter Stegen con una bella girata.

(ITALPRESS)