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VETTEL “PROVERO’ A VINCERE QUI E ABU DHABI”

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Sebastian Vettel non pensa che cia già tempo di fare bilanci. Mancano ancora due Gran Premi e proverà a vincere entrambe le gare per dare una mano alla Ferrari per cercare di aggiudicarsi almeno il titolo mondiale Costruttori. “Abbiamo ancora due gare da fare e su cui concentrarsi e quindi non è il momento di tirare conclusioni. Sarebbe il momento sbagliato” dice il campione tedesco a Sky Sport. “Voglio vincere e farlo il prima possibile. Avrei giù voluto farlo nelle gare precedenti ma ci proveremo qui e ad Abu Dhabi. Le ultime gare sono state buone per noi dal punto di vista del passo e ci proveremo”. “Di certo faremo il meglio che possiamo. Vogliamo concentrarci sul titolo Costruttori, cercando per quanto possibile di mettere dietro i nostri principali avversari. Quanto alla pista in sé, è difficile fare previsioni: Interlagos è un tracciato tutto particolare, dove le cose… succedono e basta. Vedremo come andrà con il meteo, ma credo che sarà un weekend impegnativo. Nel corso di quest’anno alcune cose non sono andate per il verso giusto e dobbiamo assicurarci di avere imparato da questo: è ovvio che ci è mancato qualcosa, dobbiamo rimediare e fare in modo che non capiti più”. Il Gran Premio del Brasile è sempre un appuntamento speciale per Kimi Raikkonen che qui nel 2007 vinse il suo unico titolo mondiale. “Quando ho vinto il mio campionato l’ho fatto qui, ma non è una cosa a cui penso. In questo weekend cercheremo di fare il meglio possibile per vincere anche perchè c’è ancora in palio il titolo costruttori” aggiunge il finlandese della Ferrari. “La cosa più importante per il team è il titolo costruttori ed è per questo che siamo qui. Se chiedi a qualunque team è quello costruttori il più importante di quello piloti. Siamo qui per questo e ci proveremo in queste due gare”. “Interlagos è un bel circuito, anche se probabilmente non il più facile per la guida. I cordoli sono stati ridotti e per questo alcune curve hanno cambiato non poco fisionomia. L’asfalto è stato rifatto e ora l’aderenza è molto buona” spiega il finlandese. “Quanto alle aspettative, non ha molto senso iniziare a chiedersi ora dove potremmo finire questo weekend: faremo del nostro meglio e vediamo cosa arriverà. Speriamo di poter essere in lotta. L’ultima gara, nonostante il podio, non è stata delle più facili, ma non scordiamo che il Messico è un posto tutto particolare: qui dovrebbe andar bene. Il titolo Costruttori, probabilmente, è il più importante per le squadre, specie per quelle ‘ufficiali’. Daremo il massimo e vedremo: non siamo nella posizione più favorevole, ma siamo ancora in lotta e lotteremo” ribadisce Kimi.

LAZIO-MARSIGLIA 2-1, BIANCOCELESTI AI SEDICESIMI

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La Lazio batte il Marsiglia per 2-1 e si qualifica con due giornate di anticipo ai sedicesimi di finale di Europa League. Allo Stadio Olimpico, in occasione della quarta giornata del girone H, decidono le reti di Marco Parolo e Joaquin Correa. Eliminato il Marsiglia che, con un unico risultato a disposizione, si schiera con un 3-4-2-1 con Njie in attacco e Ocampos e Sakai sulle corsie laterali. E proprio sui piedi del laterale giapponese capita la prima occasione da gol: al 6’ Njie devia di testa un cross dalla sinistra per Sakai che a tu per tu con Strakosha calcia addosso al portiere albanese. Tra gli uomini del Marsiglia il più vivace è Njie che al 23’ mette in crisi Marusic prima di calciare verso la porta difesa dall’estremo difensore biancoceleste che in tuffo respinge. La Lazio mantiene un atteggiamento cauto a caccia di un errore in fase di impostazione degli avversari per ripartire con la velocità di Correa e Immobile stretti nella morsa del terzetto difensivo francese. Mentalità diversa per gli uomini di Garcia che dettano il ritmo e al 41’ spaventano Strakosha con una conclusione di Thauvin che trova ancora l’attenta respinta Del portiere biancoceleste.
Poi, al 46’, il Marsiglia si fa trovare impreparato: Berisha ruba palla in zona offensiva, Immobile alza un pallone in campanile per Parolo che prende il tempo a Caleta-Car con un colpo di testa che si infila alle spalle di Pelè per l’1-0 biancoceleste. Non cambiano gli equilibri nel corso del secondo tempo con gli ospiti che fanno la partita senza però mostrare incisività nell’ultimo passaggio. Ma alla Lazio bastano due passaggi per firmare il raddoppio: al 55’ Immobile è un maestro ad aggirare la marcatura preventiva degli avversari e scambia con Correa che batte Pelè con un diagonale preciso. Njie è l’unico a crederci del Marsiglia e la reazione è affidata alle sue invenzioni ma la conclusione dell’attaccante al 59’ termina tra le braccia di Strakosha. Ma al 60’ c’è spazio per un eccesso di leggerezza di Parolo: l’azzurro si fa soffiare palla da Sanson bravo ad innescare Thauvin che a tu per tu col portiere biancoceleste non sbaglia. La rete dà coraggio al Marsiglia che sfiora il pareggio: sugli sviluppi di un cross Strakosha sbaglia l’uscita, Strootman da fuori area sfiora il palo con una conclusione deviata in corner. La Lazio prova a reagire e lo fa con Marusic che al 70’ disegna un cross per Immobile ma Pelè è bravo a bloccare in due tempi il colpo di testa dell’azzurro.
La stanchezza si fa sentire per il Marsiglia e la Lazio sfiora di nuovo il tris pochi minuti dopo: Correa libera al tiro il neo entrato Milinkovic-Savic che sbaglia la conclusione da buona posizione. Si abbassano drasticamente i ritmi nel finale di partita con i biancocelesti che gestiscono il vantaggio ma si concedono un brivido finale: Strakosha devia col piede una conclusione sotto porta di Njie e salva la porta prima del triplice fischio. Simone Inzaghi conquista l’accesso al prossimo turno e va a caccia del primato del girone occupato dall’Eintracht, crisi senza fine per Rudi Garcia costretto a salutare la competizione.
(ITALPRESS).

SUSO RISPONDE A LO CELSO, BETIS-MILAN 1-1

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Dopo un primo tempo disastroso allo stadio Benito Villamarin di Siviglia, il Milan cambia faccia nella ripresa e riesce a strappare un punto al Real Betis, mantenendo intatte le proprie speranze di passare il turno in Europa League. Privo degli infortunati Biglia, Bonaventura, Higuain, Calabria e Caldara, dello squalificato Castillejo e senza capitan Romagnoli, lasciato riposare in panchina, Rino Gattuso opta per un inedito 3-5-2, con il portiere di Coppa Reina in porta, una linea difensiva a tre con Zapata, Musacchio e Rodriguez, un centrocampo molto folto composto da Laxalt, Cahanoglu, Bakayoko, Kessie e Borini e Suso a supportare l’unica punta Cutrone. La partenza è troppo timida per i rossoneri, che subiscono fin dal primo minuto il possesso palla spagnolo. Da un errore di Laxalt prende il via una splendida azione del Real Betis, con Joaquin che rifinisce per Junior Firpo, il quale mette al centro per Lo Celso che come all’andata punisce il Milan. Zapata e compagni, già in difficolta prima del gol, faticano ulteriormente ad entrare in partita, con Sanabria che per poco non segna il 2-0 su un errore di Borini.
Il Milan non riesce a gestire palla e soffre oltremodo il possesso dei padroni di casa, non proponendo serie occasioni da rete per tutto il primo tempo. Nella ripresa Gattuso decide di alzare la zona di competenza di Suso e Calhanoglu, schierandoli più vicini a un Cutrone rimasto troppo isolato nei primi 45 minuti di gioco. Dopo 12’ del secondo tempo, finalmente il Milan costruisce la sua prima palla gol della gara: iniziativa personale di Suso che punta tutta la difesa andalusa, poi stringe e si porta la palla sul sinistro fino a far partire il suo tiro a giro, che però Pau Lopez devia in corner. Sono solo le prove generali del pareggio rossonero, che arriva al quarto d’ora, grazie al solito Suso che, su punizione dal limite, beffa il portiere del Betis che si aspettava un cross. Il pareggio esalta il Milan e innervosisce i padroni di casa, che subiscono maggiormente le ripartenze rossonere. Su di un errore di Reina prende palla Guardado che poi cerca di punire il portiere spagnolo con un pallonetto che, per fortuna del Milan, finisce fuori bersaglio.
Attorno al 35’ uno scontro fortuito tra Kessie e Musacchio mette ko l’ex Villareal che deve abbandonare il campo in barella. Per il Milan è Borini il giocatore che si fa più pericoloso nel finale, ma pur trovandosi spesso nel posto giusto, non trova mai la precisione nelle conclusioni. Il Betis prova a vincerla, prima con Junior Firpo, ma il suo pallonetto è alto, e poi con Tello sul quale si immola un superlativo Reina. Nel frattempo piove sul bagnato nell’infermeria del Milan, con Calhanoglu che esce pure lui per infortunio. L’arbitro concede 6 minuti di recupero, ma non succede più nulla e finisce in parità. Betis in testa al girone con 8 punti, seguono a 7 Milan e Olympiacos.

CLIPPERS KO CON PORTLAND, BUCKS STOPPANO WARRIORS

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Danilo Gallinari e i suoi Los Angeles Clippers non riescono a fermare la corsa di Portland che, spinta dai 25 punti di Lillard e dai 23 di McCollum, vince 116-105 e colleziona il terzo successo di fila, il sesto nelle ultime sette uscite. Il lungo di Sant’Angelo Lodigiano è, assieme a Lou Williams, il migliore dei suoi: 20 punti in 30′ con 1/5 da due, 5/8 da tre e 3/3 dalla lunetta oltre a 5 rimbalzi e due palle perse. I Blazers hanno avuto la partita sempre in pugno, il Gallo ha provato ad avvicinare i suoi siglando il canestro del -6 (107-101) ma Nurkic, con un layup, ha stoppato subito i sogni di rimonta.
Portland si avvicina a Golden State che, dopo 8 vittorie consecutive, incassa il secondo ko della stagione (il primo alla Oracle Arena) per mano di Milwaukee (134-111). Decisiva l’accelerazione nel terzo quarto dei Bucks, trascinati da Bledsoe (26 punti) e Antetokounmpo (24 punti, 9 rimbalzi e 4 assist). Ma a preoccupare i Warriors è l’infortunio all’adduttore sinistro rimediato da Stephen Curry, che nelle prossime ore sarà sottoposto a risonanza magnetica. Un brutto colpo per coach Kerr che deve già rinunciare a Draymond Green.

Non si ferma più Oklahoma City che, seppur priva ancora di Westbrook, centra la settima vittoria in sette gare superando 90-80 Houston. Decisivo Paul George (20 punti e 6 palle recuperate) mentre i Rockets continuano a faticare in attacco: 11/42 da tre e quinta partita nelle ultime 7 sotto i 100 punti. Harden ne firma 19 ma con 7/19 dal campo, 17 quelli di Capela, solo 2 per Anthony e 10 per Paul. Torna a vincere Boston, che risale da -22 e supera all’overtime Phoenix (nono ko in 10 gare) per 116-109. Trascinatore assoluto dei Celtics un ormai ritrovato Kyrie Irving: 39 punti per lui di cui 18 nell’ultimo quarto e i primi sei di Boston nel supplementare. A dargli man forte l’ex di turno Marcus Morris (17 punti) mentre nei Suns si salva Devin Booker (38 punti).
(ITALPRESS).

DYBALA RITROVA HIGUAIN “SARÀ STRANO SFIDARLO”

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Manchester è alle spalle e San Siro è il palcoscenico perfetto per rialzarsi. Dopo la sconfitta beffa con lo United, la Juventus si rituffa sul campionato e domenica sera c’è un classico come la sfida contro il Milan. “Ci arriviamo bene – assicura a Sky Sport Paulo Dybala – Stiamo facendo molto bene in tutte le competizioni e sarà una bellissima partita. È sempre Milan-Juve, speriamo di fare una grande gara e portare punti a casa”. Alla squadra rossonera la Joya ha fatto spesso gol anche se quello a cui è legato di più risale ai tempi del Palermo, “quando abbiamo vinto 2-0: è stata una rete importante per me e per quella stagione, avevamo vinto su un campo difficile e nessuno se lo aspettava”. Domenica sarà anche la prima volta contro Higuain da avversario. “Ci siamo sentiti un paio di giorni fa, non abbiamo parlato dell’infortunio ma io e Douglas gli abbiamo inviato un video e aspettiamo la sua risposta – sorride Dybala – Sarà una sensazione strana trovarlo come avversario, lo avevo già affrontato ma poi abbiamo giocato e vinto insieme alla Juve, poi ognuno difenderà la sua maglia per dare il meglio”. Al posto del Pipita è arrivato Cristiano Ronaldo, che con l’argentino ha subito legato. “Ero incuriosito all’inizio, volevo vedere com’era dentro lo spogliatoio visto che dentro il campo lo conosciamo tutti, e ha dimostrato grande professionalità, grande calma. E’ una grandissima persona e lo sta dimostrando, ha un grande rapporto con tutti”.

Anche l’intesa in campo migliora. “Nelle ultime partite il mister ci ha dato un po’ più di libertà e così possiamo fare più male agli avversari. Ronaldo gioca più a sinistra ma in realtà si muove tanto: il mio gol a Manchester arriva da un suo cross da dietro. Abbiamo tante opzioni in attacco e a volte il mister ha difficoltà a metterci tutti perchè stiamo facendo grandi partite”. E Dybala, che rinnova la sfida a Del Piero sulle punizioni (“lo sto aspettando, è già passato un po’ di tempo ma lo ringrazio perchè parla sempre molto bene di me e mi fa piacere”), è in grande crescita dopo un avvio di stagione sotto tono. “L’anno scorso ero partito facendo tanti gol, quest’anno sono andato anche in panchina ma sapevo che era questione di tempo, di mettermi in forma, avere più fiducia, conoscere i nuovi compagni”. Tornando infine al caldo finale di Juve-United, Dybala chiarisce cosa è andato a dire a Mourinho: “non l’ho insultato come ho letto da qualche parte, gli ho detto solo che non c’era bisogno di creare più tensione di quella che c’era e sono andato via”.

BOTTAS IL PIU’ VELOCE DEL VENERDI’

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Valtteri Bottas davanti a tutti al termine del venerdì di prove libere del Gran Premio del Brasile, penultimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. Sulla pista di Interlagos, il finnico della Mercedes ha fermato il cronometro su 1’08″846, girando più veloce di soli 3 millesimi Lewis Hamilton. Ma anche Sebastian Vettel è stato molto veloce sul giro secco, risultando più lento di 73 millesimi. Max Verstappen, non è riuscito a ribadire quanto fatto al mattino, firmando il quinto tempo a mezzo secondo da Bottas, preceduto anche dal compagno di team Daniel Ricciardo, di poco sopra i tre decimi dal finlandese della Mercedes. A 0″566 dal connazionale Kimi Raikkonen con la seconda SF71-H. A seguire le monoposto motorizzate Ferrari, come le Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, rispettivamente settimo e nono a nove decimi e un secondo e uno. Tra di loro l’Alfa Romeo Sauber di Charles Leclerc. Così come in FP1 è Esteban Ocon con la Force India a chiudere la Top10.
Le buone notizie per la Ferrari arrivano anche dalla simulazione gara con Sebastian Vettel che, a parità di mescola di gomma, ha girato più veloce di Lewis Hamilton. Il cinque volte campione del mondo non ama particolarmente la pista paulista dedicata a “Carlos Pace”, dove ha vinto una sola volta. Solo nel finale, verosimilmente con poca benzina nel serbatoio è sceso sotto il muro dell’1’12”, dando l’impressione di gestire meglio le gomme.  Così come le due Red Bull nella seconda parte della simulazione gara. Importante sarà, come detto, il consumo degli pneumatici ma anche il meteo, con la possibile presenza della pioggia. Da segnalare in apertura di sessione una uscita di pista di Nico Hulkenberg che ha danneggiato la propria Renault. Al box del Cavallino, invece, ad un certo punto i meccanici sono stati impegnati nella ricerca di qualcosa che infastidiva Vettel, muovendosi all’interno del suo abitacolo.

NOVITÀ SENSI, TONALI E GRIFO, OUT BALOTELLI E BELOTTI

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Prima chiamata in azzurro per il centrocampista del Sassuolo Stefano Sensi, classe 1995, per quello del Brescia Sandro Tonali, classe 2000, e per l’attaccante dell’Hoffenheim Vincenzo Grifo, classe 1993. Sono queste le principali novità nelle convocazioni di Roberto Mancini per l’ultimo impegno nella Uefa Nations League con il Portogallo e per l’amichevole con gli Stati Uniti. Restano fuori dalla lista dei 27 gli attaccanti Balotelli e Belotti.
Questo l’elenco dei convocati: Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Salvatore Sirigu (Torino). Difensori: Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Emerson Palmieri Dos Santos (Chelsea), Alessandro Florenzi (Roma), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus). Centrocampisti: Nicolò Barella (Cagliari), Roberto Gagliardini (Inter), Frello Filho Jorge Luiz Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Stefano Sensi (Sassuolo), Sandro Tonali (Brescia), Marco Verratti (Paris Saint Germain). Attaccanti: Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Federico Chiesa (Fiorentina), Vincenzo Grifo (Hoffenheim), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Kevin Lasagna (Udinese), Leonardo Pavoletti (Cagliari), Matteo Politano (Inter).
Sabato 17 novembre, allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di Milano, gli azzurri si giocheranno con il Portogallo le ultime chance per conquistare il primo posto del girone che vale l’accesso alla Final Four. Tre giorni dopo, martedì 20, per la Nazionale ultima gara dell’anno con gli Stati Uniti, amichevole che si giocherà allo stadio “Luminus Arena” di Genk (entrambi gli incontri inizieranno alle ore 20.45 e saranno trasmessi in diretta su Rai 1). La Nazionale svolgerà la preparazione presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano per poi partire venerdì alla volta di Milano, alla vigilia della gara con il Portogallo: walk around al “Meazza” previsto alle 19.15 e conferenza stampa del Ct e di un calciatore alle 19.30. Dopo la gara, gli azzurri si fermeranno a Milano per trasferirsi a Genk il 19, anche in questo caso alla vigilia del test con gli Usa; per l’occasione l’allenamento ufficiale – previsto alla Luminus Arena di Genk (ore 18.00) – sarà preceduto dalla consueta conferenza stampa prepartita.
Sono 26 i precedenti tra Italia e Portogallo e gli azzurri hanno un netto vantaggio negli scontri diretti: 18 vittorie e 2 pareggi contro le sole 6 sconfitte, anche se negli ultimi due confronti si è imposto il Portogallo (1-0) e l’ultimo successo italiano risale al 6 febbraio 2008 (3-1 a Zurigo in amichevole). Nelle ultime 4 gare a Milano con i lusitani si registrano 4 successi italiani.
Quella con il Portogallo sarà la 58° gara dell’Italia a Milano, che aggancia così Roma al vertice della classifica delle sedi di gara che hanno ospitato più volte gli azzurri. Nei 57 incontri disputati a Milano, l’Italia ha affrontato 23 avversarie con uno score di 37 vittorie, 18 pareggi e 2 sconfitte e una media di 2.26 punti a partita (129 punti in 57 gare). Gli azzurri non perdono a Milano da 93 anni e sono imbattuti nelle 27 gare disputate nello Stadio di San Siro poi “Meazza”. Tra i precedenti a Milano, un Italia – Portogallo giocato esattamente 25 anni fa, il 17 novembre 1993: vittoria azzurra 1-0 con gol di Dino Baggio.
Sono 12 i precedenti tra Italia e Stati Uniti, 3 dei quali nella Fase Finale della Coppa del Mondo con una coincidenza favorevole: nel 1934 e nel 2006 l’Italia ha vinto il Mondiale dopo aver affrontato gli statunitensi. Lo score complessivo è di 8 successi italiani, 3 pareggi e 1 sconfitta, nell’ultima sfida a Genova nel 2012. Italia e Usa si incontreranno per la 6a volta in campo neutro: finora 5 vittorie e 1 pari per gli azzurri, che vantano un +20 nella differenza reti, grazie soprattutto ai due ampi successi alle Olimpiadi del 1948 e 1952 (17/0). Per l’Italia sarà la prima uscita a Genk.
(ITALPRESS).

FROSINONE-FIORENTINA 1-1, PINAMONTI BEFFA I VIOLA

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Continua la serie di pareggi per la Fiorentina che si accontenta dell’1-1  contro il Frosinone allo stadio Stirpe in occasione dell’anticipo della dodicesima giornata di Serie A. Si tratta del quarto punto in quattro giornate per i viola senza vittorie ormai da cinque partite. Quarto risultato utile consecutivo per il Frosinone che alla sua cinquantesima partita in Serie A si presenta con un atteggiamento propositivo e un baricentro alto al fine di dettare il ritmo sin dal primo minuto. Ma è la Fiorentina a rendersi più pericolosa in avvio: come al 14’ quando Simeone in transizione offensiva vince il duello fisico con Chibsah e calcia da posizione defilata trovando la parata col piede di Sportiello. Pochi minuti dopo un’altra occasione per i viola: Biraghi su punizione dal limite calcia sul palo del portiere bravo a salvarsi in angolo. Al 20’ c’è il primo squillo del Frosinone al termine di una azione tutta in verticale che porta al tiro Beghetto la cui conclusione impegna Lafont.
Ma è solo la prima chance nel primo tempo per i ciociari che alla mezz’ora di gioco prendono coraggio: al 33’ sugli sviluppi di un calcio piazzato Capuano di testa ha la palla dell’1-0 ma la spreca sfiorando il palo a botta sicura. Nonostante i ritmi bassi, la partita è divertente: al 39’ Biraghi disegna un cross dalla destra sul quale Beghetto, spinto da Pjaca, colpisce di testa verso la sua porta trovando il palo. L’occasione spaventa il Frosinone che abbassa il baricentro: l’ultima occasione del primo tempo è per la Fiorentina ma al 43’ Benassi da buona posizione calcia a lato. Nella ripresa Federico Chiesa si accende definitivamente e il vantaggio viola è immediato: l’esterno azzurro porta a spasso Goldaniga e crossa per l’accorrente Benassi che con l’aiuto della spalla mette in rete per l’1-0. Il Frosinone prova a reagire e ad accelerare il ritmo a caccia del pareggio ma la Fiorentina, forte della terza miglior difesa del campionato, respinge i tentativi degli uomini di Longo. Ciofani e compagni prediligono la via dalla distanza ma Lafont non ha problemi a neutralizzare le conclusioni di Chibsah prima e Cassata poi.
Al 77’ serve il salvataggio strepitoso di testa di Biraghi per anticipare Zampano in procinto di battere a rete sugli sviluppi di un cross di Soddimo. La Fiorentina arretra e all’82’ gli uomini di Longo hanno la palla dell’1-1 con Soddimo che dal centro dell’area calcia in posizione centrale senza impensierire Lafont. Dal canto suo il Frosinone è costretto a concedere spazi e all’86’ serve il miglior Sportiello per deviare il diagonale di Chiesa. Ma all’89’ c’è il pareggio ciociaro: Pinamonti riceve palla da fuori area ed esplode un destro che si infila all’incrocio dei pali. Dopo quattro minuti di recupero, il risultato non cambia e le due squadre si spartiscono un punto: rimpianti per i viola a secco di tre punti da cinque turni, un punto d’oro per il Frosinone che sale a sette punti in classifica.