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JAZZ BATTONO CELTICS, EMBIID TRASCINA I SIXERS

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Nessun italiano in campo in una notte Nba che ha nei Jazz e in Joel Embiid i protagonisti. Si comincia da Salt Lake City dove la franchigia di Utah batte Boston in un match condotto a lungo senza problemi, prima di subire la rimonta (incompiuta) dei Celtics, alla fine battuti per 123-115. Joe Ingles fa la differenza per i padroni di casa con i suoi 27 punti, ma anche 7 assist e 5 rimbalzi. In doppia cifra anche Mitchell (21), Crowder (20), Gobert (17 e 15 rimbalzi), Rubio (17) e Favors (14). Agli ospiti non bastano i 22 di Rozier e i 21 di Tatum.
Serve un supplementare a Philadelphia per piegare Charlotte (133-132), ma soprattutto c’è bisogno dell’ottima prestazione di Joel Embiid che mette a referto 42 punti, 18 rimbalzi e 4 assist. Importante anche il contributo di Simmons (22), Saric (18) e Redick (17), ma è stata dura piegare gli Hornets, trascinati da Kemba Walker che fa registrare al suo attivo 30 punti, 9 assist e 7 rimbalzi.
Nelle altre gare vittorie per Orlando Magic (117-108 sui Washington Wizards con 21 punti e 14 rimbalzi per Nikola Vukovic), Detroit Pistons (124-109 contro Atlanta Hawks, 23 punti e 11 rimbalzi per Drummond), Indiana Pacers (110-102 su Miami Heat, 22 per Oladipo), Brooklyn Nets (112-110 ai Denver Nuggets a cui non bastano i 37 punti e 21 rimbalzi di Nikola Jokic) e Sacramento Kings che batte 121-110 i Minnesota Timberwolves, nonostante tra gli ospiti brilli Karl-Anthony Towns che mette a referto 39 punti e 19 rimbalzi.
(ITALPRESS).

ALLEGRI “OCCHIO AL MILAN”, GATTUSO “JUVE COME BARÇA”

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“Milan-Juventus è sempre stata una gara molto equilibrata, domani giocheremo davanti a 70mila persone che spingeranno il Milan, bisognerà fare una grande partita di personalità, tecnica e fisicità per uscire da San Siro con un risultato positivo”. Così il tecnico bianconero, Massimiliano Allegri, alla vigilia del match di domani sera al Meazza. “Il Milan è in un grande momento, delle ultime sei partite ne ha persa soltanto una all’ultimo minuto con l’Inter, giovedì ha giocata una bella gara a Siviglia, sarà una partita affascinante, noi dobbiamo fare una grande gara sotto tutti i punti di vista”, ha sottolineato l’allenatore dei campioni d’Italia. Gonzalo Higuain è il grande ex sponda Milan, ma dall’altre parte c’è Leonardo Bonucci che torna a San Siro dopo una stagione da capitano del Milan. “Non devo dire niente a Leo, torna da ex dopo un solo anno, ma Bonucci non ha bisogno dei miei consigli”, sottolinea Allegri, anche lui ex del match. Per quanto riguarda Higuain “più che da avvelenato farà una partita da ex. Parliamo di un giocatore che ha dato tantissimo alla Juve, è stato determinate per le nostre vittorie, poi quest’estate è stata fatta una scelta da entrambe le parti e il  Milan ha fatto un grandissimo acquisto perchè Gonzalo è uno dei migliori centravanti al mondo”. Ad allenarlo Rino Gattuso vesro cui Allegri ha solo belle parole. “E’ intraprendente, un allenatore che è migliorato molto in campo e fuori, è genuino e oltre a far giocare molto bene la sua squadra, trasmette ai suoi quei valori che fanno parte del Dna del Milan e che lui ha dentro. Rino – continua il mister livornese che ha avuto Gattuso come giocatore – è uno dei giovani allenatori migliori, non è semplice allenare una grande squadra dove si è sempre sotto pressione, ma lui è quarto in classifica e sta facendo bene in Europa League, gli vanno fatti i complimenti per come è migliorato e per quello che sta facendo”.

“E’ una squadra piena di campioni, giocatori fortissimi, la miglior Juve degli ultimi anni – sono invece le parole sul fronte Milan di Rino Gattuso – È una squadra di un altro pianeta, Juve e Barcellona sono le più forti d’Europa in questo momento. Hanno solidità, grandissima mentalità, hanno giocatori che tante volte danno la sensazione di non sudare nemmeno. Ma noi dobbiamo andare in campo a testa alta, ce la giochiamo consapevoli che hanno qualcosa più di noi ma nel calcio può succedere di tutto”. Higuain ci sarà. “Per come sente le partite, deve giocare tranquillo. Higuain si innervosisce facilmente e il nervosismo non porta da nessuna parte. È un grandissimo campione, sta facendo di tutto per esserci, non è al massimo ma deve godersela e lottare assieme a tutta la squadra. Sono sicuro che daremo battaglia ed è giusto provarci. Ci mancano tantissimi giocatori, stiamo avendo infortuni un po’ strani ma guardiamo avanti. Bisogna stringere i denti e non cercare alibi, perchè non ci porterebbe da nessuna parte”. Gattuso ritrova Ronaldo, già affrontato da calciatore (“è un campione e io ho giocato sempre con le mie armi. Oggi è più maturo, fa meno tocchettini, ma l’ho sempre rispettato”) ma soprattutto Allegri, che ha speso belle parole per lui. “Fanno piacere ma Max è un amico. E’ stato il mio capitano mi ha sempre trattato bene, non portava mai rancore anche se oggi si arrabbia un po’ di più. Poi è stato il mio allenatore e i litigi con Leonardo e Max mi hanno aiutato a fare questo mestiere”. Sarà la prima volta a San Siro da quando è andato via per Leonardo Bonucci, nei confronti del quale Gattuso non serba rancore, anzi. “E’ stato un giocatore che ci ha dato tanto a livello di professionalità, tecnico, tattico, umano. Ci ha lasciato tanto e se oggi ho fatto qualche miglioramento a livello caratteriale tanti meriti sono anche suoi. Quando sbroccavo è sempre stato quello che mi è stato vicino, che mi ha fatto ragionare, è stato un valore aggiunto non solo per me ma anche per qualche suo compagno. Poi nella vita ci sono tante situazioni difficili da giudicare, la famiglia, i figli, e bisogna rispettare certe scelte. Per me è stato un onore allenare un giocatore come Leo e spero che venga ricordato quello che ha dato: ci ha sempre messo la faccia e ha sempre dato tutto”.

ITALRUGBY TORNA A SORRIDERE, GEORGIA KO 28-17

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L’Italrugby torna a sorridere sul prato del ‘Franchi’. A Firenze, nel secondo dei Cattolica Test Match di novembre, gli azzurri superano sudando la Georgia per 28-17, bissando così l’unico precedente di Asti (6 settembre 2003, 31-22). Un successo che porta serenità in casa tricolore dopo il pesante ko di Chicago con l’Irlanda e che permetterà alla formazione del ct O’Shea di preparare al meglio la sfida di sabato prossimo a Padova con il Sudafrica. L’avvio per il XV azzurro è complicato perché la Georgia si rivela ostica in mischia e affatto ‘vittima sacrificale’, visto che ambisce anche al Sei Nazione. Al 9′ l’equilibrio si spezza per una punizione di Allan ma il match non si incalana sui binari tricolori. Gli ospiti in realtà spingono e firmano al 16′ la prima meta: Mchedlidze approfitta del mancato placcaggio di Campagnaro per schiacciare oltre la linea bianca. Matiashvili non fallisce la trasformazione e l’Italia è sotto per 3-7. Campagnaro però non digerisce l’errore personale e, al 20′, pareggia il computo delle marcature con un’azione di forza che non lascia scampo. Il piede di Allan è preciso e la Nazionale ribalta lo score, portandosi sul 10-7. Al 26′ Matiashvili sbaglia dalla piazzola il calcio del pari, due minuti dopo la Georgia resta con l’uomo in meno per il cartellino giallo rimediato da Tsutskiridze, autore di una brutta entrata su Sperandio. Al 31′ il neozelandse Jackson, grazie al Tmo, non convalida la seconda meta azzurra, al 36′ Allan rimpilza il bottino su punizione, l’Italia sfiora più volte la marcatura trovandola, al 39′, con Bellini su assist di Tebaldi. Allan non è preciso in trasformazione e la squadra di O’Shea va all’intervallo sul 18-7. Dopo 3′ della ripresa l’Italia allunga nel punteggio con la meta di sfondamento di Budd (Allan sbaglia ancora al calcio), la Georgia prova a reagire ma non ha la lucidità necessaria per fare davvero male. Al 13′ Matiashvili riduce il gap su punizione, al 17′ Allan trova un perfugio in cui infilarsi e stampare la quarta meta. Peccato fallisca ancora la trasformazione, anche se l’Italia vola a +18 (28-10). Il match sembra in discesa per gli azzurri, ma al 23′ l’arbitro, utilizzando la moviola, assegna una meta tecnica alla Georgia e punisce Benvenuti con un giallo, lasciando Ghiraldini e soci in quattordici. La Georgia attacca così a testa bassa e in più di un’occasione ‘grazia’ l’Italia con qualche errore di troppo, l’Italia serra i ranghi e si fa apprezzare per dedizione alla causa. Morale: il punteggio non cambia più e la Nazionale porta a casa un successo pesante, che va anche al di là della qualità dell’avversario. In attesa di affrontare tra una settimana, all’Euganeo di Padova, il Sudafrica.
(ITALPRESS).

POLE HAMILTON IN BRASILE, VETTEL IN PRIMA FILA

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Il quinto titolo mondiale è già in tasca ma Lewis Hamilton è sempre affamato: pole e record della pista in Brasile. Ma Sebastian Vettel è pronto a dargli battaglia sin dal primo giro, con buona pace dei commissari di gara. Qualifica serrata a Interlagos, con i primi quattro – a occupare la seconda fila saranno Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen – racchiusi in meno di due decimi. Il più veloce è sempre lui, Hamilton, che nell’ultima manche migliora di un secondo la pole ottenuta lo scorso anno dal compagno di squadra: 1’07″281. “Ma è stata una sessione davvero difficile – confessa – Col meteo variabile non sai cosa aspettarti, le Ferrari erano molto veloci ma abbiamo lavorato tantissimo per trovare l’assetto migliore. Non pensavo di aver fatto un giro così, avevo avuto dei problemi in un paio di punti ma sono contento della pole”. La numero 82 della carriera, la decima stagionale e la terza sulla pista brasiliana dopo quelle ottenute nel 2012 e nel 2016. Hamilton, graziato dopo aver ostacolato nel Q2 prima Raikkonen e poi Sirotkin (entrambi non erano però nel giro lanciato perchè appena usciti dai box), al via dovrà però subito guardarsi le spalle da Vettel.
Il tedesco si vede sfuggire la pole per soli 93 millesimi, pagando forse un’eccessiva irruenza (“ho esagerato un tantino nel secondo tentativo”), ma può guardare il bicchiere mezzo pieno: “ieri ero quasi sorpreso di quanto fossimo vicini e anche oggi siamo lì”. Il ferrarista, però, ha sulla carta un piccolo grande vantaggio visto che lui e Raikkonen, a differenza delle Mercedes, partiranno con la soft. La temuta pioggia, infatti, fa una breve apparizione sul circuito di Interlagos a cavallo fra le prime due manche e la Ferrari – ancora in corsa per il Mondiale Costruttori – brucia tutti sul tempo nel Q2 montando le gialle, strategia che Mercedes e Red Bull proveranno a imitare ma senza successo visto che i rispettivi piloti non migliorano i tempi ottenuti con le supersoft. Tutto bene allora? Quasi. Perchè Vettel finisce sotto investigazione: chiamato al peso durante la seconda manche, non spegne subito il motore. A fine sessione il quattro volte iridato si cuce la bocca se non per sottolineare che “è ingiusto, quando le condizioni sono variabili, rimanere bloccati lì, vuoi affrettarti”, ma alla fine se le cava con una reprimenda ed una multa di 25mila euro. Protagoniste in Messico, le Red Bull non riescono a ripetersi: Max Verstappen strappa il quinto tempo ma a mezzo secondo da Hamilton, poco peggio fa Daniel Ricciardo che però, costretto a cambiare il turbo, partirà 11esimo.
Ringraziano le due Sauber, con Marcus Ericsson e Charles Leclerc che si prendono così la sesta e settima piazza sulla griglia. Da applausi il futuro ferrarista, che nel Q2 insiste per rimanere in pista e con un giro super si conquista l’accesso al turno successivo. Grosjean porta la Haas fra i primi 10 (quarta fila per lui) precedendo la Toro Rosso di Gasly e il compagno di squadra Magnussen, primo degli eliminati in una seconda parte di qualifiche fatale per le due Force India (per Ocon anche 5 posizioni in meno per la sostituzione del cambio) mentre continuano ad annaspare Williams e McLaren: Alonso e Vandoorne non superano nemmeno il Q1.
(ITALPRESS).

PARMA ESPUGNA TORINO, SPAL-CAGLIARI TERMINA 2-2

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Il Parma ha espugnato lo stadio Olimpico Grande Torino, battendo per 2-1 i granata. A firmare il successo dei ducali Gervinho e Inglese; inutile invece la marcatura di Baselli. Festeggia con i tre punti dunque il neo presidente  degli emiliani Pietro Pizzarotti. Nel secondo match della dodicesima giornata di serie A, poi, un Cagliari mai domo ha recuperato due reti e ha pareggiato fuori casa (2-2) contro la Spal. Al “Mazza” di Ferrara padroni di casa avanti grazie a Petagna e Antenucci, ai quali hanno risposto per i sardi Pavoletti e Ionita.

A Torino, nei padroni di cassa, orfani soltanto dello squalificato Meité, Walter Mazzarri si è affidato a Soriano, modificando leggermente il modulo di gioco, schierando in avvio i suoi con il 3-4-2-1. In scena Izzo, Nkoulou e Djidji a protezione di Sirigu; De Silvestri, Baselli, Rincon e Aina lungo la linea mediana; con Iago Falque e Soriano a sostegno di Belotti, volenteroso di riconquistare l’azzurro. A inizio ripresa in campo Zaza (con passaggio a un 4-4-2 offensivo). Negli ospiti, privi degli indisponibili Dezi, Dimarco, Munari e Sierralta e degli squalificati Calaiò e Stulac (ben sostituito da Scozzarella), Roberto D’Aversa ha potuto puntare dal primo minuto, per la prima volta in questa stagione, su Grassi e sul super-tridente costruito in estate. Nel solito 4-3-3 dei ducali spazio quindi a Iacoponi, Bruno Alves, Bastoni e Gagliolo, posizionati davanti a Sepe; a Grassi, Scozzarella e Barillà, nella zona nevralgica; con Biabiany, Inglese e Gervinho in avanti.
Dopo una piccola fase di studio, i ducali sono passati in vantaggio al 9′: Gervinho ha sfruttato un’incomprensione fra Izzo e Nkoulou e si è presentato a tu per tu con Sirigu, battendolo sul primo palo. Tre minuti più tardi il Torino ha sfiorato il pareggio: su sponda di testa di Soriano, Belotti in spaccata da ottima posizione ha spedito la sfera alta sopra a traversa. Così, al 25′, è giunto il secondo sigillo del Parma: su una grande ripartenza, Gagliolo da sinistra ha crossato al centro, dove Inglese ha colpito con un bel tocco di esterno destro. Alla mezzora, poi, Sirigu ha respinto un conclusione violenta ma centrale di Biabiany. Quindi, al 37′, il Torino ha accorciato le distanze: dopo un batti e ribatti nell’area dei ducali, Baselli, appostato al limite, ha lasciato partire una botta di controbalzo di destro, lasciando senza scampo Sepe. Qui la gara si è accesa e i granata hanno ritrovato forza e coraggio, fino a sfiorare il 2-2 con De Silvestri, servito alla grande in profondità da Belotti.
Intensa anche la ripresa, aperta al 9′ da una traversa piena colpita da Inglese, su assist al bacio di Gervinho, protagonista della “solita” ripartenza a mille all’ora. Al 21′ Sepe ha respinto un tiro beffardo del neo entrato Berenguer. Al 26′ Gervinho è ripartito per l’ennesima volta e ha provato l’eurogol ma il suo pallonetto è uscito di un soffio. Al 42′ Sirigu ha salvato due volte il Torino, sventando altrettante conclusioni insidiose sferrate da Gagliolo. Qui di fatto sono terminate le ostilità: grande gioia per i ducali; qualche fischio (ingiusto) per i granata.

Emozioni anche a Ferrara. La squadra di Semplici sciupa in pochi minuti un doppio vantaggio e non riesce a cambiar rotta dopo sei sconfitte nelle ultime sette partite: l’unico lampo di luce in questo filotto negativo è stato infatti il colpaccio all’Olimpico contro la Roma. Per questo motivo la partenza dei biancazzurri è decisa e bastano meno di tre minuti per sbloccare il risultato. Antenucci lancia Lazzarri sull’out di destra, il cross arretrato è perfetto per Petagna: il colpo di testa del centravanti non è angolato ma batte sulla schiena di Srna e beffa un incolpevole Cragno per l’1-0. Il Cagliari accusa il colpo ed è il portiere dei sardi a tenere a galla i suoi, vincendo questa volta il duello con Petagna che al 12’ calcia a botta sicura da pochi metri ma si vede murato in corner. Occorrono 24’ per vedere gli ospiti arrivare alla conclusione con una bell’azione che libera Joao Pedro al limite dell’area: il pallone vola via alto ma tanto basta alla squadra di Maran per acquisire fiducia.
Barella si accende dopo una prima metà di primo tempo nervosa in cui rischia addirittura il doppio giallo e la qualità nel palleggio del Cagliari cresce notevolmente. Al 36’ brivido per la Spal sugli sviluppi di un corner con Pavoletti che per un soffio manca il tap-in a porta vuota sulla spizzata di Romagna, la squadra di casa allora si ricompatta nella propria metà campo e intasa gli spazi concludendo la prima frazione in vantaggio. I rossoblù ripartono con un buon piglio dopo l’intervallo, Semplici si gioca la carta Kurtic di ritorno dopo quasi due mesi d’assenza. Il Cagliari continua ad attaccare con insistenza, i cross dalle fasce aumentano e l’occasione più importante arriva al 57’ con Joao Pedro che non trova però lo specchio della porta. Dall’altro lato Maran opta per un cambio offensivo gettando nella mischia Sau al posto di Bradaric ma al 71’ una fiammata dei biancazzurri rischia di chiudere virtualmente i conti: Petagna guida la ripartenza e fa viaggiare il solito Lazzari che serve in mezzo Antenucci, il numero 7 aggira Srna con un gran controllo e fredda Cragno per il raddoppio. I sardi però non demordono e in appena tre minuti riemergono pareggiando il conto: Pavoletti al 73’ suona la carica con uno stacco imponente sul cross di Srna sovrastando Fares, poi al 76’ Ionita confeziona un gran gol mettendo a sedere Cionek e trafiggendo Gomis con un potente rasoterra per il 2-2.
Il Mazza ammutolisce, l’inerzia è dalla parte degli avversari e la Spal deve dunque stringere i denti per conquistare un punto, dopo 5’ di recupero, utile soprattutto per muovere la classifica e salire a quota 13, una lunghezza in meno rispetto al Cagliari.
(ITALPRESS).

NAPOLI RIBALTA IL GENOA AL FERRARIS SOTTO LA PIOGGIA

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Dopo il pareggio per 1-1 in Champions League contro il Psg, il Napoli riparte in campionato e batte il Genoa per 2-1 nell’anticipo della dodicesima giornata di Serie A. Al Ferraris, gli uomini di Ancelotti conquistano i tre punti dopo essersi trovati sotto di un gol al 20’ per via della rete di Kouame: decisive nella ripresa la rete di Fabian Ruiz e l’autogol di Biraschi nel finale. Un risultato nel complesso giusto per quanto fatto vedere dal Napoli che sin dal primo minuto mostra il suo atteggiamento classico: baricentro alto, pressing aggressivo e manovra avvolgente. Ma nonostante il buon inizio dei partenopei, la prima occasione capita sui piedi del Genoa: Piatek all’8’ si gira nello stretto e calcia dal limite dell’area senza inquadrare lo specchio della porta. Ma il Napoli è in controllo del gioco e all’11’ trova il modo di spaventare Radu: Insigne dialoga con Allan al limite dell’area e poi dal versante destro lascia partire un diagonale che si stampa sul secondo palo. Ma proprio nel momento in cui Hamsik e compagni sembravano nelle condizioni di mettere alle corde gli avversari, la retroguardia partenopea si fa sorprendere: al 20’ Romulo crossa e pesca in Kouamé che di testa mette in rete per l’1-0. Gli uomini di Ancelotti subiscono il contraccolpo e concedono diverse ripartenze al Genoa che abbassa i suoi uomini dietro la linea della palla mantenendo le giuste distanze tra i reparti. Alla mezz’ora aumenta l’intensità della pioggia ed anche il ritmo della manovra degli ospiti: al 35’ al termine di una azione tutta in verticale, Callejon serve una palla d’oro per Milik il cui appoggio in rete trova la straordinaria parata di Radu che si salva in calcio d’angolo. Nella ripresa, Ancelotti si gioca le carte Fabian Ruiz e Mertens ma l’avvio è all’insegna degli errori individuali anche in virtù della pesantezza del campo in molte zone. Il primo squillo del secondo tempo è proprio frutto di una giocata del belga: l’attaccante si libera di un avversario al 50’ e calcia con una deviazione che per poco non sorprende Radu. Le due squadre abbassano forzatamente il ritmo di gioco mentre non sembra arrestarsi la pioggia che limita fortemente il livello di giocabilità della partita e al 58’ l’arbitro Abisso decide di sospendere il match. Dopo circa quindici minuti e dopo un sopralluogo, il direttore di gara ordina la ripresa del gioco. Il Napoli fatica a creare gioco ma al 62’ c’è il pareggio costruito proprio dai due subentrati: Mertens col tacco libera al tiro Fabian Ruiz che firma l’1-1. A causa del terreno pesante saltano gli schemi negli ultimi venti minuti e ogni appoggio o retropassaggio rischia di trasformarsi in un’occasione per gli avversari. Come al 75’ quando una respinta di Romero viene fermata dalla pioggia in area ma Insigne non ne approfitta. La sensazione è che solo un calcio piazzato possa sbloccare il risultato e all’86’ sugli sviluppi di una punizione arriva il vantaggio partenopeo: Biraschi in spaccata mette in rete per il più clamoroso degli autogol nel finale. Si tratta dell’ultima occasione di una partita rocambolesca: il Napoli si porta momentaneamente a -3 dalla Juventus, il Genoa resta a quota quattordici punti in classifica.

(ITALPRESS).

NBA, SPURS IMPONE SETTIMO STOP A HOUSTON

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Vittoria per i San Antonio Spurs nell’Nba. Battuti per 96 a 89 gli Houston Rockets. Otto i punti per il nostro Marco Belinelli in 18 minuti con 2 assist e 2/4 dai tre punti. Il migliore è stato Adridge con 27 punti. DeMar DeRozan la stella di coach Pop chiude con la sua peggior gara stagionale con soli 13 punti. Per i Rockets,a cui non bastano i 25 punti di Harden è la settima sconfitta, segno di un avvio di stagione tutt’altro che facile.

Per il resto Lebron James firma 25 punti nel successo dei Lakers
a Sacramento (101-86), il quarto nelle ultime 5 partite.  I Thunder si fermano dopo sette3 successi di fila: vince Dallas Mavericks per 111-96 grazie a un grande Luka Doncic (22 punti, 6 rimbalzi e 8 assist). Bene i Warriors che superano Brooklyn Nets per 116 a 100: Kevin Durant firma 28 punti e 11 assist. Per Mike Conley 32 punti nella vittoria al supplementare dei Grizzlies contro i Sixers 112-106.

Vittorioso Danilo Gallinari con i Los Angeles Clippers. Battuto Milwaukee Bucks per 128 a 126 dopo il supplementare. Decisivo il canestro di Lou Williams. Per quanto riguarda l’italiano 13 i punti realizzati con 8 rimbalzi e tre assist. Sempre assenti gli infortunati Bradley e Mbah. I migliori realizzatori sono stati Beverley con 21 punti ed Harris con 20. Per i Bucks Antetokounmpo ha messo a segno 27 punti.

TRACOLLO INTER, ROMA ABBATTE SAMP, PARI LAZIO

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Termina 4-1 la sfida tra Atalanta e Inter valevole per la dodicesima giornata di Serie A. I padroni di casa passano in vantaggio con Hateboer al 9′ ma vengono ripresi dal rigore di Icardi al 46′. Decisive le reti su palla inattiva di Mancini al 63′ e Djimsiti all’88’, al 94′, chiude i conti Gomez. L’Atalanta ferma la striscia di sette vittorie consecutive dell’Inter in campionato. Prosegue invece la risalita dei bergamaschi con il quarto successo di fila, pienamente in corsa e in linea con l’obiettivo europeo e momentaneamente alla sesta piazza a quota 18.

La Roma cala il poker cointro una Samp in seria difficoltà, l’Empoli con Iachini al debutto ritrova il successo (2-1 all’Udinese, rischia Velazquez), mentre Ventura trova il primo punto pareggiando 2-2 con il Bologna al Bentegodi e poi si dimette. Questi i risultati del pomeriggio dopo la sonora sconfitta dell’Inter a Bergamo, e in attesa di Sassuolo-Lazio e, soprattutto, Milan-Juventus.
La Roma sorride anche in campionato. Battuta 4-1 la Samp all’Olimpico. Apre i giochi Juan Jesus, che sfrutta la deviazione aerea di Cristante per segnare il più facile dei gol. Nella ripresa, dopo un rigore inizialmente concesso e poi tolto alla Samp (Manolas su Ramirez), la Roma firma il raddoppio con il tocco sottomisura di Schick, innescato da Kolarov, e con lo splendido tris di El Shaarawy. Nel finale gloria anche per l’ex Defrel: Olsen battuto, ma in pieno recupero ecco la doppietta del Faraone.
Nel giorno dell’esordio in panchina di Iachini, l’Empoli batte 2-1 e aggancia l’Udinese a quota 9. Meglio i friulani, che centrano una traversa con Lasagna, ma prima dell’intervallo passa l’Empoli con Zajc, che sfrutta al meglio la sponda di Caputo. Al 51′ raddoppio toscano: deviazione di Krunic su corner di Zajc, per Caputo facile firmare il 2-0. Non è finita. De Paul spedisce alle stelle un rigore, Pussetto accorcia poco dopo ma non basta.
Primo (e unico) punto per Ventura sulla panchina del Chievo: al Bentegodi si mette male per i clivensi, subito sotto per la rete di Santander. Prima dell’intervallo, però, il Chievo la ribalta: trova il pari Meggiorini su rigore (mani di Calabresi), poi Obi col tap-in vincente che beffa Skorupski. Entra Orsolini, che indovina il 2-2: cross di Krejci, stacco perentorio dell’attaccante e Sorrentino non può nulla. A fine gara, a sorpresa, Ventura annuncia le dimissioni.

Finisce 1-1 a Reggio Emilia tra Sassuolo e Lazio: alla rete di Parolo ha risposto Ferrari. La Lazio sale a quota 22, il Sassuolo a 19.
(ITALPRESS).