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PRIMO PUNTO CON IL CHIEVO MA VENTURA SI DIMETTE

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Il tecnico del Chievo Gian Piero Ventura si e’ dimesso al termine della sfida pareggiata 2-2 contro il Bologna.Si tratta del primo punto della sua gestione dopo quattro gare, con la squadra che in virtù della penalizzazione raggiunge quota 0 in graduatoria. La conferma arriva dal ds clivense Giancarlo Romairone al termine del match. “Si’, siamo rimasti spiazzati” ha detto il dirigente veronese. “A caldo ha esternato il suo malessere, ma ci vogliamo prendere tutti un po’ di ore. Subito dopo la gara il mister mi ha detto che avrebbe comunicato questa decisione alla squadra. Il presidente e’ anche assente, quindi sarebbe opportuno vedersi e capire cosa fare” le parole di Romairone. “A caldo e’ sempre meglio non parlare. Adesso cercheremo di capire quali sono le motivazioni che hanno portato il mister a questa decisione – ha poi continuato -. Comunque, credo che la cosa piu’ giusta da fare adesso sia quella di aspettare il confronto tra il mister e il nostro presidente. Dunque, le dimissioni di Ventura sono al momento congelate ma la decisione finale verra’ presa dal nostro presidente, che rappresenta ufficialmente il Chievo. Penso pero’ sia giusto che Ventura faccia serenamente le sue riflessioni, ma il Chievo e’ un ambiente che lavora e che ha bisogno di consapevolezze per continuare nel suo percorso di crescita”.

(ITALPRESS).

HAMILTON VINCE IN BRASILE, TITOLO ALLA MERCEDES

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Lewis Hamilton vince il Gran Premio del Brasile e regala il quinto titolo costruttori alla Mercedes. A Interlagos è trionfo da parte delle frecce d’argento che esultano grazie alla vittoria matematica del Mondiale costruttori con una gara di anticipo rispetto alla chiusura del campionato. Una vittoria sofferta e trovata con un pizzico di sfortuna di fronte all’episodio che ha visto coinvolti Max Verstappen e Esteban Ocon con il pilota olandese che ha perso la leadership della gara per un incidente con la Force India doppiata in precedenza. Podio per Kimi Raikkonen e solamente sesta posizione per Sebastian Vettel, finito dietro il gruppo dei top-drivers a causa di un problema ad un sensore della sua Ferrari. Gara in salita con tanto di partenza critica per il team di Maranello che, penalizzato dallo svantaggio di mescola rispetto alla concorrenza, perde posizioni al via. Bottas supera Vettel in curva 1 mentre Raikkonen si fa sorprendere da uno sprintante Verstappen. L’olandese della Red Bull mette nel mirino anche l’altra Rossa guidata dal tedesco e al giro successivo la supera con una perfetta traiettoria disegnata sul cordolo interno della S di Senna. Leggera crisi per Vettel che, all’inseguimento di Verstappen, commette un piccolo bloccaggio che favorisce l’inserimento del compagno Raikkonen in quarta posizione. Verstappen si esalta e qualche chilometro più avanti scavalca Bottas per poi prendersi la leadership al 20° giro durante il corso dei pit-stop delle Mercedes, passate entrambe su gomma media. Tra il 28° ed il 32° giro le Ferrari effettuano il pit-stop ma al rientro in pista Vettel è davanti a Raikkonen con il muretto box che ordina lo scambio di posizioni all’inseguimento di Bottas. Verstappen, nel giro successivo, torna ai box per poi puntare Hamilton e superarlo in pista al 40° giro. Poi il colpo di scena: Ocon ostacola incredibilmente Verstappen durante la manovra di doppiaggio causandone il doppio testacoda. Hamilton ringrazia e si riprende la prima posizione mentre l’olandese mostra il dito medio al pilota della Force India. Nel caos generale perde terreno Vettel che è costretto al secondo pit-stop mentre Ricciardo in rimonta sale in quarta posizione. Giri di passione e intensi nel finale ma Hamilton tiene la prima posizione ed esulta alla bandiera a scacchi: “Ho faticato tanto e mi son sentito impotente con Verstappen. Ma sono fiero di aver tenuto la prima posizione fino al traguardo”. Furioso, invece, Verstappen che non le manda a dire contro Ocon: “Ho perso per colpa di un idiota. Un idiota per altro doppiato”, con tanto di diverbio nel retropodio, spintoni e qualche parola di troppo. Divertito ma non propriamente soddisfatto del terzo posto è Raikkonen, unica Ferrari sul podio: “È stata una gara divertente con tante belle battaglie anche se non è stata una giornata soddisfacente per noi”. Solamente sesto posto per Vettel che si congratula con Raikkonen: “Sono felice per il suo podio ma la mia macchina era veramente difficile da guidare in rettilineo”. Hamilton esulta, la Mercedes applaude il britannico mentre la Red Bull è una furia contro Ocon: il tutto di fronte ad una Ferrari parsa anonima nel passo gara. Ad Abu Dhabi l’ultimo appuntamento di una stagione spettacolare con il team di Maranello che proverà un ultimo acuto prima di tuffarsi nel programma del 2019.
(ITALPRESS).

MANDZUKIC-RONALDO, LA JUVE SBANCA SAN SIRO

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Continua la marcia vincente della Juventus dei record, che batte nettamente 2-0 il Milan. In rete Mandzukic nel primo tempo e Cristiano Ronaldo nella ripresa, nel match più nero dell’anno da parte di Higuain, capace di sbagliare un calcio di rigore sull’1- 0 e di farsi cacciare per proteste nel finale. Partenza a razzo per la Juventus, con il quinto gol in campionato di Mandzukic che saltando sopra Rodriguez raccoglie di testa un ottimo cross di Alex Sandro e porta in vantaggio i suoi. Cinque minuti più tardi i bianconeri potrebbero raddoppiare nello stesso modo, ma questa volta Romagnoli è attento ad anticipare di testa l’attaccante croato. Troppo timida la reazione milanista, con il solo Suso in grado di tirare in porta – senza nemmeno infastidire Szczesny – alla mezzora. Al 39’ Benatia colpisce di mano in area su iniziativa di Higuain, Mazzoleni non vede, ma c’è il Var che lo convince. Sul dischetto si porta proprio il Pipita, portandolo via al rigorista Kessie, ma la sua conclusione non è perfetta e Szczesny la devia sul palo.
Nella ripresa il Milan prova a metterci con più convinzione, ma è la Juventus a farsi pericolosa con Cristiano Ronaldo che tira di sinistro, ma Donnarumma si allunga in una presa a terra. Due minuti più tardi è Dybala a colpire il palo alla sinistra del portiere rossonero su calcio di punizione. Ci prova ancora CR7, ma il giovane estremo difensore del Milan gli dice ancora una volta di no. Gattuso gioca la carta Cutrone che prova a dare la scossa alla squadra e a San Siro. Si fa pericoloso Rodriguez con un tiro da fuori, ma la sua conclusione non è precisa. A spegnere l’ardore milanista ci pensa Cristiano Ronaldo, bravo a ribadire in rete una deviazione di Donnarumma su conclusione di Cancelo, a sua volta innescato da un errore di Laxalt. Nel finale Higuain si fa cacciare da Mazzoleni per proteste e poi perde la testa continuando a inveire in maniera scomposta, reazione che potrebbe costargli una lunga squalifica.
(ITALPRESS).

LAKERS VINCONO ANCORA, PORTLAND BATTE BOSTON

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I nuovi Lakers cominciano a ingranare sul serio: 107-106 su Atlanta e quinta vittoria nelle ultime sei gare, la terza di fila. Decisivi LeBron James (26 punti), che trova la schiacciata della vittoria a 15 secondi dalla sirena, ma soprattutto l’ultimo arrivato Tyson Chandler, che stoppa Trae Young e mette al sicuro la vittoria. Oggi i Lakers (bene anche Kuzma con 18 punti) sarebbero ai play-off ma a Ovest viaggiano forte i Blazers, prima alternativa a Golden State: 100-94 su Boston e quarto successo consecutivo. In doppia doppia Lillard (19 punti e 12 assist) e Nurkic (18 punti e 17 rimbalzi), per i Celtics 27 punti di Tatum e 21 di Irving. Si fermano invece i Nuggets, che crollano sotto le triple di Brook Lopez: 28 punti per lui, 24 dei quali dall’arco, e successo Milwaukee per 121-114. Per i Bucks, seconda forza della Eastern Conference, anche 22 punti, 9 rimbalzi e 8 assist di Antetokounmpo. Segnali di ripresa da parte di Houston, che sfata finalmente il tabù stagionale del Toyota Center: 115-103 e primo successo interno per i Rockets. A prendersi sulle spalle il quintetto di coach D’Antoni sono Harden (40 punti) e Paul (26 punti), indisponibile invece Carmelo Anthony la cui avventura a Houston potrebbe però già essere ai titoli di coda. L’ex New York Knicks, arrivato in estate, non ha convinto finora e potrebbe essere ‘tagliato’ nelle prossime ore. A proposito di Knicks, sconfitta contro Orlando per 115-89 (22 punti di Ross e 21 punti e 14 rimbalzi di Vucevic per i Magic) mentre l’eterno Tony Parker firma 24 punti in 28 minuti e permette a Charlotte di avere la meglio su Detroit per 113-103.

TOP TEN TENNIS INVARIATE, FOGNINI E GIORGI N.1 ITALIA

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Tutto invariato nelle posizioni di vertice della classifica Atp. Mentre ieri a Londra hanno preso il via le Finals, Novak Djokovic continua a guardare tutti dall’alto, davanti a Rafa Nadal, costretto a chiudere la stagione in anticipo, e Roger Federer, partito male alla O2 Arena con la sconfitta per mano di Kei Nishikori. A seguire Juan Martin Del Potro (anche per lui stagione finita), Alexandr Zverev, Kevin Anderson, Marin Cilic, Dominic Thiem, Nishikori e John Isner. L’Italia conserva due tennisti fra i primi venti al mondo: sempre 13esimo Fabio Fognini, stabile al 20esimo posto Marco Cecchinato. Scivola invece indietro di tre posti Andreas Seppi (da 35^ a 38^), Matteo Berrettini è 54^ mentre Thomas Fabbiano, pur facendo un passo indietro, resta aggrappato alla Top 100.

Il trionfo della Repubblica Ceca in Fed Cup fa calare il sipario sulla stagione femminile. Per il secondo anno di fila chiude da regina Simona Halep, con quasi mille punti di vantaggio su Angelique Kerber, mentre al terzo posto c’è Caroline Wozniacki, un po’ più staccata. Seguono Elina Svitolina e la rivelazione di stagione Naomi Osaka, sesta Sloane Stephens prima di Petra Kvitova e Karolina Pliskova, le cui assenze non hanno impedito alla Repubblica Ceca di battere gli Usa. A chiudere la Top Ten Kiki Bertens e Daria Kasatkina. Per quanto riguarda le azzurre, l’unica fra le prime cento al mondo resta Camila Giorgi, stabile al 26esimo posto mentre Sara Errani, in attesa di rientrare dopo la squalifica, è ancora numero 108. Più lontane le varie Martina Trevisan (187^), Martina Di Giuseppe (191^) e Jasmine Paolini (195^). Queste le nuove classifiche:

ATP: 1. Novak Djokovic (Srb) 8045 (–); 2. Rafael Nadal (Esp) 7480 (–); 3. Roger Federer (Sui) 6020 (–); 4. Juan Martin del Potro (Arg) 5300 (–); 5. Alexander Zverev (Ger) 5085 (–); 6. Kevin Anderson (Rsa) 4310 (–); 7. Marin Cilic (Cro) 4050 (–); 8. Dominic Thiem (Aut) 3895 (–); 9. Kei Nishikori (Jpn) 3390 (–); 10. John Isner (Usa) 3155 (–);  13. Fabio Fognini 2315 (–); 20. Marco Cecchinato 1819 (–); 38. Andreas Seppi 1121 (-3); 54. Matteo Berrettini 932 (–); 100. Thomas Fabbiano 573 (-1).

WTA: 1. Simona Halep (Rou) 6921 (–); 2. Angelique Kerber (Ger)5875 (–); 3. Caroline Wozniacki (Den) 5586 (–); 4. Elina Svitolina (Ukr) 5350 (–); 5. Naomi Osaka (Jpn) 5115 (–); 6. Sloane Stephens (Usa) 5023 (–); 7. Petra Kvitova (Cze) 4630 (–); 8. Karolina Pliskova (Cze) 4465 (–); 9. Kiki Bertens (Ned) 4335 (–); 10. Daria Kasatkina (Rus) 3415 (–); 26. Camila Giorgi 1800 (–).

LEZIONE ALL’INTER, GASPERINI “A BERGAMO DURA PER TUTTI”

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Riecco la Dea. Dopo un avvio di stagione complicato che ha visto l’Atalanta crollare nei bassifondi della classifica, la banda di Gian Piero Gasperini ha svoltato e il 4-1 di ieri all’Inter è la conferma. “Bergamo un campo difficile per tutte le squadre – racconta il tecnico a ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno, il giorno dopo il trionfo su Icardi e compagni – Quando vengono le grandi c’è un’atmosfera particolare che permette ai giocatori di fare delle prestazioni incredibili”. Eppure a un certo punto Gasperini ha temuto la beffa. “Quando c’è stato il rigore a inizio secondo tempo mi sembrava incredibile essere sull’1-1 dopo l’andamento della prima frazione. Ma la squadra ha avuto la forza di non disunirsi, ha continuato a giocare ed è stata premiata”. Ora l’Atalanta è a ridosso di quell’Europa League già conquistata negli ultimi due anni ma che in estate è sfuggita contro il Copenhagen, a un passo dalla fase a gironi. E in quella doppia sfida c’è la chiave per capire il pessimo avvio in campionato. “Essere andati fuori in quel modo ai rigori, dopo una partita simile a quella di ieri, sotto l’aspetto psicologico ha lasciato dei segni, anche se abbiamo cercato di reagire subito: avevamo lavorato tanto per essere in Europa”, confessa Gasperini. Ma dove può arrivare ora la Dea? “E’ un campionato difficile ed equilibrato, la classifica è cortissima, un mese fa eravamo quart’ultimi e in un mese abbiamo ribaltato il campionato e questo può succedere ad altre squadre di valore perché molte si sono rinforzate. Gli obiettivi li vedremo più avanti, l’importante è arrivare a marzo nella stessa posizione di adesso, poi conteranno il valore, la condizione”.

Ieri l’Atalanta aveva un solo italiano in campo e lo stesso Gasperini vorrebbe dare più spazio ai giovani del vivaio, “anche a costo di perdere qualche posto in classifica. Per le possibilità che ha, per l’investimento che la società fa sul settore giovanile, bisogna cercare di fare un discorso diverso rispetto ad altre società. Ma sono andati via tanti giocatori, in un anno e mezzo abbiamo perso 8 titolari e non è facile rimpiazzarli. Se oggi volessimo andare a pescare nel settore giovanile, dovremmo prendere dei 18enni. I giovani di valore ci sono ma sono troppo giovani, ci vuole tempo per ricostruire e nel frattempo bisogna continuare a essere competitivi per valorizzare i giocatori”. E a questo proposito, più di novità come i play-off, sarebbe meglio “equilibrare le risorse a disposizione di squadre come l’Atalanta: essere sempre costretti a vendere i migliori giocatori non ti consente di alzare l’asticella”. L’Inter, una delle poche pagine negative nella carriera di Gasperini (“forse non era il momento giusto”), è ora a -9 dalla Juve “ma sta facendo un buon lavoro, Spalletti è bravo, ha dato continuità alla squadra. Hanno fatto sette vittorie di fila, poi è chiaro che Juve e Napoli in questo momento le vincono tutte e diventa difficile anche se fai un buon percorso”. A proposito di Juve, di Cristiano Ronaldo si è fatto “una bellissima idea. A parte l’aspetto tecnico – nelle conclusioni è straordinario – è un bell’esempio, una brava persona, un bravo giocatore per i comportamenti che ha sul campo, per come si rapporta con compagni e avversari. Avevamo bisogno di un campione del suo livello nel nostro campionato”. Poi una battuta su Ventura: “quando si sposa una causa del genere bisogna guardare al lavoro, a quanto costruire in prospettiva. Quando ci siamo visti per il suo esordio mi diceva che stava male a casa, è comunque un’opportunità di lavorare”.

KINDER+SPORT INSIEME AL CONI AD ORIENTAMENTI 2018

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Dal 13 al 15 novembre torna al Porto Antico di Genova Orientamenti 2018, l’evento organizzato dalla Regione Liguria per conoscere le opportunità professionali che offre lo sport nel territorio nazionale e per aiutare i ragazzi a fare scelte consapevoli per il proprio futuro. Oltre 300 espositori, 238 mestieri presentati, più di 100 convegni e workshop, 130 laboratori sulle professioni del domani, 50 scuole superiori e enti di formazione professionale, l’Università di Genova e 100 aziende europee, tutto in un unico evento. Da quest’anno un’importante novità: la 23^ edizione vanta la collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Liguria. Per lavorare scelgo lo Sport” è il claim scelto da Antonio Micillo, Presidente del Coni Liguria, per rappresentare il Salone dello Sport, altra grande novità di quest’anno, luogo dove saranno presenti le Federazioni Sportive con i loro stand e laboratori (automobilismo, ciclismo, danza, golf, motociclismo, nuoto e salvamento, pallacanestro, rugby, scherma, sport invernali, subacquea, tennis, vela, medici dello sport, sport equestri, tiro a segno nazionale).
Insieme a Enti e Associazioni convenzionati con il Coni regionale, con il sostegno di Kinder+Sport Joy of Moving, che attivamente favorisce lo sviluppo della pratica sportiva tra i giovani. Tre giorni per entrare in contatto con le esperienze raccontate da professionisti e operatori sportivi, tecnici e maestri di numerose discipline sportive insieme a docenti di Scienze Motorie. Tra i personaggi  che parteciperanno all’evento ci sarà anche l’Ambassador Massimiliano Rosolino, che porterà la sua testimonianza di ex atleta nell’ambito del seminario promosso da Coni e Kinder + Sport “La nuova stagione” e “Un Campione ed un videomaker al servizio dello sport” .

PANCHINA D’ORO AD ALLEGRI, BATTUTI SARRI E S.INZAGHI

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Massimiliano Allegri ha vinto la Panchina d’Oro 2017-18. Il tecnico della Juventus è stato eletto miglior allenatore della scorsa stagione con 17 voti e ha preceduto Maurizio Sarri e Simone Inzaghi, secondi ex aequo con 8 preferenze. “Ringrazio tutti ma soprattutto la società e i giocatori, sono loro che vanno in campo e vincono le partite – le parole dal palco di Coverciano del tecnico della Juventus, alla quarta Panchina d’Oro della carriera – Per me è sempre un piacere essere qui, sono emozionato come sempre. Il merito, ripeto, è sempre di tutti quelli che lavorano con me, sono molto fortunato ad avere uno staff che lavora molto bene e mi toglie molto lavoro”. Allegri spera di ripetersi il prossimo anno, magari con una Champions in bacheca. “Raggiungere l’ottavo scudetto è per la Juve l’obiettivo principale, e poi c’è questa benedetta Champions: bisognerà arrivare a marzo preparati e fortunati, la Champions è una cosa per pochi, speriamo quest’anno di riuscirci. Negli ultimi 4 anni abbiamo fatto due finali ma abbiamo incontrato anche le due squadre più forti del momento. Vediamo se quest’anno un pizzico di fortuna è anche dalla nostra parte: in Champions non puoi sbagliare, il livello di qualità si è alzato, molte squadra sono in grado di poterla vincere. Oggi è una Champions e a marzo sarà un’altra e sarà importante arrivare lì in ottime condizioni per creare i presupposti per arrivare fino in fondo. Potrebbe essere il momento buono? Lo era anche il primo anno ma è andata male – sorride Allegri – Ma in questi anni la squadra, la società, l’ambiente, i tifosi stessi sono cresciuti tanto che dopo la partita persa col Manchester in modo incredibile, tutti fuori dallo stadio erano soddisfatti. E la cosa non mi è piaciuta”. Ma la Juve non mollerà in campionato. “Il Napoli di Ancelotti e l’Inter di Spalletti, anche se Luciano non vuole sentirselo dire, ci daranno filo da torcere fino alla fine. È un obiettivo molto importante, dobbiamo continuare a lavorare su noi stessi, alzare l’asticella, migliorarsi giorno dopo giorno: se pensiamo di gestire il campionato, diventa un problema anche per la Champions”.

Con ben 30 voti, Aurelio Andreazzoli ha vinto invece la Panchina d’Argento come miglior allenatore della serie B 2017-18. Il tecnico, che ha ottenuto la promozione con l’Empoli salvo poi essere esonerato una settimana fa (“sono le vicende del calcio”), ha battuto Roberto D’Aversa (Parma), secondo, e Filippo Inzaghi, lo scorso anno al Venezia, terzo. In serie C il premio è andato a Paolo Zanetti: il tecnico del Sudtirol ha ricevuto 11 preferenze, battendo la concorrenza di Fabio Liverani (Lecce), secondo con 10 preferenze. Terzi ex aequo con 8 voti Bisoli, Braglia e Sottil.
Per quanto riguarda gli altri riconoscimenti consegnati oggi a Coverciano, nel calcio a 5 premiati in campo femminile Gianluca Marzuoli (Montesilvano) e in quello maschile Faustino Perez-Moreno Gomez (Acqua&Sapone), fra le donne in serie B miglior allenatore Manuela Tesse (Lazio), in serie A Giampiero Piovani (Brescia).