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ROSSI “SPERO CHIUDERE ANNO CON RISULTATO POSITIVO”

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“Proveremo a fare del nostro meglio: ci piacerebbe chiudere la stagione con un risultato positivo”. È questo l’auspicio di Valentino Rossi in vista del Gran Premio della Comunitat Valenciana che sul circuito Ricardo Tormo farà calare il sipario sulla stagione 2018. Una pista sulla quale il Dottore ha raccolto due vittorie nella classe regina (2003 e 2004), oltre a sei podi, l’ultimo nel 2014 con un secondo posto. “Sarà un weekend interessante perchè è un circuito dove solitamente non siamo molto veloci ma nelle ultime gare abbiamo visto dei miglioramenti – sottolinea Rossi – In Malesia siamo stati velocissimi durante tutto il weekend e anche in gara che però, sfortunatamente, non è finita bene. Ma restano degli aspetti positivi. Poi ci aspetteranno delle settimane molto intense, con i test prima a Valencia e poi a Jerez”.

Rossi è chiamato a difendere il terzo posto nel Mondiale da Maverick Vinales, che a Valencia non è mai andato oltre il quinto posto in MotoGp. “Abbiamo lavorato duramente negli ultimi mesi e la moto è competitiva – assicura l’altro pilota della Yamaha – Mi piace il Ricardo Tormo, è un tracciato che si adatta benissimo al mio stile di guida. Lo scorso anno non ho fatto una gran gara ma ora proverò a spingere e dare il 100% per chiudere la stagione con un’altra vittoria”. Vinales si dice molto fiducioso: “il mio obiettivo è ora prendermi il terzo posto nel Mondiale e ci siamo quasi. Chiudere terzo dopo una stagione così difficile sarebbe comunque un piccolo successo”.

ABODI “CON GOVERNO, COMUNI E FIGC PER GLI STADI”

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“In un Paese come l’Italia il calcio puo’ diventare anche un’opportunita’ sociale. L’Istituto per il credito sportivo propone un patto con governo, comuni, Figc e leghe per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture”. Queste le parole del presidente dell’Ics Andrea Abodi, intervenuto a Milano per il 3° Forum Sport & Business, “Verso la nuova Sport Economy”, organizzato da 24 Ore Eventi. “Il dibattito sulla sostenibilita’ sociale, ambientale e finanziaria delle infrastrutture deve essere posto sul come, non sul se – ha sottolineato Abodi – Ogni giorno vissuto in uno stadio inadeguato costa ai club molto piu’ degli investimenti necessari per renderlo moderno, accogliente e umano. L’analisi e l’ascolto sono fattori decisivi per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture sportive, che va condiviso con le comunita’: questo metodo consente di valutare meglio anche i numeri di un piano finanziario”.
Abodi ha poi elogiato Inter e Milan:”Si prospetta una sintonia, una comunione di intenti tra le due societa’ che, insieme all’amministrazione comunale, possono far decollare il progetto San Siro. Nel nostro Paese si tende sempre a sottolineare i motivi per i quali siamo diversi uno dall’altro e le ragioni per le quali dividersi, mentre Inter e Milan stanno dimostrando che si puo’
collaborare e si puo’ avere un progetto comune”, ha concluso il presidente dell’Ics.
(ITALPRESS).

GRAVINA “NON È ANNO ZERO MA C’E’ MOLTO DA FARE”

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“Vogliamo un calcio sostenibile, partendo da concetti positivi come l’adeguatezza dei costi gestionali del sistema, la qualità dei giocatori, la capacità formativa dei nostri tecnici e l’accoglienza dei nostri stadi. Settori giovanili e infrastrutture sono due pilastri su cui si dovrà rilanciare un sistema che ne ha bisogno. Non siamo all’anno zero ma c’è molto da fare, perché abbiamo confuso l’aspetto della competizione sportiva, distraendola da aspetti importanti come quelli economici”. E’ questa la strada tracciata da Gabriele Gravina, presidente della Figc, intervenuto oggi al terzo “Forum Sport e Business” organizzato da Il Sole 24 Ore. Gravina ha poi sottolineato che “il calcio italiano ha bisogno di essere credibile anche attraverso i suoi uomini. Chiederemo alle società informazioni sulle credenziali economiche delle persone che si avvicinano al nostro calcio, ma soprattutto un casellario dell’onorabilità, attraverso il quale dobbiamo escludere dal nostro mondo personaggi che hanno avuto condanne importanti, ma anche squalifiche o fallimenti nel nostro mondo, spacciatori di interessi che conosciamo bene. Ci vogliono più controlli, meno regole grigie e più regole certe – ha aggiunto Gravina -. Bisogna semplificare le regole e i comunicati ufficiale. L’idea di istituire un nuovo codice di giustizia sportiva legato ai controlli è doveroso. Il primo atto che faremo sarà una bozza del codice dei controlli e delle licenze nazionali. Entro il 31 dicembre pubblicheremo il comunicato relativo alle licenze nazionali, le società avranno sei mesi di tempo per poter adempiere alle disposizioni e rispettare i parametri per iscriversi al campionato senza alibi. Abbiamo fissato come prima regola che entro il 24 di giugno dovranno essere presentate le credenziali entro termini perentori, poi entro 4 giorni faremo le nostre valutazioni”.

Gravina ha inoltre confermato il suo progetto di ridurre il numero delle squadre professioniste: “Siamo con la Russia l’unico sistema che ha tre livelli di calcio professionistico e questo è anacronistico. L’obiettivo è quello di arrivare a 40 squadre professioniste e 60 semiprofessioniste” ha detto. Sul fronte degli episodi di violenza contro gli arbitri, “ieri c’è stato un ottimo incontro con il ministro Salvini e il sottosegretario Giorgetti. L’ennesimo episodio ha generato un momento di riflessione in tutti gli addetti ai lavori. Il Ministero dell’Interno attiverà tutti i meccanismi per garantire la massima tranquillità e seguire i soggetti non tesserati che si macchino di atti così brutali e violenti. La Federazione deve intervenire in due direzioni – ha spiegato Gravina -: con attività deterrenti per far capire che alcuni atti saranno perseguiti in maniera molto severa, e poi con l’inasprimento delle pene perché provvederemo nel prossimo Consiglio federale a innalzare le pene edittali”. Pur “condividendo l’amarezza di Ancelotti, di tanti sportivi e di tanti italiani”, il presidente della Figc ha invece bocciato la richiesta dell’allenatore del Napoli di sospendere le partite in caso di insulti a giocatori e allenatori: “Il rischio è che uno o pochissimi soggetti determinino la capacità di poter sospendere la gara. E’ un grossissimo rischio che non possiamo correre. Dobbiamo stare attenti perché poi corriamo il rischio di diventare prigionieri di quel gruppetto di soggetti che con qualche coro hanno la forza di non far giocare nessuna partita. E’ un problema di educazione, dobbiamo fare in modo che capiscano che sono maleducati, devono stare fuori dal nostro mondo, ma non gli dobbiamo dare forza né renderli credibili”.

Favorevole all’accordo tra Milan e Inter per la gestione dello stadio San Siro (“Credo che ogni forma di collaborazione sia il modo migliore per poter crescere in questo settore. Oggi siamo tutti impegnati in questa rivoluzione e l’aspetto delle infrastrutture è uno dei nodi cruciali per sviluppare il calcio italiano”), Gravina ha infine elogiato quanto fatto finora da Mancini con la Nazionale: “I giovani sono il futuro, la promessa e le premesse per poter centrare obiettivi importanti. Mi sembra che il percorso avviato da questa Nazionale e da questo nuovo lavoro che Mancini sta portando avanti stia cominciando a dare dei risultati importanti”.

INSIGNE “PRIMO POSTO NEL GIRONE NON IMPOSSIBILE”

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Ottenere il primo posto nel girone di ‘Nations League’ “è difficile ma non è impossibile. Noi abbiamo una grande squadra, siamo una grande Nazionale e penso che possiamo mettere in difficoltà il Portogallo. Poi giochiamo in casa nostra e come ho sentito in questi giorni, sabato San Siro sarà pieno. Dobbiamo dare una grande risposta ai nostri tifosi e cercare di fare un grande risultato, a tutti i costi e in qualsiasi modo”. Lorenzo Insigne, a poco più di un anno di distanza dalla drammatica serata dell’eliminazione dalla corsa al Mondiale di Russia, tornerà sabato prossimo a San Siro con un ruolo ben diverso da quello che ebbe nella precedente gestione azzurra. L’attaccante da Coverciano, sede del ritiro della Nazionale, si mostra fiducioso sulle prospettive dell’Italia oggi affidata a Roberto Mancini. “Fa male pensare ad un anno fa – dice -. La mancata qualificazione al Mondiale è stato un brutto episodio. Al di là della panchina a me ha fatto piu’ male il fatto di non esserci qualificati. Io ho sempre rispettato le scelte di ogni allenatore”.
“Per mister Ventura – dice Insigne rimasto in panchina in entrambe le gare playoff – gli uomini schierati contro la Svezia erano quelli giusti e anche noi credevamo su chi scendeva in campo perché sapevamo che avrebbe dato tutto per la Nazionale. Purtroppo è andata male, ora bisogna guardare avanti e pensare alla partita di sabato, quella contro il Portogallo è una gara importante”. La Nazionale azzurra provera’ a confermare le buone sensazioni messe in mostra un mese fa contro Ucraina e Polonia. “In questa squadra c’è maggior consapevolezza perché ci sono nel gruppo giocatori esperti come Chiellini, Bonucci e altri, ma anche tanti giovani che si stanno confermando nel nostro campionato ad alti livelli – ha raccontato Insigne -. La consapevolezza è cresciuta anche perché molti di noi giochiamo in competizioni europee come la Champions League che ti aiuta a confrontarti con grandi campioni e a migliorare. Noi cerchiamo di portare la nostra esperienza in Nazionale per affrontare le gare al meglio e aiutare i giovani, che magari non fanno ancora certe competizioni ma che hanno comunque qualità, a dare il loro miglior contributo”.
Simbolo e tra i leader di questo Napoli, Insigne vuole portare in Nazionale “la mentalità che ci sta trasmettendo il nostro allenatore, Carlo Ancelotti. Penso sia la stessa che mister Mancini ha avuto nei suoi club. Io mi trovo bene a lavorare con tutti e due perché li vedo simili nella gestione, ragionano in maniera uguale. Spero di dare alla Nazionale quello che sto dando al Napoli”. Proprio in azzurro Lorenzo Insigne ha iniziato a giocare da alcune gare piu’ vicino alla porta, così come da tempo fa nel suo club dove agisce da seconda punta. “E’ stata tutta una intuizione di mister Ancelotti. Dopo la partita che ho giocato contro la Sampdoria, dove sono consapevole di non aver fatto benissimo come esterno, mi ha parlato di questa nuova posizione in campo e io l’ho subito accolta bene perché ho sempre preferito giocare vicino alla porta – ha sottolineato il classe ’91 di Frattamaggiore -. Sta andando anche bene in fase realizzativa, quindi spero di continuare così e fare sempre meglio”. Con Ancelotti si trova benissimo, lui come tutti i suoi compagni, c’è però un rimpianto legato all’ex tecnico di Juventus, Milan, Chelsea, Psg, Real e Bayern.
“Credo di averlo incontrato troppo tardi in carriera. Ha sempre il sorriso e questo fa sì che noi tutti abbiamo un grandissimo rapporto con lui – spiega Insigne riferendosi ad Ancelotti -. E’ difficile litigarci, anche quando ti manda in panchina, perché è la persona piu’ umile al mondo e penso che questa sia stata la forza che gli ha permesso di vincere tanto sia da giocatore che da allenatore. Noi cercheremo sempre di prendere al meglio i suoi consigli”. Per Insigne “il Napoli ha bisogno di vincere qualcosa. Sappiamo che vincere lo scudetto è difficile perché abbiamo davanti una squadra come la Juventus che ha la rosa piu’ completa d’Europa, ma proveremo a darle fastidio e a dire la nostra fino alla fine”.
(ITALPRESS).

SPURS DI BELINELLI KO, LEBRON JAMES SCRIVE STORIA

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Marco Belinelli forse si aspettava una stagione meno complicata nell’anno del suo ritorno a San Antonio. E’ presto per i bilanci, ma di sicuro gli Spurs stanno vivendo un momento difficile e l’azzurro non fa eccezione visto che, nel ko che i texani incassano a Phoenix (il quarto nelle ultime 5 partite), non brilla al tiro (4/12) anche se mette a referto 10 punti, tre rimbalzi e un assist in 25 minuti. Oltre al Beli in doppia cifra anche DeRozan (24), White (16) e Forbes (13), ma per San Antonio non è serata e i Suns ne approfittano trascinati dai 27 punti di Warren, dai 19 di Canaan e dai 17 di Ayton (per lui anche 10 rimbalzi). Superano i 10 anche Jackson (14), Booker (13) e Crawford (11).
Un solo italiano nelle 11 gare giocate nella notte e un grande protagonista: sua maestà LeBron James che fa impazzire lo Staples Center nel match con cui i Lakers si impongono per 126-117 sui Portland Trail Blazers. Per il “Prescelto” tripla doppia sfiorata con 44 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, ma soprattutto un’altra pagina di storia scritta.
L’ex Cleveland, infatti, ora è il quinto miglior marcatore di sempre con 31.425 punti. Superato Wilt Chamberlain (31.419), ora davanti a lui solo Kareem Abdul-Jabbar (38.387), Karl Malone (36.928), Kobe Bryant (33.643) e  Michael Jordan (32.292).
Nelle altre gare della notte da segnalare il netto successo dei Dallas Mavericks (19 punti per Barnes) che travolgono 118-68 gli Utah Jazz. Per la franchigia di Salt Lake City la seconda peggior sconfitta di sempre.
Vincono anche i Magic (111-106 ai Sixers, 30 punti per Vucevic), Wizards (119-95 sui Cavaliers), Boston Celtics (111-82 ai Chicago Bulls), Miami Heat (120-107 ai Brooklyn Nets, 24 per Johnson), Detroit Pistons (106-104 contro i Raptors con 30 punti di Blake Griffin e 26 per Kawhi Leonard), Memphis Grizzlies (116-113 ai Bucks, 29 punti per Marc Gasol), Timberwolves (107-100 sui Pelicans nonostante i 20 punti di Anthony Davis) e Thunder (128-103 sui Knicks con Paul George che ne fa 35).
(ITALPRESS).

MALAGO’ “NON È UNA RIFORMA MA OCCUPAZIONE DEL CONI”

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“Questa non e’ una riforma dello sport italiano, non c’entra assolutamente nulla. Questo e’ un discorso di occupazione del Coni. Da questa norma di legge esce una precisa, fortissima volonta’ della politica di trasformare il Comitato olimpico nazionale italiano”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malago’ durante il Consiglio nazionale odierno al Foro Italico riunito al Foro Italico per discutere della riforma in materia di sport introdotta dal governo nella legge di Bilancio. “Il Comitato olimpico nazionale italiano e’ senza ombra di dubbio il piu’ prestigioso al mondo. Con l’entrata in vigore della norma diventeremmo l’ultimo comitato olimpico del mondo: questo e’ sicuro, certificato, ve lo dico perche’ conosco bene la materia – ha dichiarato Malago’ – Il problema e’ solo politico. A me non va bene” le parole del numero uno dello sport italiano. “Con questa riforma il Coni si ridurrebbe a una bellissima agenzia di viaggi. Ci sono delle cose nella riforma che oggettivamente non mi sembrano giuste – ha sottolineato Malago’, applaudito dal Consiglio – In primo luogo non capisco perche’ una societa’ partecipata al 100% dallo Stato debba fisicamente dare i contributi alle federazioni: se a monte c’e’ la volonta’ di determinare i criteri e individuare i parametri per elargire i contributi, non e’ accettabile. Perche’ per lo sport italiano e’ una scommessa al buio, tutto verrebbe demandato a persone catapultate in questo mondo dall’oggi al domani. E il Coni sarebbe ridotto ad una bellissima agenzia di viaggi, chiamato ad occuparsi ogni due anni delle Olimpiadi ma non della preparazione”.
Malago’ ha voluto rimarcare lo stato di salute dello sport italiano: “Dal Ministero dell’Economia alla Corte dei Conti, tutti hanno sempre giudicato ineccepibile la nostra gestione. E se parliamo di sport e di risultati, guardate anche a quanto bene abbiamo fatto alle recenti Olimpiadi giovanili di Buenos Aires: poi prendiamo un altro settore, un settore qualunque, e vediamo che in Europa siamo nelle ultime posizioni – ha sottolineato Malago’ – E io dovrei rinunciare allo scudetto tricolore, ai cinque cerchi olimpici e alla scritta Coni, forse la piu’ prestigiosa del Paese dopo la Ferrari, per un marchio che si chiama ‘Sport e Salute’? Ma vi rendete conto o no? Al di la’ di tutte le ideologie politiche, come si puo’ pensare di chiamare una societa’ ‘Sport e Salute’,  he se clicchi su internet trovi un diluvio di manifestazioni con questo nome?”.

A stretto giro la replica dei sottosegretari Giancarlo Giorgetti e Simone Valente attraverso una nota. “Ci sorprende l’atteggiamento del presidente Malago’ che sa bene che l’autonomia dello sport non e’ in discussione. Stiamo seguendo un modello d’eccellenza gia’ in vigore in molti paesi d’Europa e del mondo. Molti sono con noi, ci incoraggiano ad andare avanti e cosi’ faremo con serenita’, sobrieta’, senza personalismi sicuri di fare le scelte migliori per il bene dello sport italiano, che e’ l’unico obiettivo che ci poniamo. Questo governo non fa leggi a favore o contro le persone, Malago’ compreso, ma rispetta il programma e il contratto che ha dato vita all’esecutivo.  In questo senso stiamo prevedendo il coinvolgimento del Coni in quello che e’ il suo compito, cioe’ la preparazione olimpica e di alto livello”.
(ITALPRESS).

DONNARUMMA “MANCATO MONDIALE MOMENTO DURO”

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La mancata qualificazione a ‘Russia 2018′ “e’ stato il momento piu’ brutto della mia pur breve carriera perche’ come squadra non meritavamo di essere fuori dai Mondiali e soprattutto Gigi Buffon non meritava di finire cosi’ in azzurro. E’ stata una bella botta per lui. Non meritava di finire cosi’ dopo quello che ha fatto per questa Nazionale: ha dato tutto ed e’ stato il miglior portiere al mondo”. Lo ha detto il portiere della Nazionale, Gianluigi Donnarumma, in un’intervista esclusiva concessa a ‘Raisport’. “Sabato a San Siro contro il Portogallo giocheremo in un grandissimo stadio, a casa nostra, sono sicuro che i tifosi ci daranno una grandissima mano e noi faremo di tutto per vincere la partita e per sperare di arrivare al primo posto”, ha aggiunto l’estremo difensore del Milan che poi ha parlato della possibilita’ che contro la formazione lusitana possa giocare nuovamente davanti a se’ una linea a quattro formata da Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi. “E’ importante perche’ la continuita’ perche’ ti abitui e ti adatti al gioco – ha sottolineato Donnarumma -. Pero’ sono tutti importanti in questo gruppo. Chiunque giochi sono sicuro che dara’ tutto per questa maglia”. Anche questa volta tra gli assenti Mario Balotelli. “Manca chi viene in camera a romperci – ride il portiere azzurro -. Lui e’ un grandissimo giocatore, deve riprendere la forma giusta e fare quello che sa fare meglio, giocare a calcio e darci una grossa mano. Sono sicuro che lo fara’. Non so il peso ideale per lui, non e’ quello il problema perche’ con la testa giusta si puo’ fare tutto. Lui magari ha sbagliato in estate ad andare in ritiro cosi'” ovvero un po’ sovrappeso “ma ci sta. Ora deve avere la testa giusta perche’ poi puo’ fare qualsiasi cosa”. Manca anche Cutrone impegnato con l’Under 21. “Lo aspetto, e’ un grandissimo giocatore, ha fame, ha voglia di spaccare il mondo e gli faccio un grandissimo ‘in bocca al lupo’ per l’Under 21. Speriamo di rivederlo qui, sono sicuro che diventera’ un grandissimo giocatore e che ci potra’ dare una grande mano”. Intanto lui sembra gia’ entrato a far parte della cerchia dei cosiddetti intoccabili del ct. Roberto Mancini. “Sono contento, ringrazio il mister per la fiducia e sono molto orgoglioso di rappresentare questa Nazionale perche’ penso che sia il sogno di tutti i bambini – ha sottolineato il numero 1 dell’Italia e del Milan -. Come ho sempre detto io cerco di lavorare al massimo e dare tutto me stesso, poi le cose arrivano con l’impegno e con il sacrificio. Il mio obiettivo e’ provare ad andare il piu’ avanti possibile grazie al lavoro”. Il classe ’99 di Castellamare di Stabia ha poi parlato del momento difficile vissuto tempo fa quando fu contestato da una parte della tifoseria del Milan perche’ accusato di volere un ingaggio troppo alto. “Per me e’ stato un periodo un po’ difficile perche’ inconsciamente ti dici di non pensare a certe cose, ma e’ normale che alla fine lo fai sempre – ha sottolineato Donnarumma -. Mi hanno aiutato la mia famiglia e la mia fidanzata che mi sono sempre stati vicini, non mi hanno fatto sentire tantissimo le difficolta’ e mi hanno fatto andare avanti senza guardare a queste cose”. Infine Donnarumma ha parlato di Riccardo Bernardini, l’arbitro aggredito lo scorso week-end a San Basilio, nel Lazio. “E’ un qualcosa di vergognoso – ha commentato l’estremo difensore della Nazionale italiana -. Ieri ero in camera con Lorenzo Insigne, abbiamo visto la notizia e siamo rimasti veramente senza parole. Quello che e’ accaduto e’ una cosa molto grave, che non dovrebbe succedere sia in Italia che negli altri paesi. Siamo vicini al ragazzo e quello che mi sento di dire e’ basta con queste cose”.
(ITALPRESS).

ROSSI “MIA STAGIONE È DA 7 MA MI DIVERTO ANCORA”

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“Un voto alla mia stagione? Un sette”. È più che sufficiente il bilancio di Valentino Rossi in vista dell’ultima gara dell’anno domenica a Valencia. “E’ stata una stagione molto simile alla scorsa, forse il 2017 è stato un pochino meglio perchè nella prima parte eravamo più competitivi ma poi è stato difficile, in molte gare abbiamo faticato tanto e a volte è complicato mantenere la giusta concentrazione e la giusta motivazione – confessa il Dottore – Ad ogni modo mi diverto sempre e si parte da casa sempre con un umore bello, positivo. Si cerca di lottare, di fare tutto il possibile per migliorare la situazione, poi è chiaro che se lotti per la vittoria o per il podio ti diverti di più”. E a Sepang ha accarezzato a lungo il sogno della vittoria. “E’ stata una giornata molto emozionante e lunga, alla fine ero molto stanco. La gara di Moto2 è stata una grande emozione per me e per tutti nel team: era la prima volta che vinciamo un campionato (Bagnaia con lo SKY Racing Team VR46, ndr) ed era la prima vittoria in un Gp per Luca (Marini, ndr). Anche la mia gara è stata molto buona a livello personale, la miglior gara della mia stagione, dove sono stato forte sin dall’inizio. Purtroppo è mancato il lieto fine ma resta una buona gara ed è importante capire qui a Valencia se siamo competitivi, se abbiamo trovato qualcosa. Tra l’altro è una delle piste più difficili della stagione e sembra che quest’anno le condizioni meteo saranno difficili, dovremo farci trovare pronti”. Rossi ammette che “dopo la Thailandia abbiamo migliorato un po’ a livello di velocità e siamo stati un po’ più competitivi. Vinales ha vinto in Australia, io sono stato competitivo a Sepang. Dobbiamo ora capire se saremo forti anche qui a Valencia ma comunque ci attende tanto lavoro da fare in inverno. Cerchiamo di spingere al massimo per avere qualcosa di importante da testare, i prossimi 2-3 mesi saranno importanti per capire se potremo essere competitivi”. A Valencia disputerà la sua ultima gara in MotoGp Dani Pedrosa. “Quando è arrivato, nel 2006, tutti eravamo molto spaventati, aveva vinto due titoli nella 250 e al debutto in MotoGp chiuse al secondo posto. E’ stato un grande rivale per me, ricordo battaglie molto dure, come a Brno nel 2006, e credo che Dani avrebbe meritato un titolo. È stato supercompetitivo anche in MotoGp, ci mancherà. Speravo continuasse, è un pezzo importante della MotoGp che se ne va”.