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KEAN NON BASTA A UNDER 21, INGHILTERRA VINCE 2-1

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Una buona Under 21 cade in amichevole a Ferrara contro l’Inghilterra. Allo Stadio Paolo Mazza la selezione giovanile inglese ha la meglio sugli azzurrini di Di Biagio per 2-1 grazie alla doppietta di Solanke. Tanto rammarico per l’Italia, bella ma poco incisiva con il solo Kean a segno per il momentaneo pareggio nel primo tempo. L’inno di Mameli carica gli azzurrini che approcciano la partita nel migliore dei modi: Castrovilli dopo soli 22 secondi trova Zaniolo in piena area di rigore ma il giallorosso da due passi calcia alto. Avvio promettente e intenso per i ragazzi di Di Biagio ma alla prima chance gli ospiti colpiscono: all’8′ Sessegnon scappa via dalla destra e mette in mezzo un cross che Solanke di testa deposita facilmente di testa. L’Italia non si dà per vinta e aumenta la produzione offensiva fino a trovare il gol dell’1-1 al 42′ quando Zaniolo ruba palla e serve in verticale Parigini: l’esterno del Torino crossa sulla testa di Kean che impatta perfettamente il pallone e sorprende un Henderson immobile. Nel recupero del primo tempo da segnalare una clamorosa traversa di Cook e un ottimo intervento di Henderson su un gran tiro dai 30 metri ad opera di Mandragora. Dopo l’intervallo l’Inghilterra rientra in campo con grande grinta e al 53′ ritrova il vantaggio, nuovamente a firma di Solanke. Azione fotocopia rispetto a quella del primo tempo con Sessegnon che mette in mezzo, Bastoni va a vuoto e Solanke appoggia comodamente in rete. La reazione degli azzurrini arriva al 67′ con Mandragora che serve in profonità Kean: palla precisa in mezzo per il neoentrato La Gumina che arriva con leggero in ritardo fallendo l’appuntamento con la rete. I numerosi cambi dei due tecnici smorzano i ritmi di una gara frenetica che si riaccende nel finale: all’85’ Orsolini carica il mancino e sulla traiettoria si avventa Cutrone che devia all’altezza del dischetto ma Henderson respinge con un riflesso fenomenale e gli nega la gioia del gol. Al triplice fischio dal Mazza piovono applausi nonostante la sconfitta con un risultato che non premia una nazionale positiva e ricca di idee. Under 21 che tornerà in campo lunedì 19 settembre a Reggio Emilia contro la Germania.

GALLINARI VINCE DERBY ITALIANO CON BELINELLI

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Danilo Gallinari con i suoi Clippers vince il derby tutto italiano contro Marco Belinelli e gli Spurs, al terzo ko di fila in trasferta. Il match, disputato nella notte italiana, finisce 116-111 e nel finale punto a punto (107 pari a 1′ dalla sirena) il Gallo è decisivo mettendo a segno i quattro liberi che distanziano le due squadre e regalano alla sua squadra il terzo successo consecutivo. Complessivamente, il milanese ha messo a referto 19 punti, secondo miglior marcatore della sua squadra dietro soltanto a Lou Williams che di punti ne ha realizzati 23, quindi 6 rimbalzi, 4/9 dal campo, 2/4 da tre e 9/10 ai liberi. Belinelli, da parte sua, impatta solo nell’ultima parte di gara pur restando in campo per 24′ e chiude con 7 punti, 2/6 al tiro (1/3 da tre), quindi 3 rimbalzi, 2 assist, un recupero e una stoppata. Miglior marcatore della sfida DeMar DeRozan autore di 34 punti. I due azzurri sono stati protagonisti prima del match. “Due chiacchiere” accompagnata dalla foto che ritrae i due azzurri che si salutano sul parquet prima del match è il tweet pubblicato da Danilo Gallinari.

Nelle altre sfide della notte, Houston ha vinto senza storia la sfida contro Golden State: finisce 107-86 per la squadra di Mike D’Antoni (27 Harden, top scorer) con i Rockets che potrebbero aver dato una svolta alla loro stagione. Mentre per i Warriors (20 Kevin Durant) rimane più di qualcosa da rivedere dopo il terzo ko nelle ultime cinque, secondo nelle ultime tre. Infine,
Denver batte Atlanta 138-93, gara senza storia già dopo i primi 4′ con i Nuggets protagonista di un parzialone di 13-0.
(ITALPRESS).

SCARONI “PREFERISCO LA CHAMPIONS A 7 TITOLI”

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“Dobbiamo guardare all’Oriente e in America, perche’ per riportare qui i grandi campioni tutto passa dall’audience mondiale. Il Milan potrebbe essere avvantaggiato: e’ il club italiano con il maggior numero di tifosi sparsi nel pianeta. Non vogliamo restino vecchi signori che ricordano vecchie glorie, vogliamo tornare a livelli economici e sportivi eccellenti”. Cosi’ il presidente del Milan Paolo Scaroni, in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, risponde alla domanda su quanto occorra al Milan per tornare ad altissimi livelli dopo gli ultimi anni a corrente alternata. La Juve, al momento, e’ un po’ avanti a tutti, un “modello” anche se “vincere sette scudetti di fila e’ un bellissimo record, ma ormai i titoli nazionali perdono peso in favore delle competizioni europee. In Cina o in Brasile guardano le coppe piu’ che i campionati. Per questo preferisco un Milan qualificato tre volte in Champions piuttosto che vincere uno scudetto” le parole di Scaroni. Il numero uno della societa’ rossonera ha commentato l’episodio che ha visto coinvolto Higuain contro i bianconeri (“ha chiesto scusa…Alla fine del processo, non a meta’, vedremo se intervenire anche noi come societa’”) ed ha analizzato il procedimento che vede il Milan impegnato con l’Uefa a Nyon.

“A decidere saranno magistrati della corte europea, totalmente indipendenti. In piu’ non hanno un compito difficilissimo: sul fatto che nel periodo tra il 2014 e il 2017 la societa’ abbia violato i vincoli del Financial Fair play entrambe le parti concordano. Va solo stabilita una sanzione proporzionata alla colpa, come ha chiesto il Tas di Losanna. L’analisi del bilancio futuro e’ uno step successivo e avverra’ in primavera”. Scaroni tesse lodi per Ibra (“fantastico, ma sul mercato non decido io e il mio giocatore preferito ce l’ho ed e’ Suso”), difende Gattuso che dopo Milan-Betis ha forse rischiato l’esonero (“Gli allenatori si valutano sui risultati. Oggi il Milan va piu’ forte dell’anno scorso e Rino ha fatto meglio del suo predecessore”), parla del prossimo derby contro l’Inter (“Voglio vincerlo”), allontana l’ipotesi Conte (“Non l’ho mai sentito menzionare da nessuno. E personalmente non ho nemmeno il suo numero di cellulare”), punta assolutamente alla qualificazione in Champions (“se non la centrassimo servirebbe un piano B”), smentisce possibili ingressi di soci di minoranza (“Non ci sono trattative, zero, nessun socio in vista e nemmeno lo si cerca”, infine parla del suo rapporto con Berlusconi e Galliani.

“Ho una quota del Vicenza e quando abbiamo battuto il Monza sembravamo il Real. Adriano e’ un tifosissimo rossonero e un grande esperto di calcio, se parla lo ascolto. Berlusconi mi chiama ogni tanto, ha le sue idee, molto decise. Mister Li? Non so dove sia finito. A posteriori non e’ stata un’operazione di successo ne’ per il Milan ne’ per lui”.
(ITALPRESS).

MARQUEZ IL PIU’ VELOCE SOTTO LA PIOGGIA

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Marc Marquez chiude davanti a tutti il venerdì del Gran Premio della Comunità Valenciana che metterà la parola fine alla stagione 2018 della MotoGP. Il campione del mondo, in sella alla sua Hrc Honda non ha rivali nella prima sessione con 1’39″767, mettendosi alle spalle le due Ducati Pramac di Jack Miller e Danilo Petrucci ad un decimo e quella ufficiale di Amdrea Dovizioso a quattro. Il suo compagno di team Dani Pedrosa, all’ultimo weekend di gara prima di appendere il casco al chiodo è quinto ma con sette decimi di ritardo; davanti alla Suzuki di Andrea Iannone e alla prima delle Yamaha Movistar, quella di Maverick Vinales. Il suo compagno di scuderia Valentino Rossi è dodicesimo a oltre un secondo e due decimi da Marquez. La sessione si è svolta su pista bagnata ed è iniziata con un forte ritardo per il violento acquazzone che ha allagato la pista del Ricardo Tormo a Chestè, nei pressi di Valencia.
Non è andata meglio nei secondi 45 minuti a disposione dei piloti. Ancora asfalto bagnato con questa volta le Ducati grandi protagoniste. I tempi sono superiori a quelli del mattino. Danilo Petrucci, all’ultima gara in sella alla moto della Pramac, prima di passare al team ufficiale, ferma il cronometro su 1’41″318, lasciando a quattro decimi Marquez. Risale in terza piazza, almeno in questa occasione, Valentino Rossi che paga quasi otto decimi al pilota ternano. Quarto è Andrea Iannone davanti a Maverick Viñales. In apertura di sessione, per la forte pioggia, si è registrata la caduta di Johann Zarco (Monster Yamaha Tech3) che perde l’anteriore alla curva 12, con bandiera rossa per ripulire la pista dei pezzi persi dalla sua M1. Domani, terza sessione di libere alle 9.55.

MALAGO’ “CON 4 RIGHE IL GOVERNO UCCIDE IL CONI”

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“Dalla mattina alla sera, con quattro righe nella Finanziaria, e’ stato ucciso il Comitato olimpico italiano”. Lo ha detto il presidente del Coni Giovanni Malago’, a margine della presentazione del progetto “Coni Ragazzi” al Foro Italico, commentando le novita’ introdotte dall’esecutivo in materia di sport nella Legge di Bilancio. “Da tutte le parti si e’ ribadito l’invito, la speranza, il diritto e dovere di andare al dialogo – ha osservato il capo dello sport italiano parlando del mandato ricevuto dal Consiglio Nazionale nella giornata di ieri – Se qualcuno ritiene che si sia andati oltre con i toni valutate voi, in proporzione, la gravita’ del problema e dei fatti che sono accaduti, peraltro non comunicati. Non c’e’ stata una parola che sia stata volgare, c’e’ un rispetto assoluto per le istituzioni. Anzi si fa fatica a trovare qualcuno che reagisca in maniera piu’ educata e corretta di quanto e’ stato fatto” le parole del numero uno dello sport italiano.
“Giorgetti dice che il Coni non e’ solo Malago’? Ha ragione, ci mancherebbe che il Coni si identifichi con una persona. Il Coni e’ 105 anni di storia e un’eccellenza. Giorgetti ha perfettamente ragione. Il Coni ha semplicemente fatto quel che da statuto gli impone la legge dello Stato – ha proseguito il numero uno dello sport italiano a margine di un evento a Roma – Non mi fate fare polemica, noi vogliamo cercare di costruire qualcosa che eviti fratture che onestamente sono sotto gli occhi di tutti. In questo senso il mandato che mi e’ stato conferito dal Consiglio nazionale e’ clamorosamente ampio”.
(ITALPRESS).

MANCINI “NAZIONALE MAI MORTA MA STRADA LUNGA”

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Un anno dopo l’Italia torna sul luogo del delitto. In un San Siro tutto esaurito (attesi 73 mila spettatori), gli azzurri sfidano il Portogallo con la possibilità di ambire ancora alla Final Four di Nations League. Serve una vittoria con due gol di scarto e poi sperare in un ko dei lusitani contro la Polonia nell’ultima giornata, scenario complicato ma già il fatto di poter fare certi conti è un bel salto in avanti rispetto all’ultima sciagurata uscita al Meazza: era il 13 novembre 2017, la Svezia imbrigliò la Nazionale di Ventura sullo 0-0 e gli azzurri rimasero fuori dal Mondiale. Uno shock dal quale l’Italia piano piano si sta riprendendo sotto la guida di Roberto Mancini, sempre più convinto della sua scelta di sedere su quella panchina sebbene all’inizio sia “stato un po’ difficoltoso. Il morale era sotto i tacchi ma ho trovato tutti i ragazzi pronti a rimboccarsi le maniche per riportare l’Italia dove merita. Ci vuole un po’ di tempo, nessuno ha la bacchetta magica. Ci vogliono e ci vorranno ancora un po’ di partite ma stiamo migliorando gara dopo gara ed è la cosa più importante”. L’Italia sta tornando in vita anche se, per Mancini, “la Nazionale in realtà non è mai morta. Ricordo benissimo quelle due partite, l’Italia meritava di andare avanti, è stata sfortunata ma il calcio è questo, ci sono volte in cui le cose non vanno bene, capita a tutte le Nazionali. Non lo avremmo voluto, per noi andare al Mondiale è importante, ma stiamo cercando di rimboccarci le maniche e di farlo il più in fretta possibile anche se la strada è ancora lunga”, insiste il tecnico jesino, immune alla pressione che il suo ruolo comporta perchè “se alleni la Nazionale hai 50 milioni di persone che vogliono che tu vinca, che tu scelga i giocatori delle loro squadre, è normale. Ma un po’ di esperienza me la sono fatta in questi anni e la cosa bella è che domani a San Siro ci saranno più di 70 mila persone: San Siro risponde sempre alla grande e la squadra nelle ultime partite ha fatto buone prestazioni, ed è molto importante”.

Contro un Portogallo orfano di Cristiano Ronaldo (“sarà lo stesso una bella partita, loro restano una grande squadra, una delle migliori in Europa, con giocatori straordinari”), l’Italia proverà a rimanere aggrappata al sogno di centrare la fase finale della Nations League. Un obiettivo forse compromesso con certe scelte dello stesso Mancini nelle prime due gare ma il ct non ha rimpianti e guarda più lontano. “Ci piacerebbe andare alle Final Four ma è chiaro che nelle prime partite hai bisogno di vedere, di cambiare, di dare ai più giovani l’opportunità di giocare partite importanti, anche facendo degli errori ma fa parte del processo di crescita. La Nations League è un obiettivo ma è più importante la qualificazione agli Europei e abbiamo bisogno di ragazzi con partite importanti nel loro bagaglio. Domani pensiamo a fare una buona partita e a cercare di vincere, poi quel che accadrà, accadrà”. A proposito di giovani, dopo la gara di domani sera e in vista dell’amichevole contro gli Usa, saranno aggregati dall’Under 21 Kean e Mancini, oltre ad Acerbi che si unirà al gruppo già in serata per sostituire l’infortunato Romagnoli mentre torneranno a casa Chiellini, Jorginho, Florenzi e Insigne “che hanno giocato tanto in campionato”. “Abbiamo una buona generazione di ragazzi di 18, 19, 20 anni che hanno bisogno di giocare – ci tiene a sottolineare Mancini, che in questa tornata di convocazioni si è portato dietro, fra gli altri, il 18enne Tonali – Sono bravi, con qualità tecnica e per noi è importante conoscerli, per questo li chiamiamo. Abbiamo un buon serbatoio per il futuro”. Il presente, come detto, si chiama Portogallo e se in mezzo al campo Verratti e Jorginho sono intoccabili (“Hanno giocato insieme 4 partite ma essendo due giocatori molto bravi tecnicamente si capiscono bene e più giocheranno insieme, più miglioreranno”), davanti Immobile sembra aver scavalcato Berardi. “Abbiamo ancora 24 ore, decidiamo domani, sicuramente Immobile ha molte possibilità di partire dall’inizio. Noi cerchiamo più gol e lui ha quelle qualità, in area di rigore è un giocatore importante. Il suo ruolo è cercare di mettere in difficoltà i due centrali avversari e fare gol. Domani sarà una partita diversa rispetto a quella in Polonia me le qualità le ha, è un giocatore intelligente, veloce, ha fiuto del gol, se giocherà lui dovrà fare solo quello che sa”.

IRVING TRASCINA BOSTON, TORONTO SI ARRENDE

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Boston lancia il guanto di sfida. Al TD Garden si affrontavano le due grandi favorite della Eastern Conference e a spuntarla sono stati i Celtics all’overtime: 123-116 su Toronto, alla terza sconfitta di fila. Sontuoso Kyrie Irving, con 43 punti – di cui 17 negli ultimi 8 minuti dell’ultimo quarto – e 11 assist, sua miglior prestazione da quando è a Boston. Tatum (21 punti) gli dà man forte e ai Raptors non basta un Kawhi Leonard da 31 punti e 15 rimbalzi. I canadesi, che prima di questa striscia negativa avevano vinto 12 delle prime 13 gare stagionali, restano comunque primi a Est ma vedono avvicinarsi Milwaukee, che risale da -22 e spazza via Chicago 123-104 con 25 punti di Bledsoe e 23 a testa per Middleton e Antetokounmpo. Evans (23 punti), Bogdanovic (16 punti e 6 rimbalzi) e Sabonis (15+12) firmano invece il successo di Indiana su Miami (99-91, quarta sconfitta nelle ultime cinque gare per gli Heat) mentre a Philadelphia comincia a funzionare l’intesa fra Jimmy Butler e Joel Embiid: 28 punti per il primo, al debutto davanti ai suoi nuovi tifosi, 23 per il centro camerunense nel successo per 113-107 su Utah.

A Minneapolis però non c’è nessuna nostalgia di Butler: 112-96 contro Portland e terzo successo consecutivo dalla trade che ha spedito il 29enne texano ai Sixers. I Wolves ringraziano Wiggins (23 punti) e Rose (17 pt), fra i Blazers sottotono McCollum (18 pt) e Lillard (16 pt). Memphis supera Sacramento 112-104 con 27 punti di Jackson e la doppia doppia di Marc Gasol (19 punti e 15 rimbalzi) mentre un mostruoso Anthony Davis (43 punti e 17 rimbalzi) affonda New York permettendo a New Orleans di vincere 129-124 dopo essere stata sotto di 11. Perso per infortunio LeVert (stagione a rischio), Brooklyn reagisce superando 115-104 Washington con 25 punti di Dinwiddie e 23 di Russell.

DYBALA ACCENDE ARGENTINA, BATTUTO MESSICO 2-0

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L’Argentina dei giovani sta crescendo. Vittoria per 2-0 a Cordoba per l’Albiceleste nella prima delle due amichevoli col Messico (martedì la replica a Mendoza) con gol di Funes Mori nel primo tempo e autorete di Brizuela nel finale. El Tri, che presto dovrebbe ufficializzare la nomina del Tata Martino a ct, parte meglio e dopo poco più di un minuto colpisce una traversa con Raul Jimenez. Ma presto Paredes e Lo Celso prendono in mano il centrocampo e davanti sale in cattedra Paulo Dybala. Lo juventino per due volte impegna Ochoa, innesca Lautaro Martinez e alla fine firma, al 44′, l’assist per il vantaggio: punizione dalla trequarti per la testa di Funes Mori che sblocca la gara. Dybala sfiora il gol nella ripresa dove, al 12′, fa il suo ingresso anche Icardi, al posto di Lautaro. A seguire dentro anche Meza per Lo Celso e l’ex Palermo Vazquez per lo stesso Dybala, applaudito dai 40 mila del Mario Kempes. A sette minuti dalla fine, con un Messico in dieci per l’infortunio di Araujo a cambi esauriti, ecco il raddoppio: cross dalla destra di Saravia e Brizuela, nel tentativo di anticipare Icardi, insacca nella sua porta. “Stiamo lavorando bene, c’è un bel gruppo – il commento di Dybala a cui è mancato solo il gol – Io gioco con un po’ più di libertà, come alla Juve, e ho cercato di muovermi in base a come era schierato il Messico”.

Risultato un po’ a sorpresa a Rancagua dove il Costa Rica sorprende 3-2 il Cile. Ticos avanti di due gol con doppietta di Waston a cavallo fra primo e secondo tempo, poi Matarrita cala il tris. Vegas accorcia per la Roja, Alexis Sanchez si fa parare un rigore salvo poi riscattarsi parzialmente nel finale, quando sigla la seconda rete cilena. Prossimo test per la squadra guidata da Rueda martedì con l’Honduras, che a Tegucigalpa supera di misura il Panama: decide dal dischetto Lozano al minuto 75.