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FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA TRA ACI E ICS

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Presso la sede centrale dell’Automobile Club d’Italia è stato formalizzato l’accordo tra la Federazione ACI e l’Istituto per il Credito Sportivo. La collaborazione tra ACI e ICS è stata ratificata con la firma, da parte dei due Presidenti, di un protocollo d’intesa con il quale le parti, in coerenza e nei limiti delle rispettive prerogative istituzionali, definiscono la migliore strategia per una capillare, trasparente e sistematica diffusione di prodotti e iniziative, appositamente sviluppati da ICS, rispondenti alle esigenze delle Federazioni Sportive Nazionali e/o dei loro Affiliati. “L’accordo firmato oggi – dichiara il Presidente ICS, Andrea Abodi – testimonia la ferma volontà dell’ICS di sostenere l’ACI e il suo percorso di costante sviluppo che, oltre alla dimensione sportiva, consente di incidere anche su quella etica e valoriale, con risvolti sociali ed educativi di grande rilevanza. Siamo convinti che la crescita del movimento automobilistico sportivo italiano non passi solo ed esclusivamente attraverso il miglioramento quali-quantitativo degli impianti, ma anche dalle infrastrutture immateriali: la formazione, l’informazione e l’educazione stradale. Abbiamo la convinzione, condivisa con il Presidente Angelo Sticchi Damiani, che gli investimenti fatti nella direzione dell’attenzione al profilo culturale nel senso più ampio del termine, che insieme allo sport rappresenta la doppia vocazione della nostra banca, sia la principale strada da percorrere per costruire un futuro solido sia dello sport, che nella società civile”. “L’intesa favorisce l’evoluzione dello sport motoristico nell’ottica di una sempre maggiore spettacolarità, sicurezza e sostenibilità delle corse – afferma il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – supportando lo sviluppo di nuovi impianti sportivi che si pongano sul territorio anche come centri polifunzionali di promozione ed educazione alla sicurezza stradale. L’accordo porta vantaggio a tutti gli sportivi e gli appassionati di motori, che trovano nuove risposte nella Federazione ACI con i prodotti e le iniziative di ICS”.
(ITALPRESS).

 

MALAGO’ INAUGURA MOSTRA FIACCOLE AL MUSEO DI REGGIO CALABRIA

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Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospita una straordinaria esposizione temporanea, promossa dal CONI in occasione della prima riunione in Calabria, in oltre un secolo di storia, della Giunta Nazionale. Oggi, nello spazio di Piazza Paolo Orsi, e’ stata inaugurata la mostra “La Fiamma che Unisce. Le Fiaccole Olimpiche, da Berlino 1936 a Rio de Janeiro 2016”. Sono intervenuti il direttore del MArRC Carmelo Malacrino, il presidente del CONI Giovanni Malago’ e il presidente del Comitato Regionale del CONI Calabria Maurizio Condipodero. L’esposizione, presentata anche in un catalogo realizzato in questa occasione, racconta un viaggio durato oltre cento anni, da quando la “fiamma a cinque cerchi” disegnata da Carl Diem e Walter Lemcke fu accesa a Olimpia, in Grecia, il 20 luglio 1936, fino all’ultima edizione, svoltasi al Maracana’ di Rio de Janeiro, in Brasile, nel 2016. L’immagine grafica ripropone i colori dei cinque cerchi della bandiera dei Giochi dell’era moderna, che sono il simbolo dell’unione pacifica dei cinque continenti. L’Europa e’ rappresentata dal cerchio blu.
La torcia olimpica e’ un simbolo di valori universali che lo sport veicola fin dai tempi piu’ antichi, di solidarieta’ anche nella gara agonistica, di impegno per il raggiungimento di un traguardo, di bellezza, di armonia, di pace. Nell’antichita’, questa fiamma che univa il mondo greco restava accesa per tutto il tempo di svolgimento dei Giochi, durante il quale si sospendevano perfino le guerre. Si interruppero solo alla fine del IV secolo d.C., poiche’ vietati dall’imperatore Teodosio I, che li considero’ una pratica pagana. Il pedagogista Pierre del Coubertin ne propose la ripresa per il loro alto valore formativo, soprattutto sui giovani, e istitui’ il Comitato Internazionale Olimpico, nel 1896. “Le testimonianze storiche dei Giochi Olimpici risalgono all’VIII secolo a.C., tramandate anche dal grande poeta Pindaro”, dichiara il direttore Malacrino. “La “sacra fiamma” bruciava nel tripode del grande santuario panellenico di Zeus a Olimpia e restava accesa per tutta la durata della competizione. La fiaccola olimpica – continua Malacrino – ha oggi lo stesso valore simbolico, di virtu’ eterne, quali la solidarieta’, l’equilibrio, la sana competizione in uno spirito di squadra. Ringrazio il CONI per avere proposto questa esposizione, che ci offre l’occasione per un evento di alto valore culturale e formativo, nella logica di una suggestiva fusione tra la storia, il presente e il futuro da costruire”. Il Presidente del CONI Malago’ dichiara: “In una importante occasione, come la storica Giunta di Reggio, ho voluto che le torce, solitamente conservate in una sala dedicata del CONI a Roma, fossero visibili a tutti gli sportivi e gli appassionati calabresi, come segno tangibile della vicinanza del mondo dello sport a questa citta’. Ripercorrere la storia dei Giochi Olimpici attraverso le fiaccole che li hanno accesi e animati vuol dire rivivere la nostra storia comune, fatta di vittorie, di emozioni, anche di sconfitte e, ancora piu’ importanti, di rivincite. Sono certo – conclude Malago’ – che la mostra sara’ un successo. E’ il giusto riconoscimento per un territorio che e’ fucina di campioni. E magari potra’ essere una fonte di ispirazione per la crescita di giovani talenti che sognano i cinque cerchi”. Il Presidente del CONI Calabria Condipodero si dice “orgoglioso, commosso e speranzoso di aver contribuito a regalare cultura e saggezza sportiva attraverso questa meravigliosa iniziativa. Le Fiaccole Olimpiche, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, sono pronte a illuminare i cuori della Calabria e di tutti gli sportivi. Sono da ammirare – afferma – immergendosi profondamente nell’essenza racchiusa in quella commistione di sport e cultura, facendosi rapire dalle immagini dei tedofori che hanno sfilato tra gli applausi scroscianti del tempo che vola via, lasciando una traccia indelebile nel cuore degli sportivi”.
L’esposizione restera’ aperta al pubblico fino a domenica 9 dicembre 2018. La giornata del Presidente Malago’ e dei membri della Giunta a Reggio Calabria, era iniziata alle 10.45 con la visita Liceo Sportivo “A. Volta”. Nel plesso scolastico e’ stato inaugurato un nuovo impianto sportivo, poi e’ stata la volta della Scuola Secondaria di primo grado Carducci-Da Feltre, dove i vertici del CONI hanno incontrato gli alunni e partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno didattico.
(ITALPRESS).

VINALES DOMINA ANCHE IL DAY2 AI TEST DI VALENCIA

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Maverick Vinales sembra averci preso gusto. Dopo aver svettato ieri, nel primo dei due giorni di test della MotoGp in vista della prossima stagione, il pilota spagnolo della Yamaha ha dominato anche la seconda sessione. Sull’asfalto del “Ricardo Tormo”, nei pressi di Valencia, il centauro iberico ha fatto registrare il miglior crono di 1’30″757, precedendo il vice-campione del mondo della Ducati, il forlivese Andrea Dovizioso, secondo a 0″133; terza piazza per l’iridato spagnolo Marc Marquez, che con la sua Honda ha chiuso con un ritardo da Vinales di 0″154. Quarta la Ducati del britannico Jack Miller (+0″182) davanti all’altra Ducati di Danilo Petrucci (+0″202) e alla Yamaha Petronas di Franco Morbidelli (+0″217). Chiudono la top ten lo spagnolo della Suzuki Alex Rins (+0″497), il giapponese della Honda Takaaki Nakagami (+0″547), la Yamaha del fuoriclasse pesarese Valentino Rossi (+0″614) e l’altro iberico dell’Aprilia Aleix Espargaro (+0″643). Appena fuori dai migliori dieci il ‘rookie’ Francesco Bagnaia (+0″648), il fresco campione del mondo della moto2 che con la sua Ducati Pramac riesce a precedere anche lo spagnolo Jorge Lorenzo, dodicesimo e ancora dolorante al polso, che con la Honda termina con un gap di 0″827, mentre il francese della KTM, Johann Zarco, è 20esimo a 1″752. In ritardo l’abruzzese Andrea Iannone, che in sella all’Aprilia finisce anche in terra e non va oltre il 17esimo crono complessivo (+1″367), mentre la Ducati di Michele Pirro si attesta in 19esima posizione a 1″619.
(ITALPRESS).

SCONFITTA IN VOLATA PER GLI SPURS DI BELINELLI

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Sconfitta in volata per San Antonio nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet di casa dell’AT&T Center, gli Spurs di Marco Belinelli cedono per 104-103 ai Memphis Grizzlies, con l’azzurro che finisce a referto con un solo punto realizzato in 15 minuti di impiego. Per il quintetto ospite, 30 punti di Mike Conley, top-scorer dell’incontro. Tra le tredici partite disputate spicca l’ennesima sconfitta dei Golden State Warriors, che vivono la crisi peggiore dell’era Steve Kerr. I campioni in carica, ancora privi di Stephen Curry e Draymond Green, crollano davanti al pubblico amico per 123-95. A poco servono i 27 punti a testa di Kevin Durant e Klay Thompson, gli unici a vendere cara la pelle in un quintetto ormai alla deriva. Ritorno vincente di LeBron James a Cleveland. Con la maglia dei Los Angeles Lakers, l’ala di Akron contribuisce con 32 punti al successo, per 109-105, del team californiano sui Cavaliers, sua ex squadra.
(ITALPRESS).

SPALLETTI “PROGETTO INTER E’ UN CASTELLO SOLIDO”

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“Il nemico maggiore era la mancanza di fiducia. Ho cercato di far capire ai calciatori che tutti eravamo di fronte allo stesso ostacolo e lo avremmo potuto superare solo come Inter e non come Perisic, Icardi o Miranda. Aver raggiunto la Champions ha convertito la rassegnazione in entusiasmo. La squadra è in evoluzione, ma so già che non arriverà mai a essere come quella che è nella mia testa: quando ci si avvicina, mi viene naturale alzare l’asticella e pensarla ancora più forte”. In un’intervista pubblicata oggi sul ‘Corriere della Sera’, Luciano Spalletti parla della ‘sua’ Inter e di 17 mesi in cui ha dovuto fare i conti con la pressione e finanche con la paura di essere esonerato. “Se sento le pressioni? Dopo l’Empoli ho preso l’Ancona, che veniva da 13 sconfitte. Se inizi dal mio contesto, la paura la trovi sul bordo della strada – riflette il mister nerazzurro – La sento fin dalla prima panchina e spero di sentirla a lungo. Quando non la avverti più sei piatto, non dai niente. Se non gestisci stress e pressioni non puoi vincere, perché non gestirai neppure il successo”. In estate si è parlato di Modric per colmare ulteriormente il gap con la Juve: “Parliamo di un livello di calciatori fatti e capaci di insegnare agli altri come si fa. L’inserimento di top player è la scorciatoia per diventare fortissimi”. L’Inter infila sette vittorie e poi cade contro l’Atalanta: “Lazio-Inter dello scorso campionato, per come si era messa, aveva i connotati per far pensare a un nostro tipico blackout. Abbiamo trasformato un eventuale buio nel più luminoso fascio di luce verso la Champions. I vantaggi degli avversari scaturiscono dalle nostre rinunce, in quel caso non li abbiamo alimentati. Capita di non farsi trovare pronti dopo un filotto, significa che ho sbagliato le scelte. All’Inter ha prima ricostruito, ora sta costruendo: “C’è un progetto ambizioso per un castello che non sia di carte, ma di mura solide. Il traguardo? All’Inter è concesso stabilire le tappe, ma è vietato porre limiti alla posizione del traguardo finale: si vuole andare più in là”. L’ex allenatore della Roma ha una media punti alta, ha sviluppato un suo calcio e raggiunto gli obiettivi per cui è stato chiamato: “Il mio resoconto di quanto fatto fino a oggi è in pari, mi sento artefice dei miei successi e di quanto non sono riuscito a raggiungere. La domanda da porsi non è se siamo soddisfatti di quanto ricevuto, ma se siamo a posto con noi stessi per quel che potevamo dare. Io sì”. Stagione 1999-2000, a Venezia. Zamparini presidente, Marotta dg e Spalletti tecnico fu esonerato due volte. Come sono i rapporti con Marotta è presto detto: “Era ed è mio amico, uno che fa gruppo, squadra: un trequartista. Stava con me. Per quel che riguarda gli esoneri c’è poi il professionista… Zamparini (racconta sorridendo, ndr)”. “Spalletti è il dirimpettaio della follia”. E ancora. “I suoi comportamenti però sono spesso deviati da paure preventive”. Le ha dette Walter Sabatini, frasi in cui Spalletti si riconosce: “È un po’ così: la grande intuizione è confinante con la follia. Se invece cercare di capire cosa mi sta per succedere significa avere paure preventive, allora sì, sono io. La paura se vuol venire è benvenuta, ma è un’emozione come le altre. Se viene da me gioca con le mie regole, è sotto controllo. È il pericolo fuori controllo, la paura no: riguarda il futuro, la costruisci tu. Un calciatore dell’Inter, con i tifosi che ha dietro, non può giocare nell’Inter se ha paura”. Dopo il 3-1 alla Lazio, un giornalista di Roma gli disse: “A Milano non è più aggressivo nelle risposte”. Il caso Totti ha avvelenato quel periodo? “Quell’atteggiamento non lo ritengo necessario all’Inter. Io prendo la forma del contesto. Avevo detto alla Roma che non avrei rifirmato il contratto a inizio stagione, mi attaccavano e rispondevo. Mi fa sorridere quando dicono che sono stato io a far smettere Totti. Io non ho firmato, lui poteva farlo”. Ha lasciato la Roma in Champions, ci ha riportato l’Inter. La scalata per il successo è lunga ancora: “Voglio che l’Inter ritorni nel suo grande specchio di una delle più belle del reame. Deve farsi riconoscere per quel che è la sua storia”. Una considerazione anche sulla Nazionale in costruzione: “Il c.t. Roberto Mancini ha scelto la via di un calcio propositivo di qualità e tecnica, anche perché nel confronto fisico con altre Nazionali siamo perdenti. La strada è giusta: tenere qualche giocatore esperto e inserire i giovani. In Italia non dobbiamo vedere i giovani come promesse, perché nel momento in cui sono stati scelti rappresentano il meglio del Paese. Perché il calcio italiano vive questa crisi di talenti? In altri contesti sociali maturano prima. Come popolo italiano invece maturiamo tardi, in tutti i settori, e questo si riflette sul calcio. Poi c’è un altro tasto: i figli di immigrati possono dare una mano. La Germania e la Francia hanno vinto con un’importante componente multietnica. Se un tecnico, in un calcio impaziente, può coltivare il talento? La risposta di getto è: impossibile. L’allenatore è l’anello debole. Se un giovane funziona prende i meriti, sennò è lui a pagare. Se un talento nasce ci guadagna il club, il ragazzo, i procuratori. E il tecnico? Meriterebbe un premio”. Con i suoi calciatori, Spalletti si sente “molto umano. Sono sincero, baso il rapporto sui fatti. Propongono un’idea di gioco che mi affascina. Non comunico un calcio che non so insegnare, non sarei credibile. Da quando sono qui ricordo ai miei calciatori cosa vuole dire vestire la maglia dell’Inter. I contenuti giornalieri tecnici, tattici, umani fanno la differenza come la qualità dei calciatori”. Dopo l’Inter, Spalletti si immagina “ovunque ma non in esilio, magari in una situazione già risanata, restaurata. Solo nel dizionario il termine successo viene prima di sudore. Il successo – conclude – è ciò che ispiri negli altri, quindi dico: dopo essere riuscito ad allenare l’Inter vorrei diventare l’allenatore di una delle più grandi… Inter della storia”.
(ITALPRESS).

UFFICIALE, KUBICA TORNA IN FORMULA 1 DOPO 9 ANNI

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Adesso è ufficiale: nove anni dopo il suo ultimo Gran Premio, Robert Kubica tornerà l’anno prossimo in Formula 1 a bordo della Williams. Il polacco, che ha lavorato duro per tornare dopo il suo terribile incidente di rally nel febbraio 2011, ha avuto una chance con la Renault lo scorso anno e poi è stato testato dalla Williams a fine stagione ad Abu Dhabi. Superato da Sirotkin, Kubica è stato ‘condannato’ ad aspettare un anno come riserva della squadra inglese. L’anno prossimo sarà però al via, al fianco del giovane britannico George Russelll, prossimo campione di Formula 2. Porte chiuse per Esteban Ocon, alla ricerca di un posto titolare per il 2019. Il suo futuro sarà sicuramente un ruolo di riserva in Mercedes e Force India. “In primo luogo vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato durante quello che ha rappresentato un periodo difficile della mia vita – le parole di Kubica – È stato un viaggio impegnativo per tornare in Formula Uno, ma quello che sembrava quasi impossibile ora è diventato possibile. Inizia una nuova sfida in pista con la Williams. Non sarà facile, ma  con il duro lavoro e la dedizione io e George cercheremo di aiutare la squadra a far bene. Quest’anno è stato difficile, ma ho imparato molto, e vorrei ringraziare Sir Frank e Claire per questa opportunità”. “Ripresentarsi in griglia di partenza dalla prossima stagione sarà uno dei più grandi successi della mia vita – ha concluso il pilota polacco – Non vedo l’ora di tornare a correre”.
(ITALPRESS).

KLUIVERT “CONTRO REAL SFIDA CHIAVE, SOGNO UN GOL”

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“Dopo quattro mesi, posso dire che il mio bilancio qui alla Roma è molto buono. Sono molto contento: ogni giorno mi godo di più ciò che sto vivendo. Non vedo l’ora di scoprire il futuro. Mio padre me lo aveva detto: ‘il calcio italiano è difficile ma ti rende più forte’. Mi raccontato dei suoi alti e bassi e mi ha dato grandi consigli”. Così, ai microfoni di Sky Sport, l’olandese Justin Kluivert, il giovane (19enne) figlio del grande Patrick, acquistato questa estate dal club giallorosso.
“Il mio idolo? Sicuramente mio padre ma mi sono ispirato anche a giocatori come Cristiano Ronaldo quando ero giovane. Lui vive per questo sport e cerco di imitarlo. Monchi quando ci siamo parlati è stato molto convincente: sono molto contento della scelta che ho fatto, mi trovo molto bene a Roma. Lui e tutti i dirigenti del club mi hanno fatto capire che mi volevano fortemente. Mio padre mi aveva detto che qui la competizione sarebbe stata molto alta: questo è bello, perché posso imparare molto, ogni giorno, dai tanti i campioni che ci sono alla Roma”, ha aggiunto l’olandese.
“Ho scoperto solo dopo la parita contro i russi di essere diventato il giocatore più giovane ad aver segnato in Champions League con la maglia della Roma. Tutti mi hanno fatto notare questa cosa sui social, dopo il match: è bello pensare che sarò ricordato, in un giorno molto lontano, così”, ha proseguito Kluivert.
“Sogno un gol contro il Real Madrid: è una partita chiave, sono curioso di sapere quale sarà il risultato. Possiamo vincere il match e arrivare primi nel girone. Intanto, pensiamo all’Udinese: è una gara importante. Loro sono una buona squadra, se giochiamo bene sono certo che possiamo vincere”, ha detto ancora l’olandese.
“Nel passaggio dall’Ajax alla Roma ho notato tante differenze: devo lavorare e migliorare molto. Posso migliorare di certo in fase difensiva e mi sto impegnando tanto in questo senso. Poi posso migliorare pure in avanti, magari segnando più gol. Di Francesco mi ha dato tanti consigli: è un ottimo allenatore. Lui mi dice di usare di più e di sfruttare al meglio la mia velocità; poi mi dice sempre di attaccare gli avversari. Abbiamo un ottimo spirtito di gruppo qui ci: ci frequentiamo molto anche fuori dal campo”, ha spiegato a ruota Kluivert, da qualche giorno con ciuffo biondo.
“Il mio nuovo look? Al primo giorno hanno riso tutti qui a Trigoria. Ora comincia a piacere a tutti, anche a quelli che all’inizio erano più scettici. Mi piace cambiare un po’ il mio look ogni tanto. De Rossi? E’ un giocatore molto importante per il team: prima di venire qui mi ha scritto un messaggio che era contento del mio arrivo e mi dava il benvenuto. Questo mi ha reso felice: è stato un onore per me rapportarmi con lui ed è stato bello pensare di venire a giocare al suo fianco”, ha concluso l’olandese.
(ITALPRESS).

SPERANDIO UNICA NOVITA’ AZZURRA CONTRO ALL BLACKS

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Il ct dell’Italrugby, Conor O’Shea, ha ufficializzato la formazione che sabato 24 novembre, allo Stadio Olimpico di Roma, alle 15 affronterà i campioni del mondo in carica degli All Blacks, match che sarà trasmesso in diretta su DMAX, canale 52 del digitale terrestre, a partire dalle 15. Rispetto al XV titolare sceso in campo contro l’Australia, l’unico cambio è all’ala con Luca Sperandio che prende il posto dell’infortunato Mattia Bellini. Confermato Jayden Hayward come estremo, la coppia di centri Campagnaro-Castello e Benvenuti numero 14. Mediana di marca Benetton con Allan e Tebaldi. In terza linea Steyn numero otto affiancato da Sebastian Negri e Jake Polledri. In seconda linea il duo biancoverde Budd-Zanni, mentre in prima linea capitan Ghiraldini sarà coadiuvato da Lovotti e Ferrari. In panchina si rivede Edoardo Padovani con il numero 23. “Ci aspetta una grande sfida contro i campioni del mondo in carica. Bisogna avere lo stesso approccio avuto contro l’Australia in campo. Vogliamo chiudere con una bella prestazione i test match di Novembre giocando il nostro miglior rugby”, ha commentato O’Shea. Giulio Bisegni, Jimmy Tuivaiti, George Biagi e Renato Giammarioli sono stati rilasciati e saranno a disposizione delle Zebre per il prossimo impegno in Guinness Pro14. Questa la formazione che scenderà in campo: Hayward; Benvenuti, Campagnaro, Castello, Sperandio; Allan, Tebaldi; Steyn, Polledri, Negri; Budd, Zanni; Ferrari, Ghiraldini, Lovotti.  Questa invece la formazione degli All Blacks: McKenzie; J.Barrett, Lienert-Brown, Lauamape, Naholo; B.Barrett, Perenara; Read (cap.), Savea, Fifita; S.Barrett, Tuipulotu; Laulala, Colese, Tungafasi.
(ITALPRESS).